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Sul denaro contante

DI PAOLO CARDENA’

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Nella vita comune, l’utilizzo del denaro contante è una delle cose più normali che esista. La possibilità di utilizzare denaro contante, per compensare transazioni commerciali, costituisce elemento di libertà di ogni essere umano, oltre che motore di sviluppo alla crescita economica e al benessere collettivo.

Quotidianamente, avvengono milioni e milioni di transazioni che hanno come contropartita l’utilizzo del denaro contate, senza il quale, con ogni probabilità, parte di queste non avverrebbero mai, o avverrebbero in maniera sensibilmente ridotta

L’utilizzo del denaro contante è semplice, è pratico, è efficace, è veloce e non è costoso.
Questo, unito alla possibilità di utilizzare anche altre forme di pagamento che il progresso tecnologico ha reso disponibile, contribuisce ad elevare il grado di efficienza della società e delle pratiche commerciali le quali, a seconda dei casi, richiedono strumenti di pagamento più o meno consoni a talune tipologie di spese

Ridurre o eliminare del tutto l’utilizzo del denaro contante nelle pratiche commerciali, implicherebbe che chi ha uno stipendio, ad esempio, dovrebbe riceverlo obbligatoriamente in banca. Così come ogni sostanza contante di cui si dispone, dovrebbe essere depositata in banca, e da lì spesa attraverso la moneta elettronica.

Di colpo, grazie ad un atto normativo, il cittadino verrebbe privato oltre che di questa forma di libertà (cioè quella di utilizzare il contante), anche dell’unica forma di dissenso a sua disposizione nei confronti del sistema bancario. Per contro, le banche verrebbero graziate in quello che per loro costituisce il vero e proprio incubo: la corsa agli sportelli.

A quel punto, essendo il denaro smaterializzato e sostituito con un algoritmo astratto e intangibile, ne deriva che se non esiste moneta contante da scambiare e da prelevare, viene meno anche il pericolo che la popolazione possa chiedere la restituzione di ciò che non esiste. E’ evidente. E le banche festeggiano.

Nel corso dei secoli, la necessità degli stati e quindi della politica, di contare sempre più sull’appoggio del sistema bancario per il finanziamento degli abusi di spesa della macchina statale e dei privilegi di politici (spesso corrotti ed incapaci), ha favorito l’instaurarsi di una connivenza simbiotica tra la politica e il sistema bancario. Ciò per reciproca convenienza: quella della politica di poter contare sui favori dei banchieri; e quella di quest’ultimi, di poter godere di un quadro normativo di favore per incrementare i propri affari e, in caso di dissesti, contare sull’interventismo statale.

Il denaro, per il sistema bancario, è elemento sul quale fonda i propri affari: in buona sostanza è la merce da vendere. Avere il controllo e la gestione di tutto il denaro, per la banca, è un moltiplicatore del proprio business e quindi di redditività.
In un sistema basato sulla riserva frazionaria quale è il nostro, accade che i 1000,00 euro che vengono depositati in banca, possono diventare (per il sistema bancario) fino a 100.000, ossia cento volte tanto. E ciò è possibile per l’effetto moltiplicativo dei depositi. In estrema sintesi, possiamo affermare che, ipotizzando che sulle somme depositate la banca sia tenuta ad accantonare solo l’1% del deposito (nel nostro caso 10 euro, l’1% di 1000) per far fronte ad eventuali esigenze di cassa e richieste di rimborso delle sostanze depositate, le altre 990 possono essere immesse nuovamente nel sistema, mediate la concessione di prestiti. A questo punto i 990 euro concessi in prestito, vengono nuovamente depositati sul sistema bancario e la banca, dopo aver provveduto ad accantonare un altro 1% (9.90 euro in questa seconda fase) della somma depositata, avrà nuovamente a disposizione 980.10 da poter concedere di nuovo in prestito, e così via fino a che non si sarà esaurito l’effetto moltiplicatore sul deposito iniziale. Ossia fino a quando non si sarà prodotta moneta virtuale per 100.000 euro a fronte dei 1000 euro di deposito reale iniziale.

Sulla massa di prestiti concessi, in questo caso 99.000 euro, la banca trae un enorme profitto applicando un tasso di interesse che chi ha usufruito del prestito dovrà rimborsare a determinate scadenze, unitamente al capitale preso in prestito. Alla luce del ragionamento appena esposto, risulta del tutto agevole comprendere l’interesse da parte del sistema bancario affinché si giunga alla completa eliminazione della denaro contante. Tanto meno sarà il contante in circolazione, tanto più elevata sarà la possibilità riservata alle banche di incrementare il proprio giro d’affari e aumentare la redditività prodotta, che si traduce in bonus milionari pagati ai super manager.

Il sistema bancario così deterrebbe in deposito la maggior parte della ricchezza del paese. Deterrebbe in custodia i vostri investimenti in titoli, azioni, obbligazioni, i preziosi custoditi in cassette di sicurezza, e ora anche il denaro che, obbligatoriamente, dovrebbe essere depositato sul conto corrente.

Siccome le pretese impositive dello Stato si fondano su imponibili di cui lo Stato stesso ne dovrebbe conoscere le dimensioni e la collocazione, ne deriva che lo Stato non potrebbe tassare ciò che non conosce, come ad esempio il denaro contante che voi custodite a casa. Almeno fino a questo momento.

Il pericolo è proprio quello di essere obbligati, tramite un provvedimento di legge, a privarsi dell’utilizzo del contante, per rendere la macchina coercitiva del fisco ancora più efficiente, funzionale, perfetta e micidiale.

Tra qualche giorno, le banche italiane dovranno trasmettere all’anagrafe tributaria tutte le movimentazioni dei nostri conti correnti. Lo stato, con un semplice click, potrà conoscere in tempo reale ogni vostra ricchezza: sia la sua collocazione, che la sua dimensione complessiva. Ricchezza incrementata, ovviamente, dai depositi di denaro contante che, oltre a far aumentare la base imponibile da colpire con un’eventuale imposizione patrimoniale, offre allo Stato la garanzia del buon esito della sua pretesa tributaria.

Quindi, in questo caso, lo stato avrebbe a sua completa disposizione ogni forma di ricchezza, e potrebbe tassare, confiscare ed espropriare ogni importo a suo piacimento, desiderio e necessità, sia per salvare chi tale ricchezza la detiene in deposito (le banche), sia per salvare se stesso e i privilegi del manipolo di gerarchi da un eventuale bancarotta.

Anzi, questo pericolo è quantomai reale e percepibile al punto che buona parte della nomenclatura politica del paese non nasconde affatto il desiderio di applicare un’imposta patrimoniale.

Volete un esempio su cosa potrebbe fare lo stato con il vostro patrimonio? Bene, basta prendere ad esempio Cipro. La cosa più semplice da fare è proprio quella di aggredire il deposito sui conti correnti. Sono sostanze disponibili e quindi per definizione idonee ad essere immediatamente trasferite, dal conto corrente alle casse dello stato.

E poi se lo Stato è fortunato e a voi vi dice male, sul conto corrente potrebbe anche trovare un saldo particolarmente elevato derivante dal mutuo che la vostra banca, magari, vi ha accreditato qualche giorno prima per comprare la vostra casa o finanziare la vostra attività. Quindi un “extragettito” per lo Stato, una maggiore rapina per voi, su dei patrimoni a debito che dovrete rimborsare alla banca.

La cosa vi sorprende? Nel 1992, con la patrimoniale di Amato, è accaduto proprio questo. Aziende e famiglie di sono viste confiscare ricchezza su delle somme derivanti da un finanziamento concesso dalla banca e temporaneamente depositato sul conto corrente bancario. Vi sembra giusto?

Volete un’altro esempio? Eccovi serviti. Parte della politica, ad esempio, come dicevamo, non nasconde affatto l’idea che sarebbe favorevole ad un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni. A parte il fatto che non si forniscono chiarimenti su cosa debba intendersi per patrimonio, ossia se si dovrebbero essere considerati beni immobili, mobili, investimenti, aziende ecc., il sospetto è che, quando si accorgeranno che il gettito derivante da un’imposizione patrimoniale sarà molto ridotto, probabilmente, abbasseranno di molto il livello di patrimonio dal quale far scattare l’imposizione al fine di aumentare la base imponibile.

Solo per citare un esempio, qualora dovesse essere tassato il patrimonio immobiliare, non è detto che il contribuente abbia disponibili gli importi per adempiere all’obbligazione tributaria. Ecco quindi che il fisco potrebbe aggredire il conto corrente dove si detengono, per obbligo normativo, anche le risorse indispensabili per il sostentamento dei propri congiunti, lasciando a pancia vuota tutta la famiglia.

Ma la carrellata di casi e gli aspetti inquietanti di una simile coercizione della libertà individuale è ancora lunga, fitta ,se non interminabile. Si potrebbe andare avanti per ore, ma non cambierebbe affatto il risultato.

La banca, concludendo, diverrebbe una gigantesca camera di compensazione, ossia soggetto giuridico al servizio (più di quanto lo sia oggi) dello Stato per espropriare ricchezza: ossia il presente e il futuro di liberi ed onesti cittadini.
Il perché è chiaro: per rendere solvibile il debitore non c’è via più semplice che quella di compensare debiti del debitore con i crediti del creditore. E il gioco è fatto.

 

Paolo Cardenà

Fonte: https://www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/paolo.cardena/posts/10220715259902304

21.09.2019

Pubblicato da Davide

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15 Commenti

  1. Si gestisce anche attraverso le transazioni bancarie a patto che si conoscono le banche ed il suo funzionamento, esistono anche gli sportelli h 24 pertanto non si fanno più neanche le file, le file servono a sbirciare nei documenti, nei discorsi di terze persone perché della privacy ne fanno solo un chiachiericcio da ciociaria. La riservatezza è virtù di unz minoranza esattamente comel’educaziine finanziaria, il contante si rintraccia male e la nostalgia che hanno nasce da questo ovvero la volontà di non essere rintracciate-i nei movimenti di denaro. Persapergestire occorre saper conoscere ilvalore dei soldi in una società di consumi.

  2. Ogni tentativo che il potere governativo e politico fa per limitare l’uso del contante è un atto liberticida, abominevole , criminale.
    E’ semplice.
    Solo i cretini e gli ottusi invidiosi non se ne accorgono.
    Purtroppo la maggioranza di quelli che abitano in italia appartengono a questo gruppo.
    Il loro ragionamento è semplice.
    “Ma io non evado, io non faccio male , io posso vivere senza contanti. Peggio per gli altri.”
    Ragionamento da suddito vigliacco, incapace di intendere e volere, pronto a piegarsi al volere del potere criminale politico e statale.
    Veri servi della gleba.

    Comunque ben svegliati a tutti.
    Sul sito contantelibero viene documentato un tentativo di alcuni anni fa per creare informazione e un movimento di opposizione in merito all’abolizione dell’uso del contante.
    Molti sono gli articoli e gli autori, tutta gente di primissimo livello, tra cui anche Cardenà.http://www.contantelibero.it/ecco-perche-le-banche-vogliono-accaparrarsi-il-nostro-contante/513/
    Adesso , solo adesso si sveglia la gente comune, quella che fa tifo da stadio in politica, mentre stato e governi rubano.
    Un branco di cialtroni, la gente.
    Tanto a me non succede…
    http://www.contantelibero.it/perche-dire-no-alla-cashless-society/1023/

    • Chi tace acconsente. E’ sempre questa dannata massa di melma a fare ostacolo a tutto. Anche, forse, alla smaterializzazione del danaro. Che a ben vedere significa solo che lo do a chi voglio, a prescindere dai suoi ‘meriti’ ( lavoro, risparmio ecc. ): significa fare tabula rasa del sistema attuale ed iniziarne uno nuovo in cui ‘ ‘autorità’ da e toglie a suo piacimento, attribuendo ‘danaro’ ( ovvero ‘token’ ) in relazione a certi obiettivi prefissati ed al loro raggiungimento programmato. E’ il sistema disciplinare totale, partorito dalle menti malate dei talmudici, ed utile ai loro fini di dominio planetario: è infatti vero che non è tanto il ‘dare’, ovvero prelevare dal proprio conto, quello che è in questione come ‘diritto’ del singolo ad effettuarlo: è in questione il potere dell’ ‘autorità’ a NEGARTELO se non gli garba. E c’è da scommettere che non gli garberà di certo che ‘certuni’ inguaribili complottisti, negazionisti, spregiatori del loro ‘dio’ possano sopravvivere…

    • “Un branco di cialtroni, la gente”.

      l’ho già letto da quanche parte… Céline? saluti

  3. “La banca, concludendo, diverrebbe una gigantesca camera di compensazione”

    E in camera di ognuno c e’ il materasso in cui mettere i propri soldi secondo l antica usanza.
    La camera di compensazione gigantesca della banca che se la tengano loro e ci facciano i porci comodi loro, coi loro soldi non i nostri.

  4. Per quanto riguarda l’ evasione fiscale, secondo me, dico che chiunque ha il sacrosanto diritto di evadere qualora le tasse diventino angheria. Non esiste pagar le tasse e rimanere senza soldi per le bollette o senza cena…

  5. Contante o non contante, il mezzo di dominio di pochi str.nzi sul resto del pianeta è il denaro. Si troverà un sistema alternativo di scambio, intanto col produrre da sè tutto il producibile, e poi baratto, scambio di servizi ecc. Certo non si potranno acquistare le frizzy pazzy, ma chissene. Questa cosa di togliere il contante farà piangere lorsignori più di quanto ne avranno riso. La Vita vince sempre.

  6. Chiaramente viene trascurato il fatto che le necessità dello Stato sono create artificialmente dal nulla dal sistema bancario con prestiti ultrastatosferici che producono debito esponenziale da ripagare attraverso la tassazione.
    Ovviamente alle banche.
    Altro che camera di compensazione, una camera di estorsione con annessi spazi di tortura.

  7. “Vedi, tu sei come quello che per ammazzare la mosca frantuma il vaso cinese”.
    Mi associo a tutti quelli che parlano male di questa trovata di abolire il contante, perchè è appunto come se per ammazzare una mosca frantumassimo un vaso cinese.
    Inoltre considero una beffa offensiva che ci dicano, come al solito, che lo fanno per il nostro interesse, con la storia della lotta all’evasione.
    Informo anche che il problema è planetario, stanno abolendo il contante persino in India!
    Rimedio: che scoppi la terza e ultima guerra mondiale. In quei casi rinsaviscono tutti, o almeno quelli che sopravvivono. I problemi ormai sono troppi e non si può più star dietro a tutti, uno per uno.
    Ciao ciao e buona domenica a tutti.

    • Pensi che in un articolo dell’ Effèsso una volta lessi che bisognava eliminare il contante perchè le banconote e le monete sono sporche e trasmettono le malattie! 😀 Buona domanica a Lei Signora.

  8. Una delle poche cose che ho capito fino ad ora è che la “riserva frazionaria” non esiste, per cui gran parte delle conclusioni dell’articolo sono fallate in origine. Inoltre un conto corrente per una banca non è un profitto ma una passività. Idem per la corsa agli sportelli tanto temuta dalla banche. Gia adesso per avere i “tuoi” contanti devi chiederli con qualche giorno di anticipo perché in cassa non hanno molto, il necessario per le piccole transazioni giornaliere.

    Diverso invece l’aspetto legato alla libertà personale con l’utilizzo del contante: significa essere perennemente sotto ricatto da parte del sistema bancario e, maggiormente, dello stato. Uno stato che alcuni vorrebbero gestore della cosa pubblica (in teoria giusto), ma nei fatti si comporta da aguzzino.

  9. Ci ho riflettuto e vi metto a parte. Ritirati i soldi dalle banche, cambiateli in Franchi Svizzeri e, se il caro Boris ce la fa, (per l’occasione è diventato il caro Boris), in Sterline. Volendo diversificare, come dicono le banche, vanno bene anche Yuan, Rubli o altro.

    Così vediamo cosa fa il Conte Zio quando i soldi nostri prendono il volo. Il contante sarà abolito. Il suo.

  10. Certo che se cominciassimo a pagare le tasse forse qualche argomento all’abolizione del denaro contate glielo toglieremmo. Almeno in Italia.

  11. La descrizione del moltiplicatore monetario è obsoleta e sostanzialmente errata.
    Lo afferma persino un documento della Banca Centrale d’Inghilterra del 2014, che si può leggere qui
    https://www.bankofengland.co.uk/quarterly-bulletin/2014/q1/money-creation-in-the-modern-economy
    Anche se il meccanismo reale rafforza e non indebolisce la tesi dell’articolo.

  12. l’uso del contante verra’ sempre piu’ limitato cosi’ controlleranno le vostre transazioni, fatevene una ragione, per i guerrieri da tastiera armatevi di laptop e partite…