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Il capolavoro della manipolazione

DI GIORGIO PASSARDI

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Il fatto della scuola di Roma, che rimarcava le differenze sociali degli studenti, tra un plesso e l’altro, mi ha fatto venire in mente che oggi, parlare di classi sociali, è diventato sconveniente.
La cultura “mainstream”, quella che Clint Eastwood definisce “pussies generation”, porta avanti la mistificazione che siano diventati tutti borghesi, che la classe lavoratrice non esiste più.
È il capolavoro della manipolazione.

I lavoratori non possono più lottare per ottenere un equa ripartizione dei frutti del loro lavoro, perché si vergognano a definirsi lavoratori.
Preferiscono vivere in una finzione in cui nascondono le crescenti difficoltà economiche e si gratificano con un consumismo fatto di prodotti finto lussuosi, pur di non ammettere che, dopo quarant’anni di progresso tecnologico e di sempre maggiore produttività, vivono peggio dei loro genitori che, a differenza loro, non si vergognavano di essere “classe lavoratrice”.
Quando si sveglieranno da questo ridicolo sogno, se mai avverrà, sarà troppo tardi.
Noi che lavoriamo non siamo uguali a “loro”, a quelli che ci dicono che siamo tutti uguali, ma di lavoro, di impresa, di professione, non sanno nulla.

 

Giorgio Passardi

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/giorgio.passardi/posts/10215769550978992

16.01.2020

Pubblicato da Davide

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31 Commenti

  1. A parte la convenienza o meno di parlare di classi sociali, l’omogeneizzazione è avvenuta verso il basso, la classe media, cioè, si sta proletarizzando e cerca disperatamente un ascensore sociale per i propri figli. Ascensore che in questo Paese, tra mafia e nepotismo è sempre stato una pia illusione. L’unica possibilità è la qualificazione scolastica messa oggi a dura prova dalla follia immigrazionista che ha introdotto nelle scuole italiane gente che non conosce la lingua, non si interessa affatto dell’identità culturale oppure che la rifiuta in blocco o che manca del minimo IQ per capire qualcosa. Da notare inoltre che in un Paese senza materie prime la qualificazione della manodopera è la ‘conditio sine qua non’ per continuare ad essere un Paese sviluppato e in grado di finanziare per i propri cittadini un minimo di welfare. A quanto vedo tutto il clamore non è stato provocato dai genitori ma dai giornali, i quali si guardano bene dal far capire ai lettori lo stato delle cose, si limitano solo a strillare ‘dagli al razzista’ come il ‘dagli all’untore’ del famoso romanzo. Qual’è infatti il problema per i media : “tra gli iscritti il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana” . Ah ecco l’apartheid!

  2. Lo spaventoso linguaggio burocratico esibito in questa “Presentazione scuola” oscura qualsiasi contenuto (che non intendo commentare) e dovrebbe bastare a scoraggiare chiunque dall’affidare i propri figli ad un ambiente simile.
    Nelle scuole italiane ci si é ridotti ad usare questo gergo per comunicare? Spero proprio che sia un caso isolato.

  3. La presentazione della scuola era rispettosa e neutra, una “fotografia” della varietà sociale nei vari plessi del distretto, senza alcuna enfasi. Evidentemente chi si è indignato sono gli stessi che pretendono di illudere e ingannare la gente, sul fatto che le classi sociali, cioè la maggiore o minore disponibilità all’accesso ai servizi (istruzione, sanità, cultura, lavoro) siano un’invenzione anacronistica. Infatti oggi l’ascensore sociale si è bloccato verso il basso, e tutte le attività di promozione e crescita delle condizioni di vita del cittadino dello Stato sono sparite perché superflue. Oggi l’oligarchia deve essere apolide e intangibile, un’entità astratta che comanda, dalla quale non si può sfuggire.

  4. I lavoratori non si accorgeranno mai di nulla . Del resto se non se ne sono accorti fino ad ora per quale motivo dovrebbero prendere coscienza del sistema .
    Il sistema è troppo complesso per la gente comune .
    I banchieri hanno creato un sistema perfetto affinchè la richezza creata dai produttori e dai lavoratori venga loro sottratta attraverso il sistema monetario.
    I lavoratori purtoppo sempre piu’ vessati e sfruttati non hanno voglia di comprendere il perchè e come vengano sfruttati ne tanto meno di combattere .
    Si rifugiano nelle distrazioni d massa che i padroni hanno creato per loro con le loro cazzate tecnologiche e “social” .
    D’altronde se capissero come funziona il sistema nessuno andrebbe piu’ a lavorare .
    Chi è che andrebbe a lavorare 10 ore in cantiere a spaccarsi la schiena per 1200 EUR al mese quando le banche centrali stampano miliardi di USD , EUR ; JPY che danno ai banchieri per gonfiare i prezzi di azioni ed obbligazioni che notoriamente sono detenute dai rentiers arrichendoli comodamente di Miliardi senza dover far nulla mentre sorseggiano del Cognac seduti comodamente in poltrona nelle loro mega ville .
    Probabilmente come disse Ford , se i poveracci capissero il sistema monetario scoppierebbe una rivoluzione .
    Le classi esistono e sono ben definite come non mai ma la lotta di classe è finita e come disse Warren Buffett “l’abbiamo vinta noi” .
    La classe lavoratrice è sconfitta e secondo me è piu’ che legittimo che si vergogni di questa umiliante sconfitta .

  5. Tanti anni fa mio padre rispose a una mia domanda sulla utilità di andare a scuola: “serve per insegnarti a non abbattere un albero per fare uno stuzzicadenti”. Tolto che ci misi un po’ a capirla, era un’altra scuola. Avevo compagni benestanti e poverissimi. Le divisioni erano tra studiosi e casinisti. E tra belle e diciamo meno belle. Punto.
    Oggi vedo l unica utilità di andarci come esperienza comportamentale. Didatticamente è inutile, una perdita di tempo. E poi un genitore oggi non può competere con internet: è una battaglia persa.
    Francamente penso che quella presentazione sia un richiamo per allocchi.

    • Sì ma internet non può (ancora) competere col carisma di un maestro.

      Per il resto d’accordo, io sarei per l’istruzione domestica se non fosse come dice lei importante come esperienza comportamentale.

  6. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Il progresso tecnologico non é assolutamente sinonimo di benessere e di civiltá per forza di cose. E lo stanno costatando sulla loro pelle i lavoratori tartassati e chi muore per i cambiamenti climatici, per inquinameto, fame e ingiustizie sociali. Le classi esistono ancora, cosí come esiste la lotta di classe che bisogna riprendere con più forza che mai! E il sistema alternativo al capital-consumismo, oltre ad essere equo socialmente, deve essere sostenibile ecologicamente, se no sarebbe tutto inutile.
    La manipolazione mentale, soprattutto dei giovani che sono più vulnerabili, avviene tramite gli smartphone e internet. E’ emblematica una sentenza della cassazione che ha stabilito che l’ uso prolungato dei telefonini puó provocare tumori al cervello, ma subito la casta al potere ha confutato la sentenza: ovvero il tornaconto di pochi viene prima della salute di tutti i cittadini. Lo stesso dicasi per quanto riguarda lo smog nelle città: si dovrebbe vietare perennemente l’uso delle auto ma non lo si fa anche se le polveri sottili causano la morte di più di 100.000 persone ogni anno e solo in Italia!!!
    Che criminali incoscienti quelli della casta a potere!!!

  7. In Germania dividono gli studenti da sempre e nessuno si lamenta.

  8. No, è solo apparenza.
    Le classi sociali esistono e sempre esisteranno.
    Anche qui il politicamente corretto vuol fare apparire quanto non è.
    E farlo pensare alla gente ormai sempre più imbambolata.
    Politicamente corretto è la differenza tra la realtà ed una sua rappresentazione posticcia, addomesticata ad ideologie marce.

  9. Finalmente un gran giorno per chi non vuol stare nel gregge!

    Giu la maschera!

    A quel paese lo stato, il capitale, la democrazia e tutto il teatro. Baggianate come ‘lo stato siamo noi’, le tasse, la moneta, la guerra al contante, la finta distinzione stato-mafia e tutte le minchiate che inquinano e ingolfano le relazioni sociali.

    A chi ci sta: riprendiamoci quel che è nostro e facciamo come meglio crediamo, senza deleghe, prendiamoci la grande e difficile respopnsabilità di comprenderci e confrontarci senza scannarci fra noi in basso.

  10. Beh quella secondo cui non esistono più classi sociali è una bugia funzionale al sistema, che non è però, come sostiene l’autore, un invenzione della “pussy generation” politically correct, ma semplicemente una declinazione dell’ “American way of life”.

    Come fai altrimenti a credere nel “self made man” se credi che il fatto di nascere ricco o povero, in famiglie potenti o derelitte, condizioni in maniera determinante il tuo futuro?

    Come fai a credere che esiste la “sana competizione” con il compagno di banco se lui è figlio di papà mentre tu sei figlio di gente che arriva a malapena a fine mese?

    Come fai a pensare che sia giusto redistribuire le ricchezze se sei convinto che queste derivino unicamente dal tuo talento e non dall’appartenere ad un certo ceto?

  11. da Facebook
    di Andrea Zhok LE CLASSI NON ESISTONO

    Ha destato un certo scandalo l’autopresentazione di una scuola di Roma (primaria e secondaria), dove si esplicita che una delle due sedi dell’istituto comprensivo ospiti alunni appartenenti a famiglie del ceto medio-alto, mentre l’altra accoglie alunni di estrazione sociale medio-bassa.

    La neoministra dell’Istruzione Azzolina ci ha tenuto a far sapere che lei disapprova e che “la scuola dovrebbe sempre operare per favorire l’inclusione”.

    La dirigente scolastica dell’istituto si è difesa dicendo che si tratta di una “mera descrizione socio-economica del territorio“, dunque di una descrizione assolutamente neutrale e priva di connotazioni valoriali.

    Siamo ovviamente di fronte ad una sagra della più schietta ipocrisia.
    La ragione per cui la scuola fornisce quel tipo di descrizione alla sua “utenza” è perfettamente coerente con il ruolo assegnato agli istituti scolastici, anche dell’obbligo, da tempo, ovvero quello di dare un “servizio alla clientela” che “venga incontro alle loro esigenze” e che consenta alla scuola di figurare come “attrattiva ed efficiente”, in una cornice di “sana competizione” nell’ambito dell’autonomia scolastica.

    In sostanza, quella scuola, come la maggioranza delle scuole (tutte quelle che prendono sul serio i desiderata ministeriali) sta ‘vendendo il proprio prodotto educativo’ alle famiglie, e, per essere ambita, fornisce informazioni che altrove vengono magari fornite senza scriverle sul sito, ma informalmente.

    La competizione tra plessi scolastici per essere ‘attrattivi’ implica che si forniscano ai genitori informazioni che permettano agli stessi di ‘scegliere per il meglio’, e ciò, ipocrisie a parte, è perfettamente conforme ai desiderata delle leggi in vigore.

    In concreto ciò significa che si produce quella tendenza che caratterizza fatalmente tutti i sistemi a libera competizione, quando non compensati da interventi esogeni: le unità con un vantaggio marginale tendono ad attrarre maggiormente e ciò consente ad esse di migliorare ancora (comparativamente); le unità meno buone, di contro, tendono a pagare la minore attrattività, peggiorando progressivamente l’offerta.
    L’esito complessivo è una polarizzazione qualitativa.

    Di fatto è un segreto di Pulcinella che scuole con un’utenza meno ‘socialmente qualificata’ tendono ad abbassare lo standard di insegnamento.

    Ed è pura ipocrisia tacere il fatto che le scuole con un’elevata affluenza di bambini stranieri devono affrontare ostacoli di insegnamento assai superiori, che producono ritardi e approssimazioni nello svolgimento dei programmi.

    Parimenti, le scuole più qualificate sono anche più attrattive per i docenti, che aspirano di norma al lusso di insegnare, e non di fare qualcosa a metà strada tra il domatore e lo psicoterapeuta.

    Tutti queste tendenze si sono esacerbate in maniera nettissima negli ultimi due decenni.

    Quando i nostri politici si riempiono la bocca di ‘meritocrazia’ rimuovono
    convenientemente il fatto che bambini educati in scuole di serie B vedranno compromessa la propria capacità di qualificarsi successivamente nello studio superiore e nella formazione lavorativa, replicando ed anzi amplificando le distanze sociali.

    Le classi scolastiche sono le prove generali delle classi sociali a venire.

    Ma naturalmente, siccome in Italia l’unica regola inflessibile in ambito educativo è che, qualunque modifica si faccia, va fatta a costo zero, ne segue che l’attuale situazione di sfacciata ingiustizia classista è migliore delle alternative disponibili. Infatti, il giorno in cui ad un ministro saltasse in mente di volere ‘ripristinare l’eguaglianza’, l’unica cosa che saprebbe proporre è una qualche regoletta formalmente ‘non discriminatoria’ che trasformerebbe la formazione delle classi e l’iscrizione alle scuole in una roulette russa, riducendo tutto al comune denominatore del minimo livello erogabile.

    La semplice verità è che il sistema attuale potrebbe essere simultaneamente corretto nelle diseguaglianze e migliorato nel suo complesso soltanto attraverso un massiccio afflusso di fondi mirati innanzitutto a porre rimedio alle situazioni più difficili: classi più piccole, interventi di sostegno più frequenti, ore supplementari di lingua, ecc. Ma tutto ciò, naturalmente, avrebbe un costo, e sarebbe in contraddizione con la logica ‘meritocratica’ che vuole premiare i più attrattivi.

    Perciò è assai meno oneroso strillare allo scandalo quando cose note conquistano occasionalmente la prima pagina, salvo lasciare tutto com’era, continuando a sproloquiare di ‘accoglienza’, ‘non discriminazione’, ‘competizione’ e ‘meritocrazia’.

  12. Le scuole per i ricchi sono sempre servite ad insegnare come vessare i poveri, la novità del caso è rappresentata dal povero che, avendo ribrezzo della sua stessa condizione e essendo caduto nel tranello del sogno americano, manda suo figlio ad imparare come vessare i suoi simili.
    Che dire, genialità allo stato puro, invece di 1 Kapò ogni 100 prigionieri, 100 Kapò per 1 prigioniero (immaginario)!

  13. Don Milani è morto, e anche noi non ci sentiamo troppo bene… sepolta la sua Scuola di Barbiana, dove i figli degli operai e dei contadini imparavano l’italiano e leggevano i giornali, per poter accedere alle professioni che al tempo erano approdo esclusivo della borghesia… il breve passaggio di alcuni decenni e la scuola pubblica è tornata ad essere classista, discrimina gli alunni per censo e per ceto sociale, perché al neoliberismo oggi basta un po’ di ingegneria sociale, bella ciao, sardine, disinformazione di massa… e la scuola è pronta a tornare a livelli qualitativi ottocenteschi, con discriminazione classista tra servi e padroni…

  14. Italiani, popolo di ex schiavi, e come tutti gli schiavi sono addomesticati come i cani : vogliono il padrone!

  15. Che bello sapere che non vi è alcuna classe sociale e che i poveri hanno gli stessi dei diritti dei ricchi. W la democrazia. Stasera viene a casa mia Bill Gates, mangeremo pane e fagioli.

  16. È la creazione degli standard di riferimento.
    Oggi un ragazzino e più ancora una ragazzina hanno la Ferragni e Fedez come riferimenti.
    Ho una nipote di circa 30 anni, con due lauree economico-scientifiche e non per corrispondenza, che ti dimostra tecnicamente che sono due geni. A livello contestuale.
    Se non capiamo cos’è internet, e quindi impariamo a capire come pensa un 15enne, non ne usciamo.

  17. Io sono propensa ad escludere che gli insegnanti di quella scuola abbiano fatto una cosa del genere. Aspetto i fatti veri. Nei Tiggì fanno solo propaganda e scandalismo.
    Non che l’abbiano pensato, escludo solamente che l’abbiano messo nero su bianco.

  18. Questi stanno ancora a proporre le classi differenziate a scuola…
    Le balle dei cani stanno più avanti.

  19. – La situazione, in generale, vede il passaggio dei giovani da ‘utenti della scuola’ a ‘risorse umane’ come gli appositi settori aziendali definiscono ed esaminano ‘le persone’ in cerca di lavoro.
    – Leggo che dal 2009 al 2019 , 819.000 giovani hanno lasciato l’Italia.
    – Le comparazioni impietose tra la Scuola degli anni ’80 (tralasciamo per pudore gli anni ’60 e quella attuale, sperando in una generalizzazione non del tutto verificata, appartengono ai nostri racconti geriatrici. Principio di autorità scolastico e familiare, latino curricolare nella scuola media, passi dell’Eneide imparati a memoria in metrica latina appartengono ad un felice passato che ci ha consegnato lavoratori, dirigenti e politici più che decenti.
    – Genitori e nonni consapevoli e istruiti, oggi sono impegnati nella selezione dalla materna alle superiori per scegliere negli istituti statali gli insegnanti che presentino le migliori caratteristiche per educare in modo ‘decente’ figli e nipoti. Ammesso e non concesso che
    la prole ne sia all’altezza. Piezzi e’core.
    Sono forse gli stessi che leggono e scrivono nei vari blog (leggi rubriche informatiche)
    e costituiscono enclaves da proteggere , pensando comunque che le elites c’erano, ci sono e ci saranno sempre.
    Istituti privati non è detto che rappresentino un livello qualitativo ottimale : servono come discrimine per censo e melanina.
    – Oggi se non manovri Instagram non vai da nessuna parte. La Treccani non serve.

  20. pochi istanti fa (ora 21:48) sono andato sul sito della scuola di cui si discute https://www.icviatrionfale.edu.it/scuola/presentazione-scuola.html nella presentazione manca completamente il paragrafo dove cita gli istituti “diversificati” per classi sociali.
    ora bisognerebbe sapere se hanno corretto la presentazione amputandola o e solo una delle tante bufale del web modificando una banale immagine

  21. Commento di questo fatto perfetto.
    Bravo sig. Passardi.

  22. Lo scribacchino che ha compilato quel documento è simile al bambino che dice al re nudo che è nudo ed ha una sola colpa: ha detto la verità. la verità è che le classi sociali esistono ancora e che, anzi, sono più profonde e marcate di un tempo.
    I genitori dei ragazzini che oggi frequentano quelle scuole si aspettavano un avanzamento sociale conseguendo un titolo di studio o frequentando una certa scuola ma questa aspettativa è andata in larga misura delusa. I nonni degli stessi forse ottennero qualcosa in più dei genitori ma da ora in avanti dobbiamo prendere atto del fatto che sono state ripristinate le caste chiuse e sarà sempre più difficile scardinare il sistema.
    Forse i ragazzini di oggi, crescendo, capiranno questa verità e si attiveranno per fare qualcosa ma per la generazione precedente non penso ci sia speranza; non c’è peggior schiavo di chi crede di essere padrone o, per dirla come l’ineffabile Thomas Milian, moltissimi si comportano come il cane di Mustafà… (e se non lo conoscete annatevelo a cercà).

  23. Tutti i guai e le catastrofi, apparentemente inarrestabili, che vanno maturando sul pianeta sono il risultato dell’applicazione, durante circa 100 anni, dei criteri di specifica selezione gerarchica e dell’azione della così derivata struttura sociale che molti commentatori sembrano mirare a voler assolutamente perpetuare e…migliorare.

    Naturalmente non ho la ricetta alternativa, ma osservo che insistendo nel privilegiare i soggetti portatori del tipo di intelligenza logico matematica individuato dal celebrato QI o IQ, a discapito e detrimento dei diversi tipi di intelligenza centrati su altri aspetti dell’esistenza, ad esempio, si ottiene la certezza di aggravare la situazione in tutti i campi di crisi ed assicurare la temuta fine, affrettandola senza scampo.

    • Il criterio di selezione dipende sostanzialmente da che tipo di figura si sta cercando. Studiare la matematica o il latino ed adottare il risultato scolastico in tali materie come criterio di selezione per i futuri quadri dirigenti è pressoché equivalente: si cerca un individuo disciplinato, ligio al dovere e disposto a sacrificarsi acriticamente qualora ciò gli venga richiesto. un militare, un prete o l’impiegato di un’azienda, in pratica, devono avere le stesse caratteristiche.

  24. Ai tempi miei, all’incirca nel Pleistocene, chi veniva da famiglie agiate era considerato “intelligente” a scuola, chi veniva da famiglie povere, o peggio, figlio di NN era bollato come somaro in partenza. Poi c’è stato il periodo in cui i figli di famiglia “agiata” erano visti meglio ma solo perchè a casa erano seguiti e gli insegnanti con loro, facevano meno fatica. Insomma, schifo prima, schifo dopo e schifo durante. Abbasso la squola!
    Vorrei aggiungere che favorire gli ingegni, dovunque generati, è un guadagno per tutti, non solo per loro. Altrimenti non lamentiamoci di medici incapaci, ingegneri approssimativi e lavoratori improvvisati in ogni campo. Pure le sarte, ultimamente, senza macchinari costosi, non sanno fare un orlo.
    Ed è di ieri che un “esperto” di televisori, è andato da un mio amico perchè SkY ha cambiato le frequenze e c’era da risintonizzarle. Non solo non è stato capace di farlo ma gli ha suggerito di comprarsi un televisore nuovo. Però ha voluto essere pagato e anche lautamente per “l’uscita”. La sua fortuna è stata che non c’ero io. Nessuno sa fare più il suo lavoro, si “improvvisano” tutti.

  25. La Sinistra gauche-caviar non può permettere slittamenti lessicali e semantici che rivelino alle classi subalterne la cruda realtà dei fatti: che esiste, da sempre, come riconosciuto dal sociologo Luciano Gallino, una lotta di classe e che questa lotta la sta vincendo la classe dei ricchi, (molti di essi ricchi di Stato, che occupano per cooptazione, posizioni nella macchina amministrativa nazionale profumatamente retribuite) di cui gli esponenti della Sinistra postcomunista sono gli esponenti che più si espongono mediaticamente nella falsificazione della realtà.

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