La Transizione Ecologica può essere finanziata con l’emissione di moneta “senza debito”?

Diverse personalità ed economisti sostengono che le ingenti somme necessarie per organizzare la transizione ecologica potrebbero essere pagate a costo zero istituendo un meccanismo per la creazione di una moneta "libera", senza debiti. Nella sua rubrica mensile, David Cayla contesta questa soluzione e mette in guardia

La Transizione Ecologica può essere finanziata con l’emissione di moneta “senza debito”?

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Fonte: La Transizione Ecologica può essere finanziata con l’emissione di moneta “senza debito”? - Megas Alexandros

Questa Unione Europea è un dolore immenso in costante aumento dentro le nostre vite, ma se il detto paesano mal comune mezzo gaudio ha un effettivo valore significativo, ci possiamo consolare con il fatto che, tale dolore, possiamo condividerlo con il resto dei popoli europei.

All'interno di quelle che sono le molte relazioni che intrattengo con esperti in materia economica anche di altri Paesi, vi posso tranquillamente dire che il dibattito su come uscire dalla gabbia in cui ci costringe a vivere la moneta comunitaria e le sue regole, è ben vivo in tutta l'Eurozona. Anzi, se guardiamo bene le evidenze - delle quali l'articolo che vi sto per proporre ne è una testimonianza - in Paesi da sempre definiti pro-euro dal nostro mainstream, come la vicina Francia, pare proprio che il dibattito sia già molto più avanti rispetto a quanto avviene nel nostro Paese.

Questo giustificherebbe due importanti sospetti che ormai da tempo fanno parte delle nostre riflessioni: ovvero che quanto ci raccontano da sempre nel belpaese, su una Francia beneficiaria del sistema-euro, è completamente riconducibile alle medesimi balle che ci vengono impartite per far risalire i problemi derivanti dall'uso di una moneta comune ad una lotta tra Paesi, anziché di classe; e riguardo all'altro sospetto, dal momento che il dibattito da noi viene tenuto sottotraccia dagli stessi poteri che ci comandano, significa che sono loro effettivamente a tenerci dentro l'euro e non francesi e tedeschi, come vorrebbero farci credere.

Ma veniamo al tema dell'articolo che vi propongo, scritto dall'economista David Cayala, appartenente alla così detta associazione Les Économistes atterrés - tradotto: Gli economisti sconvolti - fondata in Francia nel 2011, che riunisce ricercatori, accademici ed esperti di economia che si oppongono all'ortodossia neoliberale.

Si parla di transizione ecologica e di come i governi potrebbero finanziarla all'interno della perenne mancanza di soldi che caratterizza questa folle unione monetaria di stampo elitario, dove non esiste moneta priva di debito.

Gli economisti così detti "sconvolti" non hanno dubbi: va fatto senza aumentare il debito! e prendono spunto dalla famosa proposta che in periodo pandemico fu avanzata da 150 economisti, la quale prevedeva di cancellare tutta la quota di debito pubblico in pancia alla BCE, in modo da liberare quello spazio fiscale necessario a finanziare l'investimento, oggi costretto nella camicia di forza dei famosi parametri di Maastricht.

La proposta pur all'interno di una approssimativa comprensione di cosa sia realmente il debito pubblico ed i relativi interessi che uno Stato decide di pagare a chi ha risparmio, direi assolve al compito che questi economisti assegnano ad essa. Ma distinguere il Debito Pubblico e la sua natura tra quello detenuto dalla Bce e quello in mani private, non ha alcun senso in dottrina, dal momento che trattasi sempre di soldi che si spostano da un conto ad un altro sempre dentro la Banca Centrale stessa.

Chiarito questo, prima di lasciarvi alla lettura, mi preme fare un'ultima importante considerazione sul problema di fondo che viene sollevato nell'articolo, riguardo alla possibilità di finanziare appunto la transizione ecologica con moneta emessa non a debito.

L'autore pone un problema diciamo di trade-off tra investimenti e consumi. Ovvero si vuol far intendere che - all'interno di quello che è l'imprescindibile rapporto fra economia finanziaria (i soldi) ed economia reale (le risorse a disposizione) - dal momento che necessitiamo di maggiori risorse da dedicare alla produzione per investimenti, dovremmo gioco-forza, toglierle alla produzione dedicata ai consumi.

Questo è certamente vero se i nostri sistemi economici si trovassero nel nirvana della Teoria della Moneta Moderna (MMT) - che ci insegna l'economista americano Warren Mosler - di pieno sfruttamento delle risorse reali ed umane. Mi spiego meglio: supponendo che ci sia un numero finito di lavoratori che lavorano tutti, la loro produzione può essere destinata solo al consumo o agli investimenti - questo è il limite che ci pone di fronte ad una scelta e non quello finanziario!

Tutti noi sappiamo bene, che la realtà (soprattutto quella dei Paesi appartenenti all'Eurozona), è del tutto lontana da quello che è il pieno sfruttamento delle risorse, soprattutto quelle umane. I dati occupazionali ed il forte precariato sono lì a dimostrarlo. E risorse e materie prime, ad oggi, non sono per niente scarse ma vengono rese tali all'interno di quelli che sono i giochi speculativi messi in atto degli stessi soggetti che guidano l'economia finanziaria e ci paventano costantemente la frode della scarsità di denaro.

È proprio questo gioco perverso, frutto, come detto, di una frode ben orchestrata da chi intende vivere con la rendita alle spalle di chi lavora, la principale causa che compromette appunto quell'imprescindibile equilibrio tra economia reale e finanziaria di cui parlavamo sopra.

Prospettare e sostenere tale criticità nel status delle risorse reali che caratterizzano i sistemi economici attuali e porla di fronte alla gente come una scelta - nella quale estremizzando si dice loro che se vogliamo investire dobbiamo mangiare meno e rinunciare a curarci o istruirci - mostra che anche un progressista come l’autore dell’articolo, non riesce ancora a liberarsi dalla solita balla neoliberista, che impone ai popoli di vivere in una perenne scarsità di moneta che non ha nessuna ragione di esistere.

Buona lettura.

* * *

letempsdesruptures.fr Di David Cayla, 17/11/2023 Nel febbraio 2021, in piena pandemia di Covid, 150 economisti e personalità europee, tra cui Thomas Piketty e l'ex Ministro belga Paul Magnette, hanno firmato un editoriale su Le Monde e altri giornali chiedendo alla BCE di cancellare la quota di Debito Pubblico detenuta, in cambio di un importo simile di investimenti "nella ricostruzione ecologica e sociale". La proposta è stata troncata, con Christine Lagarde che ha risposto il giorno dopo che una tale misura era "impensabile" e che avrebbe violato i Trattati europei.



Se la cancellazione del Debito Pubblico detenuto dalla BCE sia o meno contraria ai Trattati è una questione difficile a cui rispondere fino a quando le autorità competenti (in questo caso la Corte di Giustizia dell'Unione europea) non l'avranno decisa. Quel che è certo, tuttavia, è che i Trattati garantiscono alla BCE piena indipendenza nell'applicazione di un mandato il cui elemento principale è la stabilità dei prezzi. Di conseguenza, quando l'inflazione nell'area dell'euro ha superato la soglia del 2% nell'estate del 2021, non si è più parlato di imporre alla BCE un allentamento della politica monetaria.

Il calo dell'inflazione a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi potrebbe essere l'occasione per rilanciare questo dibattito? Sembra proprio di sì, visto che di recente si sono sentite di nuovo diverse voci su questo argomento.

Intervistato durante la mattinata di France Inter del 19 ottobre in occasione dell'uscita del suo ultimo libro, il banchiere d'affari Matthieu Pigasse ritiene ad esempio che l'unico modo per soddisfare i bisogni sociali ed ecologici sarebbe "creare più soldi".

"Una parte molto consistente del debito pubblico francese, circa un terzo, è detenuta dalla BCE e dalla Banque de France. Questo debito potrebbe essere facilmente cancellato senza effetti economici o finanziari negativi. [...] Possiamo creare più denaro per finanziare grandi programmi di investimento, per la transizione energetica, per il clima o per costruire scuole o ospedali da un lato, e dall'altro per distribuire un reddito minimo. Questo è ciò che è stato fatto durante la crisi COVID. Il famoso "whatever it takes", le centinaia di miliardi che sono stati versati nell'economia francese sono stati in realtà pagati non dal debito ma dalla creazione di denaro".

Pochi giorni dopo, in un articolo pubblicato da Le Monde, l'economista Jézabel Couppey-Soubeyran, cofirmatario dell'editoriale del 2021, ha seguito la stessa logica citando Pigasse. Come possiamo finanziare investimenti non redditizi nella transizione ecologica, come la raccolta dei rifiuti oceanici o la creazione di riserve di biodiversità? Secondo lei, l'aumento del debito o l'aumento della tassazione non è possibile, "è quindi verso una nuova forma di creazione di moneta, senza debito, che dobbiamo rivolgerci per finanziare l'indispensabile non redditizio".

Il ragionamento è simile, infine, per Nicolas Dufrêne, funzionario dell'Assemblea Nazionale e Direttore dell'Istituto Rousseau, citato anche da Couppey-Soubeyran in Debito nel ventunesimo secolo. Come liberarsene (Odile Jacob), denuncia «il discorso a volte dogmatico della sinistra secondo il quale è necessario tassare i ricchi e le multinazionali per fare lavoro sociale» (p. 175). Dufrêne ritiene inoltre che aumentare il Debito Pubblico sarebbe insostenibile, poiché l'onere del debito potrebbe, secondo lui, superare i 100 miliardi di euro entro il 2030 (p. 44), si capisce rapidamente che bisogna trovare altri modi per finanziare la transizione ecologica e il benessere sociale. E per fare questo, la "soluzione" è semplice: creare moneta e cancellare i debiti pubblici detenuti dalla BCE. Infatti, per Dufrêne, "la cancellazione è indolore" e consentirebbe l'attuazione di un "piano di investimenti gratuiti" (p. 189).

Dal denaro magico all'economia magica

Leggere il libro di Dufrêne è edificante. Il suo autore è chiaramente convinto di aver trovato la martingala economica definitiva. I conservatori che criticano la sua idea sono di vedute ristrette, incapaci di pensare "fuori dagli schemi". "Il denaro è un'istituzione sociale, quindi è un po' 'magico' per natura, poiché si basa sulla fiducia del corpo sociale e non su limiti fisici", scrive (p. 178). Pertanto, sarebbe sufficiente "consentire al Parlamento di decidere in merito all'introduzione regolare di una certa quantità di denaro senza debiti in modo mirato per compiti di interesse generale" al fine di "riportare la politica economica al suo antico splendore" (pag. 179). "Cerchiamo di essere audaci", ha detto entusiasta più tardi sulla stessa pagina: "A lungo termine, non sarebbe impossibile immaginare una completa scomparsa della tassazione come mezzo di finanziamento della spesa pubblica".

Maledizione! La logica è inarrestabile. Poiché la creazione di denaro è in grado di finanziare tutto ciò di cui abbiamo bisogno, e poiché il denaro può essere creato senza limiti e nella misura che riteniamo necessaria, allora lasciamo che il Parlamento finanzi tutto ciò che la sinistra sogna.

"Una volta messo a punto, il meccanismo sarà in grado di aumentare e assumere una quota maggiore nel finanziamento della spesa pubblica, o anche della spesa sociale. Potrebbe allora servire da base per progetti ambiziosi, la cui sola menzione per il momento si scontra con considerazioni insormontabili, in considerazione del loro costo potenziale per le finanze pubbliche: un reddito universale, una garanzia generalizzata del lavoro, una sicurezza sociale per l'alimentazione che consenta a tutti di mangiare prodotti biologici, una protezione generalizzata dei beni comuni a livello nazionale, o addirittura in tutto il mondo" (p. 180).

Nella logica del "denaro gratuito" immaginata da Dufrêne, i vincoli di finanziamento non esistono e quindi la tassazione non è più necessaria. Così puoi avere tutto senza pagare. "Si tratta di passare da una visione in cui le finanze pubbliche sono viste solo come un mezzo per mettere in comune e distribuire la ricchezza creata dall'attività dei cittadini e delle imprese, a una visione in cui le finanze pubbliche diventano uno dei motori della creazione di questa ricchezza, senza dover attingere alla ricchezza creata dai cittadini e dalle imprese" (p. 180). "La nostra proposta di denaro gratuito equivale a dare allo Stato, cioè alla comunità, i mezzi per uscirne da solo, senza dover costringere nessuno, almeno (sic!) per motivi connessi all'obbligo di finanziare la spesa pubblica" (pag. 182).

Sogno o realtà

A questo punto del ragionamento, il lettore ben intenzionato non può che rimanere perplesso. Quindi sarebbe possibile finanziare centinaia di miliardi di euro di investimenti senza costare nulla a nessuno? Senza lavorare di più e senza ridurre il proprio reddito? Con il semplice meccanismo della creazione di denaro? Se questo fosse vero e se gli economisti lo sapessero, allora sarebbe un vero scandalo. La cosa più strana di questo caso è che è un non-economista a rivelare la stasi. La cospirazione degli economisti avrebbe impedito all'umanità di liberarsi dal debito una volta per tutte, quando la soluzione era ovvia? Emettere "moneta senza debiti", "moneta libera". Con un po' di fortuna potremmo anche fare a meno del lavoro poiché il denaro, che possiamo creare in modo illimitato, lavorerebbe per noi.

Torniamo con i piedi per terra. E per farlo, esaminiamo alcune nozioni di base su come funziona l'economia.

La prima cosa da dire è che il denaro non è ricchezza. In economia, possiamo ragionare a più livelli studiando i flussi "monetari", i flussi "finanziari" o i flussi "reali". I flussi reali sono costituiti dai beni e dai servizi che produciamo e scambiamo. Questa si chiama ricchezza. Il denaro, d'altra parte, rappresenta e quantifica la ricchezza, ma non è la ricchezza stessa. In effetti, ha valore solo nella misura in cui può essere convertito in ricchezza reale. Si può quindi osservare che in una classica operazione di mercato ci sono due flussi di diversa natura. Un flusso "reale" dal venditore all'acquirente (che è la merce) e un flusso di denaro dall'acquirente al venditore.

Per comprendere le conseguenze di questa rappresentazione, è sufficiente tornare alle osservazioni sopra citate. Potremmo creare denaro "gratis" e stabilire "un sistema di sicurezza sociale per il cibo che permetta a tutti di mangiare prodotti biologici"? Se si ha una visione ingenua dell'economia, si potrebbe pensare che dando ai consumatori abbastanza spiccioli, potrebbero acquistare una quantità potenzialmente illimitata di prodotti biologici. Il problema è che si possono acquistare solo beni che sono stati prodotti nel mondo reale con il denaro. Per produrre cibo biologico servono terra, agricoltori e manodopera.

Secondo uno studio del Ministero dell'Agricoltura, le rese per ettaro dell'agricoltura biologica sono inferiori tra il 28% e il 57% rispetto a quelle dell'agricoltura convenzionale. Ciò significa che convertendo tutte le superfici coltivate al biologico, la Francia ridurrebbe la sua produzione agricola di oltre un terzo. Quindi, a meno che non ricorriamo massicciamente alle importazioni, non saremo in grado di sfamare tutti. In che modo la creazione di denaro potrebbe risolvere questo problema? La risposta è semplice: non può.

Né l'economia né il denaro sono "magici". Tutto ciò che viene venduto e consumato è necessariamente il risultato di una trasformazione produttiva. Questa trasformazione ha un costo "reale". Il lavoro, il tempo, le materie prime, le risorse che servivano per la produzione. Se i prodotti biologici sono più costosi in termini di denaro rispetto ai prodotti agricoli convenzionali, è per un motivo che ha a che fare con la sfera reale. Questo semplicemente perché per produrre un pomodoro biologico ci vuole più terra e manodopera rispetto a produrre un pomodoro convenzionale.

Nel sedicesimo secolo, le élite spagnole avevano una visione bullionista dell'economia. Credevano che la ricchezza di una nazione dipendesse strettamente dalla quantità di oro e argento che possedeva. Per questo motivo, l'obiettivo principale delle colonie spagnole nel Nuovo Mondo era quello di sfruttare le miniere d'oro e d'argento che vi si trovavano. Tuttavia, nonostante i considerevoli flussi di metalli preziosi che si riversarono in Spagna in quel periodo, il Paese si impoverì complessivamente durante il periodo coloniale.

Il costo reale dell'investimento

In un'economia, la ricchezza reale ha usi diversi. Può essere consumata o investita. Quando viene consumata, viene utilizzata dalle famiglie a beneficio del proprio benessere. Quando viene investita, viene utilizzata dallo Stato e dalle imprese principalmente per migliorare i mezzi di produzione, gli edifici e le infrastrutture produttive.

Da un punto di vista formale, l'economia può essere riassunta in questa equazione semplificata:

PIL = Consumi + Investimenti

In ogni società, c'è un compromesso tra consumare e investire. In termini reali, questa scelta si traduce così: o investiamo risorse, lavoro e tempo per produrre macchine produttive ed edifici, oppure decidiamo che queste risorse e questi tempi devono essere spesi per il consumo. A meno che non si pensi che le risorse naturali e l'orario di lavoro siano illimitati, il che è assurdo, non si possono aumentare gli investimenti e i consumi allo stesso tempo. In effetti, l'aumento dell'offerta di moneta non cambierà i dati di questa equazione. Se hai una forza lavoro, puoi farle produrre beni di consumo o farle produrre beni di produzione. Ma non si possono creare nuovi lavoratori ex nihilo, così come non si può creare il petrolio e la terra coltivabile.

Sappiamo che la transizione ecologica richiederà un enorme sforzo di investimento collettivo. In termini concreti, ciò significa che dovremo rinnovare il nostro patrimonio abitativo, costruire nuove ferrovie e decarbonizzare il nostro sistema energetico. Dovremo cambiare quasi tutti i nostri veicoli, sostituire le nostre centrali elettriche a gas e a carbone, produrre acciaio senza carbone...Tutto ciò avrà un costo reale considerevole. Milioni di posti di lavoro dovranno essere dedicati alla concreta realizzazione di questi investimenti. Le risorse energetiche e le materie prime dovranno essere indirizzate a questo scopo. Il problema è che tutte le risorse che saranno dedicate alla produzione di più beni capitali non possono essere utilizzate per produrre beni di consumo. In altre parole, per organizzare la transizione ecologica, dovremo riorientare la nostra economia verso maggiori investimenti e meno consumi.

Da lì, sono possibili due scenari. Se siamo ottimisti, possiamo dire che la crescita sarà sufficiente a rendere la transizione ecologica indolore per le famiglie. Ciò presuppone che la crescita del PIL sia interamente dedicata all'aumento degli investimenti senza intaccare i consumi delle famiglie. Il problema è che, in questo caso, il ritmo della transizione dipenderà dal livello di crescita economica. Tuttavia, questo non è garantito. Pertanto, lo scenario più realistico e responsabile sarebbe quello di non fare troppo affidamento sulla crescita. In questo caso, per garantire che gli investimenti siano effettuati il più rapidamente possibile, sarà necessario riorientare le risorse produttive dal consumo all'investimento. Ciò si tradurrà in un calo dei redditi delle famiglie e del potere d'acquisto.

Non esiste una soluzione magica ai parametri di questa equazione. La transizione ecologica sarà attuata tanto più rapidamente ed efficacemente quanto più il potere d'acquisto delle famiglie sarà complessivamente ridotto. Pertanto, l'unico modo per organizzare politicamente questa riduzione e introdurre un minimo di giustizia sociale sarà quello di garantire che le famiglie più ricche sopportino il peso di questa riduzione. E il modo più semplice per ridurre il potere d'acquisto dei ricchi è attraverso la tassazione. Mi dispiace fare un "discorso dogmatico", ma promuovere false soluzioni agli ingenui è comunque il modo più sicuro per non organizzare mai una transizione ecologica ambiziosa.

Fonte: https://letempsdesruptures.fr/index.php/2023/11/17/peut-on-financer-la-transition-ecologique-par-lemission-de-monnaie-sans-dette/

Commenti (30)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 30 caricati
    1. Jimbo 7 dicembre 2023

      Bypasso la comunque interessante premessa sul non aumento del debito in quanto non ferrato in materia, noto peró nelle dichiarazioni di Cayla un uso eccessivo compulsivo del termine transizione ecologica.
      Se vuoi andare verso la transizione ecologica devi colpire la classe media e i poveri. Anche perché la crescita non si vede neanche col binocolo.
      Francamente chiudere la questione tassando i ricchi ... dai!
      I ricchi non possono essere colpiti, questa é l'unica certezza oltre la morte.

    2. Megas Alexandros 7 dicembre 2023

      La premessa spiega proprio che gli investimenti possono essere tranquillamente fatti senza colpire in termini di consumi e finanziari i popoli

    3. Jimbo 7 dicembre 2023

      Nulla da eccepire sulla premessa infatti.
      Quando vedo accettare (da Cayla in questo caso) come indiscutibili mantra la transizione ecologica o la continua crescita non intravedo i cambiamenti che mi garberebbero.

    4. Megas Alexandros 7 dicembre 2023

      Credo che la transizione ecologica sia la solita scusa per fare soldi per pochi e per aumentare il controllo sulla gente.... senza che poi transiti niente.

    1. danone 7 dicembre 2023

      Non solamente la transizione ecologica può essere finanziata da moneta senza debito, ma tutta l'economia lo può essere.
      Basta considerare il mezzo fiat emesso dal nulla come una informazione contabile, riguardante lo scambio di beni reali.
      In questo modo lo strumento di scambio fiat può essere emesso all'interno di un sistema decentralizzato di conti correnti personali (ottenendo così la sovranità individuale sulla moneta che usiamo), emesso dal conto del compratore, che cala, e trasferito al conto del venditore, che cresce.
      Solo in questo modo possiamo creare concretamente una economia che rispetta veramente il principio che considera ricchezza reale solo i beni e i servizi e non il denaro, altrimenti continuiamo a raccontarcela e basta quando diciamo che il denaro non è ricchezza.
      Periodicamente si ri-equilibrano le posizioni eccessivamente esposte.
      Con questo sistema si eliminerebbe in un colpo solo tutta l'economia finanziaria basata sull'usura e sulla speculazione.
      Basta fare denaro dal denaro, basta debito ed interessi e soprattutto basta monopolista usuraio della moneta, pubblico o privato che sia poco cambia in un sistema di porte girevoli fra i due settori.
      Troppo bello?
      Troppo complicato?
      Troppo utopico?
      No, troppo da svegli in un mondo di morti di sonno pseudo-benestanti senza onore ne merito, tra l'altro ignoranti come caproni rincoglioniti in materia di moneta ed economia.

    2. Megas Alexandros 7 dicembre 2023

      Con il sistema attuale è dimostrato che la creazione monetaria non ha natura debitoria, ma viene fatto credere che sia così attraverso la frode intellettuale.
      Tu non puoi dire che solo con il sistema che hai in mente tu la moneta non ha natura debitoria. Stai affermando una falsità provata, poiché come ti ho detto è dimostrato che la moneta che usiamo non ha natura debitoria. Il tuo sistema che ho studiato ad oggi ha un grosso scoglio da superare ovvero quello di progettare un meccanismo di accettazione. Con l’uso corretto dell’attuale sistema risolvi i nostri problemi domani mattina, con il tuo NO!!!! Qui facciamo informazione e dobbiamo dire la verità. Presenta uno studio ufficiale del tuo sistema e quando avrai i pareri accademici potrai affermare le tue verità non oggi. Oltretutto spacciandolo per l’unico sistema che usa una moneta non a debito!!!!

    3. danone 7 dicembre 2023

      Ha parlato quello con la parete piena di titoli accademici.
      Ma fammi il piacere.
      Non metterti a fare lo scienziatoh certificatoh con me che non è il caso.
      E prima di dirmi che non faccio vera informazione smentisci ciò che ho scritto con i fatti non con tuoi vaneggiamenti.
      Oggi la moneta è considerata una merce, quindi un valore, punto.
      Quando riuscirai a convincere quelli che la creano che le cose stanno come dici tu fammi un fischio.
      Il mio sistema è l'unico che considera il mezzo di scambio una info contabile e in conseguenza a ciò è l'unico che prevede l'auto-emissione dello stesso, punto.
      Portami altri modelli che promettono lo stesso se li conosci.
      Su una cosa ti do ragione e l'ho sempre fatto, ovvero che il mio sistema non è applicabile dall'alto, cioè dal potere costituito, ma è un sistema che deve essere costruito dal basso, da comunità naturali che si vogliono rendere più autonome ed indipendenti dal potere costituito.

    4. Moderatore 7 dicembre 2023

      La invitiamo a commentare le idee, le opinioni e a non coinvolgere in questo le persone che li esprimono.
      Confrontiamo le idee, basta e avanza.

      A rileggerla.

    5. Megas Alexandros 7 dicembre 2023

      Allora Danone, prima di tutto nei miei articoli non faccio propagazione di teorie da me inventate e nemmeno ho l'ardire di di presentarmi come quello che ha scoperto l'America. Quello che io dico e scrivo è tutto verificabile nei libri di testo e negli studi accademici della Teoria della Moneta Moderna (MMT) - e quello che dice la MMT è totalmente verificabile nella realtà attraverso l'uso delle scienze perfette come la matematica contabile, la fisica e la logica. Quindi il tuo modo di porre la cosa, oltre ad essere offensivo della mia persona, è totalmente privo di senso e logicità.
      Tu, mesi fa mi hai sottoposto il tuo progetto che ho letto e per essere più preciso nella mia valutazione che già avevo intuito, l'ho sottoposto anche a Mosler.
      Tu da mesi nutri risentimento nei miei confronti perché ho sottolineato i limiti del tuo progetto, limiti che tu ad oggi non sei riuscito a superare. Del resto, devi rilassarti, non è che sei scemo, stai cercando di trovare una soluzione nuova ad un qualcosa che l'umanità ci pensa da 5000 anni. Forse sarai tu quello che trova la soluzione dopo 5000 anni? io lo spero e te lo auguro.... ma ad oggi quello che proponi, pur mosso da una idea iniziale interessante, è un qualcosa che è già esistito nel mondo, ovvero un BARATTO CONTABILIZZATO, fondato su un riconoscimento di debito da parte di chi riceve un bene nei confronti di chi lo cede basato sulla fiducia. Una cambiale tanto per rendere le cose più chiare a chi ci legge!!!! che poi se circola diventa un mezzo di pagamento.
      Il limite è che tale mezzo di pagamento si basa sulla fiducia e quindi difficilmente potrà essere accettato da chi non ti conosce o non ha fiducia in te. Dubito che gli arabi ti venderebbero petrolio in cambio di una monete che tu ti sei auto-emesso, di fatto una cambiale.
      Ti manca di progettare il meccanismo di accettazione nel mondo della moneta da te auto-emesso; quel meccanismo che oggi negli stati sovrani che emettono moneta è rappresentato dall'imposizione fiscale.
      Tu mi ripeti sempre le stesse cose: "si parte dal basso e piano piano si coinvolge tutti e vedrai che prima o poi arriveremo a questo mondo felice di uomini tutti onesti e puliti dove tutti si fidano di tutti ed accettano i numeri che ognuno ci auto-creiamo" - Ti chiedo ti sembra un ragionamento serio che possa reggere a livello accademico e soprattutto che sia la soluzione che possa salvare il mondo domani mattina??????
      La moneta che usiamo oggi e che usi anche tu, non è una moneta merce..... a meno che tu non abbia un concetto diverso da quello che è la moneta merce in dottrina (la moneta merce è una moneta coniata con oro o materiale prezioso che di fatto la rende un bene). Oggi la moneta come scritto ripetutamente nei miei articoli e per definizione dottrinale è un TAX-CREDIT, un credito fiscale e guarda caso le tasse sono proprio il meccanismo che rendono la moneta desiderabile ed accettata nei pagamenti. Naturalmente, tassazione e corso forzoso sono imposti per legge, da uno Stato che dispone di polizia ed esercito.
      Anche per la MMT la moneta che usiamo fondamentalmente è un informazione contabile, Mosler lo dice da 40 anni, non so da quanto tu hai questa conoscenza! i soldi sono infiniti, sono numeri e non sono scarsi!!!! sono cose che scrivo da sempre.....
      Io Ti invito a riflettere perché questa tua rabbia nei miei confronti è totalmente ingiustificata. Io non ho niente contro di te....non ti conosco nemmeno! ma non posso darti ragione se ragione non ce l'hai, per farti contento..... TU, vedi quello che scrivo e non scrivo per far contenta la gente... anzi, picchio duro anche su personalità importanti.... rischiando anche una querela. Io non ho padroni e non faccio sconti a nessuno... cosa vorresti che facessi sconto a TE.... vorresti che perdessi la faccia per TE.... ma non l'ho persa quando era in discussione il futuro dei miei figli, per poter continuare a guardarli negli occhi..... figurati se la vorrò perdere per un progetto che ho letto compreso e che non condivido per le ragioni che ti ho ampiamente descritto mille volte (nonostante tu dica che non ti ho dimostrato nulla). Certo per te che non comprendi quello che tenti di progettare è normale che non ti ho dimostrato nulla..... per TE il meccanismo di accettazione è un optional, mentre per me è la parte fondamentale!!!!!
      Hai progettato la più bella Ferrari del mondo, ma senza motore caro Danone!!!!!
      Dopo di che se sei convinto presenta il tuo progetto a livello accademico, invece che continuare a proporlo nei comenti di CDC e poi insultare il sottoscritto perché ti riporta alla realtà. Vai, ci fai una tesi, una pubblicazione un dibattito per essere accettata e poi vieni qua ad insultarmi..... e faresti anche bene!!!!!!

    1. Jimbo 7 dicembre 2023

      Sono molto preoccupato per la transizione enologica.
      Niente piú vino, piscine di spritz.

    2. Nonso 7 dicembre 2023

      Ayuto

    3. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Fra Jimbo trovo di un'oscenità disgustosa ironizzare sulle mie adorate clorate piscine, ed obliquamente sulle signore che le frequentano.

    1. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Ma SE nemmanco il cigno nero della guerra fa piangere le borse , forse che, s'è spalancata, sotto i nostri piedi, come botola di capestro, la doviziosa età dell'ORO ¿

    1. XL 7 dicembre 2023

      E comunque la "transizione ecologica" non è ecologica, è solo un programma di spopolamento.

    1. XL 7 dicembre 2023

      "La transizione ecologica sarà attuata tanto più rapidamente ed efficacemente quanto più il potere d’acquisto delle famiglie sarà complessivamente ridotto".

      Si parte dall'idea di risorse finite e di possibilità d'azione ridotte all'equazione statica PIL (fisso) = consumi più investimenti.
      Abbiamo una disoccupazione enorme, che è un potenziale di crescita-lavoro di prima grandezza, basta attivare quella e il PIL aumenta drasticamente. A quel punto si può decidere di far aumentare gli investimenti tenendo i consumi al livello di prima.

    2. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Sì, MA, siamo in , non ancora conclamata:
      ~《RECESSIONE》~

    3. Megas Alexandros 7 dicembre 2023

      Esatto

    4. Megas Alexandros 7 dicembre 2023

      È dove ci vogliono far restare

    5. Cleon XIII 8 dicembre 2023

      Tansizione Verde:
      Far transitare i bigliettoni dalle tasche nostre alle loro, lasciandoci al Verde.

    1. Arthur 7 dicembre 2023

      Mah, e chi lo sa come andrà a finire.
      Può anche darsi che in Occidente ci sia qualcuno che si sia reso conto che non è possibile andare avanti all'infinito con la prassi finanziaria usuraia e forse si sta cercando una via d'uscita, almeno parzialmente.
      Si inizierebbe con gli investimenti green per poi estendere gradualmente gli investimenti non a debito anche per altri settori dell'economia e della vita.
      Chiunque sta al potere e abbia un minimo di neuroni attivi, capisce benissimo che non è possibile tirare la corda oltre un certo limite perché si spezzerebbe, inevitabilmente.

      Io ho sempre sostenuto che i veri vertici del potere in Occidente mirino, per salvare economia capitalistica e mercato, ad introdurre un reddito universale e sono arcisicuro che sarà fatto.
      Le attuali pseudo-élites al potere cercheranno, in cambio della percezione del reddito, di imporre distopie ai limiti della follia, ma i ricatti non andranno a buon fine.
      Infatti i gruppi di potere e le lobbies globaliste distopiche veranno spazzate via e cancellate.
      Saranno coloro che le toglieranno di mezzo a gestire, mediante una nuova classe dirigente, una società più equa e giusta in un mondo multipolare, pianificato da tempo, rimanendo al potere saldamente e a lungo, che è il vero obiettivo.
      Nessuna distopia transumana e neo-liberal-marxista ha futuro.
      Chi comanda davvero lo sa benissimo.
      Gli utili udioti al potere, invece, non hanno capito un fico secco, obnubilati dai nuovi millenarismi della modernità, transumanesimo e neo-marxismo.
      Chi ha subdorato si è fatto da parte da molto tempo.

    2. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Potrebbe, è uno scenario ammissibile, ma prima, ed è per questo che chi ha snasato s'è eclissato:
      BUNGA BUNGA.

    1. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Para ponzi para ponzi paraponziponzipà.
      ~andantino~

    2. sbregaverse 7 dicembre 2023

      paraponzipò
      ~allegrotto ma non troppo~

    3. sbregaverse 7 dicembre 2023

      zipò
      ~ prestissimo~

    4. sbregaverse 7 dicembre 2023

      ~andante con brio^che ~
      È da un gran pezzo, frate Vincenzo, che ce la raccontiamo; non ti sei stufato di raccontarcela ¿?
      ( in questo caso l'argomento non è la mona.......quantunque)

    5. Nonso 7 dicembre 2023

      Viandante sul mare di nebbia

    6. Nonso 7 dicembre 2023

      Crescendo

    7. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Pax tibi et cum spitosu tuo.

    1. SDL 7 dicembre 2023

      E’ nella scarsità che si crea la ricchezza per pochi e povertà per molti. Se tale scarsità non c’è e’ creata ad hoc. Tutto il resto sono chiacchiere.

    2. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Ho visto tutto il fare dell'uomo , compreso il mio, sotto il sole , e anche quello, all'ombra, della donna .
      Bene, io vi dico che conta meno di nulla:
      cioè conta meno di un cazzo che non conta un cazzo.
      Pseudo Qoelet.

Visualizzati 30 di 30 commenti approvati.