Lo scorpione israeliano pungerà la rana statunitense?

Netanyahu sta preparando la scena per intrappolare l'amministrazione Biden, facendo in modo che gli Stati Uniti abbiano poca scelta se non quella di unirsi a Israele.

Lo scorpione israeliano pungerà la rana statunitense?

Alastair Crooke
strategic-culture.su

L'allegoria è quella dello scorpione che ha bisogno della rana per poter attraversare un fiume in piena, facendosi trasportare sulla schiena della rana. La rana diffida dello scorpione, ma accetta con riluttanza. Durante la traversata, lo scorpione punge fatalmente la rana mentre nuota con lui sulla schiena. Entrambi muoiono.

Si tratta di un racconto dell'antichità che intende illustrare la natura della tragedia. La tragedia greca è quella in cui la crisi al centro di ogni "tragedia" non nasce per puro caso. In senso greco, la tragedia è quella in cui qualcosa accade perché deve accadere, per la natura stessa dei partecipanti, perché gli attori coinvolti lo fanno accadere. E non hanno altra scelta se non quella di farlo accadere, perché questa è la loro natura.

È una storia che è stata raccontata da un ex diplomatico israeliano di alto livello, esperto di politica statunitense. La sua versione della favola della rana vede i leader israeliani impegnati a scrollarsi disperatamente di dosso la responsabilità per la disfatta del 7 ottobre, con un Gabinetto che tenta in tutti i modi di trasformare (psicologicamente) la crisi da disastro colpevolizzabile a epica opportunità da presentare al pubblico israeliano.

La chimera che viene presentata è che, tornando indietro alla vecchia ideologia sionista, Israele possa trasformare la catastrofe di Gaza - come ha sostenuto a lungo il ministro delle Finanze Smotrich - in una soluzione che, una volta, per tutte "risolva unilateralmente la contraddizione intrinseca tra le aspirazioni ebraiche e palestinesi - ponendo fine all'illusione che sia possibile qualsiasi tipo di compromesso, riconciliazione o spartizione".

Questo è il potenziale pungiglione dello scorpione: il gabinetto israeliano scommette tutto su una strategia estremamente rischiosa - una nuova Nakba - che potrebbe trascinare Israele in un grande conflitto, ma che, in questo caso, affosserebbe anche ciò che resta del prestigio occidentale.

Naturalmente, come sottolinea l'ex diplomatico israeliano, questo stratagemma è essenzialmente costruito intorno all'ambizione personale di Netanyahu, che farebbe di tutto per sfuggire alle critiche e rimanere al potere il più a lungo possibile. Soprattutto, spera che questo gli consenta di distribuire le colpe, liberandosi da ogni responsabilità. [Meglio ancora], "avrà modo di inserire Gaza in un contesto storico ed epico, come un evento che potrebbe rendere il premier un leader bellico che si copre di grandezza e di gloria".

Inverosimile? Non necessariamente.

Netanyahu potrà anche contorcersi politicamente per cercare di sopravvivere, ma è anche un vero "credente". Nel suo libro "Going to the Wars", lo storico Max Hastings scrive che, negli anni '70, Netanyahu gli aveva detto: "Nella prossima guerra, se faremo le cose per bene, avremo la possibilità di far uscire tutti gli arabi... Potremo liberare la Cisgiordania, sistemare Gerusalemme".

E cosa pensa il gabinetto israeliano della "prossima guerra"? Pensa a "Hizbullah". Come ha osservato recentemente un ministro, "dopo Hamas, ci occuperemo di Hizbullah".

Secondo l'ex diplomatico israeliano, è proprio la confluenza di una lunga guerra a Gaza (secondo le linee stabilite nel 2006) e di una leadership israeliana apparentemente intenzionata a provocare Hizbullah e a far salire l'escalation a far lampeggiare le luci rosse all'interno della Casa Bianca.

Nella guerra del 2006 con Hizbullah, Dahiya, l'intero sobborgo urbano di Beirut, era stato raso al suolo. Il generale Eizenkot (al comando delle forze israeliane durante quella guerra ed ora membro del "Gabinetto di guerra" di Netanyahu) aveva dichiarato nel 2008: "Quello che è successo nel quartiere Dahiya di Beirut nel 2006 accadrà in ogni villaggio da cui si spara contro Israele... Dal nostro punto di vista, questi non sono villaggi civili, sono basi militari... Questa non è una raccomandazione. È un piano. Ed è stato approvato".

Da qui il trattamento fatto a Gaza.

È improbabile che il Gabinetto di guerra israeliano voglia provocare un'invasione su larga scala di Israele da parte di Hizbullah (che rappresenterebbe una minaccia esistenziale); ma Netanyahu e il Gabinetto potrebbero desiderare che l'attuale scambio di colpi sul confine settentrionale si intensifichi fino al punto in cui gli Stati Uniti si sentano costretti a far arrivare qualche bordata di avvertimento sulle infrastrutture militari di Hizbullah.

Visto che l'IDF ha già colpito alcuni civili a 40 km al di là del confine libanese (un'auto con una nonna e le sue tre nipoti è stata incenerita la scorsa settimana da un missile dell'IDF), la preoccupazione degli Stati Uniti per un'escalation è reale.

È questo che preoccupa la Casa Bianca, dice il diplomatico. L'Iran conferma di aver ricevuto in una singola giornata non meno di tre messaggi statunitensi in cui si diceva a Teheran che gli Stati Uniti non vogliono una guerra con l'Iran. E un inviato americano, Amos Hochstein, è andato Beirut a insistere sul fatto che Hizbullah non dovrebbe cercare l’escalation in risposta agli attacchi transfrontalieri israeliani.

"La riluttanza di Netanyahu ad enunciare un qualsiasi proposito sul 'day after' a Gaza - e gli importanti e minacciosi sviluppi dell'escalation in Libano - stanno creando una spaccatura tra la politica statunitense e quella israeliana, al punto che alcuni nell'amministrazione Biden e nel Congresso cominciano a pensare che Netanyahu stia cercando di trascinare gli americani in una guerra con l'Iran".

"Netanyahu non è interessato ad un secondo fronte a nord con Hezbollah", ha dichiarato l'ex funzionario, aggiungendo però che [alla Casa Bianca] credono che un attacco statunitense contro le provocazioni dell'Iran potrebbe trasformare l'abissale debacle di Netanyahu in una sorta di trionfo strategico".

"Questa è la stessa logica contorta che lo aveva guidato quando aveva incoraggiato la sua anima gemella, l'allora presidente Donald Trump, a ritirarsi unilateralmente dall'accordo nucleare iraniano, nel maggio 2018. Questa era anche la logica alla base della sua audizione al Congresso del 2002, quella in cui aveva incoraggiato gli americani ad invadere l'Iraq, perché [l’invasione] avrebbe "stabilizzato la regione" e "si sarebbe ripercossa" sull'Iran".

Queste paure sono alla base della "tragedia" che "deve accadere": la rana, anche se molto cautamente, aveva accettato di portare lo scorpione oltre il fiume, ma voleva la garanzia che, data la sua natura, lo scorpione non avrebbe punto la sua benefattrice.

Il team Biden, allo stesso modo, non si fida di Netanyahu. Non vuole "essere punto" ed essere trascinato in una guerra impossibile con l'Iran.

La puntura è molto vicina: il gabinetto Netanyahu sta gradualmente e deliberatamente preparando la scena per intrappolare l'amministrazione Biden, manovrando in modo che Washington abbia poca scelta se non quella di unirsi a Israele, se la guerra dovesse allargarsi.

Come in tutte le tragedie classiche, l'esito avviene perché gli attori coinvolti lo fanno accadere; non hanno altra scelta se non quella farlo accadere, perché questa è la loro natura. "Non solo il premier israeliano respinge qualsiasi idea o richiesta proveniente da Washington; Netanyahu vuole esplicitamente che la guerra di Gaza vada avanti all'infinito senza alcun corollario politico", sostiene l'ex funzionario.

Si consideri anche l'esplicita definizione di Jake Sullivan delle linee rosse statunitensi: nessuna rioccupazione di Gaza; nessun trasferimento della sua popolazione; nessuna riduzione del suo territorio; nessuna disconnessione politica con le autorità della Cisgiordania; nessun processo decisionale alternativo, se non quello palestinese - e nessun ritorno allo status quo ante.

Netanyahu respinge tutte queste "linee" in una sola frase: Israele, ha detto, supervisionerà e manterrà "la responsabilità generale della sicurezza" per un periodo di tempo indefinito. In un colpo solo, ha minato lo scopo finale desiderato dagli Stati Uniti, lasciandolo penzolare al vento freddo di un sentimento globale e interno sempre più indifferente, mentre la sabbia nella clessidra si sta esaurendo.

Il "gioco finale" di Smotrich è evidente: Netanyahu sta costruendosi il sostegno popolare interno per un nuovo e silenzioso ultimatum a Gaza: "emigrazione o annientamento". Questo è un anatema per il Team Biden. I decenni di diplomazia americana in Medio Oriente "sono finiti giù per il lavandino".

Washington osserva con crescente disagio l'"escalation militare trasversale" nella regione e si chiede se Israele sopravviverà a questo cappio sempre più stretto. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno solo mezzi e tempo limitati per porre un freno a Israele.

L'immediato sostegno di Biden a Israele sta creando scompiglio in patria e comporta un prezzo politico che - a un anno dalle elezioni - avrà delle conseguenze. Forse era "nella natura" di Biden credere di poter "abbracciare" Israele e fargli rispettare gli interessi degli Stati Uniti. Tuttavia, la cosa non sta funzionando, ed è rimasto bloccato con uno scorpione sulla schiena.

Alcuni sostengono che la soluzione è semplice: minacciare di tagliare le forniture di munizioni o i finanziamenti che arrivano a Israele. Sembra semplice. Sarebbe una "minaccia" potente, ma, perché ciò avvenga, Biden dovrebbe confrontarsi con l'onnipotente "Lobby" e il suo stretto controllo sul Congresso. E questa non è una gara che potrebbe vincere. Il Congresso è saldamente al fianco di Israele.

Alcuni suggeriscono che una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite potrebbe imporre "la fine dell'incubo a Gaza". Ma Israele ha sempre ignorato tali risoluzioni (dal 1967 al 1989, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva adottato 131 risoluzioni che riguardavano direttamente il conflitto arabo-israeliano, la maggior parte delle quali aveva avuto effetti minimi o nulli). Mercoledì di questa settimana, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiede una pausa umanitaria. Gli Stati Uniti si sono astenuti e, molto probabilmente, la risoluzione sarà ignorata.

Potrebbe quindi avere più successo un appello mondiale per una soluzione a due Stati? Finora non è successo. Sì, in teoria il Consiglio di Sicurezza dell'ONU potrebbe imporre una risoluzione, ma il Congresso degli Stati Uniti "impazzirebbe" e minaccerebbe di usare la forza contro chiunque tentasse di farla rispettare.

Tuttavia, a ben vedere, la retorica dei due Stati non coglie il punto: non è solo il mondo islamico a subire una rabbiosa trasformazione popolare, ma anche Israele. Gli israeliani sono arrabbiati ed entusiasti e, a stragrande maggioranza, approvano l'annientamento di Gaza.

La contestualizzazione della guerra di Gaza da parte di Netanyahu in termini assolutamente manichei - luce contro oscurità; civiltà contro barbarie, Gaza come sede del male, tutti i gazesi complici del male di Hamas, palestinesi come non-umani - tutto questo in Israele suscita emozioni e ricordi di un'ideologia del 1948.

E questo non è limitato alla destra: il sentimento popolare in Israele si sta spostando dal liberal-secolare al biblico-escatologico.

La presidentessa del Comitato esecutivo di B'Tselem, Orly Noy, ha scritto un articolo - The Israeli Public has Embraced the Smotrich Doctrine - che sottolinea come l'interiorizzazione del "Piano decisivo" di Smotrich si manifesti nel sostegno popolare alla politica israeliana di "emigrazione o annientamento" di Gaza:

"Sei anni fa, Bezalel Smotrich, allora giovane membro della Knesset al suo primo mandato, aveva pubblicato la sua idea di risoluzione del conflitto israelo-palestinese... Invece di mantenere l'illusione della possibilità di un accordo politico, sosteneva, la questione deve essere risolta unilateralmente una volta per tutte.

[La soluzione proposta da Smotrich era quella di offrire] ai 3 milioni di residenti palestinesi una scelta: rinunciare alle loro aspirazioni nazionali e continuare a vivere sulla loro terra in uno status inferiore, oppure emigrare all'estero. Se avessero scelto di imbracciare le armi contro Israele sarebbero stati considerati terroristi e l'esercito israeliano avrebbe iniziato a ‘uccidere coloro che devono essere uccisi’. Quando, durante un incontro in cui aveva presentato il suo piano a personalità religiose-sioniste, gli era stato chiesto se intendeva uccidere anche famiglie, donne e bambini, Smotrich aveva risposto: ‘In guerra, come in guerra’".

Orly Noy sostiene che questo pensiero non è semplicemente confinato al Gabinetto o alla destra israeliana, ma è diventato mainstream. I media e i discorsi politici israeliani dimostrano che, quando si tratta dell'attuale assalto dell'IDF a Gaza, gran parte dell'opinione pubblica israeliana ha completamente interiorizzato la logica del pensiero di Smotrich.

"In effetti, l'opinione pubblica israeliana riguardo a Gaza, dove il piano di Smotrich viene attuato con una crudeltà che forse nemmeno lui aveva previsto, è ora ancora più estrema di quanto previsto dal piano stesso. Questo perché, in pratica, Israele sta eliminando dall'agenda la prima possibilità offerta - un'esistenza inferiore, de-palestinizzata - che, fino al 7, ottobre era l'opzione di scelta per la maggior parte degli israeliani".

L'implicazione di questa "smotrizzazione" del pubblico è che Israele - nel suo complesso - sta diventando radicalmente allergico a qualsiasi forma di Stato palestinese. L'opinione pubblica, osserva l'autrice, è arrivata a vedere il rifiuto dei palestinesi di sottomettersi alla potenza dell'esercito israeliano come una minaccia esistenziale in sé, e una ragione sufficiente per il loro allontanamento.

Alastair Crooke

Fonte: strategic-culture.su
Link: https://strategic-culture.su/news/2023/11/20/will-scorpion-sting-us-frog/
20.11.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Alastair Crooke CMG, ex diplomatico britannico, è fondatore e direttore del Conflicts Forum di Beirut, un’organizzazione che sostiene l’impegno tra l’Islam politico e l’Occidente. In precedenza è stato una figura di spicco dell’intelligence britannica (MI6) e della diplomazia dell’Unione Europea.

Commenti (40)

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    1. oriundo2006 25 novembre 2023

      Alcuni punti fermi desumibili dall'articolo:

      israele ufficiale non ha alcuna umana empatia verso tutti gli altri popoli, palestinesi ma anche goy in generale. Disprezzo, odio, invidia malcelata insieme a propositi messianici assassini sono all'ordine del giornoil piano di genocidio attraverso pulizia etnica soft o hard del mondo palestinese e più in là musulmano non lo impensierisce minimamente, neppure a livello di distruzione di rapporti internazionali consolidati o appena formatiil sionismo vigente in israele ha il sostegno massiccio della popolazione 'eletta': risibili i tentativi penosi di 'distinguo' da parte cristiana tra sionismo ed ebraismo, tentativi che si sono infranti di fronte alla realtàle atrocità che abbiamo visto distruggono le false idee propalate, ad esempio, da parte dei cattolici che l'israele di oggi sia differente da quello di ieri. Idiozie: i giudei sono sempre gli stessi: anzi, forse persino peggiola rana pare attualmente, attraverso Blinken, assai timorosa di un conflitto generalizzato: lo teme perchè inevitabilmente legato all' intervento obbligato degli USA. Blinken il giudeo, fotografato con Nethaniau, pareva terrorizzato quando ha capito che il dado era tratto ed il piano inclinato non ammetteva alternative.Conclusione.

      Se la rana USA non interviene di 'sua sponte', sion provvederà con un false flag clamoroso a provocarla di fronte all' opinione pubblica, americana o internazionale, in modo inequivocabile.
      Lo sanno fare e si fregano già le mani adesso. Sono già felici..dopo tutto cos'è stato il 7/10 ?

      Attendiamoci sviluppi tragici a breve, forse mitigabili se e solo se Russia, Cina e finalmente anche gli Usa decidessero di comune accordo di imporre uno stop definitivo alle ambizioni geopolitiche folli degli ebrei, imponendo innanzitutto una vera tregua e poi tutto il resto, caschi blu compresi.

      Potrebbe essere l' occasione di una riforma delle strutture politiche ONU, che mai come oggi pare urgente ed improcrastinabile.

      E' realistico prevederlo ?

      Temo proprio di no: se la storia insegna qualcosa, ahnoi insegna che quanto pare alla portata ragionevole degli attori, quasi mai viene eseguito prima ma purtroppo solo dopo.

    2. Cleon XIII 28 novembre 2023

      Bisogna anche capire che Israele non è veramente lo Stato Ebraico, vorrebbe, ma non lo è. L'unica democrazia del Medio Oriente è soltanto l'ultima colonia europea, l'ultimo lascito dei vecchi imperi coloniali. E si comporta esattamente come si comportavano i colonialisti inglesi, portoghesi, spagnoli ecc, con la stessa brutale disumanità di chi si crede portatore di civiltà e cultura fagli "Indigeni" ignoranti e ingrati.

    1. gianB 25 novembre 2023

      Simpatica l'analogia con la metafora della rana e dello scorpione. Ma così sembrerebbe quasi che negli US decidano gli US e non i Sion. Veramente?

    1. Gino 25 novembre 2023

      Sul fronte ucraino i russi stanno introducendo nuovi sistemi d'arma con ritmo impressionante. L'ultima novità sono le devastanti RBK 500 cluster bombs. Pare che stiano facendo raddoppiare le perdite ucraine giornaliere. Pochi giorni fa l'inizio del loro utilizzo nelle retrovie di Avdeevka, oggi si sarebbe cominciato ad utilizzarle anche a Bilogorivka (a metà strada tra Seversk e Lisichansk).

      https://www.eurasiantimes.com/russia-pounds-ukraine-with-devastating-rbk-500-cluster/

      Appena una decina di giorni fa veniva registrata l'inaugurazione di una nuova generazione di lancet e scalpel dotati di visione notturna (oltre agli automatismi che gli permetterebbero di colpire il bersaglio designato senza alcun ausilio dell'operatore).

      Prevista a breve introduzione di droni elicottero che si presume capaci di vicariare i KA52 (alligator), ma con costi di produzione ed esercizio al confronto ridottissimi e azzeramento nelle perdite del 'materiale umano'.

      Di questo passo entro il 2025 il divario tra capacità militari russe e quelle di ogni altra nazione diverrebbe enorme.

      L'orso russo è stato risvegliato.

    2. logos 25 novembre 2023

      L'attenzione è distolta volutamente dalla sconfitta ucraina (nato), ergo la Russia può togliere i guanti e colpire duramente senza incorrere in gogna internazionale. I media non hanno interesse a battere (termine non casuale) l'argomento, altrimenti dovrebbero ammettere che li abbiamo abbandonati al loro destino. I russi ripuliranno in fretta. Mi spiace sinceramente per la sorte dei riservisti ucraini. In maggioranza povera gente. l.

    3. mago 25 novembre 2023

      Un golpe ci starebbe ora o mai più poi le trattative di pace.

    4. Cleon XIII 28 novembre 2023

      Non so se avete letto che i capoccia della NATO sono preoccupati per la superiorità dei Russi nella guerra elettronica. E' un argomento saltato furi da pochi giorni. Ma non rubavano i transistor delle lavatrici?

    1. Vincent1 24 novembre 2023

      Bellissimo articolo ma io la penso in modo differente però mi piacerebbe che fosse così (come scritto nell'articolo) ma è improbabile.
      I legami tra gli usa e i cani sono legami di sangue e nessuno si muove senza che ci sia almeno la conoscenza reciproca delle proprie mosse.
      Israele ha certo interessi contro l'Iran ma gli usa ne hanno interessi maggiori.
      Forse in questa situazione la rana è israele che non se ne rende conto.
      Ma questa è una mia opinione personale.

    2. Gino 24 novembre 2023

      Interpretazione alternativa ed anche quasi altrettanto plausibile. Si da però il fatto che gli esperti in questioni militari a mio parere più credibili affermano quasi all'unisono che per gli americani l'Iran dei nostri giorni è già imbattibile.

    3. Vincent1 24 novembre 2023

      Dovrebbe essere così anche per la Russia. O sbaglio?

    4. Gino 24 novembre 2023

      Non sbagli

    5. Cleon XIII 28 novembre 2023

      Le hanno prese dai Taleban... Come diceva Nasrallah, battere gli americani non è diffiicile, basta ammazzarne abbastanza.Poi scappano.

    1. Gino 24 novembre 2023

      Gli israeliani di oggi sono molto peggio degli efesini, che talmente tanto disgustarono Eraclito, fino ad indurlo ad isolarsi nel tempio di Artemide, laddove poi scandalizzò i propri concittadini accettando di dialogare soltanto con i bambini: "Perché vi sorprendete? Non è forse meglio fare questo che prendersi cura della città insieme a voi?”.

      In tal modo egli manifestò tutto il suo disprezzo per la Doxa; ovvero l'irragionevolezza di posizioni assunte sulla base di un sentimento irrazionale ma collettivo di un'intera opinione pubblica.

      I cittadini di Efeso che infine poi inevitabilmente vennero travolti dalle truppe iraniane (allora venivano chiamati "persiani")... avendo essi ignorato gli avvertimenti di Eraclito, oltre che del suo migliore amico, quest'ultimo venendo addirittura poi ostracizzato.

      La stessa opinione pubblica che ora in Israele si accinge a pungere la rana che li sta tenendo a galla

      Finirà in tragedia, nella migliore tradizione greca... più o meno così come anche allora avvenne nel caso degli efesini.

    1. sarah 24 novembre 2023

      Beh, si afferma che l' evento del 7 ottobre potrebbe rappresentare l'occasione per "risolvere" definitivamente il problema palestinese, accantonando una volta per tutte la fastidiosa richiesta internazionale basata su due stati e riconoscendo ad isreale una sorta di patente di legittimità inoppugnabile a protezione di operazioni di deportazione e pulizia etnica. Che dire? È più che plausibile e finanche intuibile dalle stesse inclinazioni politiche di n.etanyahu. Dunque, che fortuna... E' successo davvero. Un' occasione d'oro, una coincidenza incredibile. Un errore di intelligence o un atto più o meno deliberato? Di risposte ce ne siamo già date ma, a leggere ciò che dice l'autore, forse questa volta la "rana" statunitense ha davvero concesso troppo al suo amico scorpione?

    2. Eugiorso 24 novembre 2023

      Piuttosto, ricordo che ci sono anche altri ipotesi, ad esempio quella che dice che i vertici di Hamas sono stati "infiltrati" dal nemico e hanno oridnato l'operazione alluvione al-Aqsa troppo presto, quando Hamas non era pronto a sostenere, poi, dopo il 7 ottobre, un conflitto con gli ebrei super-armati dentro Gaza ...

      Un noto analista militare, che avanza la stessa ipotesi di "infiltrazione" in Hamas, evidenzia la sproporzione in termini di armi fra le due parti e l'inferiorità numerica dei (pur coraggiosi) miliziani palestinesi, in particolare, l'assenza di qualche migliaio di droni suicidi APV (Procedura di avvicinamento con guida verticale) che avrebbero potuto arrecare significative perdite agli ebrei "corazzati".

      Se ragioniamo un po', questa ipotesi non è peregrina, perché consente agli infami usa (+ nato) di "mettere in obra" mediaticamente la probabile sconfitta in ukraina con un altro confitto, scoppiato al momento giusto e più pericoloso, mentre agli ebrei consente di realizzare il loro perverso piano di impossessarsi dei territori palestinesi residui, con una nuova Nakba (scappare o essere uccisi), e dopo Gaza passeranno alla Cisgiordania ...

      Cari saluti

    3. Vincent1 24 novembre 2023

      Ma se ragioniamo un pò dovremmo fare altre considerazioni:
      Partiamo dalla genesi di Hamas che ormai è nota a tutti.
      Partiamo poi dal fatto che chiunque dotato di almeno 4 neuroni avrebbe capito che lanciare qualche decina di missili su israele non avrebbe cambiato le sorti della storia.
      Mettiamo pure sul piatto che Hamas conosce perfettamente quali sarebbero state le reazioni di israele a un attacco missilistico.
      Mettiamo pure sul piatto che Hamas ha bisogno di un appoggio del popolo palestinese che deve odiare sempre di più israele e il massacro di civili aiuta molto in questo.
      Mettiamo pure sul piatto che israele ha bisogno di attentati per poter giustificare i loro massacri.
      Si uniscono i puntini e viene fuori il disegno.
      Se poi uno mi vuole raccontare una storia diversa.... faccia pure.

    4. Gino 24 novembre 2023

      Soprattutto latita l'Egitto. Storicamente sarebbe una questione di loro primaria competenza. Probabile che molto c'entri la questione ancora aperta tra leadership egiziana e fratelli mussulmani (evidenti le connessioni di questi ultimi con i 'servizi' degli inglesi). Gli egiziani odierni stanno comunque molto al di sotto dei loro tradizionali standard.

    5. ric 24 novembre 2023

      e se fosse tutto un film....tranne che i bombardamenti e i morti Palestinesi ?

    6. sarah 24 novembre 2023

      Eh sì, è assolutamente plausibile.

    7. ric 24 novembre 2023

      una bella commedia dietro le quinte...come le torri gemelle. Funziona sempre .

    8. sarah 24 novembre 2023

      Non intendevo questo. Piuttosto, vista la lunga lista di "vantaggi" strategici per isreale elencati con cura nell'articolo, sorge spontaneo il sospetto che la cosa fosse quanto meno "attesa". E' un argomento di cui si è parlato molto. Da questo punto di vista, la possibilità di infiltrazione da parte israeliana dei vertici del cattivo hamas è del tutto plausibile. E' evidente che lo stato eb.raico non sta cercando la pace o una soluzione praticabile al conflitto ma percorre ben volentieri la via bellica. E in modo spietato. Chiaramente, date le ridotte dimensioni, deve per forza contare sull'appoggio americano e qui la metafora dello scorpione è abbastanza azzeccata. E' pur vero che finora si è riusciti ad oscurare il pantano dell'Ucraina ma anche questa nuova situazione ha fortemente polarizzato il mondo, avvicinandolo potenzialmente a un punto di "rottura". Converrà agli usa? Magari lo desiderano, ma viste le esperienze recenti può darsi che qualche timore ci sia.

    9. sarah 24 novembre 2023

      Pare che la Commissione Europea abbia appena offerto una congrua somma di denaro proprio al governo egiziano. Si dice per incoraggiare l'accoglienza dei profughi palestinesi. Oppure per non "impicciarsi" troppo.

    10. Cleon XIII 25 novembre 2023

      Ma sì, certo, cosa devono fare i Palestinesi per essere giudicati belli, buoni, intelligenti e abili strateghi? Farsi ammazzare agitando bandierine? Lanciare qualche pietra contro i carri armati? Ah, sì, certo, l'Intifada piaceva moltissimo alle anime belle di qualche anno fa, ma dimenticavano di dire che l'Intifada era anche, razzi, pallottole e cinture esplosive.

    11. Gino 25 novembre 2023

      Anche Strefano Orsi è molto diffidente al riguardo di Hamas. Pochi giorni fa lessi o ascoltai commenti molto approfonditi circa le complicate ambiguità di questo braccio palestinese della Fratellanza Mussulmana. Purtroppo non riesco a ricordare quale fosse la fonte. A colpirmi fu soprattutto la narrazione di come l'Iran si fosse in qualche modo recentemente rappacificato con una sua parte, lasciando quindi intendere la possibilità dell'esistenza in esso di soltanto una sua fazione capace di trovare una qualche intesa con gli Hezbollah (questi ultimi sono sciiti mentre invece Hamas appartiene alla componente sunnita dell'universo mussulmano). Recentemente sono intervenuti grossi sconvolgimenti nel mondo sunnita, soprattutto correlati alla riappacificazione intervenuta tra iraniani e arabi sauditi. Le relazioni in essere nel mondo sunnita sono inoltre sempre state piuttosto oscure, molto complicate, ambigue e recentemente anche in frenetico divenire.
      Per non parlare poi delle molteplici sfaccettature del sottoinsieme sunnita palestinese.

    12. Vincent1 25 novembre 2023

      Quello che sto cercando di dire è ben diverso. Dico soltanto che Hamas è finanziato e voluto da Israele - USA perchè fa loro comodo.
      Dove avrebbe mai potuto trovare Netaniahu una così bella scusa per massacrare 14000 persone?
      Proprio stamattina leggevo che Biden è stato accusato di finanziare Hamas.
      Certo che i palestinesi farebbero bene a massacrare i loro aguzzini ma il gioco che viene fatto su di loro è veramente sporco.

    13. Vincent1 25 novembre 2023

      La seconda che hai detto.

    14. Vincent1 25 novembre 2023

      Si. Alla perfezione. I media pompano, e il popolo beve.

    15. ric 25 novembre 2023

      vero...viste le mete da raggiungere con la complicita' itagliota :

      https://geab.eu/wp-content/uploads/2019/08/geab-aout2019-fig16.jpg

      https://geab.eu/it/secondo-trimestre-2019-epilogo-della-creazione-del-grande-israele-geab-133-marzo-2019/

    16. Cleon XIII 28 novembre 2023

      Hamas fu finanziato da Israele negli anni 70, quando Israele finanziava tutte le organizzazioni palestinesi contrarie all’Olp. Ma finanziava anche l’Olp, comunque. Israele controlla ogni soldo che circola nei territori occupati, funzionano così le occupazioni e il colonialismo. Da qui a dire che Hamas è pagata da Israele per fornirgli scuse per uccidere i palestinesi ce ne passa. È vergognoso e vigliacco dare spago a chi diffama la Resistenza e le forze politiche che il popolo ha scelto come legittimi rappresentanti.Israele non ha bisogno di scuse, uccide e massacra quando vuole. Quel che sta succedendo non è niente di nuovo, come dice Nashrallah è la ripetizione dell’Invasione del Libano, anni 80. L’operazione del 7 ottobre è stata pianificata e portata a segni da tutte e 4 le organizzazioni armate della Resistenza presenti a Gaza, non da Hamas. Hamas è il gruppo più numeroso e che può contare sull’appoggio della stragrande maggioranza del popolo.
      Per finire, è l appoggio popolare l’arma più potente nelle mani della Resistenza, quella che, alla fine, gli consegnerà la vittoria. Perchè è così che funziona la lotta di liberazione contro il mostro Sionista: si perde, si perde, si perde ancora, finché, alla fine, si vince. Onore ai Vietcong ai Taleban e Hezbollah. E ad Hamas, ovviamente.

    17. Vincent1 28 novembre 2023

      Io sono abituato a pensare male per il solo motivo che mi costringono a farlo.
      Hamas è stato creato da USA - Israele e su questo non ci piove.
      Hamas ha a cuore lo stato dei palestinesi e su questo non ci piove.
      Le decine di missili che sono piovuti su israele hanno un costo non da poco e neanche su questo non ci dovrebbe piovere.
      Il capo di Hamas ha espressamente dichiarato che ha bisogno di infiammare il popolo palestinese per fare proseliti. Lo ha detto lui, non io.
      Biden è accusato di aver finanziato Hamas.
      Netanjahu ha espressamente dichiarato (2019) chi è contro la formazione dello stato della Palestina finanzi Hamas.
      I servizi segreti avevano avvisato il governo di attentati in preparazione ma il governo israeliano li ha ignorati. Lo stesso governo che non permetteva nemmeno a un gatto di passare le frontiere.
      Se penso male, sono io in mala fede?
      Sul fatto poi di ammazzare 15000 persone senza motivo, ti devo purtroppo correggere.
      15000 persone non si ammazzano senza motivo o per lo meno, si genera il motivo e poi lo si fa.
      Una foglia di fico bisogna pur metterla.
      E poi, forse vincendo mille battaglie si potrebbe anche perdere una guerra ma perdendo tutte le battaglie di certo la guerra non la si vincerà.
      Quante battaglie ancora con 15000 morti dovrà perdere la Palestina per poter vincere la guerra?
      Sia chiaro che io sono contro questi CANI israeliani con tutto il mio viscere. Non vorrei essere frainteso.

    18. Cleon XIII 28 novembre 2023

      Ma dai, Hamas non è stata creata da Israele e dagli USA, bensì dai Fratelli Musulmani (Egitto), qiuindi c'è sempre stata. C'è stato un momento in cui Israele riteneva che Fatah e l'Olp fossero le fazioni più pericolose, per cui dirottò i finanziamenti ad Hamas che, all'epoca, non aveva una struttura militare e organizzava mense sociali, scuole religiose e altre iniziative di assistenza ai profuighi. Poi le cose cambiarono. Fatah e l'Olp emarginarono la sinistra della resistenza palestinese, prese forma il Fronte del Rifiuto e una parte di Hamas diede vita a una struttura militare.

      "Netanjahu ha espressamente dichiarato (2019) chi è contro la formazione dello stato della Palestina finanzi Hamas."

      Verissimo. Hamas è contro la formazione dello stato della Palestina, contro la soluzione dei due stati e per la distruzione di Israele. Vero e sacrosanto. Le anime belle in Europa ancora si beano della favoletta dei due stati, ma di stati, ma dov'è lo stato Palestinese? NON ESISTE. Non c'è e non ci sarà MAI. Ridicolo Sancez, che ha "Riconosciuto lo stato di Palestina" ma cosa ha riconosciuto? NIENTE. Ci vorrebbero dure sanzioni contro Israele, cacciare i diplomatici israeliani, ma no, Sancez ha "riconosciuto il niente" e si è messo la coscienza a posto assieme alle anime belle e ai furbacchioni che "tanto Hamas l'ha creata Israele". Lo Stato dei Palestinesi è la FREGATURA che USA, Israele e UE hanno rifilato ai Palestinesi e l'OLP è la Repubblica di Vichy in versione araba. Il popolo sta con Hamas, Jihad Islamica, FPLP e FDLP.
      Vai a Gaza a spiegare alla gente che Hamas fa il gioco di Israele.

    19. Cleon XIII 28 novembre 2023

      Israele sta facendo a Gaza quel che fece nel sud del Libano nel 1982. Con Hamas al posto dell'Olp.

    20. Vincent1 29 novembre 2023

      Il fatto che sia stato creato da USA / Israele non l'ho detto io ma la Clinton ed ha poi affermato che questo sia stato un errore. Per il resto sono d'accordo ma con un piccolo particolare. Quando io dico che fa il gioco di Israele non intendo dire che sia alleato con lei ma di fatto sta facendo del male al popolo palestinese.
      Israele o, per meglio dire Netanjahu, non fa altro che provocare reazioni per poter legittimare le sue sporche azioni. Ovvio che Hamas abbia a cuore il popolo palestinese. Su questo non ho mai avuto dubbi.

    1. Eugiorso 24 novembre 2023

      Gli ebrei sono e restano ebrei, quindi nessuna pace o compromesso sono possibili con loro, da noi hanno cospirato per secoli per arricchirsi e scalare i centri potere per renderci schiavi del loro perverso volere, quelli dell'entità sionista, invece, sterminano apertamente i goyim, che considerano esseri inferiori, ma solo rispetto alle sanguinarie fandonie di quel pattume che sono le loro "sacre scritture" ...

      Se poi trascineranno gli usa, grande protettore controllato (guarda caso) da ebrei, in un conflitto inestinguibile, è da vedere, certo è che gli infami usa non possono interrompere le forniture di armi e munizioni agli ebrei genocidi e guerrafondai, né toglierli all'improvviso la copertura di portaerei, aerei imbarcati e navi militari, ciò implica, in effetti, come ipotizzato nell'articolo, che la miccia è interamente nelle mani degli ebrei, che non esiteranno un solo istante ad accenderla ...

      Cari saluti

    2. ric 24 novembre 2023

      tranquillo ..i loro protettori sono gia' in campo., e le fuori di melone dara' il suo contributo militrarmente parlando...

      Washington s'imbarca in una guerra ineluttabile contro l'Iran

    3. Eugiorso 25 novembre 2023

      Esiste un piano usa, complici gli ebrei dell'entità sionista, in cui il piccolo territorio di Gaza deve essere per forza controllato e occupato dall'impero del male/ sion, cioè un canale alternativo a Suez che colleghi il Mar Rosso con il meditterraneo, sui territori occupati dagli ebrei, in questo piano, utile per portare materie energetiche in Europa, l'Italia diventerebbe un Hub ... Questo piano è di difficile realizzazione, forse non sarà mai portato a compimento, ma la cosa spiegherebbe "l'interesse" dell'impero del male per il misero territorio di Gaza.

      Cari saluti

    4. ric 25 novembre 2023

      un bel progetto direi....

      http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/12/18/geopolitica-manicomiale-grande-israele-e-strategie-mediorientali-al-setaccio/

    5. emilyever 25 novembre 2023

      Lo sta già dando, vedi l'uso di Sigonella e la fornitura di elicotteri Apache ad Israele

    6. ric 25 novembre 2023

      e non basta...leggi un po' qua sotto :

      https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/31/gaza-i-caccia-israeliani-si-esercitano-in-sardegna/1077549/

    7. Nonso 25 novembre 2023

      Sono decenni che dalla Sardegna partono bombe

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