Buon Natale e felice anno nuovo! Anche se la Russia è sempre il nemico numero uno

Israel Shamir
unz.com

San Pietroburgo, l’antica sede degli zar e, ancora oggi, capitale culturale e città più civilizzata della Russia, si gode il suo meraviglioso periodo natalizio. La neve soffice ricopre le strade, decora le colline e le rive del mare, addolcisce l’aria e trasforma questa affascinante città in una fiaba invernale. Gli alberi di Natale adornano piazze e abitazioni private. Le magnifiche cattedrali imperiali sono aperte alla preghiera, alla confessione, alla liturgia e alla comunione. Al Teatro dell’Opera i migliori interpreti cantano l’Anello di Wagner e l’Aida di Verdi; il corpo di ballo mette in scena lo Schiaccianoci; nella Sala dei Concerti la Nona di Beethoven inneggia alla Gioia; il Museo dell’Ermitage regala ai seguaci di Raffaello dipinti arrivati da tutta Europa, come se la peste non si fosse mai avventurata fuori da Wuhan.

San Pietroburgo non è nota solo per la sua arte: dal suo cantiere navale è stata recentemente varata la colossale rompighiaccio nucleare Arctica, che renderà navigabili tutto l’anno i mari polari. Negozi e ristoranti servono i loro numerosi clienti. Le scuole funzionano come al solito. Le mascherine sarebbero obbligatorie sui mezzi di trasporto pubblico e all’interno degli esercizi commerciali, ma la gente se la prende comoda. La cosa principale che i Russi avevano imparato durante gli ultimi anni della decadenza sovietica era stato come sabotare le stupide decisioni delle autorità e ora sfruttano appieno quest’arte. Non combattono, non litigano, dicono “sì” e ignorano i divieti per il coronavirus, proprio come avevano ignorato le regole di Breznev. È probabilmente ancora uno dei posti migliori dove vivere, in un mondo governato da Bill Gates e dal suo scagnozzo etiope dell’OMS. La Russia è comunque minacciata, non da una nuova mutazione del virus, ma da qualcosa di molto peggio.

La prevista vittoria di Joe Biden ha immediatamente deciso la scelta del Nemico N°1 del Mondo Libero. Fino al 13 dicembre era la Cina o l’Iran. Il 14 dicembre, i Grandi Elettori erano stati certificati, aprendo la strada all’insediamento di Biden e, nella stessa giornata, il presunto hackeraggio delle reti governative statunitensi era stato dichiarato “Hackeraggio Russo.” Il presidente Trump aveva ridicolizzato l’affermazione, ma Joe Biden gli aveva subito dato una tiratina d’orecchi. Oceania era sempre stata in guerra con Eurasia!

Il deputato Adam Schiff, Democratico, presidente del Comitato dei servizi segreti della Camera e leader della lobby israeliana, ha twittato che il commento di Trump “è uno scandaloso tradimento della nostra sicurezza nazionale” e che “sembra essere stato scritto al Cremlino.” Il messaggio è chiaro: se non invochi azioni contro la Russia, devi essere per forza un agente russo.

Come fossero tutti d’accordo, i politici statunitensi dei due partiti più importanti hanno iniziato a chiedere vendetta contro la Russia. Il segretario di Stato di Trump, Mike Pompeo, è stato il primo ad attribuire alla Russia il [presunto] hackeraggio. Il senatore Democratico dell’Illinois Dick Durbin ha detto che il presunto hackeraggio russo è “praticamente una dichiarazione di guerra della Russia contro gli Stati Uniti.” Marco Rubio, senatore Repubblicano della Florida e leader del Comitato di intelligence del Senato, ha twittato che “l’America deve reagire e non solo con sanzioni.” È un atto di guerra, ha dichiarato alla stampa. Un deputato Democratico del Colorado, Jason Crow, ha paragonato l’hackeraggio a Pearl Harbor, sottintendendo che gli Stati Uniti potrebbero e dovrebbero bombardare un paio di città russe, come avevano fatto con Hiroshima e Nagasaki.

Questo è un buon motivo di preoccupazione per i Russi, poiché è probabile che gli Americani possano “vendicarsi.” Nel 2019, gli Stati Uniti avevano lanciato un attacco informatico senza precedenti contro i computer della rete elettrica russa, come era stato riferito dal New York Times. Si era trattato di una “ritorsione” per il presunto coinvolgimento russo nelle elezioni del 2016, smentito fin da allora dall’indagine Mueller. Questo durante la presidenza Trump, che Biden ha descritto come un pupazzo di Putin. Ora Biden dice che terrà Mosca con un guinzaglio più corto. Scott Ritter ha giustamente fatto notare che se “Biden metterà un guinzaglio più corto alla Russia, potrebbe scoprire che il morso di Putin è peggiore dei suoi latrati.” Forse. Putin è un signore dalla voce vellutata ma con un grosso bastone e queste persone sono pericolose per i loro nemici.

Questa settimana, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro 45 importanti aziende russe, tra cui Rosatom, l’unica in grado di realizzare centrali nucleari, e il costruttore delle capsule spaziali Soyuz e Progress. Il tribunale Arbitrale per lo Sport, completamente controllato dall’Occidente, ha stabilito che la Russia non potrà utilizzare nome, bandiera e inno nazionale nelle prossime due Olimpiadi o in qualsiasi competizione mondiale per i prossimi due anni. Gli Stati Uniti hanno chiuso due dei loro consolati in Russia, lasciando aperta solo l’ambasciata di Mosca. L’ambasciata potrebbe però anche essere chiusa o ridotta d’organico per la sua persistente interferenza negli affari interni russi.

La Russia potrebbe sentirsi minacciata e assediata proprio come lo era stata l’Unione Sovietica, anche se nella sua transizione allo stato attuale, la Russia aveva ritirato le proprie truppe da decine di paesi, tra cui la Germania dell’Est e gli Stati Baltici, e aveva ottemperato ad ogni desiderio dei politici antisovietici fin dal 1991. E questo è ingiusto, perché l’URSS aveva offerto un’alternativa al modello di sviluppo occidentale, non come la Russia di Putin che ha sottoscritto ogni singolo capitolo del discorso occidentale. L’11 settembre, lo sbarco sulla Luna; di qualunque cosa si tratti, la Russia ufficiale accetta sempre la versione ufficiale.

La Russia è d’accordo con l’agenda sul clima e Putin è un vero sostenitore del fatto che il mondo diventerà inabitabile se non verranno ridotte le emissioni di CO2. Il riscaldamento globale non minaccia affatto la Russia: è un paese nordico dove le temperature in inverno scendono a -50°C (-58 F). Un po’ di caldo in più non guasterebbe, ma Putin rispetta le regole di Greta.

La Russia è d’accordo con l’approccio europeo (e con quello di Biden) alla crisi del coronavirus. Non è un porto sicuro per i negazionisti del Covid. Putin pensa che il vaccino sia utile e necessario, e, all’inizio di dicembre, la Russia ha iniziato una campagna di vaccinazione di massa. L’unica differenza è che lui sostiene i vaccini russi, che sono più economici, meno ambiziosi, più facili da gestire, generalmente migliori e più sicuri di quelli di Pfizer e di Moderna che modificano i geni. L’ha fatto anche Oliver Stone!

Putin ha approvato un accordo tra l’azienda produttrice dello Sputnik-V e l’anglo-svedese AstraZeneca. Lo Sputnik è migliore, ma “la mossa è vista come il tanto atteso voto di fiducia da parte un produttore occidentale per lo Sputnik V, che è diventato il bersaglio di una campagna diffamatoria patrocinata dall’estero.” Certo che lo Sputnik-V è stato diffamato. Un esempio. È il vaccino più popolare in Africa e il ferocemente anti-russo Council on Foreign Relations (CFR) scrive che “la disinformazione russa rende popolare in Africa il vaccino Sputnik V.” Tutto quello che dicono i Russi è disinformazione, ormai lo sapete. Putin continua imperterrito a rimanere entro questi rigidi limiti. Non è un scettico del Covid, assolutamente no.

Se siete alla ricerca di una risposta a muso duro al Covid, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko è la scelta migliore. Ha rifiutato la vaccinazione per se stesso, ma l’ha permessa ai suoi concittadini, sia con il vaccino russo che con quello occidentale. (In realtà, anche Putin ha rifiutato la vaccinazione, perchè lo Sputnik V è raccomandato a persone tra i 18 e i 60 anni). Il suo Paese, la Bielorussia, non ha avuto il lockdown, le chiese e i teatri sono rimasti aperti, le scuole e gli uffici hanno continuato a funzionare regolarmente. Era stato punito con proteste post-elettorali finanziate e organizzate da Paesi stranieri che lo avevano quasi esautorato, anche se la sua vittoria era stata molto più plausibile di quella di Biden.

Per soffocare le proteste, era stato costretto ad accettare alcune restrizioni anti-Covid: erano state introdotte le mascherine, ma non l’obbligo di indossarle. Il mondo sarebbe diverso se a governare la Russia ci fossa stato Lukashenko, come speravano molti Russi, ma non è andata così. Putin è molto più morbido verso l’Occidente, ma si prende ancora la colpa di tutto ciò che non piace all’Occidente.

Qualsiasi cosa faccia Putin incontra la disapprovazione degli Stati Uniti. Nella recente guerra del Nagorno Karabakh, la Russia ha salvato gli Armeni dalla sconfitta totale e ha permesso ai separatisti armeni di preservare e mettere in sicurezza le loro città e i loro villaggi in questa regione dell’Azerbaigian. Tuttavia, alla Francia e agli Stati Uniti, paesi con grandi diaspore armene, la cosa non è andata a genio e cercano di minare l’armistizio incoraggiando i nazionalisti armeni.

Nello stesso tempo, la Germania ha aperto il secondo fronte contro la Russia. Mentre nel 1944 c’erano voluti tre anni perché gli Stati Uniti aprissero il secondo fronte contro la Germania, questa volta i Tedeschi non hanno aspettato un solo giorno. Beh, i Tedeschi hanno da molto tempo l’ossessione di combattere la Russia e forse pensano che questa volta avranno successo, con Stati Uniti e Inghilterra al loro fianco e la Russia abbastanza isolata.

Hanno rispolverato la vecchia affermazione britannica secondo cui i Russi impiegherebbero armi chimiche vietate a livello internazionale. Nel 2018, gli Inglesi avevano detto che il GRU (l’intelligence militare russa) aveva avvelenato un traditore russo [rilasciato dalle prigioni russe e regolarmente residente in Gran Bretagna], il signor Skripal, con un agente nervino proibito, il mortale Novichok, un’arma di distruzione di massa presumibilmente inventata dai Sovietici. (Avevo scritto di questo fatto). Era un’affermazione piuttosto ardita; ora la chiameremmo “fake news,” perché non è realistico impiegare un’arma di distruzione di massa contro una persona con risultati così deludenti (Skripal era sopravvissuto al presunto attacco). Gli Inglesi lo avevano fatto per coinvolgere l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) e accusare i Russi non solo di aver commesso un omicidio, ma anche un grave crimine di guerra, trasformando uno dei Paesi fondatori dell’ONU e membro permanente del Consiglio di sicurezza in uno stato canaglia.

Ora, i Tedeschi hanno ripreso la sceneggiatura britannica utilizzando il presunto avvelenamento dell’oppositore russo Alexei Navalny. Hanno affermato che il Presidente Putin avrebbe personalmente ordinato all’FSB (l’equivalente russo dell’FBI, un concorrente del GRU) di avvelenare Navalny con il temibile Novichok, non solo, ma che svrebbero tentato di avvelenarlo per tre anni di fila, fallendo tutte le volte. All’ultimo tentativo, come pare, avevano avuto successo, ma [Navalny] era stato trasportato in Germania dove i bravi medici dell‘Ospedale della Charité gli avevano salvato la vita. La presenza del Novichok era stata accertata, secondo i Tedeschi, dai loro esperti militari e confermata in un secondo tempo da laboratori svedesi e francesi. Anche in questo caso era stato coinvolto l’OPCW. Nessuna di queste analisi dei laboratori militari era stata resa pubblica e nessuno di questi rapporti era stato inviato per conoscenza alle autorità russe. La Russia è un membro dell’OPCW, ma la Germania ha stabilito che quei rapporti militari non dovevano essere mostrati alla Russia, e così era stato. Si sa che dei galantuomini ci si deve fidare sulla parola.

La lunga saga dell’avvelenamento di Navalny era iniziata in agosto (avevo scritto un articolo sulla sua prima stagione) e ora c’è il sequel. Gli ultimi sviluppi sono della settimana scorsa. La rivista medica britannica The Lancet ha pubblicato la relazione medica dell’Ospedale della Charité. Sfata alcune delle affermazioni di Navalny. Navalny aveva affermato di essere stato avvelenato due volte, prima del volo e poi all’ospedale di Omsk. Il Times aveva scritto: “Le spie russe avevano cercato di uccidere uno dei più fieri oppositori di Putin con l’agente nervino mortale Novichok prima che potesse essere trasportato a Berlino, rivelano fonti di intelligence occidentali.” Niente del genere, dicono i medici tedeschi. All’ospedale di Omsk, Navalny aveva ricevuto le stesse cure che aveva ricevuto a Berlino e, comunque, sotto la supervisione di medici tedeschi. Il rapporto dice che Navalny ha sofferto di un avvelenamento, ma non c’è alcun riferimento al Novichok, salvo la successiva citazione della fonte militare. Qui c’è dell’altro.

Nel frattempo, Navalny e i suoi avevano inscenato una conversazione telefonica con un presunto agente del FSB che sarebbe stato coinvolto nella vicenda. La cosa sembra particolarmente fasulla, perché non sappiamo chi parla con chi, i riferimenti temporali sono contraddittori e ciò che dice l'”agente dell’FSB” non ha molto senso, anzi, sembra quasi voler infondere allegria. L’FSB avrebbe avvelenato e poi lavato la biancheria intima di Navalny? Stronzate! Come tutte le indagini di BellingCat, lo strumento dell’MI6, anche questa è ricca di dettagli ma scarsa di logica.

Tuttavia, la storia di Navalny, più quella di Skripal, sarà probabilmente utilizzata per minare ulteriormente la posizione internazionale della Russia. Se si aggiungono le sanzioni, la guerra cibernetica e il generale peggioramento delle relazioni, non possiamo guardare con grande speranza al futuro, come di solito facciamo in questo periodo dell’anno. È buio, ma è probabile che diventi ancora più buio.

Il messaggero delle tenebre è il nuovo virus mutante inglese. Qualunque cosa se ne dica, ha poco senso e ancor meno basi probatorie. La sua “apparizione” significa che non ci sarà via d’uscita dall’eterno inferno covidiano. Ci saranno sempre nuove mutazioni, nuove restrizioni, nuovi proclami e nuove limitazioni. Bill Gates si era arricchito con gli aggiornamenti periodici [di Windows] e ora intende aggiornare annualmente il virus e il relativo vaccino. Inoltre, si dice che anche i bambini possano far da vettori a questo nuovo virus. Probabilmente è un tentativo di imporre l’apprendimento a distanza, chiudere le scuole e farla finita con l’educazione di massa. I nostri governanti pensano che i ragazzi non debbano istruirsi molto, è sufficiente che sappiano leggere i messaggi dei loro telefonini. Un’opportunità del genere servirà anche a separare i vecchi dai giovani, lasciate che i vecchi muoiano in solitudine e che i giovani vengano indottrinati nel Nuovo Normale.

Grande Reset, Rivoluzione Verde, Nuovo Normale, se questo è davvero il futuro, perché dovremmo preoccuparci di una bella guerra nucleare totale che spazzi via l’umanità? Una fine terribile potrebbe anche essere meglio di un terrore senza fine. D’altra parte, Dio ci ha creati e ha provveduto a noi, non ci farà morire in lockdown o in altri disastri causati dall’uomo. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti voi, nonostante i cattivi presagi!

Israel Shamir

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/ishamir/russia-is-the-enemy-number-one/
26.12.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org