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MONETA FIAT, la verit

DI mincuo
Comedonchisciotte

Premetto che è un post il più condensato possibile, altrimenti non legge nessuno. Perciò è ovviamente incompleto, ma spero sia sufficiente e abbastanza chiaro soprattutto.

Sulla fiat-money, moneta fiat o non fiat, cioè commodity-money, moneta-merce (N.B. per chi non è esperto fiat = autorità, cioè moneta che deriva il suo valore essenzialmente da un’autorità, e dalla fiducia della gente, quindi un valore fiduciario, non determinato cioè dal valore intrinseco di un materiale, oro, argento ecc..) è stata sparsa tanta confusione per decenni. Non basta neanche dire che bisognerebbe studiare, perché molte cose che hanno sempre circolato e sono state regolarmente insegnate sono false, o per meglio dire interessatamente false.

A questo si aggiunge anche il fatto che gli economisti in generale, salvo rarissime eccezioni, sono degli ignoranti completi sulla storia della moneta, e quindi sul suo significato, dato che la conoscenza della storia della moneta non è solo una curiosità, ma è basilare per capirne l’essenza.

E questo non lo dico io ma ve lo dice la massima autorità di tutti i tempi in fatto di storia della moneta e cioè Alexander del Mar, che scrisse:

“As a rule political economists do not take the trouble to study the history of money; it is much easier to imagine it and to deduce the principles of this imaginary knowledge.” e cioè:

“Come regola gli economisti non si preoccupano di studiare la storia della moneta, è molto più facile per loro immaginarla e dedurne i principi da questa conoscenza immaginaria”.

E’ perfettamente valida ancora oggi questa frase scritta 100 anni fa, ma è un po’ ingenerosa nei loro confronti.

Non è infatti nemmeno colpa loro perché si formano su percorsi che escludono regolarmente uno studio approfondito e in sua vece danno i soliti “concetti” e cioè opinioni e affermazioni o riassuntini già pronti, che non sono altro che indottrinamento, e però uno studente non ha mai motivo di dubitare, ha fiducia nell’onestà e nella buona fede di chi amministra la cultura. Quindi assorbe le affermazioni e le dà per scontate, e se non è per caso o per interesse personale poi non ci torna più, quindi per lui quelle affermazioni restano un principio e una verità consolidata.

E su quella verità poi si determinano successivamente anche le sue riflessioni, le sue deduzioni e i suoi lavori.

Questo, più o meno, avviene pressoché in tutti i campi, non solo in economia.

Le monete in realtà sono sempre state essenzialmente fiat, (e l’emissione di tutte sotto controllo dei Governi fino al 1700), e cioè erano essenzialmente fiat anche prima delle banconote, ed era proprio la loro natura fiat quella che in realtà conferiva buona parte del valore all’oro, per altro sempre tesaurizzato, e non viceversa come è comune pensare, e inoltre i sistemi erano poi basati di fatto su rame, bronzo e ottone in realtà, come l’Oricalco Romano del Sesterzio (una lega pressapoco identica al Nordic Gold dei 50 cent di EUR odierni), con un valore intrinseco bassissimo. (N.B. oggi i 50 cent hanno circa 8 10 cent di valore intrinseco, cioè il valore del metallo più la lavorazione) o le stesse monete d’argento (il denario Romano ad esempio) che erano coniate progressivamente con titolo sempre più basso, anche sotto il 50%.

Quindi l’essenza fiat della moneta era quella determinante, e solo quando perdeva fiducia tutto il sistema (fu l’Antoniniano a sostituire il Denario, partendo da un titolo migliore) per guerre e sconvolgimenti politici si ripartiva da un miglior contenuto intrinseco, ma proprio per la perdita di parte della fiducia nell’autorità.

Io stesso quando ero chiamato anni fa a tenere brevi lezioni a tesorieri, money manager o asset manager, cambisti ecc… per semplicità propinavo invece la storia “classica”, semplicistica, delle monete, per ragioni didattiche e di tempo, separando cioè fittiziamente i due momenti, moneta-merce e moneta-fiat, ma sapevo di dire il falso, perchè di fatto erano fiat da sempre le monete e cioè da millenni, fin dai tempi dei Babilonesi, e successivamente il concetto stesso fu ben teorizzato e precisato a partire dai tempi della riforma monetaria di Solone in Grecia, del 599 A.C., riforma che fu poi presa a modello e fondamento dalla Repubblica Romana per il suo sistema monetario.

E così era anche il sistema Spartano, molto efficiente, instaurato da Licurgo (circa nel 750 A.C. e fino al 450 A.C.).

Se uno deve studiare la storia della moneta, che non è solo una curiosità ma è essenziale per capirne il significato, deve cominciare a prendersi i testi fondamentali, e principalmente quelli appunto di Alexander del Mar, che come importanza sta alla storia della moneta come Mozart sta alla storia della musica classica.

Poi quelli di Zarlenga, in particolare relativamente al concetto di usura, che non è quello comunemente inteso, o di Van den Mierop, o Kroos, o Shaw, o Rogoff ecc..

La commodity-money è essenzialmente una favola.

Già Aristotele, nell’Etica, diceva: “la moneta esiste non per natura, ma per legge”.

Questa nozione fu alla base per secoli, e fu anche la base della stabilità che si ebbe per secoli e da questa nozione deriva il fondamento cardine e cioè che l’emissione deve essere esclusivamente in mano allo Stato, e non ai privati.

La non comprensione (sincera o interessata) della moneta si deve ad Adam Smith e a Jeremy Bentham, i cui argomenti sono basati sulla fallace nozione di moneta-merce, che poi ha portato tutta una serie di altri soggetti (banche private specialmente) a sponsorizzare questa tesi balorda e negata da tutta l’evidenza storica, e a occultare quella che era la cultura secolare ed anche quella corrente, man mano censurata e oscurata.

Dalla nozione di moneta-merce deriva essenzialmente poi quella di moneta posseduta ed emessa privatamente, come è quella emessa oggi.

Il privilegio di emettere moneta e di controllarne l’offerta è immenso, non c’è potere paragonabile a quello, e la concentrazione di ricchezza che ne deriva può far comprendere come quei privati che ne godettero, scippando man mano agli Stati e ai Governi la prerogativa di emetterla, siano di fatto divenuti i padroni e i decisori reali delle politiche nei vari Paesi.

Chi poi tentò di contrastare questo dominio, e di avviare un sistema differente, fu sempre demonizzato e attaccato e fece sempre una brutta fine, e l’ultimo in ordine di tempo è stato Gheddafi, senza con questo voler dare giudizi su di lui, ma solo sottolineando quel particolare aspetto, (Gheddafi stava promuovendo e organizzando un sistema monetario pan-Africano, sganciato dal dollaro) che fu almeno una parte delle ragioni che spinsero alla guerra.

Boom-boost (bolle e scoppi) e shock continui, cioè frequenti, non rari, erano sconosciuti prima del monopolio privato della creazione monetaria. C’erano, ma non frequenti, e non in tempi normali, cioè di relativa pace.

Diventano frequenti dopo la nascita della Banca di Inghilterra, privata e legata a un sistema di banche private, che fu creata nel 1694. Uno schema questo ripetuto poi successivamente altrove, in forma più o meno palese, e quindi in sostanza aumentano parallelamente al trasferimento del potere di emissione e controllo della moneta dallo Stato ai privati.

Questa volatilità, cioè questo incremento forte di frequenza di boom-bust lo dimostrano bene Reinhardt e Rogoff in un loro studio piuttosto famoso.

Tanto è stato l’interesse dei privati ad affermare e imporre una dottrina, che perfino Alexander del Mar, che è stato appunto la massima autorità in questo campo, ed è del 1900

http://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_del_Mar è stato fatto scomparire dai libri e dai percorsi Universitari per 100 anni, anche se un’elite ristretta di specialisti lo conosce perfettamente. (Robert Mundell, Nobel dell’economia, solo nel 2004 sollevò il caso dell’ostracismo accademico a Del Mar http://www.the-american-interest.com/article.cfm?piece=1112)

E questo interesse a far scomparire lui come altri, o a non pubblicizzarli, deriva anche dal fatto che Del Mar disse chiaramente che non importava nulla quale regime politico poi fosse in vigore, se un sistema di banche private direttamente o indirettamente avesse controllato la moneta, perchè in ogni caso si sarebbe potuto avere solo oligarchie. (N.B. Si noti che la GosBank, la Banca Centrale Sovietica fu privatizzata nel 1937, e uno degli artefici fu Averell Harriman prima e Armand Hammer poi, due Americani, il secondo dei quali fu poi anche Consigliere della Banca Centrale Sovietica) http://www.dtic.mil/cgi-bin/GetTRDoc?AD=ADA334631

Di fatto la maggior fonte delle fluttuazioni dei cicli economici sta nell’aumento e nella contrazione (specie se repentini) dei crediti bancari (che sono la vera creazione della moneta) i quali non sono necessariamente guidati dai fondamentali dell’economia reale, altra credenza popolare e pure di una larga fetta di economisti, ma sono essi stessi che cambiano quei fondamentali.

I crediti sono la creazione della moneta odierna, e sono appannaggio del sistema privato di banche, non della Banca Centrale che ha un ruolo nella creazione di moneta infimo, ed oggi ha un ruolo più evidente ma solo in relazione e connesso al salvataggio del sistema bancario, in pratica gonfiando a dismisura i propri bilanci, cosa che non esisteva fino alla crisi del 2008.

Non esiste nessuna “riserva frazionaria totale” o “riserva frazionaria parziale” cioè non c’è alcun rapporto tra moneta e depositi, queste sono solo sciocchezze spacciate e ripetute, anche da presunti esperti e perfino da economisti.

In realtà chiunque conosca come avviene la creazione di moneta sa che non c’è alcun legame. I depositi sono creati dalla banca stessa ex nihilo all’atto stesso dei loans (crediti) concessi e non modificano di norma le riserve esistenti.

Su questo si può andare a vedere tutta la letteratura specifica ma in particolare anche gli stessi statements ufficiali delle Banche Centrali e delle primarie Banche, o i loro studi specifici, ad esempio quelli della Banca di Inghilterra, vedi quello del 2007 di Berry, capo del Monetary Analysis Division of the Bank of England, oppure di Keister and McAndrews (2009), staff economists alla Federal Reserve Bank of New York, eccetera.

Ciò che determina la quantità di moneta è la domanda di credito delle imprese, la politica di concessione di credito delle banche, il livello dei tassi reali, e in misura minore lo spread tra tassi attivi e passivi e alcune valutazioni di trade-off. Le Banche Centrali non hanno controllo sulla quantità di moneta se non indirettamente attraverso i tassi primari, ma le Banche Centrali vanno piuttosto pensate come un unicum con le banche commerciali, non come un mondo a parte.

Quindi quando sentite qualcuno che ripete la storia della “riserva frazionaria”, riguardo alla creazione odierna di moneta, lasciate perdere, è un buon consiglio.

Occupate piuttosto quel tempo per leggere qualcosa di qualificato.

Amen.

Post Scriptum.

Un’ultima cosa, leggermente fuori tema ma non troppo.

La Sovranità, che viene sempre citata.

Non esiste nessuna sovranità se non hai una valuta tua, che regola le condizioni dei tuoi terms of trade, e devi invece adeguarti (obbedire) al valore di una moneta Europea che ha i suoi terms of trade, funzione dell’Europa e in particolare di alcuni suoi Paesi leader.

E’ un non sense, che significa?

E non esiste nessuna sovranità se non hai il controllo della politica monetaria, cioè dei tassi di interesse, e devi adeguarti (obbedire) ai tassi Europei che non sono in funzione della tua economia, ma di quella dell’Europa cioè della sua economia e in particolare di quella di alcuni suoi Paesi leader.

E’ un non sense, che significa?

La parola sovranità non è senza un contenuto, quindi chi parla di sovranità ma stando nell’EUR dice una cosa senza senso. L’EUR è stato creato apposta per togliere la sovranità alle Nazioni.

L’Italia aveva già storicamente un deficit di sovranità, essendo che dei poteri essenziali che competono a uno Stato sovrano, e cioè fare le leggi, imporre le tasse, battere moneta e occuparsi della difesa dei cittadini, quest’ultimo non l’ha mai avuto in pieno, avendo perso la guerra, ma gli altri li aveva.

Ora forse non è chiarissimo a tutti ma non ne ha più nessuno.

mincuo
14.09.2012

Nota: L’articolo è stato ripreso dal forum, dove è già presente con numerosi commenti.

Pubblicato da Truman

  • Georgejefferson

    Mincuo…dove reperire ricerche storiche (ufficiali e non)sull’inizio della consuetudine degli stati moderni ad interporre il debito pubblico nella contabilita,riuscire a scovare le motivazioni che hanno portato alla scelta di esso,sul fatto di dargli quel nome(non so,poteva teoricamente essere chiamato anche credito privato)testimonianze,documenti..insomma wiki non dice un gran che…mi interessa capire se sia stata una specie di convenzione a tacito consenso internazionale per diritto all’autorita nel dirigere il risparmio privato,oppure tacita imposizione delle oligarchie passate,se ha avuto un senso etico teorico all’inizio…dalle parole di samuelson che ben conosci(quelle sulla supertizione utile come certi dogmi religiosi che servono a “tranquillizzare”)ne traggo questi dubbi…Ps..perche te ne vai?La tua competenza e’preziosa a tanti

  • AlbertoConti

    “la moneta esiste non per natura, ma per legge”

    Lapalissiano, ma allora come hanno fatto a contraddire questa verità per secoli, spacciando il “gold standard” in varie forme come il miglior sistema monetario possibile, o almeno quello imposto ai popoli dai gestori del denaro? E non mi dire che il gold-standard-exchange di Bretton Woods conteneva già in misura largamente preponderante la concezione di “fiat money”, anche se la prassi lo confermava ovunque.

    Sto parlando della definizione di moneta, cioè delle leggi che la governano e dei principi che tali leggi sottendono. Gli USA potevano stampare tutta la cartamoneta che volevano, e lo hanno fatto abusandone ampiamente, ma la legge da essi stessi prodotta li impegnava a cambiare quella carta straccia in oro da consegnare a qualunque altro governo lo richiedesse, in proporzione prefissata, almeno in linea di principio giuridico. Nel 1971 tu dici: “è morto Bretton Wood, W bretton Wodd!” Certo, è andata così nei fatti, anzi anche peggio, il Bretton Wood 2, quello mai dichiarato, è stato ed è sempre più feroce nell’imporre la supremazia sul denaro come pilastro dell’impero, come sua forza sfacciatamente asimmetrica quanto invincibile. Tuttavia da allora è “ufficiale”, il gold-standard è morto e la fiat-money è diventata lo standard ope legis. Non come sollievo dalla truffa, ma come rassegnazione legalizzata alla truffa, in tutte le sue forme sempre più evolute amplificate dall’ingegneria finanziaria.

    Quindi si può dire che si è tornati più vicini alla verità di Aristotele, ma non per fare giustizia delle iniquità redistributive, ma al contrario per esaltarle in base al criterio di forza bruta.

    E proprio da questa contraddizione dei principi di civiltà dovrà nascere una rivoluzione del paradigma monetario, o almeno lo spero.

    Non credo che la storia della moneta debba insegnarci cos’è la moneta, quanto piuttosto cosa deve diventare la moneta e noi stessi che la viviamo per poter affrontare il futuro (tecnologico) senza esserne schiacciati e distrutti.

  • ROE

    Splendido articolo, anche se incompleto. Su http://www.ekabank.org/it/pres.html, nota 6., si legge che «Praticamente, a parte la valanga di regole fatte per renderlo più complicato ed incomprensibile, il funzionamento del sistema monetario è estremamente semplice. La banca centrale controlla la base monetaria (in banconote e moneta digitale) acquistando e vendendo titoli del debito pubblico (Federal Reserve, Bank of England, Bank of Japan, etc.) oppure prestando denaro per un certo tempo alle altre banche dietro garanzia (pegno) di collaterale (obbligazioni di stato o delle stesse banche) cosiddetto eligibile (con almeno un certo rating). In ambedue i casi, quando la banca centrale acquista titoli o presta dietro garanzia di collaterale crea denaro dal nulla e quando vende titoli o riscuote i prestiti lo annulla. Ma poiché gli stati aumentano costantemente i loro debiti, la vendita di titoli e la riscossione dei prestiti avviene contestualmente a nuovi acquisti e nuovi prestiti. Così, la base monetaria è in costante aumento. Le altre banche creano moneta concedendo prestiti che contestualmente formano depositi: quando la banca concede un prestito lo addebita al beneficiario e deposita il denaro creato (con il prestito) su un conto a credito dello stesso beneficiario presso di lei. Il denaro in deposito può essere trasferito da un correntista ad un altro della stessa o di un’altra banca. Se il trasferimento è fra correntisti della stessa banca, un conto viene addebitato ed un altro conto viene accreditato per lo stesso importo. Il denaro resta sulla stessa banca. Per i trasferimenti da una banca all’altra, c’è un sistema di compensazione giornaliero con il quale si conguagliano i debiti-crediti fra le diverse banche utilizzando le riserve dei conti che ogni banca ha presso la banca centrale (per i conguagli nazionali) o presso una clearing house (per i conguagli internazionali). Sia la banca centrale (per i conguagli nazionali) sia la clearing house (per i conguagli internazionali) possono concedere prestiti ad ogni banca dietro garanzia di titoli eligibili (possono essere anche cessioni di garanzie ipotecarie). Secondo la legge USA, la cessione di ipoteca non può superare il 140% del saldo del debito garantito dall’ipoteca. Secondo la legge inglese, non ci sono limiti. Da ciò le cosiddette reipotecazioni (repo), con le quali una banca cede più volte la stessa ipoteca senza limite. In sostanza, volendo, ogni banca riesce a conguagliare i propri debiti nei confronti delle altre banche utilizzando gli stessi prestiti che ha concesso (che rappresentano crediti per la banca che li ha concessi). Il meccanismo ci inceppa quando i prestiti diventano inesigibili.» Più chiaro di così … EkaBank (www.ekabank.org) è l’inizio della rivoluzione monetaria. Ed ancora una volta, il suggerimento è: conoscere, riflettere, decidere e poi agire. È ancora possibile.

  • mincuo

    Scusa Alberto Conti ma non sapevo che esistesse questo “spazio utenti” Rispondo solo ora. Sì esattamente proprio così e l’ho anche scritto: l’oro stesso una gran parte del suo valore lo ricavò inizialmente ex-lege e non perchè fosse valutato come metallo. Ad esempio nella Grecia antica del primissimo periodo. E questo lo trovi nei testi che ho elencato se vai nel forum.
    I Greci usavano gli “spiedi di ferro” (“obelos” da cui poi il termine “obolo”) come moneta. Successivamente (e sempre molto anticamente intendiamoci) l’oro acquistò “un valore intrinseco”, ma precedentemente no. Era scarso e non serviva a molto.
    La monetizzazione gli conferì valore, e inoltre l’uso importato per i monili, ma anche lì è un misto perchè determinati monili (anelli) tutti uguali, erano una forma di moneta, il cui valore era conferito dalla standardizzazione e appunto dall’autorità che coniava.
    Una fase iniziale si può dire in qualche modo moneta-merce, e tutti i conii erano infatti inizialmente i pesi del metallo in realtà (così Lira che è libbra, shekel che era lo stesso una misura, dracma che è un peso) ma poi prendono un concetto proprio e una dracma (moneta) non pesa più una dracma, e una Lira non pesa più una libbra. Oppure se anche una moneta da una dracma d’argento pesa una dracma, non contiene una dracma d’argento, ma ha un titolo inferiore.
    Il Gold Standard fissava un rapporto oro/dollaro (non per la gente comune) ma questo non c’entra molto in realtà, perchè mai ci fu nemmeno lontanamente l’oro sufficiente per essere backed 100% con i dollari. Quindi “l’autorità” conferiva a tutti i dollari in circolazione la proprietà di acquisire tot oro, ma l’aveva di fatto.

  • mincuo

    Le reipotecazione non sono i REPO. Sono truffe, cioè i REPO fatti sulla stessa garanzia. REPO non vuol dire reipotecazione, ma “Repurchase agreement” e cioè un contratto per cui io cedo temporaneamente un titolo in cambio di denaro, e nel contratto è scritto che successivamente ritorno il denaro e mi riprendo il titolo. Quello che qui una volta si chiamava “contratto di riporto”

  • mincuo

    Errata. Leggi “Non” l’aveva di fatto.

  • mincuo

    Alcune banche hanno usato la stessa garanzia (titolo) per fare più REPO con controparti diverse e cioè una truffa. Ad esempio avevano un titolo XYZ valore 100 hanno fatto un REPO con A prendendo 100 di denaro in cambio di XYZ, e poi un altro REPO con B sempre sopra lo stesso XYZ. Quindi ricevendo 200 con garanzia 100. Inoltre, altra truffa, hanno fatto REPO utilizzando fondi esplicitamente segregati cioè separati, tipicamente gestioni o asset di clientela che avevano in contratto la clausola di segregazione, cioè essere separati dal patrimonio della banca.
    Come era previsto e tutelato da SEC ecc…

  • mincuo

    N.B. Non sapevo che esistesse questo spazio utenti. Se vai nel forum (stesso titolo sotto “opinioni”) trovi discussione anche su meccanismo di creazione della moneta. In sostanza non c’è “moltiplicatore monetario” o “riserva frazionaria” nella creazione della moneta nella realtà. E inoltre il ruolo della banca centrale è minimo nella creazione di moneta (che essenzialmente è credito). Trovi sul forum.

  • tuccia

    Secondo me ti confondi un po’ su oro e spiedi.
    Non è vero che i greci usavano gli spiedi come moneta, ma l’obelos diverrà obolos essenzialmente in quanto passerà il concetto di valore che lo spiedo rivestiva all’interno delle pratiche redistributive (di carne) che si svolgevano nei sacrifici pubblici e collettivi. (e probabilmente sarà per questa concezione di bene pubblico redistribuito che il termine obelos passerà ad indicare la moneta, che in Grecia nasce e perdurrà a lungo come esclusivo mezzo di pagamento per i cittadini-soldati; ed in questo senso sarà sempre merce)

    Non vorrei dire eresie, ma a memoria mi pare che una monetazione in oro sarà proprio esclusivamente delle colonie magnogreche e siciliane.
    I greci “metropolitani” preferirono sempre l’argento, cui controllo e gestione a livello minerario farà la fortuna di Atene.
    L’oro invece sarà legato sempre ad Oriente e verrà importato in Grecia con i macedoni. (la prima monetazione greca è quella in elettro delle colonie ioniche, che deriva dal mondo orientale e anatolico)

    Comunque penso che l’oro abbia sempre avuto un certo pregio nel passato, vedi necropoli di Varna ad esempio (ma anche, mi pare, tutta la (pre)monetazione orientale).

    La moneta “fiduciaria” si svilupperà con l’Impero romano, quando le miniere e le casse statali non riuscivano più a stare dietro alle necessità (politiche, in primis pagamento dei soldati) di produzione di moneta.

    Ciò per ribadire l’idea che nel mondo greco-romano inizialmente e per un periodo piuttosto lungo la moneta fu sempre merce e solo a partire dal lunghissimo periodo inflativo romano (già dal I sec d.C.) che essa diverrà fiduciaria.

  • AlbertoConti

    Ti ringrazio per le precisazioni, ma non è questo l’argomento; forse non mi sono espresso bene, posso riprovarci. Prenditi pure tutto il tempo per rifletterci, prima di rispondere, se ne hai voglia. La vera questione della distinzione tra moneta-merce e moneta fiat, al di là dei riferimenti storici antichi o recenti, secondo me è fondamentale per comprendere, al di là dei tecnicismi, il nocciolo della questione, e cioè quali sono, o dovrebbero essere, le funzioni della moneta a livello sistemico, dal punto di vista giuridico, sociale, di politica economica. Stiamo al presente, in cui sono chiaramente emersi alcuni di questi obiettivi: creazione e distribuzione di ricchezza, piena occupazione, stabilità del potere d’acquisto, equità negli scambi, riserva di valore, ecc. ecc. Ai tempi del gold standard era già ampiamente in vigore il concetto di base monetaria, o moneta di BC, o moneta ad alto potenziale, secondo una scala qualitativa riferita essenzialmente al grado di liquidità di ogni forma di denaro, da cui le definizioni di M0, M1, M2, M3. La percentuale di M0 sul totale (oggi di M1) dava un’idea del grado di esposizione degli istituti di credito diffusi sul territorio, almeno in teoria, fino all’avvento di Ben che per prima cosa disse che M3 non era più un dato rilevante …. Ti prego, correggimi pure, ma non entriamo in tecnicismi, non è questo il punto. All’immaginario collettivo piaceva credere che questo zoccolo duro chiamato base monetaria fosse qualcosa di concreto, equivalente senza dubbio a puro valore merceologico, qualcosa da “mettere sotto il materasso” come garanzia sicura per i tempi difficili, a meno di un tarlo incombente e sempre in agguato, detto inflazione. Nel tempo della fiat money pura e semplice si parla ancora di base monetaria, ma come un qualcosa di totalmente diverso, concettualmente, come principio fondante intendo, e cioè un qualcosa di potenzialmente illimitato e potenzialmente riassorbibile allo stesso modo in cui è stato creato, a discrezione di una BC antropologicamente trasformata, che rappresenta come tu stesso hai detto una sorta di “espressione verticistica del sistema bancario nel suo complesso”. I QE sono lì a dimostrarlo, come pure il rigonfiamento esponenziale dei bilanci delle principali BC.

    In un recente articolo che tu hai sprezzantemente criticato si accennava, da parte di primarie istituzioni monetarie allo studio di un’ipotesi diversa di creazione di base monetaria, quella senza debito per definizione giuridica (altra materia dove si può cimentare la libera creatività umana). Non mi interessa la qualità di quell’articolo, ma l’idea alternativa alle leggi contabili dominanti relativamente ai bilanci bancari, organismi ormai del tutto equiparati alle normali aziende.

    La trovo un’idea affascinante, che potrebbe superare l’insanabile conflitto moneta-merce/moneta-fiat, se ben interpretata: ad es. andando a formare una vera base monetaria destinata a rappresentare il patrimonio fisico del sistema in quanto a solidità ed ordine di grandezza, in grado anche di soddisfare la maggioranza delle transazioni commerciali. A questo punto i debiti pubblici possono essere definitivamente riassorbiti ed annullati, restituendo all’universo del risparmio altri strumenti di riferimento auto-garantiti, senza più potersi nascondere dietro la tutela di ultima istanza del contribuente dal “cuore infinito”.

    Tutto ciò ti sembrerà forse OT, o quantomeno utopico. Certamente la realtà attuale della moneta e di chi la governa va in tutt’altra direzione, ma quando il riassorbimento pubblico degli asset tossici arriverà al capolinea allora qualunque alternativa radicale diventerà d’attualità.

    Che ne pensi?

  • stefanodandrea

    Mincuo, ti ringrazio molto di questo post, che a me, del tutto incompetente, dice cose ovvie -ma le dice bene: molto bene – forse perché sono un giurista.

    Ho due domande, strettamente connesse. Perché il MPS oggi va alla ricerca di liquidità e fa pubblicità di depositi vincolati al 4%? Se la creazione di moneta (crediti) dipende da altro e nemmeno in minima parte dai depositi (sia pure in ragione di una riserva dell’1% o del 2%), qual è l’interesse ad avere depositi? Solo per avere costi da sostenere per la gestione del servizio? Solo per pagare interessi?
    Quale è la funzione della riserva frazionaria, se non è quella di aumentare o contrarre il credito, cose che un tempo decideva il cipe (quindi il ministro del tesoro) e oggi la BCE?

  • mincuo

    Scusami Alberto, non avevo nemmeno letto. Ma non credo di capire bene la domanda, vedo tante cose.

    1) Non c’è conflitto tra moneta merce e moneta fiat, la moneta è fiat da secoli. la moneta merce non è praticamente mai esistita. Nemmeno 2000 anni fa.
    Solo denaro merce, non moneta merce, dato che il concetto stesso di moneta ingloba il concetto fiat, almeno in parte. Anche il gold standard. Anche i 50 cent di EUR sono per grandissima parte fiat. Di loro valgono 8/10 centesimi, quanto a Nordic Gold + lavorazione. Di moneta merce si potrebbe parlare solo se il valore intrinseco eguaglia o sostanzialmente è gran parte del valore finale.
    Invece la gran parte o tutto è valore fiduciario. Che non è un valore da poco e non è “non reale” anzi storicamente è il valore “più reale” e stabile che ci sia mai stato, condiviso da tutta la società, e anzi spesso da tutte le società, tutto il mondo, per esempio per il dollaro, l’EUR la Sterlina, lo Yen ecc… Infatti quella del reale e non reale è una cosa risibile non solo per chiunque abbia studiato storia delle monete, ma anche per chiunque parli collegando il cervello prima, visto che la moneta la scambi simultaneamente con qualunque bene “reale” il cui valore tra l’altro è espresso proprio come misura stessa di una moneta.

    2) Il moltiplicatore monetario non esiste come non esiste riserva frazionaria, nell creazione di moneta moderna. Quindi non c’è base monetaria da cui si moltiplica la moneta. Nè la moneta la crea la BC. E’ infima la quota.
    I depositi sono creati dai prestiti, non viceversa. I vincoli di riserva non hanno nessun significato, nel momento in cui la banca è sufficientemente capitalizzata. E infatti i vincoli reali sono patrimoniali. E infine non esistono nemmeno formalmente in alcuni Paesi quelli su riserve. Il denaro lo creano al 90% le banche commerciali e la BC non ha nessun controllo di fatto, salvo che genericamente sui tassi, ma le BC sono di fatto l’espressione delle banche, non una cosa a parte. La quantità di credito (che è la moneta) dipende dalla politica delle banche, da domanda di credito, tassi, e considerazioni di trade off. PUNTO. Trovi su forum (stesso titolo) sia da me che Istwine. Il punto è che l’espansione/contrazione del credito (moneta) non è collegato sempre a logiche legate a fondamentali economici, ma li influenza eccome però. Questo è un concetto centrale.

    3) Su come io la pensi, per risolvere, se vai sul forum (con lo stesso titolo) trovi anche un abbozzo di riforma. Cioè i punti principali. (A) Moneta di Stato B) Pensata come asset, capitale di Stato e non liability, e così in bilancio, come oggi sono le monete di conio in bilancio BCE. C) Separazione delle funzioni di creazione moneta e di credito. D) Depositi backed 100% da riserve. E) Creazione depositi solo su BC, non in REPO o altro su privati/interbancario ecc..

    4) Su “funzioni della moneta a livello sistemico, dal punto di vista giuridico, sociale, di politica economica” (e ce ne sono anche altre) tu spero che capisca che non è una domanda da blog. Come dire raccontami in due parole la storia della filosofia e la sua evoluzione nel tempo e rispetto a diversi sistemi sociali.
    Ma perchè non sembri che voglia sfuggire posso dire questo: la moneta è solo un medium. Riconosciuto dalla società. L’uso fatto, i fini, gli scopi ecc.. è la società che li determina, non è la moneta.

    5) Un debito pubblico è un credito pubblico. Pubblico sta per “di tutti i cittadini” se è residente, di altri (non cittadini) se è detenuto da non-residenti. Quello è più importante. Lo è in funzione del fatto che serva e risponda all’interesse nazionale, cioè dei cittadini, o risponda ad altro. Un debito pubblico residente è una traslazione temporale e basta, con la quale lo Stato dà servizi e fa investimenti oggi per domani. Il suo servizio di debito, se residente, si regola sempre nel complesso in maniera sostenibile, se sempre è l’interesse nazionale, perchè da quella fiscale a quella monetaria, al controllo dei capitali, ne hai quante ne vuoi di maniere. Quindi è un problema apparente, hai un debito e corrispondente credito regolati dai tassi. Se il servizio in funzione della domada è apparentemente costoso lo bilanci fiscalmente. Tutto questo se sei residente e hai moneta tua. Che poi io preferisca diversamente e sostanzialmente un sistema di moneta-asset è un’altra faccenda. Non è il punto vero.
    E soprattutto o la moneta è tua o è straniera come per noi. Tu non hai moneta, sei Eurizzato, come l’Argentina che era dollarizzata, tu lo sei a 1936,24 lire/1EUR concettualmente, solo ti hanno dato direttamente l’EUR.
    E o i tassi sono tuoi, collegati alla tua economia e inflazione oppure sono Tedeschi, come ora.

    6) Il rigonfiamento dei bilanci delle BC che non c’è mai stato prima del 2008 ed è fenomeno post crisi è funzionale al salvataggio delle banche. La BC prende in REPO titoli, fornisce liquidità, per la buona parte poi ridepositata, altra sostituita da asset.

    7) Non capisco bene “bilanci bancari” Se fossero equiparati alle aziende sarebbe un bene, ma non lo sono. Se intendi privilegi è un problema di regole, ma molto più ampio, non solo i bilanci bancari. E oltre che di regole di controlli. Come dico sempre non sono tanto gli strumenti ma l’uso e abuso, è una questione etica di fondo, delle persone. Se scrivi regole ad hoc per un’elite o se ammetti eccezioni che valgono solo per loro? O peggio se questi infrangono pure le regole già lasche, e truffano, e lo possono fare come infatti succede?
    E’ colpa delle regole o delle persone? Ma questo vale per tutto, anche per la Costituzione Italiana ad esempio. Già con Maastricht, con ingresso nell’EUR, che è una violazione della Costituzione.
    Il fatto che non te lo evidenzino, che non stava scritto in grosso sui giornali e in TV, e che quindi uno non “si indigna” quello è un altro discorso. Il fatto che i Costituzionalisti e i “custodi” che si indignano sempre per ogni pelo di f…a invece tacciono in blocco su alcune cose enormi ha a che vedere colla Costituzione o con loro?

    8 ) “……restituendo all’universo del risparmio altri strumenti di riferimento auto-garantiti, senza più potersi nascondere dietro la tutela di ultima istanza del contribuente dal “cuore infinito”.
    Non capisco bene la domanda, se spieghi meglio…

  • AlbertoConti

    1) per “conflitto” intendevo la polemica, a volte guerra, tra i due concetti di moneta emessa a fronte di una riserva di garanzia e moneta invece emessa a fronte di una semplice scrittura di contabile di debito dell’emittente, o passività di bilancio, che tale può rimanere a tempo indeterminato, essendo controbilanciata da pari voce di attività, vera o pretestuosa che sia, talvolta un semplice gioco di parole per giustificare il criterio della partita doppia. L’esempio storico più recente è appunto quello di Bretton Woods, preparato da almeno un decennio di accumulo di riserve auree dalla FED, anche col contributo di leggi governative (contro la proprietà di oro da parte dei singoli cittadini in forma privata).
    Col trattato si è voluto chiaramente dare in pasto alle opinioni pubbliche di vittoriosi e perdenti l’idea che la valuta americana fosse garantita da merce, convertibile su richiesta del portatore di moneta (Stato estero). Dal ’71 questa finzione ha perso ufficialità, senza ovviamente turbare gli addetti ai lavori che ben conoscevano la realtà sottostante. Da allora si parla di fiat money, ufficialmente, anche se nei fatti poco o nulla era cambiato. La psicologia (applicata alle masse) mi pare svolga un ruolo determinante per mantenere un minimo di consenso indispensabile per evitare tensioni sociali ingovernabili. Il prevalere del “Gold Standard Exchange” a Bretton Woods fu imposto dal vincitore, e questo credo sia l’esito di un conflitto risolto in quel modo, non certo l’unico esito possibile secondo il parere dei diversi economisti dell’epoca. Tant’è che fu poi smentito da Nixon.
    2) a me risulta che esiste la definizione accademica di base monetaria, a cui i banchieri han dato il nome di M0. Che poi abbia fatto la silenziosa fine degli accordi di Bretton Woods è un altro discorso. Così come Basilea 2 nominava esplicitamente dal 2% al 12% di riserva bancaria in funzione del grado di solvibilità del mutuatario. Che poi con le norme attuative facciano come gli pare è faccenda “tecnica”, di cui i “repo” tra banche (prima del credit crunch) erano parte costitutiva. Alla fin fine anche queste tecniche contabili mi paiono più fumo negli occhi che altro, tant’è che mi confermi poi il prevalere dei criteri patrimoniali a garanzia della solvibilità della singola banca.
    “l’espansione/contrazione del credito (moneta) non è collegato sempre a logiche legate a fondamentali economici, ma li influenza eccome però. Questo è un concetto centrale.” dici bene, di Banca Centrale, almeno fino a che ha funzionato. Ora però non ne sarei più tanto sicuro, visto che orchestrano le rispettive forme per sparare le ultime cartucce per incrementare la liquidità sistemica. Mi pare siano alla frutta in questo schema di Ponzi, alla disperata del “o la va o la spacca”.
    3) in linea di massima mi piace come la pensi in proposito
    4) così dovrebbe essere, ma in realtà sembra proprio che i tecnicismi si siano arzigogolati in funzione di interessi di privilegio antisociali, gestiti da un elite di addetti ai lavori. Occorre più che mai ribaltare il senso della moneta, riprogettandola in funzione degli obiettivi sociali, di politica economica democratica che si scelgono col consenso informato. Sapendo esattamente cosa si vuole ottenere non mi sembra così difficile determinare la tecnica più semplice, lineare e sicura per realizzare ciò che si vuole. Se al contrario ci fossero difficoltà “tecniche” reali, perchè segretarle e nasconderle all’opinione pubblica?
    5) non sarebbe semplice vietare l’acquisto di bond ai non-residenti? E ancor più semplice vietare alla fonte l’emissione stessa di qualsiasi bond di Stato, sostituendola con l’emissione di moneta di Stato il cui unico “asset” corrispondente è la solidità dell’economia del paese, sia pubblica che privata?
    6) questo non è forse la conseguenza del salvataggio forzato degli asset tossici accumulati dal sistema bancario privatizzato? Che è poi il modo di far pagare le perdite degli azzardi scriteriati di banche private all’intera popolazione? Sarebbe potuto succedere nel rispetto della Steagall Act? (o di un qualunque controllo tecnico reale sui prestiti e sui movimenti di capitali tra Stati)
    7) un’azienda esiste solo per produrre utili, altrimenti cessa di esistere, per volontà dei proprietari e prima ancora per forza economica: le perdite non sono a lungo sostenibili. Una banca gestisce la moneta, il servizio pubblico per eccellenza, il monopolio naturale più grande che ci sia. E’ assurdo che produca “utili” solo maneggiando il denaro altrui, è immorale perchè questo lucro è rubato al sistema economico che produce e consuma ricchezza. Insostenibile e immorale in questo caso coincidono, e se non fosse la storia a testimoniarlo la ragione non potrebbe mai concepire un fatto simile. Una banca non può essere una S.p.A. E’ tanto elementare quanto importante che lo si capisca come premessa necessaria a fondare qualsiasi politica degna di questo nome. Solo dei decerebrati alla Bersani, tanto per fare un nome per tutti, non ce la faranno mai a capirlo. Più ci penso e più me ne convinco, scoprendo di vivere tra marziani cerebrolesi.
    8) intendevo dire banalmente che il rutilante mondo del risparmio, per lo più “gestito” in affidamento a professionisti di dubbia fama e/o onestà, dovrebbe fare a meno della stampella dei bond, del debito pubblico garantito dal contribuente, come ultima spiaggia dalle mareggiate delle “bolle speculative”. Chi non vuol tenere i risparmi sotto il materasso dovrebbe così scegliere a quale rischio esporsi di perdere il capitale, in cambio del “premio” degli interessi.

  • mincuo

    Bene, l’importante è che ho risposto. Altre cose per chiarire meglio il la storia e il meccanismo reale di creazione della moneta le trovi sul forum, con lo stesso titolo.

  • alvise

    “Il denaro lo creano al 90% le banche commerciali e la BC non ha nessun controllo di fatto”

    Questa affermazione scombussola un pò quello che pensavo di aver capito. Ma allora quando si parla di QE, chi è che crea ed emette liquidità, una BC o le banche private? Ovvio che credo a quello che dice mincuo, però non capisco…..

  • Tanita

    Strana questa luciditá proprio in te che critichi tanto l’Argentina, dove non sono mai riusciti a privatizzare la Banca Centrale, che ha ricuperato la capacitá di governare la propria moneta e che sta facendo lo sforzo – insieme con altri Stati sudamericani, asiatici, arabi – di sostituire il dollaro come valuta di riferimento. Tra l’altro ha preso decisioni macroeconomiche importanti per evitare “bolle immobiliari” e altri giocchetti finanziari.
    Concordo con quest’analisi sulla moneta che d’altra parte é coincidente con i nostri. Ti é mancato il riferimento allo Steagall-Glass Act e alla deroga Clinton. Penso tu sia d’accordo con me che é necessario abbandonare l’Euro e nazionalizzare le Banche Centrali.

  • mincuo

    Io non critico l’Argentina. Dividi il mondo in modo manicheo. I fedeli e gli infedeli. Quelli con te o contro di te. Io no. Semplicemente.
    L’Argentina mi sta a cuore tra parentesi, affettivamente. Questo non toglie che non veda e sono anche pagato per vedere bene. Non per inventare storie. L’Argentina è in un momento molto difficile.
    Riguardo all’EUR io fui tra i pochi in Italia a battermi per il non ingresso. E mi costò. Costava all’epoca. Oggi no, fanno i martiri gratuiti. Sempre che siano in buona fede pure.

  • mincuo

    N.B. Non serve privatizzare la Banca Centrale come una volta Tanita. L’Argentina è stata dollarizzata a suo tempo. Oggi ancora non è fuori dalle grinfie di FMI, W.B. e da quelle dei 4 5 grandi usurai. Se guardi i PPB e PNG ecc…nei datii ufficiali lo capisci. Speriamo nel fururo. C’è bisogno di gente come te, che alimenti passione e umanità, ma anche di gente molto fredda e molto decisa. E speriamo che non siano mezzo e mezzo. Mezzo di qua e mezzo di là intendo. Ciao.

  • Tanita

    Oh, lo so benissimo. Sappiamo quanto lunghe sono quelle grinfie. Non ti confondere, io sono pure fredda e decisa quando occorre.
    Mi rallegra molto che tu ti sia opposto all’Euro. E’ un’architettura micidiale. Mi auguro che l’Italia, che io amo come ami tu l’Argentina, se ne liberi.
    Ce la puó fare eccome.

  • ericvonmaan

    Grazie mincuo per tutti i tuoi interventi