UN ALTRO SIONISTA SI UNISCE ALLA SQUADRA DI BIDEN

Neuberger renderà il nostro cyber sicuro?

Philip Giraldi – The UNZ Review – 9 febbraio 2021

 

Non ci vuole una spiccata perspicacia per notare che l’amministrazione del presidente Biden è piena di sionisti che non solo credono nella propria visione della Grande Israele, ma in alcuni casi hanno forti e permanenti legami con il governo israeliano. Il nuovo segretario di stato Tony Blinken proviene da una famiglia ebrea americana che mantiene solidi rapporti con Israele. Il nonno paterno di Blinken fu uno dei fondatori di una organizzazione che, con il passare del tempo, si è evoluta nel [famigerato] American Israel Public Affairs Committee (AIPAC). Durante la sua udienza di conferma al senato, Blinken ha dichiarato che la nuova amministrazione vorrebbe “consultarsi con Israele” prima di un possibile ritorno all’accordo nucleare del 2015 e, inoltre, ha chiarito che ci saranno “condizioni aggiuntive per l’Iran”; una posizione strana da prendere dato che sono stati gli Stati Uniti a ritirarsi dall’accordo e ad introdurre un duro regime di sanzioni, nonostante l’Iran si fosse conformato ai termini dell’accordo. Più recentemente, Blinken ha affermato che l’Iran è a poche settimane dall’avere l’uranio arricchito necessario per fabbricare un’arma nucleare. Abbastanza stranamente, o forse no, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva fatto la stessa dichiarazione negli anni ’80.

Lo stesso Joe Biden si è orgogliosamente proclamato sionista e il vicepresidente Kamala Harris è intervenuta alle riunioni dell’AIPAC dicendo che avrebbe promesso il suo sostegno incondizionato allo stato ebraico. Il leader della maggioranza in senato, Chuck Schumer, si è proclamato “shomer” o protettore di Israele in Senato, mentre la presidente della camera Nancy Pelosi ha affermato che “se questo Campidoglio crollasse al suolo, l’unica cosa che rimarrebbe sarebbe il nostro impegno a mantenere il nostro aiuto, non posso neppure a chiamarlo aiuto, la nostra cooperazione con Israele. Ciò è fondamentale per quello che siamo”. Il leader della maggioranza della Camera, il secondo democratico in classifica Steny Hoyer, ha condotto orgogliosamente numerose delegazioni del Congresso in Israele.

Qualcuno potrebbe sospettare che molti componenti del Congresso o della Casa Bianca amici di Israele, siano degli opportunisti, consci del fatto che il sionismo fa fare carriera e ancor più consci del fatto che mettersi dalla parte sbagliata della “Lobby” non è altro che un desiderio di morte politica. Molti funzionari superiori politicamente astuti, nel frattempo, finiscono di proposito in posizioni rilevanti nel Dipartimento di Stato come la CIA o il Consiglio di Sicurezza Nazionale dove potranno pilotare le scelte di politica estera a favore dello stato ebraico. Quando George W. Bush era presidente, alcune persone come Paul Wolfowitz, Richard Perle, Doug Feith e Scooter Libby lavorarono sodo per infiltrarsi nel Pentagono e nella Casa Bianca e, avendolo fatto con successo, il risultato è stato la disastrosa guerra in Iraq.

Qualcun altro potrebbe anche ricordare la concomitante epurazione dei cosiddetti “Arabisti” nel Dipartimento di Stato negli anni ’50, che portò al predominio degli ebrei americani nelle posizioni più importanti della sicurezza interna ed estera in materia di Medio Oriente. In realtà, il cambiamento delle priorità del Dipartimento di Stato è stato drammatico, con Foggy Bottom (la sede del Dipartimento di Stato, N.d.T.) che ora ospita un ufficio dell’Inviato Speciale per monitorare e combattere l’antisemitismo, presumibilmente perché l’antisemitismo sta crescendo in tutto il mondo e che, apparentemente, non ha nulla a che fare con il comportamento di Israele e dei suoi sostenitori. Il titolare, Elan Carr, è stato recentemente promosso al rango di Ambasciatore generale e la sua squadra, così come l’amministrazione Biden, ora insiste sul fatto che la critica a Israele è ipso facto antisemitismo. Così, giusto per la libertà di parola nel nuovo ordine mondiale.

C’era un tempo in cui era considerato poco saggio nominare alti funzionari che avessero legami personali con altri paesi per non creare un conflitto di interessi che, alla fine, non sarebbe stato vantaggioso per nessuna delle due nazioni. Nel suo spesso menzionato discorso d’addio del 1796, George Washington avvertì chiaramente che “le permanenti e consolidate antipatie contro particolari nazioni e gli attaccamenti passionali per altre dovrebbero essere esclusi; al loro posto dovrebbero essere coltivati dei sentimenti giusti e amichevoli verso tutti. La nazione che riversa in un’altra nazione odio o affetto abituale è, in qualche modo, schiava. É schiava della sua animosità o del suo affetto e una delle due forze è sufficiente per distoglierla dal suo dovere e dal suo interesse.“

Se George Washington potesse vedere come la politica estera è stata rovinata dal governo federale israelo-centrico che ha prevalso dai tempi di Ronald Regan, sicuramente non riuscirebbe a capire come si è arrivati a questo punto. Donald Trump ha persino intensificato questa antipatia facendo regali agli israeliani che, in realtà, non avevano chiesto e sembra che Joe Biden ne farà di più. Quando si tratta di Israele, nessuna concessione o regalo è mai abbastanza.

In passato l’FBI ha regolarmente negato le autorizzazioni di sicurezza a funzionari designati che avevano legami stretti e duraturi con altri paesi che non facevano parte della NATO. Con Donald Trump qualcuno ha riferito che a Jared Kushnern, suo genero, era stato negato il nulla osta di primo livello in parte a causa dello stretto legame personale della sua famiglia con Israele, incluso il primo ministro Benjamin Netanyahu, che viene considerato come amico di famiglia. Donald Trump ha ignorato la raccomandazione e ha usato la propria autorità per concedere comunque a Kushner l’autorizzazione.

L’ultimo amico di Israele a raggiungere la vetta, mentre Biden completa le sue nomine, è Anne Neuberger, recentemente nominata direttore senior per le politiche informatiche del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Neuberger ha trascorso dli ultimi dieci anni presso l’Agenzia di Sicurezza nazionale americana, il braccio destro dello spionaggio informatico del Pentagono, dove è stata nominata capo della sicurezza informatica. Suo marito Yehuda, invece, è il presidente del consiglio esecutivo dell’AIPAC di Baltimora. Secondo quanto riferito, sarebbe stato lui a fare pressioni sul fervente senatore sionista Ben Cardin per far sì che si opponesse all’accordo sul nucleare iraniano del 2015 negoziato dalla presidenza di Obama. Cardin ha votato a sfavore, nonostante l’accordo fosse sostenuto dal leader del suo partito, il presidente Barack Obama.

Non sorprende che ci sia un ulteriore retroscena di questa storia. Funziona più o meno così: il notiziario della NBC ha pubblicato il 27 gennaio un articolo che sostiene che una fondazione familiare collegata a Neuberger ha donato 500.000 dollari all’AIPAC, la più grande delle centinaia di fondazioni volte alla promozione degli interessi israeliani negli Stati Uniti. L’AIPAC, nel 2019, aveva un budget annuale di 133 milioni di dollari, un patrimonio di 157 milioni di dollari e 476 dipendenti. L’AIPAC fa talmente tanta pressione sul Congresso che arriva addirittura a scrivere le leggi a favore dello stato ebraico.

L’articolo della NBC dichiarava che: “La figlia dell’investitore miliardario George Karfunkel, Anne Neuberger è un funzionario di una fondazione sua e di suo marito, la Yehuda and Neuberger Foundation. La fondazione è nata 12 anni fa per ‘svolgere attività benefiche e religiose della Associated Jewish Community Federation di Baltimora’…, secondo i documenti fiscali disponibili, la fondazione dal 2012 al 2018 ha donato 559.000 dollari all’AIPAC, un vero e proprio record fiscale. In una sezione separata dei moduli la fondazione dichiara di spendere quel preciso importo sotto la voce di spese “per influenzare un organo legislativo” o “l’opinione pubblica”.

L’articolo osserva anche che Israele opera nel proprio interesse e spia costantemente l’America utilizzando sistemi informatici avanzati. L’articolo cita anche una “sezione trasversale di ex funzionari e funzionari attuali dell’intelligence ed esperti di politica estera (nessuno dei quali è nominato) i quali ritengono che le donazioni abbiano creato dei problemi di apparenza. Costoro hanno notato che Israele, le cui aziende costruiscono e vendono attrezzature di spionaggio ai regimi all’estero e le cui agenzie di intelligence violano i governi stranieri in tutto il mondo, ha un grande interesse nei confronti della politica informatica statunitense.”

La fondazione Neuberger elargisce contributi anche alla Fondazione per la Difesa delle Democrazie (FDD), capeggiata dai neoconservatori che, come l’AIPAC, sono in diretta collusione con l’ambasciata israeliana a Washington. La FDD dovrebbe essere registrata come una fondazione straniera, ma nessuna entità connessa a Israele è stata mai obbligata a conformarsi. Per certo, il coinvolgimento della [fondazione] Neuberger con la FDD e la sua partecipazione alle spese dell’AIPAC avrebbero dovuto essere un elemento di sicurezza nel processo di approvazione, ma quel processo potrebbe essere stato modificato per motivi politici o l’informazione potrebbe non essere stata resa pubblica. Il rapporto della NBC fa notare che “una portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale ha rifiutato di rispondere a domande dettagliate in merito alla questione sopra citata dicendo che la signora Neuberger, in qualità di funzionario senior della NSC, si conformerà all’ordine esecutivo sugli obblighi etici del personale esecutivo. Non è chiaro se alla Neuberger sia stato chiesto di rivelare i contributi della sua fondazione; conseguentemente non si sa se il team Biden abbia controllato le donazioni. Sebbene le donazioni siano state elencate nei documenti fiscali pubblici disponibili sulla rete, ci vuole una certa abilità per trovarli.

I sostenitori della Neuberger si sbagliano, perché i contributi versati a suo nome all’AIPAC, che molti a Washington considerano una copertura per il governo israeliano, sono stati sicuramente importanti per il suo processo di approvazione. Secondo le regole normali, questo non la qualificherebbe per un’autorizzazione di alto livello, ma, come va notato, abbiamo a che fare con Israele. La nomina della Neuberger a capo della sicurezza informatica degli Stati Uniti, dopo aver donato centinaia di migliaia [di dollari] allo strumento di pressione di un governo straniero che di recente ha accolto con grande entusiasmo, come un eroe, un proprio compatriota, Jonathan Pollard, che ha spiato gli Stati Uniti, è inaccettabile. Si potrebbe anche aggiungere che Israele è considerato il governo “amico” più attivo per quanto riguarda lo spionaggio degli Stati Uniti, spesso usando ebrei americani sayanim come loro “agenti”, e la sua storia ben documentata di furto di alta tecnologia degli Stati Uniti è estesa. Ha anche capacità informatiche altamente sviluppate che ha recentemente usato contro obiettivi governativi americani, inclusa la Casa Bianca.

Il colpo di scena finale della storia di Neuberger si è avuto con le lamentele di gruppi e singoli ebrei che hanno cominciato a riversarsi sulla NBC dopo la pubblicazione di questa storia, perché alcuni di loro erano preoccupati che una meravigliosa fondazione come l’AIPAC venisse messa in cattiva luce. L’AIPAC ha denunciato direttamente il pezzo, sostenendo che le sue “accuse di doppia lealtà sono antisemite e insultano milioni di americani ebrei e non ebrei che stanno dalla parte del nostro alleato Israele“. La rete di notizie si è arresa, ritirando e archiviando la storia dopo aver affermato che non aveva soddisfatto i suoi standard abituali a causa dell’uso di fonti anonime e del non aver dato a Neuberger un tempo adeguato per rispondere. La NBC non ha contestato l’affermazione dell’AIPAC che Israele è un vero e proprio alleato americano, che è essa stessa una bugia, né le prove convincenti che alcuni ebrei americani dimostrano certamente una fedeltà doppia o particolare che favorisce Israele.

Ma il mio contributo preferito a sostegno di Neuberger viene dall’ambasciatore del presidente Barack Obama in Israele Dan Shapiro, che sembra essere in linea per una importante nomina alla politica estera da parte di Biden. Egli ha twittato: “Non conosco Anne Neuberger, ma l’accusa contro di lei – che non è adatta al lavoro di sicurezza nazionale perché la sua fondazione di famiglia ha finanziato l’attività politica che è pienamente protetta dalla Costituzione – è offensiva e smentita dalla sua carriera stellare. Sono contento che lei occupi questa posizione“.

L’affermazione di Shapiro che il sostegno di un alto funzionario della sicurezza nazionale a una lobby che esiste per ottenere favori per un paese straniero sia una questione di “libertà di parola”, è curiosa. Ci si interroga anche sulla lealtà di Shapiro, ricordando come abbia lasciato il suo posto di ambasciatore per vivere in Israele, dove presumibilmente ora ha la doppia cittadinanza. In seguito, ha detto a un pubblico ebreo americano che Israele è “questo miracolo, questo dono, questo gioiello” e ha lavorato come alto funzionario in un think tank israeliano sulla sicurezza nazionale, rappresentandolo nelle testimonianze davanti al Congresso, che avrebbe dovuto richiedergli di registrarsi come agente straniero. Ma non l’ha fatto e l’ha fatta franca perché si trattava di Israele, ovviamente. E ora sta dando consigli su una questione critica della sicurezza nazionale degli Stati Uniti in cui ha torto marcio. Questo è il problema fondamentale. A noi americani, a nostro rischio e pericolo, non è mai permesso mettere in discussione la misura della devozione di qualcuno a un paese straniero, se quel paese è Israele.

 

Fonte: https://www.unz.com/pgiraldi/another-zionist-joins-the-biden-team/

 

Scelto e tradotto da Francesco Paparella per ComeDonChisciotte