L’attacco di Hamas: scaramuccia localizzata o cigno nero globale?

Simplicius the thinker
simplicius76.substack.com

L’attacco di Hamas in Israele ha colto molti di sorpresa. Ma, in un certo senso, si è trattato di un’escalation in un punto caldo attesa da tempo, con lo scopo di iniziare l’epilogo del conflitto ucraino, sottraendolo all’attenzione generale.

Stanno circolando molti resoconti delle cose che sembrano “strane” riguardo all’attacco di Hamas, ma ne elencherò solo alcune, dato che la maggior parte di voi ne avrà letto su altri blog; cos ecome lo sfondamento molto poco plausibile dei cancelli e delle difese ad alta tecnologia di Israele, i fallimenti senza precedenti del Mossad e dello Shin Bet, il confronto con “Pearl Harbor” da parte di Netanyahu, che è molto eloquente se si considera che anche Pearl Harbor era stato un attacco false flag con lo scopo di far entrare gli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale.

Ricordiamo che Hamas è stato parzialmente o interamente creato da Israele – fatto ammesso da diversi alti funzionari israeliani – come contrappeso all’OLP, il gruppo politico dominante all’epoca. Non è quindi da escludere che un gruppo creato da Israele e dai servizi segreti occidentali possa essere ancora sotto il loro controllo o almeno infiltrato, al punto da essere “indirizzato” alla creazione di falsi messaggi che potrebbero favorire Israele nel suo complesso. Ciò è supportato da nuove prove che sarebbero emerse, secondo le quali Hamas avrebbe utilizzato armi fornite dall’Ucraina, il che comporterebbe l’esistenza di una pipeline per il trasporto delle armi gestita dall’intelligence occidentale, come nel caso dei Contras, ecc.

Il principio in base al quale opero è che quasi nessun evento globale avviene per puro caso, in particolare quando si colloca in una determinata sfera geopolitica correlata. E il Medio Oriente è certamente legato, in molti modi, alla Russia, alla guerra ucraina e al multipolarismo in generale.

Passiamo in rassegna alcune delle motivazioni che potrebbero essere responsabili dell’innesco di un conflitto del genere, guarda caso proprio ora.

Come corollario al principio generale secondo cui nulla succede per caso nel mondo della politica delle grandi potenze, dobbiamo ricordare che tutto ciò che accade è generalmente legato, o è un sottoprodotto – diretto o indiretto – della grande potenza o superpotenza leader; molto poco può accadere sotto la sua egida senza un qualche tipo di autorizzazione.

In questo caso ci riferiamo agli Stati Uniti, il principale egemone mondiale. Tuttavia, gli Stati Uniti non sono più l’unica grande potenza in gioco, per cui esamineremo le possibili ragioni che potrebbero spingere entrambe le parti a scatenare questo conflitto.

Quali potrebbero essere le ragioni degli Stati Uniti per infiammare il Medio Oriente?

Sappiamo che, di recente, erano stati compiuti importanti passi avanti verso il multipolarismo e la frattura dell’impero mondiale atlantista. Parallelamente, Israele si stava muovendo verso una seria normalizzazione con l’Arabia Saudita, che ora viene descritta dagli addetti ai lavori come “messa in pausa a tempo indeterminato” perché la KSA aveva richiesto a Israele varie concessioni sui palestinesi, ora ovviamente impossibili.

Per molti versi, per l’egemone tali riconciliazioni, riavvicinamenti, normalizzazioni, ecc. sono sviluppi pericolosi. Guerre e conflitti sono gli strumenti più efficaci per controllare gli eventi e creare condizioni favorevoli alla dominazione perchè così è possibile creare divisioni, indebolire i Paesi intransigenti, estromettere i loro leader, ecc.

Innanzitutto dobbiamo ricordare che lo stesso Benjamin Netanyahu stava affrontando una crescente impopolarità in patria, e sembra che da tempo persino il Mossad organizzasse proteste contro di lui (come rivelato dalle fughe di notizie del Pentagono all’inizio di quest’anno).

Uno dei metodi più comunemente utilizzati da un leader, “l’uomo forte”, per affermare il proprio potere, riconquistare il sostegno e consolidare la sua posizione è quello di fomentare un qualche tipo di conflitto che possa essere utilizzato per creare restrizioni “di emergenza” nei confronti degli oppositori, sopprimere il discorso politico, ecc. Si tratta ovviamente di una tattica ampiamente utilizzata – più di recente da Zelensky – e non ha bisogno di molte spiegazioni.

Si può facilmente immaginare come un Netanyahu in difficoltà possa cercare di fomentare un conflitto per reindirizzare il patriottismo e cingersi di “gloria” distruggendo Hamas una volta per tutte, il che garantirebbe a tempo indeterminato il suo potere e la sua eredità.

Estrapolando questa ipotesi, si sarebbe potuta verificare una convergenza di incentivi reciprocamente vantaggiosi. Conoscendo la situazione di Netanyahu, gli Stati Uniti e il Regno Unito potrebbero aver trovato un accordo reciproco con il quale prendere due piccioni con una fava. Netanyahu otterrebbe il consolidamento del suo potere e la sua gloria, mentre gli Stati Uniti e il Regno Unito potrebbero scatenare una guerra per indebolire l’Iran, ormai inarrestabilmente in ascesa.

Questo ci porta alla prossima grande motivazione. Questa improvvisa esplosione di violenza potrebbe fungere da innesco per una conflagrazione molto più grande volta ad indebolire l’Iran, che ultimamente sta acquisendo un enorme potere geopolitico. Non si tratta di una mera speculazione, ma di una chiara allusione da parte dell’Occidente.

In primo luogo la nuova notizia bomba che “l’Iran avrebbe contribuito a pianificare” l’attacco di Hamas:

E il costante aumento del coro di politici occidentali che minacciano direttamente l’Iran:

Come ricorderete, nell’ultimo anno l’Occidente ha cercato di tarpare le ali all’Iran come mai prima d’ora. Questo perché l’Iran ha assunto un ruolo sempre più dominante nella regione, in particolare a seguito di tutti i recenti riavvicinamenti, e come risultato di quanto sia stato strumentale, geopoliticamente e nelle varie guerre per l’energia, aiutando la Russia in Ucraina, ecc. Le quotazioni dell’Iran sono cresciute enormemente e stavano diventando una minaccia troppo grande.

Inoltre, il teatro siriano ha iniziato lentamente ad attivarsi, in parte a causa della guerra ucraina, ed è stato utilizzato dagli Stati Uniti per indebolire e dividere gli sforzi russi. Ma anche per contrastare la crescente presenza iraniana nella regione, visto che gli attacchi israeliani alla Siria erano sempre meno efficaci e meno frequenti e le truppe e le basi statunitensi erano sottoposte a crescenti attacchi da parte della guerriglia filo-iraniana.

Assad, nel frattempo, si è rafforzato, ha viaggiato in aereo in tutto il mondo e ha stretto nuovi accordi. Tra l’altro, ha incontrato il ministro saudita, per la prima volta dal 2011, e ha visitato la Cina, per la prima volta dal 2004.

Da tutte queste considerazioni, possiamo dedurre che l’egemone statunitense potrebbe voler coinvolgere il Medio Oriente in un conflitto di grandi dimensioni per indebolire avversari che si stanno rafforzando sempre di più. Anche se, ufficialmente, gli USA sostengono di essere dei pacificatori “accecati” dagli sviluppi che cercano di limitare qualsiasi escalation:

Ma, in realtà, gli Stati Uniti hanno appena annunciato l’invio della portaerei USS Gerald R. Ford nella regione del Mediterraneo orientale. Non si invia una tale potenza di fuoco se si intende fare la pace e ridurre le tensioni. Senza contare che gli aerei cargo C17 dell’esercito americano sono già atterrati in Israele, probabilmente trasportando nuove armi.

È molto facile capire come gli Stati Uniti potrebbero, ad esempio, collegare il coinvolgimento dell’Iran negli attacchi di Hamas alla percezione di una “crescente minaccia iraniana” in Siria, e includerla in una futura offensiva più ampia, in cui squadroni congiunti israelo-americani abbiano il via libera per bombardare e indebolire le truppe, le infrastrutture, ecc. di Assad, per tenere a freno la Siria. Martyanov ne parla diffusamente nel suo nuovo video, comprese le prospettive militari di un ipotetico attacco all’Iran.

Ma, naturalmente, come le minacce di Lindsey Graham di cui sopra, questo potrebbe andare anche molto più in là. Potrebbero organizzare un’intera guerra per colpire l’Iran, almeno le sue raffinerie di petrolio, il che paralizzerebbe l’economia iraniana e diminuirebbe di molto la sua influenza. Pepe Escobar discute queste possibilità nel suo nuovo post:

Ma c’è molto di più.

L’indizio più evidente è la retorica israeliana di una “Pearl Harbor”. Tutti sanno cosa significa. Il progetto Ucraina è morto. Quindi i Padroni dell’Universo hanno bisogno di una nuova guerra (“al terrore”) per incendiare l’Asia occidentale.

Un’Asia occidentale pacifica significa ricostruzione per la Siria, riqualificazione per l’Iraq e il Libano, Iran e Arabia Saudita come parte dei BRICS 11, la partnership strategica Russia-Cina rispettata e impegnata in tutta l’Asia occidentale.

La Rotta del Mare del Nord è già in funzione, e minaccia direttamente il Canale di Suez. Uno dei temi chiave discussi a Valdai ai massimi livelli è stata la de-dollarizzazione. Tutto questo è un anatema per i soliti sospetti.

Il Mossad e l’IDF colti di sorpresa è una fantasia infantile. Sapevano che sarebbe successo. La domanda ora è se Hezbollah verrà in città.

Fra i progetti menzionati da Escobar, il completo collasso del sistema dominato dall’Occidente è il punto nevralgico fondamentale. Riprendete familiarità con il mio articolo sull’Heartland e sul perché il “passaggio intermedio” attraverso l’Iran è assolutamente fondamentale per l’Egemone per conquistare il mondo.

Ora che l’Occidente è sull’orlo del baratro, potrebbe fare di tutto per cercare di neutralizzare l’Iran una volta per tutte, con un effetto domino sull’intera regione. La neutralizzazione dell’Iran significherebbe la caduta della Siria, con la conseguente espulsione della Russia, la chiusura delle sue basi e l’annullamento di qualsiasi proiezione di potenza russa in quella regione, nel momento in cui le rotte settentrionali saranno completamente dominate dalla NATO, con l’adesione della Finlandia e, probabilmente, della Svezia.

In ultima analisi, ciò servirebbe a uno scopo molto più ampio: ci sono sempre disegni nei disegni.

Il grande schema finale ruota attorno alla guerra in Ucraina, che, a sua volta, ruota attorno al futuro conflitto Cina-Taiwan.

Per quanto riguarda l’Ucraina, le ragioni per scatenare questo conflitto in Israele potrebbero essere molteplici. Una delle principali è quella di creare una massiccia cortina fumogena per deviare la copertura mediatica del conflitto ucraino mentre l’amministrazione Biden attua silenziosamente il suo piano, di cui abbiamo discusso a lungo nell’ultimo articolo, mettere Zelensky sotto ghiaccio e congelare la guerra.

Diversi articoli recenti hanno evidenziato la scarsa copertura mediatica ricevuta dall’Ucraina negli ultimi tempi, con grafici che mostrano questo lento declino, in particolare da quando è emersa la realtà del fallimento dell’offensiva. Ora l’Ucraina è destinata a scomparire del tutto dai notiziari, sostituita dal crescente conflitto israeliano e dalle infinite grida di indignazione per le atrocità commesse – le stesse compiute quotidianamente dall’AFU nel Donbass, che però non riescono a raccogliere la stessa attenzione mediatica.

Qualche tempo fa qualcuno mi aveva chiesto – non ricordo se nella sezione commenti o in una delle mail – in che modo, secondo me, in futuro avrebbero nascosto il conflitto ucraino sotto il tappeto. Avevo indicato diversi possibili metodi, uno dei quali era l’innesco di qualche altro nuovo punto caldo globale per distogliere l’attenzione. Avevo anche fatto alcuni esempi, come il peggioramento della situazione tra Azerbaigian e Armenia, un aumento delle ostilità tra Serbia e Kosovo, che stanno ribollendo da un po’ di tempo, ma questo è un aspetto che, lo ammetto, non avevo previsto.

Per molti versi, questa è la soluzione migliore. Perché niente paga l’indignazione dei media come gli attacchi a Israele, o almeno così sembra. I media non si preoccupano dei morti in Armenia, o in qualsiasi altro Paese, se è per questo. Quindi, se il vostro obiettivo principale è quello di creare una grande cortina fumogena mediatica che serva a distogliere completamente dall’Ucraina la copertura mediatica, allora questo è il modo giusto.

Ma so a cosa state pensando. Israele potrebbe fare un “rapido” lavoro di pulizia su Hamas e farla finita, e tutta l’attenzione ritornerebbe sull’Ucraina.

Ecco perché, affinché questa teoria funzioni, dovrebbe probabilmente innescare un conflitto più ampio, magari coinvolgendo l’Iran. A quel punto, gli Stati Uniti potrebbero anche avere una scusa per scaricare l’Ucraina, una scusa che potrebbe essere accettata anche dai membri del Congresso più rabbiosamente filo-ucraini. Per esempio: “Abbiamo dovuto usare tutti i nostri soldi per salvare Israele”. Di certo nessuno al Congresso, degli Stati Uniti ma controllato da Israele, si lamenterebbe del fatto che gli Stati Uniti hanno speso per Israele i soldi destinati all’Ucraina.

Questo potrebbe dare all’amministrazione Biden una scusa valida e difendibile per scaricare l’Ucraina. Tenete presente che, come motivazione principale dell’attuale conflitto, non sto ancora sostenendo in pieno questa teoria, la sto solo offrendo come possibile. Io stesso non ho ancora preso una decisione definitiva, perché sto ancora raccogliendo dati e aspetto che ulteriori eventi ci forniscano indizi.

Ci sono altri indizi a sostegno di questa tesi?

Reperti A e B:

Siamo testimoni del fatto che i media ci stanno già dicendo che gli Stati Uniti dovranno destinare a Israele le loro preziose e scarse scorte di munizioni, dando così la precedenza al loro vecchio amore e dimenticando l’ultima arrivata. È facile immaginare le scuse che seguiranno: “Avevamo necessità più urgenti, quindi non potevamo più finanziare/rifornire l’Ucraina!”.

Ci sarà un’assoluzione generale perché tutti nell’establishment statunitense comprendono l’inviolabile sacralità di Israele. Come si può incolpare qualcuno per aver dato la priorità a Israele rispetto all’Ucraina? Negli stati Uniti questo è semplicemente impensabile.

Il prossimo:

Ricordate che nel mio ultimo articolo avevamo discusso della possibilità che gli Stati Uniti possano abbandonare l’Ucraina, lasciandola senza ulteriori finanziamenti, alla luce del recente cambiamento della Camera?

Questo nuovo annuncio, secondo cui Biden sarebbe pronto a tentare di regalare all’Ucraina l’incredibile somma di 100 miliardi di dollari, è molto interessante perché puzza di ultima ricompensa, o di addio. Quasi come un tentativo di “lavarsi le mani” del conflitto con un’ultima tranche di aiuti, tanto per pulirsi la coscienza. La maggior parte dei commentatori concorda sul fatto che si tratterebbe solo di un’acrobazia amministrativa e che non avrebbe alcuna possibilità di passare, ma forse è solo un modo per Biden di lavarsene le mani e creare la percezione di aver “fatto tutto il possibile”, in modo che in futuro possa usarlo a sua difesa, quando l’Ucraina inevitabilmente cadrà e il presidente si troverà di fronte a critiche che metteranno fine alla sua carriera. Potrà dire: “Vedete, avevo fatto del mio meglio per salvarli, avevo promesso 100 miliardi di dollari ma i Repubblicani mi avevano bloccato”.

Quindi, potrebbe questo essere l’inizio di qualcosa di grande destinato a cancellare l’Ucraina e magari ad introdurre un altro “evento” che cambierebbe il mondo e che permetterebbe all’establishment di cancellare/rubare le elezioni del 2024?

Ricordiamo che anche il grande falseflag Covid era iniziato intorno a novembre dell’anno immediatamente precedente al ciclo elettorale, cioè alla fine del 2019.

Infine, ci sono alcune voci agghiaccianti secondo cui i neoconservatori potrebbero andare fino in fondo e attuare una serie di falseflag in stile 11 settembre sul suolo americano per spingere l’America alla guerra con l’Iran:

Questo non è implausibile; i neoconservatori potrebbero aver fatto i loro calcoli e aver concluso che, se non eliminano l’Iran ora, gli Stati Uniti sono condannati. Questo potrebbe essere l’inizio di una gigantesca conflagrazione che soddisferebbe alcune delle peggiori profezie per il 2024. Vale a dire che non ci saranno elezioni e che prima dell’ultimo ciclo elettorale si verificherà un nuovo evento globale da cigno nero simile alla Covid .

Ma ora passiamo all’altra possibilità principale.

E se invece l’intero evento fosse un’orchestrazione dell’Iran o del blocco guidato dalla Russia?

Ci sono certamente moltissime ragioni per cui questo potrebbe essere il caso, non ultimo il fatto che l’Iran riconosce che gli Stati Uniti (e l’Occidente) sono ora criticamente più deboli perché hanno consumato in Ucraina la maggior parte dei loro armamenti:

Abbiamo già visto in tempi recenti i membri del Congresso preoccupati del fatto che gli Stati Uniti potrebbero non avere abbastanza armi per Taiwan e che in futuro potrebbero dover scegliere tra l’Ucraina e la guerra alla Cina. Ora, l’Iran potrebbe aver deciso di aprire un nuovo grande fronte in un momento critico in cui gli Stati Uniti sono divisi tra le varie esigenze geopolitiche.

Un altro aspetto che potrebbe farci pensare a questo è l’apparente ed eccessiva sicurezza mostrata da Hamas. La maggior parte dei commentatori non riesce a capire perché Hamas sembri operare in modo così presuntuoso quando, sulla carta, l’IDF li sovrasta di gran lunga. Mi riferisco, ad esempio, al fatto che Hamas avrebbe rifiutato qualsiasi cessate il fuoco perché intende “andare fino in fondo”.

Mentre parliamo, gli ultimi rapporti affermano che più di 100.000 soldati israeliani si stanno dirigendo verso Gaza:

Sembra inconcepibile che Hamas avvii un’operazione del genere senza un piano di emergenza, soprattutto se fosse l’Iran ad averla pianificata. Sappiamo che Hezbollah ha già dichiarato che interverrebbe se l’IDF entrasse a Gaza.

Ricordiamo che solo pochi giorni fa gli Stati Uniti avevano abbattuto sulla Siria un drone turco molto costoso e di alto livello, che sarebbe stato sul punto di bombardare le forze statunitensi. Questi sviluppi parlano di tensioni più ampie nella regione.

Molti ritengono che Israele sia per cadere in una “trappola” tesa dall’Iran: entrerà a Gaza e Hezbollah aprirà un secondo fronte. Hamas avrebbe già esaurito gran parte dell’Iron Dome israeliano con i propri “razzi bottiglia” a basso costo, spianando così la strada ai missili di Hezbollah, che demoliranno Israele con la vera potenza di fuoco fornita dall’Iran sotto forma di SRBM pesanti, droni, ecc.

Il piano potrebbe poi essere segretamente favorito dall’intero blocco russo, nella consapevolezza che un tale conflitto su vasta scala potrebbe avvantaggiare notevolmente la Russia e persino la Cina in vari modi.

Il primo e più ovvio è che distoglierebbe l’attenzione degli Stati Uniti dall’Ucraina, costringendoli a concentrarsi sulla lotta all’Iran e alle sue potenze regionali, cosa che permetterebbe alla Russia di finire rapidamente un’Ucraina ormai abbandonata.

In secondo luogo, e in aggiunta al primo punto, qualsiasi conflitto di questo tipo farebbe schizzare alle stelle il prezzo del petrolio, che, secondo le stime, potrebbe arrivare a 150 dollari al barile in un prossimo futuro. Questo porterebbe alle stelle i già esorbitanti profitti della Russia sui combustibili fossili, stabilizzando la sua economia e contribuendo al finanziamento della guerra in Ucraina.

La Cina, naturalmente, potrebbe trarre un vantaggio analogo dal fatto che l’attenzione degli Stati Uniti venga deviata altrove, dando alla Cina il respiro necessario per continuare a costruire e consolidare la propria forza regionale, impoverendo al contempo gli Stati Uniti e impedendo loro di finanziare/rifornire Taiwan in misura sostanziale.

Questo post sintetizza la teoria:

Molti sembrano confusi su questo punto, quindi permettetemi di chiarire:

L’attuale conflitto in Palestina è geopolitico e riflette il consolidamento di uno dei principali poli mondiali. Segna la seconda fase della formazione del mondo multipolare, dopo l’Operazione Militare Speciale della Russia del febbraio 2022.

Molti tendono a concentrarsi esclusivamente su Hamas e sull’evolversi della situazione, come se questo riflettesse lo stesso piano temporale della strategia che viene impiegata. Non fraintendetemi. Si tratta di un’operazione ad armi combinate senza precedenti e nulla nel XXI secolo si avvicina ad essa nella storia del conflitto.

Il fatto che abbia colto di sorpresa gli israeliani dovrebbe dirvi abbastanza. Se ha colto di sorpresa il Mossad (una delle agenzie di intelligence più potenti del mondo), cosa vi fa pensare che qualcuno di questi idioti truffatori di destra sappia cosa sta per accadere? Non si è trattato di un attacco casuale di Hamas.

Tutto questo è stato pianificato, in pieno coordinamento con l’Asse della Resistenza – e non abbiamo neanche ancora visto tutta la sua portata e la sua scala. Ogni possibile risultato è stato preso in considerazione. Ricordate che, ogni volta che sentite i sionisti parlare di “grandi piani”, quello che vogliono dire è che hanno intenzione di radere al suolo Gaza. Lo hanno fatto molte volte e non ha mai funzionato.

Hamas ne è uscito più forte che mai. E anche loro si aspettano qualsiasi cosa l’entità sionista abbia in serbo. Perché non si tratta solo di Hamas. Si tratta dell’intero Asse della Resistenza, con al centro l’Iran. L’Iran è una delle civiltà più antiche, grandi e sofisticate del mondo. È ed è sempre stato un organico polo di civiltà nella regione.

Prima dell’era moderna, l’area era contesa dalle due potenze regionali, gli Ottomani e i Safavidi persiani. Dietro questa operazione ci sono l’astuzia, il genio strategico e il materialismo escatologico dell’IRGC. E con quest’ultimo intendo dire che hanno combinato quella che è una profonda visione spirituale universale-regionale con il pragmatismo, il realismo e la concretezza della tecnologia moderna e delle iper-clausewitzeane tecniche della guerra irregolare .

Questa guerra non ha un solo luogo e nemmeno una sola linea temporale. La scala in cui si sta svolgendo non è immediatamente percepibile né nello spazio né nel tempo. Sono le scosse avvertite dalla resurrezione di alcuni degli imperi più antichi, splendidi e sublimi del mondo.

Questa è l’operazione militare speciale delle civiltà del Medio Oriente. Allo stesso modo, non si tratta solo di Israele. È l’ultimo avamposto del Nuovo Ordine Mondiale nella regione. Israele era l’Ucraina del Medio Oriente, una vana fortezza artificiale della modernità occidentale creata per sopprimere le reali (e da tempo sopite) potenze autoctone della regione. Questa è una rivoluzione regionale che ha il potenziale per culminare in una guerra globale.

La Russia ha risvegliato antichi poteri in tutto il mondo. È la fine dell’ordine occidentale basato sulle regole.

Quanto sopra può sembrare un po’ sdolcinato ed eccessivamente ottimista: non lo sto necessariamente approvando, almeno non ancora. Ma potrebbe benissimo essere vero.

Una delle altre ragioni è che, ultimamente, ci sono state troppe rivolte “casuali” contro l’ordine occidentale. Ricordiamo quante volte abbiamo discusso qui del possibile ruolo asimmetrico della Russia nei vari movimenti di liberazione africani che stanno attraversando il continente. Pensate che sia stato un caso che abbia portato a cose del genere?

Mi è stato chiesto molte volte, nelle risposte alle mail, nei commenti, ecc., che cosa la Russia avesse intenzione di fare per compensare la costante guerra ibrida degli Stati Uniti in risposta al conflitto ucraino. Ci sono certamente molti “eventi misteriosi” che stanno accadendo in tutto il mondo e che potrebbero dare una risposta.

Ecco perché non mi stupirei se l’attuale confronto fosse collegato alla guerra ibrida globale tra Est e Ovest, o tra Sud globale e atlantisti.
Ricordiamo che le grandi civiltà antiche pensavano e pianificavano con strategie a lungo termine. Potrebbe trattarsi di un attacco coordinato e accuratamente pianificato su tre fronti, di cui prima parte sarebbe la Russia che elimina l’Ucraina, poi l’Iran che elimina Israele, per finire con il colpo di grazia della Cina che elimina Taiwan?

Un’altra potenziale ragione per cui il cartello bancario che gestisce l’Occidente ha bisogno di una grande guerra per ripulire il sistema:

Anche rispetto agli standard dell’ultimo decennio, che è stato semplicemente senza precedenti per quanto riguarda la quantità di denaro stampato dalla Federal Reserve, la settimana scorsa ha visto un’altra tiratura da capogiro.

In particolare, con tutta la de-dollarizzazione in corso, ciò può solo significare che il sistema finanziario occidentale non è mai stato così precario. Il cartello ha bisogno di un grande conflitto globale per potersi disfare del sistema, ripulire i propri libri contabili e ricominciare da capo, partendo da zero, la truffa dell’usura-farsa.

Ma dovremo vedere come si svilupperà questo conflitto nelle prossime settimane per poter giudicare veramente se si tratta di un qualche piano generale iraniano in 5D, o solo di uno stratagemma a buon mercato di Netanyahu per consolidare il suo potere e passare alla storia come il leader israeliano che aveva definitivamente schiacciato  Hamas, cancellando in un colpo solo tutte le sue malefatte e la sua corruzione.

Simplicius the thinker

Fonte: simplicius76.substack.com
Link: https://simplicius76.substack.com/p/israel-flashpoint-localized-skirmish
09.10.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

 

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