Perché tornare all’oro non è un’alternativa valida al dollaro

Si sta rafforzando una visione comune sul futuro del petrodollaro, ma rimane da capire quale fisionomia prenderà il sistema finanziario alternativo. Sono emerse ipotesi di un eventuale ritorno al sistema aureo. L'articolo prende posizione nel dibattito, delineando i pericoli insiti nell'oro monetario internazionale.

Perché tornare all’oro non è un’alternativa valida al dollaro

Di Matteo Parigi per ComeDonChisciotte.org

Il tema della dedollarizzazione è attualmente il protagonista indiscusso nel dibattito economico internazionale. L’avvento dei BRICS - in procinto di accogliere altri sei membri - e la guerra in Ucraina da cui sono sorte le innumerevoli sanzioni, prima fra tutte l’uscita della Russia dal sistema SWIFT, stanno inesorabilmente de-dollarizzando l’economia globale[1], spingendo in particolare le economie emergenti verso la ricerca di alternative che possano garantire una struttura finanziaria per lo meno regionale, se non proprio alternativa e sovrapposta alla diplomazia del dollaro. Mentre innumerevoli analisti hanno parlato per mesi di una imminente moneta nuova dei BRICS fondata sul Gold Standard, Vladimir Putin ha invece confutato ogni voce a riguardo[2], affermando al contrario che nel cassetto dei progetti c’è la volontà di accordarsi su transazioni reciproche mediante lo scambio di estratti conto delle rispettive monete nazionali, ossia utilizzando le attuali valute statali. Tuttavia, alla luce del dibattito che si è aperto sul tema, giova in ogni caso dimostrare come e perché la (ri)costruzione di un ordine finanziario agganciato all'oro sarebbe controproducente per le politiche e le economie dei paesi interessati.

Sistema monetario internazionale

Prima di analizzare le proprietà del Gold Standard, va definito preliminarmente il suo genere. Esso è innanzitutto una forma di Sistema Monetario Internazionale (SMI): un insieme di regole, definite dagli stati attraverso trattati, per stabilire i criteri di regolamento dei pagamenti internazionali, il regime dei tassi di cambio fra le valute dei paesi membri, le relazioni fra banche centrali e fra i governi stessi in caso di crisi, e/o la formazione di organizzazioni internazionali a cui vengono conferite certe funzioni. In altre parole, nella stanza degli economisti pubblici internazionali si discute se e quali valute internazionali (chiamate anche riserve estere ufficiali) adottare per il commercio tra paesi, quale regime di cambi fissare, se instaurare una circolazione di capitali aperta o mantenere frontiere protezionistiche. Tali decisioni forgiano l’ambiente all’interno del quale gli stati potranno muoversi con le loro politiche, sia tra di loro che ciascuno nella propria economia interna. Alla fine dei conti, chi può decidere quale tipo di SMI instaurare o chi ha al suo interno un ruolo egemone fa il bello e cattivo tempo dei governi che ne sono interessati. Al redde rationem – e questo è un punto molto importante che spero il lettore comprenda – determinate forme di SMI possono essere considerate vere e proprie forme di governo mondiale: chi controlla il, o chi ha più influenza all’interno del SMI sorveglia di fatto la politica degli stati a livello mondiale, o per lo meno continentale-regionale. L’affermazione di una valuta egemone in un sistema internazionale permette allo stato proprietario o al paese ricco (più precisamente l'establishment di potere o deep state che manovra gli stati) di quella valuta di dettare i tempi e le regole del gioco. La manifestazione più chiara della nota affermazione di Mayer Amschel Rothschild: «Datemi il controllo della moneta e non mi interessa chi fa le leggi».

Gold Standard

Il sistema aureo (GS) è prima di tutto un tipo di SMI attraverso il quale gli stati decidono di utilizzare l’oro come moneta di scambio. Nella realtà è difficile che gli stati barattino direttamente l’oro fisico (GS puro). Piuttosto gli stati dichiarano la convertibilità delle proprie monete cartacee con una certa quantità di oro e in questo caso si parla di Gold Exchange Standard (GES). Il sistema funziona quindi se le banche – e in questo caso le banche centrali - detengono un ammontare di oro sufficiente a garantire la convertibilità con le banconote. Queste hanno la funzione di assegni che dichiarano la proprietà personale di un determinato ammontare del metallo. Quindi, per dirla a parole facili, gli stati commerciano tra di loro scambiandosi quantità di oro, o assegni che ne certificano l’esistenza, come mezzo di pagamento.

Ora, se apparentemente il meccanismo non desti alcun sospetto e al contrario potrebbe persuadere molti sulla ragionevolezza e l’utilità dell'utilizzare un mezzo fisico di valore per dare solidità al commercio internazionale, in realtà, alla luce del funzionamento della moneta, il GS presenta in modo evidente molteplici problematiche, le quali largamente sopravanzano i possibili vantaggi. Innanzitutto, l’essenza del GS non risiede tanto nell’attribuzione di valore ad un metallo rispetto ad un altro, quanto al regime di cambio che esso instaura. In altre parole, il GS vuol dire regime di cambi fissi, ossia un SMI nel quale le monete nazionali sono costrette a mantenere un tasso di cambio tra le valute fisso e invariabile, il che, come vedremo, pone un vero e proprio vincolo alle politiche statali.

Regime di cambi e trilemma monetarista

La stretta relazione che ogni stato intrattiene con il SMI presenta, al netto delle innumerevoli variabili che possono influenzare l’economia internazionale, almeno tre elementi connessi tra loro che costituiscono l’ossatura principale del sistema:

1) Regime di cambi = modalità attraverso il quale vengono stabilite le ragioni di scambio tra le valute, ossia i prezzi di cambio (tassi di cambio) tra moneta nazionale e monete internazionali. Vi sono due modalità:

Cambi flessibili: il costo di cambio tra le monete viene deciso dal mercato dei cambi. Non vi è un prezzo fisso. È il regime vigente attualmente a livello mondiale. Se, ad esempio il 30 dicembre 2021 il tasso di cambio dollaro/euro era in rapporto 1,1334 USD/1 EUR, oggi (23 settembre 2023) il rapporto è 1,07 USD/1 EUR. Il tasso muta a seconda delle variabili che influenzano il mercato (offerta di moneta, stato delle finanze statali, aspettative future ecc.).

Cambi fissi: gli stati si accordano per stabilire un tasso di cambio immutabile tra le proprie monete, solitamente garantito dal rapporto di ciascuna valuta intorno ad un valore ritenuto unanimemente valido per lo scambio (come l’oro), oppure intorno ad una moneta tra di esse che faccia da valuta di riserva ufficiale. L’ultimo importante cambio fisso risale al SMI di Bretton Woods in vigore dal 1946 al 1971, il quale prevedeva un cambio fisso di tutte le monete nazionali rispetto al dollaro; quest’ultimo a sua volta doveva garantire una convertibilità fissa con l’oro in rapporto di $35/oncia. L’Italia, per esempio, fissò il cambio della propria lira rispetto al dollaro al rapporto di £625/$1 e per venticinque anni tale rapporto dovette rimanere invariato (sebbene per la precisione fossero consentite oscillazioni non al di sopra dell’1%).

2) Mobilità dei capitali = grado di libertà di circolazione dei capitali. In altre parole, il SMI è fortemente influenzato dall’apertura che gli stati garantiscono agli afflussi/deflussi di ricchezza al proprio interno. Ad un estremo, una completa apertura dei mercati è lo stato di piena globalizzazione e i capitali finanziari sono liberi di essere investiti in qualsiasi paese senza essere tassati o disincentivati, nonché suscettibili di venire ritirati e investiti altrove immediatamente. Dinamica che, come anche il meno esperto intuisce, promuove la speculazione e le fughe di capitali. L’estremo contrario è rappresentato da una piena chiusura delle frontiere commerciali e finanziarie, quindi uno stato di completo protezionismo autarchico.

3) Politica monetaria = il mezzo mediante il quale gli stati creano e gestiscono domanda ed offerta di moneta, di conseguenza tutte le variabili macroeconomiche. Gli stati, attraverso le proprie banche centrali (BC) utilizzano il tasso di interesse sui titoli per influenzare (incentivare o disincentivare) la domanda di denaro e conseguentemente l’offerta, la quantità di moneta presente in circolazione. Politica monetaria e politica fiscale (tasse e spesa pubblica) sono il cardo e il decumano con cui gli stati “fanno politica” in senso pratico. Qualsiasi variabile che influenzi i due strumenti, condizione inesorabilmente la libertà e la capacità degli stati di potere o non potere fare politica.

Ora, se uno stato vuole mantenere una politica monetaria sovrana in una situazione di aperta mobilità dei capitali, deve sperare che il regime di cambi sia flessibile, perché altrimenti il mantenimento del cambio fisso in stato di globalizzazione vanifica ogni possibilità di intervenire con la politica monetaria. Si tratta del c.d. trilemma della politica monetaria (Monetary Policy Trilemma[3]): non è possibile avere stabilità dei cambi, mercati aperti e sovranità monetaria insieme. Possono coesistere solo due delle tre opzioni. Le combinazioni possibili si limitano a tre:

  1. Cambi fissi e perfetta mobilità dei capitali
  2. Cambi fissi e autonomia politica monetaria
  3. Autonomia politica monetaria e perfetta mobilità dei capitali

Qui ci concentreremo sul caso storicamente e teoreticamente più eclatante, ossia il caso 1, le cui dinamiche sono facilmente intuibili anche negli altri due casi una volta capito il meccanismo. Segue una analisi tecnica che il lettore troverà sintetizzata in fondo al paragrafo:

Chi ha un po’ di dimestichezza con l’economia internazionale sa che l’equilibrio nel mercato dei cambi è dato dall’eguaglianza tra tassi di interesse interno e tasso di interesse estero al netto del tasso atteso di deprezzamento:

Tuttavia, in regime di cambi fissi non vi dovrebbero essere aspettative su variazioni future, pertanto l’equilibrio risulta dalla diretta parità dei tassi di interesse:

Significa che la BC non potendo permettere fluttuazioni è costretta a fissare il proprio tasso di interesse in rapporto a quello estero o internazionale. Non potendo decidere il tasso di interesse, la BC fa sì che esista un solo livello di offerta di moneta, gettando al vento la propria autonomia monetaria.

Poniamo il caso in cui uno stato voglia attuare una politica espansiva attraverso un approccio monetario: supponiamo che uno stato voglia aumentare la produzione e sostenere l’occupazione (ricordiamo che il tasso di interesse equivale al prezzo del denaro liquido: più è alto, più è costoso per gli operatori prendere in prestito denaro dalle banche e fare investimenti produttivi): innanzitutto, come detto sopra, non potrebbe modificare il tasso di interesse. Quindi, la BC decide di acquistare attività domestiche rilasciando in cambio moneta in circolazione. Ma ciò causerebbe il deprezzamento della valuta, ossia la fine della parità stabilita con le altre valute. Pertanto, la BC è costretta a vendere a sua volta titoli esteri in cambio di moneta domestica. In pratica la BC sarebbe costretta a ritirare moneta subito dopo averla messa in circolazione, facendo tornare l’economia nel punto iniziale, vanificando così la manovra espansiva.

[caption id="attachment_189117" align="aligncenter" width="420"] Un aumento dell'offerta di moneta sposta la curva AA (equilibrio tassi di cambio/livello di produzione) verso AA2, portando la produzione ad un livello superiore Y2; tuttavia, dovendo mantenere il tasso di cambio a E0, vende attività estere riducendo l'offerta di moneta, riportando così il livello di produzione allo stato inziale Y1.[/caption]

In alternativa i governi possono agire in modo espansivo fondamentalmente in due modi:

  • Politiche fiscali (tagli delle imposte o spesa pubblica) che intervengono più direttamente sulla domanda.
  • Svalutazione, ossia la riduzione del valore della moneta domestica rispetto alle altre. Altro non è che il deprezzamento monetario in regime di cambi fissi, a differenza del fatto che in questo caso il governo dichiara semplicemente che la propria moneta verrà scambiata ad un nuovo tasso di cambi. La svalutazione, rendendo i prodotti domestici più competitivi, crea un eccesso di domanda di moneta a cui corrisponde una pressione all’aumento del tasso di interesse; la BC riesce ad annullare la pressione acquistando valuta estera in cambio di moneta domestica. Il risultato è una crescita espansiva della produzione interna insieme ad un aumento delle riserve estere ufficiali. In questo modo una svalutazione permette di combattere la disoccupazione, migliorare il saldo del conto corrente e aumentare le riserve estere utili. [caption id="attachment_189118" align="aligncenter" width="548"] Un'espansione fiscale sposta la curva della domanda aggregata DD al livello di produzione Y2; l'apprezzamento della moneta (E2) fa sì che lo stato debba ritornare alla parità mediante l'acquisto di riserve estere in cambio di moneta, spostando la produzione e il livello di moneta in Y3.[/caption] [caption id="attachment_189119" align="aligncenter" width="431"] Una svalutazione porta il tasso di cambio a E1 (deprezzamento), a cui corrisponde il livello di produzione Y2.[/caption]

Ma non è finita qui. Purtroppo, a conferma del trilemma inconciliabile, in stato di libera circolazione dei capitali e regime di cambi fissi gli speculatori e i grandi detentori di capitali possono utilizzare tali meccanismi per intervenire con attacchi speculativi a danno di intere nazioni. Essi possono infatti prevedere una futura svalutazione se uno stato sta fronteggiando problemi economici. In tal caso, essi ritengono profittevole ritirare i propri investimenti finanziari dallo stato in crisi; aumenta in questo senso la domanda per le attività estere, in quanto più redditizie rispetto alla futura moneta dal minore valore futuro, e prima ancora che lo stato abbia effettivamente svalutato si assiste ad una fuga di capitali che mette ancora più in crisi il governo in questione. In pratica, la sola aspettativa di una futura svalutazione provoca una crisi della bilancia dei pagamenti a cui lo stato deve rimedire attraverso la vendita di riserve estere ufficiali in cambio di moneta domestica, che viene quindi rimossa dalla circolazione, provocando un ulteriore impoverimento, nonché la perdita di riserve estere utili per il commercio. In conclusione, la crisi iniziale che ha provocato lo squilibrio nei mercati finanziari subisce un ulteriore peggioramento a causa dell’attacco speculativo seguente: un ciclo diabolicamente mortale.

[caption id="attachment_189123" align="aligncenter" width="393"] Nell'equlibrio coordinato tra mercato internazionale dei cambi (grafico in alto) e mercato monetario domestico (grafico in basso), le aspettative sul tasso di cambio futuro spostano la curva dei rendimenti sui depositi esteri in valuta domestica verso destra (punto 2'), costringendo la BC a riportare l'equilibrio monetario verso l'origine (punto 2), ossia attraverso una riduzione della moneta domestica e la vendita allo stesso tempo di riserve estere ufficiali.[/caption]

Per fare una sinossi, l’agganciamento della propria moneta nazionale ad un cambio fisso, fa sì che la BC sia costretta a mantenere fisso il suo tasso di interesse, affinché non avvenga che in caso di variazione, la valuta subisca differenze di rendimento; in quest’ultimo caso infatti o la BC interviene modificando le proprie politiche fiscali, o tramite una svalutazione/rivalutazione, oppure emerge il rischio di azioni da parte degli operatori dei mercati finanziari dannosissime per la stabilità economica dello stato. In tutti i casi la parità dei cambi e la sensibilità (o sottomissione) alle dinamiche degli attori internazionali annulla la possibilità di utilizzare manovre monetarie interne a sostegno dell’occupazione e della produzione, soprattutto se in presenza di libera circolazione di capitali. È una forte esposizione alle decisioni e alle volontà politiche altrui, che indebolisce drasticamente la sovranità nazionale.

Ulteriori criticità del sistema aureo

Quanto descritto sopra si è già storicamente verificato, precisamente durante la c.d. prima Grande Depressione del secondo Ottocento (1873-1914) quando il funzionamento del GS in un’Europa fortemente globalizzata causò una drastica depressione, il calo dei prezzi delle materie prime a cui era collegata una disoccupazione dilagante e un’occupazione a salari bassissimi. Problemi endemici non rimediabili con interventi convenzionali a cui soltanto la Prima Guerra Mondiale pose fine, tagliando la catena della parità fissa in tutti gli stati.

Il sistema aureo tornò in scena (dopo una breve parentesi negli ultimi anni ’20) alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con gli Accordi di Bretton Woods e il correlato General Agreement on Tariffs and Trades (GATT), trattati che diedero vita al SMI fondato su un GES dominato dal dollaro. Fino al 1973, anno in cui il ministro del tesoro Connally durante l’amministrazione Nixon terminò la convertibilità aurea del dollaro, tutti gli stati dovevano subire l’economia statunitense: gli stati erano tenuti a gestire le loro finanze a seconda dei parametri di Washington e allo stato delle finanze della FED, per non sforare nella instabilità monetaria col dollaro; inoltre non erano nella libertà di poter svalutare o adottare politiche autonome senza l’assenzo o le condizionalità imposte da istituzioni come il FMI e la Banca Mondiale.

Se quella fase è tuttora conosciuta come un trentennio di crescita, sviluppo e raggiungimento del benessere è merito del fatto che a differenza del primo GS, nel secondo dopoguerra gli stati erano ben lungi dal voler tornare ad una economia aperta e incontrollata come quella che aveva causato le due Grandi Depressioni (dell'Ottocento e del 1929). Gli stati post-WWII potevano ancora avere controllo sovrano sugli spostamenti di merci e ricchezze finanziarie. Le grandi crisi finanziarie causate dalla globalizzazione sono tornate (in Occidente) nel 1992, quando Inghilterra e Italia subirono un attacco speculativo che le fece uscire entrambe dal Sistema Monetario Europeo a cambi fissi.

Pertanto, l’adozione di un SMI su base aurea, come viene tuttora prospettato e caldeggiato per il nuovo mondo multipolare, significherebbe legare le monete ad una parità col valore dell’oro che limiterebbe drasticamente il margine di manovra politica di ciascuno stato. Sebbene la tesi a favore dell’oro accolga il vantaggio di avere prezzi stabili a livello internazionale e quello di vincolare l’offerta di moneta alla domanda effettiva, dal sistema aureo nascono al contrario molteplici svantaggi oltre a quelli già analizzati:

  • Annullamento della politica monetaria, che significa limitazione della sovranità nazionale.
  • Il livello dei prezzi risulta stabile solamente a patto che anche il prezzo relativo dell’oro in termini degli altri beni lo sia.
  • Essendo l’oro una risorsa finita, le riserve auree non possono aumentare se non al crescere delle scoperte aurifere. Inoltre, la competizione per l’oro già esistente provoca una competizione restrittiva (vendita di riserve per ricevere oro) a danno dell’occupazione.
  • I paesi più ricchi di oro sarebbero avvantaggiati.
  • La quantità delle transazioni economiche attuali supera largamente la quantità di oro effettivamente disponibile.

Tornando alle voci sui BRICS (ma l'argomento vale per qualsiasi attore), un SMI che instauri vincoli alle manovre monetarie sarebbe una aperta contraddizione con la filosofia del multipolarismo, la quale afferma esattamente l’indipendenza e l’autodeterminazione di ciascuno stato, in opposizione all’egemonia delle istituzioni globaliste. Va detto che l’alternativa alla stabilità dei tassi di cambio, cioè cambi flessibili, non è meno sensibile ai rischi che derivano da un sistema fortemente aperto e sregolato, confermando ogni volta quanto i mercati finanziari siano la peggior minaccia alla pace[4]. Non a caso si parla anche di trilemma finanziario (Financial Trilemma)[5]: inconciliabilità tra sovranità, apertura ai mercati finanziari, stabilità finanziaria. Pare quindi sensata la scelta della Russia dichiarata al vertice di Johannesburg di evitare un ritorno alla parità aurea. L’abilità adesso consiste nel sapere quale alternativa dare alla fine del dollaro mondiale, se ci saranno nuove potenze egemoni o nuovi attori sovranazionali in grado di governare la finanza mondiale e quanto le sovranità nazionali anti-globaliste saranno in grado di affermarsi anche al di là della ex cortina di ferro.

Di Matteo Parigi per ComeDonChisciotte.org

NOTE

[1] https://comedonchisciotte.org/il-declino-del-petrodollaro-mettera-in-crisi-legemonia-statunitense/

[2] https://comedonchisciotte.org/putin-abbatte-la-favola-della-moneta-dei-brics-legata-alloro-si-commercia-con-le-valute-nazionali/

[3] M. Obstfeld, A.M. Taylor, International monetary relations: taking finance seriously, National Bureau of Economic Research, Cambridge, 2017.

[4] https://www.latimes.com/archives/la-xpm-1998-aug-23-op-15742-story.html

[5] Obstfeld, Taylor, p.23.

Commenti (61)

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    1. Spartan 18 novembre 2023

      Il dollaro resterà la moneta di riferimento , almeno, fino alla Terza Guerra Mondiale.
      Tutto è valutato in dollari. Tutte le materie prime, i PIL dei Paesi gli interscambi commerciali e, perfino, le cripto valute.
      Nei BRIC, se ci saranno rapporti commerciali, la valutazione delle proprie monete, sarà sempre calcolata in riferimento al dollaro. Perchè è quest'ultimo che influisce maggiormente sul valore delle altre monete.
      L'attacco di Soros alla lira italiana fu fatto con dollari americani , non con real brasiliani.....

    2. Megas Alexandros 19 novembre 2023

      Spartan, vista la tua estrema sicurezza che mostri nel dare sentenze in questo post (per te certe, per me totalmente errate!!!), mi permetto di farti una domanda, alla quale spero tu mi risponda: "Visto che la maggior parte dei prodotti nel mondo sono prezzati in dollari, quando qualcuno acquista dollari per pagare tali prodotti, cosa dà in cambio?????"
      Attendo la Tua risposta grazie!

    3. Spartan 20 novembre 2023

      Svicoli dal punto . In ogni caso, che si dia, in cambio, la moneta nazionale o fogli di carta igienica, per avere prodotti, servono dollari . E, se, qualcuno, ha cercato di opporsi a questa imposizione, ha sempre fatto una brutta fine.
      Le 12 flotte d'attacco ,americane, non servono per difendere gli USA. Servono per difendere il dollaro. L'arma di controllo totale, sul mondo

    4. Megas Alexandros 20 novembre 2023

      Quindi le portaerei servono per difendere il fatto che tu ottieni dollari in cambio della tua moneta nazionale che crei dal nulla!!!! Altrimenti senza portaerei cosa succederebbe??? ogni giorno in tutto il mondo si scambiano migliaia di miliardi nelle valute più diverse.... ma non si comprende la funzione delle portaerei....Quando tu acquisti una Toyota ed il concessionario giapponese riceve Yuan e la BOJ un estratto conto in euro... che hai le portaerei giapponesi sotto casa???!!!
      Io non svicolo niente.... ti ho solo fatto vedere con la pratica reale dei fatti, che prezzare un bene in dollari non ha nessun significato reale e pagarlo in dollari lo puoi fare tranquillamente comprando dollari in cambio della tua valuta.... avviene così da oltre 200 anni.... Anche il Burundi compra petrolio in dollari in cambio dei Franchi del Burundi.
      Le valute dei BRICS ad oggi non sono in cambio fisso con il dollaro.... questa è una tua invenzione.
      I cambi delle valute sono influenzati dall'import ed export di beni e capitali e dalle politiche monetarie che mettono in atto le Banche Centrali.
      "L'attacco di Soros alla lira italiana fu fatto con dollari americani, non con real brasiliani….."
      Questa è una frase della quale solo tu puoi spiegarci il significato..... che allo stato attuale pare avere nessun senso....
      Soros attaccò l'Italia vendendo Lire allo scoperto..... e con cosa avrebbe coperto tale speculazione - se con dollari o real brasiliani è totalmente ininfluente - sarebbe stata solo una questione di cambio riconducibile all'essenza del patrimonio di Soros, che è libero di tenerselo nella valuta che crede.

    1. DOLMEN 18 novembre 2023

      Riguardo all'oro c'è più ideologia che analisi obiettiva, nemmeno io sono obiettivo però dico la mia.

      a- l'oro è odiato dai banchieri centrali perchè fa concorrenza alle valute fiat, il disprzzo per l'oro è causato da questa ideologia dominante.
      b- il problema principale dell'oro è che le popolazioni aumentano, le economie si espandono e cè bisogno che anche la massa monetaria si espanda, ma come sappiamo l'oro non si può espandere.
      c- E' vero che esisteva un sistema praticamente a cambi fissi, 625 lire / dollaro, ma questo dipende dalle regole e non dal gold standard, anche oggi vi sono economie che provano ad avere un cambio fisso con il dollaro (lo ha fatto l'Argentina varie volte prima delle bancarotte). Il sistema a cambi fissi è continuato per molti anni anche dopo l'abbandono del gold standard.
      d- Più una teoria viene criticata e giudicata assurda, più poi viene applicata nella pratica. La continua stampa di valuta in pratica è una Modern Money Teory mascherata, nessun banchiere al mondo vi dirà di praticare la MMT.
      e- Facciamo finta di non capirci nulla, c'è da chiedersi come mai la Cina, ma anche gran parte delle economie BRICS+ continuino ad accumulare oro se questo non serve a nulla. A meno di fortissime rivalutazioni l'oro non può diventare moneta, ve ne è troppo poco, ma può diventare una parte importante di un paniere di comodities che facciano da supporto ad una nuova valuta globale. Il problema non è l'oro, ma la valuta globale che diventa una gabbia come lo è l'euro per gli europei. Il fatto che Putin per il momento dica di preferire l'utilizzo di valute nazionali invece di una nuova moneta globale dipende dal fatto che vuole continuare con i cambi flessibili.
      f- ci sarebbe poi da chiedersi cosa succederebbe alle valute in caso di guerra cina-usa o di guerra mondiale.

    2. Megas Alexandros 19 novembre 2023

      Primo la MMT non ha mai affermato che ci debba essere una continua stampa di moneta senza freni, ma che la stampa della moneta debba rispettare le risorse disponibili (umane in primis) e tener conto dell'impatto inflattivo della spesa che facciamo con i soldi stampati.
      Secondo la politica del cambio fisso è essenziale per il corretto uso della moneta moderna.... per le ragioni spiegate bene nell'articolo.
      Il resto non ho ben compreso quel sarebbe il tuo punto di vista!

    1. Tipheus 17 novembre 2023

      Faccio umilmente notare che la premessa di questo dotto articolo contiene un errore. Dice che il GES è un sistema di cambi fissi. Ma dov'è scritto? Nel breve termine puoi anche stabilire, come a Bretton Woods, che tot lire fanno un'oncia d'oro. Se la tua bilancia dei pagamenti va troppo in rosso, e non hai più riserve per difendere quel cambio con l'oro,... nel medio termine la svaluti, e diventa tot+X lire = un'oncia d'oro. L'uso dell'oro non implica né logicamente né in alcun altro senso la presenza di cambi fissi. I cambi fissi sono solo una scelta politica (sciagurata).
      Semmai, un sistema basato su una materia scarsa, e forse sempre più scarsa, comporta la necessità di continui aggiustamenti deflativi: se aumentano gli scambi, aumenta la necessità di moneta, ma l'oro è sempre quello. Quindi sale il prezzo dell'oro, cioè aumenta, in proporzione il valore della moneta a questo agganciata. Se una nuova "lira" vale un'oncia d'oro, col tempo con una nuova lira potrai comprare sempre più cose, man mano che l'oro diventa più insufficiente agli scambi globali. Questo significa che i prezzi devono scendere in continuazione. Ma la storia insegna che ci sono rigidità verso il basso (vai a diminuire, anche per scherzo, gli stipendi e scoppia la rivolta, se invece gli fai aumentare i prezzi tutti mugugnano e basta). E quindi le allocazioni dei fattori si inceppano e l'economia si ferma, causando disoccupazione. Per evitarlo devi in continuazione svalutare la moneta nazionale rispetto all'oro. Insomma, un sistema poco efficiente e poco stabile. Il problema è questo, non la fissità dei cambi che non è affatto implicata dal cambio in oro.

    2. Matteo Parigi 18 novembre 2023

      No, l'errore è da parte sua, si rilegga meglio l'articolo:
      1) Il Gold Standard è dichiaratamente un regime di cambio fisso nella misura in cui ogni eventuale variazione di convertibilità tra moneta domestica e oro internazionale fa scattare immediatamente la spirale del deflusso/afflusso in valute estere. Motivo per cui la banca centrale è poi costretta a fare interventi "lacrime e sangue" per riportare la parità.
      2) L'unico modo (buono e giusto) per modificare il tasso è la svalutazione (o rivalutazione) ma in tal caso, in una situaizone ipoteticamente "naturale", inizierebbe la corsa di ogni pese alla propria svalutzione, ma così la situazione rimane invariata. Motivo per cui:
      3) Il GS non può esistere se non appunto accordandosi per un convertibilità fissa, perché chi lo desidera è proprio perché vuole STABILITA' dei prezzi, altrimenti è mero mercato delle valute.
      4) Ogni intervento di svalutazione/rivalutazione deve quindi venire approvato/concesso/permesso dai detentori delle decisioni politiche del sistema (quindi FMI, Banca Mondiale, Istituzioni finanziarie sovranazionali ecc.). Per capirci, il GS impone un governo mondiale delle politiche monetarie a discapito delle sovranità nazionali.
      5) A Bretton Woods fu deciso di imporre un GES a cambi "fississimi" altro che "semplice decisione politica di breve periodo" come dice lei. Le poche svalutazioni furono CONDIZIONAMENTI POLITICI altro che naturale mercato dei cambi. Secondo lei in che modo Usa e istituzioni finanziarie hanno governato l'Europa post-WWII concedendo un ripresa economica funzionale? Piano Marshall, NATO, Moro ecc. Governi filo-Washington in cambio di concessioni monetarie interne le dicono nulla?
      6) Quando mai c'è stato un GS a cambi flessibili? Non mi risulta.

      Grazie del commento.

    3. Megas Alexandros 19 novembre 2023

      Il GS - ovvero quel sistema fantomatico mai esistito nel mondo ma solo fatto credere per necessità ed interessi elitari di saccheggio - in se’ per se’ è un sistema di cambio fisso, poiché dovrebbe garantire la convertibilità della moneta in oro. Dal momento, come dice lei, che si opera una libera svalutazione facendo fluttuare la valuta sul mercato, entriamo in regime di cambi flessibili. Quindi, con tutta sincerità, non comprendo cosa lei contesterebbe all’autore dell’articolo. Magari se ce lo spiega meglio in breve potremmo convenire. Ma allo stato attuale mi sembra un soltanto un problema di contraddizione in termini…. come credo di aver spiegato sopra.

    1. AlbertoConti 17 novembre 2023

      Esiste, potenzialmente, un mercato dei cambi veri, dove s'incontra domanda e offerta legate alle reali esigenze di import-export, e un mercato dei cambi speculativo, quello reale, costola della finanziarizzazione selvaggia, cancro dell'economia moderna. Il FOREX scambia quotidianamente multipli assurdamente elevati di masse monetarie nelle diverse valute rispetto a quelle invece scambiate nel commecio con l'estero, sostituendo logiche speculative finanziarie apolidi a logiche di equilibrio tra volere/potere di scambio merci tra Stati, che vorrebbero essere sovrani. Questo consente gli attacchi speculativi alle singole valute citati nell'articolo e in ogni caso stravolge il naturale equilibrio dei cambi flessibili, minandone la convenienza sistemica, di ogni valuta rispetto alle altre. Idem per il movimento di capitali. Se si potesse bandire la speculazione finanziaria fine a se stessa, che ha trasformato l'economia in un casinò regalando inaudite concentrazioni di ricchezza ai peggiori squali, divenuti "Padroni Universali", molti dilemmi e trilemmi scomparirebbero d'incanto, per lasciar spazio alla semplicità delle regole monetarie ad uso umano.

    2. AlbertoConti 17 novembre 2023

      Quanto al gold standard, è sempre stato un imbroglio. Meglio lasciarlo perdere.

    3. Nonso 17 novembre 2023

      Ottimo intervento. E' prevista una data fatidica in cui smetterano di speculare con la fidanza? Se non esiste, forse è ora di cambiare paradigma, di fondarne un altro.

    4. AlbertoConti 17 novembre 2023

      Bella domanda. La data è la fine della guerra dichiarata dai padroni universali all'umanità. O dal demonio, "principe di questo mondo" (in tal caso la vedo grigia).
      In pratica è la data nella quale l'umanità comprenderà di essere vittima, ma anche complice in qualche misura, degli imbrogli della finanza speculativa, che rende concreti i mostri al governo, dietro i vari deep state. La moneta è lo strumento abusato a tal fine, ma è al contempo uno strumento irrinunciabile nella moderna vita organizzata.

    5. Megas Alexandros 17 novembre 2023

      E sottolineo “sempre”

    6. Nonso 17 novembre 2023

      Non dico di rinunciare a niente, ma dico invece che se non attuiamo quanto prima

      *SUBITO*

      un sistema alternativo col quale "tenere botta" [finché il Grande Risveglio non si concretizzerà], non vedremo alcun Risveglio, saremo inglobati - è il caso di dirlo - dallo strozzinaggio speculativo e dalle colonizzazioni economiche. E le aziende se andranno all'estero, chiuderanno, e quelle poche che resteranno dovranno competere con le nuove arrivate: in altre parole, di quelli che restano, pagheranno i lavoratori in termini di diritti, salari in primis. Questo solo per esporre sommariamente uno scenario, perché le ripercussioni sono molte di più, come ben sappiamo.

      Con "tenere botta" intendo dire che si possono riattivare molti settori dell'economia (quelli che in Italia mandano avanti oltre il 41% della baracca) con proposte dal basso. Non significa tornare al baratto, significa tamponare con una nuova forma di baratto, al fine di tenere in vita il paziente.

      Cioè, durante una guerra curi il ferito come puoi, non è che aspetti che ricostruiscano l'ospedale che hanno bombardato nell'attacco del giorno precedente. No?

    7. Martin 18 novembre 2023

      Molto meno imbroglio del dollar standard post Nixon 1971

    1. sbregaverse 17 novembre 2023

      Parigi val bene una messa~ggiata.

    1. ignorans 17 novembre 2023

      Si tratta di un articolo tecnico scritto da tecnici.
      E va bene.
      Però al di là degli aspetti tecnici, cosa e davvero importante?
      Faccio un esempio. Io sono lo stato x e voglio comprare carri armati dallo stato y.
      Come pagherò?
      Il tema è interessante. Ma non è di maggiore interesse il fatto che sarebbe meglio che quei carri armati non li comprassi?
      Questo è il dramma dei nostri tempi. Ci focalizziamo sulle tecniche e di conseguenza promuoviamo i tecnici. Purtroppo i tecnici ci aiutano poco a comprendere dov'è il punto

    2. Megas Alexandros 17 novembre 2023

      Invece è proprio il contrario…. sono i tecnici bravi ed onesti che ti fanno capire il punto….. e questo articolo te lo fa capire molto bene. Come usare lo strumento è per cosa usarlo è sempre una scelta politica fatta dall’uomo. Non occorre spiegare che non bisogna uccidere ma spiegare che con il coltello si può uccidere

    1. Megas Alexandros 17 novembre 2023

      Visto che condividiamo il tuo pensiero filosofico….. articoli come questo non sono teoria ma servono a far capire come stanno realmente in pratica le cose…. questo per rimettere le cose al loro posto in linea con la tua filosofia. Tu fai fatica a razionalizzare il colpevole fra lo strumento e chi invece usa in modo distorto lo strumento. Se non facciamo capire alla gente che stanno usando male lo strumento…. non si cambia filosofia.

    1. PietroGE 17 novembre 2023

      Se ho capito bene, il messaggio dell'articolo è che la dedollarizzazione , e quindi il multipolarismo, è un affare molto più complicato di quello che ingenuamente si sperava. Anche se la moneta cinese sostituisse il dollaro in un futuro più o meno vicino il problema sarebbe la rinuncia alla sovranità nazionale in materia economica (e quindi anche militare) a favore della nazione che gestisce la moneta di riferimento e quindi l'economia globalizzata. In pratica ,la politica economica dei Paesi BRICS sarebbe decisa dal Comitato Centrale del PCC. Sono d'accordo anche io sul fatto che un nuovo sistema monetario legato all'oro sia ormai fuori dai progetti di tutte le nazioni, tranne ovviamente di quelle che producono oro.

    2. Megas Alexandros 17 novembre 2023

      L’articolo non dice questo e non fa previsioni ma afferma chiaramente che non esiste necessità di legare una moneta a qualcosa di certo (cambi fissi), come non esiste la necessità di una moneta di riserva per gli scambi internazionali, che si possono fare tranquillamente, come avviene ora tra i Brics, attraverso le valute nazionali.

    1. mago 17 novembre 2023

      Parlano tutti di euro digitale dollaro digitale e tutte le monete digitali cryptyo parlare di oro mi fa tornare indietro nel tempo che strano.

    2. Megas Alexandros 17 novembre 2023

      Un conto è la CBDC (mezzo di pagamento probabilmente a corso legale), altro conto sono le crypto (strumenti finanziari ad alto rischio in pratica “aria fritta”).

    3. mago 17 novembre 2023

      si era un per dire tutti che spacciano il digitale come la soluzione futura e poi si compra e si parla di oro in certi momenti burrascosi,come mille anni fa buffo no?

    4. Rama 18 novembre 2023

      Infatti! E quello che avevo detto ma nessuno mi ha capito! Tutti gli stati che vogliono rompere il monopolio del dollaro comprano oro io come privato cittadino perché non lo dovrei fare? Io non sono inteligente e neanche tanto studio ho, ma il cuore mi dice che tra poco avremo bisogno di altro per andare avanti!

    5. mago 18 novembre 2023

      si un bel ak 47...ricordati che anni fa non molti negli usa detenere oro era illegale e lo sequestravano...oggi lo devi dichiarare al fisco se un domani lo vuoi impegnare o commerciare, quindi il rischio che lo sequestrino non e`che sia una supposizione campata per aria e demenziale.

    1. Arian Van Heisen 17 novembre 2023

      Già, il Trilemma Finanziario, ovvero chi Controlla il Controllore ?

      ottimo articolo Matteo..!

    1. Martin 17 novembre 2023

      Ottima analisi, ma nessuno pensa seriamente ad un ritorno al gold standard

    1. Matteo Parigi 17 novembre 2023

      Non v'è alcuna teoria pura. Ho letteralmente descritto meccanicamente come funzionano i sistemi monetari internazionali ed il gold standard di fatto. Il resto dei temi che pone non c'entra nulla. Tra l'altro pubblicherò prossimamente un articolo sul capitalismo ed una soluzione ad esso. Grazie comunque del commento!

    2. Martin 17 novembre 2023

      Urca, con "una soluzione al capitalismo", con tutto il rispetto ma stai sparando molto, ma molto alto

    3. Megas Alexandros 17 novembre 2023

      Anche i sistemi complessi hanno una verità applicativa ben definita.

    4. Martin 17 novembre 2023

      Se me la descrivi l'alternativa, in versione "nuovo Esopo", comunismo a parte.....la socialdemocrazia resta capitalismo con una ampia componente redistributiva. Se perfino i Cinesi sono passati dal comunismo al capitalismo, controllato da un partito unico autoritario...ed anche i Russi hanno un sistema capitalistico.....
      I punti che restano sono il grado di liberismo e di interventismo, ed il grado della componente redistributiva, ma sempre in un sistema capitalistico.

    5. Arian Van Heisen 17 novembre 2023

      Il denaro si crea sulla base del Lavoro, questo in teoria, poi in pratica
      i manovratori cioè i Controllori del denaro spesso Frodano sulle regole

    6. Nonso 17 novembre 2023

      Con tutto il rispetto di Martin, cioè alcun rispetto

    7. Nonso 17 novembre 2023

      Il denaro si crea sulla base del lavoro che a sua volta corrisponde alle esigenze di crescita e benessere della società

    8. Arian Van Heisen 17 novembre 2023

      E questo è il compito della Politica eletta dal Popolo che invece viene eletta dai Controllori.

    9. Nonso 17 novembre 2023

      Bisogna smettere di lamentarsi e strutturare nuovi modelli di azione politica EXTRAistituzionali

    10. Martin 17 novembre 2023

      Non aspetto il nuovo Esopo

    1. Nonso 17 novembre 2023

      Matteo Parigi, per leggere i tuoi articoli bisogna fare un'ora di meditazione preventiva.

      Se ne potesse parlare davanti ad un bicchier di vino sarebbe cosa gradita.

    2. mago 17 novembre 2023

      un consiglio,quale vino da meditazione in questo caso ?

    3. Nonso 17 novembre 2023

      Il Parigi ama scherzare.
      Io volevo condividere un momento di conversazione leggera sul tema, per meditare abbiamo ampio spazio nei tempi immediatamente precedenti alla lettura dei suoi scritti. E pure dopo non guasta.

      Monica o Amarone non erano le mie intenzioni, per intenderci, piuttosto un Sangiovese tardopomeridiano, ma lui si prende sempre così sul serio e poi è di un pignolo, guarda...

    4. mago 17 novembre 2023

      perfetto Monica mai sentito mi documento...pensavo ad un Barolo..

    5. Nonso 17 novembre 2023

      Scontato

    6. sbregaverse 17 novembre 2023

      Secondo me Monica ha un ~ic~ in più .Mentre l'etimologia dell'Amarone non mi garba.
      ( alfa privativo senza .......)

    7. mago 17 novembre 2023

      e mi e ti el toni ghe...

    8. Nonso 17 novembre 2023

      Devi essere colabrese

    9. mago 18 novembre 2023

      mi mancano i capelli biondi e gli occhi azzurri...

    1. Rama 17 novembre 2023

      Quante pippe mentale per farci cambiare l'idea. Io continuerò ha comprare l'oro ogni volta che me lo permetto!

    2. Matteo Parigi 17 novembre 2023

      L'oro liquido detenuto da privati non ha nulla a che vedere con la valuta aurea utilizzata come ragione di scambio internazionale. Faccio mea culpa per non aver precisato questo punto.

    3. Nonso 17 novembre 2023

      Grazie, stavo per dirlo io.
      Oh, ma allora? Organizziamo per il bicchiere di vino insieme?

    4. Matteo Parigi 17 novembre 2023

      Volentieri. Ma non prima di aver meditato, altrimenti non ci intendiamo.

      Un abbraccio

    5. mago 17 novembre 2023

      spero abbia una buona cassaforte oggi come oggi non si sa mai.

    6. Nonso 17 novembre 2023

      Giusto.

      Una bella cassaforte dove conservare i preziosi insieme ai resti dei nemici sconfitti. Che non ci piace si sappia in giro che li abbiamo massacrati: siamo mica Sion

    7. Megas Alexandros 17 novembre 2023

      L’articolo tratta tutt’altro argomento e non ha come obbiettivo quello di non convincerti a comprare oro. Noi qua a CDC, siamo economisti non consulenti finanziari e ci guardiamo bene dall’ esserlo. Qui di tu sei libero di investire dove meglio credi e ti auguriamo anche buona fortuna!!!

    8. Rama 17 novembre 2023

      Questo lo avevo capito, ma. Meglio essere preparati, la gente sente che oro non lo prendono in considerazione, bla, bla,bla e può essere facilmente convinta. Siccome io non credo nel bene prendo le misure che meglio considero per me.

    9. Rama 17 novembre 2023

      Si.

    10. Rama 17 novembre 2023

      Ti avevo capito, so, io non so esprimere correttamente i miei pensieri, soprattutto quando devo usare l'italiano e comunque mi esprimo meglio parlando non scrivendo! Leggendo il tuo articolo (io sono fatto al contrario) mi si accesa la lampadina, perché io da tanto tempo non mi fido di questi ne de uni ne de altri. Per me sono tutti in combusta, chi più chi meno sono tutti lato contrario agli umani. Quindi da prima dalla disfatta dove ci hanno fatto vedere che possono fare quello che vogliono senza essere puniti io ho cominciato a prevedere al futuro, sono quasi pronto a tutto! In banca tengo solo che serve per andare avanti.

    11. Cachafaz 17 novembre 2023

      Le regole sono che chi ha i soldi tiene la cassaforte vuota, per bellezza, disorientare i ladri. Nella cassetta di sicurezza in banca invece, va tenuta la pistola; come fanno i cinesi in Italia.

    12. mago 18 novembre 2023

      le banche hanno orari di chiusura e il sabato e domenica sono chiuse...metti che....

    13. Nonso 18 novembre 2023

      Se vuoi esporre anche le regole per chi non ha soldi e nemmeno pistole, poi vinca il miliore

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