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I colloqui di Helsinki – Trump sta cercando di riequilibrare il Triangolo Globale

 

FONTE: MOON OF ALABAMA

Le reazioni dei commentatori politici statunitensi alla conferenza stampa di ieri del Presidente Trump e del Presidente Putin sono molto divertenti. I media stanno perdendo la testa. Sembra che ci sia stato Pearl Harbor, il Golfo del Tonkino e l’11 settembre, tutto in un solo giorno. La guerra inizierà domani. Ma contro chi?

Il panico nasconde le visioni contrastanti sulla Grande Strategia.

La rilettura della trascrizione dei 45 minuti di quella conferenza stampa l’ho trovata abbastanza noiosa. Trump non ha detto nulla che non avesse già detto in precedenza. Non si fa quasi menzione di ciò che i due presidenti hanno discusso veramente e sugli accordi raggiunti. In seguito, Putin ha detto che l’incontro è stato più concreto delle sue aspettative. Dato che i due si sono parlati in privato ci saranno poche (o non ce ne saranno affatto) indiscrezioni. Per capire quello che è successo dovremo aspettare e vedere come evolverà la situazione nelle varie aree di conflitto, Siria, Ucraina e altrove.

La parte “liberale” degli Stati Uniti ha fatto del suo meglio per impedire il summit. La tempistica della recente incriminazione di Mueller era stata studiata per sabotare i colloqui. Prima del meeting di Helsinki, il New York Times aveva re-twittato i suoi tre video omofobi, vecchi di tre settimane, che rappresentano Trump e Putin come amanti. E’ una vera disgrazia per la Gray Lady [il soprannome del New York Times] pubblicare una tale spazzatura. Dopo la conferenza stampa, i soliti agenti anti-Trump erano andati su tutte le furie:

John O. Brennan @JohnBrennan – 15:52 UTC – 16 Jul 2018

Il comportamento di Donald Trump durante la conferenza stampa di Helsinki raggiunge ed oltrepassa la soglia del “tradimento e reati minori.” Si è trattato nientemeno che di tradimento. Non solo i commenti di Trump erano idioti, ma è stato completamente plagiato da Putin. Patrioti repubblicani: dove siete???

Il senatore John McCain aveva rilasciato la seguente dichiarazione:

…”Il Presidente Trump ha dimostrato non solo di essere incapace, ma anche poco propenso a contrastare Putin. Lui e Putin sembrano seguire lo stesso copione, vista la precisa scelta del presidente di difendere un tiranno dalle più che legittime domande della stampa libera e la concessione a Putin di un incontestata piattaforma, dalla quale vomitare al mondo propaganda e bugie.
…”Nessuno dei passati presidenti si era mai umiliato in modo più abbietto di fronte ad un tiranno. Non solo il Presidente Trump non è riuscito a dire la verità su un avversario, ma, parlando al mondo a nome dell’America, il nostro presidente non è riuscito a difendere ciò che noi tutti siamo, una repubblica di persone libere, votate alla causa della libertà, in patria e all’estero…

Questi imbecilli non riescono a capire il realismo della grande politica di Trump. Trump conosce la teoria della massa continentale di Halford John Mackinder. Sa che la Russia costituisce il nucleo della massa continentale euroasiatica. Questa massa continentale, se unita politicamente, può dominare il mondo. Una potenza marittima, come sono gli Stati Uniti ora, e come è stata la Gran Bretagna prima di essi, non potrà mai sconfiggerla. Gli oppositori di Trump non hanno imparato quello che Zbigniew Brzezinski, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Presidente Carter, aveva spiegato nel suo libro “La Grande Scacchiera”. Non capiscono come mai Henry Kissinger abbia consigliato Trump di rinunciare alla Crimea.

Lo stesso Trump aveva espresso il suo punto di vista sulla situazione globale e sulle relazioni con la Russia in una conferenza stampa del 2015:

“Conosco Putin. E vi dico che noi, con Putin, possiamo andare d’accordo. Putin non ha rispetto per il Presidente Obama. Grosso problema, grosso problema. E, sapete, la Russia è stata spinta, lo sapete, l’ho sentito dire per anni, una delle cose peggiori che può capitare al nostro paese è la Russia che viene spinta nelle braccia della Cina. Li abbiamo fatti andare insieme. Questa, per il nostro paese, è una cosa orribile. Li abbiamo fatti diventare amici con la [nostra] leadership incompetente. Credo che mi troverò molto bene con Putin, Ok? E so bene che ne abbiamo la forza. Non penso che ci servano le sanzioni. Penso che andremo molto, molto d’accordo. Lo credo veramente. Penso che andremo d’accordo con un sacco di nazioni con cui oggi non andiamo. E questo ci renderà molto più ricchi di quanto siamo oggi.

Nel mondo ci sono tre grandi poli di potere geopolitico. Quello transatlantico anglo-americano, spesso chiamato l’Occidente, la massa continentale di Mackinder, che è essenzialmente la Russia, che costituisce il nucleo della massa continentale euroasiatica e la Cina, che storicamente ha sempre dominato l’Asia. Una qualsiasi alleanza fra due di questi centri di potere può determinare i destini del mondo.

Il più grande successo politico di Kissinger e di Nixon era stato quello di separare la Cina dall’Unione Sovietica. Questo non aveva fatto della Cina un alleato degli Stati Uniti, ma aveva spezzato l’alleanza sino-sovietica. Aveva messo gli Stati Uniti in posizione predominante, il primo fra gli uguali. Ma, già da allora, Kissinger aveva  previsto la necessità di ri-bilanciare la Russia:

Il 14 febbraio 1972, il Presidente Richard Nixon e il suo Aiutante per la Sicurezza Nazionale Henry Kissinger si erano incontrati per discutere dell’imminente viaggio di Nixon in Cina. Kissinger, che aveva già compiuto un viaggio segreto in Cina per spianare la strada alla storica apertura di Nixon a Pechino, aveva espresso l’opinione che, paragonati ai Russi, i Cinesi erano “altrettanto pericolosi. Anzi, sul lungo periodo, sono anche più pericolosi.”

Kissinger aveva poi osservato che “fra 20 anni, il vostro successore, se sarà stato saggio come voi, si ritroverà a doversi riavvicinare ai Russi per contrastare i Cinesi.” Aveva argomentato che gli Stati Uniti, visto che dovevano trarre profitto dall’inimicizia fra Mosca e Pechino, avrebbero dovuto “partecipare a questo gioco di equilibrio di forze in modo assolutamente distaccato. In questo momento i Cinesi ci servono per mettere in riga e disciplinare i Russi.” Ma, in futuro, potrebbe essere il contrario.

Ci sono voluti 45 anni, non 20 come aveva previsto Kissinger, per riequilibrare la posizione degli Stati Uniti.

Dopo la Guerra Fredda, gli Stati Uniti hanno pensato di aver vinto la grande competizione ideologica del ventesimo secolo. Nell’esuberanza del loro “momento unilaterale” hanno fatto tutto il possibile per antagonizzare la Russia. Venendo meno alla loro promessa, hanno esteso la NATO fino ai confini della Russia. Hanno cercato di essere la potenza suprema mondiale. Contemporaneamente hanno invitato la Cina nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, consentendo così la sua esplosiva crescita economica. Questa politica sbilanciata ha avuto i suoi costi. Gli Stati Uniti hanno perso le loro capacità industriali a favore della Cina e, allo stesso tempo, hanno spinto la Russia fra le braccia della Cina. Giocare all’egemone mondiale si è rivelato molto dispendioso. Ha portato al crollo del 2006 dell’economia americana e, da allora, la popolazione ha visto ben poco (o nessun) progresso. Trump vuole rovesciare questa situazione riequilibrando [la politica degli Stati Uniti] nei confronti della Russia, contrastando, allo stesso tempo, la crescente potenza della Cina.

Non tutti condividono questa prospettiva. Come il Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Jimmy Carter, Brzezinski, che aveva continuato la politica di Nixon e Kissinger nei confronti della Cina. La “politica dell’unica Cina”, trascurare Taiwan per godere di migliori relazioni con la Cina, era stata opera sua. E’ ancora dell’opinione che gli Stati Uniti dovrebbero allearsi con la Cina contro la Russia:

“Non è nel nostro interesse antagonizzare Pechino. Per gli interessi americani è molto meglio che i Cinesi collaborino con noi, costringendo così i Russi ad adeguarsi, se non vogliono essere lasciati indietro. Questa configurazione [degli eventi] darebbe agli Stati Uniti l’intrinseca capacità di operare nel mondo con un’influenza politica collettiva.”

Ma perché la Cina dovrebbe uniformarsi ad uno schema del genere? La visione della Russia di Brzezinski è sempre stata distorta. Proviene da una famiglia della bassa nobiltà originaria della Galizia, attualmente nell’Ucraina dell’Ovest. Erano stati costretti a fuggire dalla Polonia quando i Sovietici avevano esteso il loro regno all’Europa Centrale. Per lui, la Russia resterà sempre un avversario.

La visione di Kissinger è più realistica. Crede che gli Stati Uniti debbano essere più bilanciati nelle loro relazioni:

In un mondo unipolare emergente, la Russia dovrebbe essere percepita come un elemento essenziale in ogni nuovo equilibrio globale, non essenzialmente come una minaccia per gli Stati Uniti.

Kissinger sta nuovamente lavorando per dividere la Russia dalla Cina. Ma questa volta è la Russia che deve essere elevata, che deve diventare un amico.

Trump sta seguendo la teoria di Kissinger. Vuole buone relazioni con la Russia per separarla dalla Cina. Egli considera (giustamente) la Cina il pericolo (economico) maggiore per gli Stati Uniti nel lungo periodo. Questo è il motivo per cui, subito dopo la sua elezione, ha iniziato a migliorare le relazioni con Taiwan e continua a farlo tutt’ora. (Ascoltate Peter Lee per idettagli). Questa è la ragione per cui cerca di soffiare la Corea del Nord dalle mani della Cina. Questo è il motivo per cui fa il bravo con Putin.

E’ improbabile che Trump riesca a far uscire la Russia dalla sua vantaggiosa alleanza con la Cina. E’ anche vero che le attività della Cina, specialmente nei paesi dell’Asia Centrale, sul lungo periodo, rappresentano un pericolo per la Russia. La potenza demografica ed economica della Cina è molto più grande di quella della Russia. Ma gli Stati Uniti non hanno mai tenuto fede ai loro patti con la Russia. Ci vorrebbero decenni per riconquistare la fiducia dei Russi. D’altro canto, la Cina rispetta la parola data. La Cina non è interessata alla conquista della massa continenentale. Ha pesci più grossi da friggere nel Sud-Est asiatico, in Africa e altrove. Non è nei suoi interessi antagonizzare una Russia militarmente più forte.

Il massimo che Trump potrebbe raggiungere sarebbe la neutralizzazione della Russia, cercando di contrastare la crescente potenza economica della Cina con dazi e sanzioni e coccolando Taiwan, il Giappone ed altre nazioni con una politica anti-cinese.

Gli Stati Uniti hanno sprecato il loro “momento unilaterale.” Invece di fare amicizia con la Russia, l’hanno spinta fra le braccia della Cina. Globalizzazione egemonica e guerre unilaterali si sono dimostrate troppo costose. La popolazione degli Stati Uniti non ne ha tratto nessun vantaggio. Per questo ha eletto Trump.

Trump sta facendo del suo meglio per correggere la situazione. Nel prossimo futuro il mondo si ritroverà con tre centri di potere: Anglo-America, Russia e Cina. (Una vecchia e disunita Europa subirà senza discutere). Questi tre centri di potere non si faranno mai guerra direttamente l’uno contro l’altro, ma si azzufferanno nelle periferie. Corea, Iran e Ucraina saranno al centro di questi conflitti. Avranno la loro importanza anche gli interessi nell’Asia Centrale, in Sud-America e in Africa.

Trump capisce perfettamente il quadro generale. Per “rendere nuovamente grande l’America” deve contrastare la Cina e prevenire una più stretta alleanza sino-russa. Sono i neoconservatori e i neoliberali che non ci arrivano. Sono rimasti fermi alla visione di Brzezinski della Guerra Fredda contro la Russia. Credono ancora che la globalizzazione economica, che ha aiutato la Cina a riconquistare il suo predominio storico, sia la vera strada da seguire.

Per ora, la strategia di Trump è vincente. Ma le dementi reazioni alla conferenza stampa fanno capire che le forze contro di lui sono ancora potenti. Lo saboteranno ogni volta che sarà possibile. Il grosso pericolo per noi è che la loro visione del mondo potrebbe nuovamente ritornare al potere.

 

Moon of Alabama

Fonte: moonofalabama.org

Link: http://www.moonofalabama.org/2018/07/helsinki-talks-how-trump-tries-to-rebalance-the-global-triangle.html#more

17.07.2018

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

Un commento

  1. Tutto vero ma anche troppo scontato, dietro agiscono forze che non sono necessariamente legate a confini geografici, naturali o meno, ma basate sul cosmopolitismo finanziario e dotate di potere di fuoco di scala superiore alle nazioni, da €ssi controllate ed usate per scopi puramente economici, capaci di far combattere milioni di persone tra loro, illuse che lo facciano per ragioni nazionali mentre nella realtà si combattono, tali guerre, nell’interesse delle varie fazioni del capitale finanziario transnazionale, nomade ed incontrollabile, il quadro degli ultimi secoli può essere assai ingannevole se ristretto a questioni di dominio nazionali, proprio questa lettura ha sino ad ora consentito ai veri centri di potere di governare il mondo da par loro, creando caos e guerre, divisioni e conflitti di ogni tipo, restando nell’ombra ed evitando di finire sul banco dell’accusa.

    Un’altra lettura, a mio avviso più intrigante, è quella di una Lotta di Classe Globale, tra le Masse depauperizzate e le élites transnazionali, di cui si possono cogliere, volendo, le prime avvisaglie, e di cui il Trumpismo o il cd “Populismo” sono le necessarie premesse.