Quale resistenza è possibile?

di Stefano Vespo
comedonchisciotte.org

“Ormai non c’è più bisogno di ragionare sulle prove fornite dagli esperti:
basta raccontare la propria esperienza.
È il trionfo dell’indignazione, l’atrofia della discussione razionale.
Il risultato è una cultura fortemente polarizzata,
che promuove il tribalismo e l’autosegregazione”
Geert Lovink, Nichilismo Digitale.

 

Il potere dell’informazione
Il nucleo autentico del processo politico e sociale che stiamo vivendo è l’informazione. Essa si mostra non soltanto come un vero e proprio potere, ma come il potere più forte, di gran lunga superiore a quello politico, le cui dimensioni e il cui raggio d’azione sono da tempo globalizzate. Infatti, chi detiene in ultima analisi questo potere è un gruppo ristretto di aziende che prosperano grazie al monopolio del settore dell’informatica, e i cui affari non conoscono confini. Si tratta di un settore dell’economia che da circa vent’anni ha raggiunto il primato su tutti gli altri. Un settore che ha incarnato la nuova forma di capitalismo definita da Shoshana Zuboff capitalismo della sorveglianza, il quale prospera grazie all’enorme massa di dati fornita quotidianamente da noi utenti connessi alla rete. L’informazione è un tutt’uno con questo settore dell’economia, ne incarna la necessità di controllo e condizionamento. Ha finito per avere a disposizione strumenti talmente pervasivi e capillari da trasformarsi in strumento di orientamento dell’opinione pubblica, di vero e proprio modellamento dei comportamenti, con una efficacia mai avuta prima d’ora.
Chi detiene il potere dell’informazione innanzitutto è in grado di orientarne l’intero apparato: dalle televisioni, alla carta stampata, a internet, imponendogli un’unica direzione, un unico scopo. Manipolare e dirigere l’opinione pubblica è l’essenza di tale potere, mostrando e amplificando i fatti, oppure sminuendoli e oscurandoli. Anche nel fornire interpretazioni dei fatti, esso presenta all’attenzione della gente una molteplicità di opinioni spesso contrastanti e senza alcun vaglio critico: si mescolano pareri di esperti autentici con opinioni di ciarlatani. In tal modo, il potere dell’informazione riesce ad abolire ogni differenza tra verità e falsità: così si diffonde la convinzione che non si possa mai riuscire a distinguerle. Piuttosto che pensare che questa sia una condizione creata ad arte dall’informazione, il pubblico è portato a credere che sia uno stato naturale delle cose. La confusione non è il solo effetto: da essa nasce la convinzione che sia impossibile esercitare alcuna critica da parte del pubblico. L’informazione ha rinunciato a qualunque tipo di vaglio, in nome di una assoluta libertà, di una assoluta uguaglianza, che non distingue più tra opinioni infondate e idee autentiche. Il pubblico, in balia di questa assoluta libertà dell’informazione, si convince che non abbia senso esercitare alcuna riflessione critica.
È facile comprendere che un simile concetto di libertà, nel quale è assente anche il più elementare principio correttivo, si muta immediatamente in tirannia. L’informazione finisce per diventare un mero stimolo emotivo, fomentatrice di reazioni irrazionali, in cui non contano più i fatti o l’autorevolezza delle opinioni, ma l’efficacia simbolica delle parole, degli slogan, delle immagini. A ciò si aggiunge la frammentarietà nella presentazione delle notizie: i fatti sono sempre irrelati, legati all’immediatezza, e solo con fatica si riesce a ricostruire una connessione tra di loro. Il quadro d’insieme resta sempre per lo più oscuro. Ma il mettere assieme, lo stabilire connessioni è la caratteristica più propria della riflessione critica.
Ecco quindi che, a livello sociale, piuttosto che un dibattito costruttivo, un confronto razionale tra idee, nascono fazioni, schieramenti: ogni questione diviene divisiva, crea gruppi opposti il cui unico scopo è quello di odiarsi a vicenda.
Attualmente i due schieramenti sono quello di chi inizia vagamente a sospettare qualcosa, ma senza avere ancora ben chiaro il quadro complessivo di quello che sta succedendo, guidato unicamente da una istintiva difesa della propria libertà personale; e quello di chi crede in modo timoroso e passivo, avendo per stanchezza e disperazione capitolato di fronte alla negazione sistematica di ogni certezza, all’impossibilità di esercitare qualunque facoltà di critica.
Questo potere, privo com’è di ogni limitazione, di qualunque messa in discussione sul piano del diritto e della politica, ha attualmente eroso ogni altro diritto. Le libertà personali, come il diritto alla libertà di movimento, o alla scelta della cura sanitaria; i diritti sociali, come il diritto al benessere economico, all’istruzione, o alla salute; le stesse garanzie costituzionali, dal momento che i poteri dei singoli amministratori locali eccedono sistematicamente la sfera delle loro competenze, generando un’abitudine all’abuso alla quale ormai ci siamo assuefatti.
Sul piano del diritto, ovvero della difesa di quei diritti secolari messi in crisi dal potere dell’informazione, le sentenze dei giudici e le pronunce dei tribunali possono ben poco: come si vede sempre più spesso, vengono semplicemente ignorate nelle disposizioni emanate dall’apparato politico. Il quale si trova ridotto a una mera burocrazia: un apparato che vive grazie al sostegno che il potere dell’informazione gli conferisce e che mette al suo servizio la propria organizzazione. Tale apparato utilizza oramai il linguaggio fortemente emotivo e simbolico dell’informazione, avendo rinunciato a qualunque riflessione autenticamente politica.
Ma su cosa si fonda il potere dell’informazione? E soprattutto a quale tipo di violenza ricorre per imporsi, dal momento che ogni potere ha bisogno di un sistema di coercizione? Il suo potere si fonda unicamente sul numero delle persone che riesce a orientare, di cui riesce a plagiare le opinioni. Tale potere non può esercitare direttamente la violenza: ha necessità di non scoprire i propri scopi, il proprio gioco, pena la crisi di qualsiasi efficacia. La violenza viene così demandata allo scontro sociale: il controllo reciproco, la delazione, al limite, la violenza aperta sono atteggiamenti messi in atto tra i gruppi sociali, fomentati all’interno della società stessa. Basti pensare a come vengano dipinti dall’informazione ufficiale coloro che non si assuefanno alle limitazioni e alle imposizioni: sono apertamente definiti causa del contagio, ovvero “untori”. E storicamente la sorte degli untori è stata terribile: alla condanna e all’annullamento fisico sono sempre seguiti la diffamazione e l’edificazione di “colonne infami”, che conservavano per i posteri la memoria del loro abominio. Colonne che solo molto tempo dopo, quando le società erano ormai ritornate alla consueta lucidità, venivano rimosse con vergogna, considerate esempio di oscurantismo del passato. Un passato che tuttavia ritorna troppo spesso!

La possibilità di resistere
Ormai, anche il semplice uscire fuori casa comporta una lotta con noi stessi, uno stato d’ansia, una vaga angoscia. È qualcosa di impercettibile ma costante. Le mascherine, tenacemente incollate sulle facce di chi ci circonda, ricordano a tutti che non siamo più padroni delle nostre scelte: uscire fuori casa e camminare per la strada non è più un atto libero, perché sentiamo che può essere revocato in ogni momento, con una discrezionalità superiore a qualsiasi legge; perché in ogni momento possiamo essere soggetti a un controllo, a una interrogazione. E in molti oramai quell’esame della propria coscienza se lo fanno da soli. Ogni nostro passo è sospetto innanzitutto a noi stessi.
Viviamo insomma in un ambiente privo di norme certe e condivise, un ambiente in cui la discrezionalità e l’abuso generano tensione e angoscia illimitate. Ci sentiamo soggetti privi di ogni diritto, e per questo motivo tutti uguali e tutti ugualmente insignificanti. L’unica differenza che si può raggiungere all’interno di una tale massa deriva dall’obbedienza entusiastica agli obblighi che vengono imposti. È l’illusione di poter prendere parte a quel potere che ci opprime, diventarne i sostenitori e i controllori, in modo da salvarsi dall’annullamento dell’insignificanza.
Non c’è un angolo del pianeta che sia rimasto immune da questo processo. Per questo la resistenza diventa una necessità, qualcosa a cui non si può sfuggire, pena la perdita della dignità umana.
L’esigenza di resistere si fa ogni giorno più pressante, perché le imposizioni si fanno ogni giorno più lesive della libertà: arrivano a violare il nostro corpo, contraddicono il nostro istinto di conservazione. Ma quale tipo di resistenza, di opposizione può essere messa in atto a questo punto? Se il potere dell’informazione esercitasse direttamente la violenza, lo si potrebbe smascherare facilmente: le manifestazioni, la resistenza passiva, la disobbedienza civile potrebbero suscitarlo e così renderlo visibile, identificabile. Invece, ogni manifestazione, ogni opposizione e disobbedienza non fanno che rafforzare l’odio e le convinzioni del gruppo che al contrario sostiene e giustifica l’imposizione di tali obblighi e restrizioni. Probabilmente sono addirittura funzionali alla sua coesione, alla sua durata.
L’opposizione e la resistenza devono lavorare pazientemente sulle coscienze. Nello stesso ambito dell’informazione. Oggi il vero campo di battaglia è la coscienza, la consapevolezza individuale. L’opposizione e la resistenza devono far nascere in ogni cittadino la consapevolezza di un diritto importantissimo: quello ad una informazione onesta e corretta. Restando all’interno del sistema dell’informazione, rivelando le sue strategie, le sue falsità, distinguendo tra verità e menzogna. L’informazione non è un blocco monolitico, per fortuna, e offre la possibilità di creare uno spazio in cui progettare e garantire questo diritto, in cui portarlo all’attenzione di tutti.
Resistere, dunque. Aspettando che un giorno la politica riesca a riconquistare la propria dignità, a elaborare i correttivi necessari per limitare e indirizzare un potere così distruttivo.
Stefano Vespo

Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org

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VincenzoS1955
VincenzoS1955
13 Aprile 2021 , 6:36 6:36

Sono d’accordo. Incominciamo subito:
Contro la dittatura sanitaria che si è instaurata con la farsa del Covid, contro il mondo distopico che vogliono crearci, 10! 100!! 1000 manifestazioni per la libertà!!!

danone
danone
13 Aprile 2021 , 6:56 6:56

Lo dico da tempo, la verità ci renderà liberi. Fino a quando ci sarà consenso sulla narrativa emergenziale, è inutile che pretendiamo maggior libertà e auto-determinazione, queste richieste sacrosante saranno usate contro di noi, per dipingerci come pericolosi ed eversivi cospargitori virali. Bisogna riuscire a scardinare le menzogne sullo “stato di emergenza”, raccontate dal mainstream, non c’è altra mossa più importante, a parte l’autodifesa personale da ogni forma di intromissione vaccinale.

Emilia2
Emilia2
Reply to  danone
14 Aprile 2021 , 2:05 2:05

giusto, pero’ che cosa fara’ quando il vaccino sara’ obbligatorio?

danone
danone
Reply to  Emilia2
14 Aprile 2021 , 4:53 4:53

Mi unirò ai gruppi di fuorilegge gentiluomini, che nasceranno sull’onda dell’incalzare dei nuovi totalitarismi. Ruberemo verità ai ricchi per darla ai poveri di tasca, di mente e di spirito.

R66
R66
13 Aprile 2021 , 7:42 7:42

Invito chiunque creda ancora che il problema risieda nella carenza di informazioni a dialogare con il popolo dei Mario Rossi e, armati di calma e pazienza, cercare di spiegare gran parte degli articoli dibattuti in questo blog nell’ultimo anno. Sembra una banalità, ma con tale pensiero, risulta evidente che non si sta facendo. Io l’ho fatto, lo faccio e continuerò a farlo e, più passa il tempo, più sono convinto che l’informazione non centra una mazza. Non è questione di menzogna come popolarmente si intende, se proprio si vuol tirare in causa il concetto di menzogna, bisogna includerci tutta la linea guida, tutta la vita. Quelli con cui si pretende di comunicare, ancora prima della bugia del fenomeno attuale, credono nella bugia-linea-guida, la Covid-19 ne è uno dei tanti sottoinsiemi. Pretendere di sezionare gli “argomenti” dimostra grandi carenze nell’analisi sociale e nella percezione del mondo che ci circonda. Le carenze, inoltre, rappresentano l’eventualità “meno peggio”, c’è anche un’altra casistica, ognuno valuti da se la propria appartenenza. Alcuni sono dei gran vigliacchi, si vergognano ad ammettere che questo mondo a loro piace e stanno cercando in tutti i modi di coinvolgere i Mario Rossi per poterlo preservare. Se la fanno sotto… Leggi tutto »

Lestaat
Lestaat
Reply to  R66
13 Aprile 2021 , 20:16 20:16

Condivido quasi interamente il pensiero. A parte qui: “Non bisogna far altro che vivere, il dissenso è implicito” Mi spiace ma penso che nemmeno quello serva a qualcosa e soprattutto per la maggiorparte delle persone (me compreso) è un sogno impossibile quello di “ritirarsi” da qualche parte a fare la propria vita. Non voglio essere polemico, cerco di essere realista. E i discorsi “Ognuno nel suo piccolo”, “vivere la propria vita seguendo la proprie idee” le ho sempre trovate parte del problema oltre che alquanto irritanti. La soluzione c`è, è una e la storia ce l ‘ha insegnata più volte. Purtroppo non siamo nel momento storico adatto ed è semplicemente una strada impraticabile al momento (non solo si manifesta solamente, ma si manifesta per chiedere di essere schiavi, magari anche per favore: “vogliamo più lavoro”, “fateci aprire” invece di voler semplicemente che se ne vadano. Non dico di passare alle vie di fatto ma per lo meno sarebbe segno di vita gridare un “andatevene” ogni tanto, invece di chiedere sempre. MA sono daccordo purtroppo anche con la conclusione nonostante quanto appena detto. Le manifestazioni sono parte del meccnismo che mantiene in vita il sistema, non sono solo inutili fatte in… Leggi tutto »

R66
R66
Reply to  Lestaat
14 Aprile 2021 , 6:10 6:10

Probabilmente non rappresenta alcuna soluzione, non volevo intenderci una via strutturata e durevole.
Ma se si dovesse intraprendere una strada solo quando fosse possibile vederla per intero, credo sia meglio cedere immediatamente e seguire la scia.
Mi limito a rifiutare lo sporco, non riesco a fare altrimenti, per il pulito vedremo in seguito.

Lestaat
Lestaat
Reply to  R66
14 Aprile 2021 , 17:47 17:47

Ti capisco perfettamente è che non resisto proprio in pubblico a far notare, anche non a chi si esprime, magari a chi legge, che lottare ha un significato, cosí come combattere, resistere.
É tra una deformazione professionale, sono insegnante di lingue, e una ossessione per le parole che coltivo fin da bambino. Non significa che parlo come d’annunzio, significa che se io “combatto” do per scontato che qualcuno si fa male, se lotto uso il mio corpo per prevalere, e se resisto, usato in quel contesto, significa che prendo le armi e vado in montagna pronto a fare di tutto perchè si risolvi il problema.
Questo non vuole spingere nessuno a farlo ma semplicemente a dire protesto, manifesto e tento di far valere i miei diritti come si dovrebbe dire in italiano. Così quando qualcuno vorra parlare di resistenza e lotta non verra frainteso.

PS
Oltretutto c’è chi ha dato l sua vita per quelle parole, ECCHECCAZZO

Cruciverba
Cruciverba
Reply to  R66
14 Aprile 2021 , 5:40 5:40

Quello che fa seppur ammirevole è inutile , lo sappia .

R66
R66
Reply to  Cruciverba
14 Aprile 2021 , 6:02 6:02

Le varie “analisi” e discussioni sono puro esercizio personale, oltre a ciò, sono cosciente dell’inutilità.

Lestaat
Lestaat
Reply to  R66
16 Aprile 2021 , 7:49 7:49

Se si pensa alla sua funzione di insegnamento alle masse è inutile.
Non è mai inutile parlare perchè in ogni caso si danno strumenti retorici e ideologici a chi è in grado di capire, strumenti che ti danno sicurezza e la possibilità di sostenere più facilmente le tue idee. L’informazione è inutile, il modo in cui viene detta può servire a qualcuno.
[edit]
Stavo leggendo le varie sotto-discussioni che si sono aperte qui e non ho potuto non notare come qui stiamo riferendoci alla “informazione” pensando a un concetto, e in altre ad un altro e sembra quasi che si stiano dicendo cose contraddittorie, quando è quasi l’opposto.
Per questo è importante parlare. Prima o poi troveremo le parole giuste per spingere tutti a fare la cosa giusta nel modo giusto.

Cataldo
Cataldo
13 Aprile 2021 , 6:15 6:15

Bene, con questo ennesimo ora Il Pero è quasi spoglio …

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
Reply to  Cataldo
13 Aprile 2021 , 7:31 7:31

poi c’è il fico

Primadellesabbie
Primadellesabbie
13 Aprile 2021 , 8:22 8:22

L’informazione, certo, é lì che c’è il punto di contatto più trafficato tra noi e il potere, quel potere che è giunto a disporre di metterci davanti ad una scelta improponibile, come dice bene Noah Harari: salute o privacy.

Ma l’informazione, tanto per cambiare finita nella disponibilità esclusiva di potenti gruppi finanziari, non è che una tappa rilevante di un percorso che inizia con l’accettazione di mille regole, leggi, disposizioni burocratiche e costumi finalizzati a toglierci ogni autonomia, le cui soglie superiamo una dopo l’altra con leggerezza, spesso considerando con sufficienza quei pusillanimi che s’impuntano, colpiti o insospettiti dalle potenziali conseguenze nefaste di scelte rassicuranti perché consuete e diffuse, salvo guardarci intorno ed inorridire ma lontani dal fare le opportune connessioni.

Poi se un Papa mette il dito, ad esempio, nella piaga della proprietà privata lo rinneghiamo senza appello, prima e anche dopo che il gallo abbia dato di piglio al suo squillante segnale.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  Primadellesabbie
13 Aprile 2021 , 12:03 12:03

Una società che ti impedisce di andare in auto senza cinture o in moto senza casto per proteggerti da te stesso..come possiamo pensare che ci dia la libertà di uscire di casa se un virus malefico ci insidia..?
La schiavitù è cominciata tempo fa..chiamata protezione ..e finirà quando la gente si stuferà di essere protetta..
E vista la forza dell’abitudine a prendere botte perché lo stato ci ama..ci vorrebbe un telefono rosa per denunciare il liberticidio..ma sappiamo che la vittima asseconda il carnefice..perché sa che almeno qualcuno è interessato alla sua vita..che se mancasse..si sentirebbe annullata..
Ci vorrebbero gli extraterrestri per difenderci dai maneschi..e ristabilire l’ordine..ma per ora vediamo solo container protetti per salvarci da un pericolo che non dobbiamo correre..
E poi si lamentano degli uomini islamici che confinano le donne in casa..
Noi invece chiudiamo tutti..uomini e donne..così siamo più giusti e democratici..

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  uparishutrachoal
13 Aprile 2021 , 12:40 12:40

Quando e stata usata per la prima volta l’espressione: ‘mettere a norma’?

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  Primadellesabbie
13 Aprile 2021 , 13:21 13:21

Quando…?

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  uparishutrachoal
13 Aprile 2021 , 13:31 13:31

Quando, perché ho vissuto buona parte della mia vita senza sapere che esistesse questa dizione ‘propedeutica’ al sentire attuale.

Holodoc
Holodoc
Reply to  uparishutrachoal
13 Aprile 2021 , 13:38 13:38

La cintura che effetti collaterali implica?

A me pare che quelli che Si vaccinano siano gli stessi che la cintura non l’hanno mai messa.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  Holodoc
13 Aprile 2021 , 13:48 13:48

La cintura..come il vaccino..dovrebbe essere consigliata ma mai imposta..
L’aiuto è mia e dentro mi vesto come voglio..se rispetto obbligatoriamente le regole del codice della strada..
Accetterei solo di non starci nudo per rispetto dell’oltraggio al pudore..perché potrei essere visto e darei scandalo..che certe consuetudini vanno rispettate..in quanto implicano un rapporto con gli altri..e non un atteggiamento riservato che non offende la vista di nessuno..

Holodoc
Holodoc
Reply to  uparishutrachoal
13 Aprile 2021 , 15:30 15:30

Io mi sono sempre trovato meglio con che senza, hai meno bisogno di tenerti con le mani al volante nelle curve. E poi, mica rischi la trombosi.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  Holodoc
13 Aprile 2021 , 15:57 15:57

Rischi solo lo scatzo cronicizzato..
Io le slacciavo in strade di montagna onde evitare in caso di incidente la morte per immobilizzamento costrittorio..
Per fortuna adesso non ho più l’auto e ho risolto felicemente il problema..
Era una specie di mascherina corporale..

giovanni
giovanni
Reply to  uparishutrachoal
13 Aprile 2021 , 15:33 15:33

Per quello qui in Liguria è da anni proibito il bagno in mare in notturna…

emilyever
emilyever
Reply to  giovanni
13 Aprile 2021 , 18:32 18:32

Davvero? non lo sapevo, e da quando?

emilyever
emilyever
Reply to  Holodoc
13 Aprile 2021 , 14:31 14:31

Io l’ho sempre bypassata inserendo quell’aggeggio tipo mollette, non so come si chiama, credo che adesso sia fuori norma ma lo vendevano negli anni 80 e me lo sono portato dietro di auto in auto. In apparenza la cintura c’è, ma con quel regolatore la posso lasciare morbida e non mi taglia il collo

Holodoc
Holodoc
Reply to  emilyever
13 Aprile 2021 , 15:28 15:28

Le cinture anni ’90 ti strozzavano e in caso di incidente ti troncavano le costole. Quelle di oggi no, hanno i pretensionatori, piccole cariche esplosive che tendono la cintura subito dopo l’impatto. Se utilizzi un fermo l’effetto del pretensionatore va a sparire e se hai l’airbag rischi anche di rovinarti la faccia.

emilyever
emilyever
Reply to  Holodoc
13 Aprile 2021 , 18:31 18:31

Me l’hanno detto di questo pericolo, e anche che le cinture oggi non strozzano più, però, la mia auto ha 10 anni, forse sarò fatta male io, ma senza fermo io mi strozzo appena la inserisco

gix
gix
Reply to  uparishutrachoal
13 Aprile 2021 , 16:03 16:03

Me lo ricordo il giorno in cui il casco divenne obbligatorio sulle moto, per un motociclista da sempre come me resta un giorno indimenticabile, del 1986. Fino ad allora si andava, anche con il freddo invernale, a fronte libera o al massimo con passamontagna dei tipi più improbabili, e comunque riadattati. Personalmente sono stato uno di quelli che, soprattutto per tratte un pò più impegnative, il casco lo ha sempre usato, ma specialmente in città, non lo metteva nessuno. La sensazione che provai, già allora, fu di rassegnazione per la fine di un’epoca di libertà, con il presentimento, molto fondato evidentemente, che da quel momento in poi ne avremmo viste sempre di più di restrizioni, in tutti i campi, come in effetti è stato. Anche all’epoca fu una campagna agguerrita e martellante dell’informazione, per imporre la soluzione che doveva salvare la collettività intera dai costi e dall’incoscienza di pochi scavezzacollo incauti e nokask, untori alla stessa stregua dei novax odierni. Lo Stato d’altronde era come ora in mano a gente che pensava così tanto alla salute e integrità delle persone, che da allora ha iniziato a smantellare la sanità e a rendere sempre meno efficenti i servizi per le categorie… Leggi tutto »

gix
gix
13 Aprile 2021 , 6:59 6:59

Ricordo l’avvento delle tv e radio private in Italia, negli anni 70, la scoperta di qualcosa di diverso e di nuovo, in un panorama dell’informazione allora infinitamente più asfittico e persino più di parte rispetto ad oggi. La considerazione della presunta maggiore liberta delle radio e tv private, rispetto al conformismo degli allora pochi e monotoni canali ufficiali, unita alla riflessione che tale libertà dovesse poi essere in qualche modo riempita di contenuti meritevoli di attenzione. Il che mette in evidenza che una informazione libera e cosciente presuppone necessariamente delle responsabilità, sia in chi la fa che in chi la riceve. Il problema odierno però sta nella eccessiva abbondanza di informazione, la dove all’epoca era il contrario, le cose scomode si tendeva a non dirle proprio. Certo, di fronte al rumore dell’informazione indistinta, la maggior parte delle persone coglie la singola notizia, senza avere gli strumenti per verificarla e confrontarla con altre, non essendo nemmeno più in grado di approfondire. Non è quindi solo un problema di diritto alla giusta e corretta informazione purtroppo, ma anche una questione di ripristino dell’abitudine e della capacità di saper valutare e riflettere su cio che viene correttamente riportato. Non sarà facile, ma l’ossessione… Leggi tutto »

Holodoc
Holodoc
Reply to  gix
13 Aprile 2021 , 7:04 7:04

Sappiamo com’è andata: siamo passati in 10anni dalla monocultura perbenista democristiana alla cultura edonista berlusconiana, anticamera della politica post guerra fredda degli anni ’90

Holodoc
Holodoc
Reply to  gix
13 Aprile 2021 , 7:04 7:04

Sappiamo com’è andata: siamo passati in 10anni dalla monocultura perbenista democristiana alla cultura edonista berlusconiana, anticamera della politica post guerra fredda degli anni ’90

CptHook
CptHook
Reply to  gix
13 Aprile 2021 , 11:25 11:25

una questione di ripristino dell’abitudine e della capacità di saper valutare e riflettere

Ripristinare presuppone che la capacità ci fosse…, ma per quelli che non l’hanno mai avuta, come facciamo?

gix
gix
Reply to  CptHook
13 Aprile 2021 , 15:23 15:23

ubi maior minor cessat

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
13 Aprile 2021 , 7:06 7:06

“non c’è un angolo del pianeta che sia rimasto immune da questo processo”…sbagliato, per quel che ne so io, ci sono le mie vigne e la mia cantina sempre aperta. é pochino, ma da qualche parte bisogna pur iniziare…

Lestaat
Lestaat
13 Aprile 2021 , 7:20 7:20

Vedo che la confusione tra lottare e protestare e tra resistere e manifestare persiste.
I primi sono mezzi usati più volte nella storia, anche dai nostri nonni, che funzionano.
I secondi sono inutili autoassoluzioni che fa la nostra generazione per non usare i primi.
Così, giusto per essere chiari.

R66
R66
Reply to  Lestaat
13 Aprile 2021 , 8:15 8:15

Tempo fa ho visto un video in cui il genio di turno invitava i dissenzienti a protestare scrivendo sulla mascherina un qualcosa (che non ricordo) in modo da potersi riconoscere a vicenda.
Beh, che dire, gran genialata! Standing ovation generale!
Addirittura il tizio si complimentava con se stesso dicendo: “ma come abbiamo fatto a non pensarci prima!?”
Purtroppo poi è arrivato il solito guastafeste che in un messaggio ha scritto: “ma per riconoscerci, non sarebbe meglio non indossarla affatto?” – e ha rovinato tutto. 🙂

francamente
francamente
Reply to  R66
13 Aprile 2021 , 11:15 11:15

Ragazzi ma oggi basta firmare una petizione online, ancora non lo sapete?!

Lestaat
Lestaat
Reply to  francamente
13 Aprile 2021 , 20:05 20:05

Ahahahah
Mi viene in mente Yes Week-end dei 99Posse

IlContadino
IlContadino
13 Aprile 2021 , 7:57 7:57

L’informazione acquisisce potere su di noi nell’istante in cui noi decidiamo di darglielo. Ciò che comunemente chiamiamo “informazione” altro non è che il tentativo costante e finemente elaborato di instillare paura nelle menti delle persone. Il solo ed unico scopo dell’informazione (mainstream) è quello: impaurire le persone. Paura che sappiamo essere l’antitesi dell’amore. Forza del dividere contro forza dell’unire. Recentemente hanno calcato la mano sulla paura di morire, ma prima hanno indotto la credenza che la morte sia da temere, prima ancora che la vita è sofferenza, ancor prima che la nascita è peccato. Paura della morte che va a braccetto con la paura della multa, andate voi a ritroso su questa paura, si capisce facilmente quanto siamo influenzati, e da quanto tempo. Come distinguere quindi una buona informazione da una cattiva informazione? Su di me agisco in questo modo: se in ciò che leggo o ascolto percepisco una forza disgregante, di divisione, una forza che nasce dalla paura, allora passo e non mi lascio coinvolgere. Al contrario se l’informazione mi trasmette messaggi di inclusione che sento nascere da una volontà espansiva, allora vi dedico attenzione. La paura chiude, l’amore abbraccia. Per questo mi schiero sempre contro la tv, da… Leggi tutto »

Pfefferminz
Pfefferminz
13 Aprile 2021 , 10:22 10:22

“Ballare e cantare è simbolo di resistenza.
Chi vieta la gioia di vivere, vuole dominare.
Chi esprime la propria gioia di vivere, non si lascia dominare.”
(Ralf Ludwig, avvocato di Querdenken, 13/4/2021)

” La peur de la mort n’empeche pas de mourir, mais elle empeche de vivre”
Paris, 8 Avril 2021
Gare de l’Est, Dancer encore, Flashmob
https://youtu.be/GN5B27zT29Y

“È arrivato il momento di ritornare a fare le cose che ci danno gioia. Per troppo tempo abbiamo dovuto occuparci di paure, stress e frustrazioni. La vita è meravigliosa e ci appartiene e noi abbiamo il diritto e anche il dovere di goderla pienamente.”
(Viviane Fischer, avvocato Comitato d’inchiesta Corona Ausschuss, 12/04/2021)
Testo originale (in tedesco):
https://t.me/Viviane_Fischer/11

È questa la caratteristica di chi ha capito? La capacità di sentire la propria umanità e il forte desiderio di non farsela sottrarre? E l’espressione della propria gioia di vivere può essere contagiosa e infrangere la barriera che separa da chi è diventato vittima della propaganda?

R66
R66
Reply to  Pfefferminz
13 Aprile 2021 , 11:45 11:45

In questo ultimo anno, con cene e incontri, ho tenuto una media più alta di tutti i precedenti. Ho anche iniziato ad allenarmi e ora sono discretamente in forma. Con gli altri, quando ci incontriamo, ovviamente il tema attuale è molto dibattuto, ma nessuno ha la sensazione di dover riprendere qualcosa perché a nessuno è stato sottratto niente oltre al futile. Proprio dell’argomento ne abbiamo parlato di recente: “cosa ci è cambiato?” Qualche birretta in meno nei locali forse, per il resto non molto. Mi rendo conto di vivere in un contesto provinciale dove collina e spiaggia distano pochi chilometri e che forse in un grande centro urbano sarebbe stata più dura, in ogni modo la risorsa principale non penso sia di natura geografica, ma riguarda i contatti umani. Abbiamo iniziato molto prima del 2020 a discutere di certe tematiche, gli eventi non ci hanno colti impreparati e ciò, credo, valga anche per le altre manovre future. Nel clima generale posso assicurare che non c’è questa famigerata idea di “resistere”, o meglio, non ancora, per il momento ci appare abbastanza normale continuare ad incontrarci. In una delle ultime occasioni, tra adulti e bambini, eravamo quasi una trentina. Multe per ora… Leggi tutto »

Pfefferminz
Pfefferminz
Reply to  R66
13 Aprile 2021 , 13:14 13:14

Penso che la tua sia una situazione abbastanza fortunata. C’è gente che nel corso dell’ultimo anno ha perso tutte le amicizie, senza conoscere nessuno o quasi che condivida la sua visione del mondo.
A costoro si rivolge Viviane Fischer. Si è fatta largo la consapevolezza di quello su cui hai insistito più volte, che a un certo punto, con certe persone, non si riesce più a far passare le informazioni. E allora perché non dare sfogo alle emozioni e mostrare cos’è che contraddistingue i pensatori liberi? Se ci pensi bene, dietro a questa svolta c’è tutta una filosofia…
Vorrei dire a tutti i denigratori delle manifestazioni, quelli del “sono scampagnate di buontemponi”, che esse sono il luogo in cui allacciare nuove amicizie, mai come in questo periodo così necessarie.
Il prossimo appuntamento potrebbe essere il 24 aprile 2021, in tutta Europa, contro l’introduzione del passaporto vaccinale, anche nei piccoli centri, davanti alle stazioni…
Manifesto contro il green pass (in inglese):
https://t.me/Haintz/6819
(Il Parlamento Europeo dibatterà sul passaporto vaccinale fra il 26 e il 30 aprile 2021)

R66
R66
Reply to  Pfefferminz
13 Aprile 2021 , 13:32 13:32

Riguardo alle manifestazioni a mo’ di soluzione sai che non mi interessano, ciò che penso l’ha sintetizzato ottimamente @comedonchisciotte-f4552671f8909587cf485ea990207f3b:disqus in un messaggio in basso, riguardo ad una motivazione per conoscersi ed eventualmente iniziare a frequentarsi, invece ritengo che potrebbero essere utili.
C’è da chiedersi comunque il perché non si ha nessuno con cui condividere certe idee.
Alcuni “elementi” che conosco hanno sempre evitato con cura determinati argomenti e credimi, dire che negli anni ho insistito è riduttivo, per loro erano pippe mentali, nel migliore dei casi fantasie, oggi gli stessi sono rintanati in casa in preda a paure di cui non ne capiscono ne l’origine, ne la portata e ne la direzione.
Quelli che invece non li hanno presi come pippe mentali sono gli amici con cui mi incontro costantemente.

Lestaat
Lestaat
Reply to  R66
13 Aprile 2021 , 21:10 21:10

Posso provare a risponderti. Non sono né antropologo né psicologo né sociologo. Premessa necessaria per, spero, dare una idea di opinione a quel che dico, dato che, essendo mie convinzioni tendo a spiegarle come fossero LA verità e mi spiacerebbe dare quell’impressione arrogante, il tema è troppo serio. Credo che la società occiidentale abbia raggiunto la piena maturitá e che quindi non funzioni più per ragioni estremamente profonde e che poco hanno a che vedere con il potere. Credo esista un problema di fondo nella società umana, quello di non riconoscere onestamente che la maggioranza dell’umanità è molto poco intelligente. Quantomeno nel senso più completo del termine. Empatia, intelligenza emotiva chiamatela come volete, compresa. Questo può ovviamente dipendere da fattori ambientali e non dall’intelligenza in se dell’individuo ovviamente. Con questo non credo di aver scoperto qualcosa, quello che credo che normalmente si trascuri è un’analisi approfondita delle conseguenze nel mondo moderno. In democrazia “uno vale uno” come tristemente ripetuto come un mantra da i più democratici tra i democratici. E quindi mentre in passato avevamo, non so, De Amicis (per dire uno a caso che sta all’opposto delle mie idee ma che è una persona pensante) oggi ci ritroviamo Silvietto….o… Leggi tutto »

R66
R66
Reply to  Lestaat
14 Aprile 2021 , 7:35 7:35

Provo a sintetizzare la mia visuale.
Più che di intelligenza io parlerei di saggezza.
Qualcuno ha capito che l’essere umano, potendo, si lascia andare ad istinti e voglie che, in base al potere impattante della situazione, creano più o meno danni.
I saggi si autolimitano riconoscendo le proprie mancanze e debolezze, quelli meno saggi credono di poterle controllare.
Oggi, con volontà e criterio di alcuni, si sono allentate le briglie, anzi si è data una vera e propria speronata e la naturale predisposizione dell’uomo ha fatto il resto.
Mi rendo conto che questo rappresenta uno dei discorsi più impopolari che si possano fare, sa di chiesa, sa di preti, di regresso e di anti scienza: “ma come, l’essere più intelligente della terra si dimostra così debole?” – o – “ma no, è il contrario, sono le forzature e i limiti che creando frustrazione generano i danni!” – si, continuiamo a raccontarci ancora questa storiella, vediamo fin dove ci porterà e fin quando durerà.
Evitare di prendere atto di questa eventualità, a mio avviso, è proprio il motore del processo.

R66
R66
Reply to  Lestaat
14 Aprile 2021 , 7:35 7:35

Provo a sintetizzare la mia visuale. Più che di intelligenza io parlerei di saggezza. L’essere umano, potendo, si lascia andare ad istinti e voglie che, in base al potere impattante della situazione, creano più o meno danni. I saggi si autolimitano riconoscendo le proprie mancanze e debolezze, quelli meno saggi credono di poterle controllare. Oggi, con volontà e criterio di alcuni, si sono allentate le briglie, anzi tramite il contributo tecnologico si è data una vera e propria speronata e la naturale predisposizione dell’uomo ha fatto il resto. Mi rendo conto che questo rappresenta uno dei discorsi più impopolari che si possano fare, sa di chiesa, sa di preti, di regresso e di anti scienza: “ma come, l’essere più intelligente del pianeta si dimostra così debole?” – o – “ma no, è il contrario, sono le forzature e i limiti che creando frustrazione generano i danni!” – si, continuiamo a raccontarci ancora questa storiella, vediamo fin dove ci porterà. Per il momento, il dato di fatto è che la situazione generale è peggiorata con l’aumentare delle possibilità e con l’abbassamento dei limiti. Coincidenza sfortunata? Fase di assestamento? Personalmente non credo, anzi penso sia la ovvia e inevitabile direzione con tali… Leggi tutto »

Lestaat
Lestaat
Reply to  R66
14 Aprile 2021 , 17:33 17:33

Diciamo che ho l’impressione che stiamodiscutendo un po’ dell’uovo e della gallina.
Direi che siamo essenzialmente daccordo.
Anche io sono convinto che “non possa essere che così” non sono la mele marce è proprio il tutto che è in putrefazione. Ma non riesco proprio a colpevolizzare la razza umana. Credo più che siano le circostanze che hanno creato questo mostro di società ma in ogni caso torno sul tuo discorso della inevitabilità anche io perchè penso che anche le circostanze storiche facciano parte di un meccanismo molto grande che ha un funzionamento prestabilito e in un certo senso prevedibile.
Il problema di queste conclusioni è che non lasciano molto spazio alla fantasia in quanto alle possibili soluzioni ma allo stesso tempo la società occidentale non potrebbe essere più impreparata di così per capire quale è la soluzione. impreparata, schizofrenica, paranoica e bipolare,
andrá tutto bbene, nun ve preoccupate.
O_O

Emilia2
Emilia2
Reply to  R66
14 Aprile 2021 , 1:58 1:58

Beato Lei, che come interesse ha solo qualche cena con qualche amico (che comunque sarebbero proibite), e non ha voglia di fare il minimo viaggio, ne’ di andare a un concerto (classico) ecc.

R66
R66
Reply to  Emilia2
14 Aprile 2021 , 6:13 6:13

Beh, certo, non fare il vaccino e rinunciare ad un concerto classico?
Non sia mai… 🙂
Per il viaggio dipende dalla meta, parlando dell’Italia, valgono gli stessi presupposti della cena.

Emilia2
Emilia2
Reply to  R66
14 Aprile 2021 , 23:34 23:34

Magari si potrebbe non farsi comunque il vaccino, ma organizzare delle proteste un po’ piu’ “decise” di quelle che si fanno in Italia (in certiPaesi le hanno fatte)

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  Pfefferminz
13 Aprile 2021 , 12:10 12:10

«E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento»
( S.Quasimodo)

Si può cantare e ballare..ma le cetre rimangono appese..e per raggiungerle ci vogliono le ali..

Pfefferminz
Pfefferminz
Reply to  uparishutrachoal
13 Aprile 2021 , 12:42 12:42

“Alle die von Freiheit träumen
Sollen’s Feiern nicht versäumen
Sollen tanzen auch auf Gräbern
Freiheit Freiheit
ist das Einzige was zählt”
Marius Müller Westernhagen, concerto live, 1989
https://youtu.be/queDnG9ZeNk

“Tutti quelli che sognano la libertà
non devono tralasciare di far festa
devono ballare anche sulle tombe
Libertà Libertà
è l’unica cosa che conta”

Papaconscio
Reply to  Pfefferminz
13 Aprile 2021 , 16:19 16:19

….ma ho visto anche degli asintomatici felici…

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  CptHook
13 Aprile 2021 , 13:38 13:38

Anch’io mi sono sfogato in modo simile quando un capurione della croce verde mi ha ripreso sulla mascherina portata sull’orecchio all’aperto..
Ma ho capito che farmi venire un colpo apoplettico non era la strada giusta..ma serviva solo a farmi venire un travaso di bile..
Quindi ho spostato l’energia nel centrarmi sulla calma..e ne ho guadagnato in salute..cosa questa ferocemente combattuta dal sistema..e unica vera resistenza..fintanto che in piazza non ci siano migliaia di persone inferocite..unica possibilità per resistere veramente..

CptHook
CptHook
13 Aprile 2021 , 11:55 11:55

E ancora, dal Canada (in inglese) la protesta dei fedeli a favore di un parroco la cui chiesa è stata “barricata” dalla polizia:

https://www.lifesitenews.com/news/hundreds-gather-to-protest-police-barricading-canadian-church-for-defying-covid-rules

ITALIA ENSEÑA
ITALIA ENSEÑA
13 Aprile 2021 , 12:07 12:07

Ma ancora credete che la massa sia intelligente? E basta…rassegnatevi

AlbertoConti
AlbertoConti
13 Aprile 2021 , 14:13 14:13

“L’informazione non è un blocco monolitico, per fortuna” E se invece lo fosse, per disgrazia …. e lo è, da anni, e non è l’unico settore ad essere un blocco monolitico, un oligopolio accomunato dai medesimi interessi di parte, che fa cartello e detta le strategie “produttive”. E qual’è questa parte che tutto controlla, di grazia? Questa risposta è semplice, in realtà la conoscono tutti, è un ovvietà. In “soldoni” è la parte dei capitali privati concentrati, quelli ancora liberi di fare come gli pare, anzi come gli conviene per concentrarsi sempre più. Tradotto in persone fisiche si dice, a spanne, l’1% degli umani. Ma adesso si parla, o meglio quelli dell’1% parlano di grande reset, dove cambierà tutto, addirittura sparirà la proprietà privata. Che bello! “Non possederai più nulla ma sarai felice!” Questo è il loro slogan, che tutti noi dovremmo fare nostro. Ma vale anche per loro? Certo che no, anche questa è un ovvietà. Ma, visto che “noi” siamo il 99% e la nostra civiltà ci attribuisce il potere (la chiamano democrazia, e l’1% non può fare a meno di questo principio, se no sono guai grossi per loro, non controllano più il 99%), la soluzione è… Leggi tutto »

R66
R66
Reply to  AlbertoConti
13 Aprile 2021 , 15:41 15:41

Pensa ai programmi a premi, ai masterqualcosa, ai reality, ai format musicali, ai film hollywoodiani, alle serie TV intrise di politicamente corretto, agli attori, cantanti e influencers con le loro vite da “sogno”, ai gratta&vinci, lotto e lotterie, alle competizioni sportive ecc… questi non sono creati per l’1%, ma è l’1% che li crea per il 99%.
Li crea per farsi adorare, per farsi emulare e soprattutto per farsi difendere.
In effetti sono adorati, non direttamente i singoli cattivoni, ma indirettamente tramite le idee che rappresentano e elargiscono.
Potendo, se solo provassi a toglierli per rimpiazzarli con l’informazione corretta, verresti linciato all’istante.

AlbertoConti
AlbertoConti
Reply to  R66
14 Aprile 2021 , 5:10 5:10

Verissimo, l’aveva previsto anche Platone con la famosa metafora della caverna.
Tuttavia l’intrattenimento e l’informazione sono legati a doppio filo, anche nella qualità.
Si tratta solo di invertire la spirale viziosa, avviata dalle TV private commerciali, trasformandola in spirale virtuosa, produttrice di cultura popolare all’altezza dei tempi.
Il caso Wikipedia è un icona di questo degrado: tutto quello che viene toccato dai grandi capitali privati diventa m. Capita la diagnosi, la terapia è ovvia ed efficace, col tempo.
Il mio primo commento era ovviamente ironico-provocatorio, non sono così ingenuo da non vedere quanto è alta la montagna da scalare. L’importante però è riconoscere le direzioni, per imboccare quella giusta. Byoblu (DavveroTv) al momento è la più concreta tra queste speranze di cambiamento. Se si afferma a livello nazionale dovrà però affrontare anch’essa l’aspetto intrattenimento, per diventare popolare.

R66
R66
Reply to  AlbertoConti
14 Aprile 2021 , 7:02 7:02

Ritengo riduttivo l’uso della parola “intrattenimento”, poteva andare per gli anni 80′ e forse per una parte dei 90′, ma oggi si tratta di imprinting.
Gran parte delle persone, nei desideri e nelle emozioni, sono state strutturate in maniera indelebile dai meccanismi congeniati dai “bricconi” a cui si punta il dito.
Seppur inconsapevoli, i più sono degli automi al servizio della linea guida principale.
Pensare di spogliarli di tutto è impresa impossibile e per certi versi anche un’idea tirannica.
Per quanto triste, si deve prendere atto che per la massa degli attuali viventi non c’è scampo, l’uscita, quando avviene, tocca singoli elementi ed è azione che nasce dall’interno, non proviene da fonti di informazione esterne.
Non si può mostrare l’imprinting a chi ne è soggetto, nessuno può farlo al posto di un altro.

AlbertoConti
AlbertoConti
Reply to  R66
14 Aprile 2021 , 9:56 9:56

Infatti, l’intrattenimento è la scusa, lo strumento per veicolare un certo tipo di cultura, che può spaziare dall’imbestialente alll’edificante. L’holliwoodismo imperante appartiene alla prima categoria, ed è efficacissimo, più di mille discorsi.

“… impresa impossibile e per certi versi anche un’idea tirannica.” La tirannide può essere talvolta l’unica via percorribile, e non è detto che debba necessariamente essere una cattiva idea. Nell’antica Grecia ci sono stati anche ottimi tiranni. Comunque, come si dice in dialetto, “semper mei che mazai”.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  AlbertoConti
13 Aprile 2021 , 20:01 20:01

Ti serve una traccia? (sito di landreport che elenca i 100 maggiori proprietari di terreno agricolo degli US, in inglese):

https://landreport.com/americas-100-largest-landowners/

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  AlbertoConti
13 Aprile 2021 , 20:01 20:01

Ti serve una traccia? (sito di landreport che elenca i 100 maggiori proprietari di terreno agricolo degli US, in inglese):

https://landreport.com/americas-100-largest-landowners/

AlbertoConti
AlbertoConti
Reply to  Primadellesabbie
14 Aprile 2021 , 4:59 4:59

Dal punto di vista politico-giuridico la questione ha soluzioni semplici ed efficaci.
Visto che si sta affermando il capitalismo della sorveglianza, non sarà difficile conoscere situazione patrimoniale e reddituale di tutte le persone fisiche, e quando dico tutte intendo dal barbone agli oligarchi. Come sempre le nuove armi sono ancora a doppio taglio, e chi le usa contro i popoli per fini malvagi le vedrà presto usate contro di lui per fini benefici, del 99%.
A questo punto si stabilisce un tetto numerico, magari scaglionato in funzione dell’età (a questo serve la moneta, a misurare) oltre il quale l’eccedenza viene devoluta ai bisogni della collettività, tramite Stato o chi per esso.
Potremmo chiamarla tassa di civiltà, a garanzia della democraticità delle dinamiche sociali, geopolitica compresa visto lo stato avanzato di globalizzazione del pianeta (altra arma a doppio taglio). A questo punto il principio diventa universale, parte integrante dei diritti e doveri dell’uomo, e gli Stati, o chi per essi, vi si dovranno adeguare pur nel rispetto delle loro autonomie (ottimo criterio per profilare gli stati canaglia che violano questo principio basilare di civiltà).

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  AlbertoConti
14 Aprile 2021 , 6:25 6:25

Si deve considerare come una comunità che limiti la ricchezza individuale ad un tetto, auspicabilmente ragionevole, sia presumibilmente più dispersiva rispetto al perseguimento di obbiettivi di ordine materiale, più ‘impacciata’ ed esposta agli attacchi di chi non rispetti o aggiri la regola.

D’altronde la grandissima parte degli impedimenti ad un’esistenza civile, esterni alla persona, dopo la Grande Rivoluzione sono attribuibili, con poco margine di errore, alle esagerate concentrazioni di ricchezza.

Vlad
Vlad
13 Aprile 2021 , 17:51 17:51

“Ormai, anche il semplice uscire fuori casa comporta una lotta con noi stessi, uno stato d’ansia, una vaga angoscia. È qualcosa di impercettibile ma costante. Le mascherine, tenacemente incollate sulle facce di chi ci circonda, ricordano a tutti che non siamo più padroni delle nostre scelte: uscire fuori casa e camminare per la strada non è più un atto libero, perché sentiamo che può essere revocato in ogni momento, con una discrezionalità superiore a qualsiasi legge; perché in ogni momento possiamo essere soggetti a un controllo, a una interrogazione. E in molti oramai quell’esame della propria coscienza se lo fanno da soli. Ogni nostro passo è sospetto innanzitutto a noi stessi. Viviamo insomma in un ambiente privo di norme certe e condivise, un ambiente in cui la discrezionalità e l’abuso generano tensione e angoscia illimitate. Ci sentiamo soggetti privi di ogni diritto, e per questo motivo tutti uguali e tutti ugualmente insignificanti” Mhhhmmmmmmm, fammi pensare…….no, sinceramente no. Io vado dove sono sempre andato e mi comporto come ho sempre fatto. Il controllo, l’interrogazione la rispedisco al mittente….e va bene per loro,finora, senza violenza. Se sti quattro sgorbi non la mollano lì inizieremo a vederli penzolare dai lampioni. Tra l’altro, non… Leggi tutto »

Luca VFR
Luca VFR
13 Aprile 2021 , 20:51 20:51

Per ragioni puramente anagrafiche ricordo quando la TV iniziava i programmi alle 16 con la TV dei ragazzi ( a parte l’intervallo di mezzogiorno col TG e qualche cosetta tipo le comiche di Stanlio ed Ollio al sabato) per finire poco dopo le 24. Allora la TV non era così pervasiva come adesso. Io, per fortuna mia, dopo lo switch off dell’analogico non ho più la TV, della quale francamente me ne frego (si può scrivere? perchè qualcuno direbbe che è apologia del partito fasista!) e decisamente sto meglio. A parte che i programmi dei canali generalisti sono a livello Cottolengo o giù di lì, ma vedere i Fazio, le Littizzetto etc. etc. a me ha stufato. Per non parlare dei politici (tutti) che mi sono simpatici quanto una martellata sulle palle. Vivo quasi beatamente ignorante dell’attualità, rigorosamente tarocca, spacciata dai media e, credo, vivo felice. Senonchè vedere uno che in macchina, da solo, guida con su la mascherina…ecco spero che le bon Dieu lo prenda accanto a sé il prima possibile così, spero, purifica il genoma umano. Per non parlare di quelle/i che si lavano compulsivamente le mani annullando la flora batterica superficiale che è quella che serve a… Leggi tutto »

Zara Giancarlo
Zara Giancarlo
14 Aprile 2021 , 2:14 2:14

La battaglia si comincia col “NON COMPRARE PIU’ UNA SOLA MASCHERINA”.

danone
danone
Reply to  Zara Giancarlo
14 Aprile 2021 , 7:22 7:22

Mai comprato mascherine.

danone
danone
Reply to  Zara Giancarlo
14 Aprile 2021 , 7:22 7:22

Mai comprato mascherine.

lurisia
lurisia
14 Aprile 2021 , 3:32 3:32

La redditività diretta del settore dell’informazione è abbastanza bassa, troppa concorrenza, abbondanza di contenuti gratuiti, raccolta pubblicitaria in calo, eppure la famiglia Agnelli ha abbandonato il settore automotive per dedicarsi ai suoi giornaletti. Idem Bezos, ha lasciato un impero come Amazon per dedicarsi all’informazione. Questo perchè, secondo me, la vera guerra ai nostri giorni è l’imposizione di un pensiero unico per la manipolazione della masse. Diciamo che tra i potenti del pianeta si sono divisi i compiti, Bezos disinforma, Bill Cancelli depopola e big G fa la spia (controllo). Sarà difficile ribaltare questa situazione, ma noi spiriti pensatori siamo l’unica speranza rimasta.

Cruciverba
Cruciverba
14 Aprile 2021 , 5:35 5:35

Non è possibile nessuna resistenza , se non quella fisica una volta che il mostro verrà per prenderci . Chi ha creato la PSYOPS ha elaborato un meccanismo di decostruzione dei processi cognitivi di base degli individui . Hanno tecnicamente creato automi che agiscono/reagiscono solo a determinati stimoli bypassando i processi logico-deduttivi normali . La massa è definitivamente zombificata e non puo’ piu’ tornare indietro ( Il meccanismo di ammissione dell’errore provocherebbe una sofferenza tale che la loro mente si rifiuterà sempre di ammettere per preservare la loro integrità psichica ). Se tutto cio’ non fosse criminale , sarebbe da fargli i complimenti per aver tentato un esperimento di cosi’ vasta scala , molto rischioso ed avere avuto successo ( di solito queste cose vengono fatte su singoli o piccoli gruppi poichè piu’ persone vengono coinvolte piu’ possibiltà di insuccesso ci sono in quanto si trovano sempre elementi di integrità psichica dotati di meccanismi logico-deduttivi incrollabili che si oppongono e distruggono la narrazione e lo stato di ipnosi che porta alla decostruzione cognitiva altrui ) . L’autore sbaglia di grosso , coloro che hanno subito il processo non hanno piu’ una coscienza . Non si puo’ lavorare su qualcosa che… Leggi tutto »

oriundo2006
oriundo2006
19 Aprile 2021 , 3:32 3:32

L’origine del potere è nella sua legittimità che dipende dal sistema democratico. Possono farlo perché ne hanno il potere legittimo che dipende dall’ investitura che le elezioni danno a costoro. Oggi, io credo, NON andando alle prossime elezioni amministrative, se ci saranno, è l’unico atto divisivo rispetto a questo regime che ottunde le coscienze e le pialla al consenso obbligato mediaticamente.

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