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Ius Soli e il rischio Sudafrica

 

DI MASSIMO BORDIN

micidial.it

Non è facile. Per un ex giocatore di Rugby che ha tifato Sudafrica ai mondiali del 1995 e che si è commosso alla morte di Mandela nel 2013. Per uno che ritiene che ogni uomo abbia una sua naturale dignità solo perché “uomo”, non è mica facile. Però nella vita non ci sono solo i principi astratti e l’empatia per gli oppressi: ci sono anche lo studio, l’analisi, l’approfondimento, e se questi studi, analisi e approfondimenti ti dicono che in Sudafrica si viveva meglio PRIMA di Mandela occorre tirare un respiro lungo, prenderne atto e cercare di capire perché. Tutto ciò servirà un giorno anche per capire cosa significa davvero la questione dei migranti, così attuale per noi.

Nelson Mandela è stato un leader politico che prima di rovesciare il regime di segregazione razziale si è fatto 27 anni di galera. Il regime di segregazione prevede una differenziazione sulla base dell’etnia di appartenenza, come sanno anche i bambini, i neri in Sudafrica per motivi legati alla plurisecolare forza colonizzatrice dei bianchi non godevano di tutti i diritti di cui godevano i bianchi. Se pensate, però, che allora i bianchi sudafricani siano state delle merde vi dico attenzione, i paesi che hanno promosso la fine dell’apartheid in Sudafrica, come gli Stati Uniti, hanno avuto la segregazione per anni e prima ancora la schiavitù, trasferiscono le società manifatturiere dove c’è sfruttamento minorile ancora oggi ecc. Ma questo sarebbe fuorviante. Ciò che conta nella nostra analisi è che in Sudafrica fino al 1993 vi era la segregazione razziale e che nonostante i neri fossero maggioranza essi non erano adeguatamente rappresentati e non governavano il paese. La cosa, sinceramente, mi ha sempre fatto schifo, finchè, ancora ragazzino e ben prima che finisse l’apartheid non mi sono confrontato con un conoscente che era da poco rientrato come lavoratore italiano emigrato da Johannesburg. Costui sosteneva, a dispetto di tutti i media italiani, che i neri in Sudafrica avevano un’indole poco incline all’amministrazione e all’ordine e che – parole sue – al lavoro si comportavano piuttosto male. Essendo abituati – diceva – a vivere alla giornata, al lavoro arraffavano il più possibile se non visti e dovevano essere continuamente controllati e trattati con estrema fermezza per poter anche solo minimamente far rispettare un orario di consegna.

Ricordo perfettamente che allora la discussione mi disgustò e mi sembrò assolutamente una generalizzazione razzista della peggior specie.

Quando arrivò la fine della segregazione mi parve dunque una manna dal cielo: finalmente i bianchi schiavisti mollavano la presa! Mandela – vincitore del premio Nobel – aveva vinto la sua battaglia.

Un paio d’anni or sono, in occasione di una festicciola, ho avuto occasione di parlare con persone nate e vissute da bambini a Johannesburg e che poi sono rientrate in italia. Mi dicevano che la città è oggi fuori controllo, invivibile, una sorta di cloaca umana fatta di delinquenza, violenza gratuita e povertà. Soprattutto, mi dicevano che prima la città era un gioiellino, paragonabile all’odierna Zurigo.

Siccome un paio di aneddoti non fanno né storia né scienza, allora ho controllato meglio la faccenda confidando anche su quel che mi suggeriva il mio vecchio fiuto, e cioè che i nostri media raccontano esclusivamente balle.

Le cose, in sostanza, stanno così.

DeKlerk, presidente del Sudafrica ha ceduto alle pressioni internazionali all’inizio dei Novanta, pur avendo la forza militare ed il consenso delle classi abbienti per mantenere il potere. A seguito di ciò, la rabbia in sudafrica non si è minimamente assopita ed anzi abbiamo assistito ad anni di vendette e confusione. La moglie stessa di Declerk, protetta da guardie private di colore, è stata da quelle stesse guardie accoltellata, strangolata ed uccisa. Il paese, che segretamente aveva addirittura prodotto armamenti nucleari e che grazie alla presenza di materie prime come i diamanti era ricchissimo, divenne preda immediata delle multinazionali. Per i bianchi sudafricani che gestirono oro e diamanti non è neanche una grande novità, com’è noto i boeri (bianchi di origine olandese) dovettero combattere una guerra sanguinosisssima contro gli inglesi per avere la sovranità su quei territori. Territori che fanno gola a colonialisti veri, che stanno fuori dal Sudafrica, e non come i boeri afrikaner, che invece sono sudafricani dalla nascita. Chiunque seguiva le vicende a fine anni ’80, se è intellettualmente onesto, ricorderà che nella maggior parte dei casi, gli scontri non erano tra bianchi e neri, in sudafrica, ma tra i neri soltanto … e che i bianchi si limitavano ad amministrare, e piuttosto bene, le tante risorse minerarie ed agricole che il paese aveva ricevuto da madre natura come manna dal cielo. Sarebbe anche storicamente tutto da dimostrare che i bianchi di origine olandese, gli afrikaner, sono stati degli usurpatori di terre. A parte che i bianchi attuali sono nati e vissuti lì, ciò che va detto è che i loro antenati arrivarono in sudafrica nel 1600, quando il territorio era scarsamente abitato. Comunque, usurpatori di terre o no (e noi diciamo di no), fatto sta che gestivano quel territorio molto meglio dell’etnia oggi al potere, che dipende in larga parte da interessi che stanno fuori dal sudafrica, soprattutto la Cina, i mediorientali, gli americani. Sarebbe anche spiacevole insistere qui che i leader bianchi che sostennero Mandela e che fecero cadere il governo afrikaner dei bianchi non erano bianchi boeri, ma bianchi di origine ebrea, come Joe Slovo e Nadine Gordimer. Ma siccome non vorremo giammai diventare ulteriormente sgradevoli e razzisti non indagheremo oltre su questo. Di fatto, i bianchi che potevano se ne sono andati oggi dal Sudafrica, qualche stima parla addirittura del 25% dei bianchi, e tra questi anche le persone, di origine italiana, con cui ho parlato io.

Cosa c’è che non andava bene nell’atteggiamento di Mandela? Cosa non ha funzionato?

Per molti studiosi, egli non era altro che l’uomo giusto al momento giusto in gran parte inconsapevole di essere utile alle altre superpotenze (Israele, Usa…). Utile perché in grado di fare decadere il Sudafrica da questo ruolo di alto livello che gli afrikaner si erano ritagliati nei secoli. Per chi scrive, non avendo prove circostanziate sul “gomploddo” mondialista, è bene prendere comunque atto di alcuni aspetti politici oggettivi: Mandela soffriva dello stesso male da cui stenta a guarire la sinistra occidentale, e quella italiana in particolare. La stessa malattia, inoculata dal capitalismo stesso – che giustamente se la ride – a seguito della quale i diritti civili vengono prima dei diritti economici. Ci troviamo, insomma, sulla scia di stupide patentate come le Pussy Riot in Russia, le Femen in Ucraina, o di ottusi e viziati rompiballe, come il movimento LGBT e Jovanotti da noi. Per questi attivisti-artisti, e per Mandela pure era così, il principio della libertà di espressione e di partecipazione politica (il voto) deve essere in cima ai valori e alla prassi politica, mentre queste cose hanno scarso valore (nullo?) se non sono precedute dall’affrancarsi dal bisogno, dall’emancipazione economica e da una riforma culturale. Se molte popolazioni nere in Sudafrica non sono ancora attrezzate all’amministrazione pubblica e alla gestione economica, se cedono alla tentazione mondialista, se sono propense al consumo sregolato ed hanno scarsa capacità progettuale, ciò è dovuto alla loro struttura tribale, alla loro tradizione come si è nei secoli storicamente determinata. Altri testimoni mi riferiscono che l’uomo di colore sudafricano tende a spendere tutto ciò che guadagna, anche quando è benestante, e che svuota gli scaffali dei supermercati ogni venerdì sera come se non ci fosse un domani. La maggior parte dei neri, senza casa ma con il cellulare nuovo fiammante, sta oggi peggio di come viveva prima della scelta di Declerk. Limiti genetici? Non diciamo sciocchezze! Direi però atteggiamento culturale: rispettabile ma inadeguato e inadatto a gestire una nazione grande, ricca di risorse e perennemente sotto i riflettori delle grandi multinazionali. Oggi il Sudafrica, che era una sorta di Svizzera del sud, non è poi così diverso come disoccupazione e prospettive future di altri paesi africani da noi considerati “miserabili”, come la Nigeria, o la Tanzania, tant’è che in Rete insistentemente si parla di un progetto di abbandono totale del Sudafrica da parte della popolazione bianca. Popolazione che, giova ripeterlo, è nativa africana da generazioni.

La nostra assenza di progettualità sulla questione migranti, il lavoro martellante di certa intellighenzia alla Joe Slovo,  le inutili rincorse allo Ius soli (istituto quest’ultimo inesistente in Europa e nato per paesi-continente semidisabitati come il Canada o gli Stati Uniti), rischiano di ridurci nella stessa situazione terzomondista verso la quale sta oggi precipitando il Sudafrica: salari bassi, debiti, disoccupazione, ma cellulare nuovo.

Viene allora alla mente un vecchio socialista italiano, Sandro Pertini, che durante un’intervista sul concetto di libertà diceva:

“si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero”.

(ps: sulla scia di Aristotele e pur volendo bene a Mandela, ritengo di volere più bene alla verità)

 

Massimo Bordin

Fonte: http://micidial.it

Link: http://micidial.it/2017/06/ius-soli-e-il-rischio-sudafrica/

20.06.2017

Pubblicato da Davide

  • Campena

    Un solo errore: “Limiti genetici? Non diciamo sciocchezze!”

    • Invisible man

      Perfida ma divertente…

    • alessandroparenti

      Un solo errore ma da matita blu.

  • natascia

    A non tutti i cittadini italiani interessa sapere chi è come gestisce il patrimonio artistico italiano, alla stregua del cittadino nord-africano riguardo i giacimenti di diamanti. A questo serve il buon governo, a difendere gli ignari che non pensano o che vivono in dimensioni ancestrali dai ladri e dagli sfruttatori. Spesso i piu’adeguati aiesta tstori.sano mpedendo i furti e le ruberie.

  • Lupis Tana

    nel “libro dei viaggi” di bruno barilli…
    diceva l’autore che nel sud africa negli anni ’20-’30 (non sono sicuro), alla sera a Città del Capoi bianchi non potevano uscire da soli perché era molto pericoloso,
    e succedeva sempre qualcosa… libro da leggere molto dettagliato. grazie Bordin notizie veritiere, anche in anni precedenti.
    saluti t l

  • ws

    beh , “se vedeva ” già trentanni fa se uno avesse voluto togliersi le fette di prosciutto dagli occhi.
    Tra l’ altro svegliarsi ora è pure tardi , “bonanotte cojoni ! “

  • SanPap

    In questi giorni di discussione sullo Ius soli, mi sono posto il seguente quesito:
    Consideriamo due neonati, ad uno viene concesso lo Ius soli all’altro no (il motivo di questo diverso trattamento in questo contesto non è importante); di quali benefici godrà chi possiede lo Ius soli rispetto a chi non lo possiede ? L’unica risposta a questa domanda che sono riuscito a trovare è: di nessun beneficio particolare, solo a partire dalla maggiore età chi ha lo Ius soli potrà andare a votare.
    Se è vero quanto appena detto perché non far scegliere all’interessato di che nazionalità (e religione, aspetto questo non trascurabile per un mussulmano) vuole essere al compimento della maggiore età ?
    E’ così semplice e lineare, che l’accanimento mi fa pensare che ci sia sotto del marcio.

    • Invisible man

      Quello col permesso di soggiorno permanente avrà di fatto doppia cittadinanza, l’altro pure, o ne avrà una sola

  • Paolo

    Vorrei tanto che qualcuno riuscisse a togliermi i seguenti dubbi che annebbiano il mio punto di vista e credo l’opinione di molti:
    -Come mai l’emergenza non è stata gestita dalle forze armate che sono più capaci ed hanno più risorse?
    -Come mai i rifugiati non vengono accolti dai ricchissimi paesi musulmani loro vicini?
    -Come mai visto che si tratta di emergenze, non vengono fatti sbarcare e soccorsi nella più vicina Malta, per poi magari distribuirli negli altri paesi?
    -Sono i governanti e le classi dirigenti ad avere causato il depauperamento dell’Africa o le classi più deboli? E non diciamo che sono stati scelti da loro.
    -Come mai per i presunti rifugiati non bastano 1200 euro al mese a ciascuno, mentre ad un’invalido e relativa famiglia se gli va di lusso gliene devono bastare 300, lo stesso dicasi per buona parte dei pensionati e dei disoccupati che invece dopo qualche mese si attaccano direttamente al tram?
    -Come mai non viene data la possibilità ai movimenti musulmani di ricevere il 5×1000?
    -Come mai nel Vaticano esiste il reato di clandestinità e le sue porte sono ancora tenute ben chiuse?
    -Come mai non viene molto citato che la democratica Francia ,Germania etc..hanno chiuso le loro frontiere?
    -Come mai non si valutano altre soluzioni come quelle prospettate dal compianto Sankara?

    • Simona X

      Sto cercando appunto cosa diceva l’amatissimo Sankara sulla questione, forse le sue soluzioni erano state formulate nel suo discorso all’Onu? Sai dove posso trovare informazioni su questo? Grazie.

    • Tizio8020

      Forse per lo stesso motivo per cui lo Stato “non può” ! dare un aiuto economico alle famiglie numerose&bisognose Italiane, però può porter loro via i figlil metterli in Istituti, e spendere per ogni figlio rapito molto più di uno stipendio medio, quandi basterebbe darne uno , ed uno solo, alla famiglia , integra!

  • Invisible man

    Senza ironia nè sarcasmo, ma questa generale rivalsa nera nei confronti dei bianchi mi ricorda un po’ “il pianeta delle scimmie”…

  • Mario Poillucci

    Amicus Plato, sed magis amica veritas! Sante parole! Ho un amico d’infanzia che da ormai tanti anni lavora da quelle parti ed ogni anno che torna a casa, in Italia, per stare qualche giorno con la madre e parenti mi racconta sempre le stesse cose: lavorare con i nativi neri è un incubo! Indisciplinati, sciattoni, aggressivi, ingestibili! Non vedo l’ora di tornare in Italia perchè non ne posso più! Non ho motivo di dubitare della sua parola! Noi abbiamo ”i furbetti del cartellino”; riteniamoci fortunati!! Buona giornata a tutti!!!

  • Tonguessy

    Purtroppo confermo quanto detto da Bordin. Ho una cara amica che da sempre vive a Cape Town e mi dice le stesse cose. La settimana scorsa il team della ditta di suo marito mentre stava facendo dei rilievi sul terreno (lui è landscape engineer) sono stati aggrediti da dei neri. Un omone grande e grosso del team (nero pure lui) è stato affrontato con fucili e mazze, s’è preso delle bastonate che l’hanno portato in ospedale ed è stato fortunato che uno della gang abbia detto a quello che gli voleva sparare “lascia stare, ci ha già dato il cellulare e i soldi, andiamocene”. Poteva essere ucciso per pochi spiccioli ed un cellulare…
    Interessante invece che il Sudafrica “aveva addirittura prodotto aramenti nucleari”. Hanno trattori a propulsione nucleare in quei posti?

    • alien2012

      ‘Interessante invece che il Sudafrica “aveva addirittura prodotto
      aramenti nucleari”. Hanno trattori a propulsione nucleare in quei posti?
      Battuta di spirito fuori luogo.
      Quale necessità c’era ? Era un errore ortografico ! Come una Tua info interessante scade.
      Facciamo le persone serie.
      Le battute evitiamole

    • Truman

      Ho corretto il refuso. Adesso sono “armamenti nucleari”.

  • nanni

    Proviamo per un momento a toglierci gli occhiali del colonizzatore e a mettere quelli del colonizzato. Immaginate che, ad un certo punto della storia del vostro popolo, veniate invasi da un altra popolazione che, con le armi e con l’inganno, vi spoglia di tutto-risorse, storia, cultura, lingua, miti, religione- e instaura un sistema a voi completamente estraneo. Nel corso del tempo voi sviluppate diverse forme di resistenza, alcune attive (violente o meno), altre passive (boicottaggio, non collaborazione). Questa resistenza viene affrontata ancora con le armi, con l’inganno, con la creazione di una classe intermedia di servitori, con il dicredito, con la propaganda, ecc ecc. Per secoli, in maniera conscia e inconscia, in voi vivono l’anima originaria resistenziale, e quella acquisita e imposta. Ad un certo punto, per cause endogene ed esogene, la popolazione invasore cede il controllo politico ed economico alla popolazione invasa, che si trova la responsabilità di un mondo completamente nuovo, con istituti e istituzioni estranee alla cultura originaria, e in cui convivono ancora l’anima resistenziale del colonizzato e l’anima acquisita del colono. Non è difficile pronosticare il caos. Ma come si fa ad attribuire questo risultato ad una cultura -o addirittura alla genetica- e non al processo storico, violento e traumatico, che ha coinvolto culture invasive e culture invase, genti armate e genti disarmate? Come si fa a colpevolizzare il colonizzato e a dimenticarsi del colonizzatore? Come si fà a giudicare un popolo sulla base della sua storia degli ultimi 20 anni, e non sulla base di quello che è successo negli ultimi 3 secoli? Solo un colonizzatore -se non di fatto, certo di mentalità e cultura- può esprimere tali giudizi.

    E non trascuriamo l’ipocrisia del giudizio. Il Sud Africa è nel caos a causa della cultura -o genetica- delle popolazioni native. L’Italia e l’Europa sono nel caos a causa di un progetto di globalizzazione/schiavizzazione delle elitès mondialiste ecc ecc.. Magari togliendosi gli occhiali del colonizzatore si riuscirà a collaborare di meno con queste elitès, e a solidarizzare di più con il colonizzato.

    PS. Scrivo questo da sardo, colonizzato da secoli (60% delle basi militari italiane sono in Sardegna, dove abbiamo aree con percentuali di morti da tumore causate da uranio impoverito o inquinamento industriale che ricordano da vicino l’Iraq). E ancora oggi costretto a sentirmi dire in mille occasioni dagli italiani che ormai non ha più importanza – l’italianità ha importanza ma la sardità no.

  • CitizenFour

    Breve traduzione dell’articolo: Mein Kampf
    Ridicolo, ignorante, patetico e assurdo.
    L’ariano convinto che le scimmie (come le vede lui), non siano state ben addestrate è davvero fantastico.
    Per fortuna degli “ariani” (chissà se la desinenza “ani” è casuale), in Australia le cose hanno preso una piega diversa e gli Aborigeni veri padroni di quel continente, riportano indietro [forse per i boomerang?] le banane.

    http://johnpilger.com/articles/-utopia-the-film-can-be-viewed-for-the-first-time-on-this-site

  • Truman

    Vorrei chiarire almeno un punto. Bordin racconta a proposito del periodo dell’apartheid: “persone nate e vissute da bambini a Johannesburg e che poi sono rientrate in italia. … mi dicevano che prima la città era un gioiellino, paragonabile all’odierna Zurigo.”
    Ho visitato sia Zurigo che Johannesburg (nel periodo dell’apartheid, 1989 o 1990) e non riesco a pensare a città più diverse. Da quel viaggio, Johannesburg è per me semplicemente il posto più brutto del mondo. (Giusto a titolo di confronto, Santa Fe’ de Bogotá, o più semplicemente Bogotá, Colombia, aveva aspetti sgradevoli ma non mi impressionò particolarmente). Per Johannesburg di quel periodo posso solo usare le parole di Conrad: “L’orrore! L’orrore! L’orrore!”. Altro che Zurigo.

  • Axxe73

    Seguo il Sud Africa da anni per lavoro e devo dire che, purtroppo, è tutto vero. A Johannesburg negli anni ’80 si stava benissimo, l’ultima volta che ci sono stato, un paio d’anni fa, non sono neanche sceso dalla macchina. I bianchi di laggiù parlano di “reverse apartheid”. L’attuale presidente Zuma è sbeffeggiato da tutti per la sua ignoranza e la corruzione (non mancano neanche da noi, per carità), e dire che era un gran bel posto. Peccato.

    • Tizio8020

      Per “par condicio” npotremmo mandare là tutto il nostro Governo, il Parlamento, ed amichetti belli dell’ex premier.
      Partirei a contare dal primo Governo Imposto, quello Monti.
      Sai mai che riescano a sistemare tutti i loro problemi????
      Se non ce la faranno, pazienza.
      Noi avremo comunque risolto i nostri, di problemi!

  • Truman

    Io li ho visti. Gli occhi dei negri del Sudafrica al tempo dell’apartheid. Cercavano sempre di sfuggire lo sguardo degli altri, ma ho visto i loro occhi. E dietro quegli occhi c’erano abissi di disperazione, pulizia etnica perseguita per generazioni, paura anche della propria ombra. Forse ho solo intuito qualcosa, ma anche quel poco che ho visto non si riesce a raccontare. E allora sono semplicemente contento che sia finito. Ci sono cose che non si possono misurare con il PIL o altre cifre astruse. Ci sono orrori che devono terminare. E non dimentico che l’apartheid è oggi praticato in Israele.
    Detto questo, lo ius soli è una cagata pazzesca.

    • Campena

      D’accordissimo sullo ius soli, ma per il resto…
      Durante l’apartheid il Sudafrica subiva l’immigrazione dai paesi vicini(negri ovviamente), vuol dire che tanto male non stavano.

      • Tizio8020

        Anche adesso: con la piccola differenza che i sudaficani neri ammazzano direttamente che prova ad immigrare nel loro Paese.
        Fatti una ricerca, c’è da rimanere allibiti.

  • PinoRossi

    Quindi, bianchi che vivono in Africa da generazioni non vengono considerati africani… Però lo ius soli eh… splendido articolo…

    • Truman

      Notavo pure io che lo ius soli può essere guardato anche dall’altro lato: quanto ha senso che un figlio di europei che nasce in Africa sia da considerare uno del posto? Credo non esistano risposte facili, specialmente quando ciò si consolida nell’arco di generazioni. I bianchi sudafricani, nati lì e con cittadinanza fin dalla nascita non mi appaiono molto diversi dai figli di immigrati nordafricani nelle banlieues francesi. Sono comunque casi delicati, che diventano quasi ingestibili in periodi di esasperazione.

  • Adriano Pilotto

    In queste considerazioni si può vedere come l’eurocentrismo, sia esso di sinistra o di destra, sia duro a morire e come il postmoderno, con il suo rifiuto della storia, anche nella sua più basilare accezione di conoscenza del passato, infetti il pensiero di persone altrimenti stimabili.

  • nanni

    Proviamo per un momento a toglierci gli occhiali del colonizzatore e a mettere quelli del colonizzato. Immaginate che, ad un certo punto della storia del vostro popolo, veniate invasi da un altra popolazione che, con le armi e con l’inganno, vi spoglia di tutto-risorse, storia, cultura,
    lingua, miti, religione- e instaura un sistema a voi completamente estraneo. Nel corso del tempo voi sviluppate diverse forme di resistenza, alcune attive (violente o meno), altre passive
    (boicottaggio, non collaborazione). Questa resistenza viene affrontata ancora con le armi, con l’inganno, con la creazione di una classe intermedia di servitori, con il discredito, con la
    propaganda, ecc ecc. Per secoli, in maniera conscia e inconscia, in voi vivono l’anima originaria resistenziale, e quella acquisita e imposta. Ad un certo punto, per cause endogene ed esogene, la popolazione invasore cede il controllo politico ed economico alla
    popolazione invasa, che si trova la responsabilità di un mondo completamente nuovo, con istituti e istituzioni estranee alla cultura originaria, e in cui convivono ancora l’anima resistenziale del colonizzato e l’anima acquisita del colono. Non è difficile
    pronosticare il caos. Ma come si fa ad attribuire questo risultato ad una cultura -o addirittura alla genetica- e non al processo storico, violento e traumatico, che ha coinvolto culture invasive e culture invase, genti armate e genti disarmate? Come si fa a colpevolizzare il colonizzato e a dimenticarsi del colonizzatore? Come si fà a giudicare un popolo sulla base della sua storia degli ultimi 20 anni, e non sulla base di quello che è successo negli ultimi 3 secoli? Solo un colonizzatore -se non di fatto, certo di mentalità e cultura- può esprimere tali giudizi.

    E non trascuriamo l’ipocrisia del giudizio. Il Sud Africa è nel caos a causa della cultura -o genetica- delle popolazioni native. L’Italia e l’Europa sono nel caos a causa di un progetto di
    globalizzazione/schiavizzazione delle elitès mondialiste ecc ecc.. Magari togliendosi gli occhiali del colonizzatore si riuscirà a collaborare di meno con queste elitès, e a solidarizzare di più con
    il colonizzato.

    Scrivo questo da sardo, colonizzato da secoli (60% delle basi militari italiane sono
    in Sardegna, dove abbiamo aree con percentuali di morti da tumore causate da uranio impoverito o inquinamento industriale che ricordano da vicino l’Iraq). E ancora oggi costretto a sentirmi dire in mille occasioni dagli italiani che ormai non ha più importanza –
    l’italianità ha importanza ma la sardità no. Come se la privatizzazione delle terre comuni, il disboscamento per costruire le ferrovie italiane e alimentarne le locomotive con il carbone, e tutte le altre porcherie fatte in nome dell’Italia negli ultimi 150 anni fà non abbiano prodotto un lascito di desertificazione, povertà, inquinamento, morte. No, dimentichiamocelo….

    • Mario Poillucci

      ”Furat chi vene da e su mare”!! Spero di averlo scritto correttamente! Ma mi tolga una curiosità, perchè voi sardi che siete un popolo fiero, serio ed intransigente non provvedete alla bonifica di quei lupanari militari tossici, delinquenziali, veri verminai?? Capito mi hai?? Con il marameo ed il maramao non ci cava un ragno dal buco ma con le bombe e la maniere forti si può!

      • Lupis Tana

        invece di sequestrare De Andrè e compagnia cantante (sic), perché non sequestrarono qualche personaggio della base usa-ta… bello farsi belli con il cucco degli altri… saluti M P, t l

    • Mario Poillucci

      E, poi, voglia scusarmi perchè mi girano spaventosamente i santissimi, ma quelle basi militari che causano lutti, malattie e diusgustosità di ogni ordine e grado, infettate dai maledetti americanacci assassini nati, pasciuti e cresciuti che dio li maledica, sono piene di militari italiani nemici, complici ed assassini dei propri fratelli! Ma fateli fuori tutti e dateli in pasto ai porci che non fareste una lira di danno!!

      • nanni

        Se i sardi-e lungi da me da pensare che i sardi siano un popolo coeso-da soli, fossero in grado di togliersi dai giochi geopolitici e guadagnarsi la libertà, lo avrebbero già fatto. Certo, ci abbiamo provato, ci stiamo provando, e continueremo a provarci. Ma senza la solidarietà attiva di chi, altrove, è schiavo come noi (e qui iniziamo un discorso di classi) temo che i successi in questa lotta saranno rimandati ancora ad un futuro lontano.

        • Tizio8020

          Ho letto e salvato il tuo commento “sospeso”, e lo condivido “quasi” tutto.
          Per amor di verità però alcune cose vanno dette.
          “Tecnicamente” è stato il “Regno di Sardegna” ad invadere e sottomettere gli altri Stati che compongono l’attuale Italia, NOn il contrario.
          Poi siam d’accordo che all’interno del “Regno di Sardegna” dominassero i “piemontesi” (ma quando mai? Per me i Savoia nemmeno sono tecnicamente Italiani!).
          Altro piccolo particolare: mi risulta che le Classi Dominanti sarde si siano ben adattate a comandare anche in Continente.
          Ricordi un certo Cossiga, un certo Berlinguer, alcuni Segni????
          Ti sembra fossero “poveri occupati” ?
          A me sembravano ben collusi con i “padroni”.
          Il tuo discorso, però, funziona: basta sostituire “Sardi” con “Italiani”, ed “Italiani” con “Ammereggani”.
          Dopo va bene.

          • nanni

            Non hai torto. Molto spesso i subalterni diventano più realisti del re o più papisti del papa. E diventano la cinghia di trasmissione dello sfruttamento, la diseguaglianza e l’oppressione. Ma rimangono sempre servi. Tu pensi che uno come Pisanu -sardo, ex ministro dell’interno berlusconiano- abbia contato e conti veramente qualcosa? Gli ordini vengo da altrove. Washington? Tel Aviv? Londra? Berlino? Milano?

  • Tipheus

    Premesso che considero lo jus soli una pericolosa mossa politica dell’agenda mondialista… che non sottovaluto affatto il rischio di alterazione degli equilibri demografici…
    Premesso che sarà anche vero che la maggioranza nera, al comando di colpo in un paese un tempo prospero, fatalmente lo sta facendo scivolare al livello dei paesi vicini…
    Premesso che la minoranza bianca, un tempo dominante, oggi è solo un’aristocrazia terriera circondata, odiata e che potrebbe essere condannata alla scomparsa. Tutto vero, ma…
    Il razzismo segregazionista è e resta una merda di istituzione. Affidare la gestione della cosa pubblica al 10 % della popolazione, tenendo nell’ignoranza e nello sfruttamento il 90 % della popolazione… Non poteva durare, Israele o Usa c’entrano fino a un certo punto. Quanto al 1600, etc. etc. la storia è complicata. Siamo tutti usurpatori più o meno. Non conviene andare a rimestare cose troppo lontane. Erano “coloni”, non “colonizzatori”. Ma questo processo è sostanzialmente fallito. La componente demografica Zulu è rimasta prevalente. Che dovevano fare? Sparare a tutti i neri? Il problema non è il Sudafrica. Pace all’anima loro. Il problema è l’Europa, troppo smidollata per sopravvivere. I Boeri sono antichi olandesi. Vogliamo parlare di che cosa sono gli olandesi di oggi?

    • Tizio8020

      Citazione:

      “Il razzismo segregazionista è e resta una merda di istituzione. Affidare
      la gestione della cosa pubblica al 10 % della popolazione, tenendo
      nell’ignoranza e nello sfruttamento il 90 % della popolazione…”

      Vedi qualche differenza con quello che succede qui?
      Ah no: qui la casta dei padroni è molto più piccola, saranno al massimo l’1%.

      • Tipheus

        Appunto.

  • mazzam

    Il razzismo mi pare una sana procedura sociale da rivalutare.
    E sono certo che lo sarà.

  • nanni

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    • Tizio8020

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    • WM

      “I miei commenti sono stati rimossi in quanto identificati come spam. Come si può risolvere?”
      Leggendo le Condizioni d’uso, la Netiquette e le FAQ, prima di commentare.

      • nanni

        Ok grazie

  • johnrebuxxx

    Ho avuto modo di conoscere un ragazzo libico, mi ha raccontato la sua storia, che mi dice essere quella di molti suoi connazionali. Due anni fa, fu picchiato, ne porta i segni su tutto il corpo insieme ad altri ragazzi e ragazze del suo villaggio, chiuso in una struttura, tenuto prigioniero, ancora picchiato e poi imbarcato a forza per l’Italia, nella sua ignoranza lui non sapeva nemmeno dove fosse il nostro paese. Da due anni vive qui in un centro di accoglienza, senza nessuna notizia della sua famiglia. Mi ha detto che la maggior parte dei libici che ha conosciuto in questo lasso di tempo, hanno avuto il suo stesso destino. Non abbiamo parlato di Ius Soli, perchè lui vorrebbe tornare dai suoi ma ha giustamente paura e non ha modo di farlo. Lui come tanti altri è una persona distrutta, piena di cicatrici sulla pelle e nell’anima. Altro che Ius Soli, altro che buonismo.

  • mystes

    Lo stesso discorso può essere fatto sui neri del nord e nordest brasiliano: pigri, ottusi, vagabondi, dediti all’alcool e alla droga, odiano il lavoro, la responsabilità e il sacrificio: al massimo riescono a fare i camerieri o i lavori servili. Se ne parlate apertamente vi accusano di razzismo ma tutti sanno che è la verità: provate a parlarne con qualche imprenditore di San Paolo e ascoltate ciò che dice: se sono di buon umore vi rispondono he è un problema antropologico

  • Nathan

    Come sarà chiaro ai più la disputa della cittadinanza non serve ad altro che a creare milioni di nuovi elettori che nella testa di chi li crea voteranno per loro. Miopia politica, malattia che affligge da anni i nostri sgovernanti, in quanto questo voteranno si per loro in prima battuta ma poi esclusi dalle vere leve del potere prenderanno coscenza e poi sil faranno i loro partiti e saranno i peggiori razzisti del paese, tipo messicani di terza generazione in California. Si dovrebbe ripensare il nostro essere stato e passare da uno stato assistenziale/sociale a qualcosa di più efficace legato alle effettive possibilità di dare ai propri cittadini.
    Credo comunque che la cosa passerà in quanto noi siamo un paese di contemporanei e non vediamo oltre l’oggi.

  • a-zero

    “Costui sosteneva, a dispetto di tutti i media italiani, che i neri in
    Sudafrica avevano un’indole poco incline all’amministrazione e
    all’ordine”

    Dire che questo articolo è, oltre che una parziale analisi, un discorso razzista è solo dire una ovvia banalità.

    Ma fermarsi a dire e dare del razzista a questo articolo e articolista mi sembra una stupidaggine ben peggiore.

    Così come la sinistra, anche la destra ha i suoi meccanismi ideologici, più semplici, ben oliati e più diretti. Se poi oggi gli dici fascista e razzista gli fai solo un piacere: la congettura diventa realtà.

    Invece, fregandosene dei collaudati meccanismi ideologici di dx e di sx, penso sia molto più importante scavare sotto la patina dello squallido spettacolo di questo ammorbante e depravante teatro mondo che va da dx a sx.

    Il “razzismo”, in questa epoca e in questo mondo in particolare, è solo razzismo o invece è un dispositivo di mascheramento del classismo? Razzismo o classismo?

    Per me l’immigrazione di massa (= grandi quantità in poco tempo) in una zona (come l’Italia) densamente popolata e sensa risorse e spazi naturali è un problema perchè (e solamente per questi motivi per me):

    – Abbassamento del livello salariale medio dei lavoratori di base (non i garantiti storici in via di estinsione). Quelli che lavorano i lavori per cui bestemmi la vita di passarla a lavorare non quelli per cui quanto è bello lavorare. I produttori primari su cui avviene l’accumulazione primaria, l’estorsione sociale delle gerarchie più alte.

    – Conseguente divisione antagonistica delle classi sfruttate che non possono riconoscersi nell’interesse comune di farla finita con questo mondo ma che si possono riconoscere solo come concorrenti per le riciole di sopravvivenza che le classi alte gli lasciano (del loror stesos prodotto).

    – Conseguente perpetuazione della gerarchia sociale e delle strutture di sfruttamento ai vari livelli della gerarchia sociale.

    – Enormi praterie per ideologie funzionali al potere: nazionalismi guerrafondai e colonialisti, le religioni fanatiste come speranza di giustizia e vendetta sociale e, soprattutto, emigrazione come terminale della catena di valore dello sfruttamento imperialista e colonialista 8sicurament eper l’Africa).

    Detti questi opinabilissimi punti (ma per me validi) torno all’articolo razzista/classista in questione:

    – “i negri non amano l’ordine e il lavoro”; lo si può dire anche dei napoletani? e di tanti altri popoli? Si, csono sicuro che si: l’avete già detto e pensato tante volte in vita vostra.

    – “Amare il lavoro”; deportavano i negri in america perchè gli indios proprio non ci pensavano a dover acettare l’idea di lavorare. e pensare a quei popoli che preferirono suicidarsi pur di non “lavorare”. Ma gli europei no.

    Allora delle due l’una i negri sono buoni come schiavi per lavorare? Storicamente e attualmente pare proprio di si.

    Ergo l’articolista sostiene che i negri sono buoni come schiavi solo con un sistema apertamente schiavista. Ma va? Scoperta dell’acqua calda? E i bianchi europei sarebbero buoni al lavoro solo con un sistema apertamente schiavista? A voi la risposta, non è il mio campo di pratica nè di interesse, forse voi siete più competenti.

    – “Mio zio è andato a lavorare in Sudafrica e ha detto che …”

    Primo tuo zio deve ringraziare l’esistenza di un altrove chiamato Sud Africa in cui andare a farsi monetizzare il suo valore che in quel momento non è stato capace o non ha avuto modo di far fruttare sotto casa sua.

    Secondo nelle miniere (che è il primo e vero stadio di accumulazione di valore del Sud Africa) di diamanti, oro, uranio ecc … ci andavano i negri o gli afrikaaner o tuo zio?

    – “A Johannesburg i negri ti sparano a vista …” Embè? Da quando in qua le metropoli industriali sono luoghi di armonia fra gli esseri e la natura? Da quanto in qua la simpatica civiltà mercantile, gerarchica e industriale ha prodotto luoghi arcadici che non siano i paeselli o i residence o i club med pattugliati e sorvegliati?

    Eh poi è tanto strano che ci sia gente che non voglia scendere in miniera e darsi alla rapina? O la rapina deve restare una esclusiva dei bianchi europei?

    Voglio dire non li puoi ficcare tutti in miniera e, magari, con le culture stronze, protestanti e calviniste di inglesi e olandesi non è che c’è tutto quell’afflato al miglioramento umano e alla solidarietà che magari loro già c’avevano a livello tribale.

    Ah ma, dite voi, a livello tribale si sono sempre scannati. Embè, voi bianchi Europei avete il record mondiale dei massacri inter etnici (WWI e WWII).

    O non bisogna considerare i milioni di morti in Europa nelle due più grandi guerre come guerre tribali a base etnica e razziale?

    In effetti no. Erano su base di classe. Le classi dominanti preferirono mandare al massacro milioni di giovani europei, di proletari, di pezzenti analfabeti in nome della tribù … mi scuso … della patria.

    Sono passati 100 anni esatti dal primo massacro interetnico di pezzenti europei. Un massacro di classe su base razziale.

    Il razzismo è un mascheramento del classismo. Domani, come già oggi, un nero ricco sarà padrone anche qui. Non perchè è nero sarà meno padrone, meno fascista e meno razzista o meno sbirro o meno mafioso. Così come ci sono africani fascisti e razzisti, sbrirri e mafiosi.

    Le classi dominanti non hanno problemi su base razziale. Casomai i problemi su base razziale servono per rinsaldare il potere.

  • a-zero

    Ecco un video, non da prendere come documento che tutto spiega, ma che tratta della questione.

    https://www.youtube.com/watch?v=FfTxxzPharI

    (POOR WHITES IN SOUTH AFRICA SHOULD BLACKS FEEL SORRY?)
    Un nero diventato ricco e un bianco diventato povero. Per uel che riesco a capire dall’inglese (la lingua coloniale per eccellenza) il neo-ricco nero usa la stessa antica ideologia mercantilista europea per giustificare il suo status. Il neo-povero bianco dice che prima stava meglio e che adesso l’aparthaid la subisce lui; egli si riferisce quindi a un sistema sociale iniquo.

    E’ una questione di razze o di classi sociali?