Il bilancio della manifestazione di Roma del Comitato di Sana e Robusta Costituzione

Grandi numeri, ottimo servizio d'ordine, ma si parla troppo di scienza e poco di economia, società e strategie di lotta, secondo il Comitato DSeRC

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato di Sana e Robusta Costituzione in merito alla partecipazione alla manifestazione di Roma, piazza San Giovanni, il 15 gennaio 2022.

Il numero dei manifestanti di solito è sempre sotto o sopra stimato a seconda del punto di vista dell’osservatore ma il colpo d’occhio di piazza san Giovanni di sabato 15 gennaio è stupendo. Grande partecipazione di popolo, segno della crescente insofferenza nei confronti dei macellai sociali al governo.

La piazza di Roma vive “di rendita”, ovvero si forma solo in occasione delle mobilitazioni nazionali, difficilmente è in grado di organizzarsi in autonomia, poiché dopo l’uscita di scena di quelli che furono i promotori del 9 ottobre, soffre la mancanza un gruppo d’avanguardia a coordinamento degli eventi, come avviene in altre città d’Italia. Il comitato “Di Sana e Robusta Costituzione”, presente in piazza, sta esprimendo una regia organizzativa degli eventi romani, spesso affidati all’improvvisazione e allo spontaneismo anche grazie a tutta una serie di occasioni di aggregazione intermedie alla piazza. In questo modo, nelle piazze del fine settimana si demolisce un vecchio mondo, negli incontri in settimana si costruisce un nuovo mondo. In piazza, altresì, gli incontri tra le persone che compongono il blocco sociale di resistenza sono molto fugaci, per un livello superiore di organizzazione, abbiamo bisogno di approfondire, connettere e sublimare questi legami, tramite altre occasioni di incontro che possono avvenire in locali privati, chiusi e al riparo.

Critica costruttiva: si è registrata l’ennesima sfilata di personaggi più avvezzi ai bagni di folla che all’organizzazione fattiva del blocco di opposizione sociale. Urge affinare il livello dei contributi. Ancora predominante la contestazione su un piano scientifico che risulta ipertrofico rispetto ad altri piani (sociale, economico, politico, costituzionale, culturale, antropologico) necessari e indispensabili per cogliere la complessità del presente. Ma gli italiani ci sono e quando sono chiamati a convergere nella Capitale, rispondono sempre presente!

I professionisti della manipolazione sono rimasti a digiuno di titoloni perché, grazie al servizio d’ordine interno ed alla modalità sit-in della manifestazione, il tutto si è svolto in forma pacifica. Il nostro Paese è il laboratorio per l’impoverimento sistematico delle classi lavoratrici attraverso le misure di austerità ieri e le misure restrittive oggi, eppure diversamente dagli altri Paesi europei, il popolo italiano dimostra di avere salda la consapevolezza che la rivoluzione contemporanea è non violenta, non si fa spaccando vetrine, incendiando cassonetti. L’oppressione del potere oggi, non si verifica su un piano materiale, bensì è una forma di annientamento del sé umano che procede attraverso un lento e inesorabile sfiancamento psicologico degli individui su scala globale. Urge dunque elaborare nuove forme di contestazione, nuove forme di unione quindi nuove prassi di liberazione e nuove prassi di rivoluzione, per poi mettere a beneficio dei popoli mondiali queste scoperte. È di nuovo il tempo in cui lo spirito, la creatività, la cultura del popolo Italiano sono chiamati a guidare la storia del mondo!

Comitato Di Sana e Robusta Costituzione, 16/01/2022

Sul palco di piazza San Giovanni è intervenuto anche Raffaele Varvara, presidente del comitato.

MDM 16/01/2022

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