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Nazionalisti, Patrioti e ex banchieri dei Rothschild

DI RAUL ILARGI MEIJER

zerohedge.com

Se e quando un ex banchiere dei Rothschild comincia a spiegare che cosa significano veramente le parole nei nostri rispettivi linguaggi, dobbiamo fare attenzione. Anche se ha dozzine di speech writers professionisti e spin doctors che lo fanno per lui. E anche se il significato e l’interpretazione delle parole, nonostante possano sembrare facilmente traducibili, si differenziano tra inglese, francese, tedesco, russo, cinese a tal punto che ‘Lost in Translation’ sarebbe un eufemismo.

Ma se siete quel banchiere dei Rothschild che divenne presidente in Francia attraverso un processo che nessuno capirà mai, e ospitate il centenario di quella che fu forse la peggiore guerra della storia, da celebrarsi con “leaders”, nessuno dei quali ha dimostrato nei fatti alcuna memoria del “This must never happen again” [questo non dovrà accadere mai più NdT] con cui la guerra finì, potete sperare di farla franca distorcendo sia la storia che la lingua.

L’intero uditorio di Macron era pronto a recepire un messaggio che sembrava caritatevole, sincero e amorevole, ma che forse più di tutto era un ennesimo affondo ad uno dei suoi ospiti, il presidente statunitense. E quelli se ne compiacevano. Pur di apparire uniti contro Trump, possono far dimenticare ai loro popoli, ai loro elettori, e forse a loro stessi quanto in realtà siano divisi.

Non era altro che un ennesimo circo, un’altra piece teatrale, nonostante essa fosse stata puntigliosamente elaborata nel corso di mesi dai migliori registi e sceneggiatori che la Francia possa offrire. Il tema di fondo: L’EU è buona, così come l’ONU, la NATO etc. La lista dovrebbe includere l’FMI, la Banca Mondiale e così via. Le grandi istituzioni globali sono il bene, tanto più grandi tanto meglio, mentre criticarle non sta bene.

Gli spin doctors di Macron se ne sono usciti con delle frasi scelte per esprimere quei sentimenti. E siccome non sono riuscito a trovare nessuno che abbia esaminato quelle frasi se non con silenziosa e cieca ammirazione (indubbiamente a causa della solenne occasione), permettetemi di farlo. Ecco alcune delle cose che Macron ha detto, come sono state tradotte in inglese dai media angloamericani.

Ebbene, è vero, i vecchi demoni stanno risorgendo. O piuttosto, sono anni che risorgono. Le vendite di armi della Francia ai leader di paesi, spesso dittature, che si potrebbero classificare come ‘nazionalisti’, non si sono mai ridotte negli ultimi 100 anni. Come paese, come società, almeno a livello di leadership, non si è imparato niente. La sola giustificazione che Parigi è riuscita a fornire al riguardo è che nemmeno gli altri paesi che mandarono la loro migliore gioventù a farsi massacrare hanno imparato alcunché.

Ma il colpo di genio degli spin doctors viene subito dopo: “Il patriottismo è l’esatto opposto del nazionalismo. Il nazionalismo è un tradimento del patriottismo.” Non sono un linguista, ma sia io che voi ne sappiamo abbastanza di lingue per capire che questa è una totale assurdità. Potete provare a scovare qualche differenza tra nazionalismo e patriottismo, se volete, ma non saranno mai l’opposto. A meno che non siate Macron in cerca di una frase ad effetto o scrivete i suoi discorsi.

Ovviamente, Macron lo ha detto perché Trump recentemente si è dichiarato nazionalista. E Macron ora può sostenere che ciò significhi che Trump non è un patriota. Il che, lo sappiamo tutti, è parlare a vanvera. Perché Trump l’ha detto parlando di commercio, dell’economia USA. E ciò non prova assolutamente che egli non ami il suo paese. Ma quello è ciò che Macron suggerisce. Egli sostiene che i patrioti amano il loro paese, e poiché il nazionalismo è l’opposto del patriottismo, Trump non ama l’America.

Poi, di nuovo riferendosi a Trump senza menzionarlo (se solo ne avesse il fegato), Macron afferma che i nazionalisti se ne infischiano di ciò che accade a chi non è cittadino del loro paese. Mentre molto più probabilmente significa – lo dico in punta di piedi – che ci sono popoli che prima si prendono cura della propria gente, e poi degli altri, e suppongono che tutti i paesi facciano lo stesso. Anche Macron lo fa. Ma ciò è molto diverso da ‘a prescindere da cosa possa accadere agli altri”.

Trump fu eletto perché molti americani si sentono fregati, perché il lavoro è scomparso, perché non arrivano alla fine del mese. Macron fu eletto fondamentalmente per le stesse ragioni: il sistema politico in vigore non è riuscito a proteggere le persone. In molti altri paesi si stanno sviluppando le stesse dinamiche. La risposta di Macron è enfatizzare, anzi celebrare, l’importanza delle stesse istituzioni che sono state strumentali a che tutto ciò accadesse.

Ergo: Macron è un globalista. O forse dovrei dire che lui crede nel globalismo, prima che qualcuno intervenga per associare questa frase al giudaismo. Macron crede in economie globali e in istituzioni globali, al contrario di Trump. The Donald riconosce che le banche globali e le multinazionali siano in larga parte responsabili della perdita di occupazione in America a favore di paesi con un minor costo del lavoro. I suoi dazi, specialmente contro la Cina, affrontano proprio quel problema. Anche se è chiaramente combattuto quando compagnie americane approfittano degli stessi meccanismi.

Però, ciò non significa che Trump non sia un patriota. Ma quello è precisamente ciò che Macron ha insinuato domenica. Secondo lui uno non può essere allo stesso tempo un nazionalista ed un patriota. Avrebbe fatto meglio a lasciar dire ai milioni che morirono 100 anni fa, che lui commemorava, come la pensavano al riguardo. Gli sfortunati che morivano dissanguati nelle trincee si ritenevano nazionalisti o patrioti? Non sarebbe stata l’ultima cosa a passargli per la mente? E quella domanda non dice tutto quello che c’è da dire al riguardo?

Non mette nella giusta prospettiva i velati attacchi di Macron nei confronti di Trump, mentre quest’ultimo era seduto proprio lì? Il banchiere ragazzo-prodigio che tenta di ottenere qualche forma di superiorità morale sul magnate dell’edilizia sulla testa, i corpi putrefatti e la memoria di soldati francesi, inglesi e americani che morirono di una morte che il mondo occidentale non può più nemmeno immaginare (mentre aiuta attivamente a infliggerla in Yemen)? E poi tutti i media vanno avanti a elogiare le belle parole, anzi le dediche, di Macron?

100 anni dopo il ‘Never Again’, la Francia, la Gran Bretagna, la Russia e gli Stati Uniti stanno ancora vendendo armi per miliardi a regimi che sanno le useranno per perpetrare abusi. Purché ne ricavino la loro percentuale, giusto? Suggerire che Trump sia in qualche modo peggio degli altri è ridicolo. Anzi Trump è un po’ meglio degli altri come guerrafondaio. Se non altro lui deve ancora provarlo. Mentre gli altri hanno già dimostrato il loro ruolo.

Un’ ultima considerazione: Xi Jinping si prende il disturbo di affermare che sta aprendo la sua economia. Ciò fa di lui un globalista giusto? E i globalisti possono solo essere nazionalisti, secondo Macron, mai patrioti? Si può trovare qualcuno che chieda a Xi cosa pensa al riguardo? E che mi dite di Vladimir Putin? La Russia è stata esclusa dalla scena globale con sanzioni e accuse, ma forse a lui piacerebbe ancora essere un globalista. E quindi Putin è un nazionalista o un patriota? Un mio amico vorrebbe saperlo.

Ribadisco, secondo Macron, non si può essere entrambi. Pensateci. Voi cosa siete?

 

Raúl Ilargi Meijer

Fonte: www.zerohedge.com

Linkhttps://www.zerohedge.com/news/2018-11-13/nationalists-patriots-former-rothschild-bankers

13.11.2018

Fonte primaria: https://www.theautomaticearth.com/2018/11/nationalists-and-patriots/

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Amago

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.