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The Dutch-flagged rescue vessel Sea Watch 3 sails the Mediterranean about 3 nautical miles off Malta's coast (Rear) on January 4, 2019. - Thirty-two migrants, including children and teenagers rescued off Malta by a Sea-Watch rescue boat on December 22, 2018 remain at sea after being denied entry to European ports. The boat was given permission by Malta on January 3 to shelter off its coast due to a storm and fierce winds, but not to land. (Photo by FEDERICO SCOPPA / AFP) (Photo credit should read FEDERICO SCOPPA/AFP/Getty Images)

Lo schiavismo dei buoni

FONTE: ILPEDANTE.ORG

Voluntas enim naturaliter tendit in bonum sicut in suum obiectum: quod autem aliquando in malum tendat, hoc non contigit nisi quia malum sibi sub specie boni proponitur. (Tommaso D’Aquino)

L’immigrazione di massa integra chiaramente un caso di guerra tra poveri. Non solo perché lo è nei fatti, con milioni di persone a contendersi alloggi insufficienti, lavori sottopagati o di bassa manovalanza criminale, periferie anguste e i palliativi di un welfare centellinato dai tagli. Ma anche perché così si vuole che sia – o quantomeno ce la si mette tutta affinché lo diventi.

Nei giorni in cui il Comune di Milano decideva di trasferire 400 euro al mese a chi accogliesse un profugo nella propria abitazione, nella stessa città moriva di stenti Giovanni Ceriani, un disabile di cittadinanza italiana che si manteneva con un assegno di 186 euro al mese e un bonus comunale di 1.000 euro all’anno. Mentre scrivo, a La Spezia l’invalido Roberto Bolleri è in sciopero della fame per rientrare in possesso del suo alloggio popolare occupato abusivamente da una famiglia di marocchini che, fanno sapere, usciranno solo quando il Comune avrà assegnato loro una sistemazione adeguata in deroga alle graduatorie. In Germania l’infermiera Bettina Halbey e la sua vicina di casa stanno per essere sfrattate dal Comune di Nieheim: dovranno lasciare i loro appartamenti ai richiedenti asilo, mentre nel resto del paese si espropriano immobili privati e si evacuano scuole pubbliche, per lo stesso motivo.

Non c’è bisogno di essere leghisti per capire che finirà male, malissimo.

In un sistema di finanza pubblica dove la scarsità di investimenti è postulata come un dogma, è inevitabile che i poveri e gli impoveriti si contendano le briciole e temano l’arrivo di nuove bocche da sfamare. Tanto più se quello stesso sistema predica anche la scarsità dei salari e delle tutele come una virtù e la scarsità di lavoro come una colpa, non lasciando ai deboli altra scelta che un cannibalismo di sopravvivenza in cui l’odio etnico e razziale è solo il pretesto di una guerra per bande.

C’è del dolo o comunque una sterminata irresponsabilità in chi sostiene queste politiche di scarsità e al tempo stesso auspica corridoi umanitari per prelevare gli stranieri alla fonte, chiede la rimozione dei blocchi alle frontiere e sogna di accogliere 300-400 mila persone ogni anno se non 30 milioni in 15 anni. Salvo poi, al delinearsi di una catastrofe umanitaria che colpirebbe tutti – in primis gli immigrati di cui si fanno paladini – sfoderare il ferro vecchio della rivoluzione culturale e rimproverare ai sudditi il vizio della xenofobia lanciando vibranti campagne contro l’odio. Quasi fossero, la xenofobia e l’odio, patologie dalle origini oscure da debellare con la profilassi (nei giovani) e gli antibiotici (nei vecchi) e non un’etologica conseguenza delle politiche da loro stessi create.

C’è del dolo e dell’irresponsabilità in questa filantropia a spese degli altri, ma c’è anche e soprattutto il suo contrario, cioè del razzismo. Che non è il razzismo di cui si lamentano i progressisti: l’islamofobia e il disprezzo di civiltà diverse che, deplorabile e insensato a parere di chi scrive, è già condannato a reti unite e sarà presto oggetto di un’apposita commissione per la schedatura dei reprobi. E neanche l’autorazzismo di cui si parla quando i bisogni degli stranieri sono anteposti a quelli degli autoctoni. Il razzismo dei buoni colpisce invece proprio loro: gli immigrati, che protegge a parole e trasforma nei fatti in strumenti di un piccolo e penoso esercizio di autocertificazione etica e di un più grande disegno socio-economico di sfruttamento degli ultimi.

L’idea che abbiamo bisogno (?) dello sperma di milioni di disperati per ripopolare un continente in stasi demografica, o delle loro braccia per svolgere i lavori che gli italiani non vogliono più fare (cioè quelli sottopagati) non differisce in principio dalle deportazioni degli schiavi africani negli Stati Uniti del sud o dei forzati nelle colonie inglesi da ripopolare. Allora li si prelevava con la violenza, oggi li si costringe con la violenza del debito, della guerra e dello sfruttamento – che i deportazionisti buoni chiamano rispettivamente aiuti (sic) internazionali, missioni di peacekeeping e investimenti diretti esteri, e li sostengono pulendosi la coscienza con un’agile mossa lessicale. Ritenere normale che alcuni paesi del mondo, i più poveri, siano serbatoi di carne umana da ricollocare alla bisogna dei meno poveri soddisfa i requisiti non solo del razzismo, ma anche dello schiavismo tout court, e tradisce un disprezzo ignaro ma totale del diritto di queste popolazioni a vivere in pace e prosperità nelle proprie terre di origine.

In quanto al ritornello de i-lavori-che-gli-italiani-non-vogliono-più-fare, gira da almeno 20 anni ed è un classico esempio di come si peggiora un problema vero (l’abbassamento dei salari) con una soluzione falsa (l’immigrazione). Se molti mestieri non garantiscono redditi sufficienti per condurre una vita dignitosa nonostante siano richiesti dal mercato e in molti casi indispensabili, c’è evidentemente un problema di allocazione dei frutti del lavoro, che dalla base produttiva si spostano verso l’alto, ai dirigenti e ai grandi imprenditori fino a raggiungere lo stretto vertice degli investitori finanziari e dei loro vassalli. E se il lavoro vale sempre di meno, in ciò non aiuta la velleità di competere a frontiere aperte e a cambio fisso con i paesi che ci hanno preceduto nello sfruttamento in larga scala, condannandoci a una guerra globale tra poveri dove vince chi compra il lavoro, non chi lo svolge.

Per chi si dice di sinistra questi concetti dovrebbero essere pane quotidiano, se non fosse che l’oppio del moralismo gli ha fatto credere che gli italiani sono pigri e viziati e “non vogliono sporcarsi le mani”, mentre invece i migranti sarebbero baciati da una voglia di fare e di migliorarsi attraverso il lavoro duro, umile e senza pretese. Nel raccontarsi questa fiaba si inanellano almeno tre obbrobri: 1) il disprezzo per i propri connazionali che lottano per preservare i diritti e il benessere conquistati con il sangue degli avi, oggi derubricati a “privilegi”, 2) la celebrazione della propria eccezione etica (per la nota Equazione di Scanavacca) e, 3) in quanto agli stranieri, la certificazione del loro status di morti di fame disposti a tutto per un pugno di riso, di selvaggi che tutto sommato possono fare a meno del set completo di tutele e benefici formalmente garantiti a chi è nato nell’emisfero dei ricchi.

Se i primi due punti meritano compassione, trattandosi in ultima analisi di autolesionismo, il terzo suscita rabbia e stupore per i modi in cui i concetti antichi di colonialismo, paternalismo e sfruttamento sono riusciti a riciclarsi nei panni dei buoni sentimenti. L’unica, amarissima, consolazione è che chi ammette la deportazione del povero a beneficio del ricco – sia pure con la bonomia della dama coloniale che getta caramelle ai negretti – deve prepararsi a seguirne la sorte mettendosi al servizio di chi è ancora più ricco, come sta accadendo.

Forse un giorno ci si accorgerà che combattere la povertà importando poveri, lo schiavismo importando schiavi e la disoccupazione importando disoccupati non è una buona idea – da qualsiasi parte politica la si guardi. Quel giorno, italiani e stranieri, ovunque ci troveremo, sapremo chi ringraziare.

 

Fonte: http://ilpedante.org

Link: http://ilpedante.org/post/lo-schiavismo-dei-buoni

11.04.2016

Pubblicato da Davide

18 Commenti

  1. Le cose stanno indubbiamente così ma con i blà blà blà e i birignao non si cava un ragno dal buco!!! Quand’è che si inizia a metter in atto qualcosa di più ”rumoroso”??? Più si traccheggia peggio sarà!!!

  2. L’idea che abbiamo bisogno (?) dello sperma di milioni di disperati per ripopolare un continente in stasi demografica, o delle loro braccia per svolgere i lavori che gli italiani non vogliono più fare (cioè quelli sottopagati) non differisce in principio dalle deportazioni degli schiavi africani negli Stati Uniti del sud o dei forzati nelle colonie inglesi da ripopolare. Allora li si prelevava con la violenza, oggi li si costringe con la violenza del debito, della guerra e dello sfruttamento – che i deportazionisti buoni chiamano rispettivamente aiuti (sic) internazionali, missioni di peacekeeping e investimenti diretti esteri, e li sostengono pulendosi la coscienza con un’agile mossa lessicale

    L idea di non so chi per ripopolare il continente deve essere la stessa idea,sempre dello stesso,che ha ridotto il continente in questa maniera indecente.
    Per cui sarebbe il caso di prenderlo e sistemarlo perche non faccia piu danno alcuno.
    L esempio degli schiavi africani in Usa e dei forzati in UK qualcosa indica e si capisce che sono sempre gli stessi. Un leggere differenza:una volta la violenza tout court, adesso la violenza del debito. In mezzo ai succitati si e’ messo il candeliere.
    Per andare tutti sull orlo del baratro in fretta senza nemmeno ripulirsi la coscienza.

  3. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Il problema mondiale è, per l’appunto, una iniqua distribuzione della ricchezza, il libero mercato, la grande proprietà privata e la ricchezza concentrata nelle mani di poche persone che oltretutto ci ha portato al disastro ecologico e sull’orlo dell’estinzione.
    Io direi di organizzare e di armare i poveri di tutto il mondo (e farli combattere contro l’élite di criminali paranoici al potere) per un mondo migliore sotto tutti i punti di vista….

  4. Intanto il Parlamento ha approvato a maggioranza schiacciante (tutti meno M5s che ha votato contro) un emendamento per regalare tre milioni in più di euri oltre ai nove già stanziati per il 2019 a Radio Radicale. Il direttore di Radio Radicale ha uno stipendio di circa centomila eurini (lordi) all’anno. Detto questo per completezza di informazione.
    Ogni giorno sento l’esercito dei poveri lamentarsi che l’Italia è comandata da imbecilli.
    Sorge spontanea una domanda: tra quelli come Giovanni Ceriani e il direttore di Radio Radicale chi è l’imbecille?

  5. Lavoro in un grande comune italiano del nord nel dipartimento delle politiche sociali e del lavoro. Chi non è addentro il settore non può neanche immaginarsi quanti sono gli stranieri che vivono di pura assistenza a carico delle amministrazioni pubbliche, dai miei dati si supera abbondantemente il 60 percento. Se si somma questa spesa con quella dei famosi 35 euro per giorno, anche se adesso parzialmente ridotti, si superano abbondantemente i 10 miliardi all’anno.

  6. Condivido al 100%, bellissima la chiosa finale.

    È ovvio che la difesa dei diritti degli italiani passa per la difesa dei diritti degli stranieri. E quindi farli arrivare per fare i lavori mal retribuiti è un danno per tutti, italiani e non.

  7. A bordo della sea-watch sono saliti Fratoianni, Faraone, DelRio e un altro paio di politici. Pur di dare addosso a Salvini costoro calpestano le basi piu’ elementari del buonsenso come ben spiegato nell’articolo: poverta’ e disoccupazione non si combattono importando poveri e disoccupati.
    Ma a costoro non importa nulla di cio’: purche’ sia contro Salvini, non importa se proporre il contrario sia contro gli interessi del proprio paese….e’ incredbibile che ci siano persone che votano costoro!!!

  8. L’effetto della presenza della Lega nel governo ha, nei fatti, illuso chi sperava nel cambiamento: mi sfogherò, comunque, nel mio blog più tardi o nei prossimi giorni, tuttavia è innegabile che non si tiene conto della realtà. La realtà voleva, che si tenesse conto degli sbarchi nelle coste del sud della Sardegna: è da anni e anni (anche fine anni 80 inizio 90) che questo avviene, ed è la scoperta dell’acqua calda affermare che si è scoperto che vengono calati in mare uomini e scialuppe (gommoni o similari): quando lo dicevamo noi, eravamo degli incompetenti, ora che mostrano i video non più. Però rimane il fatto innegabile che 12 oggi, 15 domani, 7 la settimana prossima, somma che ti somma, le persone irregolari in Sardegna, come pure in Sicilia e nel Sud Italia sono aumentate. Ma quello che , allora come oggi, fa rabbia è che la carità e l’interesse dei media è a senso unico: loro mostrano le foto del bambino in mare, dei morti in mare o nel fiume , che cosa volete che vi mostri? Le foto dei miei conoscenti suicidi perché indebitati e impossibilitati a far fronte ai debiti? Non c’è più chi canta “cancella il debito”? Ah giusto era solo per il debito dei paesi africani ed eravamo a Sanremo. Ho sempre scritto: perché non si fanno le raccolte fondi per far riaprire e per non far chiudere , attività produttive in difficoltà? Non interessa a nessuno, se non a chi è vittima di quelle situazioni.

  9. “Giustificare le proprie azioni con la
    necessità di proteggere i deboli e gli indifesi. Questa è la prima regola della retorica politica”

    Anche in questo caso ci sta bene l’inizio dell’articolo di Israel Shamir appena apparso in questo sito.
    I neri non sono deboli e neppure indifesi.
    In verità, il loro atteggiamento è quello di un mendicante. Siccome non hanno dimestichezza con la “modernità” (tecnologia, economia, organizzazione, efficienza, ecc) cercano di arrivare da noi per poter godere delle capacità di persone che invece sanno organizzare meglio le cose e quindi poter godere anche loro della “civiltà”.
    Attenzione, però. Questo non significa che siamo meglio o che per noi c’è un futuro radioso. Al contrario, l’occidente non risolve mai alla radice le sue problematiche ma si limita a “truccarsi” nel modo più conveniente e gradevole da vedere. In realtà, anche l’occidente è un gigantesco pacco-bomba che aspetta solo l’innesco. E questa deriva finale può accadere perché gli occidentali non sanno osservare e giudicare se stessi e la propria civiltà in modo scientifico, razionale, critico.

  10. Ma è vero che a Milano a chi accoglie nella propria abitazione un profugo il comune gli da €400 al mese ?

  11. cominciamo col prendere “l’eroica kapitana” e sbatterla dentro…
    la carriola dei mari la si manda a smantellare…
    e le spese le mandiamo all’olanda…
    poi vediamo se ci riprovano…

  12. Concordo, c’è un grande disegno socioeconomico di sfruttamento, ci sono finanziamenti e discriminazioni sociali ed economiche continue e sotto gli occhi di tutti. Parlano solo di soldi perché è un disegno fatto da mercenari buonisti e perbenismo infatti è una rete pericolosa.

  13. ’”idea che abbiamo bisogno (?) dello sperma di milioni di disperati per ripopolare un continente in stasi demografica, o delle loro braccia per svolgere i lavori che gli italiani non vogliono più fare (cioè quelli sottopagati) non differisce in principio dalle deportazioni degli schiavi africani negli Stati Uniti del sud o dei forzati nelle colonie inglesi da ripopolare. ”

    Fare sempre questo tipo di accostamento mi sembra controproducente. Non li vogliono qui per la forza lavoro, casomai per devastare quella che c’è già; signori, oggigiorno non servono più milioni di negri nè di bianchi per arricchire i signorotti che sappiamo bene. Le persone non sono più forza lavoro. Con la tecnologia che abbiamo le persone servono sempre meno. Per cui, non serve lo sperma nero, l’accoppiamento con le bianche – se non per far impazzire i bianchi – non servono i generi, serve il gender che non si riproduce (ma compra). Per cui non li vogliono qui per ragioni economiche o demografiche, ma per una chiara intenzione di meticciaggio forzato che faccia scomparire ogni rimasuglio di autonomia, libera determinazione, tradizione. Un’intezione di distruzione di quello che noi italiani sapevamo fare, e che ora non più. Tanto che sotto di loro ci siano 60 milioni di bianchi neri o scimmie a loro non fa nessuna differenza. Non è che portano qui milioni di risorse o lavoratori come se fossimo in virginia nel 1700, qui il lavoro non c’è per nessuno. O meglio, c’è per tutti, però è per un pezzo di pane al giorno o poco più, per tutti (intendo noi poveracci).

  14. “In quanto al ritornello de
    i-lavori-che-gli-italiani-non-vogliono-più-fare, gira da almeno 20 anni
    ed è un classico esempio di come si peggiora un problema vero
    (l’abbassamento dei salari) con una soluzione falsa (l’immigrazione). Se
    molti mestieri non garantiscono redditi sufficienti per condurre una
    vita dignitosa nonostante siano richiesti dal mercato e in molti casi
    indispensabili, c’è evidentemente
    ,
    che dalla base produttiva si spostano verso l’alto, ai dirigenti e ai
    grandi imprenditori fino a raggiungere lo stretto vertice degli
    investitori finanziari e dei loro vassalli.”

    Anche, ma non solo.
    Si è attuata una grossa modifica agli assetti lavorativi Italiani.
    Siccome con le paghe offerte un Italiano non ci campa. importiamo stranieri
    Detto così, sembra solo uno sfruttamento di poveri “più poveri”.
    In realtà, ci stanno fottendo alla grande.
    Nemmeno lo straniero ci camperebbe con le paghe offerte, SE dovesse fare come gli Italinai, cioè pagarsi l’affitto di una casa, le bollette, da mangiare, i libri, il trasporto e la mensa ai bambini, l’auto etc.
    Quindi, cosa si sono inventati??
    Hanno fatto sì che sia lo Stato (cioè tutti noi!) a pagare tutte queste cose agli starnieri fatti venir qui per sostituirci!!!!
    Usufruiscono di case popolari, assegni del Comune, pagamento bollette , pasti etc.
    Tropo comodo!
    Alla fine del mese, il Maroccchino che lavorava con me , prendeva più di me in busta, e gli rimanevano in tasca quasi tutti, mentre io con uno stipendio non riesco a campare.
    Se vogliono la rivoluzione, ci stanno andando molto vicino.
    Morire per morire, è molto meglio farlo combattendo che attendendo di morir di fame.
    Ma se deve essere lotta per la vita, sia benchiaro che non potrà esserci pietà alcuna.

  15. Casualmente, stavo proprio leggendo un libro sugli stati del Sud degli USA, ambientato nel 1830.
    C’era, per qualche aspetto,un dibattito simile: i negri non sono in grado di gestirsi…i padroni si occupano di loro…i negri, liberi, al Nord stanno peggio, e così via.
    Se, nel 1865 – le vere motivazioni della guerra di secessione furono altre, non lo schiavismo – il Nord avesse atteso…diciamo mezzo secolo…la cosa si sarebbe risolta da sola, perché la meccanizzazione agraria avrebbe sconfitto la manovalanza nera. Oggi, il cotone si coltiva molto in Kazakistan, e non hanno gli schiavi per farlo.
    Non è un caso se il PD difende sia Benetton, e sia le organizzazioni della nuova tratta: la motivazione è molto simile.
    Benetton garantisce dividendi agli azionisti – e dunque è un benemerito anche se ha sulla coscienza 43 morti – mentre le ONG garantiscono il rifornimento di carne fresca, affinché i pomodori possano costare 1,99 euro già a Giugno.
    Le vie del capitalismo sono infinite.

  16. Sono il primo stronzo che non può o non fa nulla per cambiare il sistema, premesso questo, fino a quando scriveremo sui social come donzelle frustrate, quelli, i delinquenti assassini che vogliono la nostra testa, continueranno a fare i bulli sulle navi negriere con atteggiamenti da traditori e NOI continueremo a stare muti anche quando una motovedetta della finanza intima l’alt alla crucca di merda e sforza il blocco impunemente. In qualsiasi altro Paese sarebbero stati presi a mitragliate, noi siamo troppo coglioni e se ne approfittano. Meritiamo tutto questo

  17. Chiusura confini e porti.
    Rimpatri di massa.
    Neocolonialismo.
    E’ semplice.
    Basta volerlo.
    I politici non lo vogliono.

  18. Il classico schema:Problema-Reazione-Soluzione Prima si crea il problema,poi si aspetta la reazione,poi Loro(il potere) crea sempre la soluzione a proprio vantaggio.