Prontuario per le politiche 2018

Prontuario per le politiche 2018

DI EUGENIO ORSO

comedonchisciotte.org

Riceviamo e volentieri pubblichamo

Premessa al bignamino elettorale

Con questa sintesi non si pretende di acclarare questioni complesse come i programmi dei partiti, la loro politica economica, i lineamenti di politica estera e simili. Anche perché basta copiare da Wikipedia, o quel che è ancor più grave, da repubblica, per fare il programma da dare in pasto alle masse elettorali, che mai sarà quello di governo. Ancor meno si vuole entrare nel dettaglio delle candidature, con oltre settanta liste ammesse e legioni di candidati alla ricerca di un posto al sole, perché non la finiremo più e questo non sarebbe un bignamino.

Si vuole semplicemente fornire una guida, snella e leggera, amaramente scherzosa ma non vacua, alla scelta della lista/del cartello elettorale per quei pirlotti di italiani che hanno deciso di partecipare al rito del voto, cadendo come tordi nella trappola della democrazia elitista e mercatista.

Partiti, liste e listine

Piddioti di Renziusconi (PD, Porco D…olo). Governo uscente, ma non ancora uscito perché in carica, quelli che tanto piacevano alla troika, ai miliardari democratici, ebrei e non, al pentagono e alla cia. Renzi domina incontrastato e pare che faccia di tutto per perdere voti, candidando gente come Casini, ex Berlusconi ed ex supporter di Monti, nella roccaforte emiliana, o come la baldracca delle banche Boschi, plurisputtanata anche se non inquisita. Il piddì piddiota si è circondato di nanetti in cartello elettorale, ma ora la lista della mammara radicaloide Bonino con lo straccio in testa gli sta soffiando voti … quei pochi rimasti. Candidando Casini a Bologna, Renzi ha fatto incazzare persino le culatte politicamente corrette (dette lgbt) e quelle teste di cazzo degli arcobaleno pacifinti! Candidando la Boschi in Trentino Alto Adige, ha coglionato gli indigeni del luogo. Consigliato a vecchie massaie incolte, a narcolettici vari, a giovani bene millenials, con i soldi di papà in culo e le stronzate in bocca, ai Parioli, al “popolo di sinistra” non “massimalista” ma minimalista in generale …

+Europa della mammara radicaloide Bonino. Pompata dai media servi delle moderne plutocrazie, servita di barba e capelli (ormai caduti) dai democristi che hanno raccolto le firme, la Bonino non era previsto che superasse di molto l’un per cento dei voti, perché i voti doveva portarli a Renzi, mentre c’è il rischio che la mammara soffi qualche prezioso seggio all’imbroglione fiorentino. Naturalmente +Europa, nei suoi intenti, significa più austerità, più poveri e più disoccupati, compensati da più accoglienza, più aborti (con la denatalità in atto …), più spinelli, più culattoni e lesbicone. La mammara-commissario europeo è prediletta e votata da chi ama lo sballo, gli spinelli, le lesbiche, gli spacciatori nigeriani che tagliano a pezzi le italiane e poi le mettono in valigia, le “battaglie difficili” contro la pancia della gente, i “diritti umani” con annessi F-16 da bombardamento, eccetera.

Insieme (per mettervelo in culo). Orrida listina di supporto ai piddioti che mette insieme socialistoidi, verdi da salotto e civici sinistrati nel nome di Cirio-Bertolli-De Rica che ha distrutto la benemerita Iri e “ci ha portati in Europa”, cioè Romano Prodi, storico e rimpianto capataz dell’Ulivo (che nostalgia …). Se vi sentite tardo-ulivisti e andate fieri della vostra testa di cazzo, votate pure per il rinato ramoscello d’ulivo e indirettamente per il Piddì … Mal ve ne incolga!

Cinica Impopolare di Lorenzin, la quale Beatrice furbastra, ministro incaricato della distruzione della Sanità pubblica, dopo Forca Italia, il PdL (Pirla delle Libertà), NCD di Alfano e AP sempre di Alfano, getta la maschera e si arruola come ascara di Renzusconi per dargli i voti, tanto lei uno straccio di seggio l’avrà di sicuro, essendo candidata in Lombardia, Palermo, Napoli, Torino, Trieste … Consigliata ai pollastri cagionevoli di salute, che hanno bisogno della sanità pubblica, ma anche ai nostalgici alfaniani, se non trovano niente di meglio.

Forca Italia. Berlusconi sempreverde torna in auge, compiace la troika, la Ue, la Merkel e riunisce il vecchio centro-destra, in salsa dopobomba, per raggranellare seggi e poi fare il governo con Piddì e soci. Salvini e Meloni sono neutralizzati, nella trappola della coalizione, e dopo il voto saranno abbandonati sulla strada per Palazzo Chigi. Questo è il piano elitista al quale si è prestato il Cav, che passerà dai Grossi Pezzi di Figa dei bei tempi alla Große Koalition con Renzi, da cui l’atteso Frankenstein Renzusconi. Le grandi banche d’affari brinderanno, per le nuove privatizzazioni promesse da Silvio, e gli italiani tireranno sempre di più la cinghia, fino all’ultimo buco. Votate, votate partite Iva alla canna del gas, pensionati che sperano nei mille euro al mese (Cipperimerli!), disoccupati speranzosi nel miracolo della ripresa, senza alcuna voglia di emigrare, e tanti altri colpiti, assieme all’influenza stagionale, dal berlusconismo “di ritorno”.

Sega non più nord, ma di Salvini. Non vorrei sembrare volgare e troppo allusivo, ma al Matteo lombardo e ai suoi “credenti”, dopo le elezioni non resterà che farsi … Se non è d’accordo su niente con il Cav, avrebbe dovuto mostrare il coraggio di andare all’appuntamento elettorale da solo, o al più con Meloni. Cazzi sua., dirà qualcuno, ma il fatto è che farà vincere Berlusconi, con buone probabilità che il Cav realizzi il piano che piace tanto alla troika, cioè l’inciucio con Renzi. Ed anche se così non fosse, vi becchereste dritta nelle chiappe la Flat Tax, che pagherete interamente voi, in termini di coperture. Votate, votate nostalgici padani, piccoli imprenditori in ambasce “che lavoriamo solo noi”, meridionali neoleghisti (o neoseghisti) “noi con Salvini”, eccetera, eccetera.

Fardelli d’Italia con Meloni. Giorgia come Salvini, raggirata da Berlusconi per raggranellare seggi in vista della Große Koalition all’italiana, che sarà peggio dell’originale crucco. Non sarebbero stati troppo male, i Fardelli (a parte il diavoletto La Russa), se avessero avuto più coraggio, ma ormai è tardi. A cosa servirà il 18 febbraio a Roma fare la manifestazione anti-inciucio? Berlusconi non la vuole, perché a confondere gli elettori ci pensa lui … Votate, votate patrioti dell’urna elettorale, rispettosi della democrazia elitista, votate compatti tricolori sbiaditi e sovranisti all’acqua di rose.

La terza gamba del centro-destra, di Fitto, Tosi e Cesa, ossia “Noi per l’Italia”. Si è sempre parlato di quarta gamba, perché allora terza? La spiegazione razionale sarebbe che da una parte c’è Berlusconi e dall’altra Salvini + Meloni, quindi loro sono terzi, ma se non avete capito la battuta – non è difficile! Terza gamba … il pendolone – non farò la figura di quello che si mette a spiegare le barzellette … Salvini voleva dargli solo tredici seggi, ma loro ne vogliono venti, perché hanno molti burocrati di lungo corso (e grande danno) da piazzare. Berlusconi se li porterà con sé nella Große Koalition e Salvini dirà: “m’hanno rimasto solo, sti quattro cornuti!”. Votateli, soprattutto se siete morchia dell’ormai ex Udc o conservatori-riformisti, tutto e il contrario di tutto, come Raffaele Fitto.

Cinque Stalle, con Di Maio e senza Grillo? Difficile dirlo. Morto Casaleggio Senior, vicino alla pensione il garante Grillo e questi parlamentari riproposti per le politiche del 4 marzo che imboscano le diarie e i pingui cachet, invece di darli caritatevolmente al fantomatico microcredito, che dovrebbe finanziare altrettanto fantomatiche piccole e piccolissime imprese … A livello macroeconomico son quattro soldi, pura propaganda, ma vuoi mettere nelle tasche di un pinco pallo qualunque? Va bene l’Onestà, va benissimo la trasparenza(?), ma i soldi sono miei e me li pappo io, sembrano dire i parlamentari del Cinque Stalle beccati sul fatto. Finché si tratta di campagna elettorale e di slogan, va bene, ma quando tocca restituire il maltolto, allora è tutta un’altra musica. Sia il microcredito che il reddito di cittadinanza – mai realizzato – sono misure perfettamente compatibili con le logiche neocapitaliste e finanziarie, e allora tanto vale dire di sì all’euro e all’Unione europide come ha fatto il furbo Di Maio, di casa nella City londinese, tenendosi anche la pericolosissima alleanza nordatlantica. Votate in massa, grilloidi dalla testolina fine, onesti imbecilli senza coraggio e immaginazione, giovani ingrigiti da una vita inutile, elettori che votano purchessia per fare un dispetto al “sistema dei partiti” …

Liberti e Ungulati della nullità istituzionale Grasso. Le sole cose che vogliono, senza avere il coraggio di dirle, è raggranellare qualche seggio e qualche presidenza di commissione parlamentare, ma soprattutto far fuori Matteo Renzi, per rientrare in massa in quel Piddì che per molti fu la gallina dalle uova d’oro. Temporaneamente in libera uscita elettorale, i Liberti e Ungulati sono una montagna (meglio montagnola … di cosa non dico) che partorisce il topolino dell’abolizione delle tasse universitarie, a uso e consumo dei decerebrati “de sinistra”. I nomi fanno persino rabbia: D’Alema, Boldrini, Bersani … Talora parlano dei lavoratori, di cui hanno contribuito a fare carne di porco, ma non hanno mai lavorato una sola ora. Votateli pure, sinistroidi postmarxisti venduti allo ius soli, identitari patologici di una sinistra che non è più in vita, come il vostro bisnonno. Tanto il Sol dell’Avvenir è e resterà dei Soros, degli Zuckerberg che dominano i social, di Amazon che mette il collare e degli stregoni non della Fantasy, ma della Sharing economy.

Non vi tedierò oltre, cari (e)lettori, con Potere al Porcolo, Casa Sound, la Svista del Popolo, di Ingroia e, purtroppo, con un po’ di rammarico, di Giulietto Chiesa.

Mi sembra inutile continuare, perché nessuna di queste facezie, approvate dal sistema democratico-elitista, rappresenta minimamente i vostri interessi. Costoro sono distanti dal mondo reale quanto la Costellazione del Cigno dalla Terra … Alcuni per malafede e servilismo, altri per stanchezza e mancanza di coraggio. Sono i mediocri attori di una rappresentazione scenica che si ripete a vostro danno, per ingabbiarvi nelle regole democratiche e far avanzare l’assolutismo del mercato. Comunque, votate pure per queste mascherine, perché se il popolo è bue, deve esserlo fino in fondo.

Alle urne, disgraziati!

Eugenio Orso Fonte: www.comedonchisciotte.org 16.02.2018



Commenti (106)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 48 caricati
    1. GioCo 27 maggio 2018

      Il problema maggiore secondo me è quello che scorre sotto il testo di Eugenio e penso sia lo stesso motivo per cui andare a votare diventa un rituale inutile. In effetti se non votasse nessuno in Italia, il segnale politico per chi govena oggi sarebbe estremamente drammatico, cioè di esautorazione totale del consesso delegato, qualsivoglia sia. Questo costringerebbe ad azioni di forza che scatenerebbero ovviamente reazioni di forza che paradossalmente a tutti convengono ma nessuno vuole. Quindi sono d'accordo che continuare a ciarlare di "allora non andiamo a votare così l'avranno vinta questi o quelli" è una retorica che andava bene nel '50, non nel 2018, non dopo la distruzione totale della idea stessa di "bene pubblico" nella testa delle persone, non dopo esempi solari di democrazia alla Greca "moderna", luogo simbolo e culla storica della politica, oggi usata per rifondare una nuova forma di plutocrazia "esterofila", dove i confini nazionali diventano recinti zootecnici per tenere dentro le bestie umane da allevamento.
      Eugenio credo voglia sottolineare che non ci sono più gli strumenti per operare dall'interno, perché il livello tossico che ha infettato il corpo sociale è a un punto che rende ormai intule ogni azione che non sia dargli pace e se non si dovesse operare così, avremo a che fare con il mostro che nascerà da quelle spoglie.
      Per ciò dovremmo combattere si e comunque, ma una altra battaglia, non quella per la difesa minima dei pochi brandelli di democrazia rimasta, ma quella per la sopravvivenza.

      Una sola correzione a questa prospettiva mi sento di fare. Riguarda la Lista del Popolo e più in generale la visione pessimista che fa dell'Italia un paese abitato solo da cretini ecetto La Grassa. Non c'è dubbio che la coppia Ingroia e Giulietto siano abbastanza ridicoli nelle vesti di politicanti e ancora di più nelle pubblicità che non sono gestite da spin-doctor, come quelle lautamente pagate in altre sedi. Non sanno gestire la loro immagine e questo avrà un prezzo che verrà pagato in un mondo dove praticamente conta solo l'immagine. Il vecchio detto "il vesito non fa il monaco" può essere infatti oggi ribaltato in "qualsiasi cretino può vestirsi da monaco". Ingroia e Giulietto non sanno vestire da monaci e quindi non faranno tanti proseliti, ma il problema per il resto dei candidati è che non sono cretini. A differenza per esempio di Salvini che ha caricato sul carroccio Bagnai che ha una visione nazionalista della economia, loro ne hanno una globale, cioè replicabile in tutte le nazioni europee e questo fa molta più paura perchè disgrugge alla base il sistema finanziario attuale, quello che ci viene imposto con la forza. A differenza dei 5 stelle, loro non ritengono che basti essere onesti e devo dire che l'impostazione che hanno (programma) è per ora sulla carta la migliore.
      Infatti sono anche quelli che hanno ricevuto il boicottaggio sistematico più severo, in proporzione alla loro dimensione.

      A differenza della maggior parte della massa elettrice, il sistema non guarda in faccia nessuno, non giudica le persone, non gliene frega niente. Ieri combattevano i 5 stelle e oggi imbarcano Di Maio. Quello che gli importa è il progetto politico.

      Qui veniamo alla seconda critica che faccio a Eugenio. In Italia ci sono tante, tantissime menti di altissimo livello e una massa molto intelligente, ma siamo stati tutti abituati a concentrare l'attenzione sulle persone. La TV e la rete, ad esempio i social, non fanno che accentuare ogni volta la forzatura di concentrare le opinioni sulle persone o al massimo sulle cose, mai e poi mai sugli agiti, sul "fare". Questo porta le menti più eccelse verso gli errori più grandi. In altre parole: è inutile combattere contro il mago Silvan perchè non ti faccia sparire il portafoglio dalla tasca, se non sai come fa. Il portafogli sparirà uguale ... no?

    1. gian 17 febbraio 2018

      della serie .."come vedere la politica come il pallone" .. siamo nella media italiana

    1. gorwelll 17 febbraio 2018

      I Greci hanno votato Syriza, hanno avuto il referendum e dopo 12h. sono stati inchiappettati. I giochi sono chiari. Guardi come nn si riescono mai a mettere d accordo. Sarebbe facile. Ci sono 3 o 4 cose a cui nessuno si oppone se nn una ristretta minoranza. Su quei punti fare accordi andare uniti alle elezioni e realizzarle. Non vedete come questo semplice fatto non avviene mai? Non riuscite davvero a rendere conto come la cose vengono complicate apposta, i partiti si dividono apposta, nuovi partitini nascono per dividere ancora e che non esistono dunque 3 o 4 persone di buon senso che si accordano per fare qualcosa di buono? Ma davvero una cosa così macroscopica vi sfugge?

    1. Pyter 17 febbraio 2018

      Qualcuno segnali alla Boldrini l'utente Epifanio che da giorni incita all'odio contro asten e sionisti.

    1. disqus_iUEFcL1eJR 17 febbraio 2018

      Oggi, assieme a tanti altri, c'è un problema grande come una montagna: l'immigrazione che dilaga come un fiume in piena. Se non ci fosse questo problema, sicuramente continuerei come in passato a non votare (come suggerisce Orso) ma il problema esiste e purtroppo non credo che "non votando" ci sia la benché minima possibilità non dico di risolverlo ma nemmeno di iniziare ad affrontarlo.
      Su questo fronte, i "non votanti" sarebbero di fatto schierati sullo stesso fronte dei sinistrati che hanno stuprato l'italia intera in combutta con mafie nigeriane e somale, con le fiancheggiatrici Ong e organizzazioni dell'accoglienza, con preti agganciati a doppio filo con le varie mafie e complici di organismi, con etichette Onu o Ue, totalmente prostituiti a programmi devastanti per le masse popolari (compresi i ceti medi) sia per loro diretto interesse che per interessi di quelli che ne manovrano le fila.
      Forse solo votando contro tutti questi stupratori in giacca e cravatta o in vesti porporate si potrà creare qualche condizione politica migliore affinché si metta fine allo scempio...mentre astenersi purtroppo significherà solo mettergli un altro coltello in mano.

      p.s. trovo abbastanza strano e forse anche un po' vigliacco che partiti dichiaratamente anti immigrazione (tipo lega e Fd'I) perdano tempo a fare manifestazioni anti-inciuci piuttosto che chiamare la gente a manifestare contro tutto il marciume sopra descritto...speriamo che eventuali significativi consensi verso i loro partiti, li porteranno a migliori valutazioni e comportamenti su quello che oramai è forse il problema centrale di questa fase.

    1. massimo 16 febbraio 2018

      «In Italia, annunziano i giornali, ci sono l’elezioni. Dicono: Come mai voialtri giovani ďingegno, di coraggio ecc. ecc. non vi occupate di politica? Ce n’è stato uno che ha proposto perfino di “portarmi” candidato (Fra parentesi: io non mi farei “portare” da nessuno. Tutt’al più vorrei portare gli altri dove m’intendo io). No. Noi non ci occupiamo di politica. E l’elezioni ci fanno schifo. Premessa irrovesciabile: Oggi, 1913, un uomo intelligente non può appartenere a nessun partito. Neppure se ha la faccia di legno e lo stomaco ďacciaio. A meno che non finga di appartenere a un partito qualunque per fini suoi privati particolari e personali. Se ci sta e non ha questi fini e non è proprio un nulla pensante vuol dire che qualcosa gli manca. Può essere una cima in matematica o in chirurgia e sotto al livello del mare in politica. Un uomo d’ingegno non può in Italia e fuori, ora e mai, star pigiato in un gruppo di gente che vale meno di lui e dove trionfano, per ragioni troppo sapute, le idee e le persone medie. Non può lui che sa vedere tutte le cose e tutte le facce di tutte le cose, accertare la necessaria unilateralità e ingiustizia di ogni partito. L’analisi gli fa vedere in tutti brevi raggi di ragione accanto all’ombre degli interessi parziali, delle superstizioni castigiane e delle bestialità consortesche. Ma in Italia, in questi tempi, ci sono più repugnanze ancora. Non c’è un partito vivo, in crescenza, in efficienza, in istato di grazia, temerario e compatto fino alla morte. Cosicché tutta la vita politica diventa una specie di complicata fiera tra pubblica e privata che finisce col danneggiare soprattutto quelli che non vogliono entrarci dentro. Il deputato compra i voti dei suoi elettori o a contanti o con piccoli favori personali o con grossi favori locali a paesi, a società, a classi; il ministro compra i voti dei deputati concedendo a questi i mezzi necessari per comprare gli elettori (croci, impieghi, lavori pubblici, ecc. ecc.) o con favori diretti; gli affaristi comprano i voti dei deputati cointeressandoli nei loro affari o dando loro qualche canonicato segreto; comprano i pareri dei ministri minacciandoli di rappresaglie o promettendo benefizi; comprano i cervelli della gente minuta dando loro per un soldo otto pagine di politica, di telegrammi, di opinioni, di letteratura, d’incisioni e di varietà. Gli altri poteri già nominati (e che spesso stringono accordi col potere massimo di cui tutti hanno bisogno) si servono degli stessi mezzi cosicché la famosa democrazia si riduce unicamente ai discorsi che si fanno nei comizi, nei consigli comunali, nei giornali, a Montecitorio i quali cambiano ben poco la reale essenza delle cose cioè il fatto di una nazione di lavoratori e di consumatori spadroneggiata da poche centinaia di ricchi astuti e attivi e da qualche migliaio di chiacchieroni loro dipendenti. In questa condizione di cose chiunque voglia far la politica concreta bisogna che si mescoli in una delle organizzazioni che contano qualcosa e che possono effettivamente fare qualcosa. Ma ci vuole lo stomaco forte e chi non ha interessi propri non può starci – a meno che non si faccia stipendiare per difendere gli interessi altrui. E non basta mescolarsi: occorre farsi avanti, urlare più forte degli altri, destreggiarsi più astutamente degli altri, aver meno scrupoli degli altri. Si arriva allora, dopo qualche anno di ripugnante noviziato, a valere realmente qualcosa, cioè a disporre di una particola più o meno grossa dell’effettivo potere. E il più delle volte non è necessario, per questo, esser deputati o senatori».
      G.Papini - 1913

    1. Tipheus 16 febbraio 2018

      Io ho trovato l'articolo divertente, anche se molto amaro. Ma non si può piangere ogni giorno. Per questo giro le elezioni sono una cosa persa. La resistenza va preparata per la prossima legislatura. Che potrebbe anche arrivare prima della scadenza naturale.

    1. TdP 16 febbraio 2018

      Bè..il voto è utile per scegliere il verme più gradevole..che non tutti i vermi sono uguali come ci insegna la biologia..
      C'è una bella differenza di antipatia tra i partecipanti alla competizione e mi sembra doveroso scegliere quale personaggio preferiamo mettere in copertina..
      E ditemi se ciò sembra poco....

    1. Annibale Mantovan 16 febbraio 2018

      Secondo me bisogna votare un partito NO EURO senza se e senza ma. L' Italia può ancora farcela se esce dall' Euro.

    1. Matty Ninty 16 febbraio 2018

      I catalani hanno votato in massa. Quindi?

    1. CitizenFour 16 febbraio 2018

      Bellissimo articolo.
      Vorrei ricordare ai votanti illusi/collusi [non vedo altra spiegazione per chi ancora si reca alle urne], che NESSUN governo, di NESSUN colore (anche ipoteticamente 100% 5stalle), potrebbe minimamente cambiare lo stato delle cose.
      Esiste un SOLO governo per l'€uropa e risiede a Bruxelles, dal nome Commissione Europea {non votata da nessuno}, come è scritto nero su bianco sul Trattato di Lisbona, che è il documento di costituzione a cui si riferiscono tutte le politiche, ch€mio€conomia in primis, del del succitato governo.
      I tempi in cui si potevano "cambiare le cose" con le X sulle schede son finiti.

    1. Camillo 16 febbraio 2018

      Vedo, dai commenti, che la discussione si é spostata su un'altra scelta: voto/non voto.
      Vorrei indicare, sempre a mio parere, quali sono i risultati delle due decisioni.
      VOTO: esiste la possibilitá, seppure remota, di influenzare la politica nazionale verso posizioni simili alle proprie. Eventualmente contrarie al potere dominante.
      NON VOTO: risultato nullo; con questa legge elettorale e tutte le precedenti, anche se votasse il 30% della popolazione, il potere troverebbe valide (?) spiegazioni al fatto e continuerebbe con i suoi progetti.
      Esistono alternative? attualmente no; ma ne posso elaborare due.
      La prima: che la legge elettorale stabilisca un "quorum" minimo; diciamo 51%. Al disotto di quel livello, effettuare nuove elezioni con differenti candidati.
      In questo caso il non voto passerebbe da avere valenza nulla, come accade oggi, ad avere valenza di "negazione totale", come vorrebbero i sostenitori del non voto.
      La seconda: una rivoluzione. Sfortunatamente le rivoluzioni le hanno sempre fatte le elite mandando al macello il popolo. Le rivoluzioni sono sanguinose e dolorose. Il popolo si lascia mandare al macello quando non ha decisamente altra alternativa. E, per finire, storicamente la rivoluzione ha sempre sostituito una elite con un'altra; alla faccia del popolo.

    2. Truman 16 febbraio 2018

      Personalmente credo che le cose possano essere più complesse, considerando anche un valore intermediao tra il vot e il non-voto, del tipo "mi sembra di vedere uno spiraglio e oggi voto, la prossima volta ri- valuterò se votare, anche in base ai risultati" o anche "l'ultima volta non ho votato, addesso guardo se è il caso di votare". Insomma tra il bianco e il nero potrebbe esserci qualche posizione intermedia.
      Ciò nell'idea che il voto ha un potere spesso esagerato dai media, ma qualche utilità può averla, può come minimo infastidire il sistema di potere. Evidentemente votare senza fare altro per portare avanti le proprie idee ha poco senso.

    3. Annibale Mantovan 17 febbraio 2018

      Secondo me è una discussione sterile. Per prima cosa non ci saranno grandi astensioni perchè al di là di tutto c' è voglia di partecipazione. Per seconda cosa hanno ragione i non votanti a indignarsi perchè la democrazia non c' è e per un sacco di altri motivi ma quando hai a che fare con un branco di lupi non ti conviene indignarti...devi reagire!

    4. Epiphanius 17 febbraio 2018

      Finalmente qualche ragionamento coerente e sensato. Grazie

    5. Epiphanius 17 febbraio 2018

      Basterebbe spiegare alle persone questo: prendete un qualsiasi editoriale di Giavazzi, Panebianco, Calabresi, o altri soloni di Repubblica, Corriere, La Stampa, Messaggero, eccetera. Leggetelo con attenzione, comprendetelo a fondo.Che parli di esteri, cultura o economia (in genere tema prevalente insiema alla politica, esercitatevi a capirne lo scopo nascosto e la tendenza effettiva dei loro giri di parole, a volte più complicati, a volte meno. A quel punto scegliete ciò che va in senso diametralmente opposto. Allora sarete vicini alla soluzione dei "nostri" problemi, perchè, raccomandati e privilegiati a parte, noialtri siamo tutti sulla stessa scialuppa di salvataggio che sta imbarcando acqua da decenni.

    6. Karlett 17 febbraio 2018

      Se hai a che fare con un branco di lupi e pensi di poterli affrontare facendo crocette su un foglio di carta, è ora di farti visitare il cervello.

    7. gix 17 febbraio 2018

      Anche se non siamo d'accordo sul M5S, appoggio totalmente quanto dici sull'astensionismo. E sono anche d'accordo con chi sostiene che si tratta di una discussione sterile, poiché probabilmente avremo un consistente astensionismo, ma non certo tale da avere una qualche conseguenza concreta su questa Repubblica. Il discorso quindi si limita ad un batti e ribatti inconcludente e che non vale la pena di sostenere, all'interno di commenti e pareri vari. Ma quello che irrita molto, è la supponenza di alcuni che sono convinti di conoscere il segreto dell'astensionismo, ovvero di trovare chissà quali certezze o convenienze nel non partecipare alla politica. Chi vota da una vita, almeno non ha questa supponenza pseudocomplottista e, nonostante tutto, mantiene un atteggiamento anche pronto a cambiare idea, se ci sono le condizioni

    1. Nightwhisper 16 febbraio 2018

      La generazione dell'autore appartiene senz'altro a quella, cui peraltro ho contribuito a forgiare con le mie pochezze, di giovani cresciuti a barrette al cioccolato e sorpresine Kinder. L'assenza totale del senso dell'onore e del dovere.
      Mea Culpa.

    2. Epiphanius 17 febbraio 2018

      INfatti è un articolo che è servente allo status quo e vedo che gli astensionisti spuntano come funghi. Mi deprimo e mi interrogo sulle qualità culturali ed intellettive dei miei connazionali.

    1. Giovanni Martino Gessaga 16 febbraio 2018

      Ah, che bell'articolo da professionista serio...ricco di spunti di riflessione, di soluzioni ad i problemi che elenca per non parlare dell'elevata poetica utilizzata per storpiare i nomi dei partiti e dei politici, sicuramente in quinta elementare potrebbero prendere spunto, bravo!
      Il senso di quanto scritto? Un invito a non votare (notiamo che lo scrivente parla come se la cosa non lo riguardasse, lui che scrive l'articolo può offendere tutto e tutti, politici e lettori, lui ha la soluzione a tutti i problemi che elenca, ma si vede bene di enunciarla)? Un'offesa gratuita a tutti?
      Per carità, il senso può anche essere condivisibile, ci mancherebbe, ma un articolo scritto così sembra la ricostruzione della discussione politica di un ubriaco al cabaret...

    2. Epiphanius 27 maggio 2018

      Il meglio che purtroppo possono partorire alcuni articoli di una sinistra smarrita in questi anni...Questi sono tutti ex sessantottini, pasionarie ed altri residuati delle mille mutazioni "sinistre", delusi e privi di orientamento. Ne conosco tanti tanti, che hanno dubbi su chi votare, che oscillano tra Grasso e Boldrini in pieno smarrimento.. Li detesto, perchè i dubbi le persone intelligenti (alcune lo sono molto tra amici e conoscenti) dovrebbero saperli sciogliere e sanare una volta per tutte. A questo si deve, dunque, sia la creazione M5S, che confonde molto bene le acque del dissenso e della delusione come un pifferaio magico, nonchè la creazione, fin dall'estate scorsa del "Pericolo fascista", iniziato con il clamore repubblichino (quello della testata appartenente all'ingegnere tessera n.1 del PD) sul gestore del "bagno fascista" di Chioggia (Punta Cana) sbattuto in prima pagina come mostro per 4 battute e 2 cartelli mentre nella metà dei parchi pubblici d'Italia c'è gente straniera che spaccia, orina, defeca, vomita e bivacca liberamente, molestando i cittadini e insozzando le città. Ma il problema era il gestore del "bagno fascista", poi denunciato e la cui ipotesi di reato è stata successivamente archiviata, senza alcun clamore di Repubblica ma con qualche disappunto del signor Ministro della Giustizia (inaudito a mio avviso da un punto di vista politico-costituzionale, l'avessero fatto altri politici, di ingerirsi così in una decisione della sacra magistratura, sarebbe scattato il clamore e l'indignazione ad ogni livello, magari seguito da proteste, da qualche girotondo, o da petizioni e fiaccolate).
      E questo clamore "repubblichino" è proseguito con il travisamento delle elezioni di Ostia (dove comandava il PD e il municipio fu commissariato per illeciti), ed il forzato collegamento più o meno posticcio tra Casapound e alcuni soggetti della criminalità locale, ecc. con vignette ("ti rompo il naso" su Il Manifesto) e trafiletti o titoloni che fossero, sempre ad accomunare idealmente i "neofascisti" ai criminali. Poi sono venute le bottiglie con le etichette del Ventennio, i post di qualche politico di secondo piano con qualche frase scomposta o fascio/razzista, ecc. Su tutto ovviamente migrazionismo a 360 in nome della tolleranza, accoglienza, ecc. nel miglior solco del poverello d'Assisi pur essendo eredi del baffone georgiano Stalin. Curiosa sintesi italiota e della Gauche europoide.
      Tutto questo per tenere vivo un cuore che non batte più..a sinistra. La quale speriamo presto prenda coscienza che è il caso di smettere di battere, in quanto gli ultimi 25-30 anni almeno sono stati al soldo del neoliberismo tatcheriano mascherato sotto la veste "riformista" dei Clinton Blair, ecc. e del banchiere Prodi... Ma questa gente manca delle chiavi di lettura per capire di essere un pupazzo manovrato da pupari mondialisti.

    1. Pimander 16 febbraio 2018

      2090 letture, questo e' la natura della bestia.
      Quelli del PUDE arrivano agli altri 47 milioncini.

    1. alessandroparenti 16 febbraio 2018

      Scusi Signor Orso, mi saprebbe dire come mai parla di "fantomatico" microcredito,oltre che di fantomatiche piccole e medie imprese) visto che si discute se i parlamentari 5stelle abbiano DONATO(ricordiamoci anche il proverbio della bocca del cavallo) 23 milioni invece di 24? Ha delle informazioni privilegiate? Sa dove sono invece andati a finire questi soldi? Le rammento che una dritta del genere,venduta a Repubblica, alla Stampa o agli stessi Renzi e Berlusconi, le verrebbe sicuramente remunerata così bene da permetterle di vivere una vita agiata e poter continuare a scrivere quello che le salta in mente fino alla fine dei suoi giorni. Non butti l'occasione. Non tenga solo per noi le sue scoperte!

    1. ton1957 16 febbraio 2018

      Eugenio Orso, un nome una garanzia...........esso, orso solitario, invita al letargo me che sono nato sotto il segno zodiacale della marmotta( era segno dei pesci ma la Boldrini l'ha cambiato in marmotta che è al femminile....il marmotto non esiste)......... io in letargo ci vado totale, non parziale come lui, in comune con l'orso ho che dalla primavera in poi restiamo svegli ed attivi, mentre gli italiani, invece, passano dal letargo invernale alla pennichella estiva passando per il giusto sonno notturno.
      Si sveglieranno mai ? io credo di no e torno in letargo.....ci risentiamo in primavera che quest'anno inizia il 4 Marzo, sotto il segno dei pesci/marmotte (bella prospettiva)

    1. Matty Ninty 16 febbraio 2018

      Sia che si voti in massa o che ci sia una astensione elevata, i poteri forti non temono nulla.
      Se anche solo paventassero minimamente una microscopica possibilità di cambiamento, avremmo già il Mibtel a temperature siberiane.
      Vuoi con lo spauracchio del fascismo di ritorno, vuoi con i movimenti di gatekeeping, vuoi con il rincitrullimento generale creato dalle ansietà della vita e dall' entertainment più idiota della Via Lattea e forse dell' intero universo....i poteri che manovrano le economie sanno che il loro spauracchio più grande (mettere in dubbio l' euro e la Nato ) è stato sventato.Punto.
      Il secondo referendum sulla Brexit (e si farà...si farà...già hanno cominciato ad abbattere le sempre più deboli difese mentali) sancirà la loro vittoria definitiva e poi giù....in discesa a suon di "gran coalizioni" fino alla proclamazione degli Use (a guida Franco-Tedesca of course)
      Poi, per carità...un goal da centrocampo al 95' può esistere...ma quanto è remota questa possibilità?

    2. Pandroid 16 febbraio 2018

      Certo, questo è vero. Però in un'eventuale ottica utopistica di astensione a livelli mai visti questo produrrebbe, forse, almeno un risultato: milioni di cittadini improvvisamente si renderebbero conto che il vero nemico è sopra di loro, e non sotto, e forse si sentirebbero meno soli.
      Questa presa di coscienza potrebbe altrimenti venire, sempre se mai verrà, soltanto con il crollo del sistema.
      Siamo in gabbia, a tutti gli effetti, questo è vero: non c'è altra via che quella radicale, e l'astensione come arma di boitcottaggio politico è una di queste.

    3. Matty Ninty 16 febbraio 2018

      Si. Questo sarebbe un bel goal al 95' che manderebbe la partita (truccata)ai supllementari. A qul punto si giocherebbe veramente duro e il tutto si farebbe estremamente interessante.

    4. Epiphanius 17 febbraio 2018

      Veramente FTSI MIB, a testimoniare la mano anglo sulla nostra Borsa, qualora fosse sfuggito....

    5. Pandroid 17 febbraio 2018

      Ho rigirato la questione in tutte le forme possibili, e se c'è una via alternativa concreta al crollo del sistema come base di partenza, io non la vedo. Ovviamente esiste tutta un'opera di "lavoro sociale", quindi informazione, sensibilizzazione etc etc che è prerequisito essenziale per ripartire nel giusto modo (se sarà possibile ripartire ovvio) quando avverrà il crollo. Altrimenti "lo stare peggio per poi stare meglio" diventerebbe "lo stare peggio per poi stare ancora peggio". Non reggerei psicologicamente un crollo del sistema occidentale e una sua rinascita sotto forme simili :-)
      Alla fine si riduce tutto a come il singolo individuo vede il mondo in cui vive, se lo vede male non può far altro che distaccarsene progressivamente e continuamente. L'astensione per me è proprio una questione ideologica, così come il boicottaggio in generale.

    6. Annibale Mantovan 17 febbraio 2018

      Il sistema lo fai crollare lo stesso e anche prima se voti un partito NO EURO, NO EU.

    1. Ronte 16 febbraio 2018

      Se il non voto racchiudesse in sè il proposito comune di ribaltare un Sistema palesemente distruttivo, sarebbe comprensibile. Invece non è così...E allora meglio andare alle urne essendo però consapevoli del 'cosa si vota' e non del 'chi si vota'.
      Ciò che scrive l'articolista riguardo ai concorrenti elettorali è condivisibile e riscontrabile nei fatti, però voglio far presente che nella mischia esiste anche un minuscolo Partito che propone qualcosa di veramente diverso e in contrapposizione al tradizionale imbroglio...
      Non dico quale perchè è giusto leggere i programmi di ciascuna formazione...

    2. Hamelin 16 febbraio 2018

      Mi dispiace deluderla ma per chiunque lei voti voterà per il PUDE ( Partito Unico Dell'Euro ) . Le grandi coalizioni sono tutte Pro-Europa , i piccoli partiti contro l'Euro sono solo Casapound e Forza Nuova . Ma con la legge elettorale che hanno fatto il voto per i piccoli partiti che stanno in media sotto il 10% avvantaggerà le grandi coalizioni . Quindi anche votando per Casapound e Forza Nuova il voto viene disperso e va a finire a vantaggio di una delle coalizioni del PUDE .
      Chi governa è di gran lunga piu' intelligente dei governati ...

    3. Pandroid 16 febbraio 2018

      Tutto vero, ma anche i partitini di estrema sinistra contro UE, Euro, Nato.
      Per il resto sono d'accordo con lei

    4. Cruciverba 16 febbraio 2018

      Mi scusi ha ragione mi sono dimenticato di citare quelli di estrema sinistra .

    5. Ronte 17 febbraio 2018

      Detto che Casapound e Forza Nuova sono in antitesi con le mie convinzioni politiche, lei continua a ragionare(?) in modo funzionale al Sistema Capitalistico Criminale, ed è così che LORO, i farabutti, se la spassano dominando e distruggendo in lungo e in largo....Si svegli!

    6. Ronte 17 febbraio 2018

      L'ingenuità(o l'ignoranza) della massa rappresenta la forza di chi domina. Il problema non risiede nello scegliere tra 'Europa sì, Europa no', ma quale Europa. E finchè l'unione dei Paesi europei rappresenta l'insieme degli Stati capitalisti e imperialisti, il massacro sociale è garantito....Si svegli anche Lei!

    7. Annibale Mantovan 17 febbraio 2018

      Ho capito, tu sei di sx ma contro l' Euro e per l' Europa...perfetto.

    8. Pandroid 17 febbraio 2018

      Non ho capito però in che senso mi dovrei svegliare anche io. Cioè, quale sarebbe la sua posizione? Cosa dovrei fare per svegliarmi?

    9. Annibale Mantovan 17 febbraio 2018

      Non ho capito, sapevo che la soglia era del 3% adesso tu mi parli del 10...cosa vuol dire?

    10. Annibale Mantovan 17 febbraio 2018

      ***

    11. Epiphanius 17 febbraio 2018

      Posizione incoerente. Cmq sinistra da sempre il miglior alleato del capitale mondialista e neoliberista. Se per caso uscisse dalle urna un governo forte Lega-FDI con qualcun altro (Casapound?) vedremmo in piazza e per le strade la solita scena che vediamo per i migranti: attori impegnati, Bonine, Boldrine, Renzi, Grassi, papisti, terzomondisti, ARCI-ANPI-LIBERA-CARITAS-EMERGENCY e via dicendo. Immaginatevi che cosa succederebbe tagliando i fondi alle Coop dell'ACCOGLIENZA S.p.A., respingendo barconi nel Mediterraneo, iniziando a pretendere che gli stranieri irregolari abbiano un documento al seguito e un titolo per stare qua e rimpatriando, se e dove possibile, le torme di subsahariani che ci troviamo nelle stazioni e nei centri storici...
      CI sarebbe una sollevazione clamorosa a reti unificate, con dosi endovena di FUOCOAMMARE, BERGOGLIO e FAVINO.
      Questa è la dimostrazione che questo paese non si salverà, per citare sempre Aldo Moro, lui sì filoarabo e terzomondista e cerchiobottista, ma sempre con intelligenza, con misura, nell'interesse della propria Nazione. Come altri prima di lui.

    12. Annibale Mantovan 17 febbraio 2018

      Nel caso di un incremento di forze genuinamente di dx anti euro anti EU sicuramente vi saranno sollevazioni popolari, manifestazioni anche violente scioperi e via discorrendo. Per prima cosa si dovrà chiedere agli scioperanti e manifestanti se vorranno DIVIDERE le loro paghe con gli immigrati...poi si vedrà.

    13. jeanlucg 20 febbraio 2018

      Si presenta solo o in compagnia?

    1. bysantium 16 febbraio 2018

      Patetico il fatto che ad ogni elezione si faccia appello al voto perché "questa volta" sarebbe decisivo, un vero e proprio penultimatun (sic)!
      E ovviamente ogni volta nulla cambia.
      Invece si dovrebbe diffondere il concetto che non con le elezioni si possa cambiare, anzi l'illusione del "potere del voto" determina l'esclusione di ogni altra via.

    2. Mark 16 febbraio 2018

      Concordo con te Bysantium. Se Twain non avesse avuto ragione sul teatrino della politica allora la storia ci avrebbe insegnato che votare serve invece ci insegna ben altro. La storia è sempre stata decisa dietro le fila, non alla luce del sole, da illuminati che cercano solo il loro bene. I partiti e i loro programmi lo dimostrano. Infatti non credo che nessuno di chi abbia mai votato ha voluto guerre, sanzioni, svendita della sovranità monetaria ecc... Visto che lo hanno fatto senza consultarci.
      Orso purtroppo è lucido, chi vuole continuare ad illudersi lo faccia.
      Il popolo non è sovrano in nulla ormai quindi non vedo perché dovrebbe esserlo nel voto.

    3. gorwelll 16 febbraio 2018

      Ho iniziato a interessarmi di politica al mio primo voto a 18 anni. Sono cresciuto e mi sono sempre interessato. Crescendo e informandomi e imparando ho capito che certamente con il voto non si cambia il "nodo del sistema" che è al riparo dalle influenze dei popoli proprio grazie al voto democratico.
      Adesso non voto fermamente convinto.

      Però c'è sempre chi è ancora nella strada della comprensione di certe cose.
      Sento e leggo le opinioni di chi ritiene che il voto sia un dovere, un diritto, una maniera di cambiare, una opportunità etc etc.
      Tutte cose che credevo anche io.

      Per cui mentre alcuni maturano altri ancora devono farlo.
      C'è sempre carne fresca pronta a immolarsi e a partecipare al gioco che altri hanno gia fatto e scartato.

      Un po' come i sistemi ponzi. Ci caschi e non ci ricaschi piu. Ma altri "vergini" sono li pronti a sostituirti e fanno si che il gioco vada avanti.

    4. Bertozzi 17 febbraio 2018

      I migliori sono quelli che dicono che bisogna votare perché c'è gente che è morta per farci avere questo diritto.

Visualizzati 48 di 106 commenti approvati.