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Ukrainian presidential candidate Petro Poroshenko during his press conference in Kiev, Ukraine, Sunday, May 25, 2014. An exit poll showed that billionaire candy-maker Petro Poroshenko won Ukraine's presidential election outright Sunday in the first round — a vote that authorities hoped would unify the fractured nation. The text reads"Petro Poroshenko". (AP Photo/Mykola Lazarenko, Pool)

L’Occidente si prepara a rovesciare Porošenko

DI VIKTOR PIROŽENKO

fondsk.ru

All’inizio del 2018, hanno avuto luogo notevoli progressi nelle relazioni tra l’Occidente e il regime di Kiev. Gli Stati Uniti e l’UE, a quanto pare, passano dalla persuasione persistente alle minacce dirette e alle richieste di ultimatum per sospendere l’ostruzionismo dell’Ucraina (a causa della corruzione generale delle pubbliche relazioni) delle riforme imposte dall’Occidente. Alla vigilia del ciclo di elezioni presidenziali e parlamentari del 2019, molto probabilmente l’Occidente cercherà di aggiornare la composizione su base individuale,con più quadri esecutivi, delle autorità di Kiev.

La fiducia dell’Occidente nei confronti della fazione dirigente di Kiev è stata infine erosa dopo che il raggruppamento del «Blocco Petro Porošenko» – Fronte popolare, ha intrapreso il tentativo, all’inizio di novembre 2017, di legittimare la procedura semplificata per cambiare il direttore del NABU, l’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina. Allora Porošenko ha sottoposto l’adeguato progetto di legge alla Verchovna Rada ma, con l’intervento diretto delle ambasciate occidentali, il voto in merito a ciò è stato rinviato. 

Il tempo trascorso da allora ha permesso di valutare la situazione e sviluppare nuove tattiche per quanto riguarda il regime di Kiev. La novità del momento si è riflessa in una serie di dichiarazioni e pubblicazioni a cavallo tra il 2017-18 nei media occidentali e ucraini, con minacce senza precedenti contro le autorità di Kiev e, personalmente, Porošenko.

Così, alla fine di dicembre, l’ambasciatrice francese in Ucraina, Isabelle Dumont, in un’intervista all’Ukrainska Pravda, ha avvertito che l’UE sta considerando sanzioni concrete contro Kiev sotto forma di revoca del regime di esenzione del visto e interruzione dell’assistenza finanziaria, se anche in seguito verranno posti ostacoli alle indagini del NABU e alla creazione di un tribunale anticorruzione.

All’inizio dell’anno è avvenuta inaspettatamente una reazione brusca da parte dell’Occidente per l’assassinio dell’attivista sociale, Irina Nozdrovskaja, le cui circostanze hanno fornito il motivo di sospettare, per la realizzazione del delitto, i membri della famiglia del giudice distrettuale. Ciò detto, la defunta aveva lavorato come avvocato presso uno dei membri del «Movimento delle forze nuove» anti-presidenziale, creato da Saakashvili. Inaspettatamente, l’ambasciata degli Stati Uniti ha richiesto categoricamente che venisse trovato l’assassino di Nozdrovskaja. Mentre il capo del fondo britannico Hermitage Capital iniziatore della campagna a sostegno del «Magnitskij Act»(1), Bill Browder, ha minacciato su «Twitter» le autorità di Kiev di diffondere l’«elenco di Magnitskij» che le riguarda, in caso di rifugio a criminali ricercati.

I membri dei battaglioni di autodifesa prendono parte a una manifestazione per commemorare i manifestanti che sono stati uccisi durante le proteste di Maidan nel 2014 a Kiev, in Ucraina, il 20 febbraio 2016

L’8 gennaio l’autorevole Atlantic Council ha pubblicato del materiale, il cui concetto di base si riduceva a questo: se Porošenko continua a sabotare la lotta alla corruzione e le riforme proposte dall’Occidente, entro la primavera del 2019 non ci saranno ostacoli per rovesciarlo. Diciamo, è a disposizione una «moltitudine di veterani dall’animo patriottico» che «per principio cambia la qualità di ogni futura rivoluzione di strada», che ora sarà«sostenuta dalla comunità internazionale» (cioè gli Stati Uniti e l’Unione europea – Viktor Piroženko). Allo stesso tempo, non ci sarà l’«aggressione russa» e nessun caos interno. Formata in Ucraina da emissari occidentali, «l’infrastruttura di gestione» non permetterà alla situazione di sfuggire al controllo e intercetterà la gestione dell’economia e dell’esercito.

Il 9 gennaio l’autorevole centro di analisi «European Council on Foreign Relations», nell’articolo di un esperto «L’Ucraina è sull’orlo della cleptocrazia», ha sottoposto ad aspra critica il regime di Kiev per lo smantellamento della «più efficace agenzia anticorruzione» (si intende il NABU), per il «processo farsa» a Saakashvili e per altre azioni. Il documento contiene la chiamata alla lotta contro «la dirigenza ucraina», in particolare, al congelamento dei profitti in attivo europei dei leader del regime di Kiev e ad altre sanzioni che impedirebbero la rielezione di Porošenko.  Le sanzioni devono fare il loro corso «indipendentemente dalla lotta tra Ucraina e Russia».

Il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel, che era a Kiev all’inizio di gennaio, ha messo in guardia la Verchovna Rada dal ritorno a progetti di legge che possono mettere gli organismi anticorruzione sotto la dipendenza di Porošenko e del raggruppamento Blocco Petro Porošenko – Fronte Nazionale. L’11 gennaio, il capo della delegazione dell’UE in Ucraina, Hugh Mingarelli, ha affermato che è necessario rafforzare gli organismi anticorruzione stabiliti e creare con urgenza un tribunale anticorruzione.

Il 10 gennaio il canale televisivo del Qatar «Al-Jazeera»ha sferrato a Porošenko un potente colpo con conseguenze a lungo termine, rendendo pubblici i risultati dell’indagine sul coinvolgimento dell’attuale Presidente ucraino e del capo della Banca nazionale dell’Ucraina,Valerija Gontareva, nella smobilitazione illegale «dei soldi di Janukovič» dall’Ucraina. «Al Jazeera» ha anche pubblicato un verdetto segreto del tribunale distrettuale di Kramatorsk del 28 marzo 2017, sulla confisca speciale di 1,5 miliardi di dollari, appartenuti al Presidente Janukovič.

Tutti i recenti passi diplomatici intrapresi in Occidente contro le autorità di Kiev sono associati con orientamento comune: 1) in relazione al regime di Porošenko,  non sono le persuasioni a essere più confacenti, bensì le pretese; 2) i rimandi all’«aggressione russa» da parte di Kiev non giustificano il suo sabotaggio delle richieste dell’Occidente; 3) come criterio per valutare il regime di Kiev non sono tanto i successi nella «raffigurazione dell’aggressione russa», quanto l’efficacia della “lotta alla corruzione” inattuabile per Porošenko; 4) se la situazione in Ucraina non cambia prima delle elezioni presidenziali del 2019, l’Occidente sosterrà le forze che bramano di rimuovere Porošenko dal potere.

Petro Oleksijovyč (N.d.T. patronimico in Ucraino del Presidente) arriverà alle prossime elezioni presidenziali, che nei termini regolari devono svolgersi il 31 marzo 2019? Non è chiaro. La dinamica degli sviluppi in Ucraina e le forze coinvolte nella crisi ucraina sono tali che la risposta, con grande probabilità, potrebbe essere negativa.

In ogni caso, conviene capire che, indipendentemente dal cambiamento delle personalità, l’obiettivo finale degli sforzi «di riforma»dell’Occidente in Ucraina rimarrà il miglioramento delle condizioni della gestione superficiale per il mantenimento di una minaccia, costante e varia, ai confini della Federazione Russa.

Fonte: www.fondsk.ru

Link: https://www.fondsk.ru/news/2018/01/16/zapad-gotovitsja-k-sverzheniu-poroshenko-45429.html

18.01.2018

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

Note a cura del traduttore

  • Il Magnitskij Act, conosciuto come il Russia and Moldova Jackson–Vanik Repeal and Sergei Magnitsky Rule of Law Accountability Act of 2012, è un disegno di legge passato dal Congresso degli Stati Uniti e firmato dal Presidente Obama tra il novembre e il dicembre del 2012, con l’obiettivo di punire i funzionari russi responsabili della morte nel 2009 del fiscalista Sergej Magnitskij in una prigione di Mosca.

Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Magnitsky_Act

Pubblicato da Davide

36 Commenti

  1. Riassunto: i ladri che si sentono derubati dai propri caporali.

  2. Povera Ucraina.

  3. L’ennesimo popolo che ha preteso di separarsi da una realta’ piu’ grossa e articolata, che gli forniva tuttavia ordine e sostentamento, per precipitare nel caos e nell’anarchia piu’ completa. Ci sono popoli che per limiti culturali e intellettuali non sono in grado di governarsi da soli.

    • La frase potrebbe suonare ragionevole anche per l’Italia, ma a me sembra contenere una forma di razzismo. Nel merito, tendo a pensare che raramente i popoli siano stati liberi di scegliere il proprio futuro e che gli stati cuscinetto, i quali si trovano ai confini tra imperi, siano spesso particolarmente sfortunati.

      • Ma certo che è razzista.
        E come tutte le forme di razzismo è stupida, dettata dalla paura, da un meschino desiderio di rivalsa su qualcuno più debole sul quale poter scaricare la propria frustrazione per la dominazione che si subisce da parte di qualcun altro davanti al quale si ha paura di ribellarsi.
        Dobbiamo imparare a disobbedire a chi è più forte di noi e non a prendercela con i capri espiatori di turno nel tentativo nascondere a noi stessi la nostra vigliaccheria.

        • Un neonazista che accusa un altro di razzismo è davvero davvero grottesco.

          • Io sarei il neonazista?
            Hai già finito gli argomenti e come quelli del tuo modello parti con gli insulti personali.

            Povero ciccio… 😀

          • Non è un insulto

          • @WM

            Sono stato chiamato neonazista e camerata da uno che nega che esista il popolo italiano.
            Vista la tua severità mi aspetto la cancellazione dei post altrimenti ho lo screenhot e appena torno in Italia vado alla polizia postale sperando di riuscire a trovare il modo di creare qualche probelma a questo signore.

            Saluti

            PS ha insinuato che gli italiani sono subumani, fra l’altro.

            Tutto molto interessante e promettente.

          • Visto che lei è solito frequentare i siti hard ha lo “screenhot”, cito testualmente, come piace dire a lei, invece dello screenshot come tutti i comuni mortali. Rallegramenti.

          • @mariovincenti:disqus per stavolta mi limito a cancellare e avvertirti, alla prossima sei fuori.

          • Ok chiedo scusa ma quale sarebbe la violazione e il commento incriminato?

          • Tutto il battibecco è puerile, il neonazista è sopra le righe e il sarcasmo successivo rincara la dose.
            Come ho avvertito DesEsseints più volte avverto te ora.
            Il prossimo periodo sarà molto delicato per il sito, consideralo un cartellino giallo.
            Buona notte

          • Ok chiedo venia e onde evitare ulteriori battibecchi con l’utente in questione ho utilizzato la funzione ignore del sito in modo che non possiamo piu’ leggerci reciprocamente. Buona notte.

      • Non sapersi governare non equivale ad essere dei subumani, come ha sottolineato anche lei la frase potrebbe attagliarsi anche alla situazione italiana e al suo popolo da sempre incapace di governarsi. Si rammenti la famosa frase di un uomo coltissimo come Metternich sull’Italia come espressione geografica…………

        • Metternich parlava di te, gli italiani sono un’altra cosa.

        • Io semplicemente tendo a pensare che quando i popoli sembrano incapaci di governarsi solitamente ciò è dovuto a pesanti intromissioni estere. E l’esempio di Metternich a me rinforza questo punto di vista: può darsi fosse coltissimo, ma certamente era uno statista che con le sue parole portava interessi ben precisi. E comunque mi sembra di ricordare che la sua frase poco tempo dopo fu smentita dai fatti. Tra l’altro mi sembra che circa un secolo fa l’Austria perse una guerra contro l’Italia.

    • Cito ormai quasi alla rassegnazione:

      “Ci sono popoli che per limiti culturali e intellettuali non sono in grado di governarsi da soli.”

      Ma vi rendete conto che parlate come degli ipnotizzati?
      Ho capito che siete classe media sottomessa e spaventatissima però in tutti noi, anche in voi, credetemi, il lume dell’orgoglio originario resta sempre acceso anche sotto le peggiori macerie.
      Sforzatevi di recuperarlo e di riportarlo alla luce.

      • Mentre lei parla come uno sotto l’effetto di ossicodone, parole in libertà e prive del benché minimo senso.

        • Niente…appena si cerca di entrare nel merito cominci a battere in testa…lo hai già dimostrato in altre occasioni che non ce la fai a sostenere un confronto…

          Vediamo di darti un’altra possibilità.

          1) sei un razzista in questo senso: in sociologia e antropologia il razzismo è escluso e casomai si parla di “culturalismo” che apparentemente ne sarebbe la negazione.
          Ma secondo alcuni studiosi il culturalismo non è altro che razzismo nascosto, diverse modalità ma stesso fine ossia quello di stabilire un paradigma secondo il quale il modello buono da seguire è quello del mondo occidentale in particolare quello anglosassone o meglio, come giustamente dice Yanis Varoufakis, quello angloceltico.

          2) la prova inconfutabile che si tratta di razzismo la si avrebbe se tu, a parole tue, cercassi di definire

          a) popolo

          b) le qualità che deve possedere un popolo per essere in grado di autogovernarsi

          Ma non lo farai perché a mio avviso non hai i mezzi linguistici per esprimerti

          3) il tuo fine evidentissimo è quello di insinuare che gli italiani non sono in grado di autogovernarsi e quindi, per usare le tue stesse parole, quelle del post sopra, gli italiani non possono

          “Separarsi da una realtà più grossa e strutturata”

          ossia devono dipndere dagli angloceltici.

          Evidentemente invidi quelli che hanno la “realtà grossa e strutturata” e ti trovi bene “interiorizzandola” bene a fondo.

          Sono di aperte vedute, anche se non capisco come faccia a piacerti goditi la “grossa struttura” e non te ne separare.

          • ossia devono dipendere dagli angloceltici

            basterebbe ricordare il periodo romano con moneta e servizi finanziari (ironicamente…) e quello che e’ successo nel 4 secolo (410 per la precisione) quando l’impero romano rinuncio’ all’inglittera

          • Ma quali studiosi? Me ne citi lei uno degno di questo nome.

    • I limiti sono dovuti ad una diversità ‘temporale’ e dunque storica: la politica non è uguale per tutti. Dipende da fattori diversi e dà esiti diversi. Certi popoli, ad esempio quelli arabi della penisola, sono legati per una pluralità di ragioni ad una struttura tribale ed hanno difficoltà a rappresentare uno stato moderno, che è una creatura occidentale per definizione. Ho detto a rappresentare perchè alla fine è la politica una variante del teatro…vi si rappresenta la tragedia, la commedia, il dramma, ecc. ecc.: sempre a nostre spese, peraltro. I Parlamenti sono solo dei teatri con delle recite a soggetto di un copione scritto altrove.
      Quello dell’Ucraina mi pare quello della rana che voleva farsi bue. Esplose in una miriade di pezzi nello sfortunato tentativo. Poveroscemo è tenuto lì solo per procrastinare la scissione delle due o tre anime del Paese: quella filorussa slavofila, quella occidentale a libro paga nostro, quella polacca e magiara, ed infine quella nazionale, che senza il collante comunista è destinata a soccombere malamente. Infatti la parte occidentalizzante, con il corredo di un demi-monde che anche in Italia abbiamo ben conosciuto, non propone altri valori che l’individualismo più sfrenato dell’arricchimento individuale. E su questo è ben difficile costruire qualcosa di comune…

      • Esatto, non si puo’ pretendere o affermare che un riduttore di teste della papuasia e un abitante di Montmartre a Parigi abbiano la medesima capacita’ di autogovernarsi.

    • Frase infelice e razzistoide. Ma soprattutto che denota una rivoltante ignranza della geopolitica. Anche Filippo II e i Macedoni , agli occhi delle poleis più evolute, come Atene, sembravano zoticoni con “limiti culturali e intellettuali”. Non solo si governavano da soli, ma posero fine alla libertà delle poleis.

    • Perché quando parliamo di popolo dobbiamo pensare ad uno stereotipo? Ci sono delle componenti qualitative nei popoli, e sono dosate in mondo diverso e variano a seconda delle epoche

  4. Ucraini, curdi, iracheni, pachistani, carne da cannone per le campagne di creazione del caos americane.
    Per fortuna qualcosa si sta muovendo, questi popoli stanno imparando a non fidarsi più degli Yankee… quando lo impareremo anche noi?

  5. Non sembra che l’occidente abbia alternative a Pornoshenko che non siano il rafforzamento dei neonazisti.
    Paradossale che siano le stesse forze politiche occidentali che in casa loro creano lo spauracchio del fascismo.

  6. il colmo dell’ironia sarebbe fuggire anche lui come l’ex premier in Russia