Home / Attualità / “I bombardamenti sulla Serbia mi disgustano”: prima perseguitato a causa dei Serbi e per il suo senso di giustizia, ora Premio Nobel per la letteratura

“I bombardamenti sulla Serbia mi disgustano”: prima perseguitato a causa dei Serbi e per il suo senso di giustizia, ora Premio Nobel per la letteratura

 

Telegraf.rs

Lo scrittore austriaco Peter Handke, 76 anni, uno dei più importanti autori tedeschi contemporanei, è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura per il 2019. Ma, in passato, era stato ostracizzato dalla comunità intellettuale per la sua grande amicizia con la Serbia e per i suoi tentativi di difendere il paese negli anni ’90.

Nel 1996, si era recato nelle zone di guerra della Bosnia e dell’Erzegovina e aveva scritto un saggio fortemente contestato, “Giustizia per la Serbia,” in cui sosteneva la necessità da parte dei paesi occidentali di un approccio differenziato e in cui si opponeva alla colpevolizzazione della sola parte serba. Per questo motivo, Handke era stato bandito, dall’oggi al domani, dalla comunità intellettuale globale. Quel primo saggio era poi stato seguito da ulteriori lavori sull’argomento.

Ai primi di aprile 1999, con l’inizio dei bombardamenti NATO della Jugoslavia (Serbia-Montenegro), Handke si era recato in Serbia, aveva restituito, come gesto di protesta, il premio Buchner e aveva abbandonato la Chiesa Cattolica. Aveva chiesto all’allora ministro tedesco Rudolf Scharping che gli fossero restituiti tutti i suoi libri.

Ovaj čovek je upravo dobio Nobelovu nagradu za književnost ❤️
Hvala mu za sve pic.twitter.com/LF8KcuRj5h
— Jovan (@jovan984) October 10, 2019

I saggi di Handke sulla Serbia sono tra i lavori più critici, approfonditi e ricchi di contenuti apparsi sui media negli ultimi anni. Per lui, la Serbia è solo una metafora, il pretesto per le sue discussioni letterarie e filosofiche su una “derealizzazione del mondo.” A differenza dei suoi omologhi e dei suoi nemici, che avevano voltato le spalle ai Balcani mentre, giusto per rimanere trendy, si erano ribellati alla guerra in Iraq, Handke è sempre rimasto coerente: la Serbia è la sua metafora chiave sulla distorsione della verità operata dai media.

Aveva fatto visita a Milosevic all’Aia, aveva poi partecipato al suo funerale

Coloro che hanno bombardato e ucciso migliaia di persone non appartengono all’Europa o al pianeta Terra,” era stato il messaggio dello scrittore Peter Handke nel corso di un’intervista a RTS all’inizio di quest’anno.

Nell’ultimo decennio del secolo scorso, mentre era ancora in corso la guerra nel territorio dell’ex Jugoslavia, aveva scritto il saggio “Giustizia per la Serbia,” che aveva ricevuto una vera e propria condanna in alcuni ambienti letterari. È anche conosciuto per essere un controverso scrittore austriaco, un ammiratore acritico di Milosevic ed uno dei suoi gesti maggiormente stigmatizzati era stata la sua partecipazione al funerale dello stesso Slobodan Milosevic.

Ulteriori informazioni sui premi Nobel per la letteratura 2018 e 2019.

Comunicato stampa: https://t.co/QwM93Gsjqt
2018 bio-bibliografia: https://t.co/FqKoJLCsqF
2019 bio-bibliografia: https://t.co/5Gj8DNnKdj#NobelPrize
— The Nobel Prize (@NobelPrize) October 10, 2019

Questo era stato il motivo per cui una delle sue opere teatrali era stata stata “rimossa” dal teatro della Comedie-Francaise di Parigi.

“La mia presenza al funerale di Slobodan Milosevic è una questione privata,” aveva detto Handke ad un certo punto.

Tuttavia, più che da questo, il pubblico era rimasto scioccato dalla sua opinione su Milosevic, che, secondo lui, “non era affatto un nazionalista,” ma invece qualcuno che “voleva preservare la Jugoslavia.” “Rispetto” è la parola che aveva usato per descrivere ciò che provava per Milosevic. Aveva anche aggiunto che Milosevic “non era stato nè un dittatore nè il macellaio dei Balcani.

Era sembrato che l’amicizia con Milosevic si fosse consolidata nel periodo in cui Milosevic era in carcere all’Aia ed Handke era andato a fargli visita, perchè gli avvocati [dell’ex presidente] gli avevano chiesto di testimoniare in sua difesa.

Il fatto che lo scrittore austriaco non abbia avuto timore di socializzare con i presidenti jugoslavi e, in seguito, con quelli serbi, è dimostrato dal suo incontro con Tomislav Nikolic, che, una volta, lo aveva ringraziato dei suoi sforzi “per presentare i Serbi nel modo più autentico al pubblico mondiale.”

“Provo una sorta di disgusto verso la razza umana”

Nell’intervista a RTS, Handke aveva parlato dei bombardamenti [sulla Serbia] e di come i suoi lettori avessero compreso il suo lavoro anche al di fuori dell’ambito letterario.

Rispondendo alle domande su come oggi ricorda i bombardamenti e se prova rabbia o rimpianto, aveva detto di non essere arrabbiato ma che non riusciva ancora a credere che fosse realmente successo.

Era come se non fosse il nostro pianeta … Coloro che hanno bombardato e ucciso migliaia di persone, loro non appartengono all’Europa o al pianeta Terra,” aveva detto il famoso scrittore, aggiungendo che, a causa di tutto ciò, provava una sorta di “disgusto nei confronti della razza umana.

Nel ricordare il giorno in cui erano iniziati i bombardamenti, Handke aveva detto che lo rammentava allo stesso modo dell’assassinio di John Kennedy.

Tutti si aspettavano che iniziassero i bombardamenti, ma, quando era successo veramente, era stato come una finzione, come se non fosse reale … Ma era diventata reale! Ricordo tutto. Ero in strada, il vento soffiava e c’era una specie di silenzio tutt’intorno,” così, Handke aveva descritto il suo ricordo del 24 marzo 1999.

Dopo aver affermato che, a causa delle sue posizioni, in Serbia è considerato un amico, mentre in alcune società è diventato una persona non grata, Handke aveva detto di essere nato così, come una persona non grata …

Forse è giusto che sia così, anche se, in realtà, non mi piace … Eppure, non penso di essere veramente una persona non grata. Ci sono molte persone, individui, anche in Occidente, che hanno continuato leggere i miei libri. So che lo fanno, ricevo molte lettere dai miei lettori. Il più grande impulso per me, in realtà, sono i lettori e credo che continueranno a leggere, non solo i miei libri, ma a leggere in generale,” aveva detto a RTS.

(Telegraf.rs)

Link: https://www.telegraf.rs/english/3110815-bombing-of-serbia-disgusts-me-once-persecuted-because-of-serbs-and-justice-now-the-nobel-winner
10.10.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

Lascia un commento