Il PATTO di STABILITA’: follia economica e delinquenza politica per sottomettere il popolo sovrano

Un “mantra” composto da regole assurde che ha condizionato le nostre vite per quasi tre decadi, oggi è sospeso a causa della "pandemia". Ma c’è ancora chi con forza ne richiede la riattivazione

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

Pochi settimane fa a conclusione  della riunione del Consiglio Ecofin e dell’Eurogruppo, il ministro delle Finanze austriaco Blumel (guardandosi bene dal nominare l’Italia), ha dichiarato all’agenzia Bloomberg (1) che “la strada è una sola, quella di ridurre il rapporto debito/PIL soprattutto per i Paesi con livelli elevati di questo rapporto che, altrimenti, rischiano di trovarsi in difficoltà di fronte al mercato che potrebbe richiedere tassi più alti per il maggior rischio”. Secondo il ministro austriaco “non è impossibile soddisfare quelle regole. È una questione di volontà politica. Si può e basta solo volerlo”.

Il dibattito sul riesame della governance economica della UE”, un ambizioso tema su cui la Commissione ha rilanciato il dibattito pubblico interrottosi a febbraio 2020 per la pandemia e sul quale a fine ottobre ha prodotto un documento (2) sottoposto in questi giorni all’attenzione dei ministri degli Stati membri, si sta facendo sempre più acceso.

Il quesito principale è:  “cosa ne sarà del  Patto di Stabilità e della procedura per gli squilibri economici eccessivi?” – ovvero di tutto il vecchio strumentario che ha fatto dell’economia dell’eurozona l’eterna ultima tra le economie dei Paesi più sviluppati.

Convinto che l’ingannevole (per il popolo) dibattito durerà a lungo, voglio partire da quelle che sono le certezze che abbiamo oggi per poi rendervi edotti, come sempre, di come stanno realmente cose.

Le certezze, ed aggiungerei non buone per noi, sono due: 1) le regole non solo ritorneranno dal 2023, ma già da oggi la traiettoria di rientro del deficit/PIL e del debito/PIL definita dal governo di Mario Draghi è del tutto coerente col loro rispetto; 2) la Commissione Europea, evidentemente tutt’ora convinta che quelle regole abbiano funzionato bene, si trincera dietro la foglia di fico delle “nuove sfide” (la solita solfa del digitale e della transizione ecologica) per riaprire la discussione sulla loro eventuale modifica e lancia la palla in tribuna col “dibattito pubblico”. Tanto aprile 2022 non è lontanissimo e il bilancio per il 2023 è molto probabile che segua il binario (morto) già predefinito.

Tenendo bene in mente, che dietro al pizzino” fatto recapitare dagli austriaci, come logica dei poteri forti vuole, ci sia un “capo dei capi”, andiamo ora a vedere cosa sia “Il Patto di Stabilità” nella sua vera essenza.

Il Patto di Stabilità è uno dei pilastri su cui si regge la politica di bilancio dei Paesi europei e come ben sappiamo è stato sospeso con l’inizio del periodo pandemico.

Il Patto di Stabilità e Crescita (Stability and Growth Pact) è un accordo tra i Paesi membri dell’Unione Europea. Richiede il rispetto di alcuni parametri di bilancio e ruota attorno a due cardini:

1) il deficit pubblico (cioè la differenza tra entrate e uscite, comprese le spese per interessi) non deve superare il 3% del Pil;

2) il debito pubblico non deve superare il 60% del Prodotto Interno lordo.

La maggior parte dei Paesi membri sono molto lontani da quest’ultimo parametro. Ecco perché il Patto di Stabilità prevede, in alternativa, la necessità di dimostrare “un calo a un ritmo soddisfacente”. Significa che “il divario tra il livello del debito di un Paese e il riferimento del 60% deve essere ridotto di un ventesimo all’anno”, calcolato come media di un triennio.

Come spiega la Commissione Europea, le norme del Patto di Stabilità e crescita “mirano a evitare che le politiche di bilancio vadano in direzioni potenzialmente problematiche” e a “correggere disavanzi di bilancio o livelli del debito pubblico eccessivi”. In sostanza, l’idea di fondo è che gli squilibri interni e la mancanza di rigore di un singolo Stato possa mettere a rischio la tenuta sua e dell’UE.

Il Patto di Stabilità accoglie principi contenuti negli accordi che hanno strutturato l’Ue così com’è oggi, a partire dai trattati di Roma (l’intesa che ha istituito la Comunità europea), di Maastricht e di Lisbona. L’accordo vero e proprio e i suoi confini tecnici sono nati nel 1997, prima con una risoluzione e poi con due regolamenti (poi modificati nel 2005) del Consiglio europeo.

Nel caso in cui i limiti del Patto di stabilità non vengano rispettati, la Commissione UE può far partire una procedura di infrazione. Un primo avvertimento “preventivo” viene inviato al Paese membro il cui deficit si avvicina al 3%. Allo sforamento del tetto, l’avviso si trasforma in una serie di raccomandazioni che mirano a far calare il rapporto deficit/PIL. Se le misure intraprese dallo Stato sotto esame vengono ritenute soddisfacenti, la procedura di infrazione viene sospesa in attesa di un rientro sotto il tetto del Patto. In caso contrario, il Paese rischia una sanzione.

Questa in sintesi la struttura del patto di stabilità. Il mio compito però è quello di andare ad aprire come si apre una scatoletta di tonno, il significato a livello di verità economica dei due parametri, dal quale obbligo di rispetto, ne derivano tutte le devastanti conseguenze che la nostra economia e di conseguenza le nostre vite stanno affrontando da anni.

E’ bene essere chiari fin da subito, i due parametri non hanno nessuna valenza indicativa rispetto allo stato dell’economia di un Paese. Sarebbe troppo semplice citare i soliti esempi già ampiamente riportati, vedi l’economia giapponese che con un rapporto record debito/PIL al 240%, riesce ad emettere da anni bond con tassi prossimi allo zero, smentendo di fatto la principale preoccupazione del ministro austriaco, su come faremo a farci finanziare dai mercati a tassi ragionevoli, qualora tali parametri non venissero rispettati.

Ma scendiamo sul pratico ed andiamo a vedere più da vicino la nostra realtà, per farvi capire con un semplice e chiaro esempio che quello che sto affermando non è una opinione.

Il rapporto debito/PIL italiano oggi è circa al 160% – tenendo conto che la BCE oggi detiene circa il 30% del debito italiano, ovvero circa 700/800 miliardi, ed in virtù, anche delle nozioni apprese dal mio articolo precedente (La BCE non può più permettersi di non garantire il nostro debito pubblico – Come Don Chisciotte), ossia che questo stock di debito in pancia a Francoforte, potrebbe essere facilmente cancellato con un “click”, senza creare scompensi di alcun tipo – ecco, potete ben comprendere, che abbassando il numeratore della frazione (rapporto debito/PIL), di conseguenza il risultato che si ottiene dal rapporto è notevolmente più basso.

Pensate, addirittura, quanto potrebbe scendere ancora il risultato di tale rapporto, stante il fatto che i programmi della BCE essendo ancora in atto, sicuramente porteranno ad aumentare gli stocks di debito nei bilanci della BCE.

Quindi in conclusione ditemi voi, che valore e quale attendibilità può avere un dato risultante da un rapporto che lo si può cambiare a piacimento in qualsiasi misura con un semplice “click”, frutto della volontà umana, nello specifico politica del board della BCE.

Praticamente noi, Italia, siamo costretti da oltre due decadi, a fare surplus in via continuativa (prelevando soldi dalle tasche dei cittadini) e privandoci della possibilità di fare i propedeutici deficit necessari a risolvere il problema occupazionale, solo in virtù di un dato risultante da un rapporto che può essere in qualsiasi momento riportato ad un livello desiderato, senza che questo comporti nessun tipo di conseguenza o danno alcuno a chicchessia.

Beh… non ditemi che non vi sentite un po’ truffati!!!!!

Ma andiamo velocemente ad analizzare l’altro parametro, quello del limite invalicabile del 3% di deficit rispetto al PIL.  Ripasso veloce, deficit è quando lo Stato spende nell’anno più di quanto introita con le tasse, surplus l’esatto contrario. Già qui, i più esperti possono notare il primo inganno e chiedersi: ma se ho un rapporto debito/PIL più alto rispetto a quanto richiesto (60%), l’unica via per rientrare con il tempo entro i limiti, è quella di conseguire ripetuti surplus governativi, oppure aumentare notevolmente il PIL tramite la crescita e/o per mezzo di consistenti surplus commerciali con l’estero. Assodato che i surplus governativi tolgono spesa pubblica (elemento che incide notevolmente sul PIL), risparmi privati e quindi capacità di spesa e di investimento dal settore privato, rendendo pressoché impossibile la crescita per mezzo della domanda interna, non ci resta che affidarci alla crescita tramite il settore export. Cosa, come possiamo ben immaginare, impossibile da realizzare in modo permanente, poiché presuppone l’essere in costante deficit commerciale da parte di altri Paesi, cosa che non può essere garantita neppure dal “Supremo Nostro” che sta nell’alto dei cieli.

Vediamo dai grafici sotto come si è comportata l’Italia negli anni dell’Euro, rispetto ai parametri in questione:

debito-pil

Come potete vedere a livello di rispetto del limite del 3% del PIL in riferimento al deficit, il nostro Paese è stato ligio al dovere (eccetto che per il 2008 – crisi dei sub-prime), addirittura, abbondantemente sotto alla media europea. Nonostante questo, ovvero l’aver seguito diligentemente le indicazioni imposte dai trattati, il rapporto debito/PIL è schizzato dal 110% all’attuale 160%.

Questo dovrebbe farvi accendere una lampadina e capire l’inganno. I due rapporti oltre ad essere non indicativi sono anche in antitesi, qualora non vi sia crescita del PIL, oltre al fatto che anche la crescita del PIL stesso, spesso è in antitesi con bassi deficit governativi o peggio ancora in presenza di avanzi primari (come quelli conseguiti dal governo italiano negli ultimi 25 anni), qualora i tuoi saldi con l’estero non siano in forte attivo.

Ricapitoliamo, si seguono determinate regole (deficit/PIL sotto 3%) per anni, al fine di avere un supposto miglioramento (debito/PIL 110% nel 2000) per evitare la tragedia – bene, il risultato non si raggiunge, anzi si peggiora molto la situazione di partenza (debito/PIL attuale 160%)……. ma la tragedia non arriva!!!!

La tragedia è sempre la stessa, quella che ci ripete, come un maestro elementare ai suoi alunni, il ministro austriaco: i mercati che ci chiederanno tassi più alti sul nostro debito pubblico.

Torniamo sempre lì…. allo spread!!!

Ed allora andiamo a vederlo l’andamento dello spread in questi anni, nei grafici qua sotto

Comparando il grafico dell’andamento del rapporto debito/PIL con quello dell’andamento dello spread, si può facilmente notare che non sono minimamente correlati. Ovvero il pericolo prospettato di un innalzamento dei tassi sul nostro debito all’innalzarsi del rapporto debito/PIL è una bufala degna di Pinocchio. Addirittura oggi, ironia della sorte, con il rapporto che tocca i suoi massimi storici i tassi viaggiano sui loro minimi, prossimi allo zero.

Se correliamo il grafico dello spread agli eventi del Paese, si vede come quest’ultimo sia stato usato, da parte dei poteri forti, come arma di minaccia nei confronti delle nostre istituzioni democratiche, per imporre governi, premier, ministri e politiche si austerity ad oltranza, prive di ogni ragionevolezza e come abbiamo visto di necessità. Questo con l’unico evidente scopo e risultato di distruggere il nostro sistema economico al fine di depredarlo.

Dal famoso anno 2011 dove con un rapporto debito/PIL inferiore al 120%, per far cadere il governo Berlusconi, volutamente si fece schizzare lo spread a quasi 600 punti, arrivando a due passi dal default per il nostro paese ed al conseguente dissolvimento dell’eurozona – dico, da allora, lo spread ed i tassi sono precipitati in caduta libera, per il semplice ed esclusivo effetto della dichiarazione dell’allora governatore Mario Draghi (“whatever it takes”) ed il conseguente inizio dei programmi di acquisti da parte dell’istituto di Francoforte. Queste azioni trasformarono la BCE in prestatore di ultima istanza, la quale da allora di fatto garantisce tutti i debiti dei Paesi membri.

L’effetto di queste dichiarazioni ed il fatto che Draghi avrebbe potuto farle anche prima (“ovvero, con un governo democratico in carica”), sono la pistola fumante del delitto che si è consumato e che poi è diventato perpetuo.

In riferimento sempre al limite del deficit del 3% sul PIL, e sul fatto che tale limite è totalmente scollegato con la realtà dei fatti e che sia un numero preso a caso, proprio come si sceglie il numero preferito da giocare sulla roulette del casinò – lo dimostra il fatto che anche con deficit nettamente superiori niente di drammatico succede nel sistema economico. Di tassi più elevati ed inflazione, ossia gli “spauracchi” costantemente prospettati da politica e main-stream, non ne vediamo traccia.

Tanto per fare un esempio, guardate nel grafico qua sotto, quali livelli di deficit ha raggiunto il nostro Paese nel 2020 e nel 2021, rispetto al passato:

Andamento del deficit in Italia

Dall’essere diligenti esecutori nel rispetto del parametro del Patto di Stabilità, siamo schizzati a deficit del 10,8 nel 2020 e 11,8 nel 2021. Deficit per di più tutti interamente e direttamente finanziati dalla BCE, la quale si è bevuta in un sorso, (“come si beve una gazzosa al bar d’estate”), la tanto a noi sbandierata regola dei trattati, che finanziare direttamente gli Stati membri da parte della banca centrale, sarebbe equivalso al peccato originale biblico.

Quindi abbiamo detto, i deficit salgono in modo vertiginoso, il debito incanala record su record, ma” l’Uomo Nero” non arriva….. basterebbe questo per far accendere una lampadina, anche nelle menti dell’uomo di strada che giustamente non mastica la materia, ma si presume dotato di logica.

Ci stanno ingannando, con una serie di falsità galattiche che diventano realtà nelle nostre menti, solo per il fatto che vengono ripetute all’infinito dai più svariati canali di informazione. Aprite gli occhi per favore!!!!!!

Quindi, in conclusione, abbiamo visto che il prospettato arrivo “dell’Uomo Nero” è una paura totalmente infondata. Veniamo gestiti esattamente come si gestiscono i bambini con le favole. Questo per allontanarci da quelle che invece dovrebbero essere le vere nostre paure, che poi puntualmente diventano realtà e dramma delle nostre vite.

Parlo di disoccupazione, deflazione da debiti, diritti calpestati, libertà personali sempre più a rischio, imprenditori soffocati dai debiti, istruzione sempre più controllata e per pochi, Sanità allo sbando senza uomini e mezzi che non da più nessuna sicurezza, lavoro sottopagato, ponti che crollano, strutture fatiscenti, città che si allagano, finanza sfrenata senza regola alcuna, una moneta monopolio di Stato che è diventata privata ad uso esclusivo di pochi, istituzioni democratiche che sono diventate sede di lobbies gestite in base all’appartenenza massonica, una Giustizia privatizzata anch’essa gestita sempre con gli stessi criteri di appartenenza a logge e lobbies… il resto aggiungetelo VOI!!!

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

 

NOTE

(1) Austria Calls for Compliance With EU Fiscal Rules in 2023 Budgets – Bloomberg

(2) CELEX_52021DC0662_IT_TXT[18001].pdf

Pubblicato da Jacopo Brogi e Verdiana Siddi per ComeDonChisciotte.org

13.11.2021

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Eugiorso
Eugiorso(@eugiorso)
Utente CDC
15 Novembre 2021 23:14

Questo non è un semplice incubo, che all’alba svanisce, è una distopia realizzata, si chiama occidente, libero mercato, “sogno europeo”, democrazia, pari opportunità, ideologia woke, sionismo & massoneria, finanza “dark”, eccetera eccetra.

Viva Putin, viva Maduro, evviva il presidente Assad!

Cari saluti

Predator.999
Predator.999(@snypex)
Utente CDC
16 Novembre 2021 9:50

Al netto di tutte le ragioni pro e contro certi vincoli, una domanda mi sorge spontanea:

In oltre 50 anni di crescita economica e della ricchezza prodotta della nazione, esistevano questi vincoli?
NO!

La risposta mi spinge a pensare che una CLASSE DI DELINQUENTI FINANZIARI si sia impossessato del timone per rapinare la nazione e ridurla allo stato postbellico.

E non mi si dica che i tempi cambiano, certo che cambiano ma gli umani sono sempre gli stessi, chi si arricchisce predando e chi lavora per sopravvivere alla predazione.

Fintanto che il battito cardiaco della nazione è controllato dal virus della delinquenza finanziaria è certo che l’obiettivo è il collasso verso il coma.

Ultimo aggiornamento 21 giorni fa effettuato da Predator.999
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  Predator.999
16 Novembre 2021 10:24

Sembra che oggi la logica sia sempre più una prerogativa di pochi…. tu hai usato la logica, complimenti….. con la logica si arriva alle risposte giuste…. e tu ti sei dato le risposte usando al logica.
Patto di stabilità, limite ai rapporti deficit/pil, limite al deficit, spread, pareggio d bilancio… sono tutte parole entrate nel nostro vocabolario solo con l’avvento dei neo-liberal….. ma il mondo andava avanti anche prima di queste… anzi andava avanti meglio.

halak
halak(@halak)
Utente CDC
16 Novembre 2021 10:26

 “Veniamo gestiti esattamente come si gestiscono i bambini con le favole.”

Grande verità, la dittatura sanitaria ne è attualmente l’esempio più fulgido.

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  halak
16 Novembre 2021 11:17

vero

danone
danone(@danone)
Utente CDC
16 Novembre 2021 11:42

Concordo con l’articolo, l’unione europea è una favola, la moneta unica è una favola, il funzionamento stesso della banca è tuttora una immensa favola per la maggioranza delle persone (basti pensare che la gente crede ancora che esistono i prestiti perchè esistono i depositi, quando è l’esatto contrario). La favola che sta alla base di tutte le altre, perchè ha permesso ai cantastorie di diventare ricchi a sufficienza per convincere tutti a credere a tutte le altre favole è questa, ed è la storia un’aberrazione logica. Abbiamo bisogno di sapere quanto è lunga una strada. Servono metri e centimetri per misurarla, quindi strumenti di misura che condividano con la strada la caratteristica della lunghezza, ma che non debbano confondersi con la lunghezza della strada stessa, la lunghezza del cm che misura, non è la lunghezza del cm di strada misurata. Orbene come considerereste quelli che invece di fabbricare metri e centimetri per darli a chi deve misurare strade, li spacciasse per strade stesse? dei pazzi furiosi certo, peccato però che anche per tutto il resto del mondo la lunghezza di quei cm diventa magicamente altra strada. E nessuno lo vede neanche Megas che crede, come quelli della MMT, che il… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 20 giorni fa effettuato da danone
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
16 Novembre 2021 13:13

La MMT e Mosler affermano chiaramente che sono i prestiti che creano i depositi.. quindi almeno in questo concordi. Poi ha scritto che concordi con quanto affermato a livello di logica e matematica in riferimento ai temi dell’articolo.. anche qua MMT. Poi affermi queste frasi: “E nessuno lo vede neanche Megas che crede, come quelli della MMT, che il problema non è la favola spacciata per verità, ma solo chi la racconta” Quindi tu pensi che principi di economia monetaria assodati dai fatti e provati da scienze esatte come la matematica siano favole!!!! bene allora, dovresti essere in grado, come il sottoscritto ha fatto in questo articolo, di individuare tali favole e spiegarle matematicamente usando la logica… altrimenti come facciamo a confrontarci. Io come vedi nei miei articoli, ci metto la faccia ed arrivo anche a conclusioni di un certo peso, per le quali offro dimostrazioni e me ne assumo la responsabilità. Tu dovresti fare lo stesso, partendo da un tema ben preciso. Magari anche scrivendo un articolo perché NO!!!! Tu continui ad esprimere una tua opinione in merito a quella che tu chiami la “favola della moneta fiat”. Io ti ho risposto più volte che l’alternativa alla moneta fiat… Leggi tutto »

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
16 Novembre 2021 13:55

Te l’ho già messo davanti agli occhi decine di volte con i miei commenti, ma tu non hai ancora sviluppato le categorie mentali per cogliere ciò che intendo. Non sono offese le mie, non nasco per offendere qualcuno e men che meno mi frega se è d’accordo con me. Non mi frega nulla se la moneta fiat è nata 5000 anni fa su Venere o dove, e se tu chiami ciò che è una verità logica baratto o barattolo, sono tue cose, mi importa la condivisione di passaggi logici disponibili sia a me che a tutti gli altri. Ripeto.. Numeri emessi dal nulla non possono essere considerati valore economico, quindi non possono essere usati convenzionalmente come misura del valore, ma sono unità di conto, che devono essere usate come informazioni contabili che registrano il trasferimento di un bene reale dal valore reale, da un bilancio ad un altro. Io sostengo che ciò che ho scritto è incontestabile, perchè vero e giusto per verità logica non per danone o qualcun altro, quindi è la mia proposta per creare un sistema che si allinei a queste verità, perchè ritengo sia l’unica soluzione vera, certa e credibile per risolvere i nostri problemi di… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 20 giorni fa effettuato da danone
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
16 Novembre 2021 14:23

Non ho visto altri che ti rispondono evidentemente anche per loro quelli che tu ritieni passaggi logici non lo sono o forse lo sono solo per te.. oppure meglio ancora tu non li sai spiegare. Non ti ho visto fare un esempio pratico ma solo ripetere il refrain: “ce l’hai davanti agli occhi e non lo vedi”. Forse tutti, Mosler compreso non sono così intelligenti come lo sei tu….. Per tua informazione il valore di un bene non lo da la moneta, semmai lo misura la moneta… il valore lo da la gente che i beni se li scambia. Se per esempio, per tutti il costo di un filone di pane è 2 euro e corrisponde ad un litro di latte….. questo non lo ha deciso la moneta che di per se non può decidere niente…. ma lo ha deciso chi si scambia tali beni. Che poi se li scambi barattandoseli, o tramite la moneta, la quale viene accettata perché lo Stato ti consente di pagarci le tasse…. questo è un altro discorso. Vediamo se sei in grado di fare un esempio concreto come questo…. ma ormai non ci spero più. Per te tutto il mondo è coglione. Ti auguro… Leggi tutto »

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
16 Novembre 2021 14:52

Se tu vai a comprare un filone di pane che chi te lo vende lo mette a 2 euro, tu oggi lo compri a 2 euro. I 2 euro del pagamento sono il controvalore monetario convenzionale del valore economico reale del pane scambiato. La ricchezza totale scambiata nella transazione consiste in 4 euro, 2 euro di valore reale del pane e 2 euro di valore convenzionale della moneta. Nel sistema logico contabile, il foglio con sopra scritto il 2, è il supporto di due unità contabili senza valore, il cui passaggio di mano ufficializza e registra il passaggio del valore reale di 2 euro che possiede il filone di pane, dal panettiere a te, quindi le 2 unità di conto saranno emesse dal tuo conto contabile, che andrà a -2 e le darai al panettiere che le incasserà nel suo conto contabile che andrà a +2. Queste 2 unità di conto non sono il vero pagamento, perchè non sono valore, ma solo informazioni su trasferimenti di valore. Quando si ricederanno le unità di conto ricevute a fronte dei tuoi beni reali ceduti, ottenendo un bene corrispondente da un altro nel circuito, si ottiene valore reale ad equilibrare quello ceduto. Periodicamente… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 20 giorni fa effettuato da danone
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
16 Novembre 2021 15:28

E questi 2 sul mio conto contabile da dove mi arrivano???

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
16 Novembre 2021 15:46

Dalla possibilità di emettere unità di conto dal proprio conto contabile personale, andando anche in negativo, poichè l’importante è il pareggio periodico, non stare sempre in positivo.

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
16 Novembre 2021 16:02

Quindi fammi capire io domani emetto 50000 (chiamali come vuoi) e mi compro una BMW….. di faccio domande per capire visto con non ho un “paper” della tua idea

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
16 Novembre 2021 17:09

Dimentica il mio paper che forse non riuscirò mai a fare, e ragioniamo solo di nuove ipotesi e possibilità.
Se l’economia del mondo andasse già con mezzi di scambio conntabili, e tu vuoi quella BMW, ma hai sul conto solo la metà, tu puoi emettere altri 25.000 unità di conto, andando in negativo e consegnare il titolo auto-emesso al concessionario, oppure con bonifico.
Ovviamente ci saranno regole chiare per andare in negativo e di quanto, non è a libera fornitura.
L’idea è di “premiare” con delle regole fatte opportunamente, i comportamenti corretti, tipo aumentando la disponibilità di fidi contabili sempre più sostanziosi, per chi lavora dentro il sistema rispettando le norme del sistema, così da disincentivare la cattiva abitudine di fregare o di approfittare, perchè semplicemente non conviene farlo.

Ultimo aggiornamento 20 giorni fa effettuato da danone
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
16 Novembre 2021 19:47

Ed io in che modo potrò pareggiare il mio conto???

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
16 Novembre 2021 20:00

Cedendo il tuo lavoro, i tuoi beni se li produci o i tuoi servizi se sei un professionista, in cambio delle unità di conto emesse dagli altri.

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
16 Novembre 2021 20:28

E se poi io non ho beni e lavoro da cedere chi paga per me???

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
16 Novembre 2021 20:41

Tutte le comunità umane si dividono sempre in due gruppi, i produttivi e gli improduttivi (malati, bambini, anziani).
Per i produttivi non ci sono problemi, si guadagnano la pagnotta come in qualunque altro sistema, per gli improduttivi, personalmente proporrei una sorta di reddito contabile di sussistenza, ovverossia il pareggio del loro conto avviene solo contabilmente, senza la necessità che cedano lavoro, se non possono farlo.

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
16 Novembre 2021 21:38

Tu fai riferimento ad una organizzazione centrale che dovrebbe gestire il tutto….. chi farà parte di questa organizzazione, che struttura avrà e che garanzie darà che non approfitterà della situazione dell’essere il gestore.
E chi non accetterà questo sistema…. come farai a convincerlo ad accettarlo.

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
16 Novembre 2021 21:56

Sarà la comunità dei partecipanti che in assemblea, organo politico gestore del sistema, deciderà tutte le specifiche e regole del sistema, tranne quelle contabili ovviamente che sono verità logiche immodificabili.
Ogni partecipante all’atto dell’iscrizione gratuita diverrà comproprietario e co-gestore di tutti gli strumenti collettivi che formano il sistema (piattaforma software, server, blockchain e quant’altro).
La convenienza, l’auto-determinazione, l’indipendenza e la libertà che questo sistema garantisce potenzialmente a tutti indistintamente, saranno le leve giuste per produrre il consenso e la partecipazione.

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