Stati Uniti e Israele stanno per aprire un secondo fronte in Libano

Stati Uniti e Israele stanno per aprire un secondo fronte in Libano

M.K. Bhadrakumar
indianpunchline.com

L'annuncio della tarda notte di domenica da parte del Comando centrale degli Stati Uniti [CENTCOM], con sede a Doha, dell'arrivo di un sottomarino nucleare americano della classe Ohio nella sua "area di responsabilità" lascia presagire una significativa escalation del conflitto tra Palestina e Israele.

È molto raro che l'uso di questi sottomarini venga reso pubblico. Il CENTCOM non ha fornito ulteriori dettagli, ma ha pubblicato un'immagine che sembra mostrare un sottomarino della classe Ohio nel Canale di Suez in Egitto. È interessante notare che il CENTCOM ha anche condiviso l'immagine di un bombardiere B-1 a capacità nucleare che opera in Medio Oriente.

Nel loro insieme, questi dispiegamenti statunitensi, che si aggiungono alla formidabile presenza di due portaerei e di navi da guerra con centinaia di caccia avanzati rispettivamente nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso, costituiscono un occhio di riguardo per "l'altro lato dell'equazione", come il Segretario di Stato Antony Blinken ha pittorescamente descritto Hamas, Hezbullah e l'Iran durante la sua ultima visita a Tel Aviv venerdì scorso.

In uno sviluppo correlato, il direttore della CIA, William Burns, sarebbe arrivato in Israele domenica per consultazioni urgenti. Il New York Times ha riferito che gli Stati Uniti stanno "cercando di espandere con Israele la condivisione dell’intelligence".

Probabilmente, la spiegazione più logica per il dispiegamento vicino alla zona di guerra di un sottomarino nucleare statunitense, che fa parte della "triade nucleare" del Pentagono - i battelli della classe Ohio sono i più grandi sottomarini mai costruiti per la Marina statunitense - è che l'Amministrazione Biden si sta preparando ad un'escalation della guerra in Libano per stanare Hezbollah, che, a sua volta, potrebbe scatenare una reazione iraniana.

Nel suo discorso di venerdì, il capo di Hezbollah, Hassan Nasrullah, è sembrato anticipare proprio una simile svolta degli eventi, quando ha esplicitamente messo in guardia gli Stati Uniti da conseguenze che non potrebbero essere diverse dal catastrofico coinvolgimento americano nella guerra civile libanese nei primi anni Ottanta. Ironia della sorte, questo è anche l'anno del 40° anniversario dell'attentato suicida alla caserma che ospitava le forze statunitensi nell'aeroporto internazionale di Beirut, nell'ottobre 1983, in cui erano rimasti uccisi 220 Marines, 18 marinai e tre soldati, cosa che aveva costretto gli Stati Uniti a ritirarsi dal Libano.

È chiaro che la strategia degli Stati Uniti nell'attuale situazione mediorientale potrebbe non far ricorso alla diplomazia, che ha comunque perso trazione. I disperati tentativi di Blinken di rispondere alle crescenti critiche internazionali sugli orribili crimini di guerra di Israele, deviando l'attenzione su una "pausa umanitaria" nei combattimenti, sono stati stroncati senza tanti complimenti da Netanyahu.

Il punto è che, dopo aver bombardato Gaza e la sua popolazione con artiglieria e bombe, venerdi scorso l'esercito israeliano è entrato in azione sul terreno. Finora, secondo quanto riferito, è avanzato fino alla periferia di Gaza City, ma non è entrato nella roccaforte di Hamas. Si prevedono feroci combattimenti urbani quando lo farà.

Allo stesso modo, il tentativo affrettato dell'amministrazione Biden di promuovere un vago schema per una Gaza post-bellica, che potrebbe includere una combinazione di Autorità Palestinese rivitalizzata, una forza di pace, ecc. è stato accolto con una netta mancanza di entusiasmo ad Amman, all'incontro di Blinken del fine settimana con i ministri degli Esteri arabi - di Giordania, Egitto, Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti - che invece hanno chiesto un cessate il fuoco immediato, mentre Blinken ha detto che Washington non avrebbe fatto pressioni per ottenerlo.

Da Amman Blinken si è recato a Ramallah, dove anche il capo dell'Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, gli ha fatto la ramanzina, affermando che l'Autorità Palestinese sarebbe pronta ad assumersi la piena responsabilità della Striscia di Gaza solo nel quadro di una "soluzione politica globale" che includa la Cisgiordania, Gerusalemme Est e Gaza - e, inoltre, che la sicurezza e la pace possono essere raggiunte solo ponendo fine all'occupazione dei territori dello "Stato di Palestina" e riconoscendo Gerusalemme Est come sua capitale. L'incontro è durato meno di un'ora e si è concluso senza dichiarazioni pubbliche.

Nel frattempo, la Cina e gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, un altro tentativo di ottenere un cessate il fuoco immediato, al quale l'Amministrazione Biden si opporrà sicuramente. È sufficiente dire che l'Amministrazione Biden si sente in una botte di ferro e che l'unica via d'uscita è quella di di far succedere qualcosa attraverso l'uso di mezzi coercitivi.

Gli Stati Uniti osservano con frustrazione la comparsa di nuovi accordi regionali tra le nazioni musulmane. I ministri degli Esteri di Iran e Arabia Saudita hanno avuto oggi un'altra conversazione telefonica. L'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI) ha poi annunciato che il 12 novembre si terrà a Riyadh un vertice straordinario su richiesta dell'attuale presidente, l'Arabia Saudita, per discutere degli attacchi di Israele al popolo palestinese.

Certamente, il riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita, mediato da Pechino, ha trasformato profondamente l'ambiente della sicurezza regionale, con gli Stati regionali che preferiscono trovare soluzioni ai loro problemi senza interferenze esterne, mentre i vecchi scismi e la xenofobia promossi dagli Stati Uniti per perpetuare il loro dominio non hanno più alcuno sbocco.

Mentre il bilancio delle vittime a Gaza supera i 10.000 morti, nel mondo musulmano i sentimenti si fanno sentire. La Guida Suprema iraniana Ali Khamenei ha dichiarato oggi che "tutte le prove e gli indizi mostrano il coinvolgimento diretto degli americani nella gestione della guerra" a Gaza. Khamenei ha aggiunto che, con il proseguire della guerra, le ragioni del ruolo diretto degli Stati Uniti diventeranno più esplicite.

L'agenzia di stampa Fars, vicina al Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, ha anche rivelato che Khamenei ha avuto un "recente incontro a Teheran" con il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, al quale ha detto che il sostegno di Teheran ai gruppi di resistenza è la sua "politica permanente".

Evidentemente, Teheran non ritiene più un problema riconoscere i suoi legami fraterni con i gruppi di resistenza. Si tratta di un cambiamento di paradigma indicativo dello spostamento della dinamica di potere, che gli Stati Uniti e Israele sono costretti a contrastare con l'uso della forza, dal momento che la diplomazia di Washington non è riuscita a fare progressi nell'isolare l'Iran.

Il capo dello Stato Maggiore israeliano, Herzi Halevi, ha dichiarato domenica durante una riunione del Comando settentrionale: "Siamo pronti a colpire il nord in qualsiasi momento. Siamo consapevoli che può accadere... Abbiamo il chiaro obiettivo di ripristinare una situazione di sicurezza significativamente migliore ai confini, non solo nella Striscia di Gaza".

Nessuna potenza al mondo può fermare Israele in questo momento. La sua stabilità e la sua difesa sono inestricabilmente legate a questa guerra, che garantirà anche il costante impegno degli Stati Uniti per la sua sicurezza come modello chiave delle strategie globali americane per il prossimo futuro. Pertanto, la migliore possibilità di sopravvivenza per Israele consiste nell'espandere la guerra a Gaza e in Libano - e possibilmente anche in Siria - spalla a spalla con gli americani.

Non c'è dubbio che la dislocazione del sottomarino nucleare statunitense a est di Suez sia un tentativo di dissuadere l'Iran dall'intervenire, mentre Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, procede ad aprire un secondo fronte in Libano. Le autorità israeliane hanno annunciato l'evacuazione dei civili dagli insediamenti situati fino a cinque chilometri dal confine con il Libano.

In Medio Oriente sta per iniziare una guerra di durata indeterminata. Quando, inevitabilmente, arriverà il richiamo della Jihad non si sa come risponderà l'ottantenne presidente americano.

No, non si trasformerà in una guerra mondiale. Sarà combattuta solo in Medio Oriente, ma il suo esito avrà un impatto significativo sulla creazione di un nuovo ordine mondiale multipolare. L'ultimo mese ha mostrato il precipitoso declino dell'influenza degli Stati Uniti e l'elevata volatilità dell'ambiente globale dall'inizio della guerra in Ucraina, nel febbraio dello scorso anno.

M.K. Bhadrakumar

Fonte: indianpunchline.com
Link: https://www.indianpunchline.com/us-israel-to-open-second-front-in-lebanon/
06.11.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (51)

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Mostra commenti 51 caricati
    1. oriundo2006 14 novembre 2023

      Probabilmente alcuni di voi non hanno capito che dietro ai muslim della Striscia ci sono gli 'altri': 1 miliardo e mezzo di musulmani che finalmente hanno capito.
      Chi ? Le elites, i corrotti eccetera, gli occidentalizzati, quelli che hanno studiato a Eaton ?
      No. Sono uomini e donne assolutamente normali, senza privilegi di sorta, che finora avevano sedato la situazione dei palestinesi in un angolo della loro coscienza.
      Adesso non lo faranno più. Si stanno muovendo lentamente ma sicuramente verso un 'redde rationem' definitivo. Inizieranno con il boicottaggio totale verso i prodotti occidentali, tra cui i nostri.
      Li sostituiranno completamente con quelli cinesi o locali.
      Non compreranno più nulla che abbia a che fare con quell'occidente malsano, ipocrita ed ingiusto che non ha saputo dire 'basta' agli infami sionisti, anzi che li aiuta oscenamente.
      Quando le masse nel profondo si muovono tutta l'intelaiatura dei rapporti interni ed esterni tracolla.
      Se fossi un leader musulmano non dormirei sonni tranquilli, tipo l'egiziano o l' indonesiano, senza parlare del Pakistan o di altri Paesi più vicini a noi.
      Oramai il dado è tratto. Nessuno dimenticherà più nulla e perdonerà più nulla. Estote parati.

    2. Martin 14 novembre 2023

      Ripeto, il rischio di attentati devastanti in Occidente e' altissimo. Dopo gli attentati ai treni del 2004 (190 morti), la Spagna si ritiro' dalle missioni militari internazionali.

    3. Nonso 14 novembre 2023

      Ma quante ne sai oh!? Ma le tieni tutte a mente o te le vai a cercare di volta in volta? Troppo informato

    4. Martin 14 novembre 2023

      Sto dietro a quello che succede da 40 anni

    5. Nonso 14 novembre 2023

      40 anni! Sono tanti

    1. Eugiorso 13 novembre 2023

      Sbrigativo affermare che un eventuale attacco al Libano, di ebrei e statunitoidi insieme, non porterebbe a una guerra mondiale ... Se non vi sarà una reazione del mondoarabo, dell'Iran e soprattutto delle Potenze Russia e Cina, gli sgherri dell'impero del male avranno il via libera per continuare con la guerra e impostare altre azioni belliche e questo, credo, Russia, Iran, Cina e molti paesi arabi lo comprendono bene.

      Cari saluti

    1. Shax 13 novembre 2023

      Gli eventi precipitano: i paesi arabi minacciano il blocco di gas e petrolio, e anche l'Iran potrebbe bloccare lo stretto di hormuz in qualsiasi momento e mettere in ginocchio l'economia occidentale.
      Gli israeloamericani come sempre sono disposti a tutto pur di continuare a razziare e arraffare a destra e a manca.
      Intanto per le prossime due settimane navi russe resteranno ormeggiate in Algeria per effettuare manovre militari congiunte e in Libia Putin ha appena ottenuto il via libera alla seconda base navale russa.
      E ci ricordiamo bene dove la meloni ha pescato il petrolio dopo che ha bloccato quello russo...tempi interessanti e drammatici in divenire.

    2. Martin 13 novembre 2023

      Purtroppo i Paesi arabi nel recente vertice non hanno deciso nulla, perche' Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed altri piccoli si oppongono ad un embargo petrolifero

    3. Shax 13 novembre 2023

      L'algeria è a capo di un gruppo di paesi arabi e non che porterà i crimini israeliani di fronte alla corte penale internazionale.
      Il fatto che già ci sia una minaccia di interrompere i flussi ai paesi che sostengono israele dovrebbe farci riflettere e allarmare, considerando anche come detto l'avvicinamento sempre più marcato con la Russia anche in ambito militare...

    4. Giudice Holden 14 novembre 2023

      I paesi arabi minacciano... ma ce li vedi davvero a bloccare gas e petrolio per i diritti dei palestinesi? Dopo i gran premi di F1 e moto, gli hanno pure regalato il mondiale di calcio del 2034. Suvvia...

    5. Shax 14 novembre 2023

      Quanti 'suvvia' avremmo potuto dire negli ultimi 3 anni...eppure...basta seguire gli eventi.
      Ormai i blocchi contrapposti sono formati, ed è chiaro che il primo tassello a saltare sarà l'ue. O pensi che l'attentato al north stream sia stato casuale...??
      Se fai caso tutti gli approvvigionamenti di gas e petrolio alternativi alla Russia sono entrati in ebollizione: Sudan, Algeria, Libia, medio oriente e paesi del golfo e non ultima la questione Azerbajian-Armenia con la francia che ha appena armato pesantemente gli armeni...

    6. Cachafaz 14 novembre 2023

      Che poi il blocco del gas e petrolio mica sarebbe per sempore. QUanto basta per farli arrendere. Per ora nella riunione a 15 in arabia saudita, erano 11 a 4, quelli che voleva chiudere al petrolio e gas, i 4 erano arabia saudita, emirati, giordania, e mi pare Egitto. Ma per quanto? Prima o poi arrivano all'unanimita'. -

    7. Shax 14 novembre 2023

      se israele occupa la striscia di gaza (e visto che hamas vogliono farla fuori e l'anp pure) chi governerebbe l'area? L'onu che i sionisti hanno definito succursale di hamas?
      una occupazione israeliana di gaza equivarrebbe ad una risposta inevitabile, lo dice oggi anche uno ipermoderato e filo americano come il re di giordania...

    8. oriundo2006 14 novembre 2023

      L'errore capitale è stato non proporre una 'road map' minima su cui organizzare un consenso iniziale: il massimalismo non vale nei rapporti internazionali quando ci sono Paesi troppo differenti. A seguire 'step by step' il resto ( ho messo nomi in inglese per far capire che occorre saper prendere dagli egemoni quanto ci è utile ). E' controproducente NON avere una base MINIMA di consenso condiviso su cui a esempio poi presentarsi in sede di Assemblea ONU. L'embargo del petrolio è possibile ma è un'arma a doppio taglio: i paesi produttori hanno bisogno dei dollari, anche se una minaccia di de-dollarizzazione potrebbe essere l'arma più efficace per 'convincere' gli USA a far ragionare Nethaniau, tenuto conto che la VERITA' sull'accaduto avrà tempi biblici. Verità che smuoverebbe le coscienze e produrrebbe risultati davvero condivisi. Ma nessuno la vuole proprio per questo: si preferisce il racconto di parte sapendolo divisivo per continuare la 'politica' dei due forni. Tra non molto non servirà più.

    9. Giudice Holden 14 novembre 2023

      Vedremo chi avrà ragione. Io resto convinto che gli arabi produttori di petrolio e gas abbaieranno come hanno sempre fatto, e poi finirà lì. Ho qualche dubbio sui persiani, ma loro arabi non sono. Non penso affatto che l'attentato al Nord Stream sia casuale, dammi il credito di un paio di neuroni.

    10. Cachafaz 14 novembre 2023

      Tutto sommato la posizione divisa (diciamo con dei distinguo) degli arabi-musulmani e' anche comprensibile. Un domani, l'arabia saudita e gli altri, potranno dire: abbiamo dato ampia prova di moderazione e pazienza, abbiamo aspettato eventuali trattative; ma di fronte alla continuazione di...

    11. Shax 14 novembre 2023

      Appunto, attualmente per gran parte del mondo il medio oriente è risultato più moderato degli israeliani, pure l'Iran addirittura...il che rende bene l'idea della situazione isterica in cui versano gli israeloamericani...

    12. Shax 14 novembre 2023

      L'opec su spinta di Russia e sauditi sta tagliando la produzione ormai da mesi contro la volontà americana...la guerra energetica c'è già

    13. Giudice Holden 14 novembre 2023

      Certamente. Una cosa è diminuire la produzione per manipolare il prezzo del greggio (è stato fatto tante volte in passato), un'altra chiudere il rubinetto dell'intera area. Io a questo purtroppo non credo affatto. Vedremo...

    14. Martin 14 novembre 2023

      Gli staterelli staricchi che devono la loro esistenza e infinita ricchezza al colonialismo britannico come Kuwait Bahrein e Emirati Arabi, non hanno la minima intenzione di perdere un solo dollaro, e come il Saudi Arabia sono preoccupati come o piu' dell' Iran che di Israele. D'altronde l' Iran continua a chiedere non due Stati, ma la cancellazione di Israele dalla mappa, in simmetria con Israele, che di fatto non ha mai voluto uno Stato palestinese, salva la parentesi di Oslo.
      Ci vorrebbe un honest broker, ossia l'Occidente, ma semplicemente non c'e' perche' gli USA vanno a rimorchio di Israele, e noi Europei andiamo a rimorchio degli USA.

    15. Martin 14 novembre 2023

      Non vedo ragioni di alcun ottimismo, Israele non mollera' Gaza mai piu', a meno che l'Occidente non gli imponga pesanti sanzioni, fatto parecchio improbabile. Il rischio che l'estrema frustrazione dell'intero mondo islamico porti prima o poi ad attentati estremamente sanguinari in Occidente e' altissimo. Non va dimenticato che dopo gli attentati ai treni del 2004 (190 morti), la Spagna si ritiro' dalle missioni militari internazionali......

    1. indipendente 13 novembre 2023

      Israele non lo ferma nessuno, perché probabilmente ricatta tutti i pervertiti che governano il mondo(lista Epstein e fimini vari).
      Israele è morto e con lui l'occidente tutto, la maschera è definitivamente caduta. Hanno già perso la guerra morale e la misura è colma. Tutto il resto seguirà in modalità naturale.
      Il governo italiano con la genialata della bambina inglese, è il più abbietto dell'intero trogolo. Avremo il peggiore dei risvegli.

    2. Nonso 13 novembre 2023

      Sicuro c'è più di un ricatto in ballo, come sempre. Sarebbe interessante conoscerne i dettagli.

    3. Martin 13 novembre 2023

      In effetti nessun Paese in Occidente ha tentato una manovra di distrazione di massa cosi' miserabile come l'Italia con la bimba inglese: e l'ha pianificata la Meloni, insieme all'intelligence britannica.

    4. Cachafaz 14 novembre 2023

      Altre volte l'italia nel suo insieme si era prestata, si e' offerto il bambin Gesu'...poi sul fatto che intanto le persone vengono assassinate con il siero sempre dalle stesse persone cosi' misericordiose, e continuano a negarlo, sono d'accordo.

    1. PietroGE 13 novembre 2023

      Si preannuncia un chiaro test della capacità di manovra della lobby ebraica negli USA. Un attacco contro l'Iran, richiesto dalla lobby e da Netanyahu da più di 20 anni sembra alla loro portata e se Hisbollah non ha nessuna intenzione si cadere nella trappola, potrebbero cercare di implicarlo con una false flag. D'altra parte però tra qualche mese cominciano le primarie per le elezioni americane e l'amministrazione Biden e i democratici non possono iniziarle con il conto delle perdite americane, che saranno in ogni caso numerose. I tentativi di far ragionare gli israeliani sono andati a vuoto, lo sterminio di Gaza si fermerà, forse, quando il numero dei morti palestinesi arriverà a 15 000 cioè 10 per ogni israeliano (ricorda qualcosa?) e riusciranno a controllare stabilmente una parte della striscia. Gli USA sono al bivio, saranno osservati attentamente dagli alleati asiatici per capire se sono ancora una superpotenza o una tigre di carta e decidere cosa fare nei confronti della Cina. Questa guerra in MO ha certamente implicazioni di rilevanza globale.

    2. Martin 13 novembre 2023

      Non penso che gli USA vogliano un' estensione della guerra, stanno "solo" aiutando Israele a cancellare Gaza. Intanto qui in Europa non vola una mosca, siamo ridotti a nulla. Bei tempi quando solo 15 anni fa Francia e Germania si permettevano di essere contrari alla seconda invasione dell' Iraq e l'Italia di Berlusconi di firmare una partnership strategica con la Libia di Gheddafi.
      Oggi tra Scholz Meloni e Macron, solo servi agli ordini dell'onnipotente Commissione UE, guidata dalla oscena pupazza dei Dem USA, la Albrecht Von der Leyen.

    3. PietroGE 13 novembre 2023

      Gli USA no, specialmente i vertici militari, la lobby ebraica si e lo martella in tutti i talk show che controlla. Netanyahu dice da più di 20 anni, da quando alla Casa Bianca c'era G W Bush, che l'Iran va distrutto, ovviamente dagli americani perché Israele non accetta perdite tra i suoi soldati 'eletti da Dio'.

    4. absitiniuriaverbis 14 novembre 2023

      A sabotare il Nord Stream è stata l'Ucraina.

      Quindi l'Ucraina ha attaccato l'Europa.

      Di tutta risposta l'Europa vuole l'entrata dell'Ucraina in Europa.

      Dobbiamo estinguerci, non c'è altra soluzione.

    5. Cachafaz 14 novembre 2023

      Era gia' chiaro in Ucraina, dove le prendono in 50 contro 1, che sono una tigre di carta. Ora li' nelle basi americane in iraq e siria, addirittura non riescono neanche a fermare i razzi artigianali che gli tirano, che provocano sempre dei morti.;

    6. XaMAS 15 novembre 2023

      sono d'accordo, cominci lei a dare il buon esempio

    7. absitiniuriaverbis 15 novembre 2023

      Che cos'e' che non ti quadra?
      Il commento in se?
      O forse non ti quadra la chiusura allo stesso?

      Facezie a parte, mi spieghi il tuo pensiero se hai voglia e tempo? Capisco, ma forse sbaglio, che il tuo commento e' ironico o sarcastico almeno quanto il mio.
      Pero' non mi e' chiaro a cosa ti riferisci.

    8. absitiniuriaverbis 15 novembre 2023

      ooops, ho perso il 'lei'. Mi spiace, ma non troppo.

    1. Nonso 13 novembre 2023

      Sì ma nonso, quello che definisci elefante non esisterebbe nemmeno senza USA e vassalli

    2. Nonso 13 novembre 2023

      Se modifichi i commenti quando meglio credi, a seconda delle risposte che ricevi, fai semplicemente schifo e non hai senso di esistere .

    3. Nonso 13 novembre 2023

      Sì, tu acquisti e vendi, si è detto.

      Le mie reazioni non le hai ancora viste

    4. Nonso 13 novembre 2023

      Non ridere con isteria, puoi rilassarti.

      Ho di meglio da fare, sai che intendo, ma se mi dovessi annoiare ti cercherò come passatempo.

    5. Nonso 13 novembre 2023

      Bravo

    6. Cachafaz 14 novembre 2023

      E' una donna. Sono cazzi tuoi!

    1. Cachafaz 13 novembre 2023

      Io ho letto tutt'altro; quando sara' stato scritto questo articolo? Comunque li a Gaza la fanteria Israelo non ha il coraggio di intervenire, o non la fanno per paura di elevate perdite. I corazzati senza fanteria vengono distrutti abbondantemente, un disastro. Addirittura c'e' una foto -reality of war- di 7- 8 corazzati idf distrutti come nean che in Ucraina. Credo si stanno avviandi verso i 200 corazzati distrutti o danneggiati. Pare che i moderati sarebbero Netaniao che non vorrebbe intervenire in Libano cosi come gli americani, mentre la grande maggioranza del governo e dei funzionari, spinge per farlo. Israele penso che e' fottuta. I suoi cittadini , tutto sommato, farebbero bene a sloggiare, sia che questa battaglia la vincano oppure no. La guerra finale non la possono vincere.

    2. Gino 13 novembre 2023

      quando sara’ stato scritto questo articolo?

      Alla fine della traduzione c'è sia il link che la data di pubblicazione dell'originale: 06.11.2023

      Io ho letto tutt’altro

      Tutt'altro rispetto a cosa?
      L'autore non ha in alcun modo sottinteso che Hamas possa venire sconfitto da Israele. Probabile che possa anche essere daccordo con l'ipotesi da te accennata, che non sia Netanyahu a volere allargare il conflitto, fino a coinvolgere dapprima gli Hezbollah in Libano e poi infine (ma soprattutto) l'Iran. Tanto a pagare saranno comunque e soltanto gli israeliani, così come in precedenza lo sono stati gli ucraini. Nel frattempo le borse americane ed europee potranno però continuare a festeggiare... mentre peraltro gli americani militarmente si limiteranno a bombardare missilisticamente, dapprima il Libano e infine anche l'Iran.
      Rimane però da vedere se l'Iran non oserà affondare le due portaerei a stelle e strisce...

      In ogni caso l'allargamento del conflitto è ancora incerto. Nell'amministrazione USA sembra vi siano esitazioni.

    3. Gino 13 novembre 2023

      Si sono infilati in un altro ulteriore vicolo cieco.
      Finora hanno soltanto raccolto biasimo e figure di palta.
      Hanno un disperato bisogno di una 'vittoria', anche fosse soltanto una vittoria di Pirro.
      Se desistessero, costretti a ritirarsi con fra le gambe la coda, che fine farebbero le loro preziosissime borse?
      Nel frattempo però pare siano comunque riusciti a comprarsi l'appoggio dell'India:
      https://www.indianpunchline.com/india-us-are-on-pathway-to-contain-china/

    4. Jimbo 13 novembre 2023

      Può darsi che la guerra finale Loro, i Demoni, non la vincano ma il reale obiettivo sembra sempre quello: fare guerre, non vincerle.
      Il problema dei paesi del MO è che sono sempre Loro che attaccano (sul serio intendo).
      Uguale I russi, che hanno vinto ma sono sempre i soliti criminali che dettano i tempi: finiscono lì aprono in Armenia, riprovano in Kazakistan, se non basta riprovano in Kosovo.
      Un flipper.
      Senza "la botta grossa" i Demoni detteranno sempre i tempi.

    5. Gino 13 novembre 2023

      Con l'Armenia al massimo possono farsi delle pippe. Insieme all'Armenia servirebbe anche la Georgia, ma questi già sono stati precedentemente scottati, e ora anche sapendo che la prossima volta farebbero la fine degli ucraini...
      Mediante il kossovo protrebbero al massimo infastidire la Serbia, che questa volta però verrebbe appoggiata ed armata sia dai russi che dai cinesi.
      Peraltro agli 'stan proprio non converrebbe rovinare il loro nascente splendore. Tra essi quello che sta viaggiando più piano è proprio il Kazakistan, la cui economia sta crescendo annualmente soltanto del 5%... mentre gli altri stanno invece viaggiando d'intorno al 10%. Ma questo proprio perché i kazaki immaginarono che giocare di sponda con gli occidentali li avrebbe aiutati. Pare però che ultimamente si siano ricreduti: rinnovata luna di miele con Putin.
      Si sono un flipper, ma ultimamente ogni pallina gli va subito in buca... a mio parere al game over mancano non più di 5 anni.

    6. Cachafaz 14 novembre 2023

      Gino
      Utente CDC

      Risposta al commento di
      Gino
      13 Novembre 2023 21:26
      Si sono infilati in un altro ulteriore vicolo cieco.
      Finora hanno soltanto raccolto biasimo e figure di palta.
      Hanno un disperato bisogno di una ‘vittoria’, anche fosse soltanto una vittoria di Pirro.
      Se desistessero, costretti a ritirarsi con fra le gambe la coda, che fine farebbero le loro preziosissime borse

      Vedi che poi mi dai ragione!

    7. Cachafaz 14 novembre 2023

      Di solito si, ma stavolta e' diverso, quella guerra con Hamas ed Hezbollah non gli ci voleva, soprattutto in questo momento di difficolta' in ucraina. Sul canale il canarino nella miniera di carbone, ieri c'era una manifestazione di musulmani a Londra, saranno stati 1 milione forse. Alla lunga devono o sgombrare, o accettare una pace per loro umiliante(gli israeliani); anche gli americani...nelle loro basi non riescono a neutralizzare i razzi artigianali che gli tirano...

    1. Jimbo 13 novembre 2023

      Mentre gli USA esibiscono portaerei e 70 navi da guerra non certo per osservare col binocolo il conflitto che i sionisti stanno vincendo contro i bambini e gli ospedalizzati palestinesi, nel contempo è acclarata la perdita di influenza in MO e in Africa con i BRICS che danno più fastidio di un ernia al disco.
      Obiettivi veri Libano, i pozzi siriani e in lontananza l'Iran.
      Gli arabi cianciano ma non hanno le palle per mettersi tutti insieme.

    2. ric 13 novembre 2023

      non credo sia questione di palle..anni di divisioni praticate dall occidente hanno caratterizzato le loro politiche.. GHEDDAFI il GRANDE si che aveva un bel progetto ....

    3. Jimbo 13 novembre 2023

      Gli arabi viaggiano sempre separati mentre Loro con 4 telefonate mettono d'accordo 30 Stati.
      Questa è sempre stata la differenza.
      Come la politica in Italia: 4 partiti di opposizione con 15 correnti.
      Non riusciranno nell'effetto domino Gaza-Cisgiirdania-Libia-Siria-Iran ma se gli arabi non si danno una svegliata manco stavolta .... intendo dire che mi pare il momento di mettersi insieme. O ora o mai più.

    4. ric 14 novembre 2023

      e sarebbe ora che si decidessero una volta per tutte.

    1. LuxIgnis 13 novembre 2023

      Non è da quelle parti che si combatterà la battaglia finale dell'apocalisse?
      Armageddon ovvero HarMegiddo il monte di Megiddo che è in Israele.

      Comunque a forza di aprire fronti se la spaccheranno la fronte prima o poi.

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