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La legge sulla “deoccupazione del Donbass”. Reazione in Ucraina, Russia ed Europa

DI НОВОСТИ. СОБЫТИЯ

fondsk.ru

Il 18 gennaio, la Verchovna Rada ha adottato a maggioranza dei voti la cosiddetta legge sulla «deoccupazione del Donbass», che è stata immediatamente soprannominata «legge sulla guerra» e i deputati che hanno votato a favore, «coalizione di guerra». L’Ucraina, secondo il documento, intende riprendersi solo con la forza i territori della DNR e dell’LNR, dichiarati «occupati dalla Russia». Questa legge già ora «legalizza» la futura aggressione contro il Donbass.

Ucraina. Opinioni e commenti 

«Continuiamo a spianare la strada per la reintegrazione delle terre ucraine occupate con mezzi politici e diplomatici», ha dichiarato senza scrupoli Porošenko, poiché nella «legge sulla deoccupazione» non c’è nulla né di politico né di diplomatico. Si tratta di una soluzione militare al conflitto nell’est del Paese.

La legge è stata approvata con la maggioranza dei voti, ma non all’unanimità. In primo luogo, non hanno votato a favore della legge il «Blocco di opposizione» (che in linea di principio è contrario alla guerra) e il partito «Svoboda» («Libertà») (perché al posto della zona ATO saranno presi alcuni«provvedimenti» incomprensibili). In secondo luogo, i primi critici sono già apparsi, anche se non immediatamente, ma molti se ne sono resi conto: chi ha anche rafforzato le proprie posizioni sono i soldati capeggiati da Porošenko, che ora disporrà dell’esercito ucraino senza controllo parlamentare, come se nel Paese fosse stata dichiarata la legge marziale.

Petro Porošenko

L’araldo del Maidan, Mustafa Nayyem, ha già riferito che «l’articolo 85 della Costituzione è stato violato, poiché espande significativamente i pieni poteri del Capo dello Stato. Il garante della nazione riceve il diritto di entrare in situazioni militari e di emergenza, di usare le truppe a propria discrezione, di non coordinare con nessuno le azioni nel Donbass e di regolare i rapporti con la DNR e la LNR, consentendo il commercio con loro sotto il pretesto di “trasferimento di merci”».

«La legge «Sulla deoccupazione del Donbass» adottata dalla Verchovna Rada può portare a provocazioni su larga scala in prima linea», ha detto l’analista politico Michail Pogrebinskij in una conferenza stampa a Kiev. – «Ci sono «teste calde»che hanno già ricevuto il via libera dalla Verchovna Rada per il fatto che se c’è un’occupazione, c’è un nemico. Il Presidente nel suo discorso di Capodanno si è persino permesso di dire che «torneremo e puniremo». Ecco che adesso andrà a punire, ora che anche i «Javelin» saranno consegnati. Penso che la probabilità di provocazioni su larga scala, che possono portare a gravi azioni militari, stia drammaticamente aumentando. Questa è una condizione in cui noi, la società ucraina, vivremo in modo permanente, sotto la minaccia che domani avrà luogo uno scontro serio non più con due o tre perdite umane, ma con centinaia e migliaia».

Il direttore dell’Istituto ucraino per l’analisi e la gestione della politica, Ruslan Bortnik, è sicuro che l’adozione da parte della Verchovna Rada della «legge sulla deoccupazione» complicherà solo i già difficili negoziati di Kurt Volker, all’incontro con Vladislav Surkov che dovrebbe svolgersi entro la fine di gennaio. «Volgete lo sguardo alla reazione russa. Già accusano l’Ucraina di intensificare il conflitto e di non voler attuare gli accordi di Minsk. All’incontro con Volker, Surkov ripeterà le stesse parole», ritiene Bortnik.

«I deputati nazionali della Verchovna Rada, con le proprie mani, hanno messo fine ai tentativi di soluzione pacifica della situazione nel Donbass. Inizialmente, è stato dichiarato che questa legge servirà alla reintegrazione – restituirà il Donbass alla sfera legale dell’Ucraina. Invece, è una serie di sogni ampia, fantastica, delirante e assolutamente irrealizzabile sulla restituzione forzata dei territori. Per il fatto che i territori non sono persone. La deroga del testo del disegno di legge, anche menzionando gli accordi di Minsk, ha dimostrato al mondo intero che l’Ucraina non intende adempiere agli obblighi assunti a Minsk. Dirò di più: l’adozione di questa legge testimonia che l’Ucraina non è interessata a partecipare al processo di risoluzione pacifica della Russia, che assolve questa funzione anche all’interno del “formato normanno”», Viktor Medvedčuk, rappresentante ucraino nel sottogruppo umanitario, ha commentato così l’evento nel quadro del Gruppo di contatto tripartito per la soluzione della situazione nell’Ucraina orientale.

Russia. Non c’è alternativa agli accordi di Minsk

In Russia, la «legge sulla deoccupazione» adottata dall’Ucraina non è passata inosservata. Il Presidente Vladimir Putin, in un incontro con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, ha sottolineato che non c’è alternativa agli accordi di Minsk e del «formato normanno». I membri del Consiglio di sicurezza russo sono stati unanimi nel ritenere che la ratifica della legge adottata, creerebbe difficoltà per la risoluzione del conflitto nel Donbass.

Il Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha dichiarato in una conferenza stampa alle Nazioni Unite che «la Russia cercherà l’attuazione degli accordi di Minsk per l’Ucraina, sebbene Kiev sia “assolutamente incompetente dal punto di vista negoziale”». Lavrov ha sottolineato che Mosca lavorerà per garantire che «tutto ciò che è scritto negli accordi di Minsk sia realizzato. Sosterremo con calma e fermezza il pacchetto [degli accordi] che è rispettabile e, in calce al quale hanno firmato Petro Porošenko e i leader di Donetsk e Lugansk».

Anche il rappresentante plenipotenziario russo nel Gruppo di contatto tripartito per la soluzione della situazione nel Donbass, Boris Gryzlov, ha commentato il documento adottato dalla «coalizione di guerra»: «La legge non menziona gli accordi di Minsk, né le garanzie per la loro attuazione da parte di Kiev. Di fatto, è stato scelto il percorso che si oppone alla risoluzione pacifica del conflitto per mezzo della politica, imposto dal «partito della guerra» e accolto dal presidente dell’Ucraina». Egli ha messo in rilievo di prestare attenzione al fatto che questa legge è stata adottata nel contesto delle consegne di armamento letale, promesse dagli Stati Uniti all’Ucraina. «Gli Stati Uniti hanno dato l’autorizzazione per risolvere con la forza il conflitto nel sud-est dell’Ucraina, piuttosto che un metodo di risoluzione politica. Non è chiaro come Kiev adempierà i suoi obblighi politici e di altro tipo, sanciti dalla serie di provvedimenti approvata con la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, con le decisioni del gruppo di contatto e del formato normanno», sostiene Gryzlov. Secondo lui, è tempo di cominciare a pensare all’Europa. «La legge nei fatti ha formato una nuova realtà nel processo di risoluzione nel sud-est dell’Ucraina, l’impianto su cui è stato strutturato il dialogo a Minsk è stata distrutto. La Russia rimane propensa agli accordi di Minsk e esorta Kiev a tornare ad adempiere ai suoi obblighi. Non esiste alternativa a Minsk-2», ha concluso il rappresentante plenipotenziario della Federazione Russa.

«Questa legge ha sepolto gli accordi di Minsk. Ha creato le condizioni per l’uso irresponsabile e incontrollato delle forze armate, per l’impiego delle armi. In essa non è stato fatto un solo passo nella direzione del processo di pace. Questo è molto inquietante, molto preoccupante», – ha osservato la Presidente del Consiglio di Federazione dell’Assemblea federale russa, Valentina Matvienko.

E in questo momento a Minsk …

In quel giorno, quando i deputati della Verchovna Rada hanno approvato la legge, che ha provocato una ampia risonanza, a Minsk ha avuto luogo un’altra riunione, la prima di quest’anno, del Gruppo di contatto trilaterale per risolvere la situazione nel Donbass. «I partecipanti alla riunione del Gruppo di contatto trilaterale a Minsk hanno discusso la legge «Sulla reintegrazione del Donbass» approvata dalla Verchovna Rada dell’Ucraina, anche se non avevano il testo della legge», – ha detto Martin Sajdik, inviato speciale dell’OSCE, in merito ai risultati dell’incontro. Il diplomatico ha anche espresso la speranza che «il 2018 sarà fondamentale per l’attuazione degli accordi di Minsk.» Sembra che l’OSCE viva ancora in un mondo parallelo …

Nel frattempo, l’incontro a Minsk si è dimostrato alquanto difficile, la parte ucraina si è comportata in modo provocatorio, procedendo dal fatto che la «legge della guerra» sarebbe stata approvata. «Invece di una discussione specifica dei problemi, secondo l’ordine del giorno approvato, i negoziatori ucraini preferivano passare il tempo a esprimere rivendicazioni e richieste infondate.

I rappresentanti di Kiev hanno affermato di non essere obbligati a coordinare con loro azioni giuridico-legali. Cioè, continuano a distorcere il significato degli accordi di Minsk e a mettere in pratica azioni unilaterali con tutti i mezzi disponibili, che, in realtà, sono solo una simulazione del rispetto degli obblighi secondo il pacchetto di Minsk», ha detto Natal’ja Nikonorova, Ministro facente funzione per gli Affari Esteri della DNR.

«Come risultato dell’incontro, i negoziatori non sono nemmeno riusciti a procedere alla prima questione dell’ordine del giorno. Si tratta di azioni mirate, progettate per bloccare completamente il dialogo in merito agli impegni politici di Kiev. In assenza di argomenti, i rappresentanti dell’Ucraina ricorrono alle minacce indirizzate ai rappresentanti delle repubbliche», ha dichiarato Rodion Mirošnik, rappresentante della LNR nel sottogruppo politico.

In Europa la legge non è ancora stata presa in esame, ma in essa ancora non sono stati scorti gli obiettivi per l’escalation 

E come ha reagito l’Occidente all’approvazione da parte dell’Ucraina della legge sulla «deoccupazione del Donbass»? Più o meno come il rappresentante dell’OSCE. «Nell’Unione Europea si ritiene che la legge sulla reintegrazione del Donbass sia finalizzata alla risoluzione dell’ordine civile e militare interno in Ucraina, e si evidenzia la costanza nell’appoggiare i processi di Minsk e normanno.

L’Unione europea sostiene la piena attuazione degli accordi di Minsk sulla base di una soluzione pacifica e duratura del conflitto nell’Ucraina orientale. Prevediamo che gli sforzi diplomatici per risolvere il conflitto, in particolare nel quartetto del formato normanno e del Gruppo di contatto trilaterale, continueranno sulla base del rispetto di tutti gli obblighi confacenti», ha affermato la segretaria dell’ufficio stampa dell’UE, commentando gli eventi che accadono a Kiev.

Resta solo da supporre che nell’UE non sia stata ancora consegnata la traduzione della legge scandalosa. Apparentemente, non l’hanno nemmeno ricevuta in Francia. «L’approvazione della legge del 18 gennaio corrente anno «Sulle peculiarità della politica nazionale di assicurare la sovranità statale dell’Ucraina nei territori temporaneamente occupati delle regioni di Donetsk e Lugansk» si riferisce all’organizzazione interna delle strutture civili e militari ucraine nel contesto del conflitto nell’est del Paese. Questa legge non mette in discussione i compiti della realizzazione, da parte di Russia e Ucraina, delle disposizioni degli accordi di Minsk”, come si ritiene nel Ministero degli Esteri francese.

In Germania, hanno promesso di studiare la legge e analizzarla, in conformità agli accordi di Minsk. «Abbiamo ancora bisogno di controllare il testo. Finora, non possiamo dare una valutazione finale», ha detto il portavoce ufficiale Steffen Seibert. Ma il dipartimento tedesco di politica estera ha già emesso un parere: «Ciò che è importante per noi è la volontà di dialogo e negoziati sulla base degli accordi di Minsk. La legge menzionata sottolinea la dedizione per una risoluzione pacifica e non mira all’escalation». Dopo la prima reazione dell’Occidente, prende forma l’impressione che lì, al testo della legge sia stata data poca importanza o che sia stato considerato un documento completamente diverso.

A Kiev rimaneva ancora possibilità illusoria per il dietrofront. I rappresentanti della fazione parlamentare del partito «Blocco di opposizione» hanno depositato il progetto di decreto sull’abrogazione della legge adottata. Prima di prendere in considerazione questo progetto, il Presidente del Parlamento non ha il diritto di firmare la legge già votata.

 

Fonte: www.fondsk.ru

Link: https://www.fondsk.ru/news/2018/01/20/zakon-o-deokkupacii-donbassa-reakcia-na-ukraine-v-rossii-evrope-45459.html

20.01.2018

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • clausneghe

    Anche oggi la soldataglia del cioccolataio ha bombardato l’acquedotto di Donetsk, hanno l’ordine di tormentare i civili in modo che se ne vadano, vivi o morti.
    Lì è in atto un tentativo di pulizia etnica, patrocinato dagli Usa.
    Infatti gli squali strisciati puntano al gas di scisto da estrarre nelle fertili terre del Donbass e se la gente non ci sarà’ più tanto meglio,quelli ragionano così.
    Inoltre, e questo è chiaro a tutti, i guerrafondai della Nato usano gli Ukri, energumeni senza cervello, per provocare sempre più pesantemente la Russia- che poraccia le ha prese anche oggi ad Idib in Siria -dove missili Nato in mano ai tagliagole ribelli tre stelle Siriani hanno abbattuto un Su 25, uccidendo lealmente il pilota mentre scendeva appeso al paracadute.
    L’ho sempre detto: Il vero detonatore per innescare la prossima conclamata terza guerra globale,totale e senza limiti è pronto in Ucraina, ci sono tutte le pre-condizioni.
    Quando il filo rosso che lega Siria e Ucraina si unirà allora avremo l’armageddon a Megiddo, località ex Siriana ora Israeliana.

    • oriundo2006

      Purtroppo ti devo dare ragione. Oramai manca poco ad un conflitto aperto:
      https://www.wsws.org/en/articles/2018/01/25/cart-j25.html: le forze armate britanniche si preparano al conflitto con la Russia: dichiarazione del Generale in capo alle FF.AA. inglesi.
      Nessuno ha da farsi illusioni in proposito: quando gli inglesi parlano lo fanno a proposito ( ricordatevi della II G.M. ).

    • clausneghe

      A proposito del filo che comincia ad unirsi, il razzo mainpad che ha tirato giù il Sukoj 25 proviene da un deposito Ucraino andato bruciato mesi fa, forse proprio per permettere il furto di queste armi.
      Lo ha detto I.Morozov, facendo anche il nome dell’arsenale di Kalinovka.
      Intanto i velivoli Russi non potranno più volare a meno di tremila metri senza rischio.

  • televisione falsa

    i separatisti del donbass gli hanno già massacrati gli ucraini 4 anni fa’ , si parla di 20000 soldati ucraini uccisi e altrettanti feriti

    • VanderZande

      E’ successo prima degli accordi di Minsk, prima che alle Repubbliche venisse concesso di usare solo armi di piccolo calibro. Da allora cercano di tenere le posizioni dalle trincee. Ho anche il sospetto che questa situazione di stallo sia finora convenuta a Putin. Se le truppe filorusse avessero continuato ad avanzare, e potevano allora farlo, il rischio di intervento diretto della Nato sarebbe stato altissimo. E avrebbero trovato, in qualche modo, le “prove” che la Russia stava cercando di conquistare tutta l’Ucraina. Praticamente l’inizio della terza guerra mondiale in grande stile, che e’ quello che da anni gli USA cercano in tutti i modi.
      Se Kiev vuole iniziare un’offensiva deve rigettare pubblicamente gli accordi di Minsk, e di seguito dovra’ farlo anche l’esercito delle Repubbliche, pena il massacro. Ma penso che questa opzione non convenga a nessuno, a parte certi mostri oltreoceano. Mi chiedo come fara’ ora Putin a tener duro.

      • ws

        Putin ha già dato tutti i possibili avvertimenti e non può certo lasciare i novo-russi a farsi massacrare , quindi i casi sono 2
        1) le repubbliche possono ancora difendersi da sole con qualche sorpresa “Nord wind”
        2) l’ esercito russo entra nel donbass con la famosa R2P tanto cara alla Nato
        In ogni caso
        a) Il formato “normandia” è finito e Osce e l€U saranno out per manifesta incapacità politica
        b) nulla potrà fermare stavolta la “reazione” russa e la NATO sarà anche libera di entrare in Ukraina a buscarle in prima persona

        A cosa sono serviti quindi questi 4 anni a putin,? A prepararsi e a rafforzare il suo sistema di alleanze. Non è certo la russia ma U$rael a volere una guerra quantomeno “tiepida” in €uropa e se proprio ne ha bisogno non si puo’ ne tratterlo all’ infinito ne dargli vittoria per forfait.

        Quindi U$rael avrà prima o poi ( temo prima) la sua tanto desiderata ” guerra” e l’ €uropa ci andrà di mezzo, come minimo con un terribile contraccolpo socio-economico.
        Quindi cari mi raccomando, il 4marzo ” ringraziamo” tutti il PD.

        • vocenellanotte

          Infatti sarà sufficiente e molto meno faticoso astenersi.
          Alla faccia di quelli che ancora credono che non votare sia nel migliore dei casi neutro “tanto non cambia niente”. Oppure di quelli che sono troppo superiori al panorama e alla offerta politica perciò non si sentono rappresentati, pur senza muovere un dito per offrire la loro partecipazione e offerta politica.

          • Annibale Mantovan

            Scusami vocenellanotte, io penso che non votare non piaccia a nessuno. Numeri su carta davanti VEDO che la mer.a attuale sia stata preparata da 30-40 anni da coloro che fino ad ora hanno votato. Quindi a coloro che si scagliano contro gli astenuti dico andare a cag..e.

          • vocenellanotte

            Perdonami ma forse non hai afferrato il senso del mio intervento. Se ti vai a rileggere altri miei commenti capirai che sono assolutamente contrario all’astensionismo e reputo chi lo fa non meritevole di considerazione.
            Se tu sei un fondamentalista dell’astensione, allora non so proprio cosa dirti.

          • ws

            la questione è più complessa.
            Il voto è infatti un’ arma spuntata e manipolata dal sistema , ma quandanche si astenesse il 60% ( come in U$A) , come la, le forze sistemiche si . spartirebbero tutte le poltrone cianciando di “democrazia matura”.

            La via invece di aiutare elettoralmente una forza antisitema a crescere puo’ essere spuntata in varii modi con “sbarramenti” , “maggioritarii” ect..fino al classico mezzo dell’ “infiltrazione”. La politica COSTA e ogni politico è un ambizioso che vuole emergere personalmente.

            L’ unica valenza nel voto è quindi votare CONTRO gli ultimi detentori nominali del potere. Certo poi ci sarebbe un ALTRO governo sistemico ma ai suoi burattini politici arriverebbe il chiaro messaggio che a disattendere ” troppo gli interessi delle masse POI si va a casa. E applicando questo tipo di ” educazione” ALLA LUNGA , oltre che morti , avremmo una classe politica migliore , tipo quella che c’ era 70 anni fa.

        • pincopallo

          La moncherina che djce ?

          • ws

            la bambolina che fa ” SI , SI ” e’completamente esautorata.
            E gli italiani dovrebbero ricordarsi quanto il PD ci l’ abbia €uromenata con la “nomina” di questa nullità.
            Ma per fortuna del PD gli italioni hanno solo 4 kB di memoria.

  • vocenellanotte

    Voglio sperare (o sogno) invece che questa accelerazione del governo ucraino sia proprio invece la manifestazione evidente del fallimento su tutti i fronti: economico, militare, diplomatico, sociale, politico. L’appoggio finora concesso da UE, USA, NATO, FMI, WB volge verosimilmente al termine.
    Certamente gli USA vogliono sfidare un’ultima volta la Russia ma il rischio che un “golpe” militare interno li tagli fuori (con tutte le conseguenze del caso non ultima l’eliminazione fisica dei loro fiancheggiatori: che fanno chiedono protezione ai russi?) rimane molto alto.

  • Annibale Mantovan

    Regno Talmudico. Mi sembra che il magnate Poroshenko sia vicino a quella parrocchia lì. Tutto verosimile l’ articolo.

  • Vamos a la Muerte

    Come è stato ben sottolineato nell’articolo, questa legge – degna di un Paese di gangsters quale si è trasformata l’Ucraina dal Colpo di Stato in salsa Nazistoide del Febbraio 2014 – è collegata a doppio filo con la decisione degli Usa di rifornire il Regime di Kiev di Armamento Letale (i cosiddetti “Javelin”). E anche l’atteggiamento dei sedicenti Negoziatori Ucraini con i rappresentanti delle Repubbliche Rivoluzionarie LNR e DNR testimonia che sul Fronte Ucraino la decisione sull’imminente escalation militare è già stata presa (e comunque l’Aggressione degli UkroNazisti nei confronti del Donbass non si è mai fermata del tutto ma ha subito solo dei rallentamenti). Evidentemente i vari camerieri degli Usa, a cominciare da Poroshenko, avranno avuto delle “rassicurazioni” da parte dei loro padroni anche se sarebbe bene non dimenticassero cosa successe in Georgia nell’Agosto 2008 a seguito dell’Aggressione dell’Ossezia del Sud da parte di un’altra conoscenza dei nazisti ucraini, l’apolide (in quanto la Georgia gli ha revocato la nazionalità) Saakashvili, fino all’altro ieri cittadino ucraino e governatore di Odessa ma poi entrato in rotta di collisione con i ras di Kiev. Tuttavia all’epoca il Presidente degli USA era George W. Bush in scadenza di mandato mentre oggi alla Casa Bianca siede il Pannocchia, certamente meno peggio della pazza moglie di Bill Clinton ma comunque imprevedibile e, oltretutto, braccato dal Deep State sempre pronto a fargli le scarpe e imbevuto di evidenti manie di grandezza – ricordarsi la frase “Io Ho il Bottone Più Grande” rivolta al Presidente NordCoreano Kim riguardo al proprio arsenale atomico, degna di un bambino di Prima Elementare piuttosto che di una persona che ha in mano le sorti del mondo – che non si farebbe scrupoli a scatenare anche una Guerra Mondiale.
    Io rimango dell’idea che è plausibile che questa escalation militare sia stata programmata per Giugno/Luglio quando gli occhi del mondo saranno proiettati sulla Russia per gli imminenti Mondiali di Calcio e, quindi, si potrebbe presumere che il Presidente Putin avrà le “mani legate” proprio per questo motivo.
    Senza dimenticare che ieri in Siria è stato abbattuto un aereo russo da parte di “ribelli” – nella Realtà Terroristi – armati e addestrati dagli Usa. E Siria e Ucraina, come ha già sottolineato qualche altro commentatore, sono due realtà assolutamente legate tra di loro nella testa degli Imperialisti che stanno giocando con “la Palla del Mondo” come il celebre Hitler di Chaplin…
    Buonanotte Mondo

  • enrico ocirne

    l u s a ha stanziato 350milioni di $ per armare il maiale .
    Secondo me , l`attacco avvera` durante le elezioni russe .
    Se intervengono anche gli inglesi ci saranno pochi sopravissuti ….da entrambi le parti .
    Il Donbass ho dimostrato di essere forte e ostinato .
    Il pianeta dovrebbe intervenire e trovare soluzioni pacifiche , invece pensano SOLO alle basi NATO da piazzare a fianco alla russia

  • Quasar

    finalmente una buona notizia: a breve la crimea sara’ collegata anche via terra alla Russia