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IL SOVRANISMO CADRA’ CON LA LE PEN?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Di Francesco Mazzuoli

Comedonchisciotte

 

La sconfitta di Marine Le Pen è arrivata, inevitabile. Partiva con un handicap molto pesante, ma certamente hanno influito sul risultato una campagna elettorale mal condotta e il disastroso faccia a faccia televisivo con l’avversario.

 

L’handicap, il fardello storico, con  cui è partita La Le Pen – fin  dal momento in cui ha assunto le redini del partito – era (ed è) costituito dalla fortissima connotazione politica legata alla figura e alle posizioni del focoso Jean-Marie; e la grande sfida di marketing politico, che se fosse stata vinta avrebbe avuto del miracoloso, quella di liberarsi di un’immagine così polarizzata.

Con Marine al comando, iniziò un’operazione intelligente – che ho seguito nel corso degli anni con vivo interesse – di costruzione di nuova immagine, legata ad un nuovo posizionamento capace di intercettare i bisogni sociali ed economici delle fasce di popolazione tradizionalmente vicine  alla sinistra storica (quella che ancora non pasteggiava al caviale) e che ha trovato la sua consacrazione nel “Tour de France des oubliés” (“Giro della Francia dei dimenticati”), in cui la Le Pen ha incontrato e stregato la Francia rimasta ai margini, quella periferica, rurale, sconfitta dalla globalizzazione liberistica e appunto dimenticata, soprattutto dalla sinistra.

Tale processo (e progetto) di costruzione di una nuova immagine fu chiamato dédiabolisation. Tuttavia, chi ha studiato marketing sa che un atteggiamento così fortemente polarizzato (come quello della maggioranza dei francesi per il Front National), molto difficilmente può invertire il suo segno (e, questo, per inciso, è il problema della Lega Nord, nel suo tentativo di posizionarsi come partito di interesse nazionale dopo aver caratterizzato la sua identità in senso strettamente localistico). Ed è anche ovvio che questo retaggio sia il maggior punto debole di Marine Le Pen, sfruttato nei modi più vigliacchi dagli avversari.

C’era poi un altro handicap terribile: avere contro la propaganda di praticamente tutti i mezzi di comunicazione francesi ed europei. Ma questo è talmente scontato, che non andrò nemmeno ad analizzarlo.

 

Ora passiamo agli errori.

Da quanto filtra all’esterno, pare che gran parte del successo nella strategia di de-diabolisation e di  virata sociale verso la protezione  economica dei dimenticati sia imputabile a Florian Philippot – mal tollerato da alcune fila del partito – mentre la vecchia anima  ha continuato a spingere per l’accentuazione dei temi identitari, con alcune venature xenofobe, più tipici del Front.

Il progetto della Le Pen, inizialmente coerente, sembrava aver trovato la quadratura del cerchio tra queste due istanze e la formula del patriottismo economico e del protezionismo intelligente pareva anche verbalmente aver indovinato una sintesi, seppure non troppo brillante (siamo lontani anni luce dal potere seduttivo dello slogan “La forza tranquilla” che Jacques Séguéla coniò per Mitterrand).

Tuttavia, l’ondata di attentati terroristici –  certamente non casuali – ha spinto la Le Pen e la suddetta anima del partito verso la rivendicazione come propria ed esclusiva dell’istanza sociale della tutela della sicurezza, connotata però in un senso  poliziesco, che ha rievocato i fantasmi malevoli della destra retriva, che parla soprattutto attraverso il monopolio della forza. Ciò – all’interno della guerra psicologica fra le due parti –  ha indubbiamente favorito il discorso dell’avversario di associare l’ascesa di Marine Le Pen ad una paventabile  escalation dello scontro con il terrorismo islamico, fino alla guerra civile (che invece,  per esser disinnescato, secondo la retorica europeistica che conosciamo, ha bisogno della politica dell’accoglienza).

Si è trattato di un grave errore, perché è stata la politica di apertura verso i dimenticati e le loro rivendicazioni sociali ed economiche, a portare Marine Le Pen verso la ribalta in questi anni e non la rivendicazione e la sottolineatura del tema della sicurezza.

Il motivo della riscossa dei dimenticati  e del rilancio dell’economia francese, poi,  era stato in questi anni legato coerentemente e intelligentemente con il tema dell’abbandono dell’euro, colpevole dell’arretramento economico del Paese e del livello di vita dei suoi cittadini.

Ma anche qui, nelle ultime settimane è stato sbagliato lo sbagliabile.  Si è voluto andare incontro ai pensionati terrorizzati dalla perdita dei risparmi paventata dalla propaganda? Si è avuto paura di ritorsioni da parte del grande capitale finanziario? Si è voluto, maldestramente rincorrere l’avversario sul suo stesso terreno? Tant’è che si è cominciato a rinculare, a parlare di doppia moneta, fino alla confusione e al disastro totali culminati nel dibattito con Macron.

Di come sia stato amatorialmente condotto il  faccia a faccia con l’ex banchiere ho già detto con dovizia https://comedonchisciotte.org/marine-le-pen-dilettanti-allo-sbaraglio/ e i lettori più curiosi potranno leggere le mie note.

 

Voglio passare rapidamente alle conseguenze.

Anche agli stessi militanti del FN il disastro è apparso chiaro. Ora quello che si prepara è l’attacco giudiziario che devasterà la Le Pen e l’annunciarsi di lotte fratricide in ciò che resterà del Front National.

Ma, quello che più rileva,  è che distruggendo il portatore – è la legge dell’associazione, forse la più potente in psicologia – si distruggono anche le idee che esso porta e ad essere ancora più screditate saranno le idee di autonomia nazionale e di sovranità.

E pure le titubanze e i ripensamenti sull’euro non gioveranno certamente alla causa.

Di conseguenze ce ne saranno – ahimè – molte altre: mi riservo un prossimo articolo per analizzarle al meglio.

Per ora, mi  congedo  con un famoso passaggio di Bertold Brecht, su cui riflettere tutti:

“Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico”.

Francesco Mazzuoli

Fonte: www.comedonchisciotte.org

08.05.2017

Pubblicato da Truman

  • PietroGE

    -Mazzuoli dovrebbe confrontare i sondaggi subito dopo il primo turno e quelli finali. Differiscono solo di qualche percento, segno che le due settimane, compreso il confronto televisivo, non hanno cambiato nulla.
    -Philippot viene dalla sinistra sovranista e va tutti gli anni a portale fiori sulla tomba di De Gaulle. Trasformare il FN in un secondo partito gaullista non mi sembra una buona idea. Si dice sempre che non bisogna correre dietro l’avversario. Questo vale anche per il FN.
    -L’handicap con cui il FN ha dovuto combattere è il riflesso pavloviano di 60 anni di propaganda antifascista. Il controllo dei media vuol dire il controllo dell’opinione pubblica e i media erano tutti contro di lei. Lo si è visto quando la Le Pen ha negato che Vichy rappresentasse la Francia. Molti degli elettori di sinistra hanno votato contro i loro interessi pur di obbedire ai “controllori”.
    -Un Paese che ha visto morire più di 200 persone per il terrorismo islamico deve mettere la sicurezza e l’immigrazione al primo punto della scala delle priorità, l’euro e l’Europa vengono dopo. La Le Pen doveva insistere sul fatto che il futuro presidente deve assumersi la responsabilità di difendere la nazione o lasciare il posto. La guerra civile la causa l’immigrazione islamica non il FN.
    -Mettere la fine dell’euro al primo posto del progamma economico è stato uno sbaglio fatale. Bastava guardare i sondaggi sull’euro, cosa che ad esempio ha certamente fatto il Mov quì in Italia.
    -L’altro punto del programma che non ha incontrato i favori degli elettori è stata la grandeur nazionale in politica estera, un ritorno ai tempi di De Gaulle che sono andati e non tornano più. La Francia non ha le risorse finanziarie per un nazionalismo in stile ottocento o primo novecento e la gente lo sa benissimo.

    • Axxe73

      Ottima analisi.

    • PinoRossi

      Applauso.

    • a-zero

      Comprendo che vuoi tirare acqua al tuo mulino fascista, ma il riflesso pavloviano mi sembra che lo hai tu. Stavolta il candidato e il gruppo di sinistra hanno chiaramente indicato l’astensine. E’ stata la tornata elettorale con maggiore astensione e tu, come un bimbo incaolato, te la prendi con 60 anni di anti-fascismo?

      Prima di tutto era esagerata tutta la pompa che avevate montato su questa tornata elettorale francese. Volete fare la stessa cosa per la prossima tornata elettorale tedesca? Non vi sembrava di rivivere lo spettacolo delle primavere arabe di reazioni a catena (brexit, trump, le pen).

      Secondo è proprio sbagliato l’articolo. Il “sovranismo”, come etichettae contenuto ideologico non lo si valuta sulla base della tornata elettorale francese. Fare questa operazione corrisponde a fare una operazione di spettacolo.

      E voi, specie da quando è andato in scena il circo di Trump, non avete fatto altro che montare questo spettacolo. Ma nella società dello spettacolo voi proprio non avete speranze.

      Non bisogna essere marionette per aiutare lo spettacolo, basta accettarne i confini teatrali.

      La critica al sovranismo che farei io sarebbe sostanziale o essenziale: sovranismo e globalismo sono due diversi rami della stessa pianta mercantile, capitalista, statista e gerarchica.

      Poi ci sarebbero tanti aspetti collaterali.

      Ad esempio: Putin l’idolo dei sovranisti.

      Il sovranismo dell’Ucraina di marca neonazista targata NATO come ce lo facciamo combaciare con il sovranismo imperiale russo? Perchè la Russia è una cosa, poi l’Ucraina, il Tagikistan, l’Azerbaidjan, il Kazakistan, ecc… non sono la Russia, sono l’impero russo. Si consiglia il sovranismo a ciascuna di quelle repubbliche dell’impero russo?
      Io invec ho tratto questa lezione, che poi, banalmente, è l’insegnamento del marchese del Grillo:

      La corona inglese il sovranismo lo può fare e anche con competenza e lo fa quando e finquando gli pare. La grecia il sovranismo non lo deve fare, anche se vorrebbe e gli converrebbe.

      Cioè: io so’ io, voi nun siete un ca….o.

      E coloro che sono gerarchici (di dx o di sx) non vi dovrebbero lamentare. Punto.

      • PietroGE

        Già e i milioni di elettori di sinistra che prima hanno votato Mélenchon perché non ne possono più della globalizzazione e poi hanno votato il campione della globalizzazione lo hanno fatto perché gli stava simpatico? Andando contro i loro stessi interessi? Loro che avevano protestato in massa contro la legge Macron sul lavoro? Si sono lasciati fregare dalla propaganda di coloro che usano il fascismo o comunismo per mettere la gente l’uno contro l’altro, e poi fanno i loro interessi manipolando tutti come marionette, la sinistra in primo luogo.
        Il capitalismo nazionale non c’è più da decenni, c’è il capitalismo finanziario internazionale gestito dalle lobby e dai gruppi di potere, gente che si proclama cosmopolita e poi quando vai a vedere ha la sua appartenenza nazionale e razziale.
        Ma il popolo di sinistra queste cose non le vede nemmeno, loro sono stati allevati con l’internazionalismo proletario, che non è mai esistito e mai esisterà, stanno zitti quando gli immigrati gli prendono il posto di lavoro o quando la fabbrica viene traferita nel terzo mondo gettandoli nella povertà più nera, ma sono pronti a farsi bastonare dalla polizia per fare una manifestazione contro Casa Pound. Quando suonava la campanella il cane di Pavlov cominciava a salivare, la campanella oggi è il fascismo, la suonano i poteri forti e il popolo di sinistra comincia subito a mobilitarsi contro. Bravi! Continuate così, e per i “compagni” francesi che hanno votato Macron: prendetevi ora un’altra dose di capitalismo internazionalista, ve lo siete meritato.

        • a-zero

          Io non dispongo dei tuoi dati certi (?) secondo cui siano stati gli stessi di sinistra che hanno protestato contro la legge sul lavoro di macron a votare Macron.

          Certo che questo fenomeno per me è aberrante ma reale, quanto reale però non so: ma tu hai i numeri certi o ti fa solo comodo per la tua teoria contro “l’internazionalismo proletario” che purtroppo fra i proletari non è quasi mai esistito?

          Invece di lagnarti contro la sinistra (visto che non puoi ammettere che sia esistita ed esista una sinistra anticapitalista altrimenti sono dolori di bottega) rallegrati che il Fronte fascista, con tutto il suo portato ideologico, raccolga voti, consensi e successi da anni e anni in Francia.

          Inoltre c’è da registrare, fuori del ballottaggio, due dati scomodi: astensione e una bella fetta che ha votato a Melenchon. Che i giovani che hanno votato (purtroppo) non hanno votato solo Le Pen ma anche Melenchon.

          Casomai forse ciò che ti provoca stizza (invece secondo me dovresti essere contento per quanto sia andato avanti nella società il fascismo francese in Francia) è che la cosiddetta “classe media” o i borghesucci ridimensionati, quellaha scelto di classe a te e a voi tanto cara, il vostro tesoruccio sociale di “gente normale”, ha creduto di più a Macron.

          Allegro, invece di lagnarti, il fascismo ha fatto passi molto avanti in Francia:

          – sia nella versione patriottica (già proprio quel patriottismo colonialista che nei secoli fino ad oggie domani macinera tanti sovranismi non europei e tante economie e vite quel bel colonialismo da cui iniziano le migrazioni industriali).

          – sia nella versione alto capitalista. Il fascismo c’è sempre. Anche se poi si fa finta che non è il fascismo che piace a te, ma che ce ne vorrebbe un’altro (ognuno c’ha le sue utopie).

          E a suggellare l’andamento delle cose è appunto l’assensa dell’internazionalismo proletario: i disgraziati non si alleeranno mai contro il dominio anche perchèconta di più la razza.

          In questo i fascisti svolgono un ruolo preciso: tenere separato il bestiame umano in lotti diversi in modo che siano poi i mercanti a stabilire di volta in volta se e quanti mescolarne e e quando poi farli scannare fra loro.

          L’operazione di mistificazione che fai (e che fate) è di spacciare l’internazionalismo proletario con il cosmopolitismo capitalista.

          La solidarietà proletaria internazionale, sig. PietroGE, capiscilo bene non è quello che dici tu. Esso è l’attacco reciproco ai rispettivi domini.

          Se uno sfruttato o spossessato tunisino insorge contro il governo tunisino allora un rispettivo proletario deve attaccare le strutture di dominio in Francia.

          Invece no. la classe media ha bisogno di colonie in tutto il mondo per mantenere i suoi standard di benessere.

          Il razzismo è solo il figlio manifesto del classismo.

          Il classismo non sarà mai reato.

          Chi ha soldi non ha problemi.

          In definitiva il punto che non puoi cogliere è che il Fronte fascista fa parte del sistema, della sua genesi e della sua dissoluzione. Fa parte delle elezioni.

          La sinistra (parlo della sinistra rivoluzionaria) potrebbe non farlo, non presentarsi alle elezioni e applicare la presa diretta della produzione da parte di lavoratori. Potrebbe ma non lo farà mai, come non lo ha fatto in passato.

          Tu ti lagni che i servi francesi hanno scelto il padrone sbagliato. io non lo so se la Le pen (e chi per lei) sarebbe stato un padrone (di facciata) migliore dei Rotshild.

          Perchè mi devo mettere in quest’ottica da servo?

          Perchè devo ridurmi a sovranista quando invece dovrei pensare da sovrano di me e cercarcmi alleati ovunque per attaccare il dominio comune?

          • PietroGE

            Queste sono posizioni deliranti.
            -Il fascismo? E dov’è? Sarebbe fascista chi vuole essere padrone a casa sua, controllare i propri confini, difendere i posti di lavoro dalla globalizzazione, mantenere la propria identità nazionale? Allora ti devo dare la brutta notizia : l’intera umanità è fascista
            -Il miraggio dell’internazionalismo proletario ha affossato l’unico dato positivo del movimento operaio europeo : il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Ora le classi operaie, che votano a destra, sono state sacrificate sull’altare dell’immigrazione e della globalizzazione tradendo la gente che aveva affidato alla sinistra la gestione dei propri interessi. Poi vi lamentate perché votano a destra!
            -L’internazionalismo non esisteva neanche nell’URSS e nei Paesi satelliti, figuriamoci se possa esistere oggi.
            -Macron ha vinto grazie al controllo dei media da parte di chi ha interesse a che le cose rimangano come sono. E il popolo quando ha sentito venire dal telegiornale il grido di ‘Fascismo Fascismo’ è andato subito a votare contro chi gli voleva dare un minimo di sovranità e di sicurezza. È andato a votare per una marionetta.
            Così finisce la storia del ‘glorioso’ movimento operaio europeo, della sinistra, rivoluzionaria o no : con l’appello del quotidiano comunista a votare per l’impiegato dei Rothschild. Un epitaffio del genere non se lo sono meritato tutti quelli che da un secolo hanno cercato di migliorare il tenore di vita delle classi più deboli e che ora si stanno rivoltando nella tomba.

          • a-zero

            Ti devo una risposta. Se la sinistra muore, sarò solo contento. Purtroppo rimarrà la destra.

            – riguardo l’internazionalismo:
            per me l’immigrazione indutriale non è una cosa buona. per me l’internazionalismo non è l’accoglienza dei migranti.

            fuor di dx e sx, quello che mi sembra ti sfugge (ma te l’ho già ricordato in passato) è che il processo di industrializzazione (da 200 anni fa) è stato edificato sul colonialismo imperialista. L’URSS non è mai stato niente di rivoluzionario, la rivoluzione se l’è pappata un autoritario (tanto quanto è autoritario un fascista) come Lenin. Ma sono stufo di tornare su queste cose.

            Lo stato sociale, il progresso di cui hanno goduto i lavoratori occidentali era alimentato dalla predazione colonialista.

            Te lo ripeto per me (e non per te è chiaro) l’internazionalismo è combattere l’ENI e fra pagare il giusto ai nigeriani.

            L’internazionalismo che dici tu riproponendo la stortura ideologica della sinistra riformista e statalista è la presunta accoglienza ecc…

            Spero di essermi spiegato definitivamente. In caso contrario, amen.

          • a-zero

            Però un po’ è paradossale lamentarsi della reazione antifascista quando si fa un punto basilare e identitario il presentarsi come fascisti. Che ti devo dire, quelli ci vanno a nozze perchè ti poni come a loro fa comodo. O credi forse che siano schizzinosi e rinuncino al psicodispositivo antifascista?

  • marcobaldi

    Articolo amaramente vero.
    Bravo l’ articolista

  • Annibale Mantovan

    La democrazia non esiste, quella che vediamo è solo un ‘ illusione. E’ tutta una balla. Imputare chissà quali errori alla Le Pen non sta in piedi. Ella ha fatto gli stessi errori di Macron, la differenza che sono stati ripetuti ed evidenziati 100 volte e quindi sembra che abbia sbagliato 100 volte di più. Mass media, informazione, propaganda, caschiamo sempre lì, non a caso chi li controlla in qualsiasi parte del mondo…comanda. Non a caso la prima cosa da fare in un paese da colonizzare-governare: controllare i media! Un anno fà Macron non esisteva, se non come ministro dell’ impresentabile Hollande, ora è presidente di un grande paese. Grazie a chi? Gli elettori? che centrano?…sono solo comparse! Grazie all’ Oligarchia, gli squali, le banche, Sion, il potere è lì…4 gatti! Quando va bene (per loro) vince il loro candidato, quando va male (una volta su 10) vince un Trump qualsiasi, un Tsipras o un Berlusconi e viene normalizzato in qualche settimana. Se non ci sta lo fanno fuori. La democrazia in queste condizioni, secondo me, NON PUO’ ESISTERE. Siamo nel Medioevo, quello oscuro, altro che democrazia! A consuntivo storico forse era più democratica la Germania del Fhurer.

    • elisabetta

      Sono d’accordo, tutte pantomime, la Francia appartiene ai Rothschild da 3 secoli ormai, non è cambiato nulla. Così doveva andare così è andata, l’avversario di Macron doveva essere un perdente e un perdente è stato.

      • Giulia Dei Montefeltro

        IL problema è che gli usurai ebrei si stanno rapidamente muovendo per infettare tutta Europa dopo aver trasformato in uno zombie gli USA

    • marco schanzer

      Vero , ma invece di ripetere queste cose all’infinito , quelli di noi che pensano , si creino un Sistema alternative . Quante volte bisogna ripetere che ce’ una rapina in corso , o che la gente non esiste , prima di reagire ? How many times must….

  • Mario Vincenti

    Pienamente condivisibile.

  • il gobbo

    Leggendo l’articolo, mi è passato per la mente come una saetta una percezione, un
    click: sicuramente la spiegazione dello svolgersi nel tempo di come si sia svolta la
    campagna elettorale della candidata, e all’inesplicabile comportamento sopratutto
    nel confronto TV mi hanno fatto balenare una folle idea: e se avesse fatto di proposito?
    Chiedo venia, è incredibile ma di questi tempi……

    • Mario Vincenti

      A che scopo scusi?

    • Leo Pistone

      Ho avuto la stessa impressione apprendendo della linea tenuta dalla Le Pen nel confronto TV e di conseguenza del suo esito.
      Rispondere “troverò un modo” alla domanda di come si vogliano realizzare determinati progetti non è pensabile.

      Comunque ora ha vinto Macron e sappiamo chi è e quali interessi impersona. Staremo a vedere se gli attentati terroristici continueranno alla stessa cadenza di prima o se, per caso, miracolosamente termineranno. A quel punto avremo la sicurezza sulla loro matrice.

      • Pedro

        Quando ho visto il dibattito in TV, senza traduzione per evitare alcune sfumature del traduttore che di solito, inconsapevole, fa e mi sono chiesto, non capisco perchè continua ad attaccare Macron e non propone niente, ebbene le risposte possono essere 2 o è stupida o non vuole neanche provare a vincere. Ho sentito altre volte la Le Pen e non mi è sembrata affatto stupida anzi tutt`altro, sempre precisa ed anche molto informata. Come ilgobbo qui sopra sono arrivato alle stesse conclusioni, Marine non voleva nemmeno provare a vincere e combattere, per quale motivo lo vedremo presto.

    • Sig.Fottolo

      è TUTTO organizzato, dalla A alla Z, passando per L e P e N

  • scimmia

    vedremo alle elezioni di giugno, saranno più autentiche.
    il maggioritario è tremendo e non dice la verità.
    come dice Fusaro il falso fascismo della LP è stato percepito più pericoloso del fascismo di Marcon.

    • Leo Pistone

      Il problema credo sia la mancata percezione che il fondamentalismo della destra finanziaria va molto oltre fascismo e nazismo. Per il semplice motivo che quei regimi, per quanto condannevoli, riconoscevano la loro natura e la rendevano visibile. Di conseguenza le loro vittime sapevano almeno da cosa dovessero guardarsi ed erano nelle condizioni di individuare all’istante il proprio nemico.

      Inoltre quei regimi avevano una loro sensibilità sociale e agivano comunque con la prospettiva di migliorare le condizioni del loro paese.
      Infatti essi combatterono la povertà che oggi è invece il primo obiettivo concreto perseguito dall’UE, come dimostrano i 122 milioni di poveri che vivono in Europa, dati Eurostat 2015.

      Con l’arrivo di Macron questo dato non potrà che conoscere un nuovo ulteriore exploit, imponendosi ancora una volta come l’unico parametro a cui l’Unione riesce ad anteporre il segno più con apprezzabile continuità.

      Come venne scritto in un articolo pubblicato quando questo era ancora il sito che era,
      https://comedonchisciotte.org/ce-lo-chiede-george-urge-definizione-adeguata-per-gli-esecutori-del-massacro-sociale-oggi-in-atto/
      se li si mettesse in fila potrebbero sostituire alla grande il mai realizzato progetto faraonico dei corridoi ferroviari che avrebbero dovuto attraversare il continente e rappresenterebbero al meglio l’ideologia e soprattutto gli scopi dell’Unione Europea quale noi la conosciamo.

      Quindi nazismo e fascismo sono ideologie che nel rapporto concreto al mondialismo attuale, di cui l’Europa reale rappresenta la vera faccia, sono di estrema sinistra.
      Detta ideologia conta anche e soprattutto sugli errori prospettici di collocazione politica, dovuti innanzitutto all’assenza di vocaboli atti a descrivere compiutamente la sua abiezione nel più puro spirito della neolingua orwelliana, della quale non a caso fanno il loro primo strumento.

  • Hito

    Visto che era il candidato dell’oligarchia almeno ci risparmiamo i commenti tipo: “Ma Macron è stato votato dai vecchi, quelli a cui non frega niente del futuro. I giovani, che hanno a cuore il loro paese hanno votato Marine!!!”. Adesso resta da aspettare, dare tempo al tempo e vedere quanto ci mette ad azzerare il suo consenso, prevedo che nemmeno lui si presenterà per un secondo mandato… Capito perchè della regola del M5S sui 2 mandati??? Tanto le elite sanno che dopo uno sono già bruciati. La politica usa e getta… finchè ci fanno votare…
    Adesso non ci resta che sperare in Marion, se vuole proseguire nell’operazione di de-diabolisation e rinunciare al cognome ingombrante che si ritrova mi offro volontario per sposarla e darle il mio 😉

    • Tonguessy

      Marine Hito? Bah….congiura franco-nipponica, mai sentita prima.

      • Hito

        Hem.. parlavo di Marion, la nipotina (donna da favola), mica ho la tendenze di Macron per le tardone (scusa Marine) :))

      • Leo Pistone

        C’è sempre una prima volta…

  • fuffolo

    “Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico”.
    Lo sanno ma si adeguano, gli sfruttati prima degli interessi della classe di appartenenza hanno il problema della loro sopravvivenza individuale.

  • Saverio GPallav

    La Le Pen nell’allontanarsi dalla figura paterna non può neppure pretendere di trasformare il FN in un partito meramente gollista, dal momento che questo già esiste e probabilmente molti non hanno nessuna intenzione di abbandonare l’originale per una improbabile copia. Nel cercare la quadratura del cerchio tra difesa della sovranità cara alla destra, difesa dei più deboli, cara alla sinistra tradizionale e difesa dei valori cristiani, deve riuscire a tenere unito un partito che viene attaccato costantemente da ogni parte e contro il quale è stata creata una legge elettorale, quella del doppio turno, che impedisce o diminuisce notevolmente la rappresentatività democratica dei partiti, come il FN, che non fanno blocco al secondo turno. Mentre la presa si distanza da certe posizioni estremiste del vecchio FN ha aiutato al successo elettorale di Marine Le Pen, l’annacquamento del riferimento ai valori cristiani, e le inutili critiche al papa, hanno rallentato la sua espansione verso l’elettorato moderato. L’ultima settimana di campagna elettorale, a cominciare dal mediocre dibattito con Macron per passare al plagio del discorso di Fillon è stata determinante non tanto nella mancata elezione, obbiettivamente difficilissima, quanto nel risultato ben al disotto delle aspettative. L’insuccesso della Le Pen è un’innegabile battuta di arresto per il fronte sovranista europeo, dal momento che ella ne è l’esponente più importante e popolare. Possiamo star certi che le forze cosiddette europeiste, che sarebbe meglio definire unioniste e sovranazionali, dal momento che l’europeismo è ben altra cosa, ne approfitteranno per rilanciare il progetto di distruzione delle identità nazionali, anche tramite la politica di immigrazione di massa che ha dato i suoi frutti, in termini elettorali per Macron, in Francia dove gli immigrati naturalizzati, ma non assimilati, e i loro figli costituiscono un percentuale ormai consistente della popolazione anche se vivono, più o meno volontariamente, in una separazione di fatto dalla popolazione francese autoctona, senza alcun sentimento di solidarietà nazionale con quest’ultima. Ed è il destino che gli eurocrati hanno stabilito per ogni popolo europeo, destinato, nei loro progetti, a diventare minoranza etnica a casa propria

    • Leo Pistone

      Se le classi dominanti sacrificano gli interessi nazionali a quelli di classe, gli interessi dei lavoratori diventano quelli nazionali”
      Joao Ferreira Amaral, Partito Comunista Portoghese.

  • yuppiyhaje

    Quando dimentico la pentola dell’acqua a bollire sul fuoco penso sempre alLe Penne.
    L’acqua evapora e si dissolve lentamente.

  • johnny rotten

    A volte le spiegazioni politiche prolisse e piene di distinguo non servono a capire di più delle semplici spiegazioni, la cosa più probabile a mio avviso che le elezioni siano truccate e che lo sono sempre state, infilare milioni di persone in categorie psico-socio-politiche oltre che una perdita di tempo è puro esercizio di fantasia, le statistiche hanno sempre offerto un orizzonte che va bene per tutti e per nessuno, quanto più lontano dal vero sia possibile immaginare, e questi atteggiamenti intellettuali servono solo a nascondere il fatto vero, unico e reale che è sul serio una enorme presa per il culo, e se fosse vero che un personaggio fasullo e deleterio come macron avesse vinto le elezioni, il problema sarebbe ben più grande di una questione politica e riguarderebbe il controllo mentale di massa.

  • Antonio Posta

    ottimo il commento di jhonny rotten.non servono a niente tutte queste analisi.
    tre sono le ipotesi:elezioni truccate,la maggioranza,direi un ottima maggioranza,dei francesi,sta piu’ che bene,a livello socio-economico.
    la terza ipotesi,e’ che e’ ancora molto facile,soggiogare,l opinione pubblica.
    Il che mi sembra alquanto strano,considerando il peso del web e soprattutto,lo spirito del tempo che si evolve,verso una iniziazione generale.

  • marco schanzer

    Mazzuoli , forse e’ meglio che scriva d’altro . Il padre della Le Pen , a questo stadio del disastro europeo ,avrebbe raccolto molte piu’ speranze , entusiasmi , voti sia della figlia , che di se stesso quando gioco’ la sua partita .. Il limite della figlia . e’ proprio il non essere ne carne , ne pesce , ne nulla di cui si possa entusiasmarsi . Il padre , tra l’altro , non e’ morto , ma guarda da casa . E , Mazzuoli , non possono che essere felicissimi di essere diventati una forza partitica ingente .

  • enricodiba

    La Le Pen ad ogni elezione prende più voti, non vince perché in francia c’è il sistema antidemocratico del doppio turno, cosi tutti i fessi si alleno contro la Le Pen, tipo gli elettori del partito di sinistra di Mélenchon, che hanno votato contro la Le Pen, peccato che le politiche della Le Pen siano più vicine a quelle di Melenchon che quelle di Macron.
    Ora voglio vedere come governerà questo Macron con una base elettorale cosi diversificata e in contrasto tra loro.

  • mingo

    ottima analisi, ma vorrei aggiungere ,che il FN da quello che si sente dai medi dovrebbe trasformarsi e cambiare nome , un po’ come fece Fini con AN , al quel punto si vedra se riusciranno a trasformarsi in qualcos’altro che spaventi meno e interessi di più.

  • Vamos a la Muerte

    Marine Le Pen potrà anche aver rimediato una magra figura durante il dibattito televisivo (ma, non trattandosi di Aritmetica resta comunque un’opinione di chi scrive) ma, come dimostrano vari precedenti, non ha spostato alcunché dsl punto di vista elettorale o, al più, percentuali da prefisso telefonico.
    Fu così nel 2004 negli Usa quando, a detta di TUTTI gli analisti, John Kerry aveva “vinto” tutti e tre i dibattiti televisivi salvo poi straperdere con George W. Bush: ed è stato così l’anno scorso quando, sempre a detta di TUTTI gli analisti, Hillary Clinton aveva vinto tutti e tre i dibattiti salvo poi straperdere da Trump.
    La verità è che questi match televisivi ricoprono un fascino solo per quelli che hanno un purché minimo interesse per la Politica – che sono poi gli stessi che, al 99% sanno già per chi votare prima ancora di guardare il dibattito – mentre chi non si interessa di politica voterà per simpatia, perché imbambolato dalla Propaganda o altro.
    E poi, a dirla tutta: si tratta di uno show televisivo e non certo di un confronto tra idee. Per settimane si studia l’atteggiamento da tenere, la mimica da esibire, il tono di voce da ostentare, ecc. Rappresentazioni trite e ritrite ormai piuttosto noiose: un misero teatrino ad uso e consumo dell’audience e dello spettacolo in cui i veri “vincitori” sono semmai i burattinai/strateghi dietro le quinte e non certo le marionette in video.

  • Lupis Tana

    “Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico”.
    B B. su questa frase bisognerebbe fermarsi e pensare… saluti, t l