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Migrants keep warm with Red Cross blankets after arriving aboard a coast guard boat at Malaga's harbour on December 7, 2017, after an inflatable boat carrying 47 men, 7 women and 1 child was rescued by the Spanish coast guard off the Spanish coast. / AFP PHOTO / JORGE GUERRERO (Photo credit should read JORGE GUERRERO/AFP/Getty Images)

Questa è la realtà: i migranti europei sono qui per restare

DI DIMITRIS AVRAMOPOULOS

politico.eu

È ora di iniziare ad elaborare le nostre politiche di conseguenza.

È tempo di affrontare la realtà. Non siamo e non saremo mai in grado di fermare l’immigrazione.

La crisi dei rifugiati in Europa potrebbe ridursi, ma la migrazione a livello globale non si fermerà. Oggi, nella Giornata Internazionale dei Migranti, oltre 244 milioni di persone vivono al di fuori del proprio paese di nascita. La mobilità umana definirà sempre più il 21° secolo. Se vogliamo essere pronti, dobbiamo iniziare a prepararci ora.

La migrazione è una questione emotiva, sensibile e politica. Ha contribuito a determinare le elezioni in Europa e nel mondo. Ma non possiamo più parlare solo di gestione delle crisi: la migrazione è la nostra nuova realtà. È giunto il momento di iniziare a pensare, parlare ed agire sulla migrazione in un modo più completo ed a lungo termine, mettendo in atto politiche volte a promuovere l’integrazione e l’inclusione.

Negli ultimi due anni, l’Europa è stata principalmente impegnata nell’affrontare le urgenze immediate della migrazione globale e della crisi dei rifugiati – ed anche con discreto successo. I flussi irregolari sono diminuiti del 63%. Oltre 32.000 rifugiati sono stati trasferiti in Europa. Più di 25.000 persone bisognose di protezione sono state reinsediate nel continente, con altre 50.000 che dovrebbero arrivare nei prossimi due anni. E migliaia di migranti sono stati aiutati sul campo in Libia, in collaborazione con partner internazionali.

* * *

Certo, resta ancora molto da fare nell’Unione Europea. Dobbiamo mantenere le promesse di evacuare migliaia di migranti dalla Libia attraverso il reinsediamento o il ritorno volontario assistito nei prossimi mesi. Dobbiamo raggiungere una riforma globale ed equa entro giugno. Dobbiamo anche potenziare i canali legali per la migrazione economica, con una Carta Blu più ambiziosa per i lavoratori altamente qualificati, ed avviare progetti mirati alla migrazione di manodopera.

Ma non possiamo continuare ad adottare un approccio ad hoc, pensando ed agendo tenendo conto solo delle scadenze a breve termine. Quando si tratta di migrazione, ci siamo impegnati per il lungo periodo. Questo non è un problema da risolvere o una sfida da affrontare. La migrazione è profondamente intrecciata con le nostre politiche in materia di economia, commercio, istruzione ed occupazione – per citarne solo alcune.

Sfortunatamente, il recente discorso sulla migrazione – influenzato dall’aumento di nazionalismo, populismo e xenofobia – ha limitato le nostre opportunità di attuare politiche migratorie intelligenti e lungimiranti, sia a livello nazionale che europeo.

È sciocco pensare che la migrazione scomparirà se si adotta un linguaggio severo. È ingenuo pensare che le nostre società rimarranno omogenee se si costruiscono recinti. Non è saggio pensare che la migrazione rimarrà dall’altra parte del Mediterraneo, se si dimostra solidarietà solo in termini finanziari.

Dobbiamo iniziare ad essere onesti con quei cittadini che sono preoccupati di come gestiremo il fenomeno. Potremmo non essere in grado di fermarlo, ma possiamo essere più intelligenti e proattivi nel gestirlo. Non raggiungeremo però questo obiettivo se non cambiamo atteggiamento.

L’UE ha concesso protezione a più di 700.000 persone l’anno scorso. Hanno trovato sicurezza in Europa, ora dobbiamo anche assicurarci che trovino una casa. Non è solo un imperativo morale, ma anche socio-economico per il nostro continente che sta invecchiando – ed una delle maggiori sfide per il prossimo futuro.

Di recente ci sono stato dibattiti su diversità ed inclusione – anche attraverso discussioni avviate da POLITICO – ma non abbastanza da indurre i cambiamenti che le nostre società devono fare per essere pronte alle realtà del XXI secolo.

* * *

Integrazione ed inclusione possono sembrare  discussioni di lusso quando si deve trovare ancora un accordo sulla Convenzione di Dublino, che regola il modo in cui le domande di asilo vengono elaborate nell’UE.

Ma lasciare queste considerazioni a lungo termine fuori dalla conversazione sarebbe un errore – già fatto in passato e per il quale ancora oggi stiamo pagando i costi sociali ed economici.

Alla fin fine, tutti dobbiamo essere pronti ad accettare la migrazione, la mobilità e la diversità come la nuova norma, ed adattare di conseguenza le nostre politiche. L’unico modo per rendere stabili le nostre politiche di asilo e migrazione, è cambiare prima il nostro modo di pensare.

 

Fonte: www.politico.eu

Link: https://www.politico.eu/article/europe-migration-migrants-are-here-to-stay-refugee-crisis/

21.12.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di HMG

Pubblicato da Davide

33 Commenti

  1. Il linguaggio severo condito con calci in culo sarebbe da adottare per cacciare finalmente questi ottusi burocrati della UE da nessuno eletti e che sono la causa dei nostri guai.
    Prendi e porta a casa, parassita Greco.

  2. “mettendo in atto politiche volte a promuovere l’integrazione e l’inclusione”
    questo vuol dire che si parte dal presupposto che la migrazione ci debba essere; perché ?
    perché non si discute prima di tutto se la migrazione sia necessaria e a chi;
    per es. in Giappone hanno deciso che non vogliono la migrazione, anche se hanno uno degli indici di natalità più bassi; fanno affidamento sulla robotizzazione e sull’AI; fanno lavorare le macchine; noi facciamo lavorare gli schiavi.

    • NOn è solo una questione economica di corto o medio respiro. E’ molto di più. E’ il creare un etat d’esprit, quello che vogliono e si comprende bene dal pompaggio mediatico a reti unificate, dall’evidenziare sempre quanti bambini e donne incinte ci sono sui barconi e molto altro. Il pubblico deve essere colpito, partecipe, deve ascoltate autorità politiche e religiose che lo ammoniscono e lo invitano all’accoglienza, deve vedere Aylan riverso sul bagnasciuga, come quando la fialetta famosa fu sventolata all’ONU o quando alcuni giornali, nella I GM raccontavano FALSAMENTE di gattini inchiodati alle porte delle chiese belghe da parte degli invasori tedeschi. Fine ultimo? Chissà. Magari minare una secolare, anzi millenaria identità, atomizzarci ancor più nell’insicurezza e nella sfiducia per attuare tutto ciò che si progetta da tempo. In fondo, dice Gyorgy, “Più una situazione si aggrava, meno ci vuole a rovesciarla, e più grande è il lato positivo”. Ma non cercatela su Google perchè “stranamente” non rientra tra i primi risultati…

      • concordo, non è solo una questione economica ma di creazione di persone senza radici, sradicate da qualsiasi contesto facilmente manipolabili, senza identità; il “Nuovo mondo” e “Ritorno al nuovo mondo” di Aldous Huxley sono due letture che delineano bene molti dei fenomeni che stiamo vivendo e che vivremo (le ha scritte alla fine degli anni 60 e probabilmente, poiché faceva parte di quella che ora chiamiamo l’elite, riportano i progetti che l’elite aveva iniziato a pianificare). Quando li ho letti 15/20 anni fa mi erano sembrati dei romanzi di fantascienza neanche tanto belli, un po’ noiosi e piatti; ora mi sono ricreduto, descrivono bene quello a cui stanno mirando.

        • Non so se il tuo alias significhi “Sans Papiers” e voglia riecheggiare una posizione verso qualcosa o “qualcuno”. Ad ogni modo, venendo a noi, chi se ne intende sostiene che il “Mondo nuovo” sia una pietra miliare di determinati meccanismi. Non l’ho mai letto. Però si potrebbe parlare de “Il campo dei santi”, o del film Brazil..

          • no, sono semplicemente i primi tre caratteri del nome e del cognome; per anni ne ho usato un altro Gianbattista Perasso, pw Baciccia.
            Epiphanius invece i rifà all’autore del monumentale “Massoneria e sette segrete”, o forse sei proprio tu, perché no ?
            “Brasil” lo ricordo vagamente, non ho letto “Il campo dei santi” anche se quando usci mi ero riproposto di leggerlo, non l’ho fatto e me ne sono dimenticato

          • NOn sono io, ci mancherebbe, la prima ipotesi è invece azzeccata.
            Raspail di questi tempi abbastanza attuale…
            Leggo a pagina 195 “Quello stesso giorno cominciò la lunga lista delle petizioni per “l’accoglienza della flotta del Gange”: migliaia di firme raccolte da centinaia di comitati, dalle “Madri cristiane” al “Fronte di liberazione degli omosessuali”, sino agli “Ex renitenti alla leva”, passando attraverso tutte le conventicole intellettuali, politiche e religiose. In testa i nomi di tutti coloro che da molti anni minavano le coscienze del mondo occidentale a colpi di petizione”.

            Chissà come mai – pensando a girotondini, popolo viola, Vaffa day,”No cav day” (Micromega 2009, peraltro tenutasi anche in moltissime altre città nel mondo, giusto per deriderci anziché lavare i panni sporchi in casa), lo scorso 20 maggio a Milano, marcia per le donne, varie marce dei “pride”, eccetera – lo scritto riportato sopra, pur essendo del 1973 suona molto attuale.
            Idem la recente petizione pro ius soli, le molte iniziative di Repubblica firmate sempre dall’intellighenzia di sinistra, Dacia Maraini, Jovanotti, Fo, Camilleri, Rita Levi M. quando era in vita, liberisti e liberali e progressisti, radicali vari, figure”trasversali” e sempre ben posizionate dove conta, e via dicendo.

          • Brazil, con la Z, di Terry Gilliam, secondo me è un capolavoro, uno dei migliori fim di tutti i tempi. Fantascienza distopica, particolarmente cupa e senza lieto fine, visionaria ma che purtroppo ci ha azzeccato. Non dovrebbe essere difficile trovarlo, ne consiglio la visione (per chi vuole un altro capolavoro di Gilliam, non politico ma gradevolissimo:”I banditi del tempo”).

          • https://www.cb01.zone/brazil-hd-1985/

            Si trova anche il lingua originale sottotitolata…
            All’epoca non mi è piaciuto, adesso lo rivaluto.
            E’ come rileggere “1984” con le conoscenze di oggi: fatichi a ritenerlo “solo” un’opera di fantasia.

        • Per la verità il primo è del 1932 e il secondo è del 1958.

        • Marco Echoes Tramontana

          Ciao
          capisco che ai tempi ti erano sembrati “romanzetti”, ma insieme a 1984 di orwell, Farheneit 451 di Bradbury costituiscono una visione della natura umana. Ho avuto la fortuna di leggerli in un momento ispirato e mi si sono fissati nella mente.
          Personalmente credo che andrebbero consigliati durante gli anni del liceo, proprio per consentire alla persona di riscoprirli prima o poi e ragionarci su.

    • Bravo questa è una verità che nessuno dice mai , ma anche una soluzione sepppur non semplice da adottare.

    • NO: “Noi stiamo diventando, gli schiavi”.

  3. Che si occupi del suo paese, che è sprofondato nel LIQUAME ( x non dire cose volgari)

  4. Non sono daccordo a casa mia se una persona non e’ invitata viene allontanata.

  5. Solita retorica stantia e scontata di coloro che “per forza” essendo “di sinistra” devono schierarsi contro i muri, i confini e sempre a favore dei “deboli”, che deboli non sono, trattandosi sovente di personaggi che hanno già dato prova di prestanza fisica, determinazione, capacità di sopruso e di prevaricazione e buona propensione a delinquere. La migrazione è un affare molto serio rispetto al quale “cambiare il nostro modo di pensare” è solo una frasetta gettata lì ad uso della retorica radical chic e dei benpensanti tutto cuore, tonaca (magari interessata) e sciarpa arcobaleno. Annullare le identità è un pilastro della globalizzazione che i signori arcobaleno o bandiera rossa ritengono loro avversario. Allora a che gioco giocate? Ha ragione Lagrassa quando dice che la sinistra post-68 e forse anche prima tradizionalmente è il miglior alleato della plutocrazia.
    Dunque, come in questo articolo, molto facile ricamare su politiche assistenzialiste fatte con l’indebitamento improduttivo e il QE a monte! La famiglia Calò di Treviso che ospita 6 migranti a casa come può permetterselo? Benissimo il buon cuore, la disponibilità e la carità cristiana (quella non manca mai), ma il sostentamento mensile si può ritenere venga dai programmi SPRAR del Min.Interno, o forse è diverso? Intanto la grancassa mediatica rilancia “Aiutiamoli a casa nostra”. Però per il resto: vincoli di bilancio ai comuni, rette esose per asili nido e case di riposo, smantellamento stato sociale, pensioni minime da fame e pagamenti lentissimi nelle P.A. e nelle aziende sanitarie. Ma per lo SPRAR lo stanziamento c’è.
    Altro pilastro della retorica è il “non si può fermare”, “è un fenomeno epocale”, “bisogna conviverci”, o come dice questo AVRAMOPOULOS “Alla fin fine, tutti dobbiamo essere pronti ad accettare la migrazione, la mobilità e la diversità come la nuova norma”. Parla per te. Accettala tu.
    Quanto all’altro pilastro della retorica, ovvero “l’aumento di nazionalismo, populismo e xenofobia”, vorrei far notare che i “populisti” in Europa non comandano da nessuna parte, non hanno alcun sostegno dei media, non hanno alcun sostegno dell’alta finanza, non hanno alcun sostegno delle istituzioni comunitarie, in molte nazioni, come l’Italia, non esiste estrema destra in Parlamento. Dunque, di grazia, si agita forse uno spauracchio che non c’è per fini di autolegittimazione? Per perpetuare uno status quo, che in fondo tranto è gradito ai mondialisti/globalisti che sarebbero in apparenza gli avversari di tante anime belle militanti arcobaleno e rosse?
    Se le parole “tutti dobbiamo essere pronti ad accettare la migrazione” le avessero pronunciate Laura Boldrini o Gyorgy Schwartz (per chi non lo conosce suggerisco lo studio dell’attacco alla lira del noto “filantropo” nel 1992) non ci troverei nulla di incoerente. Dunque AVRAMOPOULOS quale gioco fa?

  6. Notate la conclusione di questo verme dell’UE: “L’unico modo… è cambiare prima il nostro modo di pensare.” Ossia è quello che voi pensate che non va bene, e noi ve lo cambieremo, con le buone o con le cattive.

    • Sottolinei:

      “…Ossia è quello che voi pensate che non va bene, e noi ve lo cambieremo, con le buone o con le cattive…”

      Questo metodo, che giustamente lamenti, é stato applicato a pochi, da molto tempo in qua, nella vita di tutti i giorni, e i pochi hanno dovuto regolarmente e sempre subirlo tra l’indifferenza, e spesso la disapprovazione e la derisione, dei più.

      Dato che ha funzionato contro i pochi, adesso c’é chi, dopo aver atteso le condizioni favorevoli, ha deciso di applicarlo in modo generalizzato e in ogni settore della società, per scopi suoi e, a ben vedere, la cosa procede come previsto, nel disorientamento diffuso e senza resistenze apprezzabili.

      Mi sembra una lezione rimarchevole che potrebbe andare a segno, speriamo abbia le auspicate conseguenze sulle coscienze.

  7. Ci si ripete ma la banalità del personaggio questo richiede perchè uno che vive prendendo un cospiquo stipendio da una metastasi che può sterminare i suoi concittadini e il loro stato senza la minima pietà che poi riversa a quintalate nella retorica dell’accoglienza alzando la glicemia a tutti conferma il fatto che SENSO DI COLPA-PIETISMO-ESPIAZIONE sono sentimenti manipolatori che certi assassini sanno usare da sempre.
    Poi la “naturalità” del fenomeno migratorio rende naturale gli altri due vertici del triangolo
    (che nella psicologia analogica è sempre un simbolo conflittuale!) cioè la libera circolazione del denaro e delle merci (ma anche questo è già stato ampiamente affrontato), rendendo il neo-liberismo esso stesso inevitabile e naturale.

  8. ma chi è la boldrini travestita ?

  9. L’autore si finge rassegnato, realista, ma poi getta subito la maschera incolpando di tutto la xenofobia.Il solito globalista di sinistra. Naturalmente non propone soluzioni concrete. Pessimo.

  10. Questo commissario europeo è una delle tante merdacce che infestano il panorama politico e mediatico europeo anzi mondiale.
    Lui e tanti altri come lui se ne inventano di tutti i colori per farci trangugiare la pillola amara dell’immigrazione, da ultima la solita radical chic – se non sbaglio la solita emma bonino – ci ha detto che gli immigrati ci servono per raccogliere olive e pomodori oltre che a fare da badanti a migliaia di italiani e a dare lavoro a decine di migliaia di insegnanti italiani nelle scuole per immigrati! mi domando se davvero servono queste centinaia di migliaia di raccoglitori neri per olive e pomodori…mi domando per quale ragione gli anziani italiani debbano rivolgersi a “badanti” straniere (che, comunque, a quanto mi risulta non sono nere) e non a italiane o a strutture assistenziali italiane…mi domando per quali ragioni quelle insegnanti debbano insegnare l’italiano agli africani immigrati piuttosto che insegnare altre cose agli italiani o fare altri lavori….con tutti i soldi che si spendono per questi immigrati si potrebbero pagare migliaia di insegnanti disoccupati o precari!
    Ma a che serve obiettare ragionevolmente a tutti questi ladroni e mistificatori che vogliono a tutti i costi farci amare l’immigrazione?
    Però su una cosa sono d’accordo: questi immigrati – per lo più neri africani – purtroppo sono destinati a restare qui sul nostro groppone.
    Quando leggo che la cosiddetta coalizione di destra s’impegna a rimpatriarne almeno il 90% non so se riderci sopra o incazzarmi. Ma come fate sig. Berlusconi, sig.ra Meloni, sig. Salvini a rimandare indietro centinaia di migliaia (se non addirittura milioni) di immigrati irregolari che sono in italia? create un ponte aereo o li reimbarcati su migliaia di navi che vagheranno in cerca di qualche aeroporto o porto disposto a farli atterrare o a farle approdare? col cavolo che troverete questi aeroporti e porti disposti ad accogliere aerei e navi piene di immigrati da rimpatriare!
    Mettiamoci l’anima in pace perché sarà impossibile…oramai i buoi sono scappati dalle stalle e non c’è santo che riuscirà a farli tornare indietro.
    Mi accontenterei invece che si volesse almeno impedirne l’ arrivo di altre centinaia di migliaia, anzi milioni.
    Ma non saranno certo i pagliacci di “sinistra” alla minniti e company a soddisfare questo mio desiderio…spero solo che , al di là delle battute propagandistiche elettorali, ci riescano almeno gli altri…sebbene è tutto da vedere perché c’è poco da fidarsi di un Berlusconi, almeno lasciamoci in vita questa speranza quando andremo a votare.

  11. Posso dire una cosa non ‘politically correct’ ? E’ l’altra faccia della colonizzazione: prima era rivolta all’Africa, stante l’Europa come santuario ‘bianco’. Oggi anche l’Europa è in via di neocolonizzazione, ovvero considerata come una ‘merce’ etno/geografica di cui se ne può fare ciò che si vuole. Il che fa capire come la centrale del comando sia internazionale ( non genuinamente europea o americana ) e guardi al mondo ‘storico’ europeo come un impaccio da dominare e resettare come si vuole. Ne consegue una constatazione evidente: non esiste ‘democrazia’ come ‘valore’ per costoro. Anch’essa, con i suoi rituali stantii, fra poco andrà messa a riposo e sostituita da sondaggi e espressioni di consenso di pochissimi: l’idea dei 5Stelle del voto via internet perpetuo su tutto è la massima attuale realizzazione di questa idea. Perchè democrazia non è un sistema di voto: è un mezzo per dare valore alla comunità. Senza cui il voto è solo una scelta su dove fare un happy hour.

  12. Vero dovremmo avere una classe dirigente un po lungimirante per filtrare gestire tutto ciò, ma questa gente non esiste in UE tutta e nelle varie capitali del continente si apre le frontiere ai migranti per abbassare il costo e condizioni di lavoro , per inquinare comunità rompiscatole che si piegano troppo lentamente ai desideri del mercato o del 1%.
    Ed in un era di crisi che non finirà certo domani ,dove sara questo lavoro per tutti.

  13. Il risultato sarà che Polonia e Ungheria avranno un futuro. I paesi evirati culturalmente come la Grecia o l’Italia diventeranno denominazioni geografiche pure. Ovvero che, raggiunto il limite di guardia, ci spareremo per strada tra etnie e una sopravviverà, spero la nostra.

    • purtroppo….

      la deriva italiana verso una società tipo il brasile di oggi,
      (con i suoi gravissimi problemi di ordine sociale)
      è evidente per chiunque abbia occhi per vedere e un minimo di capacità di previsione.
      purtroppo svegliare il popolaccio bue
      che con la sua indolenza sta andando al macello allegramente,non sarà affatto semplice…
      e nemmeno rapido,
      quindi anche volendo,non è detto che riusciremo ad opporre
      una efficare resistenza alla menata mondialista e multirazziale.
      e se anche ci riusciremo,a questo punto
      probabilmente i danni saranno inguaribili…
      e sul lungo periodo potrebbero lo stesso distruggere quel poco di buono che
      c’era,nel nostro paese…
      e anche nel resto d’europa.

      quindi che faremo?
      non so…
      per fortuna che ci sono paesi che,pur dai margini dell’ìimpero…
      hanno deciso di tutelare la cultura e la società europea:
      almeno ci sarà un paese estero….
      dove un uomo bianco potrà ancora sentirsi
      più o meno….a casa,anzichà
      diventare uno straniero in casa propria,come diventerà
      tutta europa,se va avanti così.

  14. “dovremo accettare”
    oh….ma certo,che dovremo.
    tuttavia pensandoci meglio,
    alle prossime elezioni voterò una destra così estrema che
    i nazisti sembreranno delle ricotte,al confronto.
    (e da quel che sento in giro,non sarò certo il solo)

    e guarda che mi stan sulle palle gli estremisti,eh?
    però li voterò lo stesso:
    perchè PRIMA di tutto il resto del mondo…..
    c’è IL “MIO” MONDO:
    e lo difenderò,in ogni modo possibile.

  15. La migrazione esiste. TINA.

  16. Interessante leggere che la stessa UE che ci costringe all’austerity con la scusa di risanare i conti pubblici (quando è risaputo che senza Debito Pubblico NON può esistere il Welfare), ci dica anche che , cito:
    “L’UE ha concesso protezione a più di 700.000 persone l’anno scorso.
    Hanno trovato sicurezza in Europa, ora dobbiamo anche assicurarci che
    trovino una casa. Non è solo un imperativo morale, ma anche
    socio-economico per il nostro continente che sta invecchiando – ed una
    delle maggiori sfide per il prossimo futuro.”

    Praticamente ne hai affamati 70 milioni, senza alcuna pietà.
    Però ti vanti di aver fatto trovare “sicurezza” a 700.000 migranti!
    Non mi risulta che negli Statuti della UE si parli di “garantire accoglienza e sicurezza” a chi viene da fuori.
    Mi risulta che si parli di “garantire benessere ai cittadini UE”.
    Ma la stiamo anche ad ascoltare, ‘sta gente?
    Il tipo che vendeva “il tesoVo di gioielli di Bagdad” in tv aveva più credibilità…

  17. Un articolo scritto da un cazzaro, come si può intuire già dal titolo: “Questa è la realtà” solitamente è la frase con cui il cazzaro definisce “la sua realtà” pretendendo che la sua visione valga per tutti.

    Andando poi nel testo, il discorso del cazzaro è disseminato di “dobbiamo”, “non possiamo”, “Dobbiamo” (ancora 3 volte) , “non possiamo” , “Dobbiamo” (ancora 3 volte). Insomma i tag del cazzaro sono ben riconoscibili.

  18. Si continuano a confondere i richiedenti asilo e protezione coi ladri di welfare, sono due cose ben distinte.