Le radici della demonizzazione dell’Islam sciita da parte dell’America

Pepe Escobar
unz.com

L’uccisione con un drone del Magg. Gen. Qāsem Soleymānī da parte degli Stati Uniti, insieme ad un fiume di cruciali ramificazioni geopolitiche, porta ancora una volta al centro dell’attenzione una verità abbastanza scomoda: l’incapacità congenita delle cosiddette élite statunitensi anche solo di tentare di comprendere lo Sciismo, e la sua costante demonizzazione, avvilente non solo per gli Sciiti ma anche per i governi guidati dagli Sciiti.

Washington aveva iniziato la Lunga Guerra ancor prima che il concetto fosse reso popolare dal Pentagono nel 2001, subito dopo l’11 settembre: è la Lunga Guerra contro l’Iran. Era iniziata nel 1953, con il colpo di stato contro il governo democraticamente eletto di Mosaddegh, sostituito dalla dittatura dello Shah. L’intero processo aveva raggiunto l’apice più di 40 anni, fa quando la Rivoluzione Islamica aveva messo fine ai bei vecchi tempi della Guerra Fredda, epoca in cui lo Scià ricopriva il ruolo di “gendarme privilegiato del Golfo (Persico)” americano.

Comunque, tutto questo va ben oltre la geopolitica. Non c’è assolutamente alcun modo, per chiunque, di riuscire a cogliere le complessità e il favore popolare dello Sciismo senza prima una seria ricerca accademica, integrata da visite a siti sacri selezionati in tutto il sud-ovest asiatico: Najaf, Karbala, Mashhad, Qom e il Santuario di Sayyida Zeinab vicino a Damasco. Personalmente, ho percorso questa strada della conoscenza fin dalla fine degli anni ’90 e sono ancora solo uno umile studente.

Nello spirito di un primo approccio, per iniziare un dibattito informato Est-Ovest su un importante problema culturale, in Occidente totalmente accantonato o affogato in uno tsunami di propaganda, ho chiesto a tre validissimi studiosi quali fossero le loro prime impressioni.

Questi sono: il Prof. Mohammad Marandi, dell’Università di Teheran, esperto di orientalismo; Arash Najaf-Zadeh, che scrive sotto lo pseudonimo di Blake Archer Williams ed è esperto di teologia sciita e la coltissima Principessa Vittoria Alliata, siciliana, tra le migliori islamiste italiane e autrice, tra le altre cose, di libri come l’incantevole Harem, che descrive in dettaglio i suoi viaggi in terra araba.

Due settimane fa sono stato ospite della Principessa Vittoria a Villa Valguarnera in Sicilia. C’eravamo immersi in una lunga ed avvincente discussione geopolitica, in cui uno dei temi chiave era stato lo scontro USA-Iran, solo poche ore prima che un attacco di droni all’aeroporto di Baghdad uccidesse i due principali combattenti sciiti nella vera guerra al terrorismo dell’ISIS/Daesh e di al-Qaeda/al-Nusra: il Maggiore Generale iraniano Qāsem Soleymānī e l’iracheno Hashd al-Shaabi, il braccio destro di Abu Mahdi al-Muhandis.

Il martirio contro il relativismo culturale

Il Prof. Marandi fornisce una spiegazione sintetica: “L’odio irrazionale americano nei confronti dello Sciismo deriva dalla sua forte propensione a resistere all’ingiustizia: la storia di Karbala e Imam Hussein e lo sforzo sciita nel proteggere e difendere gli oppressi e lottare contro l’oppressore. Questo è qualcosa che gli Stati Uniti e le potenze egemoniche occidentali non riescono assolutamente a tollerare.

Blake Archer Williams mi ha inviato una risposta che ho pubblicato come pezzo originale. Questo passaggio, che sviluppa il concetto di sacralità, sottolinea chiaramente l’abisso che separa il concetto sciita di martirio dal relativismo culturale occidentale: “Non c’è niente di più glorioso per un Mussulmano che raggiungere il martirio mentre combatte nel Nome di Dio. Il generale Qāsem Soleymānī ha combattuto per molti anni con l’obiettivo di risvegliare il popolo iracheno ed indurlo a riprendere nelle proprie mani il timone del destino del paese. Il voto del parlamento iracheno ha dimostrato che il suo obiettivo è stato raggiunto. Il suo corpo ci è stato portato via, ma il suo spirito è stato amplificato mille volte e il suo martirio ha fatto sì che i frammenti della sua luce benedetta arrivassero ai cuori e alle menti di ogni uomo, donna e bambino mussulmano, immunizzandoli dal mortifero cancro dei relativisti culturali del diabolico Novus Ordo Seclorum.”

[Un punto da chiarire: Novus Ordo Seclorum, o Saeculorum, significa “nuovo ordine dei secoli” e deriva da un famoso poema di Virgilio che, nel Medioevo, era considerato dai Cristiani la profezia della venuta di Cristo. Su questo punto, Williams ha risposto che “mentre questo significato etimologico della frase è vero e rimane valido, la frase era stata usata da George Bush figlio per caratterizzare la cabala globalista del Nuovo Ordine Mondiale, ed è questo il senso che è attualmente predominante“].

Schiavizzati dal Wahhabismo

La Principessa Vittoria preferirebbe centrare il dibattito sull’indiscutibile atteggiamento americano nei confronti del Wahhabismo: “Non credo che tutto ciò abbia a che fare con l’odiare o l’ignorare lo Sciismo. Dopotutto, l’Aga Khan è molto ben integrato nella sicurezza degli Stati Uniti, una sorta di Dalai Lama del mondo islamico. Credo che l’influenza satanica derivi dal Wahhabismo e dai reali sauditi, che, per tutti i Sunniti del mondo, sono molto più eretici degli Sciiti, ma che, per i governanti statunitensi, sono l’unico contatto con l’Islam. I Sauditi hanno dapprima finanziato la maggior parte degli omicidi e delle guerre della Fratellanza Islamica, poi le altre forme di Salafismo, tutte incentrate su una base wahhabita.”

Quindi, continua la Principessa Vittoria, “Non proverei tanto a spiegare lo Sciismo, quanto il Wahhabismo e le sue devastanti conseguenze: ha dato origine a tutte le forme di estremismo, al revisionismo, all’ateismo, alla distruzione dei santuari e dei leader sufi in tutto il mondo islamico. E, ovviamente, il Wahhabismo è molto vicino al Sionismo. Ci sono anche ricercatori che hanno prodotto documenti secondo cui Casa Saud sarebbe una tribù Dunmeh di Ebrei convertiti e scacciati da Medina dal Profeta, dopo che avevano tentato di ucciderlo, nonostante avessero firmato un trattato di pace.

La Principessa Vittoria sottolinea anche il fatto che “la Rivoluzione Iraniana e i gruppi sciiti in Medio Oriente sono oggi l’unica forza di successo in grado di resistere agli Stati Uniti e questo li fa odiare più degli altri. Ma solo dopo che tutti gli altri avversari sunniti sono stati eliminati, uccisi, terrorizzati (basti pensare all’Algeria, ma ci sono dozzine di altri esempi) o corrotti. Questa ovviamente non è solo la mia opinione, ma quella della maggior parte degli islamologi di oggi.”

Il sacro contro il profano

Essendo al corrente delle ampie conoscenze di Williams sulla teologia sciita e della sua padronanza della filosofia occidentale, l’ho spinto, letteralmente, a “cercare la giugulare.” E mi ha risposto: “La domanda sul perché i politici americani non siano in grado di comprendere l’Islam sciita (o l’Islam in generale) è semplice: lo sfrenato capitalismo neoliberista ingenera l’oligarchia e gli oligarchi ‘selezionano’ i candidati che rappresentano i loro interessi prima ancora che vengano ‘eletti’ dalle masse ignoranti. Eccezioni populiste come Trump, di tanto in tanto, filtrano tra le maglie della rete (o non ci riescono, come nel caso di Ross Perot, che si era ritirato sotto coercizione), ma anche Trump è stato poi messo sotto controllo dagli oligarchi attraverso minacce di impeachment, ecc. Quindi, il ruolo dei politici nelle democrazie non sembra essere quello di cercare di capirci qualcosa, ma, semplicemente, quello di portare a termine l’agenda delle élite che li controllano.

L’attacco alla giugulare” di Williams è un saggio lungo e complesso che mi piacerebbe pubblicare per intero solo quando il nostro dibattito si sarà approfondito, insieme a possibili confutazioni. Per riassumerlo, [Williams] delinea e discute le due principali tendenze della filosofia occidentale: i dogmatici contrapposti agli scettici. Spiega come “la santa trinità del mondo antico fosse, in effetti, la seconda ondata dei dogmatici che cercavano di salvare le città-stato della Grecia e, più in generale, il mondo greco dalla decadenza dei sofisti,” approfondisce il concetto di “terza ondata di scetticismo,” che era iniziata con il Rinascimento e aveva raggiunto il culmine nel 17° secolo con Montaigne e Cartesio e poi traccia connessioni “con l’Islam sciita e l’incapacità dell’Occidente di comprenderlo.”

E questo lo porta al “nocciolo della questione“: “Una terza opzione e un terzo flusso intellettuale su e al di sopra dei dogmatici e degli scettici: questa è la posizione degli studiosi di religione sciiti tradizionali (non quelli di indirizzo filosofico).

Ora confrontatelo con l’ultimo sforzo degli scettici, “come ammette lo stesso Cartesio quando parla del ’demone’ che gli era apparso in sogno e che lo aveva indotto a scrivere il Discorso sul metodo (1637) e Meditazioni sulla prima filosofia (1641 ). L’Occidente si sta ancora riprendendo dal colpo, e sembra che abbia deciso di mettere da parte i trampoli della ragione e dei sensi (che Kant aveva cercato invano di conciliare, rendendo le cose mille volte peggiori, più contorte e circonvolute) e voglia sguazzare in quella forma auto-congratulativa di irrazionalismo nota come postmodernismo, che dovrebbe essere giustamente chiamato ultra-modernismo o iper-modernismo, dal momento che non è meno radicato nella ‘svolta soggettiva’ cartesiana e nella ‘rivoluzione copernicana’ kantiana di quanto non lo fossero i primi moderni e i moderni veri e propri.

Per riassumere un accostamento piuttosto complesso, “tutto ciò significa che le due civiltà hanno due visioni completamente diverse di quello che dovrebbe essere l’ordine mondiale. L’Iran crede che l’ordine del mondo dovrebbe essere quello che è sempre stato e che attualmente è nella realtà, che ci piaccia o no o che crediamo, o meno, nella realtà (come alcuni in Occidente non fanno). E l’Occidente secolarizzato crede in un nuovo ordine mondiale (contrapposto ad un ordine mondiale o divino). E quindi non è tanto uno scontro di civiltà quanto uno scontro di sacro contro profano, con gli elementi profani di entrambe le civiltà schierati contro le forze sacre di entrambe le civiltà. È lo scontro del sacro ordine di giustizia con l’ordine profano dello sfruttamento dell’uomo da parte dei suoi simili; [è lo scontro] della profanazione della giustizia di Dio per il beneficio (a breve termine o di questo mondo) dei ribelli con la giustizia di Dio.

Dorian Gray rivisitato

Williams fornisce un esempio concreto per illustrare questi concetti astratti: “Il problema è che anche se tutti sanno che lo sfruttamento del Terzo Mondo nel 19° e nel 20° secolo da parte delle potenze occidentali era stato ingiusto e immorale, questo stesso sfruttamento continua ancora oggi. Il persistere di questa vergognosa ingiustizia è la ragione principale delle differenze esistenti tra Iran e Stati Uniti, che continueranno inevitabilmente finché gli Stati Uniti insisteranno nelle loro politiche di sfruttamento e fintanto che continueranno a proteggere i loro governi di occupazione, che riescono a sopravvivere contro la schiacciante volontà dei loro cittadini solo grazie alla ingombrante presenza delle forze statunitensi che li sostengono affinché possano continuare a servire gli interessi americani piuttosto che quelli delle loro popolazioni. È una guerra spirituale per il trionfo della giustizia e dell’autonomia nel Terzo Mondo. L’Occidente può continuare ad apparire bello ai propri occhi perché controlla tutta la messa in scena (del discorso mondiale), ma la sua immagine reale è evidente a tutti, anche se l’Occidente continua a vedersi come il Dorian Gray del romanzo di Oscar Wilde: una persona giovane e bella i cui peccati si riflettevano solo nel suo ritratto. Così, il ritratto riflette la realtà che il Terzo Mondo vede ogni giorno, mentre il Dorian Gray occidentale si vede come viene rappresentato dalla CNN, dalla BBC e dal New York Times.

L’imperialismo dell’Occidente in Asia occidentale è di solito simboleggiato dalla guerra di Napoleone Bonaparte contro gli Ottomani in Egitto e in Siria (1798-1801). Sin dall’inizio del 19° secolo, l’Occidente ha succhiato la vena giugulare del corpo politico musulmano come un vero vampiro, mai sazio di sangue mussulmano, che si rifiuta di lasciare il corpo. Dal 1979, l’Iran, che ha sempre avuto il ruolo di leader intellettuale del mondo islamico, si è ribellato per porre fine a questo oltraggio contro la legge e la volontà di Dio e contro ogni decenza. Si tratta quindi del processo di revisione di una visione falsa e distorta della realtà per ritornare a ciò che la realtà è e dovrebbe effettivamente essere: un ordine giusto. Ma questa revisione è ostacolata sia dal fatto che i vampiri controllano la rappresentazione della realtà, sia dall’inettitudine degli intellettuali mussulmani e dalla loro incapacità di comprendere anche solo i rudimenti della storia del pensiero occidentale, nel suo periodo antico, medievale e moderno.

C’è una possibilità di distruggere tutta questa messa in scena? Forse: “Quello che deve succedere è il passaggio dell’autocoscienza mondiale dal paradigma in cui le persone credono che un pazzo come Pompeo e un buffone come Trump rappresentino l’essenza della normalità, ad un paradigma in cui le persone vedano Pompeo e Trump  solo come un paio di gangster che fanno tutto ciò che vogliono, non importa quanto disgustoso e depravato, in completa e totale impunità. E questo è un processo di revisione ed un processo di risveglio verso un nuovo e più alto stato di coscienza politica. È un processo di rigetto del paradigma dominante e di unione all’Asse della Resistenza, il cui leader militare era il generale martire Qāsem Soleymānī. Non da ultimo, [questo processo] comporta il rifiuto dell’assurdo concetto di verità relativa (ed anche della relatività del tempo e dello spazio, scusaci Einstein), l’abbandono dell’assurda e nichilista filosofia dell’umanesimo, e il risveglio alla realtà dell’esistenza di un Creatore e del Suo ruolo di comando. Ma, ovviamente, questo è troppo per la mentalità moderna, così illuminata da sapere tutto.”

Eccoci qua. E questo è solo l’inizio. Commenti pro e contro sono i benvenuti. Date una voce a tutte le anime bene informate: il dibattito è aperto.

Pepe Escobar

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/pescobar/the-roots-of-american-demonization-of-shia-islam/
17.01.2020

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.
Precedente La fiducia arriva a Sodoma
Prossimo Giochi di prestigio

24 Commenti

  1. Mah, il Pepe Escobar che si cimenta con la civiltà islamica mi sembra molto peggio del Pepe Escobar geopolitico. :
    -La ragione per la quale gli USA ce l’hanno tanto con l’Iran è presto detta : l’Iran è al momento il nemico più potente per Israele, dopo l’eliminazione di Saddam Hussein, Gheddafi, l’azzoppamento di Assad, l’asservimento della Giordania e l’isolamento nel mondo arabo dell’Egitto. E la lobby israeliana decide la politica estera americana. Basterebbe questo per spiegare l’atteggiamento americano contro l’Iran.
    -Escobar però introduce lo Sciismo come fattore di contrapposizione al post-modernismo americano, e qui dimostra tutta la sua ignoranza del fenomeno.
    -Non esiste una differenza teologica tra sunniti e sciiti. Gli sciiti, avendo ragione, volevano che il successore di Mohammed fosse il cugino Ali, cosa che non è avvenuta subito (dopo Mohammed i califfi, secondo la narrazione islamica furono : Abu Bakr, Umar, Uthman e Ali), inoltre c’è una differenza di liturgia, cioè il ruolo degli iman. Per il resto è uguale al sunnismo.
    La vera contrapposizione tre sunniti e sciiti è per il potere nel MO, e nel mondo islamico. E siccome nel MO, come da altre parti, il nemico del mio nemico è il mio amico, ecco spiegata la vicinanza tra Saudi e US-Israele. Il Wahabismo non c’entra niente. L’unica cosa che condivido dell’articolo è c’è una certa ‘vicinanza’ tra ebrei e sauditi, infatti, nella penisola arabica al tempo della nascita dell’islam, vivevano molte tribù ebraiche, alcune si sono poi convertite all’islam, altre no e se ne sono andate, altre hanno fatto finta di convertirsi. È probabile che gli al-Saud siano una di quest’ultime.

    • Sicuramente sono “imparentati”, come del resto hanno detto loro stessi alla stampa americana addirittura negli anni 60. Mi avevano detto il giornale e la data esatta ma non la ricordo. Del resto basta guardarli Ebrei e Sauditi. mai uno screzio, mai un disaccordo….sono e sono sempre stati pappa e ciccia. Il che sarebbe assurdo essendo l’uno la massima espressione dell’ebraismo e l’altro dell’islamismo.

      • Imparentati? Tutto il medioriente e’ imparentato.
        Ma finche’gli usa non ci sbattono contro insieme allo zion non lo capiranno mai, come si dice: dio fa perdere la ragione a quelli che vuol far perdere.
        Domanda: perche i sionisti hanno voluto star li fra “nemici” giurati quando gli inglesi li volevano dare l’Uganda?
        Per avere una sconfitta assicurata nel tempo?

    • Credo anch’io che Escobar qualora intendesse trattare la sfera religiosa filosofica dell’Islam, dovrebbe attrezzarsi ben diversamente. L’articolo infatti contiene parecchie imprecisioni, e anche la traduzione credo abbia contribuito… Non si può tradurre Fratellanza Musulmana in Fratellanza Islamica! A meno che anche il testo di Escobar non contenesse l’errore! Inoltre non sono sicuro della traduzione di seclorum (o saeculorum) dello stesso Escobar. Su queste basi mi risulta difficile commentare.
      Il mondo islamico è un patchwork impressionante e le semplificazioni contenute nell’articolo le trovo fuorvianti.
      L’unica cosa certa è che in effetti l’Impero non ammette esiti socialisti di qualsiasi dottrina, né religiosa (com’è l’Islam nella sua profonda natura), né secolare/statale (com’è in Russia, Nordcorea, Cuba, ecc.), infatti si salvano solo i Saud perché hanno impostato una dottrina medievale di sudditanza califfale il cui anacronismo è perfettamente funzionale ai desiderata sionisti.

  2. Rifacendomi in parte a quanto dice PietroGE, io ricordo Osirak nel 1981. Israele bombarda l’Irak che si stava ……evolvendo. E l’Irak era sunnita. Non c’entra niente la Religione, Sunniti o Sciiti che siano, gli Israeliani che comandano in USA non vogliono che nessun Paese arabo possa far loro ombra. E così, adesso, mandano il fratellone grande, grosso e scemo contro l’Iran. Se ci riescono.

  3. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    O Allah o Geova o Cristo o Visnù o altre filosofie religiose nascono dagli usi e dalle consuetudini delle genti; consuetudini a loro volte “plasmate”, caratterizzate dalla natura dei luoghi ove vivono.
    Il bisogno di un Dio e la sua “epifania” sono insite nella Natura degli uomini e delle cose. E alla fine tutte le fedi “conducono” (e lo dice anche la scienza) ad un attimo, un “gesto creativo” da dove tutto è incominciato!
    Lasciamo ai popoli (e rispettiamo) le loro diversità di “culture” (compresa la religione) che sono la vera ricchezza dell’Umanità.

    • La vera ricchezza dell’umanita’ e’ che credano in un vero dio.
      Non quello che altri hanno costruito per i propri interessi materiali e Che non lo impongano su tutti come unico. il monoteismo non esiste. Ma ha fatto una fortuna per chi se lo e’ inventato e ci sta soggiogando tuttora.

  4. Da sempre, l’Iran è semplicemente il baluardo invalicabile alle mire di rapina dell’occidente cristiano sul medio-oriente dal mediterraneo fino all’oceano indiano.
    Mire che si proiettano nel cuore dell’asia…
    Infatti senza l’opposizione iraniana le cristiane crociate occidentali avrebbero già devastato tutta l’area (vedi Afganistan, Iraq, Yemen ecc.)

    • L’Iran, l antica Persia, e’ stato il limite in cui si e’esteso l impero di Roma.
      Oltre non e’concesso andare.
      Che qualcuno se ne faccia in fretta una ragione prima di rimetterci tutto.

      • Ma tu sei sicuro di quello che stai scrivendo?
        Ma pure il limes era un confine, Sic unt leones a sud… Ma quando mai la Persia è stata invalicabile? Ma dico, ma starai mica scherzando?
        Manca poco che pure i calabresi la conquistino… E non è mica ancora detto che non lo facciano.
        Ma che state addì …

  5. La religione…se non ci fosse stata gli usa si sarebbero attaccati a qualcos’altro, altri usi e costumi che dividino. Han fatto loro il motto romano “dividi et…” Han trovato un’ottima scusa per intervenire, fare casino e mettere radici. Sull’ignoranza, tra virgolette!!!! Ma solo per il petrolio e affini. Gli arabi se si unissero, almeno in questo, li caccerebbero ‘ieri’, a pedate!. Ma prevale in loro la bega, litigano e fanno come i polli di renzo. Di tutto questo approfittano gli usa. Se ne deduce che preferiscono farsi dominare da uno straniero piuttosto che trovare la pace tra di loro. La COSCIENZA…e’ proprio su questa parola che e’ fondato il marxismo: se la gente ragionasse ogni forma di ingiustizia e disuguaglianza si scioglierebbe come neve al sole! L’umanita’non ha imparato nulla dalla nostra tragica storia e allora che si arrangi……

  6. Sarà un mio limite… Forse l’ età… Ma sempre più spesso, leggendo questi articoli, la domanda è: e quindi?
    Cioè, di cosa dobbiamo prendere atto, o coscienza? Che gli USA sono brutti, sporchi e cattivi? Ok, e quindi?
    Ci spiegano il perché, va bene… E quindi?

    Alla fine della 2a GM l’URSS invase l’Iran da nord, mentre USA e GB erano a sud. Truman mandò i B29 atomici e diede 48 ore ai sovietici per ritirarsi. E loro se ne andarono. È tutto qui. E fino al 1979 è rimasto tutto qui.

    Un italiano scaltro e affarista, il vero ispiratore dimenticato di Craxi, non tanto capace come lui di capire contro chi si stava mettendo, tal Enrico Mattei, pensò che bastasse alzare la voce e gridare “liberi tutti” per cambiare il corso delle cose in quella parte del mondo. E oggi sappiamo della loro fine.

    Sì può sapere che altro c’è da capire, o sapere? Che Komehini era uno tosto? Che gli ayatollah usano le sure del Corano per giustificarsi?

    Sì, ma e allora?

  7. Per la cronaca:
    La Persia, nei secoli è stata invasa e conquistata forse solo meno della Sicilia.
    Ma la storia dov’è che l’avete studiata? Su Dolly alle medie?
    No, ma dai…

  8. “l’abbandono dell’assurda e nichilista filosofia dell’umanesimo, e il risveglio alla realtà dell’esistenza di un Creatore e del Suo ruolo di comando.” ???

    Assurda e nichilista filosofia dell’umanesimo? Mi sa che è meglio che ce ne stiamo ognuno a casa propria.

    USraele per primi s’intende 🙂

  9. Vi sono ragioni sotterranee che sono preminenti su sovrastrutture, pur condivisibili, a carattere filosofico.
    La prima è chiarissima: gli iranici sono un popolo indoeuropeo geloso della sua specificità nel mondo islamico, prevalentemente semita o semitizzato nel profondo sino a rivendicare una identità ‘semita’ anche quando lo è affatto ( un altro popolo indoeuropeo islamico sono i curdi, mentre ‘spezzoni’ Arya si trovano nelle montagne del Khasmir a cavallo tra Afghanistan, Pakistan, India ). Questo ‘sostrato’ anche linguistico importante, ovvero una visione della vita e della religione assolutamente differente da altri, domina in Iran sino a avere forti intolleranze verso i ‘semiti’ che ivi hanno portato una nuova religione e hanno soppresso con la violenza quella precedente: il credo Zoroastriano, quarto monoteismo, le cui spoglie hanno alimentato sotterraneamente la visione sciita della vita religiosa e del dogma. Anche qui conoscere la storia è essenziale per capire il mondo di oggi.
    La visione sciita della religione è fortemente divergente dal mondo sunnita ( e qui mi trovo in disaccordo con Pietro ): lo sciismo è la variante ‘protestante’ del mondo musulmano, è assai critica verso un caposaldo del sunnismo, ovvero l’ adesione diretta alla Parola, presentando una gerarchia religiosa assai ramificata e ‘giustificata’ dalla testimonianza e dal Martirio dei Santi sciiti delle origini, a partire da Alì, cugino del Profeta, uomo straordinario in possesso di qualità eccelse in campo spirituale, seconde solo a Muhammad ( e da cui discende la teoria degli ‘Amici di Dio’ oltre la profezia vera e propria: l’ Imamato )
    Qui è la scissione delle due versioni dell’ Islam e rimando a chi se ne è occupato i dettagli, tranne uno: la preminenza di Fatima, figlia del Profeta e moglie di Alì, nel sistema sciita di fede, cosa assolutamente aberrante per un sunnita, ancorato solo ed esclusivamente a Muhammad: del resto appena possono i sunniti iconoclasti distruggono ogni resto di ‘idolatria’ e ‘personalismo’ ovunque vanno…recentemente persino alla Mecca ).
    Infine, dall’ Imamato, oggi ufficialmente in nascondimento ( è la versione ufficiale che a malapena occulta la reincarnazione ), verrà il Mahdi non come suggello della Profezia, appartenente a Muhammad e non più rinnovabile, ma come suggello della Storia umana sin dalle origini.
    Distruggere l’ Iran significa voler azzerare l’ Imamato della Fine del tempi ( l’ Ora: quella attuale ad ogni evidenza ), ovvero il riconoscimento del Mahdi come capostipite ed insieme ‘riassuntore’ globale della catena dei Profeti. Questo tentativo è connesso all’ Israele che non riconosce più il ‘suo’ Messia volendo farsi esso stesso ‘messia’ ( tendenza assai presente in certi circoli cabalistici deviati ), ed al voler da parte di certi cristiani ‘occidentali’ vedere la figura del ‘Cristo’ venturo solo appartenente alla lezione dogmatica e religiosa cristiana.
    In altri termini, per una comprensione escatologica e spirituale: a differenza della più parte di voi, cattolici, che pensate che il ‘Figlio di Dio’ sia Gesù, considerate la possibilità che Gesù sia solo un ‘profeta’ e che il vero ‘Figlio di Dio’ sia l’ Adamo Cosmico … transitato nelle figure, tra le altre, dell’ Imamologia sciita, nonchè evidentemente in altre più specificatamente orientali ( Buddha e Shiva specialmente …).

    • Il riferimento alla “figura del Cristo venturo solo appartenente alla lezione dogmatica e religiosa cristiana” è ricollegabile alla questione del Katechon? Mi riferisco in particolare ad una discussione avvenuta tempo fa tra Cacciari e Blondet, in cui il filosofo si lasciò sfuggire uno sfogo incentrato proprio su questo concetto biblico (Blondet ne parla nel suo libro “Adelphi della dissoluzione”, credo che anche su internet sia rintracciabile del materiale in merito)…

  10. Siamo certi che alle elite statunitensi interessi comprendere lo Sciismo, o qualunque altro ramo della religione islamica?
    Credo invece che a loro importino concetti molto piu’ pragmatici, quale mettere le mani sul petrolio, e magari così facendo togliere da sotto l’influenza russa un potenziale avversario.

    La cosa va di pari passo con la voglia di un piccolo paese mediorientale, che ha però un grande potere nella politica americana, di indebolire l’Iran per paura che questi possa nuocerle; questo è forse il motivo principe per cui vi siano entità che vogliano la guerra in Persia.

    La rivelazione del generale Wesley Clark, che svelò di avere appreso da un suo ex sottoposto, pochi giorni dopo l’11/9, che gli USA si stavano preparando alla guerra contro Iraq, Siria, Libia, Sudan, Libano, Somalia e Iran, spiega in maniera chiara quello che sta avvenendo adesso; era già tutto scritto sull’ agenda neocon.

    Cercare nelle loro azioni reconditi motivi legati a concetti filosofici, ritengo sia fuorviante e possa influire negativamente alla lotta contro questi mostri.

    Nel Mondo musulmano, l’opera di distruzione riesce meglio perché hanno una speciale predilezione e litigare e a farsi la guerra tra di loro.

    Quando vengo a conoscenza di diatribe tra le varie fazioni religiose, indipendentemente che esse siano Islamiche, Cristiane od Ebraiche, su chi sia dalla parte della ragione in merito a questa o quella questione, mi viene in mente una storiella nella quale due pulci si accapigliavano per sancire la proprietà del cane sul quale erano sedute…

  11. Personalmente ritengo che la prossima guerra d’attrito e di occupazione gli USA la faranno al loro confine sud.
    Ammesso che già non lo stiano facendo.

    Tolto questo per me non secondario particolare, dare una connotazione religiosa a un conflitto serve all’invasore più che all’invaso, che se la può giocare anche sull’amor patrio, libertà, ecc.
    Anzi, se la storia insegna qualcosa la religione è una scusa bell’e buona per chi invade.

    Gli USA sono moooolto più integralisti a livello religioso di quanto non si pensi. Bush jr fu eletto grazie ai cristiani rinati, 100 milioncini di tizi alquanto determinati se gli tocchi il loro credo.

    Viaggiare per gli USA è un’esperienza abbastanza scioccante, e lo dico in termini psicosomatici e antropologici. Ma ripeto:
    sottovalutare questa gente è un errore.

    • Gli Usa sono ancora calvinisti e puritani che e’ un mix che a prodotto una società’ pericolosa per il resto del mondo. Infatti vediamo gli effetti.
      Da tener presente che fare sette, religioni ecc..l in Usa va benissimo se si vuole e evadere il fisco.
      Per cui si capisce a chi credono.
      Viaggiare in Usa e’ scioccante se si considera che tutta quella terra era delle pellerissa sterminati dagli europei per prendersi tutto il territorio senza lasciare nulla ai loro propietari, in compagnia di puritani, calvinisti e anglicani oltre che cattolici. Senza che muovessero un dito di fronte allo sterminio di quegli uomini indigeni.
      Non poteva uscire da tutto questo se non un popolazione a cui la vita umana non interessa di fronte al denaro e al potere.E grazie a tutta l’accozzaglia “religiosa” che ancora fa fortuna su di uno sterminio che non ha nemmeno il giorno del ricordo,e sono stati più di sei milioni gli sterminati.

  12. Inoltre, vorrei ricordare che gli inglesi hanno nel loro sovrano il capo della loro chiesa da ca. un 500 annetti. Che è un capo politico, militare, e religioso. Ed è più o meno lo stesso periodo che in un modo o nell’altro dominano l orbe terracqueo. Non so, ma più fanatici religiosi a livello statale di loro ne conosco pochi.
    Forse i giapponesi.

    Magari sarà un caso, ma a me pare una cosa su cui riflettere.

  13. Mah, qui Escobar secondo me si inventa un po’ troppo.

    Se gli iraniani fossero visti in tutto il medioriente come i difensori della fede conto il giogo occidentale allora non c’è ne sarebbe più per nessuno. Invece molti islamici stravedono per i sauditi perché ricoprono di soldi tutti i sunniti che per un motivo o per l’altro sono stati perseguitati, dalla Bosnia ai profughi palestinesi in Giordania, finanziando le comunità e costruendo moschee e scuole coraniche (dove piazzano i loro imam wahabiti).
    Inoltre sono i custodi della Mecca, cosa da non sottovalutare.

    In realtà aiutando i profughi a vivere lontani da casa, in un esilio sopportabile dove conducono una vita normale, fanno soprattutto un favore ad Israele.

  14. Comunque, se uscite dal loop del mito dell’ariano invincibile (minchia, manco fossero le waffen Ss…) mi sa che resterete meno delusi alla prossima telefonata di avviso di bombardamento, spacciata a voi come atto di saggezza (ma dimmi tu..), con annesso abbattimento di volo civile, spacciata da voi come un sabotaggio elettronico non si sa bene di chi (ma dimmi tu 2, la vendetta).

  15. Io farei intervenire il Guardamagna, uno che ha dato continue e approfondite prove che di MO, mondo arabo e storia politica dell’Islam e degli ultimi 15 anni di geopolitica Mediorientale, non ha capito un razzo.
    Ma proprio nulla.
    Però parla bene l’inglese.
    Lo propongo come soggetto esemplare della enucleazione subculturale Atlantista ( quindi mi raccomando, va considerata moderna, democratica, corretta, giusta, evoluta, perfettibile, ma in sè perfetta).