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Reddito di base universale, social media e società senza contanti: il Sistema di Credito Sociale cinese sta arrivando anche in Occidente

DI BRANDON TURBEVILLE

The Organic Prepper blog

Alcuni americani ben informati potrebbero essere a conoscenza del terrificante “Sistema di Credito Sociale” cinese, recentemente rivelato come metodo per eradicare qualsiasi dissenso allo Stato totalitario. In pratica, è la cancellazione di chiunque non si conformi alla visione che lo Stato ha del cittadino ideale. Il SCS è il più mostruoso sistema di controllo fino ad ora mai congegnato.

Si vuole veramente creare un sistema in cui a tutti i cittadini venga digitalmente elargito un ‘salario’ mensile, al posto del canonico stipendio. In questa gabbia, qualsiasi forma di dissenso finirebbe col causare un bando dall’accesso al credito, nonché dalla possibilità di lavorare, mangiare o persino esistere nella società. Non sarebbe solo la fine di qualsiasi tipo di dissenso, ma anche di qualsiasi parvenza di vera individualità.

Ecco come funziona in Cina.

Per chi ancora non lo sapesse, in Cina il Sistema di Credito Sociale non solo è una punizione per aver criticato lo Stato, come nel caso della maggior parte dei regimi totalitari, ma è applicabile anche in caso di infrazioni minime, come ad esempio il fumare in una zona per non fumatori.

Un riassunto del SCS può essere trovato nell’articolo di Alexandra Ma su Business Insider, dal titolo “La Cina ha iniziato a classificare i cittadini con un raccapricciante sistema di ‘credito sociale’ – ecco cosa puoi fare di sbagliato, ed i modi imbarazzanti ed umilianti con i quali puoi essere punito”. Si legge:

Lo Stato cinese sta creando un vasto sistema di classificazione che sorveglierà il comportamento della propria enorme popolazione.

Il ‘Sistema di Credito Sociale’, annunciato per la prima volta nel 2014, mira a rafforzare l’idea che “essere affidabili è glorioso, rompere la fiducia è vergognoso”, citando un documento governativo.

Il programma dovrebbe essere pienamente operativo a livello nazionale entro il 2020, ma è già stato sperimentato per milioni di persone in tutto il paese.

Il sistema al momento è frammentario: in parte è gestito dai consigli comunali, in parte le valutazioni vengono compiute da piattaforme tecnologiche private che possiedono i dati personali.

Come i punteggi di credito privati, il punteggio sociale di una persona può salire o scendere a seconda del suo comportamento. L’esatta metodologia non è ancòra ben chiara – ma esempi di infrazioni includono acquisto eccessivo di videogiochi, cattiva guida, fumo nelle zone per non fumatori e pubblicazione online di notizie false. (Fonte)

L’articolo sottolinea che la violazione del ‘codice sociale’ può comportare il divieto di avere una buona scolarizzazione, di ottenere un lavoro, di prendere aerei o treni, di soggiornare in hotel e di usare Internet, nonché la confisca del proprio animale domestico.

Tutte queste “punizioni” hanno già avuto luogo in Cina al momento della stesura di questo articolo.

Come detto, il paese ha annunciato i propri piani di rendere il sistema pienamente operativo e funzionante entro il 2020.

La parte più spaventosa? Quel sistema sta arrivando QUI. E presto.

La maggior parte degli americani non si è neanche resa conto di vivere oramai in uno stato di polizia. Figurarsi se può credere che tale progetto possa essere implementato in un paese che ancora percepisce come libero. Ci sono però già tutte le precondizioni. Basta solo mettere insieme tutti i pezzi.

Ed il processo è in corso.

I social media sono un mezzo molto importante tramite il quale assegnare i “punteggi sociali”. Soprattutto perché i loro utenti postano volontariamente praticamente ogni aspetto della propria vita. Questi dati sono estremamente utili ai governi , che monitorano ed archiviano le informazioni condivise.

Che si tratti di foto di sé, del cibo, di conversazioni private su Messenger o di opinioni politiche, i dati vengono direttamente inviati alla multinazionale, ed i rispettivi governi, tramite una pluralità di mezzi, ne hanno accesso.

Nonostante il fatto che i social media agiscano come un’enorme rete, che strappa informazioni agli utenti contribuendo all’ingegnerizzazione del comportamento umano, piattaforme come Facebook e Twitter sono diventate comuni ed onnipresenti. Sono strumenti di comunicazione quasi essenziali nel 21° secolo, un po’ come lo erano i telefoni nel 20°.

Il Sistema di Credito Sociale va a braccetto col lato oscuro dei social media.

Tutto ciò nonostante sia comprovato che rendano i propri utenti arrabbiati, depressi e meno socievoli. Proprio come qualsiasi altra droga, i social media creano dipendenza, causando una perdita della qualità della vita reale. L’utente semplicemente non riesce ad allontanarsene, anche quando sa che è meglio per lui farlo. Per questo motivo, sembra che siano qui per restare, in qualsiasi forma si trasformino. È un pezzo importante nella struttura della prossima griglia di controllo tecnologica.

Ma anche al di là degli effetti negativi che queste piattaforme hanno sulla mente dell’individuo, la “mentalità da gregge” di Internet è oramai diventata norma nella vita americana. Qualsiasi celebrità, proprietario di attività commerciale o anche solo un comune cittadino può diventare oggetto di attacco digitale, semplicemente come risultato di un’immagine od un breve video manipolato. Si possono distruggere intere carriere e reputazioni. Siamo nell’era del linciaggio digitale, non importa se la vittima sia veramente nel torto. Ciò che conta è che venga punito nel modo più duro possibile.

L’SCS va di pari passo col passaggio ad una società senza contante.

E quindi dobbiamo affrontare la nascente società senza contante. Per la verità, viviamo già in un mondo che sta sostituendo i contanti con la valùta digitale. In certi casi, la mossa per andare cashless viene compiuta dall’ingegneria sociale adducendo a motivi di convenienza. In altri, come in India, la si impone per legge.

Come detto in precedenza e scritto in passato, il pretesto è sempre quello di maggior sicurezza. Man mano che sempre più persone abboccano, i vecchi metodi di pagamento vengono considerati ingombranti e superflui, e quindi gradualmente eliminati. L’obbligo infine sostituisce quella che una volta era una scelta personale.

Quand’anche si mettano da parte i problemi di privacy, spesso in realtà la convenienza e la sicurezza non sono maggiori.

Il che tuttavia non ne ferma né il lancio né le leggi per promuoverla. È come se la gente credesse che DARPA, masse di scienziati e multinazionali stiano lavorando sodo solo per scopi di pubblica utilità. Crediamo veramente che queste organizzazioni abbiano come priorità assoluta le nostre felicità, libertà e salute? Ci crediamo davvero o semplicemente non ci pensiamo affatto?

Indipendentemente da ciò, con la scomparsa del contante se ne va anche la possibilità di vivere al di fuori degli obblighi dello Stato. Cosa che peraltro è sempre stato il vero fine di andare cashless. Gli USA si stanno rapidamente avvicinando alla fine del contante come mezzo di scambio. Non ci credete? Provate ad andare al vostro negozio di fiducia con una banconota da 100 dollari.

Infine, il reddito di base universale.

Poi c’è Universal Basic Income. L’UBI è da un po’ che viene lanciato come legittima soluzione alla povertà ed alla violazione dei diritti dei lavoratori. È una vecchia idea, persino filosofi/attivisti dell’establishment come Bertrand Russell l’hanno sposata all’inizio del ventesimo secolo. Mentre gli economisti discutono il successo dell’idea in relazione a queste due problematiche, nessuno sembra però notare come l’UBI, affiancato alla dipendenza dai social media ed alla società senza contante, creerà un mondo totalmente totalitario.

Senza entrare nei dettagli del perché il reddito di base universale sia una cattiva idea in termini economici, è comunque utile osservare che i blocchi della griglia di controllo tecnologica siano in costruzione inoltrata.

Ecco come il Social Credit System viene già utilizzato in America

Con l’onnipresenza dei social media e la loro cultura dello sdegno, il Sistema di Credito Sociale è praticamente già in atto. Lo Stato deve solo attuare una strategia coerente, che attende solo di essere implementata a pieno ed ufficiale regime. I datori di lavoro sono sin da ora in grado di controllare i punteggi di credito dei futuri dipendenti come pre-condizione per l’assunzione. Ora molti di loro richiedono anche le password dei social media. L’SCS è proprio dietro l’angolo.

Accoppiate l’SCS con l’UBI, e potrete facilmente vedere come la prima diventerà la cartina di tornasole per sapere se si riceveranno o meno i propri ‘benefici’. Nel prossimo futuro, in pratica, chi oserà dire qualcosa di politicamente scorretto, prendere una cattiva decisione finanziaria, o anche solo bere prima delle 10 di mattina, verrà letteralmente cancellato dalla società.

Se il governo (od una società privata) è incaricato di distribuire i ‘benefici’, ma anche di assegnare il punteggio di credito sociale, cosa pensate che succederà a chi compierà delle violazioni? I governi stanno già tagliando il welfare a quegli individui che non soddisfano le decisioni ritenute arbitrariamente accettabili in campo sanitario. Sono in atto schemi simili in cui i riceventi sono sottoposti a test antidroga come parte del requisito per ricevere ‘benefici’.

È così che una società sfocia nel totalitarismo.

Non v’è dubbio che alcuni lettori di questo articolo siano rimasti inorriditi dalla società descritta al proprio interno, ma che poi, raggiunto il paragrafo precedente, hanno giustificato i metodi attualmente utilizzati contro le “famiglie welfare”. La verità è che questi lettori sono uno strumento utilissimo per implementare il sistema descritto.

Per introdurre la griglia di controllo tecnologica, un salto gigantesco alla volta, viene ora sfruttata una generazione più giovane, manipolata dagli ingegneri sociali e supportata dalla generazione precedente.

Molti di coloro che hanno letto questo articolo potrebbero ridere all’idea che un simile sistema possa essere esteso agli Stati Uniti. Una cosa è certa – i cinesi non stanno ridendo. E neppure noi dovremmo farlo.

 

Brandon Turbeville

Fonte: www.zerohedge.com

Link https://www.zerohedge.com/news/2019-03-16/social-media-universal-basic-income-cashless-society-how-chinas-social-credit

16.03.2019

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

10 Commenti

  1. Il Sistema di Credito sociale è ben descritto in uno degli episodi della serie Black Mirror su NetFlix
    Per quanto riguarda l’Universal Basic Income, non c’è bisogno di tirare in ballo Bernard Russell, abbiamo del nostro; si veda “La carta del Carnaro” di G. d’Annunzio; con un po’ di buona volontà si può tornare a “La città del Sole” di Campanella, per rimanere a casa.
    Sento Qoelet che si avvicina, meglio che mi fermo

  2. Solita diffamazione della Cina, anticomunismo 2.0, il tutto foraggiato da Wall Street, preoccupatissima per i diritti umani e le libertà democratiche. Per decenni hanno tuoneggiato che in Cina i lavoratori erano schiavi, pagati una cicca, che si suicidavano a causa dei ritmi di lavoro massacranti. Ora salta fuori che il reddito medio dei cinesi è vicini a quello dei cittadini della grande Eurozona, terra della libertà e dell’abbondanza. Allora bisogna cambiare registro: i cinesi non sono più poveri, però sono sempre schiavi dello Stato, controllati e spiati ecc ecc. Ma resta un ultimo dettaglio: e chi se ne frega? Se ai cinesi va bene, perché ficcarci il naso? La Cina non ha mai minacciato un paese occidentale, per precisa scelta non interferisce negli affari interni delle altre nazioni. Non manda gli eserciti ad esportare il loro “Socialismo con caratteristiche Cinesi” a suon di bombardamenti, non finanzia cambi di regime, rivoluzioni colorate, golpe, non sostiene governi filo-nazisti, filo-comunisti, filo-niente. Come si fa allora, a instillare la paura della Cina? Si racconta, come qui sopra, che il sistema cinese è così efficace che i nostri governanti se lo compreranno! Per cui, tutti contro la Cina, che è sempre più vicina, e i cinesini sono sempre più ghiotti di bambini!

  3. Regno Talmudico?

  4. Lo stato controlla i cittadini in Usa? Mai pensato che fosse una nazione democratica.
    In Cina lo stato controlla i cittadini? Se serve per evitare rivoluzioni colorate sponsorizzate dallo stato dal “destino manifesto”, fa benissimo.

  5. Si, il progetto è quasi perfetto. Altro che fine della globalizzazione… la digitalizzazione del denaro andrà avanti finché l’individuo sarà ridotto a un codice associato ad un conto corrente monitorato e non potrà più nulla per evitare di farsi assorbire dal Nexus centrale. Già vogliono imporre il digitale pure per pagare le bollette.

  6. Marco Echoes Tramontana

    Qualsiasi scenario distopico va bene, che paura dovrei avere?
    A quale paradiso utopico dovrei far riferimento per temere il controllo digitale degli individui? Semmai ce ne è stato uno, è stato dimenticato. Passare 45 anni 8 ore al giorno per una paga, che nel migliore dei casi, ti fa vivere dignitosamente e nulla più e che al minimo imprevisto devi ricorrere a un prestito (padrone-servo), come è capitato a me per pagare il nido, non avendo nonni babysitter. Di esempi ce ne sono.

    Direi che se imporranno un controllo di questo tipo ben venga, l’essere umano diventerà quello che merita, oppure i nuovi nati svilupperanno un istinto omicida verso ogni forma di assoggettamento, che li porterà a morire lottando pur di non sottostare a nessun governo e piano piano rimarranno solo i psicopadroni e i lacché.

    Ipotesi, faccio solo ipotesi, ma la certezza che l’indole umana è incline a farsi ammaliare da chi si auto elegge “capo” è scritta nella storia degli ultimi 5000 anni.

  7. In fin dei conti chiunque abbia letto il libro dell’apocalisse già lo sapeva ovviamente alcuni vivranno ai bordi della società come già fanno gli hamish questi saranno gli eletti liberi ma senza le mille comodità di coloro con il marchio della bestia senza il quale non si può ne vendere o comprare… il chip nella mano

  8. “L’obbligo infine sostituisce quella che una volta era una scelta personale.” Scenario inquietante? Sicuramente! Ma a me inquieta più pensare, che un giorno una “presunta” scelta personale sostituisca l’obbligo (come peraltro già avviene nel caso di tante convinzioni sociali ormai radicate).
    Sicuramente una di queste è quella che porta la stragrande maggioranza delle persone a credere che, pagare con una carta, con comode rate, e a debito sia meglio che sganciare moneta sonante, anche se poi si finisce col pagare il doppio (non parlo di chi ha necessità di un acquisto importante e al momento non ha disponibilità economica).
    Per quanto riguarda un “reddito di base universale”, beh ho sempre pensato che chiunque ha diritto a cibo, alloggio, e servizi essenziali, se malato, assistenza, istruzione, se giovane e volenteroso. Per il resto ci si deve in qualche modo rendere utili alla società.
    Libertà e diritto alla privacy, sono belle cose e sarebbe bello meritarseli, con comportamenti eticamente corretti ( Ma li vedete certi comportamenti in giro? Del genere: il mondo è la mia pattumiera, io sono più furbo quindi fregarti è un mio diritto, ecc..)
    Poi tutto avrebbe un sapore diverso se anche i controllori dovessero sottostare alle stesse regole, senza nessun privilegio. Ma adesso basta sto sconfinando nel’idea di una società che potrebbe sfociare in distopia, degna appunto di Black Mirror, come ha già scritto qualcuno sopra.

  9. nonché la confisca del proprio animale domestico…e no caxxo toglietemi tutto ma non il mio animale domestico!