Prontuario per le politiche 2018

DI EUGENIO ORSO

comedonchisciotte.org

Riceviamo e volentieri pubblichamo

106 Comments
  1. Camillo says

    Molto bene, allora, non votate.
    Cosí quei pochi vi ciuleranno ancora meglio.
    Pezzo bruttino ed inconcludente; il non voto, la scheda bianca o nulla sono l’espressione della volontá di abdicare all’ultimo diritto che ci rimane; sono anche il mezzo migliore per aiutare i “potenti” a farsene in chiletto di quelli loro.
    Alla fine, che tu, lui, voi non votiate a LORO non puó fregare di meno.
    A mio parere, invece, il tema é un altro: volete l’euro e l’Europa? oppure non li volete?
    Ecco la vera scelta, quella che fa tremare i polsi ed anche il culetto al potere; quella scelta che spinge i pennivendoli del potere a scrivere articoli come questo.
    Nella speranza che la maggioranza silenziosa, ma incazzatissima, non voti; lasciando spazio ai seguaci dei “partiti principali” tutti, guarda caso, europeisti.
    Volete davvero fare un “grave danno” a questo sistema?
    E, allora votate: Italia agli Italiani, Casa Pound, Lega (forse), Potere al Popolo, Lista del Popolo per la Costituzione e Partito Comunista.
    Questi, da destra a sinistra, sono tutti anti-europeisti; sceglietene uno e votatelo; é questa paura, la folle paura di un simile voto, ripeto, che fa rodere il sederino dei potenti e spinge a scrivere pezzacci inutili come quello del Signor Orso.

    1. Tonguessy says

      Quindi Casa Pound “fa tremare i polsi ed anche il culetto al potere”? In che cartone animato l’hai vista questa scena?

      1. Camillo says

        Casa Pound e tutti gli altri elencati, se confermati i voti previsti, no.
        Se aumentassero i voti, visto il programma, comune a tutti gli elencati, di uscita dall’euro e, forse, Europa / NATO, sicuramente sí.
        Un tale progetto politico in Italia innescherebbe altri problemi in tutta Europa e occidente; questo é quanto i vari poteri internazionali piú temono.
        Almeno, a mio parere.
        Lei signor Tonguessy vorrebbe spiegarmi meglio la sua posizione?

        1. Hamelin says

          Il suo ragionamento è quello del classico Italiano Medio .
          Quello di Orso per quanto rude e colorito è logico e concreto .
          Se conosce la Legge Elettorale ( anticostiuzionale ) con cui si andrà al voto saprà che i voti ai piccoli partiti che prenderanno meno del 10% avvantaggieranno di fatto le grandi coalizioni ( Centro destra , PD , M5S ) .
          Ma a quanto dice credo che non conosca questo meccanismo .
          Quindi vada pure a votare con tutta tranquillità .
          Le vane speranze fatte di pura fantasia non costano nulla .
          I ragionamenti Concreti che prendono atto della realtà sbattendoci il muso contro invece costano sempre qualcosa .

          1. Camillo says

            Ho leggiucchiato qualcosa e sapevo della “possibilitá” che lei cita.
            Rimango, comunque, convinto del fatto che un voto “antagonista” (di qualunque colore) sia meglio del non voto in quanto i calcoli percentuali saranno basati sulle sole schede valide; fossero anche il 30% del totale.

          2. Epiphanius says

            Forse le sfugge che mentre tutti lavorano per la poltrona, farneticano dicoalizioni, collegi e percentuali, c’è qualcuno che ha a cuore anche le idee e la sostanza. Casapound è tra questi, probabilmente l’unica. Gli altri preparano inciuci, fanno dichiarazioni che domani si rimangeranno (grullini in testa) e nulla hanno da offrire rispetto a quanto già visto e già subito.
            Casapound, per quanto nei sondaggi sia minimizzato per “velina” dall’alto o ridotto ad “altri partiti” nell’ 1,4% generico, si sta muovendo molto bene e viene data al 3%. Se per qualche scherzo del destino un po’ di italiani la finissero di dar retta alle sirene antifasciste e pensassero a che cosa significano euro, mondialismo e globalizzazione, allora chissà che non giunga al 4% e mandi MORI e DI STEFANO in Parlamento.
            Depoliticizzare le masse invece, come sembra voler fare Orso, significa alimentare il concime dello status quo, i Macron e i Renzi.
            Questo chiaramente Orso lo sorvola, CDC finge di non vederlo, ecc. perchè ideologicamente sono ancora alla cortina di ferro, anche se l’unico socialismo da realizzare è quello del SOCING di Orwell, e i connotati ci sono tutti. ormai.

      2. Antonello S. says

        Però potrebbe essere in prospettiva un voto utile per il cdx di matrice non berlusconiana.

        1. Camillo says

          Dipende dal partitino antagonista scelto. Sicuramente se si accetta la attuale situazione euro /Europa, allora é meglio indirizzarsi sulla offerta politica di una coalizione.

    2. cipperimerlo says

      Conviene piuttosto votare tutti compatti per il più grosso di questi movimenti.

      1. Gianluca Freda says

        L’unica cosa positiva è che dopo le elezioni, quando avremo di nuovo lo stesso, identico governo che abbiamo adesso (che è poi lo stesso, identico che abbiamo da 25 anni), avrò un bel po’ di gente da prendere per il culo. Magra consolazione, comunque: li prendo per il culo da oltre un decennio, ma continuano imperterriti a votare, come un branco di pecoroni condannati al macello, che considerano la strada verso la mannaia l’unica percorribile. Scusate ma io vado in direzione opposta, neh. Ci sentiamo dopo il voto per le mie consuete quattro risate.

        1. Epiphanius says

          Se Forza Italia prendesse (come merita) il 9% e la Lega il 25% e la Meloni un 6-7% magari i rapporti cambierebbero. Ma non ho questa stima dei miei connazionali. Personalmente non voterò nessuno dei tre, ma se proprio dovessi scegliere tra i 3, so che non voterei mai Berlusca, sia per un discorso morale, sia per indebolirlo nella coalizione. Meriterebbe di sparire quel partito. Poi non si è neppure capito chi sia il candidato primo ministro.

        2. cipperimerlo says

          Quindi, cosa consigli? Di stare a guardare, perché tanto non si può fare nulla?

    3. Antonello S. says

      Sono molto d’accordo con te, salvo il punto in cui inviti a votare anche quei bosoni di partiti all’estrema sx.
      Il voto a loro confluirebbe dritto dritto nel gozzo del pellicano Renzi.

      1. Gianluca Freda says

        QUALUNQUE voto confluirà nel gozzo di Renzi (o di Forza Italia, che fa da supporto a Renzi, neanche tanto occultamente). Ma non lo vedete che tutto è perfettamente organizzato perché nulla possa cambiare? Non certo con il rituale stregonesco della crocetta, almeno…

      2. Camillo says

        Bé si potrebbe dire lo stesso per i voti a destra.
        Volevo solo enunciare un concetto logico di scelta binaria; euro/Europa – SI/No, destra/sinistra – SI/NO.
        Lasciando poi al lettore la possibilitá di dirigersi secondo le sue idee ed interessi.

    4. Gianluca Freda says

      Non so in che lingua spiegare che il voto non è affatto “l’ultimo diritto che ci rimane”, non lo è mai stato. E’ semplicemente lo strumento attraverso il quale la masnada di vermi che fanno da prestanome al governo vero (quello con sede oltreoceano) legittimano se stessi e tengono la massa nella più assoluta impotenza, lasciandola crogiolare nell’illusione puerile che mettendo una crocetta su una scheda si acquisisca magicamente il potere di modificare gli equilibri nazionali o internazionali. Una superstizione da stregoni dell’Africa Nera, che farebbe ridere a crepapelle, se non ci fossero così tanti fessacchiotti che ci credono davvero.

      1. Eru Ilúvatar says

        Mi associo a quanto scritto da Mark; stavo giusto pensando a come definire la credenza secondo cui la realtà materiale cambia disegnando crocette sopra fogli di carta, ma l’asilo infantile che stavo immaginando non era abbastanza… i bambini di 3 anni non se la bevono una cosa così.
        Invece quella degli stregoni africani calza a pennello =)

      2. Hamelin says

        Non si puo’ spiegare qualcosa a gente che non vuole capire .

      3. Camillo says

        Lei potrebbe, anche, essere nel certo. Rimane il fatto saliente che il non voto NON risolve.
        O, almeno, non risolve quanto un voto antagonista.
        Se, poi, vorrebbe proporre una “rivoluzione”, penso che sarebbe ancora piú improbabile del non voto o voto antagonista.

        1. pianista says

          Il non voto serve a sapere quanti elettori sono contro al sistema e quanti invece ancora ci cascano!
          Ma è tanto difficile da capire?

        2. Karlett says

          Certo che il non voto non risolve (e figuriamoci il voto…). Non è che nella vita si fanno le cose solo perché “risolvono”. Esistono anche azioni che vengono compiute semplicemente perché rappresentano la base di ogni azione futura. Una di queste è appunto il rendersi conto che il voto non è la soluzione, ma il problema. È lo strumento fasullo e inservibile che il potere mette a disposizione dei suoi servi per far loro dimenticare che i veri strumenti del cambiamento sono e sono sempre stati altri.

    5. Epiphanius says

      Perfetto Camillo. Per fortuna in questo disastrato Paese ci sono ancora bipedi non androidi, non grillini, non trinariciuti e non centrosocialisteggianti che RAGIONANO e parlano con LOGICA.

  2. gix says

    O questo Orso è un fenomeno della natura, non c’è che dire. Comunque, dopo aver visto Mister B ripetere da vespa il rito esoterico del contrattino con gli italiani, dopo aver visto Renzi dannarsi in tutti i siti (Stazzema ad esempio) dove si può celebrare l’antifascismo più vero, dopo aver visto tutti i TG e i Giornaloni avventarsi compatti ed assetati di sangue sulla storia dei rimborsi dei grillini, dopo aver sentito fior di autorevoli complottisti e persino massoni democratici complimentarsi con Salvini per aver arruolato due eminentissimi economisti antieuro, infine e soprattutto dopo aver sentito continui inviti a non votare, dopo tutto questo, forse finalmente ho capito da che parte stare.

    1. cipperimerlo says

      E chi sarà?

      1. gix says

        Caro cip, è vero che “forse” ho capito, ma mica è detto….

        1. cipperimerlo says

          Io vorrei capire. Un’idea me la sono fatta; non è detto che sia giusta, e di sicuro non mi piace.
          Magari, confrontandosi con gli altri, si può arrivare a una sintesi.

          1. gix says

            Ti capisco cip, in effetti è giusto quello che dici, tutti noi vorremmo capire. Ma è evidente che la nostra idea non sarà mai perfetta al 100%, in un mondo dove le scelte che si fanno sono sempre le meno peggio, dato che la perfezione non esiste. Diciamo che personalmente le idee ce le ho abbastanza chiare, punto a rafforzare una aggregazione consistente di persone, che è l’unica che ha la possibilità numerica (al momento però sfavorita) di scompaginare le solite combriccole, che ora non si vergognano nemmeno più di fare accordi scandalosi di governo, alla luce del sole. Se pensiamo che uno come Casini è stato candidato dal PD a Bologna, dovremo considerare che, purtroppo, parlare di ideologie non ha più senso, almeno in queste elezioni (anche se le ideologie non dovrebbero mai essere dimenticate). Per cui occorre fare valutazioni di sostanza su poche cose e vedere chi/come ha possibilità concrete di mettere in campo politiche diverse da quelle attuali, sempre se quello che si vuole è un inizio di cambiamento. Litigare sul reddito di cittadinanza ad esempio, quando fino a ieri manco si sapeva che cosa voleva dire, dovrebbe dare una indicazione. Poi, non avendo più ormai ideologie di riferimento, il lato positivo della situazione sta nel fatto che il consenso si dà e si toglie senza alcuna remora morale, e ciò costringerà il potere a uscire definitivamente allo scoperto, o dovendo rincorrere il consenso con facce e soluzioni sempre più improponibili, o accentuando apertamente il suo lato autoritario, non perdendo più tempo con i giochi che la democrazia, checchè se ne dica, costringe a fare, tipo appunto le elezioni.

          2. gix says

            Dimenticavo, sull’astensione. Il giorno che diventerà numericamente maggioranza, cioè almeno oltre la metà degli italiani aventi diritto al voto, allora potrà essere considerata come un’idea praticabile, un mezzo di lotta. Al momento, finchè si rimane sotto quella soglia, si tratta solo un atteggiamento improduttivo, tralasciando le implicazioni soggettive del gesto.

          3. Gianluca Freda says

            E’ il voto che è un atteggiamento TOTALMENTE improduttivo, come lo è ogni attività che costringa a sprecare tempo e fatica per rafforzare non se stessi, ma il proprio nemico. Per chiunque tu voti, ti ritroverai in ogni caso con lo stesso governo che hai adesso, dominato dal duo PD-Renzi/Forza Italia. Se anche, per assurdo, si riuscisse a mandare in Parlamento un buon numero di elementi “terzi”, costoro, in caso di maggioranza incerta, passerebbero immediatamente a sostenere il duo di cui sopra pur di non dover tornare a nuove elezioni e perdere così il posto di parlamentare, così faticosamente conquistato e così lautamente retribuito. Coi tempi che corrono, tu saresti disposto a rinunciare allo stipendio di parlamentare, ai privilegi, ai vitalizi e a tutte le prebende a cui dà diritto un posto nella nuova legislatura? No, vero? E neanche loro. Li vedrai sostenere qualunque governo, fosse anche il più infido e malandrino, pur di tenersi la loro poltrona. Pensare di cambiare anche solo mezza virgola con lo strumento spuntato del voto è pura follia; soprattutto, dopo aver assistito a decine e decine di “salti della quaglia” nel corso dei decenni, dovremmo ormai aver capito come funziona il meccanismo…

          4. gix says

            Vedi, che il sistema abbia messo dentro una gabbia tutti noi, in modo da farci credere che non esista soluzione alcuna per uscirne, è una idea che rafforza direttamente il potere attuale. Chi pensa così, lavora per loro, anche senza volerlo. Poi naturalmente ogni forma di dissenso, oltre una certa soglia, diventa interessante, se si vuole cambiare un sistema. Ma il potere, benché onnipotente e onnipresente, non può avere tutto questo controllo, e la riprova ce l’hai vedendo la continua propaganda che è, nonostante tutto, costretto a fare con tutti i mezzi leciti e illeciti, visibili e invisibili. Non ci sarebbe bisogno di tutto questo impiego di risorse, se fosse già tutto sotto controllo, non credi?

          5. Gianluca Freda says

            E chi l’ha mai detto che non esista il modo di uscirne? Esiste eccome, basta tornare a pensare come si pensava prima che le grandi truffe della “democrazia” e della “partecipazione elettorale” ci bollissero il cervello. Si uscirà da questa situazione come se ne è sempre usciti nella storia: con la forza militare, con l’intraprendenza politica, con la tabula rasa perpetrata con spietatezza di tutto ciò che è stato prima. Di certo non se ne uscirà col voto, il quale, al contrario, è il sistema inventato dalle elite per mantenere quanto più possibile l’immobilità, la stagnazione, lo status quo all’interno del quale continuare a gestire indisturbate i propri rapporti di equilibrio.

          6. gix says

            Ho dimenticato di dire che l’alternativa è quello che effettivamente dici tu, la rivoluzione, la tabula rasa. Da quello che vedo tu sei giovane e capisco perfettamente la tua urgenza. Ma l’Italia attuale non è un paese strutturato per fare la rivoluzione, troppi vecchi, troppa corruzione troppo “familismo amorale”, la rivoluzione la possono fare nei paesi del terzo mondo, che sono pieni di gente giovane, incazzata ed affamata. Per la verità gli italiani non erano un popolo di rivoluzionari nemmeno quando erano più disposti a mettersi in gioco, figuriamoci ora. Comunque, caro Gianluca, se cominci, fammi sapere, chissà….

          7. Gianluca Freda says

            Grazie del “giovane”, ormai a 53 anni non me lo dicono più quanto una volta. In ogni caso per la rivoluzione non occorrono né giovani, né vecchi, né rivoluzionari. Occorre un gruppo di persone (elite) che possieda gli strumenti intellettivi, politici, economici e materiali per organizzarla e gestirla, manipolando le masse, ove necessario, per raggiungere certi obiettivi. Chi pensa che le masse “spontaneamente”, spinte dall’ira o dall’insostenibilità delle loro condizioni, si trasformino in masse rivoluzionarie, non ha molta dimestichezza con i libri di storia. Occorre anche che vi sia una situazione internazionale favorevole, cioè che il potere geopoliticamente egemone inizi a indebolirsi e sfilacciarsi. Non si tratta di iniziare io o tu: succederà comunque, presto o tardi (io penso sul medio periodo), semplicemente perché è così che ha sempre funzionato la storia. Di certo non si è mai sentito in nessuna epoca storica di una trasformazione rilevante avvenuta tramite il voto (a meno che non si trattasse di un “voto” utile a sancire sul piano formale situazioni già definitesi attraverso gli ordinari rapporti di forza).

          8. gix says

            Allora buon per te, evidentemente ti porti bene. Si lo sappiamo che nella storia le rivoluzioni sono sempre state guidate da elite, ma tu hai parlato di forza militare, tabula rasa ecc, e allora saprai che queste cose l’elite le fa fare al popolo, non ci si sporca mai le mani direttamente. Per quanto riguarda il voto, dimentichi che è una pratica che di fatto esiste da pochissimo, nelle epoche storiche come dici tu, non esisteva proprio, oppure si votava per censo o per nobiltà; se pensi che le donne in Italia votano dal dopoguerra Sul fatto che nel medio periodo questo sistema è destinato a collassare siamo d’accordo, la penso anche io così. Ma se pensi che saremo sempre in mano a delle elite, allora è inutile parlare di guerre e rivoluzioni

          9. Camillo says

            Anche perché, normalmente, qualunque rivoluzione é solo servita a sostituire una elite con un’ altra.

          10. Gianluca Freda says

            Appunto, non riesco a capire perché non si prenda atto di questa semplice e lampante realtà: sono le elite che fanno le rivoluzioni, non le masse di morti di fame. Capisco che questo possa ferire l’orgoglio e le speranze dei morti di fame, ma è sempre stato così e non vedo perché le cose dovrebbero cambiare, né perché dovremmo sperare che cambino, visto che i danni prodotti da un’elite al governo sono nulla se paragonati a ciò che possono fare le bande di morti di fame quando si impadroniscono di un potere senza controllo (studiare, per averne un esempio, i 200 anni di egemonia longobarda sull’Italia: il primo secolo del loro dominio fu il periodo più buio in assoluto dell’intera storia italiana). Se la storia, da qualunque parte la si giri, è storia delle elite, e non delle masse, è perché solo gruppi ben organizzati e acculturati sono in grado di dirigere la complessità degli eventi nella direzione desiderata, non certo le masnade di analfabeti. Può non piacere, ma la realtà è questa: andrebbe accettata e studiata, non negata caparbiamente. Questa attitudine a negare la realtà per salvaguardare le proprie astrazioni è un orribile segno dei tempi, che a quanto pare non infetta soltanto la politica, ma la modalità di pensiero di qualsiasi categoria sociale.

          11. Nonsenepuòpiù says

            Tu dici “E chi l’ha mai detto che non esista il modo di uscirne? Etc”
            Mi pare di intendere che auspichi una tabula rasa; sei convinto che potrà essere fatta solo da un’altra elite; il fatto che tu stia qui a discuterne fa pensare che tu non sia indaffarato ad organizzare la tabula rasa, vale a dire che tu non abbia i mezzi (economici, militari etc) per far parte di questa elite, allora mi piacerebbe capire, davvero e senza ironia: a cosa serve auspicare un cambiamento per passare da un’elite all’altra?

          12. Anastasia Svevi says

            In Russia il passaggio da un elite all’altra con l’avvento di Putin credo ci sia stato e positivamente a mio avviso, ma l’Italia purtroppo è una triste colonia americana e non esiste che io sappia alcuna elite sovranista in grado di scalzare quella attualmente dominante.

          13. Nonsenepuòpiù says

            Anche la Russia sotto Eltsin e co. era una colonia, ma sono d’accordo con te che ci sono state e ci sono delle elite che possono incidere positivamente sulle condizioni del loro popolo, fino a che i “colonizzatori” non dichiarano loro guerra, e, in questo caso, potrebbero essere problemi di Putin e del suo popolo; ma questa è un’altra storia.
            La mia domanda implicita era: dato che uno dei mezzi delle elite per andare al potere è “manovrare” il popolo, come si può affidare il proprio futuro ad una congrega di persone delle quali non puoi conoscere i veri fini?
            Forse la risposta è che si è disposti a farlo solo se si è disperati e senza alternative. Se così fosse vorrebbe dire che il popolo italiano, quantunque sulla buona strada, non sia ancora sufficientemente disperato.

          14. Epiphanius says

            Esattamente e i commenti sopra, inneggianti al non voto o pieni di dubbisu chi votare, lo dimostrano. Questo perchè la gente non dispone di semplici chiavi di lettura: principalmente parlano di tutto senza capire che il centro di tutto è la moneta, l’emissione di moneta, il “debito pubblico” con cui ci riempiono la testa, l’impossibilità di una politica economica e finanziaria nazionale “autentica”, potendo svalutare SOLO IL LAVORO, cosa sotto gli occhi di tutti, col plauso dei “Liberal di sinistra” alla Tito Boeri (vgs. sua pagina di Wikipedia dove tale è definito, insomma un bocconiano con l’eskimo di Prada, tipo la Appendino, anche lei bocconiana e poi curiosamente SEL, nella miglior tradizione post-68).
            Per fare un po’ di storiella giuslavoristica, rammento ai dubbiosi che per 50 anni il lavoro INTERINALE fu vietato in Italia, rammento che negli anni 80, con un dirigismo pur inefficiente guidato dallo Stato, eravamo la quinta economia del mondo con un invidiabile record nella produzione di beni. Ricordo che nel 1997 il “pacchetto Treu” incrinò, coerentemente con la stagione delle privatizzazioni dei beni reali, il mondo del lavoro, introducendo “flessibilità” ed altri ameni concetti liberisti all’ameregana, perferzionati nel 2003. Sono i soliti ingredienti delle “riforme” che oggi la Troika impone qua e là e che tanto amano anche la Commissione Europea e i “mercati”. Continuate a votare i vecchi partiti o non votare. Però davanti al vostro naso avete quello degli italiani che “Non si arrendono”. E’ l’unico che in fondo vi spiega le cause di tutto ciò che state vivendo e si propone di contrastarlo.

          15. cipperimerlo says

            Se parli del Movimento 5 Stelle, sono fortemente perplesso. Sono sicuro che non voterebbero mai un governo Draghi (che, del resto, è l’unico risultato che gli oligarchi vogliono ottenere), ma sono altrettanto sicuro che gli darebbero l’appoggio esterno a qualsiasi provvedimento. D’altra parte, il programma economico glielo ha scritto un tale Fioramonti, neoliberista da competizione.
            Nel dubbio ho una certezza: la salvezza non sta nel M5S.

          16. Epiphanius says

            Sagge parole direi. I M5S sono sicuramente molto più mondialisti e liberisti che sovranisti. Non si sono mai posti certi problemi, dissertano di tutt’altro: ben venga parlare di collusioni con la mafia di altri politici, sprechi ecc. ma le BASI bisognerebbe anche discuterle talvolta. La Mafia sta là perchè qualcuno ce l’ha messa in un certo momento ed altri l’han rafforzata in seguito, con indubbi legami politici. Come sempre historia magistra vitae.

  3. Sergioz82 says

    Quindi fanno tutti schifo? Eh beh ma questa fine analisi politica la potevo sentire anche andando a far colazione al bar.
    Non voti, Orso, che le devo dire. Intanto è in buona compagnia insieme a quella grossa fetta di popolazione che oggi condivide a manetta su Facebook la frase di Twain “se votare fosse importante non ce lo lascerebbero fare”, perchè li fa sentire illuminati e meno buoi di altri.

    1. gorwelll says

      invece i buoi vanno contenti alle urne evidentemente inconsapevoli di come funzioni il sistema.

      In antichità si facevano dei riti per ingraziarsi i vari dei della pioggia, vento, sole, fertilità etc.

      Hai voglia a dire che il sistema è molto piu complesso e dipende dal sole, dalle correnti globali ma NON CERTO DAL RITO.
      Fino a che non si comprende si continuerà a fare il rito e si riterrà miscredente e probabilmente anche colpevole della non riuscita del rito, proprio quello che voleva spiegare perchè se c’è pioggia o no dipende da altre cose ma non dal fatto che bruci dell’incenso davanti un pezzo di pietra a forma umana.

      Il fatto è che chi fa il rito vive male, si incazza se non funziona e pensa a un rito piu efficace.
      L’altro che conosce le stagioni non fa certo riti ma sa prevedere il periodo delle piogge e si fa una tettoia e una scorta di cibo.

      sauti

      1. Sergioz82 says

        Guardi se si vuole rovesciare un sistema ci sono poche opzioni e quasi tutte parecchio sanguinose.
        Restare a casa non è tra quelle.

      2. Epiphanius says

        Quante sciocchezze, mi scusi. Proviamo a dare il 30% qualche partito chiaramente sovranista più il 10% a qualche altro contrario all’euro (quindi sicuramente non Bonina, Boldrina, Berlsconi, Renzi, Bersani, Grasso, ecc.). I grullini non li considero neppure perchè dicono una cosa e fanno l’esatto contrario. Come scrive Orso vale la formula Fitto: tutto e il contrario di tutto.
        Poi con quel 40% che dicevo sopra, vediamo se è solo un rito…Certo ci sarebbe da resistere e da combattere, cose che gli italiani non sono più abituati a fare e forse non hanno mai nemmeno fatto (la Resistenza è tutta mitologia).
        “Non c’è peggior schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”.

      3. Bertozzi says

        Bellissimo, mi piace.

    2. Gianluca Freda says

      “Eh beh ma questa fine analisi politica la potevo sentire anche andando a far colazione al bar”.
      E allora vai al bar. E’ comunque molto più utile che andare al seggio elettorale.

      1. Sergioz82 says

        Secondo me nell’ottica dell’utilità ne ha di meno restare a casa.

      2. Epiphanius says

        Siete dannosi quando i PDINI. Gli astensionisti sono dannosi come i neoliberisti che affondano questo paese.

        1. Karlett says

          Veramente tutti i farabutti che sono al governo li hai votati tu e gli elettori pecoroni come te (al consueto grido quinquennale di “mandiamoli a casa”; see, come no, se invece ci stessi tu, per una volta, a casa…). Sei tu il responsabile dello sfascio del paese, sei tu la causa prima del degrado, tu l’artefice del disastro che abbiamo intorno. E ora vorresti tornare a fare danni con le tue crocette buttate a caso? Quanti altri sciagurati hai intenzione di imporci al governo, quanti altri ” salvatori della nazione” hai intenzione di glorificare con la tua bella X da nullafacente, prima di capire che non è dagli scarabocchi a matita copiativa che scaturisce la politica?

    3. Hamelin says

      Visto che è un uomo di citazioni allora si annoti anche questa , io la trovo piu’ efficace ed adatta al suo caso :
      ” Tanto va lo schiavo all’urne che si sente cittadino ” .

      1. Sergioz82 says

        Ma la citazione non è mia, io riporto solo quella che si condividono gli astenuti.
        Secondo me se si vota un minimo di cambiamento c’è, altrimenti nemmeno quello.

        Se l’offerta politica non piace e ci si astiene è un conto ma se si sta a casa convinti di averla messa in quel posto alle elites ed ai poteri forti campa cavallo. Anzi, probabilmente gli hai pure fatto un favore.

        1. Epiphanius says

          Quelli se la ridono appunto. E se questi signori filoastensionisti capissero qualcosa basterebbe andarsi a prendere dei grafici, visti circolare in rete in questi giorni, che mostrano come il benessere e la stabilità sociale ed economica in questo paese siano andati decrescendo in corrispondenza della crescita del disamoramento politico e dell’astensionismo più sciocco e per giunta fiero. GLI ASSENTI HANNO SEMPRE TORTO mettetevelo in testa.

          1. Bertozzi says

            Il problema è che i presenti non hanno mai ragione; per dirla alla Brecht ci siederemo sulle sedie dalla parte del torto, che tutte quelle dalla parte della ragione erano occupate.

          2. Karlett says

            I fessi invece hanno sempre ragione. Sono decenni che tu e i tuoi amici elettori avete ragione. Basta guardarsi intorno per capirlo.

          3. Pyter says

            Come disse quello che non si imbarcò sul volo a77.

    4. Epiphanius says

      Non uso FB da anni, ma la ringrazio del cenno sociologico illuminante. “Questo paese non si salverà”. A.Moro.

  4. bysantium says

    Patetico il fatto che ad ogni elezione si faccia appello al voto perché “questa volta” sarebbe decisivo, un vero e proprio penultimatun (sic)!
    E ovviamente ogni volta nulla cambia.
    Invece si dovrebbe diffondere il concetto che non con le elezioni si possa cambiare, anzi l’illusione del “potere del voto” determina l’esclusione di ogni altra via.

    1. Mark says

      Concordo con te Bysantium. Se Twain non avesse avuto ragione sul teatrino della politica allora la storia ci avrebbe insegnato che votare serve invece ci insegna ben altro. La storia è sempre stata decisa dietro le fila, non alla luce del sole, da illuminati che cercano solo il loro bene. I partiti e i loro programmi lo dimostrano. Infatti non credo che nessuno di chi abbia mai votato ha voluto guerre, sanzioni, svendita della sovranità monetaria ecc… Visto che lo hanno fatto senza consultarci.
      Orso purtroppo è lucido, chi vuole continuare ad illudersi lo faccia.
      Il popolo non è sovrano in nulla ormai quindi non vedo perché dovrebbe esserlo nel voto.

    2. gorwelll says

      Ho iniziato a interessarmi di politica al mio primo voto a 18 anni. Sono cresciuto e mi sono sempre interessato. Crescendo e informandomi e imparando ho capito che certamente con il voto non si cambia il “nodo del sistema” che è al riparo dalle influenze dei popoli proprio grazie al voto democratico.
      Adesso non voto fermamente convinto.

      Però c’è sempre chi è ancora nella strada della comprensione di certe cose.
      Sento e leggo le opinioni di chi ritiene che il voto sia un dovere, un diritto, una maniera di cambiare, una opportunità etc etc.
      Tutte cose che credevo anche io.

      Per cui mentre alcuni maturano altri ancora devono farlo.
      C’è sempre carne fresca pronta a immolarsi e a partecipare al gioco che altri hanno gia fatto e scartato.

      Un po’ come i sistemi ponzi. Ci caschi e non ci ricaschi piu. Ma altri “vergini” sono li pronti a sostituirti e fanno si che il gioco vada avanti.

      1. Bertozzi says

        I migliori sono quelli che dicono che bisogna votare perché c’è gente che è morta per farci avere questo diritto.

  5. Ronte says

    Se il non voto racchiudesse in sè il proposito comune di ribaltare un Sistema palesemente distruttivo, sarebbe comprensibile. Invece non è così…E allora meglio andare alle urne essendo però consapevoli del ‘cosa si vota’ e non del ‘chi si vota’.
    Ciò che scrive l’articolista riguardo ai concorrenti elettorali è condivisibile e riscontrabile nei fatti, però voglio far presente che nella mischia esiste anche un minuscolo Partito che propone qualcosa di veramente diverso e in contrapposizione al tradizionale imbroglio…
    Non dico quale perchè è giusto leggere i programmi di ciascuna formazione…

    1. Hamelin says

      Mi dispiace deluderla ma per chiunque lei voti voterà per il PUDE ( Partito Unico Dell’Euro ) . Le grandi coalizioni sono tutte Pro-Europa , i piccoli partiti contro l’Euro sono solo Casapound e Forza Nuova . Ma con la legge elettorale che hanno fatto il voto per i piccoli partiti che stanno in media sotto il 10% avvantaggerà le grandi coalizioni . Quindi anche votando per Casapound e Forza Nuova il voto viene disperso e va a finire a vantaggio di una delle coalizioni del PUDE .
      Chi governa è di gran lunga piu’ intelligente dei governati …

      1. Pandroid says

        Tutto vero, ma anche i partitini di estrema sinistra contro UE, Euro, Nato.
        Per il resto sono d’accordo con lei

        1. Cruciverba says

          Mi scusi ha ragione mi sono dimenticato di citare quelli di estrema sinistra .

        2. Ronte says

          L’ingenuità(o l’ignoranza) della massa rappresenta la forza di chi domina. Il problema non risiede nello scegliere tra ‘Europa sì, Europa no’, ma quale Europa. E finchè l’unione dei Paesi europei rappresenta l’insieme degli Stati capitalisti e imperialisti, il massacro sociale è garantito….Si svegli anche Lei!

          1. Pandroid says

            Non ho capito però in che senso mi dovrei svegliare anche io. Cioè, quale sarebbe la sua posizione? Cosa dovrei fare per svegliarmi?

          2. Annibale Mantovan says

            ***

      2. Ronte says

        Detto che Casapound e Forza Nuova sono in antitesi con le mie convinzioni politiche, lei continua a ragionare(?) in modo funzionale al Sistema Capitalistico Criminale, ed è così che LORO, i farabutti, se la spassano dominando e distruggendo in lungo e in largo….Si svegli!

        1. Annibale Mantovan says

          Ho capito, tu sei di sx ma contro l’ Euro e per l’ Europa…perfetto.

          1. Epiphanius says

            Posizione incoerente. Cmq sinistra da sempre il miglior alleato del capitale mondialista e neoliberista. Se per caso uscisse dalle urna un governo forte Lega-FDI con qualcun altro (Casapound?) vedremmo in piazza e per le strade la solita scena che vediamo per i migranti: attori impegnati, Bonine, Boldrine, Renzi, Grassi, papisti, terzomondisti, ARCI-ANPI-LIBERA-CARITAS-EMERGENCY e via dicendo. Immaginatevi che cosa succederebbe tagliando i fondi alle Coop dell’ACCOGLIENZA S.p.A., respingendo barconi nel Mediterraneo, iniziando a pretendere che gli stranieri irregolari abbiano un documento al seguito e un titolo per stare qua e rimpatriando, se e dove possibile, le torme di subsahariani che ci troviamo nelle stazioni e nei centri storici…
            CI sarebbe una sollevazione clamorosa a reti unificate, con dosi endovena di FUOCOAMMARE, BERGOGLIO e FAVINO.
            Questa è la dimostrazione che questo paese non si salverà, per citare sempre Aldo Moro, lui sì filoarabo e terzomondista e cerchiobottista, ma sempre con intelligenza, con misura, nell’interesse della propria Nazione. Come altri prima di lui.

          2. Annibale Mantovan says

            Nel caso di un incremento di forze genuinamente di dx anti euro anti EU sicuramente vi saranno sollevazioni popolari, manifestazioni anche violente scioperi e via discorrendo. Per prima cosa si dovrà chiedere agli scioperanti e manifestanti se vorranno DIVIDERE le loro paghe con gli immigrati…poi si vedrà.

      3. Annibale Mantovan says

        Non ho capito, sapevo che la soglia era del 3% adesso tu mi parli del 10…cosa vuol dire?

    2. jeanlucg says

      Si presenta solo o in compagnia?

  6. Matty Ninty says

    Sia che si voti in massa o che ci sia una astensione elevata, i poteri forti non temono nulla.
    Se anche solo paventassero minimamente una microscopica possibilità di cambiamento, avremmo già il Mibtel a temperature siberiane.
    Vuoi con lo spauracchio del fascismo di ritorno, vuoi con i movimenti di gatekeeping, vuoi con il rincitrullimento generale creato dalle ansietà della vita e dall’ entertainment più idiota della Via Lattea e forse dell’ intero universo….i poteri che manovrano le economie sanno che il loro spauracchio più grande (mettere in dubbio l’ euro e la Nato ) è stato sventato.Punto.
    Il secondo referendum sulla Brexit (e si farà…si farà…già hanno cominciato ad abbattere le sempre più deboli difese mentali) sancirà la loro vittoria definitiva e poi giù….in discesa a suon di “gran coalizioni” fino alla proclamazione degli Use (a guida Franco-Tedesca of course)
    Poi, per carità…un goal da centrocampo al 95′ può esistere…ma quanto è remota questa possibilità?

    1. Pandroid says

      Certo, questo è vero. Però in un’eventuale ottica utopistica di astensione a livelli mai visti questo produrrebbe, forse, almeno un risultato: milioni di cittadini improvvisamente si renderebbero conto che il vero nemico è sopra di loro, e non sotto, e forse si sentirebbero meno soli.
      Questa presa di coscienza potrebbe altrimenti venire, sempre se mai verrà, soltanto con il crollo del sistema.
      Siamo in gabbia, a tutti gli effetti, questo è vero: non c’è altra via che quella radicale, e l’astensione come arma di boitcottaggio politico è una di queste.

      1. Matty Ninty says

        Si. Questo sarebbe un bel goal al 95′ che manderebbe la partita (truccata)ai supllementari. A qul punto si giocherebbe veramente duro e il tutto si farebbe estremamente interessante.

        1. Pandroid says

          Ho rigirato la questione in tutte le forme possibili, e se c’è una via alternativa concreta al crollo del sistema come base di partenza, io non la vedo. Ovviamente esiste tutta un’opera di “lavoro sociale”, quindi informazione, sensibilizzazione etc etc che è prerequisito essenziale per ripartire nel giusto modo (se sarà possibile ripartire ovvio) quando avverrà il crollo. Altrimenti “lo stare peggio per poi stare meglio” diventerebbe “lo stare peggio per poi stare ancora peggio”. Non reggerei psicologicamente un crollo del sistema occidentale e una sua rinascita sotto forme simili 🙂
          Alla fine si riduce tutto a come il singolo individuo vede il mondo in cui vive, se lo vede male non può far altro che distaccarsene progressivamente e continuamente. L’astensione per me è proprio una questione ideologica, così come il boicottaggio in generale.

      2. Annibale Mantovan says

        Il sistema lo fai crollare lo stesso e anche prima se voti un partito NO EURO, NO EU.

    2. Epiphanius says

      Veramente FTSI MIB, a testimoniare la mano anglo sulla nostra Borsa, qualora fosse sfuggito….

  7. ton1957 says

    Eugenio Orso, un nome una garanzia………..esso, orso solitario, invita al letargo me che sono nato sotto il segno zodiacale della marmotta( era segno dei pesci ma la Boldrini l’ha cambiato in marmotta che è al femminile….il marmotto non esiste)……… io in letargo ci vado totale, non parziale come lui, in comune con l’orso ho che dalla primavera in poi restiamo svegli ed attivi, mentre gli italiani, invece, passano dal letargo invernale alla pennichella estiva passando per il giusto sonno notturno.
    Si sveglieranno mai ? io credo di no e torno in letargo…..ci risentiamo in primavera che quest’anno inizia il 4 Marzo, sotto il segno dei pesci/marmotte (bella prospettiva)

  8. alessandroparenti says

    Scusi Signor Orso, mi saprebbe dire come mai parla di “fantomatico” microcredito,oltre che di fantomatiche piccole e medie imprese) visto che si discute se i parlamentari 5stelle abbiano DONATO(ricordiamoci anche il proverbio della bocca del cavallo) 23 milioni invece di 24? Ha delle informazioni privilegiate? Sa dove sono invece andati a finire questi soldi? Le rammento che una dritta del genere,venduta a Repubblica, alla Stampa o agli stessi Renzi e Berlusconi, le verrebbe sicuramente remunerata così bene da permetterle di vivere una vita agiata e poter continuare a scrivere quello che le salta in mente fino alla fine dei suoi giorni. Non butti l’occasione. Non tenga solo per noi le sue scoperte!

  9. Pimander says

    2090 letture, questo e’ la natura della bestia.
    Quelli del PUDE arrivano agli altri 47 milioncini.

  10. Giovanni Martino Gessaga says

    Ah, che bell’articolo da professionista serio…ricco di spunti di riflessione, di soluzioni ad i problemi che elenca per non parlare dell’elevata poetica utilizzata per storpiare i nomi dei partiti e dei politici, sicuramente in quinta elementare potrebbero prendere spunto, bravo!
    Il senso di quanto scritto? Un invito a non votare (notiamo che lo scrivente parla come se la cosa non lo riguardasse, lui che scrive l’articolo può offendere tutto e tutti, politici e lettori, lui ha la soluzione a tutti i problemi che elenca, ma si vede bene di enunciarla)? Un’offesa gratuita a tutti?
    Per carità, il senso può anche essere condivisibile, ci mancherebbe, ma un articolo scritto così sembra la ricostruzione della discussione politica di un ubriaco al cabaret…

    1. Epiphanius says

      Il meglio che purtroppo possono partorire alcuni articoli di una sinistra smarrita in questi anni…Questi sono tutti ex sessantottini, pasionarie ed altri residuati delle mille mutazioni “sinistre”, delusi e privi di orientamento. Ne conosco tanti tanti, che hanno dubbi su chi votare, che oscillano tra Grasso e Boldrini in pieno smarrimento.. Li detesto, perchè i dubbi le persone intelligenti (alcune lo sono molto tra amici e conoscenti) dovrebbero saperli sciogliere e sanare una volta per tutte. A questo si deve, dunque, sia la creazione M5S, che confonde molto bene le acque del dissenso e della delusione come un pifferaio magico, nonchè la creazione, fin dall’estate scorsa del “Pericolo fascista”, iniziato con il clamore repubblichino (quello della testata appartenente all’ingegnere tessera n.1 del PD) sul gestore del “bagno fascista” di Chioggia (Punta Cana) sbattuto in prima pagina come mostro per 4 battute e 2 cartelli mentre nella metà dei parchi pubblici d’Italia c’è gente straniera che spaccia, orina, defeca, vomita e bivacca liberamente, molestando i cittadini e insozzando le città. Ma il problema era il gestore del “bagno fascista”, poi denunciato e la cui ipotesi di reato è stata successivamente archiviata, senza alcun clamore di Repubblica ma con qualche disappunto del signor Ministro della Giustizia (inaudito a mio avviso da un punto di vista politico-costituzionale, l’avessero fatto altri politici, di ingerirsi così in una decisione della sacra magistratura, sarebbe scattato il clamore e l’indignazione ad ogni livello, magari seguito da proteste, da qualche girotondo, o da petizioni e fiaccolate).
      E questo clamore “repubblichino” è proseguito con il travisamento delle elezioni di Ostia (dove comandava il PD e il municipio fu commissariato per illeciti), ed il forzato collegamento più o meno posticcio tra Casapound e alcuni soggetti della criminalità locale, ecc. con vignette (“ti rompo il naso” su Il Manifesto) e trafiletti o titoloni che fossero, sempre ad accomunare idealmente i “neofascisti” ai criminali. Poi sono venute le bottiglie con le etichette del Ventennio, i post di qualche politico di secondo piano con qualche frase scomposta o fascio/razzista, ecc. Su tutto ovviamente migrazionismo a 360 in nome della tolleranza, accoglienza, ecc. nel miglior solco del poverello d’Assisi pur essendo eredi del baffone georgiano Stalin. Curiosa sintesi italiota e della Gauche europoide.
      Tutto questo per tenere vivo un cuore che non batte più..a sinistra. La quale speriamo presto prenda coscienza che è il caso di smettere di battere, in quanto gli ultimi 25-30 anni almeno sono stati al soldo del neoliberismo tatcheriano mascherato sotto la veste “riformista” dei Clinton Blair, ecc. e del banchiere Prodi… Ma questa gente manca delle chiavi di lettura per capire di essere un pupazzo manovrato da pupari mondialisti.

  11. Nightwhisper says

    La generazione dell’autore appartiene senz’altro a quella, cui peraltro ho contribuito a forgiare con le mie pochezze, di giovani cresciuti a barrette al cioccolato e sorpresine Kinder. L’assenza totale del senso dell’onore e del dovere.
    Mea Culpa.

    1. Epiphanius says

      INfatti è un articolo che è servente allo status quo e vedo che gli astensionisti spuntano come funghi. Mi deprimo e mi interrogo sulle qualità culturali ed intellettive dei miei connazionali.

  12. Camillo says

    Vedo, dai commenti, che la discussione si é spostata su un’altra scelta: voto/non voto.
    Vorrei indicare, sempre a mio parere, quali sono i risultati delle due decisioni.
    VOTO: esiste la possibilitá, seppure remota, di influenzare la politica nazionale verso posizioni simili alle proprie. Eventualmente contrarie al potere dominante.
    NON VOTO: risultato nullo; con questa legge elettorale e tutte le precedenti, anche se votasse il 30% della popolazione, il potere troverebbe valide (?) spiegazioni al fatto e continuerebbe con i suoi progetti.
    Esistono alternative? attualmente no; ma ne posso elaborare due.
    La prima: che la legge elettorale stabilisca un “quorum” minimo; diciamo 51%. Al disotto di quel livello, effettuare nuove elezioni con differenti candidati.
    In questo caso il non voto passerebbe da avere valenza nulla, come accade oggi, ad avere valenza di “negazione totale”, come vorrebbero i sostenitori del non voto.
    La seconda: una rivoluzione. Sfortunatamente le rivoluzioni le hanno sempre fatte le elite mandando al macello il popolo. Le rivoluzioni sono sanguinose e dolorose. Il popolo si lascia mandare al macello quando non ha decisamente altra alternativa. E, per finire, storicamente la rivoluzione ha sempre sostituito una elite con un’altra; alla faccia del popolo.

    1. Truman says

      Personalmente credo che le cose possano essere più complesse, considerando anche un valore intermediao tra il vot e il non-voto, del tipo “mi sembra di vedere uno spiraglio e oggi voto, la prossima volta ri- valuterò se votare, anche in base ai risultati” o anche “l’ultima volta non ho votato, addesso guardo se è il caso di votare”. Insomma tra il bianco e il nero potrebbe esserci qualche posizione intermedia.
      Ciò nell’idea che il voto ha un potere spesso esagerato dai media, ma qualche utilità può averla, può come minimo infastidire il sistema di potere. Evidentemente votare senza fare altro per portare avanti le proprie idee ha poco senso.

    2. Annibale Mantovan says

      Secondo me è una discussione sterile. Per prima cosa non ci saranno grandi astensioni perchè al di là di tutto c’ è voglia di partecipazione. Per seconda cosa hanno ragione i non votanti a indignarsi perchè la democrazia non c’ è e per un sacco di altri motivi ma quando hai a che fare con un branco di lupi non ti conviene indignarti…devi reagire!

      1. Epiphanius says

        Basterebbe spiegare alle persone questo: prendete un qualsiasi editoriale di Giavazzi, Panebianco, Calabresi, o altri soloni di Repubblica, Corriere, La Stampa, Messaggero, eccetera. Leggetelo con attenzione, comprendetelo a fondo.Che parli di esteri, cultura o economia (in genere tema prevalente insiema alla politica, esercitatevi a capirne lo scopo nascosto e la tendenza effettiva dei loro giri di parole, a volte più complicati, a volte meno. A quel punto scegliete ciò che va in senso diametralmente opposto. Allora sarete vicini alla soluzione dei “nostri” problemi, perchè, raccomandati e privilegiati a parte, noialtri siamo tutti sulla stessa scialuppa di salvataggio che sta imbarcando acqua da decenni.

        1. gix says

          Anche se non siamo d’accordo sul M5S, appoggio totalmente quanto dici sull’astensionismo. E sono anche d’accordo con chi sostiene che si tratta di una discussione sterile, poiché probabilmente avremo un consistente astensionismo, ma non certo tale da avere una qualche conseguenza concreta su questa Repubblica. Il discorso quindi si limita ad un batti e ribatti inconcludente e che non vale la pena di sostenere, all’interno di commenti e pareri vari. Ma quello che irrita molto, è la supponenza di alcuni che sono convinti di conoscere il segreto dell’astensionismo, ovvero di trovare chissà quali certezze o convenienze nel non partecipare alla politica. Chi vota da una vita, almeno non ha questa supponenza pseudocomplottista e, nonostante tutto, mantiene un atteggiamento anche pronto a cambiare idea, se ci sono le condizioni

      2. Karlett says

        Se hai a che fare con un branco di lupi e pensi di poterli affrontare facendo crocette su un foglio di carta, è ora di farti visitare il cervello.

    3. Epiphanius says

      Finalmente qualche ragionamento coerente e sensato. Grazie

  13. CitizenFour says

    Bellissimo articolo.
    Vorrei ricordare ai votanti illusi/collusi [non vedo altra spiegazione per chi ancora si reca alle urne], che NESSUN governo, di NESSUN colore (anche ipoteticamente 100% 5stalle), potrebbe minimamente cambiare lo stato delle cose.
    Esiste un SOLO governo per l’€uropa e risiede a Bruxelles, dal nome Commissione Europea {non votata da nessuno}, come è scritto nero su bianco sul Trattato di Lisbona, che è il documento di costituzione a cui si riferiscono tutte le politiche, ch€mio€conomia in primis, del del succitato governo.
    I tempi in cui si potevano “cambiare le cose” con le X sulle schede son finiti.

  14. GioCo says

    Il problema maggiore secondo me è quello che scorre sotto il testo di Eugenio e penso sia lo stesso motivo per cui andare a votare diventa un rituale inutile. In effetti se non votasse nessuno in Italia, il segnale politico per chi govena oggi sarebbe estremamente drammatico, cioè di esautorazione totale del consesso delegato, qualsivoglia sia. Questo costringerebbe ad azioni di forza che scatenerebbero ovviamente reazioni di forza che paradossalmente a tutti convengono ma nessuno vuole. Quindi sono d’accordo che continuare a ciarlare di “allora non andiamo a votare così l’avranno vinta questi o quelli” è una retorica che andava bene nel ’50, non nel 2018, non dopo la distruzione totale della idea stessa di “bene pubblico” nella testa delle persone, non dopo esempi solari di democrazia alla Greca “moderna”, luogo simbolo e culla storica della politica, oggi usata per rifondare una nuova forma di plutocrazia “esterofila”, dove i confini nazionali diventano recinti zootecnici per tenere dentro le bestie umane da allevamento.
    Eugenio credo voglia sottolineare che non ci sono più gli strumenti per operare dall’interno, perché il livello tossico che ha infettato il corpo sociale è a un punto che rende ormai intule ogni azione che non sia dargli pace e se non si dovesse operare così, avremo a che fare con il mostro che nascerà da quelle spoglie.
    Per ciò dovremmo combattere si e comunque, ma una altra battaglia, non quella per la difesa minima dei pochi brandelli di democrazia rimasta, ma quella per la sopravvivenza.

    Una sola correzione a questa prospettiva mi sento di fare. Riguarda la Lista del Popolo e più in generale la visione pessimista che fa dell’Italia un paese abitato solo da cretini ecetto La Grassa. Non c’è dubbio che la coppia Ingroia e Giulietto siano abbastanza ridicoli nelle vesti di politicanti e ancora di più nelle pubblicità che non sono gestite da spin-doctor, come quelle lautamente pagate in altre sedi. Non sanno gestire la loro immagine e questo avrà un prezzo che verrà pagato in un mondo dove praticamente conta solo l’immagine. Il vecchio detto “il vesito non fa il monaco” può essere infatti oggi ribaltato in “qualsiasi cretino può vestirsi da monaco”. Ingroia e Giulietto non sanno vestire da monaci e quindi non faranno tanti proseliti, ma il problema per il resto dei candidati è che non sono cretini. A differenza per esempio di Salvini che ha caricato sul carroccio Bagnai che ha una visione nazionalista della economia, loro ne hanno una globale, cioè replicabile in tutte le nazioni europee e questo fa molta più paura perchè disgrugge alla base il sistema finanziario attuale, quello che ci viene imposto con la forza. A differenza dei 5 stelle, loro non ritengono che basti essere onesti e devo dire che l’impostazione che hanno (programma) è per ora sulla carta la migliore.
    Infatti sono anche quelli che hanno ricevuto il boicottaggio sistematico più severo, in proporzione alla loro dimensione.

    A differenza della maggior parte della massa elettrice, il sistema non guarda in faccia nessuno, non giudica le persone, non gliene frega niente. Ieri combattevano i 5 stelle e oggi imbarcano Di Maio. Quello che gli importa è il progetto politico.

    Qui veniamo alla seconda critica che faccio a Eugenio. In Italia ci sono tante, tantissime menti di altissimo livello e una massa molto intelligente, ma siamo stati tutti abituati a concentrare l’attenzione sulle persone. La TV e la rete, ad esempio i social, non fanno che accentuare ogni volta la forzatura di concentrare le opinioni sulle persone o al massimo sulle cose, mai e poi mai sugli agiti, sul “fare”. Questo porta le menti più eccelse verso gli errori più grandi. In altre parole: è inutile combattere contro il mago Silvan perchè non ti faccia sparire il portafoglio dalla tasca, se non sai come fa. Il portafogli sparirà uguale … no?

  15. Matty Ninty says

    I catalani hanno votato in massa. Quindi?

  16. Annibale Mantovan says

    Secondo me bisogna votare un partito NO EURO senza se e senza ma. L’ Italia può ancora farcela se esce dall’ Euro.

  17. TdP says

    Bè..il voto è utile per scegliere il verme più gradevole..che non tutti i vermi sono uguali come ci insegna la biologia..
    C’è una bella differenza di antipatia tra i partecipanti alla competizione e mi sembra doveroso scegliere quale personaggio preferiamo mettere in copertina..
    E ditemi se ciò sembra poco….

  18. Tipheus says

    Io ho trovato l’articolo divertente, anche se molto amaro. Ma non si può piangere ogni giorno. Per questo giro le elezioni sono una cosa persa. La resistenza va preparata per la prossima legislatura. Che potrebbe anche arrivare prima della scadenza naturale.

  19. massimo says

    «In Italia, annunziano i giornali, ci sono l’elezioni. Dicono: Come mai voialtri giovani ďingegno, di coraggio ecc. ecc. non vi occupate di politica? Ce n’è stato uno che ha proposto perfino di “portarmi” candidato (Fra parentesi: io non mi farei “portare” da nessuno. Tutt’al più vorrei portare gli altri dove m’intendo io). No. Noi non ci occupiamo di politica. E l’elezioni ci fanno schifo. Premessa irrovesciabile: Oggi, 1913, un uomo intelligente non può appartenere a nessun partito. Neppure se ha la faccia di legno e lo stomaco ďacciaio. A meno che non finga di appartenere a un partito qualunque per fini suoi privati particolari e personali. Se ci sta e non ha questi fini e non è proprio un nulla pensante vuol dire che qualcosa gli manca. Può essere una cima in matematica o in chirurgia e sotto al livello del mare in politica. Un uomo d’ingegno non può in Italia e fuori, ora e mai, star pigiato in un gruppo di gente che vale meno di lui e dove trionfano, per ragioni troppo sapute, le idee e le persone medie. Non può lui che sa vedere tutte le cose e tutte le facce di tutte le cose, accertare la necessaria unilateralità e ingiustizia di ogni partito. L’analisi gli fa vedere in tutti brevi raggi di ragione accanto all’ombre degli interessi parziali, delle superstizioni castigiane e delle bestialità consortesche. Ma in Italia, in questi tempi, ci sono più repugnanze ancora. Non c’è un partito vivo, in crescenza, in efficienza, in istato di grazia, temerario e compatto fino alla morte. Cosicché tutta la vita politica diventa una specie di complicata fiera tra pubblica e privata che finisce col danneggiare soprattutto quelli che non vogliono entrarci dentro. Il deputato compra i voti dei suoi elettori o a contanti o con piccoli favori personali o con grossi favori locali a paesi, a società, a classi; il ministro compra i voti dei deputati concedendo a questi i mezzi necessari per comprare gli elettori (croci, impieghi, lavori pubblici, ecc. ecc.) o con favori diretti; gli affaristi comprano i voti dei deputati cointeressandoli nei loro affari o dando loro qualche canonicato segreto; comprano i pareri dei ministri minacciandoli di rappresaglie o promettendo benefizi; comprano i cervelli della gente minuta dando loro per un soldo otto pagine di politica, di telegrammi, di opinioni, di letteratura, d’incisioni e di varietà. Gli altri poteri già nominati (e che spesso stringono accordi col potere massimo di cui tutti hanno bisogno) si servono degli stessi mezzi cosicché la famosa democrazia si riduce unicamente ai discorsi che si fanno nei comizi, nei consigli comunali, nei giornali, a Montecitorio i quali cambiano ben poco la reale essenza delle cose cioè il fatto di una nazione di lavoratori e di consumatori spadroneggiata da poche centinaia di ricchi astuti e attivi e da qualche migliaio di chiacchieroni loro dipendenti. In questa condizione di cose chiunque voglia far la politica concreta bisogna che si mescoli in una delle organizzazioni che contano qualcosa e che possono effettivamente fare qualcosa. Ma ci vuole lo stomaco forte e chi non ha interessi propri non può starci – a meno che non si faccia stipendiare per difendere gli interessi altrui. E non basta mescolarsi: occorre farsi avanti, urlare più forte degli altri, destreggiarsi più astutamente degli altri, aver meno scrupoli degli altri. Si arriva allora, dopo qualche anno di ripugnante noviziato, a valere realmente qualcosa, cioè a disporre di una particola più o meno grossa dell’effettivo potere. E il più delle volte non è necessario, per questo, esser deputati o senatori».
    G.Papini – 1913

  20. disqus_iUEFcL1eJR says

    Oggi, assieme a tanti altri, c’è un problema grande come una montagna: l’immigrazione che dilaga come un fiume in piena. Se non ci fosse questo problema, sicuramente continuerei come in passato a non votare (come suggerisce Orso) ma il problema esiste e purtroppo non credo che “non votando” ci sia la benché minima possibilità non dico di risolverlo ma nemmeno di iniziare ad affrontarlo.
    Su questo fronte, i “non votanti” sarebbero di fatto schierati sullo stesso fronte dei sinistrati che hanno stuprato l’italia intera in combutta con mafie nigeriane e somale, con le fiancheggiatrici Ong e organizzazioni dell’accoglienza, con preti agganciati a doppio filo con le varie mafie e complici di organismi, con etichette Onu o Ue, totalmente prostituiti a programmi devastanti per le masse popolari (compresi i ceti medi) sia per loro diretto interesse che per interessi di quelli che ne manovrano le fila.
    Forse solo votando contro tutti questi stupratori in giacca e cravatta o in vesti porporate si potrà creare qualche condizione politica migliore affinché si metta fine allo scempio…mentre astenersi purtroppo significherà solo mettergli un altro coltello in mano.

    p.s. trovo abbastanza strano e forse anche un po’ vigliacco che partiti dichiaratamente anti immigrazione (tipo lega e Fd’I) perdano tempo a fare manifestazioni anti-inciuci piuttosto che chiamare la gente a manifestare contro tutto il marciume sopra descritto…speriamo che eventuali significativi consensi verso i loro partiti, li porteranno a migliori valutazioni e comportamenti su quello che oramai è forse il problema centrale di questa fase.

  21. Pyter says

    Qualcuno segnali alla Boldrini l’utente Epifanio che da giorni incita all’odio contro asten e sionisti.

  22. gorwelll says

    I Greci hanno votato Syriza, hanno avuto il referendum e dopo 12h. sono stati inchiappettati. I giochi sono chiari. Guardi come nn si riescono mai a mettere d accordo. Sarebbe facile. Ci sono 3 o 4 cose a cui nessuno si oppone se nn una ristretta minoranza. Su quei punti fare accordi andare uniti alle elezioni e realizzarle. Non vedete come questo semplice fatto non avviene mai? Non riuscite davvero a rendere conto come la cose vengono complicate apposta, i partiti si dividono apposta, nuovi partitini nascono per dividere ancora e che non esistono dunque 3 o 4 persone di buon senso che si accordano per fare qualcosa di buono? Ma davvero una cosa così macroscopica vi sfugge?

  23. gian says

    della serie ..”come vedere la politica come il pallone” .. siamo nella media italiana

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