POLIS Stagione II, Puntata 17 – Balneari: Il grande scontro tra Italia e Europa

Primo piano sulla politica a cura di Come Don Chisciotte

È un anno che non si prospetta affatto facile per Giorgia Meloni quello appena iniziato. Pronti via e il suo governo ha dovuto fare i conti con una serie di figuracce e imprevisti in sequenza, che più di un imbarazzo lo hanno provocato. Dalla sparatoria di Capodanno per cui è indagato il Deputato Pozzollo, sospeso da Fratelli d’Italia, all’accusa mossa a Sgarbi di furto beni culturali, fino alle sfilate dei neofascisti, il tempo di concentrarsi per la risoluzione dei problemi ha davvero scarseggiato.

La questione delle concessioni balneari è la prima a scoppiare del 2024 e già rischia di alzare un polverone come quello del MES, se non peggiore. I prodromi c’erano tutti, con la procedura d’infrazione da tempo avviata dall’Europa e la lente d’ingrandimento perenne sulle mosse del governo, da ultimo sul disegno di legge sulla concorrenza adottato dall’Italia qualche giorno fa. Giorgia stava dimostrando anche in questa occasione di voler tenere testa alla Commissione, con la solita strategia del trascinare a lungo i problemi proseguendo a testa bassa. Quello che non aveva previsto però era il decentramento decisionale dei Comuni che, nell’incertezza normativa ormai palesatasi, in vista della prossima estate hanno iniziato a procedere in ordine sparso e difforme. Chi aspetta, chi rinnova le concessioni di un anno, chi di 10, chi le liberalizza in pasto al mercato. Di pari passo, la situazione è fuori controllo anche dal lato giuridico, con i Tar, il Consiglio di Stato e la Cassazione che continuano a rimpallarsi la questione, mentre l’esecutivo fa orecchie da mercante, rendendo ancora più difficile la programmazione di balneari e istituzioni territoriali.

In questo marasma, l’ultimatum: il 16 gennaio è il giorno X per comunicare alla Commissione se la Bolkestein verrà attuata, pena le conseguenze della procedura di infrazione. La trattativa portata avanti dal Ministro Fitto, per il governo, e la Commissione è in atto. Dopo Patto di Stabilità e MES cosa farà Giorgia? Darà un colpo al cerchio…o uno alla botte?

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Cronistoria della “Questione Balneari”

1942: Il Codice della Navigazione subordina le concessioni all’interesse pubblico.

1992: Introduzione “diritto di esistenza”: i titolari di concessioni sono preferiti ai nuovi pretendenti al momento del rinnovo, ogni 6 anni (anche tacito)  Nascita “lobby degli stabilimenti”.

2006: Direttiva Bolkestein: Rilasci di nuove concessioni e rinnovi devono seguire procedure pubbliche, trasparenti e imparziali. Concorrenza paritaria  Inizio battaglia Italia-UE.

2009: 1° procedura di infrazione della Commissione all’Italia. Il “diritto all’insistenza” è contrario ai principi della Bolkestein.

2010: Il Parlamento italiano (governo Monti) abroga il “diritto all’insistenza” e il tacito rinnovo. UE cancella la procedura di infrazione. Data di scadenza delle concessioni fissata al 2015.

2012: Il Parlamento proroga la scadenza delle concessioni al 2020.

2016: 2° procedura di infrazione della Commissione all’Italia.

2018: Il Parlamento proroga la scadenza delle concessioni al 2034.

9 novembre 2021: Il Consiglio di Stato boccia la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime. Con due sentenze del 9 novembre 2021 (n. 17, A.P., e n. 18, A.P.) l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha affermato che le norme legislative nazionali che hanno disposto la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative non devono essere applicate né dai giudici né dalla pubblica amministrazione perché in contrasto con il diritto dell’Unione. Data di scadenza delle concessioni fissata al 31 dicembre 2023. La decisione, tuttavia, viene respinta dal TAR di Lecce.

29 dicembre 2022 (Milleproroghe): Il governo Meloni decide comunque di prorogare le concessioni di un altro anno, fino al 31 dicembre 2024.

Agosto 2023: Il Consiglio di Stato precisa il dovere da parte di tutti gli organi dello Stato di disapplicare la proroga poiché in contrasto con la legge europea.

Settembre 2023: Il governo Meloni si impegna in uno sforzo di ricognizione della situazione delle concessioni balneari nominando un apposito tavolo tecnico-consultivo. Questi, a settembre 2023, presenta una relazione da cui risulta che le coste italiane sarebbero lunghe 11.172,79 chilometri, cioè ben 2.200 km in più di quanto calcolato dall’Istat (8.970 chilometri). Il tema è rilevante perché la direttiva Bolkestein presuppone la “scarsità delle risorse naturali” e non si applica se le risorse naturali (in questo caso, le spiagge) non sono, appunto, scarse. E infatti (nota del 5 ottobre 2023 diramata dalla Presidenza del consiglio), il tavolo conclude che l’attuale occupazione degli stabilimenti balneari è limitata a solo il 33 per cento delle aree disponibili; ne consegue che essendo il 67 per cento delle spiagge ancora libere, la direttiva Bolkestein non debba applicarsi.

16 Novembre 2023: La Commissione respinge la relazione del Governo sulla scarsità di risorse e va avanti con la procedura di infrazione, inviando a novembre 2023 un Aut-Aut. Il governo italiano ha due mesi di tempo per “dare spiegazioni” in merito alle ripetute violazioni sulla Bolkestein, dopodiché “decideremo il passo successivo”. La lettera fa seguito alla sentenza della Corte di Giustizia UE dell’aprile scorso che stabiliva che “le concessioni di occupazione delle spiagge italiane non possono essere rinnovate automaticamente ma devono essere oggetto di una procedura di selezione imparziale e trasparente”.

23 novembre 2023: La Cassazione accoglie i ricorsi delle associazioni di categoria e ravvisa diniego di giurisdizione da parte del Consiglio di Stato. La controversia ritorna al Consiglio per il contraddittorio pieno. La Suprema Corte cassa l’AP n. 18/2021 con rinvio al Consiglio di Stato, con il monito di «pronunciarsi nuovamente, anche alla luce delle sopravvenienze legislative, avendo il Parlamento e il Governo esercitato, successivamente alla sentenza impugnata, i poteri normativi loro spettanti».
28 dicembre 2023: Pronunciandosi sulla proroga concessa a uno stabilimento di Amalfi, il Consiglio di Stato con la sentenza ribadisce l’inefficacia delle proroghe alla scadenza delle concessioni demaniali previste dal decreto Milleproroghe del 2022. Confermata data di scadenza delle concessioni fissata al 31 dicembre 2023

1 gennaio 2024: Data ufficiale di inizio delle liberalizzazioni. Bandi pubblici per affidare 19,2 milioni di metri quadrati di spiaggia a imprenditori e imprese

16 gennaio 2024: Il governo italiano deve comunicare alla Commissione europea qual è il suo indirizzo per quanto riguarda l’attuazione della direttiva Bolkestein, cioè la messa all’asta delle concessioni balneari. Se non sarà rispettata questa scadenza, avrà seguito la procedura di infrazione avviata nei confronti dell’Italia.

Scarica in PDF la Cronistoria della “Questione Balneari”

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Diciassettesima puntata della II Stagione di “POLIS, Primo piano sulla politica”, programma settimanale di comedonchisciotte.org, condotto dal giornalista Massimo A. Cascone, con ospiti l’avvocato Umberto del Noce, esperto di diritto costituzionale e parlamentare, e il professore ordinario di Scienza Politica all’Università di Macerata Luca Lanzalaco.

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Conduce Massimo A. Cascone. Regia e montaggio Giulio Bona.

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