La strategia ucraina di Amos Hochstein

DI ARINA TSUKANOVA

fondsk.ru

Alla fine di novembre 2017, in Ucraina è accaduto un evento che è stato di immediato chiarimento a chi non lo aveva ancora capito: questo Paese, benché sia gestito dagli Stati Uniti, ma non necessariamente dalla Casa Bianca – i rappresentanti del cosiddetto Stato Profondo possono rivestire il ruolo di amministratori dell’Ucraina. Questo vale anche per il settore energetico.

Ci sono motivi per presupporre che Amos Hochstein, Rappresentante speciale degli Stati Uniti per gli Affari energetici internazionali, Assistente del Segretario di Stato alle risorse energetiche durante la presidenza di Barack Obama, rappresenti lo “Stato profondo” americano nel settore del petrolio e del gas ucraino.

Gli obiettivi tattici di Hochstein in Ucraina, con l’amministrazione per la quale egli lavora, secondo le sue parole, nel periodo di 6-7 anni sono i seguenti: con la scusa della diversificazione, fare tutto il possibile per la separazione degli utenti ucraini dal gas russo e prendere pienamente il controllo del transito del gas verso l’Europa, attraverso l’Ucraina. L’obiettivo strategico è riorientare l’Europa all’acquisto del GNL (N.d.T. Gas naturale liquefatto) americano.

Come nuovo hub europeo del gas è stata scelta la Croazia, ovvero l’isola di Krk nell’Adriatico, dove verrà costruito un terminale galleggiante per il GNL. Per la realizzazione di questo ambizioso progetto, al quale si trovavano in prima linea l’ex Vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden e il suo amico Amos Hochstein, la Commissione europea ha stanziato nel 2017 più di 101 milioni di euro, un quarto della somma necessaria (circa 384 milioni di euro). Donald Trump ha sostenuto il piano energetico Biden – Hochstein al vertice di Varsavia «Iniziativa dei tre mari» nel mese di luglio 2017, in cui il Presidente degli Stati Uniti ha discusso in merito ai «mercati dell’energia aperti, equi e accessibili», che presumibilmente prometterebbero agli Europei sia la prosperità, sia la sicurezza.

Questi piani americani sono ostacolati dai progetti «Nord Stream-2» e «Turkish Stream». Ed ecco che l’Ucraina, attraverso il territorio della quale ora il gas russo va in Europa, ha bisogno di tempo. Facendo riferimento agli interessi ucraini è possibile proteggere con successo il piano Biden – Hochstein, finché non si include nel lavoro il terminale per il GNL in Croazia, e che i nuovi Europei non passino all’acquisto del gas naturale liquefatto americano (con discorsi sul garantire l’«indipendenza energetica» dalla Russia, si intende). La Polonia è un avamposto americano in Europa orientale ha già costruito sul suo territorio il terminale GNL sul Mar Baltico, e nel 2017 ha concluso un contratto per la fornitura quinquennale del gas liquefatto americano.

La strategia balcanica di Amos Hochstein prevede che la Croazia diventi un altro nodo chiave del corridoio europeo del trasporto del gas, che permette di legare tutti i Paesi dell’Europa orientale al GNL americano. L’Ucraina è tra questi: se Hochstein riuscirà, per conto dell’Europa, a rendere la Croazia un hub energetico, il sistema di trasporto del gas ucraino non sarà necessario per gli Americani. Che ora sta assolvendo due compiti per gli Stati Uniti: in primo luogo, è un argomento in opposizione al progetto Nord Stream-2, in secondo luogo, abitua gli Ucraini all’idea che non stanno comprando gas dalla Russia. A questo scopo è stata inventata una storiella divertente sul «gas reversibile» che, arrivando in Europa dalla Russia, sembra non essere più russo, ma diventa europeo. Questa fandonia s’insinua con successo nella coscienza.

La decisione dell’arbitrato di Stoccolma, che costringe l’Ucraina a comprare da «Gazprom» 4 miliardi di metri cubi di gas all’anno, non cambia nulla nella strategia di Hochstein. Il contratto del gas tra Ucraina e Russia si conclude nel 2019 e i piani americani per instaurare un dominio energetico sull’Europa sono calcolati, in prospettiva strategica, su un termine di gran lunga più duraturo.

In una riunione del governo ucraino in data 22 novembre 2017, è stata ratificata con disposizione occulta la nuova composizione del consiglio d’amministrazione della società per azioni nazionale «(Naftogaz) Нафтогаз України», dove sono entrati quattro amministratori indipendenti (dallo Stato ucraino). Tra loro c’è l’inviato speciale Amos Hochstein! Nel quartetto di stranieri, tre rappresentano l’unione tra Stati Uniti e Regno Unito, il capo del consiglio d’amministrazione è britannica, nel suo Paese si è già occupata di riforme del settore del gas una ventina di anni fa, negli anni ’90. L’Ucraina nella composizione del consiglio di sorveglianza di Naftogaz è rappresentata da una miserabile minoranza: nessuno dei tre cittadini ucraini ha un’istruzione specializzata in materia di energia: un economista-revisore dei conti, uno specialista degli investimenti e … uno studioso di storia della diplomazia.

La precedente truppa da sbarco, che lavorava nel consiglio di amministrazione di «Naftogaz», si è dimessa nel 2017, facendo riferimento alla riluttanza del governo di riformare il settore energetico ucraino, secondo le prescrizioni emesse dai creditori internazionali dell’Ucraina. Ma ora sembra che tutto sarà diverso – Hochstein prende la faccenda nelle sue mani. Fino alla primavera del 2018 il governo ucraino deve dimostrare alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), dalla quale prende crediti per l’acquisto e il pompaggio del gas in stoccaggi sotterranei, i primi risultati del lavoro della nuova composizione del Consiglio d’amministrazione di «Naftogaz», altrimenti la tranche successiva (Kiev ha richiesto quasi 900 milioni di euro, di cui la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ne ha confermati 300) sarà in pericolo.

Nella prima metà del 2018 è prevista la ripartizione di «Naftogaz»: il trasporto del gas e la sua estrazione saranno disgiunti. I pezzi più appetitosi andranno sotto il controllo degli americani e dei loro amici canadesi e britannici. E poi Amos Hochstein integrerà l’Ucraina nel corridoio di trasporto del gas polacco-croato, da dove giungerà il GNL mancante allo Stato. Certo, a un prezzo di mercato che è superiore a quello della Russia. L’Americano è sicuro: «… il supporto sociale deve essere concesso solo a coloro che ne hanno estremo bisogno». È convinto anche di un’altra cosa: dato che il sottosuolo appartiene al popolo dell’Ucraina, ci si può aspettare che «nel settore estrattivo arriveranno le compagnie internazionali che possono svilupparlo, ma queste aziende devono trovare un percorso chiaro per il conseguimento di remuneratività».

Ma ecco che la Russia, secondo Hochstein, sta anche cercando di «assestare un duro colpo economico all’Ucraina, togliendo dalla sua economia quasi 2 miliardi di dollari, che riceve per il transito, e di ripristinare il dominio russo nel mercato del gas dell’Europa centrale e orientale». Ciò riguarda i progetti «Nord Stream-2» e «Turkish Stream» in grado di far crollare i piani americani per il mercato europeo del gas. «Ho ripetutamente affermato a Bruxelles che la questione del mantenimento del transito del gas russo, attraverso l’Ucraina, non dovrebbe essere discussa affatto. Non ci deve essere alcuna resa su queste posizioni», ha detto Hochstein.

Gli Americani si muovono nelle aree europee per la conduttura [del gas] ucraina, non perché sono preoccupati per l’economia dell’Ucraina. La ragione è diversa: negli Stati Uniti si calcolava che le forniture di GNL per l’Europa iniziassero nel 2015 e si sarebbe stati in grado di congelare la costruzione di gasdotti dalla Russia, se non per sempre, quantomeno prima della consegna del terminale per il GNL sull’isola di Krk, per mettere a frutto e concludere contratti a lungo termine per la fornitura di gas americano ai principali firmatari del «Memorandum croato». Questa idea è stata supportata nell’estate 2015 da 15 Paesi, tra cui l’Ucraina.

In breve, i tempi dell’attuazione dei piani americani si sono spostati, i «flussi» non potevano essere fermati: il «Nord Stream-2» già vicino alle acque costiere della Germania, il cui piano per la costruzione e lo sfruttamento del gasdotto viene progressivamente ratificato dalla parte tedesca. In Turchia, si ripongono grandi speranze nel «Turkish Stream». Hochstein rimane di questa opinione, chiedere all’Europa di salvare il transito ucraino e contemporaneamente investire nel terminale per il GNL sull’isola di Krk. La realtà, tuttavia, mostra la vulnerabilità di questa strategia: il GNL americano è significativamente meno competitivo, per quanto riguarda il prezzo, in comparazione al gasdotto russo. E se si può costringere la leadership ucraina a comprarlo a carissimo prezzo, allora anche con la Polonia sarà più difficile: i Polacchi non sono contrari alla contrattazione per il gas russo, e quindi sotto il marchio della «diversificazione» venderlo alla stessa Ucraina.

Sì, e un inverno freddo ha confuso le carte – gli stessi Stati Uniti hanno dovuto importare GNL. E la Russia ha dato una mano agli Americani congelati.

Sul suo conto, l’inviato speciale americano sulle questioni dell’energia internazionale scrive su Twitter che il suo lavoro è il discostamento del GNL degli Stati Uniti per l’accesso a un mercato globale più libero. In effetti, Amos Hochstein ha un’altra occupazione: egli trasforma il gas naturale in un’arma geopolitica e lo rende uno strumento per far avanzare gli interessi dello «Stato Profondo», penetrando grandi mercati e interi Paesi. Ora opera in Ucraina. E poi arriverà il turno dell’Europa.

 

Arina Tsukanova

Fonte: www.fondsk.ru

Link: https://www.fondsk.ru/news/2018/02/01/ukrainskaya-strategia-amosa-hohshtajna-45531.html

01/02/2018

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

12 Comments
  1. Annibale Mantovan says

    Consiglierei i gerarchi U$arsaele che amministrano l’ Ucraina di andare dallo psichiatra o di rileggere il talmud. Se non se ne sono ancora accorti sono caduti in una trappola che gli costerà soltanto soldi. Quando li avranno finiti l’ Ucraina sarà ancora rivolta ad est.

  2. clausneghe says

    Joe Biden è la canaglia che implementa e incoraggia i bombardamenti Ukra sui civili del Donbass, con lo scopo neanche tanto nascosto, di mandarli via e/o ucciderli con la pulizia etnica, per poter cavare il gas di scisto nel Donbass, spartendo il bottino con i fasci criminali al governo dopo il colpo di Stato in Ucraina.
    Ma il porco cioccolataio e i suoi sgherri ignoranti,volgari e violenti come nessuno, non lo tocca nessuno.
    Tanto meno l’EU dei Banksters, nemmeno dopo che si è saputo che i 100 “eroi celesti”
    cecchinati nel Maidan, furono sparati su ordine dei suoi compari, tramite mercenari Georgiani procurati dal criminale Sakasvjli, e imbeccati dalla cagna assassina Nuland.
    Ci sono due testimonianze pesanti e veritiere rese dai killer georgiani pentiti ma nessuno fa una piega.
    Questi deficienti del Maidan si sono fatti accoppare dai loro “falsi profeti” e continuano ad applaudirli….

    1. Lupis Tana says

      se l’Europa avesse dei politici veri non degli ammin. delegati, allora si che i satanisti Usei l’avrebbero mokata da un bel po’. nostra culpa, massima culpa. saluti t l

  3. vocenellanotte says

    Il LNG americano è una bufala che non reggerà alla resa dei conti. È un bluff tipico dei giocatori di poker che rilanciano cifre spropositate perché contano che nessuno abbia gli sghei per vedere.
    Chi ha un minimo di competenza tecnica può documentarsi su Internet sui costi di estrazione del gas di scisto e sulle proiezioni di stabilità dell’offerta nei prossimi 15-20 anni senza devastare l’intero pianeta.
    Solo i polacchi potevano (e dovevano) abboccare.
    Gli Usa contano di impossessarsi delle riserve russe e poi rivenderle ai loro costi, come come gas di scisto. Insomma doppia fregature per tutti.

  4. snypex says

    Semplificando: usa & gb rivenderanno all’europa il gas russo rietichettato lucrandoci la differenza di prezzo.
    Io consiglierei ai russi di deodorare il loro gas così l’europa potrà capire la truffa dalla puzza che fa.
    Tecnicamente il metano non ha odore, viene deodorato per permettere alla gente di sentirne la puzza….. in caso di fuga.

  5. kison says

    a me impressiona come un estraneo all’Europa e al suo parlamento

    possa affermare impunemente senza alcuna smentita:”«Ho ripetutamente affermato a Bruxelles che la questione del
    mantenimento del transito del gas russo, attraverso l’Ucraina, non
    dovrebbe essere discussa affatto. Non ci deve essere alcuna resa su
    queste posizioni»,
    ma i parlamentari europei sono messi lì per fare gli interessi dell’Europa
    o quelli della cricca massonica U$$ionista?
    già è bastata una strizzatina all’aitalai per bloccare il Sudstream;
    ma dei pollitici italiani,meglio non parlare,con un po’di becchime li condizioni
    e del popollo si fanno beffe.
    la germania prosegue imperterrita con i suoi gasdotti
    alla faccia di Bidè e di questo ammose Pietralta

    1. Annibale Mantovan says

      Si i parlamentari sono lì perchè dovrebbero fare gli interessi degli europei…poi però incontrano i lobbisti (qualche cifra letta dice15.000 a Bruxelles!) di U$raele, i più organizzati, quelli con il portafoglio grande, quelli pagati dalla Total, dalla Bayer, Pfizer, Monsanto, Cargill, Amazon, Google …e quindi questi poveri deputati si dicono “perchè dovrei fare solo gli interessi dei cittadini che mi hanno votato? ormai sono qui e per 5 anni non mi schioda nessuno, faccio anche quello che mi dicono i lobbisti così arrotondo un pò…bye bye.

  6. Quasar says

    quindi la sostanza dell’articolo e’: benvenuto riscaldamento a pellet

    speriamo pero’, che nel nome della competitivita’, non arrivino anche quelli da cernobyl

  7. Vamos a la Muerte says

    Un’altra questione destinata a far salire notevolmente la tensione fra Russia e gli ignobili yankees.
    L’Ucraina è il classico Paese che si lascia sfruttare come una vecchia bagascia pensando di poterci ricavare qualcosina ma l’unica cosa che otterrà è un mare di debiti che la precipiterà in una condizione ancora peggiore di quella odierna (e non è che già oggi gli ucraini sguazzino nell’oro). L’ennesimo Paese sfruttato e devastato dall’Imperialismo Yankee con l’avallo del popolino bue. Bah…

  8. Luigi Zambotti says

    È convinto anche di un’altra cosa: dato che il sottosuolo appartiene al popolo dell’Ucraina, ci si può aspettare che «nel settore estrattivo arriveranno le compagnie internazionali che possono svilupparlo, ma queste aziende devono trovare un percorso chiaro per il conseguimento di remuneratività».

    Traduzione: il sottosuolo ucraino e degli ucraini ma ciò che esso contiene é trattabile. Anzi no é nostro e ci dobbiamo mangiare sopra.
    Fantastico!

  9. Paolo says

    Il colmo è probabilmente rappresentato dal fatto che il governo ucraino e relativi alleati sono sostenuti in Italia da chi si professa ardentemente antifascista.

  10. cincinnato1961 says

    noi italiani di che vogliamo parlare?
    se fossimo stati un vero paese già da 2 anni ci saremmo riscaldati col gas russo del south stream….e non solo, avremmo potuto diventare un hub e rivendere il gas in eccesso agli altri paesi europei ancora prima della germania..
    invece l’europa(pardon zio sam) ha detto no, e allora i russi hanno deciso di costruire il turk stream e quindi un domani dovremmo comprare il gas dai turchi o perlomeno pagargli i diritti di transito…
    questo perché abbiamo dei quaquaraqua a governarci..dei lacchè traditori che ci faranno pagare il gas americano il doppio del prezzo rispetto a gazprom….
    comunque gli americani si rendono conto che far viaggiare il gas via nave,seppure “congelato” significa far galleggiare vicino alle nostre coste delle bombe catastrofiche?
    (un siluro che colpisce una nave metaniera, che effetto farà?)

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