Rivoluzione e controrivoluzione dal 1789 ai giorni nostri

DI ALESSANDRO GUARDAMAGNA

comedonchisciotte.org

L’articolo prende in considerazione alcune spinte populiste presenti nella rivoluzione Francese e Russa, e dimostra come il processo controrivoluzionario di tali esperienze sia stato causato in larga misura da due uomini che hanno finito per concentrare il potere nelle proprie mani, sopprimendo le aspirazioni ed i bisogni reali del popolo: Napoleone Bonaparte e Joseph Stalin. Inoltre l’articolo analizza brevemente l’impulso populista del M5S e gli aspetti rivoluzionari e controrivoluzionari che sono emersi dal 2009 nella sua partecipazione alla vita politica Italiana.

In primis una premessa: possiamo parlare politicamente di populismo in modo corretto solo a partire dal 1860, quando in Russia gruppi di intellettuali cominciarono ad opporsi al regime degli Zar e all’industrializzazione che, temevano, avrebbe snaturato completamente la società. Quindi il populismo nasce inizialmente come aspirazione ad una sorta di socialismo rurale, in opposizione alla burocrazia zarista e all’industrializzazione proveniente dall’Europa occidentale. Solo successivamente diventerà un termine con cui si indica qualsiasi movimento politico diretto all’esaltazione demagogica delle capacità e dei bisogni delle classi popolari.

Detto ciò elementi riconducibili al populismo sono apparsi nelle rivoluzioni della storia anche prima del 1860.

La Rivoluzione Francese catapulta per la prima volta in epoca moderna un popolo come motore della storia e protagonista della vita politica su scala nazionale – almeno in Europa perché in America questo era già avvenuto alcuni anni prima con la rivoluzione del 1776. Potere al popolo vuol dire rinnegare le forme autoritarie dell’ Ancien Régime, e cancellare tutto quanto sa di nobiltà e di clero. Il popolo francese invoca nuovi modelli rappresentativi, paradigmi, che non si sono ancora materializzati prima dell’estate del 1789. In principio li trova nell’assemblea nazionale, nelle azioni dei Giacobini, poi nel direttorio che con Robespierre darà origine al Terrore, ed infine in Napoleone, in origine ufficiale fedelissimo all’idea rivoluzionaria. Ecco che Napoleone diventerà simbolo della Rivoluzione. Due anni dopo la presa di Tolone nel 1793, sarà scelto da Barras in qualità di comandante della piazza di Parigi e gli è affidato l’incarico di proteggere la Convenzione Nazionale.

Il Giovane Bonaparte

Sarà in quell’occasione che non esita ad usare il cannone contro il popolo, nel quale vi erano anche dei monarchici. Divenuto comandante di corpo d’armata sempre per volontà di Barras, sarà proprio Napoleone a portare i valori della Francia rivoluzionaria prima in Italia nel 1796, e poi in tutta Europa.

E’ sempre Napoleone a stendere il codice Napoleonico, e a dichiarare che ogni fante dell’esercito francese ha nello zaino il bastone da maresciallo – e numerosi dei suoi marescialli come Massena (contrabbandiere), Lannes (di famiglia contadina e colorante di tessuti), Murat (figlio di albergatori ed ex-seminarista) vengono effettivamente dalla gavetta – ma è anche lui che finisce per liquidare senza mezzi termini l’eredità rivoluzionaria. Con Napoleone infatti il potere finirà per concentrarsi nelle mani di un solo uomo che non è semplicemente re. In altre parole il generale Bonaparte, scelto dal direttorio nel 1796, diventa primo console e si autoproclamerà poi Imperatore dei Francesi, ed in molti casi non esita a comportarsi da vero e proprio tiranno, negando l’essenza dello spirito rivoluzionario.

Un momento della campagna d’Italia con Napoleone, ora Generale d’Armata, che attraversa le Alpi, nel 1796.

Il colpo di stato del 18 Brumaio (9 Novembre)

1799 che apre a Napoleone la strada al consolato

Famose rimarranno le parole con cui arringa i sovrani alleati prima della campagna di Russia del 1812 in cui, ricordando re Luigi XVI, decapitato dai rivoluzionari nel 1793, ne parla come del “Mio povero zio”. Tecnicamente ha ragione, perché Napoleone aveva sposato Maria Luisa d’Asburgo-Lorena, nipote della defunta regina di Francia Maria Antonietta e del marito Luigi XVI, ma l’affermazione è a dir poco grottesca considerando il vissuto dell’uomo che la pronuncia.

Lo stesso Alexis de Tocqueville dirà che le fondamenta del regime Napoleonico – vale a dire il codice civile e la tolleranza religiosa – nascondono in realtà uno stato fortemente autoritario.

Napoleone Imperatore dei Francesi, 1804

Abbiamo quindi un’esperienza politica dove i bisogni del popolo esaltati dall’azione rivoluzionaria finiscono per essere relegati in secondo piano e poi negati dall’azione controrivoluzionaria – seppur formalmente rispettosa dei principi della rivoluzione del 1789 che aveva abolito il feudalesimo – portata avanti dall’uomo del popolo, che infine si impone come un autocrate.

La Rivoluzione Russa del 1917 conosce fasi analoghe e sicuramente più drammatiche nell’affermazione della controrivoluzione.

La Russia del 1917 è retta dal sistema Zarista, autocratico, chiuso nella difesa dei privilegi di un’elite che è sempre più staccata dai problemi reali di un popolo stremato da 3 anni di un conflitto – la Prima Guerra Mondiale – che ha causato 6 milioni tra morti, feriti e prigionieri e ridotto la nazione alla fame.

Lenin arringa il popolo, 1917

La prima fase della Rivoluzione Russa nel Marzo del 1917 porta alla formazione di un governo provvisorio che induce Nicola II ad abdicare. Con lo zar e la sua famiglia posti in arresto prendono forma due poteri: quello del governo provvisorio, e quello dei Soviet, formati da delegati eletti dal popolo, compresi i bolscevichi. Il leader bolscevico Lenin, tornato dall’esilio, sostiene la necessità di trasformare la rivoluzione borghese di Marzo in Rivoluzione Proletaria, guidata dai Soviet e che mira alla creazione di una società comunista.

Stalin Funzionario Bolscevico, 1918

Nell’Ottobre del ‘17 i bolscevichi occuparono i punti chiave della capitale dando vita alla Rivoluzione d’Ottobre.

Si formano i tribunali del popolo, e si ha una diffusa ridistribuzione della terra fra le masse popolari, quindi vediamo che anche in Russia il popolo in qualche misura partecipa inizialmente alla gestione del potere e ne trae benefici diretti.

All’inizio della Rivoluzione Stalin era un fedele funzionario bolscevico. Egli continuerà ad avanzare nella scala gerarchica e nel 1922 diventerà segretario generale del comitato centrale del Partito Comunista, ruolo che gli permise di scegliere i suoi alleati per incarichi di governo e crearsi una base personale di supporto politico.

Dopo la morte di Lenin nel 1922 Stalin riuscì ad avere ragione dei suoi antagonisti e divenne de facto dittatore dell’Unione Sovietica lanciando di lì a poco una serie di iniziative tese a trasformare la nazione da stato ancora prevalentemente agricolo a superpotenza industriale.

Carestia in Ucraina, anni ‘30

Uno di tali piani prevede il controllo dell’economia da parte del governo centrale ed impone la collettivizzazione dei terreni agricoli. La scelta implica che il governo prende il controllo delle fattorie e terreni, privando il popolo di quelle risorse che prima deteneva in proprietà. Alcune centinaia di migliaia di contadini e piccoli proprietari terrieri si oppongono all’iniziativa e per ordine di Stalin sono imprigionati e condannati a morte.

La forzata collettivizzazione e mancata redistribuzione del prodotto agricolo causa carestie che si abbattono ciclicamente negli anni ’30 sull’Unione sovietica portando milioni di persone alla morte per denutrizione.

Nelle campagne l’accatastamento di cadaveri diventa pratica comune, in modo simile a quanto avverrà più tardi nei campi di concentramento nazisti. Consapevolmente quindi si sceglie di affamare e decimare il popolo nel cui nome la Rivoluzione era stata combattuta.

Campo di concentramento di Dachau

Stalin governa col terrore e con una morsa totalitaria eliminando chiunque gli si oppone, spesso con risultati poi nefasti per la nazione – ad esempio l’eliminazione sistematica degli alti quadri militari negli anni ’30 fa sì che, all’indomani dell’invasione tedesca dell’Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, l’esercito sovietico si trovi completamente impreparato per carenza di mezzi moderni e di una leadership adeguata a fronteggiare il nemico e l’intera Russia ne paga il prezzo arrivando sull’orlo della sconfitta, con quelle che potevano essere conseguenze catastrofiche. Incrementa i poteri della polizia segreta, emana provvedimenti che invitano i cittadini a spiare il prossimo – il popolo contro il popolo – per conto dello stato e causa la morte di milioni di persone, o per esecuzione diretta od inviandole nei gulag.

Inoltre costruisce un culto della personalità non inferiore a quello imperiale di Napoleone. In tutta l’Unione Sovietica città sono rinominate in suo onore e perfino i libri di storia riscritti, il tutto per conferire al “compagno Stalin” un ruolo preminente nella rivoluzione e rendere mitologici alcuni aspetti della sua vita. Diventa oggetto di celebrazione nel campo musicale e letterario ed il suo nome è incluso nell’inno nazionale sovietico.

Stalin Padre della Patria

Stalin ed i suoi crimini sono stati sistematicamente utilizzati per gettare discredito sulla rivoluzione socialista. A dire il vero Stalin rappresenta non la rivoluzione, ma la sconfitta della rivoluzione medesima. Egli è assassino di massa ed assassino della rivoluzione. All’interno del comitato centrale bolscevico Stalin tende a schierarsi con chiunque abbia la maggioranza, indipendentemente da chi sia, e non si può certo dire che facendo il suo dovere di funzionario brilli per doti particolari. Ad esempio da Marzo ad Ottobre 1917 nel pieno del fervore rivoluzionario parla in pubblico solo tre volte. Lo stesso Lenin poco prima di morire nel 1922 ammonisce che Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato un enorme potete nelle sue mani e Lenin non si sente sicuro che ne farà un uso corretto. Trotsky, che Stalin farà uccidere da sicari a Città del Messico, descrive il modo in cui alcune frange dei bolscevichi rappresentano il motore della rivoluzione, alcuni gli interessi dei lavoratori, altri il ritorno a forme di moderato capitalismo. Stalin rappresenta la crescita della burocrazia e poi esclusivamente il proprio interesse personale.

Emblematica rimane la sua ipocrisia canaglia con cui afferma che in Russia “al popolo non è riconosciuto il diritto di sciopero perché il popolo è già al potere, per cui non ha alcun bisogno di scioperare”.

Il M5S tra Populismo e Controrivoluzione?

Beppe Grillo fondatore e leader del M5S

Il Populismo, inteso come spinta delle istanze del popolo che, ignorate dalla politica, devono trovare una loro realizzazione nell’attività del popolo stesso verso l’affermazione di sé, si ritrova anche nel M5S. Pensiamo alla volontà di diffondere la democrazia partecipata come base di discussione, al proposito di dare reddito di cittadinanza e contributi pensionistici adeguati a tutti, alla sovranità monetaria che l’Italia dovrebbe riprendersi, al popolo che deve essere il primo a decidere se restare a far parte della Zona Euro oppure no.

Le votazioni online per la scelta dei propri rappresentanti hanno rappresentato – e sono tuttora – qualcosa di rivoluzionario nel panorama politico Italiano, specialmente quando si osserva che per le altre forze politiche pochi segretari di partito decidono i nominati. Allo stesso tempo è innegabile che tale sistema di scelta ha portato all’elezione di molti che del M5S e della rivoluzione conoscono solo gli slogan: 37 – su un totale di 163 – sono quelli tra espulsi e fuoriusciti loro sponte fra gli eletti in parlamento dal 2013 ad oggi. Non poco se si considera inoltre, a titolo di esempio, che alcuni di coloro che negli anni non hanno risparmiato critiche gratuite al M5S, e che parteciparono alla “pizza-rotta”, la versione locale della Leopolda che si tenne a Parma il 7 Dicembre 2014, siedono tuttora, silenziosi, in Parlamento fra le fila del M5S. Si tratta di esempi se non di controrivoluzione di Contro-Movimento o Anti-Movimento, che svuotano la carica di cambiamento autentico che il M5S esprime e ne minano la credibilità. Purtroppo sono esempi destinati a ripetersi ad infinitum se non saranno stese regole chiare per risolvere il problema.

Grillo che insieme al Popolo porta avanti la Traversata Rivoluzionaria

Se si può trarre una lezione dall’esperienza delle rivoluzioni in Francia ed in Russia, è che la concentrazione del potere nelle mani di una sola persona, combinata con la mancanza di controllo e volontà di imporlo – quindi mancanza di regole – portano alla MORTE DELLA RIVOLUZIONE.

Vi è naturalmente una differenza sostanziale fra la rivoluzione del M5S, e quella Francese e Russa. Oltre all’ovvio contesto fatto di esecuzioni spesso sommarie e stragi, comuni nelle ultime due ed estraneo al M5S, nella rivoluzione del 1789 e in quella del 1917 i rivoluzionari sono effettivamente andati al potere prendendoselo de facto, mentre i rappresentati de M5S hanno accettato le regole del sistema politico definite da altre forze e sono finora inseriti in un contesto con altri partiti, con cui si confrontano. Grillo e Casaleggio ribadendo a 360° che il popolo sovrano viene privato dei suoi fondamentali diritti da una casta di politici-affaristi-massoni che divorano l’Italia e ne distruggono il tessuto sociale occupandone le istituzioni, hanno aperto la strada ad una consapevolezza diffusa che ha sostenuto da 8 anni il M5S e lo ha fatto crescere. L’offerta politica del M5S finisce con l’incontrare istanze pressanti dei cittadini lasciate irrisolte dagli altri partiti, istanze che richiedono dalla politica un cambiamento rivoluzionario nel sistema di rappresentanza e credibili forme di partecipazione alla gestione della cosa pubblica.

Quanto dell’autentico Giacobinismo o dello spirito della Rivoluzione d’Ottobre o – auguriamoci di no – di controrivoluzionario vi sia nell’attuale M5S deve ancora essere dimostrato.

 

Alessandro Guardamagna

Fonte: www.comedonchisciotte.org

21.11.2017

Riferimenti:

Biorcio Roberto e Natale Paolo, Politica a 5 Stelle; Idee, Storia e Strategie del Movimento di Grillo (Milano, 2013)

Chandler David G., I Marescialli di Napoleone (Milano, 1996)

Gough Hugh, The Terror in the French Revolution, 2nd edition (London, 2010)

Mello Federico, Il Lato Oscuro delle Stelle (Reggio Emilia, 2013)

Snyder Timothy D., Bloodlands: Europe Between Hitler and Stalin (New York, 2010)

Siti Web:

On the Russian Revolution, papers and articles available from http://historyhub.ie/judith-devlin-the-russian-revolution, accessed November 5 2017.

 

72 Commenti
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DesEsseintes
DesEsseintes
20 Novembre 2017 20:31

Cito

“Vi è naturalmente una differenza sostanziale fra la rivoluzione del M5S, e quella Francese e Russa”

Meno male va’…dalle premesse temevo delle conclusioni molto meno razionali.

È verissimo quello che scrive Guardamagna e cioè che la grande rivoluzione senza precedenti verso la quale stiamo andando è la reale e diffusa partecipazione del popolo al processo decisionale.

Se si proseguirà su quella strada si avrà la garanzia che il processo di cambiamento è in atto e va nella direzione giusta.
Che porterà per logica conseguenza a una revisione profonda dei criteri sia pratici che ideologici della distribuzione della ricchezza.

Il M5S è una esperienza molto positiva e a mio avviso può essere l’avanguardia europea di una rivolta popolare democratica contro l’incipiente neo feudalesimo delle oligarchie.

Votiamo M5S (o Lega) nonostante certe sue contraddizioni che a mio avviso si chiariranno quando lo schieramento (accozzaglia) dei partiti istituzionali crollerà su se stesso.

E mo’ divertiamoci a leggere il profluvio delle sciocchezze in libertà, che per la maturazione del popolo nella sua totalità ci vorrà ancora tanto, tanto lavoro.

Annibale Mantovan
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
21 Novembre 2017 9:39

Secondo me sono tutti abbagli. Mi piacerebbe sapere il numero assoluto dei votanti M5S. Li vedo in lieve aumento in termine di percentuali ma in numero assoluto mi sa che sono sempre lì. Non attraggono il bacino dell’ astensione e danno l’ impressione che vengano votati per disperazione più che per convinzione. Sulla rivoluzione francese non mi pronuncio ma sulla rivoluzione russa l’ articolo non menziona la presenza ebraica nell’ organigramma del bolscevismo. Putin dialogava con Solgenicyin e ama ricordare che l’ 80% dei quadri del bolscevismo era ebreo. Questo aspetto stravolge la rivoluzione russa da movimento popolare comunista a guerra di conquista o pulizia etnica. Per concludere l’ articolo non cita l’ ascesa del nazionalsocialismo in Germania. Secondo me la più popolare tra le rivoluzioni.

Pfefferminz
Pfefferminz
Risposta al commento di  Annibale Mantovan
21 Novembre 2017 18:34

“Per concludere l’articolo non cita l’ascesa del nazionalsocialismo in Germania. Secondo me la più popolare tra le rivoluzioni”

Forse non è stata citata perché non è stata una rivoluzione: A. Hitler entrò a far parte del Reichstag in seguito a regolari elezioni. Successivamente gli furono conferiti i pieni poteri. Quella votazione però non era in regola perché egli, la sera prima, fece arrestare i parlamentari comunisti.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
22 Novembre 2017 0:41

I tedeschi che fanno una rivoluzione!

Ma come può venire in mente?

Hanno perfino pagato per quella sovietica per cercare di capire che roba sia.

Pfefferminz
Pfefferminz
Risposta al commento di  Primadellesabbie
22 Novembre 2017 1:43

“Rivoluzione in Germania? Non sarà mai. Prima di assalire una stazione, i tedeschi comprerebbero il biglietto” (Citazione di Lenin).

Annibale Mantovan
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
22 Novembre 2017 8:05

Non ho la pretesa di essere uno storico ne la capacità intellettuale di contraddire Lenin ma se al termine rivoluzione diamo il significato di ribellione popolare di massa al potere costituito la prima rivoluzione in Europa l’ hanno fatta proprio i tedeschi con la ribellione Luterana…e come vedi dopo 500 anni è come fosse ieri.

Pfefferminz
Pfefferminz
Risposta al commento di  Annibale Mantovan
22 Novembre 2017 12:32

La tua opinione (“ascesa del nazionalsocialismo”, “la più popolare tra le rivoluzioni”) è del tutto legittima. Dipende dalla definizione del termine “rivoluzione”. Anche lo storico Ernst Nolte si è posto la domanda se, nel caso del nazionalsocialismo, si possa parlare di rivoluzione. Altri storici parlano di “controrivoluzione”. E Lenin certamente sapeva che il periodo più rivoluzionario in Germania era stato quello seguito alla fine della prima guerra mondiale.

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  Annibale Mantovan
22 Novembre 2017 0:26

L’intervento mira a fornire alcuni punti chiave di riflessione su come gli elementi re. populismo siano emersi nel corso della rivoluzione Francese e Russa e siano stati manipolati ad arte da coloro che erediteranno l’esperienza rivoluzionaria arrivando a svuotarla di significato, Napoleone e Stalin. E’ chiaro che serve operare delle scelte dovendo condensare in 15 minuti due eventi storici complessi. L’intervento non menziona neppure il sodalizio fra Stalin e la Germania Nazista per la spartizione della Polonia o la volontà di Stalin di rinunciare ad esportare il modello rivoluzionario all’estero per continuare ad accentrare il suo potere in Union Sovietica, ma non vuol dire che questi elementi, come altri, non abbiano giocato un ruolo. Semplicemente non si tratta di fattori determinanti nel definire le tematiche re. populismo.

Annibale Mantovan
Utente CDC
Risposta al commento di  Alessandro Guardamagna
22 Novembre 2017 8:10

Non capisco, non so rispondere.

riefelis
riefelis
Risposta al commento di  DesEsseintes
22 Novembre 2017 12:31

Ma come si fa a raccomandare di votare LEGA? La lega ha Governato con Berluscono per anni e ancora si presenta alleato con lui alle prossime elezioni. Che grosso abbaglio!

Antonio XV
Utente CDC
20 Novembre 2017 20:37

«Le votazioni online per la scelta dei propri rappresentanti hanno rappresentato – e sono tuttora – qualcosa di rivoluzionario nel panorama politico Italiano, specialmente quando si osserva che per le altre forze politiche pochi segretari di partito decidono i nominati.» – Chi scrive questo, direi non abbia chiaro il problema…

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  Antonio XV
22 Novembre 2017 0:13

Poiché l’ho scritto io che faccio parte del M5S da 8 anni e ho partecipato a diverse votazioni online e campagne elettorali e conosco il modus operandi del M5S e degli partiti, il problema non solo è chiaro, ma anche conosciuto.
Se vuole aggiungere altri aspetti sulla questione ed eventualmente chiarirmi il suo punto di vista e le motivazioni delle sua affermazione la invito a farlo.
Cordialmente

marcobaldi
marcobaldi
20 Novembre 2017 21:09

Per fortuna in Itala le rivolizìoni propriamente dette (violente) non si faranno mai.
Che saggezza sta nel popolo italiano !

Lara Rossi
Lara Rossi
Risposta al commento di  marcobaldi
21 Novembre 2017 14:43

La resistenza cosa è stata allora? Una guerra civile oppure una tranquilla partita a calcio balilla?

MimosaVanAnderweldt
MimosaVanAnderweldt
Risposta al commento di  Lara Rossi
21 Novembre 2017 22:40

Beh, non voglio apparire pedante ma, in senso stretto, una guerra civile è raro che sia anche una rivoluzione ……. e nello specifico, la cosiddetta “lotta di liberazione”, a mio avviso, non lo è stata.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  MimosaVanAnderweldt
21 Novembre 2017 23:52

Ecco, purtroppo però le rivoluzioni coincidono praticamente sempre con delle guerre civili…vedi alle volte uno è tanto sicuro e poi gli scappa la fesseria…

La rivoluzione francese ha avuto al sua guerra di Vandea che si è anche estesa abbastanza.
Cromwell e poi la gloriosa inglese hanno avuto la loro guerra civile.
La rivoluzione russa ne ha avuta una terribile e molto controversa perché se gli occidentali avessero voluto i “bianchi” avrebbero vinto…chissà come mai non hanno voluto…
La rivoluzione cinese è stata sostanzialmente una guerra civile.
La rivoluzione americana no…però ha portato in seguito proprio a una guerra civile…

A 19th century man
A 19th century man
20 Novembre 2017 22:26

Mah, per me (e non solo) il m5s è uno strategico finto movimento antisistema creato dall’alto per canalizzare il dissenso e renderlo inoffensivo.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  A 19th century man
20 Novembre 2017 22:59

Hai ragione…non c’è più niente da fare…loro controllano tutto…ci fregano sempre a noi poveracci…ormai non c’è più speranza…rinunciamo…arrendiamoci…

Le bateau Ivre
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
21 Novembre 2017 0:40

ti dò un like perché alle volte, come stavolta, involontariamente, “inciampi” in qualche battuta spirito azzeccata.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Le bateau Ivre
21 Novembre 2017 0:45

Grazie.
Anche se non capisci una mazza di Rimbaud anche tu sei un essere umano.

cicciopazzo
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
21 Novembre 2017 10:16

E’ vero, ci fregano, ma non sempre.
Se avessimo le informazioni giuste non ci lamenteremmo e li manderemmo a quel paese. Il problema che ci pervade non è il “vittimismo cosmico”, ma la totale asimmetria informativa rispetto alle reali origini del Movimento.
Tu le conosci per certo quelle origini, cara, colta e sagace amica DesEsseintes?
Non credo…

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  cicciopazzo
21 Novembre 2017 11:15

La cara, colta e sagace amic”a” Desesseintes ti invita a un incontro privato nel quale ti farà assaggiare un bel frutto tropicale dalla forma simile alla banana ma ricoperto di pelle umana scorrevole.

Ybodon
Utente CDC
Risposta al commento di  A 19th century man
21 Novembre 2017 8:20

questa è una cosa piuttosto ovvia.
Chi non crede questo, non ha mai spiegato come sia possibile che esista un movimento con tale forza non calato dall’alto in un paese come l’italia dove non si muove una foglia che dio non voglia e in un paese come l’italia dove i servizi segreti americani (ormai sono cose note e non complottismi) hanno ucciso Aldo Moro per evitare la deriva socialista. (ovviamente potrei continuare con le stragi attribuite alla mafia etcetcetcetcetc)

Ybodon
Utente CDC
Risposta al commento di  A 19th century man
21 Novembre 2017 8:44

Nell’altro articolo ho fatto un commento a cui ancora non ho ricevuto risposta. L?ho fatto in altri forum e non ho mai ricevuto risposta:

Dove sono tutte le personalità “di spicco e di spessore” all’interno del Movimento5Stelle, le stesse persone che dovrebbero contribuire alla ideazione dei programmi e che dovrebbero contribuire (a detta del movimento stesso) alla scrittura delle proposte di legge del movimento.

Perchè ai convegni organizzati da D.Casaleggio partecipano personalità di spicco di ogni provenienza, ceto, cultura, professionalità etc. eppure il Movimento5Stelle dice di voler chiamare come ministri personalità esterne al movimento,

perchè come rappresentatività del movimento ci sono dei ragazzi volonterosi ma non certo di spessore,

perchè candidato presidente del consiglio c’è probabilmente il meno qualiificato DiMaio

Perchè alle ultime elezioni in Sicilia non c’era nessun candidato di spessore ma anzi ragazzi di dubbia provenienza addirittura indagati il giorno dopo.

Dove sono le personalità e le professionalità millantate dal movimento?

Pfefferminz
Pfefferminz
Risposta al commento di  Ybodon
21 Novembre 2017 9:34

Belle domande. L’eventuale risposta interessa anche a me. Tempo fa un utente qui su CdC diceva che i “ragazzi meravigliosi” sarebbero più facilmente manipolabili. Certo che ciò non lascia presagire nulla di buono.

Ybodon
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
21 Novembre 2017 22:36

Io ho scritto qualcosa d’altro a cui ovviamente ancora non ho ricevuto nessuna risposta. Solo un ennesimo tentativo di sviare l’attenzione dall’elefante nella stanza……
Dove sono tutti?

Lara Rossi
Lara Rossi
Risposta al commento di  A 19th century man
21 Novembre 2017 14:43

Idem, con a capo poteri innominabili d’oltreoceano.

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  A 19th century man
22 Novembre 2017 0:30

A volte viene da pensarlo, anche dall’interno, nel momento in cui certe scelte nocive al MoVimento stesso sono reiterate negli anni senza realizzare le correzioni necessarie. Voglio però ancora credere che questo sia dovuto all’inesperienza di un soggetto politico che si sta ancora formando e “facendo le ossa”, e non all’intenzione di inficiare un reale progetto di cambiamento.
Cordialmente

gianlu
gianlu
20 Novembre 2017 23:48

Il movimento 5 stelle è così tanto rivoluzionario che….nel 2018 molto probabilmente le elezioni le vincerà di nuovo Berlusconi e suoi compagni di merenda…
Ma come si fa a paragonare la rivoluzione francese e la rivoluzione d’ottobre al movimento 5stelle?
Se fossero stati davvero dei rivoluzionari avrebbero dovuto dimettersi tutti i senatori e deputati quando si formò il governo Letta.
Questo sarebbe stato 8n gesto rivoluzionario!

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  gianlu
22 Novembre 2017 0:46

Se si forma la grande coalizione d’ammucchiata del “salviamoci tutti contro il M5S” può anche essere che vinca di nuovo mister B, salvo poi rinnegare alcuni dei compagni il giorno dopo.
L’articolo non paragona direttamente la rivoluzione Francese e Russa al M5S, se non nei termini in cui sottolinea alcune differenze esistenti e rimarca che l’esperienza rivoluzionaria può compiersi e trasformare effettivamente e un dato contesto sociale solo se viene salvaguardata. Questo nel caso della rivoluzione francese e russa non è avvenuto e per il M5S è ancora presto per poterne parlare, proprio perché, a differenza di quanto avvenne per i giacobini in Francia ed i bolscevichi in URSS, il M5S non è arrivato al potere. I rischio è che però vi arrivi svuotato della sua carica rivoluzionaria/antisistemica se non corre ai ripari e risolve alcune storture interne – in primis il sistema di selezione dei candidati – che si trascina da anni.
Il senso dell’articolo è invece dato dal prendere in esame alcuni aspetti del populismo presenti nelle esperienze rivoluzionarie e nel M5S, poiché, indipendentemente dalle origini diverse di tali eventi, il populismo emerge per tutti e tre, anche se in modo diverso.
Cordialmente

gilberto6666
Utente CDC
21 Novembre 2017 8:21

Nel frattempo, per avviare la fase rivoluzionaria, Di Maio è andato a Washington.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  gilberto6666
21 Novembre 2017 19:54

Vedi che roba?
Invece di dichiarare guerra agli USA ci va a parlare.

Almeno poteva annunciare che appena al governo avrebbe tirato fuori l’Italia dalla NATO…eh, cicciolo…? …che dici…?…cosí tanti tanti votare lui…
Sei un grande genio della campagna elettorale a Gilbè…

E tu cicciolo cosa voti?

Ah, ti astieni?

Bravo tesoro, bravo…

Ragazzi, meno male che il popolo siete voi… 😀

“Non hai capito…ahò il m5s so’ dei gatekeepers…ma che te credi che me ponno fregà a me…?…io nun ce vado a votà perché tanto è inutile a’ capitoooo?…se’…se se credono che moo buttano ar kulo a mme se stanno a sbajà…”

Sí piccolino…ora dormi…sogna…ssssssssst…

Ronte
Utente CDC
21 Novembre 2017 8:35

Fa senso leggere e vedere immagini relative alle grandi rivoluzioni della Storia (tradite e non sconfitte) accostate al M5S. Per questo motivo preferisco non dilungarmi troppo nel commentare. Il M5s, nemico a parole di tutti i partiti, in realtà i suoi alleati li ha, mai tra le fila della sinistra, pur malmessa e ciondoloni, ma sempre con la destra più estrema, nemica dei sindacati (in quanto tali), nemica dei più poveri. Il M5S, il fascismo lo ha nei geni. Nel suo ‘antisemitismo’ reazionario, nel suo razzismo, nel suo sessismo, nel suo giovanilismo, nel suo sovranismo, nel suo qualunquismo, nel suo liberismo assassino verniciato di demagogia legalitaria e futurista. E’ il carrozzone putrescente della piccola-borghesia in revanche che, nei tempi di calma, ha fatto spola da Forza Italia (Gianroberto Casaleggio) alla Lega Nord (Grillo, e il suo Bossi ‘grande statista’), oggi si trova tutta sotto un logo nuovo (privato, rigorosamente), ma con le idee di sempre e con la stessa linea di classe: combattere la recessione e il debito finanziario, scaricandone tutto il peso sulle spalle degli ultimi, e alleggerendo il groppone della borghesia, senza toccare un soldo ai capitalisti. E’ la piccola-borghesia depauperata che ha scelto di ribellarsi da destra.… Leggi tutto »

Cincinnato
Utente CDC
Risposta al commento di  Ronte
21 Novembre 2017 10:17

Analisi condivisibile per larghi tratti. La conclusione un po’ retro ne offusca il valore. Resistenza e lotta di classe non si fa con una “sinistra malmessa e ciondoloni” e neppure da soli…. Effettivamente il mov. 5* offre un’opportunità al potere di cambiare, se necessario e conveniente, spalla al fucile. Ma, pur essendo una creazione in vitro, sfrutta il malessere presente nel corpo sociale di cui è complice anche “la sinistra malmessa e ciondoloni” che, ben prima dell’89 si era piegata, sul terreno delle politiche economiche e sociali, al Tina della Thatcher per poi, dopo la rotta del’89 e la crisi del sistema di potere dc del ’92 passare, armi e bagagli, cioè, gruppi dirigenti larghi e ristretti, nel sistema di potere consociativo che si sovrapponeva al vecchio. Dalla “diversità” Berlingueriana si passava alla “contaminazione” Dalemiana fino ad arrivare al Veltroni che non era mai stato comunista! Il risultato è stato staccarsi da quella parte di popolo che si voleva affrancare dal potere capitalista e che si spingeva nel disimpegno rancoroso e/o nelle braccia di un qualunquismo del tanto sono tutti uguali. Grillo e Casaleggio hanno sfuttato il momento ma il mov. si trova nella delicata situazione di dover fare il… Leggi tutto »

Ronte
Utente CDC
Risposta al commento di  Cincinnato
21 Novembre 2017 17:03

E chi ha scritto di rivoluzionare con questa sinistra ciondolante o da ‘soli’. La rivoluzione si teorizza, organizza, si sviluppa…Le situazioni danno nello stesso tempo i suggerimenti opportuni…Se poi per spalla al fucile si intendono le bravate, in ordine di tempo: Il sig. Spada che a Olbia invita a votare i pentastellati, oppure gli indagati che saltano via via fuori come funghi, beh allora siamo a posto…
Sai perchè tutti quei movimenti ‘anti’ che si sono espressi in Europa negli ultimi anni (Spagna, Francia, Grecia…) hanno fallito? Perchè è venuta meno la lotta di classe con alla guida una direzione politica dagli obbiettivi rivoluzionari…
Tenete presente, o voi che insistete a guardare ai 5stelle, il gesto del sig. Grillo: Braccio alzato in stile romano. e buttato lì a mo’ di scherzo, ma comunque presentato, sul finire dei suoi spettacoli e monologhi cialtroneschi.
E tenete altresì presente tutte quelle figure istituzionali del M5S che si sono distinte per essersi fatte fotografare vicino al busto di Mussolini, presentate a commemorare i morti della Repubblica di Salò, aperto le porte a CasaPound, eccetera eccetera…
Attenzione gente, attenzione!

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  Ronte
22 Novembre 2017 1:02

Il pensiero è libero, ma visto che questi sono spazi riservati ai commenti, se non commenta di cosa scrive? Monologhi su quanto sarebbe bello avere le rivoluzioni in piedi “tradite e non sconfitte” giocando con le parole?! Niente di personale, ma gli slogan li possono citare tutti, ma se non contribuiscono all’analisi – storico-politica in questo caso – non servono, anche se magari sono utili nei comizi.
I fatti sono che Napoleone e Stalin hanno in gran parte liquidato l’eredità delle rivoluzioni, a cui formalmente hanno aderito, e dato origine a processi contro-rivoluzionari. I fatti sono che le due rivoluzioni analizzate e il M5S hanno/hanno avuto una carica populista, almeno per certi aspetti. Questo è desumibile da fonti primarie e dai commenti forniti da fonti secondarie. A lei tutto ciò può far senso – a me fa senso il fascismo ad esempio, anche di coloro che apparentemente la pensano come me – ma perché il suo argomentare acquisti un senso autentico dovrebbe, almeno per logica, citare fatti che dimostrino il contrario di quanto l’articolo asserisce. Premesse, svolgimento, conclusioni, il tutto supportato da riscontri. Al di fuori di questa logica il resto vale poco.
Cordialmente

johnny rotten
johnny rotten
21 Novembre 2017 9:12

Quando al premier cinese hanno chiesto qual’è stato l’impatto della rivoluzione francese sulla storia, ha risposto che è ancora troppo presto per dirlo, l’ansia di voler conoscere subito la portata degli eventi ci fa dimenticare spesso che si tratta solo di piccoli terremoti, all’interno della dinamica delle placche, il vero motore della storia, che agisce su scale temporali troppo lunghe perchè in una manciata di generazioni se ne possa capire gli esiti.

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  johnny rotten
22 Novembre 2017 1:07

Senza voler negare l’importanza dei fenomeni climatici come motori dei cambiamenti storici, visto che non siamo materiale inerte, qualcosa nell’attesa di un terremoto o di un asteroide stile Tunguska alla decima potenza dovremo pur tentarlo per capire.
Cordialmente

Mario Poillucci
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
21 Novembre 2017 10:05

Ciò che tu sostieni, Rosanna, è semplice, essenziale, trasparente, esaustivo! Non è concesso o possibile essere di parere opposto e contrario a patto che non si faccia parte di qualche ”partito” cui siamo stranamente assuefatti forse per lotofagìa oppure per connivenza complice! Riuscirà il M5S a realizzare la sua RIVOLUZIONE? Bella domanda! Forse altrove, in un mondo parallelo, alternativo la risposta sarebbe SI’ ma in italy, con la qualità media del ”cittadino” italiota tutto teso al proprio ”particulare” per cui ”sol nel privato è tutto bello” mentre del generale interesse, nel riscatto dei valori comuni, poco o nulla cale ebbene tutto ciò è disperante! Ciononostante è ns dovere morale in primis, democraticamente inevitabile, socialmente necessario adoperarci per realizzare quella rivoluzione talmente spontanea e doverosa al punto che chi la contesta firma la sua stupida e corrotta condanna a morte lenta e disonorevole!Ciao Rosanna e chi non vota M5S ”peste lo colga”!!

Cincinnato
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
21 Novembre 2017 11:02

Questa legge elettorale fa schifo! È vero che anche per me è incostituzionale! Sono d’accordo anche che prefiguri il grande inciucio! Però con il 40, 42% dei voti validi si ha la maggioranza assoluta. Per il mov. che aspira al 100% che problema c’è? O con le boutade di Grillo si prendono un bel po’ di voti dal malessere qualunquista ma non si sfonda nell’area del malessere sociale che si è rifugiato nella critica astensionista e non si ha ancora l’imprimatur necessario nonostante il viaggio a Washington, l’attacco al sindacato, le posizioni neoliberali in economia ecc.ecc.

manicomiopp
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
21 Novembre 2017 11:23

Ad Ostia col 66% degli astenuti han vinto i grillini. In Sicilia nelle politiche 2013 i 5s avevano il 33% mentre alle ultime regionali il 26.

Oscar Magnani
Oscar Magnani
Risposta al commento di  Rosanna
21 Novembre 2017 17:10

Mi trova d’accordo su tutte le proposte da lei elencate, tranne l’introduzione del vincolo di mandato. L’assenza di tale vincolo é la garanzia della protezione del voto popolare nel caso in cui un partito, o movimento, tradisca la volontá popolare: in quel caso specifico é un DOVERE del parlamentare uscire da quel partito e continuare a rappresentare i suoi elettori in altre istanze dell’arco parlamentare.

Oscar Magnani
Oscar Magnani
Risposta al commento di  Rosanna
22 Novembre 2017 16:20

Mettiamola giú semplice, sempice:
– CON il vincolo di mandato il potere ce l’ha il partito
– SENZA il vincolo di mandato il potere ce l’ha il parlamentare

gix
Utente CDC
21 Novembre 2017 11:37

Il paragone fra rivoluzioni posto dall’articolo, benché curioso stimolante, è un po’ temerario, se non altro perché è cambiato profondamente il popolo, almeno in occidente. Senza stare ad elencare le differenze, si dovrebbe rimarcare il fatto che il M5S la sua rivoluzione la sta facendo con gli unici mezzi possibili in una società come quella odierna in un paese occidentale, come l’Italia, dove certamente non ci sono più armi pronte, bastoni, baionette, olio di ricino e tutto l’armamentario classico; questo senza dimenticare chi poi normalmente è a capo delle rivoluzioni e le stimola, cosa che meriterebbe uno studio a parte. Peraltro dire, come si afferma ogni tanto qua dentro, che il M5S sarebbe fisiologicamente di indole Fascista, è forse ancora più imbarazzante di chi sostiene che il PD è il partito della sinistra, magari operaia. A parte che l’operaio è ormai una razza in via di estinzione, sarebbe interessante vedere in quale partito rivoluzionario ha trovato più o meno rifugio, e per farlo potrebbe essere utile una piccola ricerca su come si è collocato per zone il voto alle ultime elezioni comunali a Roma. Magari si scopre che il PD ha vinto a mani basse ai Parioli e nei quartieri… Leggi tutto »

Giuseppe Dezio
Giuseppe Dezio
21 Novembre 2017 14:54

ma da quale bignami di bancarella, provengono queste simpatiche note?

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  Giuseppe Dezio
22 Novembre 2017 1:12

Se si riferisce all’articolo, la bibliografia principale è citata. Si tratta di bignami in lingua italiana e foresta, che non so se lei possiede. Mi permetto di consigliarglieli per future letture, tra un commento e l’altro.
Cordialmente

Primadellesabbie
Utente CDC
21 Novembre 2017 16:41

Mi é difficile immaginare una rivoluzione utile a partire da appuntamenti a Via Veneto o da viaggi in America.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
21 Novembre 2017 17:26

Rosanna, qui é stato imposto uno stile di vita alieno, interrompendo la dinamica di sviluppo del popolo del quale facciamo parte, e sono servite le bombe e qualche delitto perché gli altri strumenti utilizzati, televisione, giornali, organizzazioni inconfessabili, film, istruzione mirata, partiti fasulli, quinte colonne, corruzioni varie, fin lì non erano bastate.

Io parto da questa constatazione.

A questo punto é comparso un popolo nuovo, con costumi preconfezionati altrove, che ha spodestato i suoi intellettuali (quelli sopravvissuti), sostituendoli con oggetti di consumo (umani, con nomi e cognomi) che da allora occupano la scena ed ispirano la cultura (sic).

Che fare? Direbbe qualcuno.

Prima di tutto guardarsi da quelli delle bombe e da chi va a chiedere lumi e dritte (e magari a ricevere qualche incarico) proprio lì.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
21 Novembre 2017 21:09

Non capisco perché tiri in ballo i bolscevichi, ma una ragione ci sarà, e ancora di meno, ma qui dovrei dare delle spiegazioni io, capisco perché tu voglia fare ripartire l’economia italiana.

Qui é scomparsa la cultura che faceva capo al popolo italiano e tu vuoi rimettere in moto l’economia? Per chi? Perché?

É proprio l’economia,”questa” economia che ha determinato la scomparsa della nostra cultura, e tu vuoi rimetterla in moto?

Tu sei una persona generosa, Rosanna, e scusami se mi permetto un apprezzamento personale, ma prendi fiato per un momento.

É la cultura di cui ci dovremmo preoccupare, e se recuperi quel caposaldo, non servirà la guerra agli Usa e alla Nato, e l’economia seguirà, nella forma adatta a quella cultura.

Tutto il resto sono le pezze su un vestito logoro di evangelica memoria.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
21 Novembre 2017 22:30

E allora perché dovremmo agitarci?

Se é come dici tu ci daranno una parte da recitare, con tradizione à la carte prevista nel menù, come l’altra volta col dittatore (e sembra che anche il re fosse della partita) a libro paga dei burattinai, ci faranno lavorare come esaltati, poi una bella batosta per rompere tutto, e si ricomincia!

Questa volta stesso copione con sfondo democratico (la prima rappresentazione ha già avuto luogo e hanno appena ritirato gli incassi)?

Cara Rosanna si deve cambiare gioco, almeno provarci, se ne siamo capaci.

(e per cominciare rimettiamo tutti i Di Maio nella rimessa degli attrezzi spuntati.)

a-zero
Utente CDC
21 Novembre 2017 22:40

Boh, anche a me questi paragoni sembrano proprio campati in aria. La rivoluzione francese e la rivoluzione russa comunque ebbero delle cause in una rivoluzione sociale che le cui tensioni scaturivano da un cambiamento del modo di produzione. La rivoluzione francese muoveva dall’ascendente borghesia contro il morente antico regime aristoratico e quella in russia, da non confondere con il consolidamento politico dell’ottobre, cominciò dalla fine del ‘800, passando per il 1905 e con il febbraio del 1917. In Russia furono i soviet il soggetto vincente della rivoluzione sociale, cioè la capacità degli operai dell’industria pesante russa di auto-organizzarsi. Lenin, il volpone, ne intuì benissimo la potenza e ne imbrigliò le potenzialità portando la classe degli operai industriali al monopolio politico sulle altre classi. Tuttavia l’idea dei soviet non era inizialmente limitata alla funzione burocratica e politica formattata da Lenin, ma riguardava un metodo di autorganizzazione sociale dal basso. L’intervento politico, la rivoluzione politica, leninista (in verità seguendo la dottrina politica marxista della dittatura di una classe) forse fu un qualcosa di tremendamente malvagio ai fini dell’emancipazione sociale generale, in quanto impedì una armonica evoluzione fra i diversi apparati produttivi (agricoltura e industria) portando alla dittatura politica ed economica dell’industria sull’agricoltura.… Leggi tutto »

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  a-zero
22 Novembre 2017 0:04

L’intervento si basa su fatti e su fonti primarie e secondarie indicate nella bibliografia, quindi di campato per aria non vi è nulla. Eventi che sono avvenuti in decine di anni vengono condensati in 15 minuti ed è inevitabile che alcuni contenuti debbano essere lasciati in secondo piano rispetto ad altri. Attenzione, perché non si tracciano paragoni con il quadro politico italiano contemporaneo, ma si prendono in considerazione gli aspetti re. il populismo presenti nell’ascesa del M5S.

Ybodon
Utente CDC
Risposta al commento di  Alessandro Guardamagna
22 Novembre 2017 8:35

quelle rivoluzioni sono state i cambiamenti di pelle dello stesso potere. i cinquestelle rappresentano un nuovo modo di fare politica apparentemente piu democratico e diretto e sono certamente all avanguardia. questa é la nuova rivoluzione, il potere cambia ancora pelle.

a-zero
Utente CDC
Risposta al commento di  Alessandro Guardamagna
26 Novembre 2017 20:26

Grazie dell’attenzione. Non mi riferisco a come hai dovuo condensare gli eveni. Cerco di spiegare il perchè della mia definizione di “campato in aria”. Con questa locuzione mi riferisco, in metafora, proprio alla “campata” di un ponte. Tu hai basao il primo pilone del tuo “ponte” discorsivo nel 1789 in Francia e il secondo pilone nel 1917 in Russia. E secondo me sta bene, due rivoluzioni sociali con epifenomeni rispettivi in due rivoluzioni politiche. Io ho puntulizzato la relazione fra mutamento nel modo di produzione e ascesa di una classe rispetto alle altre. Continuando il discorso (tuo) mi manca la base per il terzo pilone in Italia nel 2018 se la base la si identifica nel M5S. Primo perchè la categoria “populismo” oggi è nata come dispositivo di repressione/misticazione semantica ad uso dello spettacolo politico. Per me non signiica quasi niente a meno che non andiamo prima a definire le accezioni di significato dle lemma “popolo”. Identificate tale accezioni magari ne facciamo un’analisi filosofico-politica e poi torniamo ad usare i le parole ‘popolo’ e ‘populismo’ come meglio crediamo. Secondo perchè il M5S fa parte del sistema istituzionale vigente (formale e sostanziale) e della società dello spettacolo politico relativa e non… Leggi tutto »

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  a-zero
28 Novembre 2017 5:36

Buongiorno, Ammetto che trovo la sua spiegazione iniziale sulla campata del ponte ai limiti della plausibilità, ma non intendo fare processi alle intenzioni per cui l’accetto visto che lei la presenta come tale. Quella che lei identifica è la struttura che attribuisce all’intervento, e capisco i presupposti da cui parte, che però non sono quelli da cui sono partito nel pensarlo e strutturarlo. In linea con il titolo della conferenza in cui l’intervento è stato presentato, a me interessava sottolineare gli elementi populistici che si ritrovano nella rivoluzione Francese, in quella Russa e nell’ascesa del M5S in Italia, dimostrando come alcune aspirazioni populiste nelle prime rivoluzioni inizialmente realizzate siano state poi negate dalle controrivoluzioni condotte da Napoleone e Stalin. Per il M5S ho lasciato una parentesi aperta sul futuro facendo alcune considerazioni su quanto fatto di rivoluzionario e di meno rivoluzionario finora. In realtà in nessuna delle due rivoluzioni Francese e Russa vi è stata l’ascesa definitiva di una classe sfruttata per secoli che ha infine spodestato la classe sfruttatrice e consolidato la propria posizione. Se osserva i fatti emerge chiaramente una fase iniziale in cui le masse tradizionalmente escluse dal potere lo hanno reclamato, e tramite i propri rappresentanti… Leggi tutto »

a-zero
Utente CDC
Risposta al commento di  Alessandro Guardamagna
15 Dicembre 2017 23:08

Salve, spero di non essere inutile per me e per Lei in questo ennesimo intervento, ma mi fa piacere aggiungere qualcosa. La mia schematizzazione del ponte a tre campate non è un processo all’intenzioni sue. E’ come ho rielaborato io quello che ho ricevuto da lei. E’ naturale che io e Lei siamo due individui e che condividiamo solo parole (significanti) e per il resto brancoliamo in una landa brumosa di significati attraverso i quali potremmo arrivare a mostrarci le nostre rispettive idee del mondo. Ecco, dalla sua risposta io vedo la mia rappresentazione molto lontana e diversa dalla Sua. Tuttavia, per questo ordine di cose, vale la pena dirsi qualcosa in più, anche se smebra uno scambio fra sordo-ciechi. In sintesi io contesto il paragoe, e quindi il fatto, il presunto fatto, che il M5S sia un fenomeno di carattere rivoluzionario. Premetto e ammetto che non sono un professore dis toria, per quel che so della rivoluzione francese e russa si poteva parlare di rivoluzione proprio perchè c’era un ribaltamento sociale, di classe sociale che ineriva e scaturiva da mutamenti nel modo di produzione. Detto grossolanamente: la borghesia in Francia a scapito dell’aristocrazia e la classe degli operai industriali… Leggi tutto »

Alessandro Guardamagna
Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  a-zero
5 Gennaio 2018 2:19

Buongiorno,

le rispondo solo ora perché per via di impegni e ritardi concentratisi nel periodo di Natale.

La ringrazio per la contro-risposta che ho trovato davvero interessante. La condivido su alcuni punti re. ai processi di produzione e al ruolo del capitale, che non cambia sostanzialmente nei paesi occidentali, e si potrebbe dire su scala mondiale.

L’idea e lo sforzo rivoluzionario consistono proprio nel sostituire al ruolo del capitale il rispetto della persona e l’applicazioni
delle leggi che lo garantiscono. Può suonare come la scoperta dell’acqua calda, l’ennesima riproposizione scontata di un refrain ripetuto da generazioni, ma la sostanza è tutta qui. Questo implica relegare in secondo piano i burattinai delle multinazionali che de facto comprano i politici eletti di turno in Italia ed altrove. Mi rendo conto che si tratta di un grande salto, ma se non si prova neppure ad iniziare a farlo idealmente, allora non ha senso alcuno confrontarsi e tentare di proporre alternative, qui o altrove. Tanto vale comprarsi subito tre cellulari e fare finanziamenti ad infinutum per macchine e vacanze celebrando il dio dollaro finché dura – che poi è quello a cui molti aspirano – e dichiararsi contenti.
Naturalmente la vedo diversamente.
Cordiali saluti

fabtravel.altervista.org
22 Novembre 2017 9:06

La rivoluzione avviene senza che ce ne accorgiamo. È davanti ai nostri occhi ma l’inflazione dei cambiamenti e l’assuefazione alle notizie non ce ne fa rendere conto.uomini che sposano uomini e hanno bambini da donne pagate, cani che hanno maggiori diritti delle persone, stipendi senza lavorare, donne che mandano in rovina uomini semplicemente parlando…… In confronto le tangenti ai partiti che hanno creato la seconda repubblica sono quisquilie. La superficialità con la quale guardiamo le cose che cambiano mentre cerchiamo qualcosa altro da cambiare ci impedisce di guardare lontano e capire bene cosa stiamo facendo. Siamo schiavi del cambiamento.
Siamo avidi di cambiamenti a causa del consumismo che ha raggiunto la fonte del nostro pensiero.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  fabtravel.altervista.org
22 Novembre 2017 10:33

Una nemesi? La vendetta di una ragione che ci sfugge?

Eravamo diventati ricchi perché volevamo essere soprattutto ricchi, tutti, senza domandarci perché, forse solo perché prima eravamo poveri, o meglio eravamo organizzati in modo che chi era ricco facesse sentire la povertà agli altri, gliela rendesse insopportabile.

Abbiamo usato la ricchezza per rovinare e compromettere l’equilibrio di tutto quello che ci circonda, disinvoltamente, e nella corsa abbiamo sdoganato lo squilibrio che alberga dentro di noi, e anziché tenerlo a bada, come abbiamo sempre cercato, adesso vorremmo sfidarlo, usandolo per finalità meschine che pretendiamo sublimi.

Pfefferminz
Pfefferminz
22 Novembre 2017 18:57

Caro Guardamagna, io ho qualche difficoltà a capire che cosa tu intenda per “populismo”. Attualmente il termine viene usato, correggimi se sbaglio, per discreditare un movimento o un partito costituito. Il populista è colui che inganna le persone, colui che dice agli altri quello che vogliono sentirsi dire. Tu parli di “spinte populiste” riferendoti, penso, al popolo che articola le proprie esigenze. Inoltre parli di “esaltazione demagogica delle capacità e dei bisogni delle classi popolari”. Penso che tu voglia anche dire che i promotori, coloro che inizialmente si sono messi alla testa dei movimenti rivoluzionari si siano fatti carico di portare avanti la causa del popolo. Ebbene, se è così, ho dei forti dubbi che questo sia accaduto. Dopo tutto quello che ho letto qui su CdC, l’impressione che ho ricevuto è che, già dall’inizio, non ci sia stata l’intenzione di agire a favore del popolo. Mi ricordo di un utente che consigliava di guardarsi le statistiche dell’epoca dalle quali risulterebbe un peggioramento dello standard di vita della popolazione dopo la rivoluzione. Apprezzo comunque comunque il tuo approccio ad un tema senz’altro importante. Secondo me sarebbe altrettanto importante sottoporre ad una analisi stringente le circostanze che hanno portato alla “capitolazione”… Leggi tutto »

Alessandro Guardamagna
Risposta al commento di  Pfefferminz
23 Novembre 2017 0:30

Le osservazioni che ha fatto sono corrette sia per quanto riguarda l’uso del termine populismo, sia il significato che tale termine ha nell’articolo quando parlo delle modalità in cui le aspirazioni del popolo si sono concretizzate in pratica, in azione, in obiettivi raggiunti dalla rivoluzione. Per fare esempi che rimandano ai fatti, re. il significato screditante del termine “populismo” basti pensare a come i media – specialmente quelli allineati con i poteri forti dello stato ed i partiti di governo – lo impieghino oggigiorno per colpire chi porta avanti programmi tesi ad andare incontro a bisogni o diritti del popolo. Se ad esempio si osa parlare del fatto che il popolo italiano dovrebbe essere consultato in materia di sovranità monetaria, e decidere se continuare ad adottare l’euro oppure no, la semplice proposta viene bollata come populista e demagogica. Sul versante invece dell’azione rivoluzionaria non credo che il popolo sia stato tradito dalla rivoluzione e da coloro che se ne fecero carico, almeno nel suo percorso iniziale. Mi limito al caso della Francia del 1789. La presa della Bastiglia è dalla storiografia tradizionalmente citata come un evento epocale; in realtà militarmente parlando si tratta di un fatto molto modesto, senza con… Leggi tutto »