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Russiagate o No … c’è una Deriva verso un 1914 Nucleare ?

DI JAMES GEORGE JATRAS

Strategic-culture.org

Nel periodo che precedeva la prima guerra mondiale quanti europei sospettavano che presto le loro vite sarebbero cambiate per sempre – e che, per milioni di loro, sarebbero finite? Chi negli anni, diciamo, tra il 1910 al 1913, avrebbe mai potuto immaginare che i decenni di pace, di progresso e di civiltà in cui erano cresciuti e che sembrava dovessero continuare in eterno, sarebbero improvvisamente sprofondati nell’orrore di massacri in scala industriale , di rivoluzioni e di brutali ideologie?

La risposta è, probabilmente molto pochi, proprio come poche sono oggi le persone che si preoccupano per quei  dettagli  che si nascondono tra gli affari internazionali e  misure di sicurezza. La gente normale ha cose migliori da fare nella propria vita.

A dire il vero, in quell’epoca lontana di un rispettabile jingosim – un nazionalismo aggressivo – c’era sempre qualche bella sceneggiata per cui la  “nostra” parte aveva costretto “loro” a fare marcia indietro, in qualche  parte esotica del mondo, come accadde nell’incidente di Fashoda  (1898) o  durante le Crisi Marocchine (1906 , 1911). Persino le guerre balcaniche del 1912-13 non sembravano più messaggere del cataclisma in arrivo di quanto non lo sembrassero le tante risse a carattere locale che i stavano accendendo ai margini del continente, dove una pace diffusa non era stata disturbata nemmeno dalla guerra di Crimea o da quella franco-prussiane molto più dirompente.

Inoltre, non si metteva nemmeno in dubbio la statura degli statisti che governavano nelle varie capitali e che assicuravano che le cose non sarebbero loro sfuggite di mano.

Fino a quando non sono sfuggite loro di mano.

Una grossa eccezione al solito buonumore che dominava gli affari – che niente ha mai avuto a che vedere con gli umori della gente –  fu  il memorabile  Memorandum del Feb. 1914 allo Zar Nicola II  di Pyotr Durnovo,  nel quale espose non solo quello che avrebbero fatto le grandi potenze all’approssimarsi di una guerra mondiale, ma anche il comportamento dei paesi minori. Inoltre, anticipò pure che in caso di sconfitta, la Russia, sarebbe stata destabilizzata da una “agitazione” socialista che non sarebbe stato possibile controllare date le difficoltà del tempo di guerra e che il paese sarebbe  “piombato in una anarchia senza speranza, della quale non si potevano prevedere gli esiti”. Allo stesso modo, la Germania,  era “destinata a soffrire”, in caso di sconfitta, con non minori sconvolgimenti sociali della Russia, che l’avrebbero portata ad intraprendere un percorso puramente rivoluzionario “di una tonalità nazionalista”.

Quando le grandi potenze entrarono in guerra nell’agosto del 1914, tutte confidavano nelle loro capacità di liberarsi rapidamente dei rivali, il prezzo che fu pagato (includendovi anche il pedaggio per la rivincita del 1939-1945) superò i  70 milioni di vite. Ma il costo che pagheremmo oggi, se si dovesse ripetere lo stesso errore, potrebbe essere letteralmente incalcolabile – nel senso che forse non resterà nessuno  che potrà fare questo conto.

Durante la prima Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, c’era una sensazione diffusa che una Terza Guerra Mondiale fosse, in una parola, impensabile. Come sintetizzò bene Ronald Reagan:  “Una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta”.  Allora si comprese che la guerra a tutto campo, indipendentemente dai motivi scatenanti, significava ICBM (Intercontinental Ballistic Missile) concentrati sul Polo Nord e la “fine della civiltà come la conosciamo”.

Non è più così. Ciò che era impensabile ai tempi della vecchia guerra fredda è diventato fin troppo pensabile  in quella nuova tra USA e Russia. Come  ha scritto  Scott Ritter , un veterano degli ispettori di controllo sugli armamenti, nella bozza del US Nuclear Posture Review (NPR) del 2018, la soglia per l’uso di armi nucleari è diventata pericolosamente bassa per gli USA:

“La NPR del 2018 ha una visione del conflitto nucleare che va ben oltre l’immaginario tradizionale, quando si pensava solo a qualche raffica di lanci di missili. Mentre gli ICBM e i bombardieri con i loro equipaggi continueranno a restare in stato di allarme, le punte di diamante per i  lanci nucleari nel NPR ora  sono le cosiddette  forze nucleari “supplementari” – che agiscono in due modi con aerei come il caccia F-35 armato con B- 61 bombe gravitazionali in grado di portare un carico nucleare low-yield, una nuova generazione di missili da crociera con testate nucleari  e missili balistici lanciati da sottomarini e dotati di testate nucleari low-yield – a rilascio lento. Il pericolo che si corre nell’integrare questi tipi di armi nucleari tattiche in una strategia globale di deterrenza è che si abbassa sostanzialmente la loro soglia d’impiego. […]

“Notando che gli Stati Uniti non hanno mai adottato una politica di “no first use” la NPR del 2018 afferma che “rimane politica degli Stati Uniti mantenere qualche ambiguità riguardo alle precise circostanze che potrebbero portare a una risposta nucleare USA”. A questo proposito, la NPR afferma che l’America potrebbe impiegare armi nucleari in “circostanze estreme che potrebbero includere rilevanti attacchi strategici non nucleari” … L’aver preso in considerazione  le “tecnologie di attacco strategico non nucleare” come potenziale fattore alla base di una guerra nucleare è un fatto nuovo che finora non esisteva nella politica americana. Gli Stati Uniti sostengono da tempo che le armi chimiche e biologiche rappresentano una minaccia strategica che potrebbero essere un banco di prova per la capacità di deterrenza nucleare americana. Ma la minaccia portata da attacchi informatici è ben altro. Se non altro per il potenziale errore di calcolo e di reale comprensione degli intenti – che mette sullo stesso piano armi di cibernetica e armi nucleari – dovrebbe sconcertare tutti. […]

“Ancora più inquietante è l’idea che una intrusione informatica, come quella perpetrata contro il Comitato Nazionale Democratico e attribuita alla Russia, possa far tirare sul grilletto della guerra nucleare. Cosa che non è così inverosimile come pare. L’evento del CND è stato definito da influenti politici americani, come il Presidente del Comitato dei Servizi Armati John McCain,  “un atto di guerra.” Ma anche l’ex vicepresidente Joe Biden ha lasciato intendere che, all’indomani della violazione del CND, gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi come rappresaglia cibernetica contro la Russia. La possibilità  che uno scambio di attacchi cibernetici potesse spingersi fino a trasformarsi in un conflitto nucleare, prima sarebbe stata respinta immediatamente; oggi, grazie al NPR 2018, è entrata nel regno del possibile.

L’idea che un attacco first-strike del piano Schlieffen  possa mettere fuori combattimento i russi (e senza dubbio in contingenze simili anche i cinesi) all’inizio delle ostilità riflette una pericolosa illusione. La verità può essere solo la prima vittima provocata dalla guerra, ma “il piano” è inevitabilmente il secondo. Questo perché questi signori che pianificano le guerre, di solito, non consultano il nemico, che –  con un certo fastidio per lor-signori – può decidere anche lui.

Recentemente il segretario di Stato americano James Mattis ha dichiarato che “attualmente è  la grande competizione per il potere – non il terrorismo – il principale obiettivo della sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, specificando che Russia e Cina sono le nazioni che cercano di “creare un mondo in linea con i loro modelli autoritari, per mezzo del diritto di veto su decisioni di altre nazioni in materia economica, diplomatica e di sicurezza.”  Con queste affermazioni, almeno, possiamo far cadere la pretesa che la politica USA abbia voluto combattere il terrorismo jihadista e non usarlo come strumento politico in Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Libia, Siria e altrove. E ovviamente Washington non si è mai e poi mai intromessa in “decisioni economiche, diplomatiche e di sicurezza di altre nazioni”. . .

C’è molta attesa che la pubblicazione di un memo del House Intelligence Committee  – che “indica i nomi” di quelli dell’FBI e di  altri  dentro e fuori dal governo – possa servire non ad ostacolare  Donald Trump e a paralizzare la sua amministrazione con una fasulla “collusione” russa, ma invece sia come un proiettile d’argento che ribalterà le prove di Mueller e servirà a ripulire le stalle di Augia dello Stato Profondo.

Anche in quel caso improbabile, il danno è già stato fatto. Lo scopo principale del Russiagate è sempre stato il volersi assicurare che Trump non sarebbe riuscito a stendere una mano a Mosca, come sembra suo sincero desiderio. Anche se la storia è partita come un boomerang contro chi l’ha cominciata, i difensori di Trump (come il fanatico russofobo Nikki Haley) sono rigidi quanto lo sono i suoi detrattori sul fatto che la Russia sia, e rimarrà, il peggior nemico: la Russia era dietro il Dossier Steele, la Russia ha cercato  di  “spiazzare il mercato” su “la materia prima per le armi nucleari”  con l’accordo dell’Uranio One, ecc. L’ostilità verso la Russia non è un mezzo  ma è un fine:  è la fine.

A questo punto Trump si trova legato all’asse dei neocon e dei generali, e tutto ciò che può fare è girare su questa asse. Facendo eco a Mattis, Trump nel suo dicorso sullo Stato dell’Unione  ha messo insieme  “rivali come Cina e  Russia” con “regimi canaglia” e “gruppi terroristi” definendoli tutti dei  “pericoli orribili” per gli Stati Uniti. (Nota: la parola “orribile” non appare nel testo ufficiale, che evidentemente era solo nella versione di Trump.) La lista dei “nomi della vergogna” tra i  russi di maggior spicco, pubblicata di recente è un vero Who’s Who del governo e del business, per assicurarsi che non ci sia nessun impegno economico americano con chiunque si trovi troppo vicino al Cremlino.

Per essere onesti, anche  russi e cinesi si stanno preparando alla guerra. Il “Kanyon” russo, un siluro nucleare da giorno del giudizio  ha una imponente testata, che ha lo scopo di annientare le coste Est e Ovest degli U.S.A, rendendole inabitabili per generazioni. (…. Ma ….  un attimo, sarà una coincidenza, compagno, che le città delle coste siano proprio quelle dove vive la forza elettorale dei Democratici? Qui si parla di “collusione!” Qualcuno chiami Bob Mueller!) Da parte sua, la Cina sta sviluppando mezzi per eliminare i nostri bianchi branchi di elefantiache portaerei – che servono solo per bombardare l’entroterra dei paesi del Terzo Mondo ma che sarebbero inutili in una guerra con una potenza maggiore – dove si useranno sciami di droni  e di missili ipersonici.

Proprio come nel 1914, quando Durnovo si riferiva ad una “presenza di tanta legna al fuoco in Europa”,  oggi ci sono parecchi punti di infiammabilità globale che potrebbero trasformare la “grande competizione per il potere” di Mattis in una grande conflagrazione che probabilmente nessuno vorrebbe cominciare. Tuttavia, se  dovesse accadere il peggio, e le lampade si spegnessero di nuovo – forse questa volta per sempre – gli americani non resteranno ancora immuni dalle conseguenze come lo restammo nelle guerre del 20° secolo.

Il resto della nostra vita, per quanto possa essere breve, potrebbe risultare molto diverso da quello che ci aspettavamo.

 

JAMES GEORGE JATRAS

2.02.2018
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • Lino Berto

    Già Sakharov aveva proposto agli strateghi sovietici di usare bombe atomiche ad alto potenziale per produrre uno tsunami che con onde gigantesche alte più di 100 metri avrebbero distrutto la costa atlantica e la costa del Pacifico dove sono situate le metropoli americane. In questo modo l’atmosfera rimarrebbe relativamente incontaminata a differenza di quanto scrisse qualche grullo che paventerebbe la volontà delle due superpotenze di terra (Russia e Cina) di contaminare irrimediabilmente di cobalto radioattivo la East Coast e la West Coast. I due oceani che posero l’America superpotenza di mare in una privilegiata posizione di forza e sicurezza mentre portava guerra e lutti nel resto del mondo sono pertanto diventati il suo tallone d’Achille.

  • AlbertoConti

    Ci ho sempre pensato anch’io a cosa avrebbero fatto i nostri nonni se avessero potuto prevedere chiaramente gli esiti delle 2 grandi guerre. A cosa avrebbero potuto fare invece che aspettare inconsciamente le catastrofi annunciate.
    Due o tre generazioni e il mondo è cambiato radicalmente, ma ancor di più la testa della gente, probabilmente in peggio sul versante del conformismo impotente alla cultura unificante mainstream del momento. Oggi ci sono le associazioni “no war”, del tutto insignificanti di fronte alla potenza di fuoco lobbistica dei big-qualsiasi-cosa a scopo di lucro.
    Poi però c’è qualcosa di ancora peggiore, che sono i militari gerarchizzati da sempre anche più delle multinazionali, sempre pronti a riempire i vuoti di potere politico che queste ultime inevitabilmente creano nel comprarlo piegandolo ai loro fini.
    Questa è la trappola che rischia di annientarci, e della quale siamo tutti pienamente responsabili in quanto ci nutriamo quotidianamente dei suoi prodotti, nel corpo e nell’anima.
    Anche gli obesi sanno come si fa a guarire, ma non lo fanno, è più forte di loro. Così le masse sanno come alzare la testa dalla sabbia scrollandosela di dosso, ma ne hanno una paura fottuta, tanto più quanto più le loro vite sono rese miserabili dal sistema, che invece sa e fa benissimo quel che gli serve per consolidarsi.
    Però quando è troppo è troppo. In questo caso è fin troppo evidente che investire migliaia di miliardi di dollari nelle più avanzate tecnologie di distruzione di massa è criminale tanto quanto impiegarle effettivamente per la fine del nostro stesso mondo. Non ci potrà essere dopo alcuna Norimberga, occorre farla prima, preventivamente. E il primo imputato è dentro di noi, un demone che va assolutamente sconfitto prima che ci divori non più solo dall’interno.

    • Tonguessy

      ” il primo imputato è dentro di noi, un demone che va assolutamente sconfitto”.
      Oh, caspita! Avete un demone dentro? Scherzi a parte non concordo minimamente con questa conclusione molto new age. L’analisi materialista dice che i “demoni” sono in realtà circostanze costruite ad arte affinchè l’umanità venga telecomandata. Bisogna capire quei meccanismi e, se possibile, disinnescarli. Cercare la salvezza dell’umanità attraverso la “conversione” del singolo è un’operazione gran poco sensata: serve solo a rendere più ricchi quei guru che la professano. L’umanità ne trae gran poco beneficio. Il mio primo imputato non è dentro di me, è ben al di fuori.

      • Alberto

        Gli imputati sarebbero 4 stronzi che hanno preso decisioni tragiche, più i loro sicari e le migliaia channo obbedito ai loro ordini criminali. Ovvero tutta gente che gestisce il potere per conto del sistema. Vista così si tratta dei soliti cattivi da telefilm di quart’ordine, neutralizzati i quali la brava gente può tornare alle proprie oneste occupazioni felice e contenta. E’ la solita meschina visione che esternalizza il male, confinandolo in aree nettamente delimitate, fino alla successiva esplosione delle contraddizioni del sistema, che troveranno certamente altri validi interpreti del crimine risolutivo.
        La realtà è che tutti a modo loro ci campano di questo sistema, e non ne vogliono sapere di aprire gli occhi e rendersi responsabili anche delle tante conseguenze inaccettabili del loro modo di vivere, salvo lavarsi la coscienza coltivando le più ipocrite morali. Li chiamo “puritani di merda”, e sono la maggioranza, tendenzialmente silenziosa. Chi è senza peccato non scaglia mai la prima pietra, semplicemente perchè non c’è (lui, non la pietra, che invece qualcun altro pronto a raccoglierla c’è sempre). Questi difetti caratteriali si ripetono vita dopo vita da migliaia di anni. Se non son demoni che diavolo sono?

        • Tonguessy

          C’è una bella differenza tra i “puritani di merda” (come li chiami) e “il primo imputato è dentro di noi, un demone che va assolutamente sconfitto”. L’hard core della filosofia dei “puritani di merda” è il destino manifesto: dio sceglie chi vuole lui, e quel lui ha il dovere di dimostrare che si merita tale onore attraverso l’ostentazione della ricchezza, simbolo della sua vicinanza a dio. Tutti gli altri in castigo e zitti, che dio così vuole. Se permetti “la solita meschina visione che esternalizza il male” è il concetto tutto moderno di lotta di classe: gli schieramenti sono fin troppo palesi con poveri da una parte e ricchi dall’altra. La meschinità non la vedo nel tentare di ridistribuire le ricchezze anche attraverso una lotta serrata, ma nel tenersi lo stato di cose esistenti e cercare rimedi all’interno di noi, felici di essere cornuti e mazziati on un bel OM. La legge del karma ha tenuto bloccate per millenni le classi in oriente, il puritanesimo si appresta a raggiungere gli stessi risultati in occidente. Meditate gente, meditate….

          • AlbertoConti

            Più che “si appresta” direi che c’è già riuscito alla grande. Ovviamente parlo degli USA, terra di puritani di merda anglofoni, dei quali siamo colonia più che plagiata. Il guaio è che sono gli stessi ad avere l’armamento più grosso ed il cervello più piccolo, e noi dietro, come scemi, ad imitarli in tutto e per tutto. Per questo dico che il baco è in noi, e più in generale nell’umanità, anche se questa non fa tutta come noi.

    • Holodoc

      Ad un mio bisnonno del 1912 avrei suggerito di emigrare in Svezia, almeno fino al 1990 se la sarebbe cavata benone ed anche i suoi figli. Poi l’Europa ha iniziato a fare danni.pure lì.

  • Marco Echoes Tramontana

    Sarebbe uno scenario, quello nucleare odierno, troppo sconfortante. Tanto che se ci si riflette su, da cittadino comune, vien quasi da dire “sia quel che sia”, a prescindere da quanto si ha da perdere su questa Terra e in questa vita.
    Come potrei io fermare tutto questo? Come potremmo noi?
    Se non vi è risposta pratica a questa domanda, rimane solo una risposta interiore, personale.
    Certamente iniziare a capire sto maledetto stato-delle-cose e non farsi lobotomizzare h24 sarebbe un buon primo passo.

  • clausneghe

    Pensare che come genere umano potevamo evolverci semplicemente guardando attorno a noi, non con occhio cupido e avido ma cogliendo i piaceri e le bellezze di una vita pacifica in armonia con la natura le cose e i viventi.
    Invece no, abbiamo ottenuto questi uomini armati, di tutto il mondo, che non fanno altro che distruggere i viventi, la natura e le opere dell’uomo.
    Non passa giorno che Gaia non si becchi sulla pelle un nugolo di esplosioni.
    Loro,i militari, fanno così ad amarla.
    Hanno reso il giardino una valle di lacrime, sterile e avvelenata.
    Erano nel paradiso terrestre e non lo sapevano, hanno seguito i falsi profeti violenti e sono periti,dirà di noi la posterità,se mai vi sarà.

    • Lupis Tana

      “questi uomini armati, di tutto il mondo, che non fanno altro che distruggere i viventi, la natura e le opere dell’uomo”.

      non solo, ci stiamo incattivendo alla velocità del telefonino. bruttissimo segno,

      segno che non ci vogliamo più bene. saluti, t l

    • Matty Ninty

      Gaia si becca costantemente sulla pelle anche la sua bella dose di nanoparticolato aviodisperso.

      • clausneghe

        Certo, mamma Gaia si becca di tutto e di più.
        Comprese le devastanti “flebo” del fraking per rubarle sinanco le scoregge…
        L’homo sapiens avidis è idiota, come tutti i parassiti che pur di sfruttarlo fanno morire il corpo che li ospita.

  • Vamos a la Muerte

    “Nel periodo che precedeva la prima guerra mondiale quanti europei sospettavano che presto le loro vite sarebbero cambiate per sempre – e che, per milioni di loro, sarebbero finite? Chi negli anni, diciamo, tra il 1910 al 1913, avrebbe mai potuto immaginare che i decenni di pace, di progresso e di civiltà in cui erano cresciuti e che sembrava dovessero continuare in eterno, sarebbero improvvisamente sprofondati nell’orrore di massacri in scala industriale , di rivoluzioni e di brutali ideologie?”: devo ammettere che questa domanda me la sto ponendo da parecchi mesi con l’intensificarsi delle tensioni sul piano internazionale.
    E la risposta credo sia proprio quella che dà l’autore: “probabilmente molto pochi”.
    E del resto se oggi, con tutta la mole di mezzi di informazione a nostra disposizione, la percezione di una Guerra che sembra davvero imminente per i più informati risulta invece quasi inconcepibile per le masse, come poteva essere diversamente per i popoli del 1910 che avevano a disposizione solamente i giornali e tra le cui fila figuravano ancora schiere di analfabeti?
    A ben vedere, dal 1910 la nostra presunta evoluzione ha riguardato più che altro dei dettagli più o meno tecnologici ma non la sostanza dell’essere umano.

    • Annibale Mantovan

      Quoto purtroppo! …e aggiungo: chi c’ era in Libia nel 2009-2010 SOLO a sospettare che qualcuno avrebbe deciso di lì a poco di ammazzare Gheddafi e di distruggere completamente il paese facendolo piombare alla barbarie e alla incivilità? E negli stessi anni in Siria?…la Siria nel 2010 aveva 23 mln di abitanti…ora sono in 11 mln…mentre l’ occidente pensa al campionato di calcio.

  • gian

    Ogni tanto ci si chiede se ci sara’ una nuova guerra, ma la cosapiu’ probabile e’ che c’e’ sempre stata, solo ha avuto degli alti e dei bassi, ha sempre migrato per il pianeta come un’epidemia di locuste che a volte si ferma in un territorio fino a metterlo a fame e morte.
    La frase che mi ha piu interessato e’ questa: “Recentemente il segretario di Stato americano James Mattis ha dichiarato che “attualmente è la grande competizione per il potere – non il terrorismo – il principale obiettivo della sicurezza nazionale degli Stati Uniti””
    Gia’, proprio qui sta il succo delle cose a mio parere, la “grande competizione per il potere”.
    Certo che quell'”attualmente” suona di una ipocrisia sconfinata: e’ sempre stato cosi’!
    E il potere ? Quale potere, cosa e’ il potere, dove inizia e dove finisce? La competizione e’ il problema. Ed e’ un problema enorme in quanto la nostra cultura, ion ogni ambito, e’ intrisa di competizione e piu’ ci si avicina al “potere” piu’ la competizione e’ forte. Ma sopratutto e’ un problema enorme perche’ c’e’ anche una base naturale che ci fa competere per la sopravvivenza come singoli e non come collettivita’, contrariamente a diverse altre specie animali.
    Riuscira’ la cultura e la consapevolezza a vincere la battaglia con questo subdolo mostro?

  • Frank Dax

    Abbiamo un po’ tutti dato della Cassandra a Paul Craig Roberts nell’anno passato quando ci parlava spesso di disastro nucleare annunciato… ma sinceramente mai come nell’ultimo
    periodo noto che sempre più spesso anche nei mezzi di distrazione di massa si
    parla di uso del nucleare come fosse una cosa da nulla.. quasi necessaria , non una parola di ribrezzo verso annuncio del potenziamento e sviluppo delle Atomiche
    Tattiche come se fossero solo un ulteriore gadget del prossimo smartphone…

    ma ci rendiamo conto che un eventuale uso di un Atomica Tattica è destinato sicuramente dalle nostre parti non di certo in casa di chi lo sta reclamizzando .

    Tutti a scandalizzarsi per il povero Kim che minaccia il “mondo” invece non una parola di condanna su chi da il via libera a perfezionare uno strumento che vuole usare sulle Nostre di
    teste . Mi domando ma dove sono finiti tutti quegli intellettuali che urlavano “No
    Nuke” “No War” anni fa….

    • Piramis

      “Mi domando ma dove sono finiti tutti quegli intellettuali che urlavano “No Nuke” “No War” anni fa”
      Ehm… contaminati? 😉

  • Humanae Libertas

    Allego un articolo di Sputnik uscito proprio oggi e che riguarda il tema nucleare tra USA e Russia: https://it.sputniknews.com/politica/201802065618237-Iran-Russia-Cina-geopolitica-sicurezza-difesa-armi-Trump-mondo/

    In sintesi:
    il problema è che Trump, non volendo, ha fatto il gioco dei “neocon”. Con mente puramente imprenditoriale (non da stratega militare) ha autorizzato ad ampliare l’arsenale USA con testate nucleari a potenza ridotta. testate in grado di essere impiegate per colpire obiettivi strategici ma senza porvocare il disastro di un ordigno nucleare attuale. La sua idea era ovviamente solo quella di incentivare la spesa militare: più produzione di missili>più lavoro per l’industria>più soldi spesi dallo Stato>crescita PIL eccetera (si, la crescita USA è basata in larga parte sulla spesa militare ed il petro-dollaro).

    Ma così facendo ha aperto il vaso di pandora, sconvolgendo gli attuali trattati di equilibrio (e numero) di testate nucleari tra Russia ed USA. Inoltre la Russia si troverebbe impreparata ad un conflitto con queste nuove testate, o meglio la sua risposta tattica potrebbe essere sproporzionata ad un missile nucleare a bassa potenza.
    Esempio: gli USA distruggono una base militare in Crimea, solo una base, ma che rimane contaminata per secoli (nucleare). La Russia che fa? spazza via Los-Angeles, cittadini compresi? risposta sproporzionata>escalation nucleare globale..
    Viceversa se la Russia resta a guardare, rischia di essere annientata con un attacco “a sorpresa”..

    Insomma, Trump ha fatto un bel casino e bisogna vedere se effettivamente queste nuove testate a potenza ridotta verranno prodotte e poi messe in servizio. Se ciò accadrà allora la 3a (ed ultima) guerra mondiale potrebbe anche scoppiare.. Nel dubbio preghiamo San Michele Arcangelo: http://www.ccsg.it/LeoXIII.htm

  • mytom

    ” Il “Kanyon” russo, un siluro nucleare da giorno del giudizio ha una imponente testata, che ha lo scopo di annientare le coste Est e Ovest degli U.S.A, rendendole inabitabili per generazioni. ”
    Non per sminuire, ma leggendo un po’ in giro mi sembra di aver capito che il periodo di inquinamento radioattivo sia compreso in realtà tra i 5 e i 10 anni…

    • Annibale Mantovan

      dici che è un siluro ecologico?

      • mytom

        No, è altamente radioattivo, ma il cobalto ha un’emivita relativamente breve. Più che altro, non mi piacciono approssimazioni e esagerazioni.

        • Annibale Mantovan

          Grazie per la precisazione. Ciao