La trappola della casta: così è stato cancellato uno dei pochi successi del M5S

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Un colpo dritto in faccia, all’improvviso, quando ormai la vittoria sembrava assicurata. E invece niente, il k.o. è arrivato inesorabile sovvertendo completamente il verdetto. Quello che vedeva i Cinque Stelle esultare per aver mantenuto almeno una delle tante promesse fatte agli elettori e poi tradite strada facendo, l’abolizione degli odiosi vitalizi. Festeggiamenti che hanno presto lasciato il posto all’amarezza per un stop improvviso: tutto uno scherzo, si torna ai cari, vecchi privilegi di una casta che il Movimento prometteva di buttar via dai palazzi e contro la quale, invece, pare nella migliore delle ipotesi disarmato, quando non sottomesso.

Chiariamoci, di tanti slogan utilizzati in campagna elettorale e poi mai trasformati in battaglie concrete, quello dell’eliminazione dei vitalizi è uno dei pochi punti sui quali il M5S non ha voluto cedere. Un passaggio storico, la rimozione di una pietra miliare alla quale gli eletti continuavano a guardare bramosi, consapevoli del fatto che una volta approdati in Parlamento avrebbero potuto godere di un benefit non solo economico, ma che attestasse anche in eterno il loro potere. I Cinque Stelle hanno sfidato la casta senza conoscere però nemmeno le regole del gioco. Finendo per incappare nell’ennesima figuraccia.

È bastata una Commissione, la Contenziosa, a cancellare quanto fatto di buono dal Movimento e spazzare via, in un orario insolitamente tardo, i palloncini lanciati in piazza dagli esponenti grillini che rivendicavano il loro successo. Perché all’epoca (era il 2018) come oggi, i Cinque Stelle avevano un bisogno disperato di trionfi da offrire in pasto a un elettorato sempre più scontento di quella che doveva essere una forza demolitrice e che si è invece andata sgonfiando giorno dopo giorno. Al punto da affrettarsi a rivendicare ogni traguardo senza nemmeno essere del tutto sicuri di averlo tagliato, come nel caso dei vitalizi.

Video: Annullato il taglio dei vitalizi e riconsegnati i privilegi alla casta

Nel febbraio scorso, il senatore Caliendo di Forza Italia, presidente della commissione che ha ripristinato i vitalizi, annunciò che non avrebbe partecipato al voto sui ricorsi “in difesa del Senato”.Invece ha fatto il contrario ed è stato decisivo per reintrodurre questo indegno privilegio. Non solo il danno ma anche la beffa: Caliendo infatti ha votato per beneficiare a fine legislatura del vitalizio che il MoVimento 5 Stelle gli aveva tolto. La commissione è composta appunto da un esponente di Forza Italia, due tecnici nominati dalla presidenza del Senato e due esponenti della Lega. Se avessero voluto dunque, avrebbero potuto evitare questo scempio. Ma la verità è che questo centrodestra si riempie la bocca di slogan in favore degli italiani, ma nei fatti non ha mai agito in favore dei cittadini ma sempre per il proprio tornaconto.Stiamo lottando con tutte le nostre forze contro un sistema che fa di tutto per mantenere i propri privilegi, alla faccia degli italiani che soffrono per le conseguenze della crisi economica dovuta alla pandemia.Sono senza vergogna, ma noi non ci fermeremo e faremo ricorso a questa ignobile decisione. Noi i vitalizi li cancelleremo per sempre.

Posted by MoVimento 5 Stelle on Friday, June 26, 2020

 

L’ennesima delusione per un Movimento attraversato da tensioni vibranti e che proprio intorno alle poche conquiste realizzate continuava a stringersi a coorte, per dirla con le parole di Mameli. Diviso, invece, tra chi ha ormai accettato senza fiatare la nuova linea di quasi totale subalternità al Pd e chi ancora ricorda, di tanto in tanto, gli impegni presi al momento di presentarsi al voto. Con questi a sentirsi sempre meno parte di quella sigla, M5S, quasi del tutto svuotata di significato.

 

26.06.2020

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