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Media mainstream

Andrea Scanzi, il male assoluto della cultura italiana

Stelvio Fregola Oltrelalinea.news Andrea Scanzi non è semplicemente un pessimo giornalista. E non vale nemmeno descriverlo come “un mediocre a cui non dare importanza”. E’ qualcosa di molto peggio: un personaggio pericoloso. Un organo di controllo del consenso riguardo ogni tema portante della società dominante a cui apparteniamo (l’elenco è semplice, e simile alla linea editoriale di Domani di cui abbiamo appena pubblicato una riflessione: globalizzazione, immigrazionismo, antifascismo…

Ecco perché Sherlock Holmes non è mai stato considerato un teorico della cospirazione (come, del resto, non dovrebbero esserlo i media alternativi)

ROBERT BRIDGE strategic-culture.org Rimane difficile capire come mai lo scrittore scozzese Arthur Conan Doyle sia oggi ancora così popolare con le avventure del suo famoso detective, mentre ogni pensiero critico che contraddica lo status quo viene liquidato senza troppi complimenti, alla stregua della sfuriata di un pazzo. In altre parole, al giorno d’oggi, sarebbe stato praticamente impossibile per Sherlock Holmes risolvere molti dei suoi casi, data la propensione dei padroni del vapore…

Intervista a Harry Browne, autore di «The Frontman. Bono (Nel nome del potere)»

di  Wu Ming 1 e Alberto Prunetti http://www.wumingfoundation.com/ AP. Il tuo libro dà un contributo importante a un genere che ha valore anche dal punto di vista narrativo. The Frontman è una biografia, un saggio, un pamphlet politico, una miscela di tutti questi generi. Come mai hai deciso di impostare la tua scrittura su quest’ibridazione? Stavi seguendo qualche esempio, forse nella tradizione della pamphlettistica radicale? HB. Sono lieto che lo riteniate un contributo…

La menzogna diventa verità e passa alla storia

DI ROSANNA SPADINI comedonchisciotte.org Il New York Times sta preparando un futuro  di «democrazia» sempre più orwelliana, con la prospettiva di  algoritmi sapienti, in grado di eliminare rapidamente quelle che i network tradizionali definiscono «fake news», ecco perché ha proposto  in una sua ultima edizione un elogio appassionato  alla produzione di un'intelligenza artificiale in grado di dare la caccia alle presunte fake. Insieme al Washington Post, Google, le reti televisive,  …