Home / Anti-Empire Report / La menzogna diventa verità e passa alla storia

La menzogna diventa verità e passa alla storia

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il New York Times sta preparando un futuro  di «democrazia» sempre più orwelliana, con la prospettiva di  algoritmi sapienti, in grado di eliminare rapidamente quelle che i network tradizionali definiscono «fake news», ecco perché ha proposto  in una sua ultima edizione un elogio appassionato  alla produzione di un’intelligenza artificiale in grado di dare la caccia alle presunte fake.

Insieme al Washington Post, Google, le reti televisive,  praticamente tutti i network dell’informazione, hanno unito le forze al fine di bloccare tutte le dichiarazioni di internet che «sembrano  contraddirsi», e in particolare le notizie che smentiscono ciò che essi stabiliscono collettivamente debba essere «vero», naturalmente affermando che il loro unico scopo è quello di evitare che la «disinformazione» inquini  le menti.

Usano come scusa l’esistenza di alcuni rapporti palesemente fabbricati su siti web oscuri, ma se la stampa mainstream può vietare rapporti come quelli, poi si possono anche vietare le notizie reali. In altre parole, si arrogano il potere di decidere il vero e il falso, come una vera dittatura da Grande Fratello

Così, come nelle migliori distopie orwelliane, solo una parte della storia verrebbe raccontata, e l’altro lato scomparirebbe semplicemente dalla vista. Il sistema è già in atto da decenni, basti pensare al 9/11, ma ora verrebbe istituzionalizzato. Per quanto i media mainstream si vedano come la fonte di ogni verità, la realtà è che tutti hanno fatto significativi errori giornalistici, a volte contribuendo anche a crisi internazionali.

Per esempio nel 2002 il Times aveva riferito che l’acquisto iracheno di tubi di alluminio aveva rivelato un programma segreto di armamenti nucleari (quando i tubi erano davvero per l’artiglieria); il Post aveva scritto che Saddam Hussein stesse nascondendo scorte di WMD (che in realtà non esistevano); Bellingcat aveva travisato la gamma di un razzo siriano che aveva emesso sarin in un quartiere vicino a Damasco nel 2013 (accusando il governo siriano quando il razzo a quanto pare era arrivato dal territorio controllato dai ribelli).

Queste fake sono state contrastate in tempo reale da informazioni contrarie su Internet. Ma se fossero stati funzionanti i depuratori d’informazione, avrebbero potuto purgare le valutazioni dissidenti come «notizie false» o «disinformazione».

Il Times cita i promotori di questa alta tecnologia, senza alcun imbarazzo: «Gli algoritmi dovranno fare un sacco di sollevamento di carichi pesanti, quando si tratta di combattere la disinformazione» ha detto Claire Wardle, responsabile della strategia di ricerca presso First Draft Notizie , un’organizzazione no-profit che ha collaborato con aziende tecnologiche, che hanno avuto la funzione di sfatare false notizie sulle elezioni negli Stati Uniti e in Europa.

«Finora, le notizie ritenute false sono state relativamente rare in Europa, invece i falsi rapporti provengono più spesso da social media europei, come pure da affermazioni false diffuse dai state-backed groups come Sputnik, l’organizzazione di stampa russa».

Intanto il Stratcom Center della NATO, che sovrintende la guerra dell’informazione contro gli avversari politici, sta conducendo una «hackathon» alla ricerca di programmatori che possano sviluppare la tecnologia per dare la caccia a notizie che la Nato considera fake.

Del resto nel 2008, il New York Times scriveva: «Durante i primi anni della guerra fredda, scrittori di spicco e artisti, da Arthur Schlesinger Jr. a Jackson Pollock,  sono stati finanziati, a volte in maniera consistente, ma sempre in segreto, dalla CIA , per la sua guerra di propaganda contro l’Unione Sovietica. E stato forse l’uso più efficace del soft power  nella storia americana».

 Sul Watergate invece il giornalista Carl Bernstein scriveva nel 1977: «Più di 400 giornalisti americani, negli ultimi venticinque anni hanno segretamente svolto incarichi per la Central Intelligence Agency, secondo i documenti del fascicolo presso la sede centrale della CIA.  In molti casi  esistono documenti  che dimostrano che  i giornalisti erano impegnati a svolgere questi compiti con il consenso delle gestioni dei principali organi di informazione americani.

Un memorandum declassificato
 del 1965 rivela una rete di giornalisti che avevano ricevuto regolarmente l’intelligenza da Ray S. Cline , uno degli analisti senior della CIA e in quel momento Vice Direttore della Direzione di Intelligence. Molti di questi giornalisti erano ex funzionari dei servizi segreti.

La CIA aveva anche un programma di formazione fin dal 1950 per insegnare ai suoi agenti ad essere giornalisti. Ufficiali dei servizi segreti sono stati addestrati per «fare rumore come i giornalisti», ha spiegato un alto funzionario, e sono stati poi collocati nei principali organi di informazione.

 

 

John Pilger, un giornalista molto apprezzato a livello mondiale, diceva nel 2007, in un discorso pronunciato in occasione della Conferenza sul Socialismo 2007 a Chicago, come la propaganda avesse assunto una tale potenza nella nostra vita, che rappresentava «un governo invisibile».

Il titolo di questo discorso è «Libertà Next Time», che è anche il titolo del libro di Pilger, inteso come un antidoto alla propaganda che è così spesso travestita da giornalismo.  Edward Bernays, uno dei primi spin doctor, il cosiddetto padre delle pubbliche relazioni, ha scritto che il vero potere dominante degli USA è il giornalismo. Una storia iniziata con l’arrivo della pubblicità aziendale, e così è stato inventato quello che si chiama il «giornalismo professionale». Per attirare grandi inserzionisti, la nuova stampa aziendale doveva apparire rispettabile, obiettiva, imparziale, equilibrata, così è stata mistificata una sorta di mitologia del  giornalismo moderno, obiettivo e indipendente.

Trascorrere il New York Times in un giorno qualsiasi, e verificare le fonti delle principali vicende politiche, nazionali ed estere, ci mostra che sono dominate dal governo e dagli altri interessi consolidati. Questa è l’essenza del giornalismo professionale, mentre quello indipendente è rimasto un’onorevole eccezione.  Non molto dissimile dal lavoro di molti famosi giornalisti del Times è l’esempio del celebre WH Lawrence, che ha contribuito a coprire i veri effetti della bomba atomica sganciata su Hiroshima nell’agosto 1945. «No Radioattività a Hiroshima» è stato il titolo della sua relazione, ed era falso.

La potenza di questo governo invisibile è cresciuta nel tempo, nel 1983 i media globali erano di proprietà di 50 aziende, la maggior parte delle quali americane, nel 2002 era scesa a sole nove aziende, oggi sono probabilmente scesi a cinque. Rupert Murdoch ha previsto che ci saranno solo tre giganti dei media a livello mondiale, e la sua azienda sarà uno di loro. La BBC ha annunciato che sta espandendo le sue trasmissioni per gli Stati Uniti, perché ritiene che gli americani abbiano diritto ad un giornalismo neutrale e obiettivo.

La BBC fu fondata nel 1922 da Lord John Reith, che veniva accreditato di professionalità imparziale e obiettiva. Nello stesso anno i sindacati avevano indetto uno sciopero generale e i Tories erano terrorizzati per  una possibile prossima rivoluzione. Allora la BBC venne in loro soccorso, Lord Reith scrisse discorsi anti-sindacali per il primo ministro Tory Stanley Baldwin, mentre cercava di oscurare i leader sindacali fino alla fine dello sciopero.

Sull’invasione dell’Iraq, ci sono due studi di segnalazione della BBC. Uno mostra che la BBC ha dato solo il 2% della sua copertura sull’Iraq, mentre un secondo studio della University of Wales mostra che negli articoli per l’invasione, il 90% dei riferimenti della BBC sulle armi di distruzione di massa ha suggerito che Saddam Hussein in realtà le possedeva, e che Bush e Blair avevano completamente ragione. Ora sappiamo che la BBC e altri media britannici sono stati utilizzati dal servizio di intelligence segreto britannico MI-6, in quella che veniva chiamata «Operation Mass Appeal», i suoi agenti diffondevano storie sulle armi di distruzione di massa di Saddam, come le armi nascoste nei suoi palazzi e nei bunker sotterranei segreti.

L’uomo della BBC a Washington, Matt Frei, poco dopo l’invasione disse: «Non c’è dubbio, che il desiderio di portare i valori americani al resto del mondo, e specialmente ora in Medio Oriente, è particolarmente legato con la potenza militare americana». Nel 2005 lo stesso giornalista lodò l’architetto dell’invasione, Paul Wolfowitz, come qualcuno che «credeva fermamente nella forza della democrazia». La BBC News poi descriveva l’invasione come un errore di calcolo, non era illegale, non provocato, non basato su bugie, ma semplicemente un errore di calcolo.

Mentre in Urss durante la guerra fredda la dittatura imperversava e i dissidenti venivano spediti nei gulag, in Usa diversamente il controllo delle coscienze veniva esercitato attraverso la propaganda dei media e l’hollywoodismo sistematico. Qual è il segreto? Semplice … il giornalismo inganna costantemente il pubblico di lettori o telespettatori, e risponde esattamente ai diktat degli editori.

 

Uno dei più antichi luoghi comuni della guerra è che la verità è la prima vittima. Direi che il giornalismo è la prima vittima. Quando finì la guerra in Vietnam, la rivista Encounter pubblicò un articolo di Robert Elegant, un corrispondente di guerra: «Per la prima volta nella storia moderna, l’esito di una guerra era stato deciso non sul campo di battaglia, ma sulla pagina stampata, e soprattutto sullo schermo tv».

La grande storia del Vietnam raramente è diventata una notizia, per esempio la parola «invasione» non è mai stata utilizzata, invece si diceva che l’America era stata «coinvolta» nella guerra. L’immagine di un gigante goffo, bloccato in un pantano asiatico, è stata ripetuta incessantemente. C’erano 649 giornalisti in Vietnam il 16 marzo 1968, il giorno in cui avvenne il massacro di My Lai, eppure nessuno di loro riferì nulla.

Il massacro di Mỹ Lai, a circa 840 chilometri a nord di Saigon, fu un massacro di civili inermi, in cui i soldati statunitensi della 23ª Americal Division di fanteria, agli ordini del tenente William Calley, uccisero 347 civili, principalmente vecchi, donne, bambini e neonati. I soldati si abbandonarono anche alla tortura e allo stupro degli abitanti.

In Vietnam avvenne anche l’espropriazione forzata di milioni di persone e la creazione di zone di fuoco libero; in Iraq, un embargo americano imposto  come un assedio medievale, provocò mezzo milione di bambini morti al di sotto dei cinque anni. In entrambe le guerre, in Vietnam e in Iraq, sono state utilizzate armi proibite contro i civili come esperimenti intenzionali.

Per non parlare dell’Hollywoodismo della guerra, normalizzazione dell’impensabile. Tranne alcuni film critici, tutti gli altri sono stati attenti a concentrarsi sull’angoscia degli invasori. Il cacciatore celebrava l’eroismo americano contro la barbarie orientale. L’acclamato film di Oliver Stone Platoon ha mostrato scorci di umanità dei vietnamiti, ma ha promosso anche l’invasore americano come vittima.

Berretti verdi di John Wayne è stato il film più influente che ci sia mai stato, e il ruolo fasullo di Wayne ha spedito migliaia di americani verso la morte in Vietnam, con la notevole eccezione di George W. Bush e Dick Cheney e dei loro figli.

L’opinione pubblica occidentale crede nella bontà dell’imperialismo Usa, crede che i milioni di morti imposti dall’imperialismo inglese sull’India siano giustificati dall’esportazione della «democrazia», così come i milioni di morti imposti da quello americano.  Se neghiamo dunque i pericoli del liberalismo, il suo progetto di società aperta, il potere divorante della sua propaganda, allora neghiamo il nostro diritto di vera democrazia, perché il liberalismo e la democrazia non vanno d’accordo. Il liberalismo ha sempre combattuto ed ostacolato l’affermarsi di una vera democrazia.

Ma il silenzio più pericoloso è sulle armi nucleari e il ritorno della guerra fredda. I russi capiscono chiaramente che il cosiddetto scudo di difesa americano in Europa orientale è stato progettato per sottometterli  e umiliarli. Eppure le prime pagine parlano della nuova guerra fredda di Putin, e c’è silenzio totale circa lo sviluppo di un nuovo sistema nucleare americano chiamato Reliable Weapons Replacement (RRW), che è stato progettato per offuscare la distinzione tra guerra convenzionale e guerra nucleare, un’ambizione di lunga data.

L’informazione attuale si dimostra insomma la forza sovversiva più potente, quindi non si dovrebbe cedere all’illusione che i media parlino per svelare la «verità» al pubblico. Questo non era vero nella Cecoslovacchia stalinista e non è vero nemmeno per le fake democrazie occidentali.

Infine il Joint Threat Research Intelligence Group ( JTRIG ) è un’unità del gruppo di Comunicazione del governo britannico (GCHQ), relativo alla British Intelligence Agency.  I rapporti in gran parte provengono da una cache top secret di documenti rivelati dall’ex-NSA contractor Edward Snowden, che riuscì a scovarli mentre lavorava per Booz Allen Hamilton, uno dei più grandi appaltatori per la difesa e l’intelligence degli Stati Uniti.

Lo scopo della missione del JTRIG include l’utilizzo di «trucchi sporchi» per «distruggere nemici, opporsi al discredito», diffondendo disinformazione e impedendo le comunicazioni libere. Le diapositive indicano anche il dispiegamento di Honey trapping  di natura sessuale, usato da parte dei servizi segreti britannici.

Le campagne gestite da JTRIG sono ampiamente rappresentate da due categorie tipiche: attacchi informatici e sforzi di propaganda. Gli sforzi di propaganda (Online Covert Action) utilizzano messaggistica di massa e la spinta di storie attraverso diverse piattaforme, Twitter, Flickr, Facebook e YouTube.  E poi anche le false flag operations sono utilizzate all’occasione, insieme al cambio di fotografie sui social media, così come e-mail e sms a colleghi e vicini di casa con informazioni sgradevoli sui singoli target.

Gli strumenti comprendono metodi invasivi per la sorveglianza on-line, così come alcune delle tecniche stesse che gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno costantemente perseguito per l’impiego di giovani attivisti online, tra cui «distributed denial of service» attacchi e «call bombing».

Ma hanno anche usato tattiche sconosciute per manipolare e distorcere i discorsi politici e la diffusione di propaganda di stato, così come l’apparente capacità di monitorare attivamente gli utenti Skype in tempo reale. Ecco un elenco di come JTRIG descrive le sue capacità:

  • Cambio risultato di sondaggi on-line (UNDERPASS)
  • Requisizione completo di e-mail di messaggistica (BADGER) e quella di messaggi SMS per sostenere una campagna di Information Operations (WARPARTH)
  • Turbativa di siti web di video-based che ospitano contenuti estremisti (SILVERLORD)
  • Capacità di Active skype. Fornitura di registrazioni in tempo reale delle chiamate SkypeOut (e SkypetoSkype) e instant messaging bidirezionale.(HERO MINIATURA)
  • Trova fotografie private di obiettivi su Facebook (SPRING BISHOP)
  • Disabilitazione permanente dell’account di un bersaglio sul proprio computer (ANGRY PIRATE)
  • Aumento artificiale del traffico verso un sito web (GATEWAY) e aumento del numero di pagine viste sui siti web (SLIPSTREAM)
  • Amplificazione di un dato messaggio, normalmente video, su siti web multimediali popolari, come Youtube (GESTATOR)
  • Monitoraggio dell’uso di destinazione del sito di aste eBay UK (www.ebay.co.uk) (ELATE)
  • Spoofing di qualsiasi indirizzo di posta elettronica e invio di e-mail sotto tale identità (CHANGELING)
  • Collegamento di due telefoni insieme per una sola chiamata di destinazione (IMPERIAL BARGE)

Ecco come la dittatura della disinformazione  di massa si è fatta sempre più serrata, a partire dagli anni ’50, e credo che ormai non ci sia più alcun rimedio o soluzione di sorta, perché si è rivelata lo strumento più potente della finanza neoliberista e mondialista, che solo così può rispondere alle proprie istanze di controllo delle coscienze.

«Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile» (George Orwell, 1984)

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

28.05.2017

 

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

106 Commenti

  1. Come negli anni ’50/’60 dove gli indiani (Nativi Americani) venivano dipinti come aggressori delle carovane, che attraversavano i loro territori.
    Poi usci il film https://it.wikipedia.org/wiki/Soldato_blu che raccontava il tutto da una angolazione diversa.
    Riporto da Wiki

    Analisi Quando il film venne girato, gli Stati Uniti erano impegnati nella contestata Guerra del Vietnam, e molti critici ci videro un riferimento al massacro di My Lai.
    Il film alla sua uscita, e per molto tempo ancora, creò parecchio
    scalpore, in quanto denunciava le ipocrisie e menzogne che avevano
    costituito la storia fondativa degli Stati Uniti, riguardo la politica adottata nei confronti dei Nativi americani, e perché in maniera non del tutto velata, criticava la Guerra del Vietnam,
    denunciando la falsità e l’ipocrisia della società statunitense degli
    anni Sessanta e Settanta in merito a tale guerra, tanto da diventare un
    manifesto di protesta della generazione che non si identificava con la
    società e la cultura dominante in America,
    e contribuendo ad alimentare un profondo dibattito storico-culturale e
    sociale, sia negli anni Settanta, sia nei periodi successivi

    • Grazie di avermelo ricordato, in effetti quel film è stato significativo per diversi motivi, sia per la novità dell’approccio alla storia fondativa degli Usa, finalmente raccontata con realismo, che al riferimento alla guerra del Vietnam, l’ultima guerra ad essere raccontata in tv, quando mostrava le miserie dei giovani marines che tornavano a casa, o uccisi o ridotti ad uno stato di disabilità permanente, e questo accese il disgusto nell’opinione pubblica, che si mobilitò per protestare con forza.

    • questo perche’ l’ elite criminale USA da 50 anni usa i film di hollywood per fare il lavaggio del cervello al mondo facendo credere con i film che gli USA sono i buoni e i migliori che salvano sempre il mondo quando invece sono assassini guerrafondai che per fare PIL hanno sempre bisogno di fare guerre con falsi pretesti come per l’ 11/9/2001

  2. Con buona pace di chi sostiene che il voto serve e non è manipolabile! ahahahah!!!!!

  3. La lotta tra menzogna e verità è continua, da sempre, specialmente in guerra dove “En guera ha ghe pù sè bale che tera” come dicevano in dialetto i nostri vecchi contadini.
    Ma non hanno ancora vinto, i malvagi, almeno non del tutto, perchè l’Uomo antagonista per fortuna risponde colpo su colpo, per esempio recandosi direttamente munito di videocamera, sul luogo degli eventi siano essi bellici o amministrativi. Blogger sul campo.
    Contrastarli con i fatti, registrare filmare e criticare le loro menzogne strappando alla Bestia brandelli di variopinti vestiti, fin che come il Re, resterà nuda nella sua insostenibile oscenità.

    • Fosse vero quello che dici, sto facendo un’esperienza disastrosa di un meet up locale, dove il più prepotente ha preso le redini e conduce la sinfonia a suon di ingiurie quotidiane, quindi la rivoluzione la si potrebbe fare, ma il problema resta sempre quello della gestione dei rapporti di forza tra gli uomini, una sorta di darwinismo sociale che governa il mondo da millenni, senza per forza scomodare Marx.

      • Se per meet up locale intendi quello del 5 stelle, sappi che anche io un paio di anni fa tentai di inserirmi…
        Con risultati disastrosi… Trovai tanti e tante teste di …. incompatibili con le mie vedute. Ciao

  4. Quanti sono i giornalisti prezzolati dalla Zia anche qui da noi? uno sicuro è quello grasso e grosso, un altro si aggirava tra i boschi di betulle (In Italia però) e così via. Ma quanti leggono quello che queste fonti dicono? Pochissimi per fortuna, anche se quello che conta è il pensiero generale imposto dal sistema. La situazione in ogni caso non è che sia molto cambiata dai tempi del film 5° potere, che è addirittura del 1976; benchè la massa sia ignorante e sostanzialmente abulica, il sistema teme più che mai un popolo che si affacci alla finestra per gridare “sono incazzato nero e tutto questo non lo tollererò più”. E’ forse il caso di dire che l’ignoranza salverà il mondo? D’altronde giustificare certe operazioni che vengono armate oggi dal sistema, per dare almeno un senso logico elementare alle stesse, diventa sempre più difficile per i media ufficiali. Certe volte basta sentire un tg, o leggere un articolo ufficiale, per vedere tentativi sempre più goffi di fornire particolari convincenti senza cadere nelle contraddizioni più banali. Sarà anche vero come dice Barnard che il sistema lavora 24 ore al giorno per fregarci ma non si tiene conto di un fatto fondamentale. Quando il mondo era più semplice, gli amici e i nemici si riconoscevano facilmente e la massa, nella sua grettezza, era in qualche modo rassicurata e forse anche meno stimolata a farsi domande. Oggi, che il sistema predilige il caos, la massa, tutt’ora gretta, tende a non fidarsi più di nessuno, perché vede che le fregature possono arrivare anche da quelli che si credevano amici. Vedremo se hanno ragione a insistere con il caos o meno

    • Citazione:

      “Quando il mondo era più semplice, gli amici e i nemici si riconoscevano
      facilmente e la massa, nella sua grettezza, era in qualche modo
      rassicurata e forse anche meno stimolata a farsi domande.”

      A che periodo storico ti riferisci?
      Nella seconda GM, il 70% degli Italiani “odiava” i tedeschi, eppure facemmo la guerra assieme a loro.
      Nella prima GM, fino all’ultimo nemmeno sapevano “se” avrebbero fatto la guerra, e nemmeno “con chi”.
      Se parli di epoche antiche, peggio ancora.
      Era “normale” che eserciti in marcia distruggessero tutto , per sostentarsi, con il corollario di stupri e furti, fossero nel proprio territorio o i qiello nemico.
      I “signori” decidevano “se, quando, e contro chi” fare la guerra, il popolino doveva solo subire.
      Tieni presente che le truppe armate servivano al “signore” più che altro per sottomettere il popolo, in secondo ordine per fare la guerra.

      • Se senti la necessità di individuare un periodo recente diciamo che il discorso vale fino al termine della guerra fredda, la caduta del muro, come preferisci. Per quanto riguarda il popolo, per nemici riconoscibili intendo appunto quelli che con evidenza stavano dall’altra parte, anche se lo imponeva il sistema. Non conta tanto il fatto, per esempio, che il 70% del popolo odiava i tedeschi (e non ne sarei così convinto) quanto il fatto che l’Italia intera era fascista senza tante distinzioni, e dopodiché gli veniva indicato con certezza chi erano i nemici. E’ una questione di propaganda, non di reali sentimenti.

        • Mi sa che non hai letto i memoriali dell’epoca!
          Leggiti il “Diario” di Ciano, ne scoprirai delle belle!
          Non solo il popolo odiava i tedeschi, lo stesso Duce li detestava al punto tale da far rivelare i loro piani (quei pochi di cui veniva a conoscenza) agli interessati.
          Nemmeno i capi sapevano “con certezza” chi erano i nemici: fino all’inizio del 1939 si stava trattando per allearsi con gli Inglesi!!!

          • E la storiografia li ha volutamente sacrificati, forse perché era inutile comprendere i rapporti di forza all’interno del regime, invece la lettura di quei testi è molto utile per valutare meglio l’evoluzione di Ciano non solo in chiave strettamente psicologica, ma anche soprattutto sul piano politico, per chiarire meglio le oscillazioni e le contraddizioni che lo hanno mutato da delfino e fedele esecutore delle direttive mussoliniane a interprete critico, sia pure non sempre consapevole e non certo unico, delle scelte tragiche operate dalla classe dirigente nell’affrontare i nodi cruciali della situazione internazionale alla fine degli anni ’30, giunti all’esito estremo, quando si fecero drammaticamente inadeguate, e tragicamente colpevoli, le velleità di far giocare all’Italia quel ruolo di grande potenza sul quale riposavano le ultime fortune politiche del regime stesso.

          • Ciano era un cocainomane notorio, perso nelle sue paranoie da tossico: non lo inserirei tra le fonti più attendibili dell’epoca… Questo per la precisione.

          • Ho letto l’intervento di Tizio e ho atteso la comica obbligata.

            É fantastico, é disneyland della paranoia.

            Se scorriamo anni di CdC e annotiamo la reazione di questi, ogni volta che qualcuno indica una fonte che non si inquadra correttamente nella sceneggiatura che tanto li avvince, parte una sputtanata all’insegna del testimone citato, non c’é letteralmente Cristo che tenga, e non potrebbe essere diversamente: come richiamare altrimenti il ricordo del più balordo cialtrone che il Paese abbia partorito?

          • Ascolta, fenomeno, io di gente che la guerra l’ha fatta e di donne della stessa età che ci sono passate attraverso, ne ho conosciuti tanti e ho ascoltato tante storie in proposito, e francamente non ho mai sentito nessuno e sottolineo nessuno (a parte forse un paio di sedicenti partigiani..) manifestare il benché minimo odio verso i tedeschi. Compresi tre alpini che si sono pure fatti i campi di concentramento. Tu invece continua pure a leggere Ciano.

          • Elenco analitico (in ordine cronologico) delle stragi compiute in Italia dai reparti tedeschi,compilato dal dr. Carlo Gentile per il gruppo di ricerca “Guerra ai civili. Per un Atlante delle stragi naziste in Toscana” dell’università di Pisa, sulla base della documentazione conservata presso gli archivi tedeschi, presso il Public Record Office di Londra e i National Archives di Washington, e sulla base anche della bibliografia sull’argomento.
            https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/schede/antifascismo-e-lotta-di-liberazione/le-stragi-nazifasciste/elenco-analitico-in-ordine-cronologico-delle-stragi-compiute-in-italia-dai-reparti-tedeschi

          • Il mio commento precedente non entra nel merito del sentimento nel confronto dei tedeschi.

            Ho sottolineato la significativa attitudine allo sputtanamento sistematico di ogni testimone considerato, consuetudine alla quale ti sei prontamente allineato, occasionalmente Ciano “un cocainomane notorio”, sembra prestarsi egregiamente alla bisogna, ultimo di una lunga serie.

            Ovviamente, é marginale che gli fu assegnato, dal dittatore prediletto dai vituperati nemici che poi ci hanno sconfitto, un posto di assoluto rilievo nel Paese e nella sua propria famiglia.

            Scrivi di aver ascoltato tante storie, anche da, addirittura, 3 (tre) alpini, e da come lo sottolinei devi ritenerti unico in questa strepitosa esperienza; ma la base della truffa di una pretesa lettura storica esige, smentendo ‘disinvoltamente’ ogni storico di ogni epoca e latitudine, di disconoscere, in quanto emotivamente deformate e quindi inaffidabili, le testimonianze dei reduci (non ti hanno informato?).

            Coraggio riprovaci per altre vie, spiacerebbe che perdessi la faccia nell’ambientino dei “fenomeni”.

          • Ecco, però del tuo commento precedente non si capiva granché.
            Il balordo cialtrone chi è? Pensavo Ciano ma allora qualcosa non è chiara.

            Qui sotto linko una descrizione di Galeazzo di Giuseppe Bottai (6 minuti)

            https://www.youtube.com/watch?v=yTUNqMKFMFI

            Effettivamente ne dà un’immagine come di “balordo cialtrone” ma aggiunge che alla fine si era in qualche modo redento per lo meno rivelando degli aspetti di autentica umanità nel suo carattere.

            A me sembra che sia così, non so se intendevi altro (quindi non sto entrando nel merito degli aquilotti).

            Se potessi fare una piccola eccezione e rispondere

          • E come puoi descrivere altrimenti, cercando di rimanere distaccato, l’allora pavoneggiante “crapon”.

          • Questo volevo capire, perché criticavi i nostalgici che attaccavano Tizio per aver riportato la testimonianza di Ciano ma allo stesso gli davi del cialt rone il che sembrava dare ragione a Manstretta che lo definiva inaffidabile.

          • Accipicchia. Per conversare e consentirsi qualche coloritura é indispensabile la conoscenza di qualche precedente, ti ho trovato questo:

            http://www.corriere.it/cultura/11_agosto_18/elzeviro-goldoni-prevalenza-soprannome_54c9ad86-c975-11e0-a66c-10701cdb9ebd.shtml

            “…«Ghe chì el crapun», disse il partigiano che lo riconobbe travestito da tedesco. …”

          • Ma che dici, non ti capisco…
            Stiamo parlando di Ciano?
            Il balordo di cui parlavi era Ciano?
            E Ciano era vanitoso.
            Poi parli del Crapun che si pavoneggia e io penso che sia Ciano.
            Invece era Mussolini?

            Cioè avevi scritto: “come richiamare altrimenti il ricordo del peggiore bal ordo?”
            Tizio aveva richiamato il ricordo di qualcuno e io quindi pensavo che fosse Ciano…ecco perché non capivo di cosa stessi parlando, sembrava che criticassi Manstretta ma allo stesso tempo Tizio e non era possibile.

            In effetti da noi era mascellone e conoscevo una signora piemontese che all’asilo fu sospesa da scuola con ramanzina al padre perché all’ “Eia eia alalà” gridò “Mussolini testa plà” cioè il suo testone era famoso da tutte le parti.

            Il punto è che si parlava di Ciano quindi credevo che dalle tue parti lo chiamassero Crapùn…e poi “balordo cialtrone” mi sembrava che potesse corrispondere più a Galeazzo che al Duce.

            Lo chiedo perché non è la prima volta che non capisco cosa scrivi.
            Sono sicuramente l’unico ma devo spesso devo leggere più volte per lo piu accontentandomi di aver capito solo una parte.

            Evidentemente eri un diplomatico, chissà…

            Per esempio: “Senza offesa: c’é un tempo per ogni cosa, é difficile voler dare il proprio parere e contemporaneamente scoprire il mondo.”

            Ma che significa…stai dicendo che “io” prima di dare un parere mi devo informare perché non so ancora nulla di nulla?
            Non c’è problema sto solo cercando di capire…quando ho dato un parere in questo scambio?
            Ho “chiesto” un parere su Ciano a uno che mi sembrava di capire aveva ascoltato delle testimonianze di chi lo conosceva personalmente.
            O stai dicendo che in generale sono all’abc?

            Ripeto non c’è alcuna questione solo che siccome faccio fatica a capire quello che scrivi se mi dai un hint può essere che comincio a comprendere qualche meccanismo.

          • Non sei il primo che me lo fa notare, forse sei il primo che che lo fa con garbo. Così mi spiace per averti fatto quella morale.

          • Sì, mi dici per cortesia cosa intendi?
            Vorrai pure comunicare qualcosa quando scrivi, immagino…
            Non è importante che tu abbia fatto la morale ma devo capire quale morale sia.
            Vuoi dire che in generale, cioè non solo in questo scambio, esprimo pareri senza avere le basi necessarie?
            Perché però lo dici per una cosa come il crapùn sulla quale non ho espresso pareri… quindi perché esce fuori improvvisamente proprio adesso in cui non ho detto nulla…

            Se stai dicendo che parlo senza conoscere mi fai cortesemente un esempio di qualche cosa più o meno senza fondamento che ho detto?

          • E il voto positivo che c’entra…
            Chissà perché questa necessità di mantenere le distanze a tutti i costi.
            Ma probabilmente sono io troppo invadente.

          • Ma si per carità dell’avversione di Ciano per i tedeschi lo sapevano tutti, persino i tedeschi stessi, che infatti hanno preteso che venisse ammazzato a Verona, nonostante fosse il marito della figlia del duce, poi si certo c’era il diario e tutto il resto. Intendevo dire che per me non era tanto importante il sentimento reale del popolo, quanto quello che la propaganda indicava come il nemico, che all’epoca era abbastanza semplice da individuare, ed è stato cosi fino alla caduta del muro, che infatti qualcuno, molto imprudentemente e presuntuosamente, ha persino indicato come la fine della storia

          • Qui concordo.
            Pensa che scompiglio negli animi di Nazisti e Comunisti quando venne firmato il “Patto Ribbentrop-Molotov” !!!
            Quello che fino al giorno prima era “il nemico” diventava un alleato…
            Sembra che i Giapponesi abbiano firmato il “Patto di Non Aggressione con l’URSS soprattutto in risposta a questo.
            Normale che avessero timore: con le spalle coperte ad Ovest, dove poteva attaccare Stalin? Solo che così facendo, Matsuoka ha reso liebro Stalin di spostare tutto quello che aveva dalla Siberia all’Europa!
            Questo volevo rimarcare: tecnicamente i Giapponesi erano “Alleati” dei Tedeschi; in realtà, ne resero possibile la sconfitta.
            Non sempre gli amici ed i nemici sono riconoscibili…

    • Credo che il caos sia funzionale al sistema neoliberista e postmoderno, che ha confuso le ideologie e le bandiere, per cui ritorna esattamente produttivo formare governi di larghe intese, destra e sinistra frullate insieme, Renzi e Berlusconi che progettano le prossime ammucchiate elettorali … tutto ciò disorienta le masse, che non ritrovano più i loro punti di riferimento, i loro «Lanternoni», come direbbe Pirandello, ma al contrario fa di tutto per non indurle alla ricerca di una verità autonoma, per tenerle avvinte ai soliti organi di disinformazione, che diffondono bufale quotidiane, spacciandole per verità … quindi come uscire dalla dittatura della disinformazione, che è diventata sempre più rigida?

      • si certo è esattamente così, mi rimane il dubbio però che sia la strategia giusta. Certo, nell’immediato le masse disorientate sono alla mercè del caos generato e possono persino seguire il primo Macron che capita, dopo però non sarà più come prima e i vari candidati imposti dal sistema verranno bruciati sempre più in fretta, come è capitato anche al nostro ultimo.

  5. ormai e’ tardi censurare la rete per quelli che si sono svegliati , quelli svegli hanno capito l’ inganno e non li freghi piu’

    • E’ verissimo caro Gianni ma necessita lavorare, spiegare, diffondere, impegnarsi anche in maniera brusca e pesante poichè la dittatura, il neofeudalesimo vile, crudele, spietato, verminoso e nauseabondo imperversa per ogni dove! Massimo impegno ed armi alla mano poichè è doveroso!
      Cara Rosanna Lei ha ragione ma, cribbio , dopo due giorni di campagna e zappa perchè le erbacce crescono alla velocità della luce, lei mi distrugge anche la domenica con questo interessantissimo post! Non si fa così e che diamine!
      Dicevo erbacce! Spessissimo sono bipedi, inscenano ridicole sceneggiate definite g7 nel mentre sono solo mascalzoni paludati, altrimenti non insolentirebbero, inquinerebbero, devasterebbero, insulterebbero popoli, nazioni, verità, decenza, decoro, onestà, appropriandosi di certi scranni meritevoli di ben altre stazze e figure! Ma guardateli! Un verminaio mediocre, insolente e protetto da legioni di servili botoli (senza offesa per i cani, NOBILISSIMI ANIMALI) pronti e disposti a proteggere il male e la malavita contro il bene e la giustizia!!

      • ahaha … spero di non avertela rovinata del tutto, anche perché la lotta nasce dalla piena consapevolezza della realtà e dunque solo da una precisa presa di coscienza si può partire. Ma probabilmente nel nostro occidente le sacche di miseria e disperazione non sono ancora così consistenti da tradursi in rivolta, persiste ancora un certo benessere, di quei ceti sociali non ancora risucchiati dai guasti della globalizzazione e dai logorii dell’Eurozona, e anche se i poveri aumentano, però tutto sommato ci possiamo permettere ancora qualche vacanza, e l’acquisto di qualche smartphone targato Apple. La rivoluzione può attendere.

    • Dici? Vedo tantissimi “svegli” in rete non accorgersi dei nuovi metodi di manipolazione e venire in continuazione fregati. Trump, Brexit e M5s sono solo tre esempi….

  6. possono censurare quello che vogliono tanto ormai so che televisione , giornali e spesso anche libri di storia dicono solo il falso

    • Il problema non è quello che sai oggi, ma quello che dovresti sapere domani. Conoscere che chi ti parla è un bugiardo non ti permette di sapere la verità: quella la puoi apprendere solo da altre fonti.

  7. Dimenticavo, sbadato che sono! Non c’entra niente con questo argomento ma volevo precisare:
    -) Lei non ha ben compreso quanto da me affermato e sostenuto

    -) Lei ha perfettamente ragione e sappiamo benissimo, tutti, a quale categoria appartiene chi vuole aver ragione a tutti i costi! Sono fiero di aver torto!

    -) de hoc satis!!!

    Perbacco! Ma guardate come si può mascherare l’insulto e/o la parolaccia dietro una garbata cortina fumogena gradevole e leggera!!

    Buona domenica a tutti e speriamo che Taormina sia stata disinfettata e bonificata dopo la malsana presenza dei 7 geneticamente modificati!

  8. Il problema secondo me è che ci sono troppe concentrazioni di capitale anche nel mondo dei mass media. Chiaro che meno “voci” ci sono e più uniformate saranno! L’ altro aspetto anomalo è la proprietà dei media. Per citare l’ esempio italiano non è possibile che FIAT avesse proprietà nel mondo dei media in quanto FIAT deve fare auto (al limite trasporti) mentre i media devono fare informazione. La proprietà comune mischia le due cose inficiandole entrambe (poi ci lamentiamo della commistione politica-grande azienda) e i risultati si vedono: Fiat che vive di favori statali mentre il libero mercato e il capitalismo muoiono. Non capisco perchè siano poche le persone che avvertono la pericolosità della situazione. E’ questione di monopolio. Il tutto si riduce all’ applicazione di una normale legge ANTITRUST che dovrebbe essere il 1° comandamento di qualsiasi libero mercato.

  9. E quindi il cambiamento o rivoluzione, non possono passare da qui.
    Non abbiamo più alcun contatto fisico, sfoghiamo tutto in modo virtuale e poi, un po contenti e stancati dal confronto con la tastiera, torniamo a rinchiuderci nella solitudine della nostra tana.
    Meglio le riunioni in sezione, la puzza di ms e di ascelle pelose, afrori di umanità sofferente, condizioni che creavano la coscienza di appartenere alla stessa classe degli altri sei miliardi di sfruttati.
    Presi per il culo ora come allora, tamagotchi parcheggiati come polli in batterie virtuali.

  10. Ma davero davero???

    Negli Stati Uniti non arriveranno mai e poi mai ad avere l’ Oracolo di Stato.Orwell non sarebbe mai stato in grado di prevedere l’esistenza di una Rai e addirittura con la riscossione coattiva del canone.
    La TeleTossicoDipendenza dallo Stato è peggiore di quella dalla eroina perchè la somministrazione della sostanza avviene h24 capillarmente in ogni singola casa 7/7, 365 giorni l’anno.Sopratutto colpisce i bambini!
    Almeno prima si scusavano se la somministrazione veniva interrotta anche per 1 solo secondo.
    Adesso la tv si vede costantemente a quadratini…:(
    p.s
    Per conoscenza.Zoro è un aggettivo qualificativo comunemente usatissimo nel dialetto romanesco. E’ anche grazie alla subdola e fraudolenta appropriazione indebita di questo “accattivante” termine che certi imbonitori televisivi riescono ad addomesticare gli animali nel gazebo.

    Oggi Orwell scriverebbe Il Gazebo degli animali.;)

  11. Ci provano ma l’informazione non è mai stata più libera e plurale di oggi.

    • Solo apparentemente, perché l’80% dell’opinione pubblica s’informa sulle Tv, che sfornano quotidianamente bufale seriali, e di conseguenza non si accorgono della verità dei fatti, per poi votare sempre gli stessi partiti. Quindi in che cosa consiste la pluralità e la libertà dell’informazione?

      • Sí però la scelta di informarti altrove la decidi tu o pensi che ci voglia un condizionamento apposito da parte del sistema anche per quello?
        Se sono privi di volontà è inutile continuare a lottare, se ce l’hanno deve venire fuori precisamente quando si cerca di coartarla altrimenti non è libera volontà.
        La gente reagisce quando vede qualcuno con carisma e competenza che sta dalla sua parte.
        Fortunatamente il M5S questo lo ha capito molto bene (anche se alle amministrative andrà male, temo).
        Quello che invece non comprende è che gli occorre e con una certa urgenza cooptare degli intellettuali di alto livello che diano una dimensione ideale e di cultura al movimento.

      • Rosààà, tu fai l’insegnante.
        Che ne dici dei tuoi allievi e di quelli dei tuoi colleghi.
        A me risulta che i gggiovani non guardano la TV (quindi quell’80% è ultrasessantenne).
        I miei figli e i loro amici sono un campione valido ?

        • I miei colleghi sono piddini convinti, o comunque gravitano in quell’area di “sinistra” che poi servirà da stampella del PD, e sono assolutamente ostili ad altre fonti d’informazione che non siano istituzionali, legittime e ortodosse, i giovani non guardano la tv, è vero, però non sono nemmeno molto attratti dalla politica o dalla storia, se non in casi rari (colpa naturalmente la scuola, che non li saputi formare in questo senso), e frequentano il web attraverso i loro smartphone, unicamente per cazzeggio e diletto. Alla fine risultano tutti assolutamente disinformati. Ed anche qui ho una certa esperienza.

          • “non sono nemmeno molto attratti dalla politica o dalla storia, se non in casi rari ”
            Vero.
            Per fargli leggere i libri di Pansa e “Il tramonto dell’€uro” ho sudato sette lenzuoli…

            “…colpa naturalmente la scuola,”
            Mica sarà quella post ’68 ?

          • Non facciamo ipotesi stereotipate, o la solita retorica del ’68 come origine di tutti i nostri mali … la risposta è molto più semplice, un’istituzione non può essere se non uno strumento del potere, quindi deve per forza di cose rispettare l’ortodossia permanente e comunicare persuasione sulla solita impostazione acquisita: instrumentum regni. L’odio politico verso la generazione dei «68ers», è un riferimento chiaro alla sinistra degli anni ’60, che viene accusata di aver svenduto il proprio paese agli stranieri, anzi il ’68 sarebbe anche considerato la matrice più profonda del tradimento della sinistra, da lì deriverebbero tutti i disastri attuali. Quest’avversione è stata seminata da correnti di estrema destra, l'”Identitarismo” per essere precisi, altra ossessione intellettuale piuttosto paradossale, ma molto diffusa, un’ideologia di estrema destra, nata in Francia, che ha seminato odio razziale verso gli islamici e odio politico verso il ’68.

          • ma non mi risulta che lei abbia mostrato interesse per partecipare a produrre un Sistema educativo diverso….anzi ….ha leccato , per anni , I grillini…cercando di prostrarsi nel massimo del servilismo….alla dibba….
            Ebbene , domani e’ un altro giorno , ed il Sistema educativo COMPLETAMENTE diverso , ha la possibilita’ di partecipare a metterlo in essere anche lei….
            Pero’ deve trovare un coraggio….nuovo….

          • Beh … tu non mi conosci abbastanza, perché a scuola dico le stesse cose che dico qui su CdC, anzi tengo anche un corso di “controinformazione” che ha lo stesso titolo … per quanto riguarda il servilismo di cui stai parlando, non lo conosco, perché che il MoV sia al momento l’unica alternativa, è una mia convinzione personale, e non lo faccio né per interesse, né per ambizione … naturalmente la mia adesione resterà valida fino alla prima mancata promessa elettorale da parte del MoV.

          • avvenuta vari anni fa…..e seguita dalla seconda ..dalla terza…etc . Quindi lei continuera’ a non fare nulla per produrre un Sistema educativo valido , e continuera’ a omaggiare la Casaleggio ?
            Non capisco che controinformazione possa fare…..
            Controinformazione e’ spiegare che la finanza non e’ economia , che la Guerra non e’ umanitara , che il voto non e’ Democrazia , che 8 miliardi di persone sono dieci volte troppe , che il lavoro non si da’ ma si fa’…che Di Maio non e’ un riformista….etc

          • Quello l’ho già detto in altri post … ma se tu ami fare di tutte le erbe un fascio, io invece preferisco affrontare un problema alla volta, e se qualcuno sta scambiando Di Maio con Che Guevara ha sbagliato alla grande, però combattere il capitalismo in toto è come svuotare il mare con un secchiello, non basterebbe una vita. Quindi ti auguro di risolvere tutti i tuoi problemi, però affrettati perché il tempo stringe.

  12. L’esigenza di controllare l’informazione nasce perchè ad un certo punto non si è più riusciti a farne un uso esclusivo. L’esempio più eclatante potrebbe essere la scoperta del nuovo mondo, già conosciuto alle elites da tempo e sfruttato finchè si è potuto nel silenzio e ad esclusivo beneficio delle stesse… https://www.youtube.com/watch?v=uobObUFA81U Una volta finito il giochetto si sono inventati una bella storiella, la scoperta delle Americhe da parte di un tizio che casualmente si chiamava Cristoforo (portatore di Cristo) Colombo (il simbolo della pace)… Intanto avevano trovato un nuovo modo di fottere il prossimo e non molto tempo dopo i Rotschild facevano montagne di soldi speculando sull’esito della battaglia di Waterloo… e la storia va avanti, troveranno sempre un modo diverso per sfruttare le masse ad uso dei pochi… oggi si inventano il bail-in, domani chissà…

  13. Le masse erano molto più ignoranti e manipolabili, prima.
    Non capisco cosa significhi che il potere scoraggia la volontà di informarsi autonomamente.
    Ognuno prende le sue decisioni, non è che ci si può aspettare che le oligarchie diano il permesso di pensare con la testa propria.
    Se si pensa che le persone non sono in grado di opporsi almeno in parte ai condizionamenti è inutile andare avanti. La scelta di opporci deve essere solo nostra e “necessariamente” deve essere fatta in presenza di una spinta contraria altrimenti non sarebbe una “scelta” ma un comportamento condizionato.

    • Credo che tu faccia un’astratta distinzione tra “scelta” e “condizionamento”, che nella realtà concreta dei fatti non esiste, perché ognuno di noi “sceglie” a seconda del contesto familiare, sociale, culturale, economico, in cui si trova. Infatti come mai la scelta professionale dei figli dei medici spesso si rivolge verso la stessa professione del padre, così come quella dei figli di avvocati, ingegneri, operai, commercianti ecc. Queste sono scelte libere?

      • Ho capito, neghi che ci sia un margine di libero arbitrio che invece secondo me esiste.
        Ne prendo atto e ti auguro buona domenica.

        • Il margine di libero arbitrio c’è, ma riesce ad emergere con molta difficoltà, soprattutto se deve difendersi da massicce dosi di lavaggio del cervello culturale e ideologico, da frame e archetipi che mantengono la loro potenza determinata … quindi dopo poderosi innesti di idee esogene, provenienti da famiglia, scuola, tradizione, l’IO dovrebbe cercare la propria strada … tu credi che ce la possa fare dopo essersi fatto delle maxi dosi di servilismo religioso, politico e ideologico per lunghi anni? Ho esperienza d’insegnamento, e ti assicuro che i giovani non ti ascoltano, ma proseguono imperterriti per la loro strada, già segnata dal mondo che li circonda.

          • “i giovani non ti ascoltano, ma proseguono imperterriti per la loro strada, già segnata dal mondo che li circonda.”

            E qui ti do ragione.
            I miei figli se ne fot…no di quello che dico loro e solo se obbligati accettano raramente i miei consigli su cosa leggere.
            Adesso che sono adulti ed autonomi (e vaccinati, mio malgrado) poi …

        • A questo punto ci racconti a quanti anni
          hai avuto l’illuminazione che ti ha reso
          libero dalle catene del sistema?
          Aspetto, sono curioso.

          • Fai torto alla tua intelligenza a usare questi mezzucci delle domande alle quali rispondendo prendendo alla lettera la premessa un po’ furbetta si cade in fallo.

            Non sono “libero dal sistema”, difficile che qualcuno lo sia, anzi ai più alti livelli le gerarchie sono ancora più cogenti di come lo sono al nostro.
            Vedo le cose da un punto di vista insolito, ossia non è che lo ho scelto, mi ci sono trovato in mezzo e ho assunto una prospettiva meno consueta, non migliore né peggiore ma fatta in quel modo.
            Quanto c’è di scelta mia e non solo condizionamento dell’ambiente non lo so ma qualcosa di “libero arbitrio” credo ci sia.
            Almeno immagino.
            Una prospettiva che intanto sarebbe molto difficile da capire ma soprattutto non gliene frega niente a nessuno.

            E tu quando hai definitivamente accettato di essere un servo infelice del sistema?

          • Allora benvenuto su cdc, non sei hai visto la vignetta a destra
            che ti invita a combattere i mulini a vento.
            Io a differenza tua non sono acre con il prossimo, al massimo
            chiedo da dove prendono la sicurezza su cio’ che dicono, non
            reputo gli alltri servi, siamo tutti servi e serviamo una causa, giusta
            o sbagliato l’importante e’ avere un ideale da servire.

          • Amico caro, ma quale acre con il prossimo, non dire cose senza capo nè coda.
            Rifletti su come scrivi tu, piuttosto; mi hai fatto una domandina ironica dandomi dell’ingenuo e/o del presuntuoso (e né ingenuo né presuntuoso sono complimenti) però poi ti lamenti se ti do una innocua rispostina del tuo stesso tenore?
            Non fanno così i messeri.

            E non so di quali mulini a vento parli anzi credo che ce ne siano che girano furiosamente solo nella Mancha della tua fantasia.

            So solo che sempre, regolarmente, immancabilmente, quando dico le mie idee, che si tratti di politica o di musica o di cinema qualcuno per motivi misteriosi si sconvolge, si impermalisce, mi si rivolge in tono sarcastico e poi se gli replico sulla stessa falsariga prende d’aceto.

            Quello che recentemente ha detto che sono io la causa della caduta dei valori in Europa, quell’altro che sono un vigliacco piccolo borghese disposto a vendere i propri ideali per difendere il proprio utile, tu che mi prendi in giro perché secondo te mi accrediterei presuntuosamente come anti sistema…decisamente al solo leggermi la gente perde la trebisonda.

            E’ interessante non trovi? Significherà qualcosa, non ti pare?

          • Io, ho rispetto per gli esseri umani, specie per coloro
            che hanno i nervi a fior di pelle.
            Non sapevo di essere ironico, non sapevo neanche
            che chiedere informazioni odori di sarcasmo.
            Io sono iscritto a CDC dal 2009, non ti conosco e
            sono curioso di sapere perche’ sei cosi’ arrabiato
            e specie perche’ oltre ad esprimere rabbia non
            descrivi a parole tue il modo o la maniera per
            uscire da questa situazione.
            Scusami se sono pedante ma e’ lontano dal mio
            spirito prendere in giro.

          • Non sono arrabbiato e non so come ti venga in mente.
            Rifletti sul fatto che a volte interpreti a modo tuo.
            Tanto è vero che varie volte ho detto come a mio modesto avviso si possa uscire da questa situazione ma evidentemente, lo hai appena scritto, ti è sfuggito forse perché leggi selettivamente e con una precomprensione molto stabilita.
            Non c’è alcun problema e si risolve leggendo meglio i post del tuo interlocutore ma anche quelli che scrivi tu.
            Saluti.

          • CDC , senza discussione , era ermetico . La discussione serve , senz’altro , a valorizzare sentimenti , erudizione , idee….che non possono esprimersi altrove , e senza I quali l’Italia e’ gia morta . Ma cadere nel litigio , in stile M5S , significa rovinare questa , rarissima , occasione . La discussione deve costruire qualcosa . Se no , e’ meglio astenersi . Per tutelare lo strumento .

          • Ma quale zuffa…cerca di intervenire a proposito.

          • nella zuffa…..senza proporsi nulla di costruttivo…

          • Poveretto, cerca di provocare.
            Sei uno un po’cosí che scrive cose molto gravi fra l’altro.
            Uno da cui tenersi con cura alla larga.
            E lo si fa in maniera molto semplice.

    • è che molti pensano che seguire Travaglio è informarsi.
      Altri pensano che seguire Chiesa è informarsi
      Altri pensano che seguire BArnard è informarsi
      Lo è…ma come vedete ognuno a modo suo non tocca certi argomenti scomodi nè si espone piu di tanto
      Il primo, Travaglio è totalmente mainstream (infatti è in TV ogni santo giorno)
      Gli altri sono piu scomodi ma non si mettono di traverso se non con articoli e qualche conferenza.

      E’ difficile informarsi veramente vuol dire andare direttamente alle fonti, leggere tanti libri e documenti spesso in altra lingua
      Sennò ti affidi a un “paladino” e sarai comunque manipolato.

      Guarda te per esempio.
      Sei mediamente piu informato e ancora parli di voto democatico!
      de che stiamo a parlà?

  14. Bell’articolo, in particolare è verissimo che “Il sistema è già in atto da decenni,” infatti da prima della WWII, ma è diventato “professionale” dal dopoguerra. Una arma di controllo della gente, specie dei più giovani, spesso sottovalutata, è la propaganda pubblicitaria e le immagini che propone, il ‘tipo’ di persona che viene imposto e la società che traspare dalle immagini.
    Non parliamo poi dei film, anche questo potentissimo mezzo di creazione di fake-news e di comportamenti sociali.

  15. Rosanna, ci sono dei problemi, nella società in cui viviamo, per risolvere i quali in senso positivo rispetto al presumibile interesse dell’Uomo, é necessario risolvere anche tutti gli altri: questo dell’informazione é senz’altro uno di quelli.

    Forse una direzione da seguire consiste nell’imparare ad apprezzare e stimare le persone di qualità, piuttosto che quelle più seducenti secondo parametri prevalentemente emotivi, assorbiti passivamente fin da bambini e diffusi proprio grazie all’informazione assillante che ci circonda.

    PS – Uno di queste persone di qualità, nel campo del giornalismo, é stato Greg Dyke, il cui braccio di ferro con Blair, al tempo in cui dirigeva la BBC (poi ha cambiato mestiere) ti allego da wikipedia:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Greg_Dyke

  16. Non ce’ niente di strano nel fatto che il cinema , l’editoria , I media , siano gestiti dagli
    ebrei imperialisti . Per lo stesso motivo per cui l’economia Italiana , del dopoguerra ,
    ha arricchito solo mafia e massoneria , due racket come e’ il capitalismo .
    Il motivo e’ la nullita morale/intellettuale della popolazione .
    Se cosi’ non fosse , ai tempi della costituente , oltre a servizi e massoneria ,
    avrebbe collaborato , a pianificare le regole del gioco , anche qualcun’altro .
    E , ai tempi delle Liste Civiche per un Nuovo Rinascimento , la gente avrebbe virato ,
    quella azienda privata , verso una Democrazia , che introducesse le , famose ,
    nuove regole del gioco .
    E cosi’ e’ il passato…..E il futuro ?
    Il futuro potrebbe vederci fare una editoria non ebraica , una economia non monetaria ,
    quindi senza ebrei e senza debito , impegnarci su delle regole del gioco intelligenti….
    Oppure no .
    A seconda che il popolo contenga qualcosa ,
    OPPURE NO .

  17. E dei telefilm Usa o anche made in Germany ne vogliamo parlare? A parte i nostri , quelli made in Italy, se si osservano due alcune serie Usa come Criminal Minds o Ncis, la prima ha anche una versione di crimini compiuti a danno di cittadini americani in territorio straniero: e i nostri, i loro in verità, vanno a cercare i colpevoli all’estero. Del resto mi apre che gli Usa, i loro presidenti almeno, hanno detto che vanno a prendere i cattivi in ogni dove. Ma il succo è che passa sempre e comunque il loro modo di vedere la vita.Su Ncis passano messaggi analoghi, e loro vanno sempre a caccia di nemici, e quando questi sono interni, sono le solite mele marce che vendono il proprio paese. C’è stato qualche film diverso , almeno in parte, apparso dopo l’11/9 : ricordo la trama, in cui un agente segreto turco si vendica di agenti stranieri. Non so se si ritrova per intero o se è disponibile intero. Non sono un saputello, per cui non so se è mai stato trasmesso in tv. Certo oggi che la Turchia è controllata da Erdogan…

    • I film insieme alle serie tv sono l’arma di propaganda fondamentale del nostro tempo, meglio ancora dei tg, perché più subdoli e insidiosi. Decisamente molto sottili nel riuscire a celare i propri scopi dietro il fascino narrativo, sono stati in moltissimi casi il veicolo chiave per la propagazione delle idee imperialistiche di un popolo, che si sente investito dell’investitura divina, alla pari del popolo ebraico. Hollywood continua a tracciare la strada. Per esempio la serie tv “24”, con Kiefer Sutherland, 8 stagioni, 192 episodi, ha diffuso propaganda filogovernativa a profusione … il presidente degli Usa è sempre un’ottima persona, si sacrifica per il suo popolo, cerca di salvaguardarlo dagli attacchi del terrorismo, che è sempre esogeno, straniero, feroce e molto pericoloso, se non ci fosse l’eroe Jack Bauer, agente dell’unità anti-terrorismo di Los Angeles, che rischia quotidianamente la vita per salvare il suo Paese contro quegli sporchi terroristi arabi … insomma sempre il Bene contro il Male, storytelling di memoria storica.

      • Roma pretende dalle sue Province il pagamento delle tasse,dei tributi ed il rispetto delle alleanze ma lascia ai Governatori la totale libertà di amministrazione del governo secondo lo Stile di vita proprio delle popolazioni che vi risiedono.Quindi,i prodotti culturali spacciati dal Monopolio di Stato italiano,anche quelli di origine americana, sono il frutto di una minuziosa,attenta,rigida, Selezione da parte dell’apparato burocratico (eStablishment-minculpop)e veicolano solo messaggi che devono corrispondere a precisi canoni culturali e PROPAGANDARE un preciso Stile di vita , di pensiero e comportamento.
        Ad esempio sulla rai i telefilm americani sono selezionati x esaltare il ruolo fondamentale dello Stato nell lotta al terrorismo mentre solo su certi canali Privati… ogni tanto capita di trovare uno di quei moltissimi film attraverso i quali la Costituzione americana Istiga i cittadini a diffidare sempre e comunque dello [email protected],[email protected]
        Scusa x le allegorie metaforiche dovute a necessità di sintesi.

        • La filmografia statunitense, cioè Hollywood, è sicuramente una filmografia di Stato, controllata sin nei dettagli dalla United States Information Agency (USIA), un’Agenzia federale pubblica nell’esistenza ma segreta nell’operatività (come la CIA), istituita nel 1953 allo scopo di creare nel pubblico internazionale una precisa ancorché falsa immagine degli Stati Uniti. «Forrest Gump» per esempio è un film inquietante, perché non solo carico di propaganda politica e culturale, ma anche costruito con tecniche subliminali raffinate. In pratica tramite Forrest si fa una carrellata di trenta anni di storia americana, diciamo dal 1955 al 1985, dandone una valutazione precisa. Gli elementi di propaganda intenzionale sono numerosissimi: Forrest è un americano medio, poco intelligente ma onesto e buon patriota, ingenuo e credulone. Probabilmente un semplice rappresentante del popolo, ma del tutto diverso dalle élite che detengono il potere. Forrest viene a contatto con i presidenti Kennedy, Johnson e Nixon, e gli eventi sono presentati come incontri tra un uomo comune e il Potere costituito. In realtà sappiamo bene che i presidenti americani hanno un potere molto limitato, mentre il vero potere è detenuto dall’establishment imprenditoriale, in particolare dalle multinazionali, e il presidente è solo un impiegato incaricato di fare i loro precisi interessi nel mondo. Vengono poi presentati i tre presidenti secondo i soliti cliché: Kennedy idealista e democratico; Johnson populista e democratico; Nixon, disonesto, poco democratico, male intenzionato (impeachment). Tutto naturalmente falso, la realtà è tutt’altra. Noi di CdC lo sappiamo, ma quanti altri lo sanno?

          • La unica realtà è che quando si perde una guerra l’unico modo per riacquistare la Sovranità,propria e del proprio paese, è sfidare nuovamente il nemico e batterlo,cioè sottometterlo a quella che è la verità;ossia a ciò che si ha la forza di imporre come realtà.

            Ma non vedo all’orizzonte neanche il più pallido sussulto,anzi vedo solo caos e nessuna verità.E non ci sarebbe neanche motivo di liberarsi.Tutto sommato pane e circenses abbondano x tutti e sottostare ad un nemico che ti impone la libertà a suon di bombe è meglio che sottostaare ad un patto di solidarietà che costa invece la libertà di ognuno e probabilmnte anche la fame.
            :Scusa se sono sintetico ma il tuo commento andrebbe preso dalla fine e rivoltato come un calzino.Troppi argomenti e troppo assuefatti dal minculpop,senza offesa 😉

            p.s
            quale sarebbe la realtà che conoscete qui io sinceramente stento ad identificarla ma forse non conosco bene il sito…o forse sono un pò come Gump 🙂

          • L’unica nostra verità consiste nella ricerca dei fatti, confermati da informazioni alternative ai media mainstream, che sono asserviti al potere, quindi inaffidabili … e naturalmente anche lo scambio di informazioni e di fonti è fondamentale, insieme ad un dibattito aperto e costruttivo.

          • Non ho capito quale sarebbe il fine del dibattito se non si possiede una verità da affermare.Per me va bene non ho nulla da fare oggi.A proposito che fai stasera?;)ti va di vedere insieme la Storia infinita?ti spiego perchè il Nulla ha distrutto Fantasia,tra le altre cose 😉

          • Arridajè … il fine del dibattito consiste nell’arrivare a definire i fatti, nella loro cruda evidenza, bisogna partire da quelli, perché l’informazione moderna li ha cancellati dalla storia … un esempio l’edificio n.7 del World Trade Center, oscurato da tutti i media globali, mentre trascorrevano davanti ai nostri occhi passavano le immagini ossessive delle Twin Towers abbattute dagli aerei … è andata veramente così? Non direi, infatti l’edificio n.7 smentisce questa falsa verità (Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti).

          • il dibattito , serve anche a trovare una estetica dei valori .
            A cercare un ponte tra culture confliggenti .
            La verita’ , senza Filosofia , non vale niente .

          • Bella definizione, questa me la conservo … potrei anche aggiungere che tra capre e caproni l’estetica dei valori non la si può trovare, quindi cerchiamo sempre di alzare il tiro.

          • Ma allora cià ari ochi ;))cò stò 11 settembre! Io ho saputo che le torri caddero entrambe lo stesso giorno dell’attacco,solo lo scorso ‘anno.e solo per caso.

            Sinceramente penso che sarebe stato uno spettaclo penoso ed umiliante x gli americani continuare a vedere in mondo visione la devastazione subita.abbatterle il prima possibile era la unica cosa da fare .Guarda che certi islamici sono pericolosi per davvero!

          • Un altro esempio: le camere a gas dei nazisti, finchè non ho letto il Rapporto Leutcher ci credevo anch’io…

  18. Leggo sempre con piacere la brava Rosanna, fa informazione chiara netta e semplice
    di comprendonio,almeno fino a quando gli permetteranno. Lei mette in risalto gli u$a
    e un po’ tutto quello che ruota attorno loro e ai loro megafoni, io nel mio piccolo mi
    preoccupa di più quello che stà succedendo in Italia, penso che la disinformazione
    dei giornalisti Italiani sia puramente scandalosa,es. come il loro silenzio sulla verità sui
    vaccini, non tutti possono essere dei ricercatori e a quelli che s’informano in rete,viene
    imposto di fatto la vaccinazione obbligatoria, e quasi nessuno s’indigna, questo è solo
    un esempio, della stampa prezzolata Italiana, definire il giornalismo Italiano come tale
    è improprio, la più opportuna definizione sarebbe: organo non ufficiale del Dipartimento
    di Stato u$a, a questi giornalisti ancora liberi (pochi) suggerirei di mettere l’accento ai
    problemi nostrani di censura e di libera informazione che sono molti.

    • L’informazione italiana è figlia di quella statunitense, quindi sfodera fake news a volontà, per esempio in occasione del G7 (esclusa la Russia) il costo della vacanza a Taormina per i 7 maggiordomi e cortigiani al seguito è stato di 37 milioni e mezzo, con gentile concessione dei terremotati, dei bambini di Taranto malati di tumore, dei malati di SLA, dei pensionati e dei disoccupati italiani.

  19. Leggendo l’articolo possiamo desumere che 1984, pubblicato nel ’49, non era un racconto del futuro come spacciato dall’autore, ma alla disamina storica, tolta la cappa neo-stalinista, giusto per scoraggiare l’attivismo populista che prese forza dalla vittoria della Russia, non centrava tanto con “i rossi”, ma era la pura descrizione della demoniocrazia liberale mercantile. Basta sostituire alcune paroline magiche, come ad esempio sudditi in consumatori e dittatura oppressiva con “mercato” e tutto acquista un tono rassicurante, desiderabile, “da sogno”, cioè vicino a “Brazil” la registrazione cronografica uscita nell’85’ (sempre fantastica, così nessuno si angoscia che non è bene panicare il pubblico, non ci si ricava niente di buono dal gregge in panico) di quanto il piano Orwell stesse funzionando bene. Oggi funziona anche meglio, tant’è che i “Master of the Universe” sono convinti di poter giocare alla guerra totale senza che nessuno se ne accorga.

    In effetti (per ora) pare abbiano ragione.

  20. “Questo non era vero nella Cecoslovacchia stalinista e non è vero nemmeno per le fake democrazie occidentali.”
    E con questo? Ti sembrano cose degne di paragone? Si devono per forza prendere le distanze, parimenti all’oggetto dell’articolo, da chi, unico, ha creato una reale alternativa, della quale ad oggi essere grati è il minimo, io credo di no, io credo che si debba un distinguo, una volta per tutte.
    Storicamente non è accettabile paragonare gli usa alla russia o unione sovietica che dir si voglia. Mai.

  21. Rosanna ha sempre ragione, c’e’ poco da fare.

  22. In realtà è stato Antonio Gramsci il primo a formulare un’analisi di questo tipo, mentre spiegava perché le rivoluzioni comuniste predette da Karl Marx nei paesi industrializzati non si fossero verificate. Infatti lui dice in Quaderni dal carcere: «La supremazia di un gruppo sociale si manifesta in due modi, come dominio e come direzione intellettuale e morale. Un gruppo sociale è dominante dei gruppi avversari che tende a liquidare o a sottomettere anche con la forza armata, ed è dirigente dei gruppi affini e alleati. Un gruppo sociale può e anzi deve essere dirigente già prima di conquistare il potere governativo (è questa una delle condizioni principali per la stessa conquista del potere); dopo, quando esercita il potere ed anche se lo tiene fortemente in pugno, diventa dominante ma deve continuare ad essere anche dirigente». L’egemonia culturale è il «dominio» culturale imposto da una classe a tutto il resto della società, attraverso pratiche quotidiane e credenze condivise, creando così i presupposti per un complesso sistema di controllo.
    Marx aveva in effetti affermato che il capitalismo industriale avrebbe generato una gigantesca classe operaia, cicliche recessioni economiche e di conseguenza una rivoluzione proletaria, che avrebbe abbattuto il capitalismo. In termini marxisti il cambiamento radicale delle strutture economiche implicava una trasformazione delle sovrastrutture culturali e politiche. Se i proletari volevano assumere il potere però occorreva strappare alla borghesia la sua egemonia culturale. Se finora non era avvenuto quanto teorizzato scientificamente dalla dialettica marxista, secondo Gramsci questo era dovuto all’incontrastato dominio della cultura borghese su quella proletaria. In altri termini le rappresentazioni culturali della classe dirigente avevano influito più di quanto Marx avrebbe potuto pensare sulle masse lavoratrici. Per di più nelle società industriali avanzate gli strumenti culturali egemonici come la scuola obbligatoria, i mezzi di comunicazione di massa avevano inculcato una «falsa coscienza» ai lavoratori. Invece di fare una rivoluzione che servisse a soddisfare i loro bisogni collettivi i lavoratori delle società industriali facevano propria l’ideologia borghese dominante cedendo alle sirene del nazionalismo, del consumismo e della competizione sociale e abbracciando un’etica individualista egoistica.

    • vedo un miglioramento….

    • Eh….speriamo che me la cavo…..intanto complimenti per come scrivi, si denota grande riflessione e grande preparazione, lo stile è dotto ma non finalizzato a mostrar cultura (come fanno i più che poi lamentano che lo 80% non capisce ciò che legge)….. ti ringrazio anche per aver citato Gramsci, mio ononimo, che in onesta conosco poco (adesso potrò vantarmi di aver letto anche tre righe di Gramsci) ma non mi lascio trascinare in discussioni in cui tu giochi in casa ed io no, e resto su Marx, al quale và riconosciuta la paternità di quel pensiero sulle caste, da te citato, non fosse altro perchè Marx è nato un pò prima………..”scientificamente dalla dialettica marxista, secondo Gramsci ” direi che il punto principale sta proprio in questa tua affermazione ( che è affermazione universalmente riconosciuta)…….secondo Gramsci questo è il pensiero di Marx (ma non secondo Marx)…….direi che Gramsci, ma non solo lui, abbiano un “pò” tirato Marx per la giacchetta per portare acqua al proprio mulino e dato che il Marx era un pò lunghetto e complicato (e pure morto), non è stato difficile per i teologi del partito comunista “manipolare” il suo pensiero a proprio uso e consumo ( non asserisco che sia stato giusto o sbagliato, altri tempi ed altro contesto storico/culturale) ma sicuramente è stata una gran perdita per i liberali e i liberisti che dalle critiche Marxiste al sistema capitalista avrebbero potuto comprendere quanto sia sbagliato il loro sistema, magari rivederlo e correggerlo (io lo getterei proprio nel cesso)…..Marx non era comunista, il proletariato di cui parla Marx non aveva nessun bisogno di strappare l’ egemonia culturale alla borghesia…..perchè era formato solo in minima parte da operai incolti che andavano elevati, il nocciolo più consistente era formato da artigiani, commercianti, professionisti, medici, studiosi, professori universitari e da imprenditori quale l’amico fraterno e socio dello stesso pensiero, tanto che è errato parlare di pensiero di Marx, sarebbe più giusto parlare di pensiero di Marx ed Engels sviluppato a quattro mani e due fini cervelli……Gramsci, con il termine proletario, si riferisce alla sola classe operaia e quando parla di borghesia, la sua borghesia è quella del famoso film “un borghese piccolo piccolo”….la borghesia a cui Marx si riferiva era quel ceto, che pur non avendo sangue blu, spartiva con i nobili il potere su tutto (oggi sarebbe quel 1/% della popolazione)

      • Ti ringrazio per l’elogio alla chiarezza della mia sintassi, forse mi ha aiutato lo studio del latino e in particolare di Cesare, che scrive con uno stile limpido e scorrevole, oppure Catullo, Orazio, Seneca, Tacito … insomma ho avuto diversi maestri eccellenti, e il latino è un linguaggio molto potente, che privilegia l’efficacia dell’esposizione alla retorica delle lungaggini … «Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.» Con una semplice frase Catullo ha espresso la complessità di un amore tormentato che lo ha indotto ad amare ed odiare Lesbia nello stesso tempo, e ciò ha segnato tragicamente la sua vita. Sono d’accordo anche sul resto, infatti Marx ed Engels nel “Manifesto” chiariscono bene questo concetto di borghesia: ” Vediamo perciò come la borghesia moderna sia essa stessa il risultato di un lungo processo di sviluppo, di una serie di rivolgimenti nei modi di produzione e di traffico. Ciascuno di questi gradi di sviluppo della borghesia è accompagnato da un corrispondente sviluppo politico. Ceto oppresso sotto il dominio dei signori feudali, associazione armata e autonoma nel Comune, qui repubblica municipale indipendente, il terzo stato tributario della monarchia, poi all’epoca della manifattura, nella monarchia controllata degli stati o in quella assoluta contrappeso alla nobiltà ed elemento basilare delle grandi monarchie in genere, la borghesia infine, una volta sorti la grande industria e il mercato mondiale, ha raggiunto il dominio politico esclusivo nello Stato rappresentativo moderno. Il potere politico moderno è solo un comitato che amministra gli affari comuni dell’intera classe borghese. Nella storia la borghesia ha ricoperto un ruolo estremamente rivoluzionario.
        Dove è giunta al potere, la borghesia ha dissolto ogni condizione feudale, patriarcale, idillica. Ha distrutto spietatamente ogni più disparato legame che univa gli uomini al loro superiore naturale, non lasciando tra uomo e uomo altro legame che il nudo interesse, lo spietato “pagamento in contanti”. Ha fatto annegare nella gelida acqua del calcolo egoistico i sacri fremiti dell’esaltazione religiosa, dell’entusiasmo cavalleresco, del sentimentalismo piccolo-borghese. Ha risolto nel valore di scambio la dignità della persona e ha rimpiazzato le innumerevoli libertà riconosciute e acquisite con un’unica libertà, quella di un commercio senza freni. In conclusione, al posto dello sfruttamento velato da illusioni religiose e politiche ha messo uno sfruttamento aperto, privo di scrupoli, diretto, arido.
        La borghesia ha tolto l’aureola a tutte le attività fino a quel momento rispettate e piamente considerate. Ha trasformato il medico, il giurista, il prete, il poeta, l’uomo di scienza in salariati da lei dipendenti.
        La borghesia ha stracciato nel rapporto familiare il velo di commovente sentimentalismo riducendolo a un mero rapporto di denaro.”

  23. In “Google spierà anche le tue mosse offline”, un commentatore scrive ” Facebook sta facendo di “meglio” e progetta uno smartphone in grado di leggere i pensieri”. L’informazione è da aggiungere a quanto resocontato dalla Rosanna?
    O, come per gran parte dell’articolo di Rosanna, si tratta di fantasie su fantasie che sconfinano nella distopia tecnologica?
    Il controllo dei gruppi sociali è determinato dai loro reciproci rapporti di forza e chi ha più potere lo esercita per rafforzare la sua posizione: Trump non è stato eletto dai suoi tweets, ma dalla concreta situazione sociale dell’America, Macron ha vinto in Francia non perchè perché telegenico, ma perché la concreta situazione sociale della Francia non è stata correttamente interpretata dai suoi avversari, ossia la Francia non è allo sbando, come dicevano Le Pen e Melenchon. Renzi ha perso il referendum perché il PD non sa più leggere, o per meglio dire, interpretare la situazione italiana.
    Parafrasando un detto attribuito a Chesterton, si potrebbe dire che quando la gente smette di credere nella politica, non è vero che non crede in niente, semplicemente finisce per credere a tutto.
    D’altra parte, la politica, come Dio, è una cosa seria e non s’improvvisa.

    • Appunto, la politica è una cosa seria, e tu la stai riducendo ad una serie di analisi rigidamente precostituite e generalizzate, completamente avulse dal contesto di ogni singolo caso, e di ogni singolo Paese … gli esiti elettorali sono prodotti da cause un po’ più complesse, e gli organi di disinformazione di massa hanno la loro responsabilità in merito, dato che somministrano dosi di news al cianuro per 24h al giorno dell’anno, senza interruzione, e alla fine vince chi ha i migliori spin doctor sulla piazza.

      • Quindi Trump ha vinto perchè aveva i migliori spin doctor sulla piazza?
        Anche se un referendum è diverso da un’elezione politica, Cameron e Renzi hanno perso i loro referendum perchè Brexit e il “No” italiano avevano i migliori spin doctor sulla piazza?
        Il senso della mia osservazione era semplicemente quello di non assumere acriticamente gli idoli tecnologici della società liberista, di cui quelli legati al sistema mediatico sono i più traballanti e scientificamente inconsistenti.

        • Renzi ha perso un referendum , utile a noi , perche’ :

          – era stato sdoganato a subentrare come capo di governo piu’ giovane della Repubblica , da una parte della massoneria che credeva nel ridurre il consociativismo …
          ma poi ha dovuto negoziare con I consociati…..
          che glielo hanno moncato…..
          ( Il referendum era il suo mandato )
          – e perche’ , essendo la prima opportunita’ di riforma del Sistema , e’ stato presentato dalla stampa come uomo della finanza…e lo stesso popolo che aveva tollerato Monti e Letta…se la e’ presa con lui .
          – In piu’ , impegnato in un vortice di incontri internazionali , per crearsi una posizione nella massoneria , e far fare affari ai potenti , ha mancato quella offensive di charme , che avrebbe convinto quel popolo che non ha capito che il referendum e Renzi , erano opportunita’ , e che non ha capito , affatto , la dannosita’ del consociativismo .

  24. Ho condiviso questo post con diverse persone, e da tutte ho avuto commenti molto positivi.
    Complimenti e grazie.

    • Grazie a te !! Infatti c’è anche quella morte particolarmente sospetta, ma il discorso è piuttosto complesso, magari mi verrà voglia di riprenderlo e approfondirlo. Uno spin off di indagine, magari sulla disamina dell’hollywoodismo di propaganda … perché no?

      • Se penso alle dosi massicce di film e telefilm “mericani” che mi sono sparato negli anni 80/90, mi viene da piangere.
        Solo ora mi rendo conto di quanto mi abbiano influenzato. Non che prima fossi completamente sprovveduto, ma mai avrei pensato che il paese simbolo della libertà (così ce lo hanno sempre dipinto) arrivasse a tanto.
        Meglio tardi che mai.
        Roberto Quaglia, che sicuramente conosci, ha scritto un libro sull’argomento. Potrebbe essere interessante.