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LE FACCE DEL POTERE

DI GIANNI PETROSILLO

conflittiestrategie.it

E’ morto Totò Riina, lo chiamavano il Capo dei capi. Probabilmente, definirlo tale è troppo ma fu sicuramente uno dei leader della criminalità organizzata siciliana, con le sue ramificazioni nazionali e internazionali. I giudici lo hanno incriminato per quasi tutto, stragi, omicidi, traffici ed altre attività illecite con cui generalmente si sopravvive nel mondo della illegalità. E’ stato accusato dai pentiti di essere dietro ogni trama della mafia, dalla sua ascesa, negli anni ’70, fino alla sua caduta, nel gennaio 1993 (anno in cui viene arrestato). Lo si ritiene responsabile anche degli attentati dinamitardi successivi, tentati o riusciti, (a Firenze, Milano e Roma) finalizzati ad intimidire i magistrati che lo avrebbero giudicato o inviare messaggi in più alto loco politico. Non ci interessa, in questa sede, fare la storia criminale di questo individuo che non ha mai rivelato nulla ai togati e che ha sempre respinto le accuse di altri malavitosi, passati dall’altra parte della barricata. Nella sua tetragonicità, non scalfita nemmeno dal carcere duro, c’è già l’Uomo. Il potere, nella sua espressione più alta, si manifesta proprio attraverso questi personaggi che ne incarnano adeguatamente ruoli e finalità. Uno come Riina avrebbe potuto guidare un Paese per capacità strategica e attitudine al comando.

Del resto, come afferma La Grassa, la criminalità organizzata è l’altra faccia della legalità “organizzata”. Potere e contropotere (o contropoteri) sono sempre Potere che si declina nelle sue varianti e variabili. O anche a diversi livelli, perché ci sono poteri che possono sussistere solo negli interstizi della società. La mafia, per esempio, non potrebbe mai lanciare l’assalto allo Stato, come afferma qualche sciocco. Per esistere necessita di un quadro legale che la qualifichi come antilegalità, limitata ad alcuni settori o estensioni (marginalità) territoriali. Lo Stato (i suoi apparati) “appaltano” questi spazi che gruppi criminali si conquistano confliggendo tra loro. La linfa del potere è, infatti, il conflitto per primeggiare ma ci sono anche conflitti che si esauriscono in una mera pressione, verso un Potere superiore che non è scalabile per la sua natura storica (egemonia della coercizione), al fine ottenere un certo riconoscimento o magari fette di torta più grandi nell’esercizio di determinate attività. La lotta tra legalità e antilegalità si riproduce costantemente perché hanno bisogno una dell’altra per esistere. Senza la prima non ci sarebbe la seconda e viceversa. Ma c’è un aspetto ancor più interessante da sottolineare. Gli uomini di potere sono agiti dal potere, pur sentendosene attori indipendenti. Scrive al proposito Carl Schmitt: “Il potere è una grandezza oggettiva ed autonoma rispetto a qualsivoglia individuo umano, che, di volta in volta, lo detenga nelle proprie mani…La realtà del potere passa sopra la realtà dell’uomo. Io non dico che il potere dell’uomo su un altro è buono. Non dico neanche che è cattivo. Dico però che è neutro. E mi vergognerei come essere pensante di dire che è positivo, se sono io ad averlo e negativo se a possederlo è il mio nemico. Mi limito ad affermare soltanto che il potere è per tutti, anche per il potente, una realtà a sé stante e lo trascina nella propria dialettica. Il potere è più forte di ogni volontà di potere, più forte di ogni bontà umana e fortunatamente anche di ogni malvagità umana”. Qui, ovviamente, non si tratta di scagionare gli individui dai loro atti ma un soggetto che occupa un determinato ruolo (di potere) si troverà invischiato nella sua logica. Un presidente darà, dunque, l’ordine di sganciare la bomba atomica, un mafioso quello di fare una strage. Oppure, un Capo di governo varerà un provvedimento per concedere le cure gratuite ai non abbienti ed un capo cosca distribuirà stipendi alle famiglie dei carcerati. Di cattiverie e di buone azioni è lastricata la strada del potere e dei suoi strumenti-umani.

Detto ciò, molto grossolanamente, lo ammetto, mi disturba leggere sui giornali che a Riina debba essere negata persino la dignità umana. Sallusti che scrive “uno di meno” o “non riposi in pace” al boss è un abietto. Fu lui, qualche tempo fa, ad invocare l’omicidio di Kim Jong Un. Ciò vuol dire che, se egli avesse potuto, avrebbe dato l’ordine di ammazzare un uomo per preservare un ordine da lui ritenuto superiore. Non è questa la cosa spregevole che si rimprovera a Riina, di uccidere per mantenere il controllo? Feltri, invece, scrive oggi che un analfabeta come Riina, con la 5° elementare, non poteva essere un vero capintesta. Per esercitare il potere, o per comprenderlo intimamente, ci vuole la laurea? E che dire di quegli imprenditori che hanno il fiuto degli affari senza aver mai studiato marketing? Questi giornalisti sono davvero ridicoli. Loro sì che senza capire nulla del mondo che li circonda pretendono di dare lezioni a tutti su tutto lo scibile umano e disumano.

Gianni Petrosillo

Fonte: www.conflittiestrategie.it

Link: http://www.conflittiestrategie.it/le-facce-del-potere

19.11.2017

Pubblicato da Davide

  • Holodoc

    Riguardo al “felicissimo” commento di Feltri, cito il seguente articolo pubblicato oggi su Repubblica.it:

    “Se sei troppo intelligente non puoi essere un leader” Ricerca svizzera: i capi con quoziente superiore a 120 faticano a comandare

    http://www.repubblica.it/scienze/2017/11/16/news/troppo_intelligente_per_essere_un_leader-181250892/?ref=RHPPRT-BS-I0-C4-P1-S1.4-T1

    • Quasar

      non e’ un problema di quelli con un iq elevato ma di quelli con uno iq scarso in realta’

      e quelli con iq elevato sarebbero i leader naturali se solo i subordinati non fossero degli incapaci ma un idiota tende a riprodurre il sistema che l’ha premiato quindi

      • DesEsseintes

        Tesoro caro, chi ti ha messo in testa queste sciocchezze sesquipedali?

        È stata un’opera di convincimento molto invasiva immagino, visto che ogni post scrivi “in realtà”.

        “Ma in realtà non lo scrivo per dire in realtà nel senso che credi tu. In realtà è che le cose in realtà sono quelle. Sono dati di fatto che in realtà sono incontestabili”

        Ecco…bravo…ora rilassati…dormi…ssssssst…

        • Quasar

          nel 99% dei casi il problema in un gruppo, dalla mia personale esperienza, non e’ dato dalle persone intelligenti e che comprendono ma dagli altri meno dotati che non comprendono e non seguono (sia perche’ non comprendono sia’ perche’, a torto, ritengono di essere piu’ intelligenti di quello che sono)

          l’altro problema e’ che a volte le persone che comprendono abusano di questa loro capacita’ ma questo e’ un problema diverso (in realta’)

          • DesEsseintes

            Erore…erore…

            Hai scritto che quelli che non comprendono e non seguono (che effettivamente esistono) sono i “meno dotati”.
            Inferenza del tutto gratuita ossia rapporto causa effetto dedotto more mentula canis.
            Bocciato.
            Ripassa fra un paio di mesi.

          • Quasar

            quelli meno “dotati” a cui mi riferivo erano quelli tipo homer simpson che vanno al lavoro e lo fanno a canis meno dotati per gestire la complessita’ suona meglio?

            il punto e’ che quando una persona intelligente vuole sabotare un progetto lo fa in modo che non venga compreso ne’ ad una prima analisi superficiale ne’ ad una seconda ma che sembri qualcosa di aleatorio (come l’inferenza) o un errore in fase di progettazione ma che, casualmente, ha fatto saltare tutto possibilmente dopo aver speso un grosso budget

          • DesEsseintes

            Insomma…chi è che crea i problemi, lo stupido o l’intelligente?
            Decidiamoci.

            PS: Comunque no, non sei al corrente.
            Allo stato in cui ti vedo ti ci vorrebbe un annetto di letture per capire.
            In breve: il problema e nella parola “dotato”. Dotato significa che hai delle qualità innate e questo dell’innatismo è un punto di partenza “falso” che “falsa” qualsiasi discorso e vizia “falsandolo” qualsiasi percorso di studio o di evoluzione personale.
            In realtà ti stai facendo fregare intellettualmente e se nella vita avrai abbastanza tempo per leggere in libertà te ne accorgerai, in ritardo, e ti ricorderai di questo scambio.

          • Quasar

            i problemi possono crearli sia lo stupido che l’intelligente cambia solo la dimensione del danno creato

            e comunque meno probabile che una persona intelligente, che normalmente considera tutte le variabili, possa fare danni almeno di non avere qualche particolare motivazione

            e’ chiaro poi che l’ambiente influisce per esempio su due gemelli cresciuti in ambienti diversi perche’ separati dopo la nascita ma e’ chiaro anche che la genetica, indipendentemente dall’ambiente, ha comunque un significativo apporto alla personalita’ e alle capacita’ della persona l’ambiente poi valorizza (o meno) queste capacita’ innate

            e personalmente ritengo che i genitori riescono a trasmettere ai propri figli una “matrice” di “conoscenze” che precedono o comunque influiscono sulle esperienze che il bambino fa crescendo e in realta’ non la vedo come un problema

          • Georgejefferson

            Stai dicendo che siamo tutti robot automi, esiste solo l’ apporto genetico, o l’ ambiente esterno, la persona (quindi anche io e tu), che ovviamente non significa che sia l’ unico determinante, non esiste, cioè non esiste la sua potenziale (ognuno al suo livello ma con una base comune) autonomia di giudizio, che non ha titolo di pensare,e trascendere sia l’ ambiente che l’ istinto innato. Eppure (come esempio, non personale) quando smetti di urlare con violenza in casa perchè, non previsto, e’ entrato il vicino di casa, chi sarebbe che fa quel gesto, il dna? O il vicino ?

          • Quasar

            dico solo che lo sviluppo di una persona e della sua personalita’ ha due principali fattori/vettori: l’ambiente (fattori sociali) e la genetica (fattori individuali)

            poi e’ chiaro che la personalita’ e la “crescita” della stessa dura una vita intera ma e’ dovuto ai mutamenti fisici e psicologici volendo la si puo’ definire “trascendere” ma in realta’

          • DesEsseintes

            Non è che non capisci perché non sei “dotato” di natura ma perché sei evidentemente figlio di classe tanto medio bassina.
            Di conseguenza, temo, non avrai mai i mezzi economici sufficienti per permetterti il tempo libero necessario per quel percorso di approfondite letture in libertà e di lunghi viaggi senza meta di cui hai tanto bisogno.

            Dai, che se non fai sciocchezze ti reincarnano un po’ meglio alla prossima vita.

          • Quasar

            se la cosa ti rasserena prima di raggiungere la maturita’ dei 18 anni avevo gia’ i mezzi per andare in pensione e la maggiore parte del tempo libero, fin da quando ho imparato a leggere, e’ stato passato in biblioteca e anche crescendo parte del tempo libero non dedicato alle donne e’ stato dedicato alla lettura

            in quanto ai viaggi ne faccio almeno due ogni anno e ho visitato anche posti sperduti come costa rica o papua nuova guinea

            detto questo, al di la’ del fatto che io non debba giustificare alcunche’ ma solo per mettere un punto sulla questione mezzi, ritengo davvero che alcune qualita’ delle persone siano innate e non dovute al condizionamento ambientale e anzi alcune di queste qualita’ possono persino “resistere” al condizionamento ambientale

            lo so che l’illuminismo considera tale mia posizione obsoleta in quanto tutti gli uomini sono nati con pari dignita’ e la societa’ rimuove gli ostacoli al loro sviluppo come esseri umani ma io la penso cosi’ che posso farci saro’ e restero’ inferiore fino alla prossima vita

          • DesEsseintes

            Allora hai qualche speranza ma più scrivi più vedo che sei messo malissimo come punto di partenza.

            Per esempio citi l’illuminismo che non c’entra veramente niente.
            Anzi, al contrario, è proprio dallo sbraco dell’illuminismo – inevitabile fin dai suoi inizi – che derivano le tue posizioni.

            Come si dice qui la vita spirituale passa per degli “incroci”, il cui spirito custode si chiama Eleguá, il bimbo che dice o non dice la direzione da prendere.
            Prima o poi sapremo chi stava andando da una parte e chi dall’altra.

          • Quasar

            le mie posizioni sono frutto di lunghe riflessioni su vari argomenti evidentemente dovro’ riflettere ancora

            in alcuni casi le mie posizioni possono essere convergenti ma principalmente sono abbastanza divergenti dai valori dell’illuminismo

          • DesEsseintes

            Nelle tue affermazioni sulle doti innate, sulla genetica e sull’assenza di libero arbitrio sei un determinista volgare (non significa che dici le parolacce, si chiama cosí) quindi un positivista semplificato ossia un figlio della deriva illuminista.

          • Quasar

            quindi in sostanza non solo non sono abbastanza ricco ma soprattutto non sono abbastanza raffinato per potermi appropriare delle dinamiche di un ceto a me superiore quindi verro’ punito giusto?

            certo non nego alcune personali tendenze “dominatrici” tendenti alla megalomania ma addiritura figlio della deriva illuminista forse e’ un poco troppo persino per me

            ps. con in realta’ intendevo dire che la stessa realta’ e’ in realta’ niente altro che ideologia e la vera realta’ e’ sostanzialmente occultata (ma e’ un concetto troppo complesso per questi spazi)

            pps. e poi mi piace dire in realta’ ma cerchero’ di limitarmi

          • DesEsseintes

            “In realtà” ho detto una cosa abbastanza diversa.

            Cioè che se avrai tempo per dedicarti a delle letture “tue” e se avrai l’opportunità di fare “lunghi” viaggi senza meta (quindi non so come viaggi ma intendo varie volte qualche mese fuori, non i quindici giorni) credo che cambierai alcuni tuoi punti di vista.

            Poi non so nulla di te, era un modo di provocare scherzosamente e se per caso ti ha offeso me ne scuso.

            Rimane il fatto che a mio avviso sei a uno stadio ancora embrionale di elaborazione.
            Una volta la pensavo in una maniera non proprio uguale ma nemmeno tanto diversa, soprattutto sulla superiorità della cultura europea.

            Quanto alla deriva illuminista, sono stato molto preciso: quei punti che ho elencato sono inequivocabilmente di matrice illuminista.

            Se mi dici che hai tendenze megalomaniache ne prendo atto e “mi limito” a osservare che nella maggior parte dei casi sono posizioni difensive, né più né meno che la inavvertita ripetizione automatica di sintagmi rassicuratori come “in realtà”.

          • Nat

            Aristrocratico e pure storico … Tu da che “incroci” sei passato? 😀
            A li meglio… :DDD

          • Nat

            Disse l’aristocratico… de tu nonno 😀

          • Georgejefferson

            Annullando il possibile vettore “autonomia morale della persona” le persone sono ridotte a burattini “agiti” non da loro stessi (a cui attribuire meriti o demeriti) ma da fattori non derivanti dalla nostra ragione e sentimento, quindi ovviamente “non responsabili”. Non prenderla sul personale,non mi riferisco a te che non ci conosciamo, ma questa “credenza” (che non significa ovviamente che si riesca a prendere posizione consapevole su tutto, ma che i limiti non sono fissi e dimostrabili) deresponsabilizza e’ fa molto comodo a tanti, (infatti il caprio espiatorio ha quella funzione anche). Solo nel prendere consapevolezza con un atto di volontà, che l’ azione (prendi l’ esempio dell’urlare o alzare le mani con violenza gratuita) può…attenzione ripeto PUO’, quindi non che sempre succede cosi, venir determinata ANCHE dalla tua ragione messa in pratica, ne capisci la personale responsabilità, che non sempre e’ nobile delegare ad altro che non sè stessi. Infatti e’ anche quello che (da auspicare) insegniamo ai nostri figli. Il coraggio della responsabilità delle nostre azioni. Chi persuade del contrario, con suadenti retoriche suggestive, sta agendo, consapevolmente o meno, alla causa di precisi fini politici ed esistenziali.
            Ma questo lo stabilirai tu eventualmente, ognuno e’ libero di pensare come vuole.

          • Quasar

            la questione dell’etica, della liberta’ personale e dell’autonomia e diritti e doveri collegati in quanto le proprie azioni non possono recare danno ad altri e’ troppo complesso e comunque andiamo fuori tema

            mi limito semplicemente ad osservare che anche il concetto stesso di etica, nato con buone intenzioni, e’ stato utilizzato per giustificare le peggiori cose

          • Georgejefferson

            L’ auto elogio dei “tuoi” mezzi scritto sopra non c’entra nulla. L’ interpetazione della società che “rimuove” da te citato e’ scritto in forma di essenza statica, ed e’ un’ errore. Non so se e’ il tuo caso ma si scrive cosi per facilitare la critica dell’ oggetto in questione, cambiandone i termini… nonostante l’ agire della società sia una locuzione generica, non si tratta un oggetto fisso che “rimuove”, quindi facilmente criticabile con le 1000 dimostrazione della “società che non rimuove”, non e’ una essenza statica da cercare, ed ecco, non la trovo perfettamente e quindi e’ sbagliato il concetto, perchè il concetto e’ “la società può” nel corso del tempo, e il “deve” lo stabilisce l’ uomo con le sue idealità. Quindi la tua critica generica all’ illuminismo, in questo contesto e’ senza fondamento perchè porre l’ esistenza di una struttura organizzativa come gia data e’ una tuo arbitrario criterio di giudizio, a cui non chiedi all’ interlocutore concordanza. E’ proprio il concetto di “essenza” statica gia data che si mette in discussione.

            Se ritieni che il disaccordo, nel considerare nullo o inesistente il libero arbitrio (potenziale autonomia morale della persona), considerando determinante solo il dna o l’ ambiente…sia fuori tema, ti ricordo che sei tu che lo hai portato al dibattito, negandolo dal principio. Tantissimi valori e principi positivi sono stati usati per giustificare il peggio, ma ti ricordo che “il peggio” e’ la loro negazione messa in opera, non che i valori positivi siano “negativi” in sè. Certo che e’ la messa in pratica che conta, sono ovviamente d’accordo.

          • Quasar

            in realta’ personalmente ritengo il libero arbitrio sia una illusione e che i fattori principali siano la genetica ed i fattori ambientali il
            che non vuol dire che non si possa dare il contentino all’umano
            premiandolo per un comportamento ritenuto corretto e dandogli l’idea del libero arbitrio per aver “scelto” di fare qualcosa

            da alcuni il libero arbitrio e’ ritenuto meglio di quanto sia il semplice determinismo in quanto sensibilizzerebbe l’umano rispetto alle sue azioni e gli darebbe uno scopo e/o un fine ma alla fine dipende dalle visioni personali della situazione in oggetto

          • DesEsseintes

            Ti è scappato di nuovo “in realtà”.
            Quando scrivi “in realtà” stai compiacendo quelli che ti hanno messo in testa quelle idee balzane nelle quali ti sforzi di credere.

            Cerca di non far vedere troppo quali sono i tuoi schemini e soprattutto non ti affidare sempre allo stesso.

          • Quasar

            se fossi determinista direi che questi schemi mentali disfunzionali li ho ereditati fin dalla nascita per via genetica 🙂

            ma sarei contradetto no?

          • DesEsseintes

            Esatto ma con due d.

          • Georgejefferson

            Capisco, confermi quanto detto sopra, che ritieni che le persone non esistano, in riferimento alla potenziale autonomia morale di ognuno, esperibile insieme, e le sole cause dell’ agire pratico sono il dna (che non sente ne ragiona ma stimola meccanicamente) e l’ ambiente esterno, fatto anch’ esso di automi senza coscienza. Insomma nessuno e’ responsabile di nulla. Anche il contentino e’ azione meccanica involontaria, e il “ritenere corretto” e’ dettato da criteri gia inscritti non dalle persone.

            Anche illudere di avere libero arbitrio potenziale e’ parte del meccanismo automatico e queste estreme conseguenze del ragionamento negano le “visioni personali”, cioè ne negano la loro possibile autonomia. Quindi che tutta la realtà e’ ideologia, mentre la vera realtà e’ nascosta, e’ una posizione che deriva dagli stimoli del dna, oppure dall’ ambiente che persuade. In definitiva lo puoi solo credere con un atto di fede ma anch’ essa…ecc..ecc..

          • Georgejefferson

            Ma allora che centrano i sottoposti se non hanno responsabilità?

          • Georgejefferson

            I “funzionari” senza coscienza autonoma (ho letto che hai detto che alcuni ce l’ hanno, ma e’ una contraddizione ai postulati sopra) serviranno sempre meno. Con la meccanizzazione del lavoro ce ne sarà sempre meno necessità, saranno un costo (non tutti ovviamente ma tantissimi) ed e’ un processo già in corso, e’ comprensibile che la rabbia repressa per il “tradimento” del “merito” si tenderà a scaricarlo sui meno fortunati, tutto l’ astio da vomitare addosso ai sottoposti (che ripeto, e’ ovvio che non tutti siano cime, ma non e’ questo il punto). Il capro espiatorio già predisposto

          • DesEsseintes

            “Mi limito”…qui la questione è interessante…ho l’impressione che “mi limito” sia direttamente collegato a “in realtà”…te lo diceva qualcuno credo…

            Vediamo se nel tentativo di reprimere l’ “in realtà” ti cominciano a scappare i “mi limito” da tutte le parti…

          • Ybodon

            Saresti un leader perfetto.

          • Quasar

            in realta’ no potrei esserlo facendo finta su tutta una serie di questioni ma nella mia forma piu’ “pura” no

          • DesEsseintes

            “In realtà”…oh ciccio…che succede?
            Che hai i tic?

      • Ybodon

        Ecco, la tua è una visione classica da leader.
        La persona abbastanza intelligente la pensa come te. Tutti la pensiamo come te. Ma poi solo alcuni riescono ad andare oltre anche se stessi. Grazie per la dimostrazione perfetta da scuola.

        • Quasar

          il fatto di andare “oltre” dipende da tutta una serie di fattori endogeni ed esogeni

          a volte magari semplicemente si decide di non andare oltre

          • Georgejefferson

            Non esiste l’ autonomia della persona, lo hai scritto tu.

    • natascia

      Beh…sta ai nostri occhi vedere dove ci sta portando la maggior parte di questa generazilone di leader al comando. Ottimizzazione di fattori marginali e distruzione di fattori centrali per il vero progresso umano. Il miglior leader deve avere sicuramente un medio quoziente.
      Questo perché in un certo qual modo deve adeguarsi a degli obbiettivi che la società chiede o necessità o è spinta a desiderare. L’intellettuale con quoziente superiore , raramente monetizzabile, è colui che condiziona realmente la visione della realta’ e di conseguenza anche quella dei leadet nelle loro diverse espresisioni. Inutile evidenziare la carenza attuale di queste ultime personalita’. Riina, nella matematica sociale attuale , potrebbe incarnare un mediocre leader anticristo , quasi naif rispetto al male a cui arriva banalita’ dei burocrati senza qualità a cui siamo sottoposti.

      • natascia

        La voce di ciascuno ha una valore intrinseco e originale. Il quoziente fa paura perché è incentivabile .

    • neroscuro2014

      Adesso è chiaro perché non riusciremo mai a cambiare un benestimato: siamo comandati da idioti eletti da idioti.
      Questa è una gabbia da cui non si può scappare!

    • DesEsseintes

      Sí, ma non è il vero comando.
      Le persone intelligenti fanno fatica a comandare in posizioni intermedie quindi trovandosi a essere subordinate ad altri e questo perché quegli “altri” esigono da loro una assoluta obbedienza e l’applicazione brutale di protocolli indiscutibili ossia cose che una persona intelligente fa fatica ad accettare.

      “NO! Esistono quelli inferiori che sono quelli con il qi basso! Lo dice la genetica!”

      Ecco…sí…ora calma…relax…ssssssst…

      • Holodoc

        Io ctedo che ci siano poche persone intelligenti in posizioni di comando perché spesso non vale la pena di farlo, cosa che gli idioti non arrivano a capire, anzi, pensano, comandando, di colmare così il loro complesso di inferiorità.

        Basta pensare alla vita di mxxxa che ha fatto Riina per capirlo… ma c’è pure chi lo ha invidiato perché era “rispettato”…

        • Ybodon

          Appena sono entrato in questo forum dopo un paio di scambi sono stato bloccato da un utente.
          Questa persona è certamente intelligente e colta e adatta al comando perché non ha quella intelligenza in più che gli fa accettare e amare scambio, condivisione che sono quelle cose che ti fanno mettere in dubbio convinzioni e certezze, cosa che ti fa crescere e progredire.

          Oltre un certo limite di intelligenza e quindi di capacità di allargare la visione, al comando si preferisce il dialogo e il confronto contro l’ottusa convinzione di detenere la verità.
          Nella mia esperienza di vita ho visto sempre persone al comando piuttosto limitate anche se non stupide, predisposte a loro volta ad accettare ordini senza discutere da chi ritengono superiore. Cosa che una persona intelligente fa raramente discutendo e esaminando tutto, anche le proprie convinzioni.

          Chi comanda davvero questo lo sa bene e seleziona leader intelligenti ma ottusi e questa è una cosa che vediamo chiaramente ogni istante nella politica, nella vita lavorativa etc.

      • a-zero

        Procaccia, comunque a tuo modo sei un artista. :):):)

        Co’ sti siparietti che riesci a mettere su mi rubi tempo di vita solo per ghignare. 🙂 🙂

        Credimi, non ho emoticon che possa farti capire, ma sono sincero.

        🙂 🙂 🙂

        Basta, mi disconnetto!!!!!!! :):)

        Riprendo il tempo della mia vita!!!!!!!!

        :):):)

        Diocan, dai, prendiamo un tavolinetto, un qualcosa alla buona come sipario e giriamo le piazze, ti faccio da spalla, diamine ci divertiamo e facciamo la grana che ci basta per chiudere bene ogni giornata. Che ne dici?

  • Pyter

    Non possiamo allentare l’impegno che ha sempre contraddistinto le istituzioni che noi rappresentiamo nella lotta contro ugni tipi di mafie ai fini del mantenimento dell’ordine e della legalità che da sempre debbono rappresentare il nostro fine che è la certezza di un futuro di giustizia consono a un paese civile e democratico.
    Non possiamo allentare la presa e… sì, Totò Riina è morto, ma ha solo scontato il primo ergastolo, non noi come Stato e Comesarà non ci possiamo permettere di allentare la guardia.

  • GioCo

    Io piango l’Uomo che avrebbe potuto essere il Capo che questo paese non ha mai conosciuto e che invece è stato educato a fare il mafioso. In effetti il problema della nostra cultura è che se vuoi contare qualcosa o sei un Riina o vieni disincentivato a contare qualcosa e quindi emigri o ti arrendi. Anche se hai i numeri, restare nel paese significa accettare di contare poco o niente. Paradossalmente però proprio uno come Riina, come già è accaduto per Vincigerra, finisce per contare solo in ragione di ciò verso cui è rimasto fedele, la mafia l’uno e il fascismo l’altro. A cosa servono persone dal carattere così forte e male indirizzato? A niente. Come non contare niente.
    Alla fine in questo paese pare proprio che contare qualcosa sia solo un diverso modo per non contare niente.

  • Gino Labriola

    In realtà ogni giudizio che si da di Riina lo si da su quel 15% o 20% degli intrighi della sua vita che conosciamo. Il resto se lo è portato con sé e, se qualcuno ne sa qualcosa, non lo viene a raccontare certo a noi … allora di che parliamo e scriviamo?

  • Georgejefferson

    Il “pensiero” del nazista Carl Schmitt, definisce il potere come monolite unico, intrasformabile , Astorico e Atemporale. E’ ovvio che sia incapace di pensarlo altrimenti, dato che cosi crede l’ uomo e la donna, cioè statici nella loro presunta “essenza”.

    Cit. “Ogni teoria politica presuppone, che l’uomo sia un essere pericoloso e che caratteristica fondamentale della politica sia l’inimicizia”

    Ecco che stabilisce arbitrariamente e senza prove certe (perchè come si può portare 1000 esempi di soprusi, se ne possono portare altrettanti 1000 di solidarietà) che l’ essere umano e’ statico, sempre uguale a sè stesso, quindi non migliorabile gradualmente se non con l’ obbligo del manganello deterrente (che non significa che il manganello deterrente sia sempre sbagliato, ma che e’ sbagliata la sua “essenzializzazione”, la credenza che sarà per sempre necessario in egual misura, per questo Astorico). Quindi per questo “pensiero”, forte dell’ appoggio dei “padri” simil hobbes (che a suo tempo avevano anche una funzione positiva nella prospettiva evolutiva del pensiero), il potere e’ messo sull’ altare, come “essenza” metafisica a cui credere ciecamente, deresponsabilizzante e violento dome dato di natura.

    Già solo cambiarne il nome, come inizio di stimolo a “pensarlo altrimenti”, per esempio in “responsabilità”, sarebbe una inaccettabile bestemmia, specie per il fatto che quella bella parolina possiede nell’ etimo, radici “sacre”, manganello o carezza purchessià, sempre sacro e’ per gli apologeti dell’ essere, statico, sempre uguale e “conoscibile”. Tranne quando l’ abuso del manganello, non ricada su di loro.

    • Truman

      La tua sintesi del pensiero del giurista Carl Schmitt mi appare alquanto balzana. Questa staticità dell’essere umano io non la ricordo e comunque Schmitt esprime con rigore concetti complessi che si prestano male ad essere schematizzati.
      Può darsi che Schmitt non faccia per te.
      Sul fatto che ti affanni a definirlo nazista ti ricordo che fu incarcerato a Norimberga e scagionato. Certamente aderì al nazismo (negli anni in cui Eugenio Scalfari aderì al fascismo) ma non fu giudicato colpevole dei crimini nazisti, da parte di giudici ben poco teneri, i quali fecero impiccare senza problemi parecchie persone.

      • DesEsseintes

        È vero che George non approfondisce il pensiero di Schmitt come meriterebbe ma Carlo Galli, che è uno degli specialisti schmittiani in Italia, in questa eccezionale conferenza su “Il nomos della terra” dice e ripete che come persona era uno stronxaccio allucinante confermando per di più che era stato effettivamente un nazista.
        Non aveva commesso crimini di alcun tipo quindi fu risparmiato in circostanze raccontate sempre in questa conferenza di Galli che, se completamente vere, sono una storia molto divertente.

        https://m.youtube.com/watch?v=5Zv_VFxaDPo

        Dura un’ora e sei minuti.
        Veramente anzi “assolutamente” da non perdere.

        • Truman

          Se scrivo di Scalfari (o di Montanelli) non scrivo “il fascista Scalfari” (o “il fascista Montanelli”), non perché non lo sia stato, ma perché credo la priorità andrebbe data ad altri elementi (ai suoi articoli, per esempio). In modo analogo di Schmitt mi interessa l’opera di giurista.
          Vale la pena di notare qui che Petrosillo mi appare citare correttamente Schmitt come uno che legittima il ruolo del nemico, nella sua visione non si può demonizzare Riina, perché la sua inimicizia allo Stato è un elemento fondativo di tale Stato, ma in quanto tale anche Riina va riconosciuto, nel suo ruolo di nemico dello Stato che contribuisce anch’egli a tale Stato. Il discorso di Schmitt è raffinatissimo, ma chi ha assimilato la dialettica hegeliana non dovrebbe avere paura delle contraddizioni che sembra presentare.
          Il discorso di Petrosillo mi sembra poi terminare correttamente nel senso che è infamia sputare sui cadaveri, sia che si provenga da un’etica Schmittiana o da una cristiana. E invece i mass media sembrano sputare sul cadavere dello sconfitto, in un modo che sembrava superato da secoli.
          E questa “civiltà” di Schmitt paragonata a un Sallusti, potrebbe far capire perché Schmitt si considerava ben superiore al nazismo.

          • DesEsseintes

            Truman, Riina con Schmitt non c’entra un fico secco.
            Riina era un miserabile scagnozzo di poteri che vanno oltre lo Stato e oltre la nostra comprensione.
            Quell’articolo pubblicato è un ammasso di sciocchezze di qualcuno che cerca solamente di attirare l’attenzione sul proprio blog, come – lo avrai notato – sta dicendo anche qualcun altro qui fra i commenti.

            Io mi sono limitato a segnalare una conferenza di Galli su Schmitt che chi vuole se la vede, chi non vuole no.

          • Truman

            Petrosillo mette in relazione i due. Se per te la relazione non c’è dovresti leggere l’articolo e specificare perché la correlazione già fatta è errata.
            Se poi inviti a guardare un polpettone di oltre un’ora, da parte di un parlamentare del PD, dopo aver mostrato che non conosci Schmitt caschi proprio male.
            E per finire non l’ho proprio notato che Petrosillo vuole attirare l’attenzione sul suo blog, non mi risulta, e nemmeno vedo chi ha notato qualcosa del genere nei commenti. Ma poi, perché pretendi di sapere quello che ho notato?

          • DesEsseintes

            Ahahah…e come mai mi reagisci come un sedere punto da un tafano?
            Ho toccato qualche punctum dolens?
            Mi spiace, non ne avevo la minima intenzione.

            Intanto di Schmitt ho letto il Nomos della terra, libro interessantissimo, quindi già le tue sparate che “non conosco” Schmitt – non solo nazista ma anche antisemita – sono del tutto fuori bersaglio.

            Del tutto fuori bersaglio come questo pessimo articolo di Petrosillo che si lancia in disquisizioni totalmente prive di senso sulla dignità e altre balle da bar.

            Se leggi i commenti vedrai che diversi utenti oltre me hanno notato l’incongruità di questo pezzo pubblicato in home.

            Quanto a Carlo Galli è un peccato che tu non lo conosca.
            È molto più interessante di Cacciari, per esempio (c’e una loro conferenza insieme su youtube).
            Visto che non ti scandalizzi per i nazisti antisemiti potresti tranquillamente approfondire uno che è stato (non lo è più dal 2015) solamente parlamentare PD, che ha votato no al referendum costituzionale e che dice che il PD di Renzi è la stessa cosa di Forza Italia.

            O no…?

          • Pyter

            Io la sto vedendo e rimango della mia idea: Schmitt tutta la vita, e Galli può dire quel che vuole. “Terra e mare” è un gioiello e fondamentale per capire la storia.

            Poi la solita stronzata di stabilire ciò che è filologico da ciò che non lo è: cioè, hai perso la guerra quindi sei un teorico, mentre noi non inventiamo.
            D’altronde non è certo da un piddino che ci si può aspettare un’illuminazione.

          • DesEsseintes

            Scusa ma dove c…. avrei detto quelle cose???

      • Georgejefferson

        Il giudizio di valore sul “pensiero” di schmitt scritto sopra e’ giustamente criticabile per via del trafiletto scritto, comunque io mi riferisco ad un concetto preciso, che andrebbe giustamente elaborato meglio (che non tocchi). Per quanto riguarda il “nazista”, non avrai mica pensato che mi riferissi alle azioni in vita del periodo spero (comunque criticabili), e’ una ovvia provocazione ma e’ riferita a filoni di “pensiero” antichi che trovano la loro estremizzazione storica nel nazismo (scrivere nazismo al posto di nazionalsocialismo e’ un giudizio politico e di valore negativo, non pretesa filologica enciclopedica). Per quanto riguarda la “staticità” dell’ umano, hai ragione, infatti viene usata (persuasa diciamo) un tanto al chilo, alla bisogna, e sopratutto per infondere credenza che l’ unico “mutamento” della natura umana, sia attribuibile a pezzi di popolazione, ma non ad altri, considerati religiosamente come gli unici “meritevoli”

    • Antonio XV

      Ma guarda un po! Lupus in fabula… Sono io il traduttore di quel testo di Carl Schmitt, che è del 1954, ed è tratta da un libretto piccolo piccolo dal titolo “Colloquio sul potere e sull’accesso presso il detentore del potere”. È del 1954 ed qualche recensore definisce quel libro come il più importante dopo il concetto del politico che è è un libretto pure molto piccolo… Di quel libretto ne ho fatto seminari con i miei studenti… Il dialogo (tra Schmitt e uno studente) è incentrato prevalentemente sulla questione dell’accesso presso il potente che può essere onnipotente ma non onnisciente, e per questo dipende da chi gli passa le informazioni… La questione del “nazismo” e del “nazismo di Schmitt” in particolare l’ho trattata lungamente e continuo a trattarlo… Non ci azzeccano i suoi critici. Per i primi tre anni del nazismo (1933-36) l’adesione fu massiccia e perfettamente plausibile, giacché il nazismo risolveva i problemi che Weimar non era stato capace di risolvere… Dal 1936 in poi si entra in una diversa fare dove Schmitt era però già “fuori”… Se si intende che il nazismo sia essenzialmente “razzismo biologico” (völkisch), Schmitt fu “scomunicato” nel gennaio del 1937 da una pubblicazione (pure da me pubblicata e tradotta in italiano) dove si “bocciava” il “concetto del politico” (1927) di Carl Schmitt in quanto la sua concezione del popolo non era “völkisch”, cioè razziale in un senso biologico (il razzismo di Evola era di altro genere)… Nei tredici mesi di prigionia, dovuti a una delazione dell’emigrato Lowenstein, malgrado tutta la buona volontà di incriminarlo, non poterono trovare uno straccio di crimine da potergli imputare… e non gli chiesero neppure scusa per 13 mesi di carcere senza ragione… In effetti, l’«odio» dei vincitore era per tutto ciò che era stato tedesco ed era stato grande… Vale per la critica al nazismo il concetto che io spesso utilizzo di “antifascismo fascista”… Vi può essere anche un “antinazismo nazista”… Se durante il fascismo e il nazismo vi furono intellettuali che agirono da “conformisti” (qualche che fosse stato il regime al potere), di un ben maggiore “conformismo” se ne trova nei regimi sorti sulle macerie della disfatta, in Germania e in Italia… Non mi sono mai professato né fascista né nazista e trovo assurda una simile professione, giacché tutto quel mondo finì nel 1945… La domanda rivelatrice dell’atteggiamento di ognuno è: l’Europa fu allora distrutta o liberata? Io vedo un’Europa distrutta e da allora occupata e asservita e sempre più annichilita… Il pensiero di Schmitt aiuta però – direi meglio di ogni altro – a capire il mondo di prima e dopo il 1945… Quanto poi agli esegeti di Schmitt la maggior parte è fatta di denigratori… Uno più idiota dell’altro.

      • Georgejefferson

        Ti dedico del tempo e non so se riusciro oltre, ma se il discorso si fa interessante, a pezzi potrei proseguire. Oltre alla difesa di schmitt persona, prova ad entrare nel merito di quel “concetto espresso dal libretto secondo per importanza dopo…ecc..” quale sarebbe quel concetto? Definiscilo anche con poche parole, anche le sue se non lo sai elaborare meglio poi ne parliamo, dato che hai fatto semiari.

        Dal momento che definisci il potere come onnipotente ma non onniscente (che può essere) stai gia tu (o schmitt) definendo arbitrariamente le caratteristiche del potere come gia date ed immutabili, ma il criterio, non e’ più valido di chi lo pensa invece potenzialmente mutevole di essere altro, nei modi, negli scopi ecc…

        Scrivi che l’ adesione al nazismo (33-36) e’ plausibile, quindi stai stabilendo a priori che i criteri di scelta valida, siano da circoscrivere solo all’ aspetto meramente economico, escludendo altri giudizi di valore che potrebbero essere per esempio : la critica alla concezione della violenza come legittima, sia fisica che psicologica, la critica alla concezione della divisione dei “meriti” stabilità a priori in virtù del luogo di nascita, l’ esclusione come dato di natura, l’ elevazione a valore dell’ uomo guerrafondaio, occultamento dalla sfera mediatica pubblica di “problemi” di altra natura ecc..(se ne potrebbe stendere una lista)
        Ma la tua spiegazione del “plausibile” non ha più fondamento delle spiegazioni possibili del “non plausibile”.

        L’ ideologia che sta dietro al nazismo, ma non solo, non tratta solo la questione “razzismo biologico”, ma e’ un pò più complessa, e dovremmo citare heidegger e sue bassezze di pensiero sull’ essere. Hai citato evola, bene, elabora qualche suo concetto che ne parliamo, o con parole sue, se non riesci.

        Quello che tu chiami “grande” del tedesco, della tradizione in germania potrei concordare su tanti punti, ma non so a quali ti riferisci, elaborane qualcuno poi vediamo insieme, quali “grandezze” e quali meno. Nel 45 non finisce per niente “un certo mondo” ideologico, ma dovremmo parlare di quello, non esiste un soggetto “europa” come entità metafisica, esite un abbozzo di organizzazione statuale con tante contraddizioni al suo interno, cosi come negli Usa o altra parte del mondo, la “terra” non e’ un soggetto cosciente, soggetto coscente sono le persone. E quindi, quali sarebbero i valori da “non annichilire” nelle persone agenti? Parliamo di quello. Non so bene che mondo si capisca da schmitt.

        Il decostruzionismo di schmitt, non ha scopi di porre in luce il soggetto, libero e in eguale dignità, di sviluppare la sua autonomia morale, ma quelli, al contrario, di esaltare “essenze” pensate come soggetti metafisici, vuoi la “nazione”, vuoi “la potenza” (purchessia) ecc..quindi e’ una concezione di fondo del potere, come gerarchia prestabilita, come tradizione “buona di per sè”(con la simpatia verso il sostegno teologico)… al di la delle barbarie commesse nelle varie contingenze storiche, figurati se possa mai concepire l’ alternativa del potere, come invece responsabilità verso sè stessi e il prossimo.

        • Antonio XV

          Ti ho quasi rivelato la mia identità… Mi pare che tu schmitt non lo conosca ed hai limitate conoscenze sulla materia… Non ho tempo… Concludo e chiudo con la conclusione del dialogo che ho illustrato ai miei studenti… Il tutto si risolve con la “decisione” (altro concetto centrale in Schmitt”, e la “decisione” di Schmitt è “per l’uomo”. Schmitt, Heidegger, Jünger, Evola… sono tutti grandi pensatori che meritano rispetto. Saluti!

          • Georgejefferson

            Va bene, non hai tempo, e’ secondario le nostre identità, lasciarsi persuadere in ragione di una presunto titolo dell’ autorità, senza ragionamento autonomo, non e’ un valore, ma un disvalore che annichilisce il libero e uguale sviluppo di ognuno. Mi aspettavo qualche concetto per valutarne insieme la “levatura” del schmitt, ma accenni soltanto.

            La “decisione” in sè dipende, ho forti dubbi che si possa essenzializzare cosi genericamente (come un oggetto statico sempre uguale anche per il futuro), ci puoi credere con un atto di fede, ma non e’ verità esperibile insieme. Ci sono molti fattori che “risolvono” (ci vorrebbe da definire meglio questa parola, e se da relativizzare in contesti particolari o se essenzializzabile in assoluto), e’ più probabile che il corso degli eventi sia il risultato dell’ insieme di tanti fattori diversi.

            Porta qualche argomento filosofico di Schmitt, Heidegger, Jünger, Evola, o elaborane tu sulla loro linea, se la approvi e ne sei capace, oltre le nozioni dei seminari, poi valutiamo insieme, cosa merita rispetto e cosa no.

  • Primadellesabbie

    Forse qualche giudice, o qualche secondino sono riusciti a conoscerlo, certo non i giornalisti, che fanno uno strano mestiere peraltro, nei due casi citati rassicurano i rispettivi tipi di lettori, fingendo di aver capito.

    E invece non é facile capire con gli schemi di cui disponiamo, e questa sarebbe una buona occasione per verificarli, questi schemi.

    Qui possiamo distinguere la qualità di saper maneggiare il potere, che non é una cosa semplice, in modo sanguinario in questo caso (mi chiedo se sia stato meno sanguinario chi ha accettato le stragi organizzate da altri, nel nostro Paese, pur di conservare un potere che forse non gli spettava, ad esempio).

    La capacità di disporre le cose secondo una gerarchia che privilegi il possesso e l’esercizio del potere sembra evidente nel caso in esame, se si pensi alle condizioni alle quali si era adattato a vivere e a comunicare senza perdere la visione dell’insieme e la lucidità conservata e dimostrata in ogni circostanza.

    Qui si pone il problema delle qualità (attitudine ed ambiente criminale a parte) per occupare un ruolo, l’esercizio del potere in questo specifico caso, piuttosto che l’intelligenza o la preparazione accademica, o che so io, che sono caratteristiche importanti ma secondarie rispetto a quella essenziale, e sono convinto che sia un fattore insostituibile che abbiamo imparato a trascurare con l’introduzione del metodo scientifico e della conseguente mania della riproducibilità.

    Ma chissà che la quantistica non ristabilisca l’ordine delle cose!

  • Pimander

    “Non è questa la cosa spregevole che si rimprovera a Riina, di uccidere per mantenere il controllo?”
    Il Controllo di Riina era sopraffazione, vessazione, intimidazione.
    Controllo infliggendo terrore per raggiungere fini individualistici e asociali quali l’arricchimento personale e la crescita del proprio charisma.
    Riina ha dato sfogo ai propri istinti primordiali che sono contrari ai valori di civilta’ quali la solidarieta’ ed il rispetto della vita. Sono questi ordini di valori cio’ che dobbiamo difendere da chi li minaccia.
    Forse neanche nel suo caso si puo’ parlare di pena capitale, ma certamente non si deve alcuna riconoscenza.
    Non vedo quali aspetti di dignita’ sono mancati: un pluri ergastolano muore in galera. Un politico latitante dalla giustizia del proprio paese passa a miglior vita in Tunisia. Se c’e’ qualcosa di poco dignitoso, non dipende certo dalla galera (se giusta) o dalla Tunisia (che e’ un comodo rifugio ma non la propria casa)..

  • Georgejefferson

    Il Qi come criterio di valore serve per la costruzione di “funzionari”, senza coscienza, a cui accarezzare l’ orgoglio personale per farli sentire “qualcuno”, ma lo sviluppo del talento non ha nessuna funzione in favore della collettività, tranne in pochi casi, ma nella realtà buoni solo alla crescita del plus valore in favore dei profitti dei già benestanti, non raggiungendo sempre questo obbiettivo, vengono regolarmente scaricati con il conseguente astio da scaricare ai sottoposti, mai ai rapporti di produzione e loro proprietari. Sottoposti che, sicuramente, non saranno tutti una cima, ma fungono da capro espiatorio

    • Quasar

      in realta’ le aziende utilizzano un sistema complesso di test chenon misurano solo l’iq ma anche tutta un altra serie di “aspetti” psicologici della personalita’ e comunque l’iq e’ solo uno dei tanti aspetti misurati

      questo per avere un profilo completo del “candidato” onde evitare sorpese poi se un candidato e’ anche promettente gli si fa magari incontrare e poi sposare una collega altretanto promettente per causalita’

      il sistema non si e’ ancora diffuso capillarmente in europa ma e’ in fase di implementazione

      sugli scopi del progetto concordo con te non concordo sul fatto che una persona intelligente sia orgogliosa e senza coscienza anzi dalla mia esperienza ho spesso (non sempre) trovato il contrario

      • Georgejefferson

        Il ragionare ed il sentire autonomi (da cui possono derivare coscienza ed orgoglio) nella persona non esistono, lo scrivi tu. Deciditi

  • Cataldo

    Il parafulmine Riina, altro che capo dei capi, mi viene da ridere a
    sentire le minchiate su Riina, uno che è stato latitante per decenni a
    casa sua, tra le altre cose. Ma nessuno si interroga più sulla realta
    delle cose, si contribuisce solo alla generazione di fuffa
    sentimentaloide o peggio misticheggiante.

  • Cataldo

    Con tutto il rispetto scomodare una disquisizione sul potere parlando di Riina è un calarsi le braghe alla narrazione dominante della realtà, dove il capo dei capi è Riina, che ha tentato di ricattare lo stato, ma è stato sconfitto. La realtà è purtroppo molto più amara, Riina ha giocato un ruolo in una partita più grande di lui, che lo ha visto prima braccio armato, poi agnello sacrificale ed infine parafulmine giudiziario. Se si non si è arrivati, fino ad oggi, ad una chiara esplicitazione giudiziaria e storica del terzo livello, quello che conta davvero, nello spiegare i fatti degli anni 90 è grazie alla tetragona coerenza di Riina al suo ruolo in tragedia.

    • Primadellesabbie

      Scrivi: “scomodare una disquisizione sul potere parlando di Riina è un calarsi le braghe alla narrazione dominante della realtà”. Direi proprio di no.

      • Cataldo

        Più che esecutore lo inquadro nel senso del commento di Pimander, rispetto il quadro generale degli eventi

        • Primadellesabbie

          Si, ho capito, ma voglio prescindere da qualsiasi valutazione di ordine morale, e sono perplesso di fronte all’affermazione che il fine di quest’uomo sia stato “l’arricchimento personale e la crescita del proprio charisma”, anche se non si può escludere nulla.

    • Pimander

      “””Riina ha giocato un ruolo in una partita più grande di lui, che lo ha visto prima braccio armato, poi agnello sacrificale ed infine parafulmine giudiziario”””
      Concordo con precisazione.
      La partita e’ stata al di fuori della sua portata non perche’ esecutore di volonta’ o di un preciso disegno destabilizzante quanto “utile idiota” di menti sopraffine capaci di trarre vantaggio anche da Riina e da cio’ che rappresentava in quel momento senza per questo entrarci in contatto.

      • Cataldo

        La suprema qualità di Riina è stata proprio quella di accettare il suo ruolo, il disegno complessivo forse lo interessava anche relativamente, non mi sembra tipico di un capo questo tipo di atteggiamento; sia come sia il suo ruolo negli ultimi anni è stato quello di parafulmine, a togliere luce su come si sia effettivamente conclusa sul piano generale la stagione delle stragi, che ha portato, non dimentichiamolo, all’assetto di potere che vediamo all’opera ancora oggi, nel nostro paese.

        • Pimander

          Proprio questo il punto. Quando lo ha capito (che e’ stato sfruttato dall’attuale assetto di potere senza avere la sua contropartita), era troppo tardi.
          Quando ha cercato di torcere loro il braccio con l’intimidazione bombarola (perche’ la sua natura gli ha suggerito la violenza come argomento convincente), e’ finito per sprofondare ulteriormente.

      • DesEsseintes

        C’e un aspetto importante secondo me.
        Riina era solo una pedina, non era certo il vero capo dei capi.
        Ma era una pedina consapevole di esserlo.

        Ho l’impressione che se si affrontasse il discorso delle pedine “inconsapevoli” e di quanto esse siano molto più determinanti nell’imposizione di un sistema oppressivo, temo che molti potrebbero risentirsi.

        Per esempio questo articolo di Petrosillo meriterebbe una analisi approfondita in questo senso.

        In altre parole: parli di istinti primordiali opposti ai valori di civiltà ma se si mettesse sul tavolo quel tipo di discorso a cui ho accennato sono sicuro quelle due categorie etiche perderebbero immediatamente la nettezza dei loro confini e distinzioni.

        • Pimander

          …mah…quando si parla di gente come Riina non e’ che ci si possa aspettare che un tizio di tal spessore criminale possa dare il nostro stesso contenuto a parole come “valori” o “etica”…non sono temi condivisi…
          Il problema serio (che purtroppo viviamo oggi) e’ quando un soggetto “non-pedina” applica lo stesso contenuto di “valore” e “etica” che applicano i vari Riina…

          • DesEsseintes

            Cito

            “Il problema serio (che purtroppo viviamo oggi) e’ quando un soggetto “non-pedina” applica lo stesso contenuto di “valore” e “etica” che applicano i vari Riina”

            Per la precisione, secondo me, il problema è che questi “valori” vengono usati come facciata per nascondere la propria condizione di subalterni complici dei padroni ai quali si è sottoposti.
            Vai a mettere il naso nella morale del borghese per bene e vedrai cosa viene fuori.
            Ma nessuno ha il coraggio di affrontare un simile esame di coscienza.
            Per questo poi escono fuori quelle sciocchezze su Riina.

          • Quasar

            il fine ultimo delle pedine oppure lo scopo a loro “assegnato” e’ quello di de-strutturare la societa’ secondo alcuni “vettori”

            e anche quello di dare soddisfazione al manipolatore di turno che non e’ una piccola parte dell’equazione

            l’unica differenza tra pedina consapevole e inconsapevole e’ che quella inconsapevole non sa che sta giocando un gioco secondo le regole altrui e che quella inconsapevole non sa che deve morire quando ha raggiunto il suo scopo

          • Georgejefferson

            Nessuno assegna, dato che secondo Quasar non esiste autonomia della ragione personale, continui a contraddirti. La “struttura” che ritieni che qualche non meglio precisato “destrutturi” non esiste, dato che per Quasar la realtà e’ solo ideologia e quella vera e’ nascosta (ma come fai a conoscerla se la persona non e’ autonoma nella sua ragione?).

            Non esistono persone consapevoli, lo hai detto tu. C’e’ molta confusione nel discorso.

          • Georgejefferson

            Gli opportunisti da sempre esistenti, non c’entrano con i valori, in cui ciascuno e’ libero di condividere in sè stesso, in funzione della messa in pratica.

  • Nonsenepuòpiù

    Prima un “pippone” su quanto è bravo Netanyahu, poi uno su che grande persona era Totò Riina a cui viene negata la “dignità umana” (come se sterminare e fare stragi a destra ed a manca contraddistinguesse l’umanità di un individuo).
    E’ proprio arrivata l’ora di cambiare sito.

    • Pimander

      Impegnati, non ritirarti dalla lotta.

  • pincopallo

    Mi chiedo sempre se un riina sia stato più dannoso di uno zonin…(o qualsiasi altro bankster) o di un monti o di un ….fate voi

  • ilTafano

    “Feltri, invece, scrive oggi che un analfabeta come Riina, con la 5° elementare, non poteva essere un vero capintesta. Per esercitare il potere, o per comprenderlo intimamente, ci vuole la laurea?”

    No, ci vuole cultura.

    • Orama Mino

      Ci vogliono le palle.

  • pincopallo

    Avevo posto una domanda che è stata cancellata:
    Hanno fatto più danni monti zoni etc. etc. o riina ?

    • WM

      “Avevo posto una domanda che è stata cancellata:”
      Chi avrebbe cancellato cosa?
      Non c’è nessun commento tuo cancellato e neanche in spam o coda di moderazione, quindi cosa stai dicendo?

    • ilTafano

      E se Riina fosse solo l’epifenomeno di ciò che Monti rappresenta?

  • Primadellesabbie

    Prima di archiviare l’argomento, chi volesse, potrebbe prendere visione di questo articolo del 2009, nel quale mi sono imbattuto, che tenta una ricostruzione storica avventurandosi in un sorprendente groviglio, apparentemente inestricabile di collegamenti e relazioni:

    http://petalidiloto.com/2009/09/chi-e-veramente-il-capo-dei-capi.html