Hamas sta vincendo la battaglia di Gaza

Hamas sta vincendo la battaglia di Gaza

Scott Ritter
sputnikglobe.com

Il cessate il fuoco annunciato di recente è una benedizione sia per i palestinesi che per gli israeliani: un'occasione per lo scambio di prigionieri, per la distribuzione di aiuti umanitari e per raffreddare gli animi delle due parti conflitto.

Sebbene il cessate il fuoco, negoziato tra Israele e Hamas dal Qatar, sia stato concordato reciprocamente tra le due parti, non bisogna lasciarsi ingannare e pensare che non si tratti di una vittoria di Hamas. Israele aveva assunto una posizione molto aggressiva e, visto che il suo obiettivo dichiarato era quello di distruggere Hamas come organizzazione, non avrebbe accettato un cessate il fuoco a nessuna condizione.

Hamas, d'altra parte, quando aveva iniziato l'attuale serie di scontri con Israele aveva posto tra i suoi obiettivi primari il rilascio dei prigionieri palestinesi, in particolare donne e bambini, detenuti da Israele. In quest'ottica, il cessate il fuoco rappresenta un'importante vittoria per Hamas e un'umiliante sconfitta per Israele.

Uno dei motivi per cui Israele aveva sempre respinto un cessate il fuoco è che era sicuro che l'operazione offensiva lanciata nel nord di Gaza avrebbe neutralizzato Hamas come minaccia militare e che qualsiasi cessate il fuoco, indipendentemente dalla giustificazione umanitaria, avrebbe solo dato il tempo ad Hamas, un nemico ormai sconfitto, di riposare, rifornirsi e riorganizzarsi. Il fatto che Israele abbia accettato un cessate il fuoco è il segno più evidente che non tutto va bene nell'offensiva israeliana contro Hamas.

Questo risultato non avrebbe dovuto sorprendere nessuno. Quando Hamas aveva lanciato l'attacco del 7 ottobre contro Israele aveva dato il via ad un piano preparato da anni. L'attenzione meticolosa ai dettagli, evidente nell'operazione di Hamas, era la prova del fatto che Hamas aveva studiato l'intelligence e le forze militari israeliane schierate contro di lui, scoprendo punti deboli che erano stati successivamente sfruttati. L'azione di Hamas era stata qualcosa di più di una operazione tattica accuratamente pianificata, era stata un capolavoro di concettualizzazione strategica.

Uno dei motivi principali della sconfitta israeliana del 7 ottobre è dovuto al fatto che il governo israeliano era convinto che Hamas non avrebbe mai attaccato, indipendentemente da ciò che dicevano gli analisti dell'intelligence incaricati di sorvegliare le attività di Hamas a Gaza. Questo perchè Hamas aveva identificato gli obiettivi politici di Israele (l'annullamento di Hamas come organizzazione di resistenza tramite una politica che aveva cercato di "comprare" Hamas attraverso un programma ampliato di permessi di lavoro rilasciati da Israele ai palestinesi di Gaza). Utilizzando proprio il programma dei permessi di lavoro, Hamas aveva ingannato la leadership israeliana e questo aveva permesso che i preparativi di Hamas per l'attacco potessero essere eseguiti in piena vista.

L'attacco del 7 ottobre da parte di Hamas non è stato un'operazione a sé stante, ma piuttosto parte di un piano strategico che aveva tre obiettivi principali: riportare la questione di uno Stato palestinese al centro del discorso internazionale, liberare le migliaia di prigionieri palestinesi detenuti da Israele e costringere Israele a rinunciare alla profanazione della Moschea di Al Aqsa, il terzo luogo più sacro dell'Islam. L'attacco del 7 ottobre, da solo, non poteva raggiungere questi risultati; era stato progettato per scatenare una risposta israeliana che, a sua volta, avrebbe creato le condizioni necessarie alla realizzazione degli obiettivi di Hamas.

L'attacco del 7 ottobre era stato progettato per umiliare Israele fino all'irrazionalità e fare in modo che qualsiasi risposta israeliana sarebbe stato un assalto guidato dal bisogno emotivo di vendetta, e non una risposta razionale mirata ad annullare gli obiettivi di Hamas. Il piano di Hamas, infatti, si basava proprio sulla consolidata dottrina israeliana della punizione collettiva (nota come Dottrina Dahiya, dal nome del sobborgo di Beirut Ovest pesantemente bombardato da Israele nel 2006, come punizione per la mancata sconfitta di Hezbollah in combattimento). Infliggendo a Israele una umiliante sconfitta che ha mandato in frantumi il mito dell'invincibilità (delle Forze di Difesa Israeliane) e dell'infallibilità (dell'intelligence israeliana) e prendendo in ostaggio centinaia di israeliani prima di ritirarsi nel suo covo sotterraneo a Gaza, Hamas ha teso a Israele una trappola nella quale il governo del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è, come previsto, precipitato a capofitto.

Sotto la Striscia di Gaza Hamas dispone di una fitta rete di tunnel che, in totale, si estende per oltre 500 chilometri. Soprannominati "Metropolitana di Gaza", questi tunnel sono costituiti da bunker sotterranei profondi e interconnessi, utilizzati come centri di comando e controllo, per il supporto logistico, per le cure mediche e l'alloggio, insieme ad altre reti di tunnel dedicate alle operazioni difensive e offensive. Le gallerie sono scavate in profondità e non possono essere distrutte dalla maggior parte delle bombe in possesso di Israele e sono predisposte per resistere ad un assedio della durata massima di tre mesi (90 giorni).

Hamas sapeva di non essere in grado di impegnare Israele in un classico scontro di forza. L'obiettivo era invece quello di attirare le forze israeliane a Gaza, per poi sottoporle ad una serie infinita di attacchi "mordi e fuggi" da parte di piccole squadre di combattenti di Hamas che sarebbero usciti dai loro tunnel, avrebbero attaccato le truppe israeliane in un terreno a loro sfavorevole per poi sparire nuovamente sottoterra. In breve, sottoporre le forze armate israeliane a quella che è l'equivalente di una morte per mille tagli.

E ha funzionato. Sebbene le forze israeliane siano riuscite a penetrare nelle aree meno urbanizzate nella parte settentrionale della Striscia di Gaza sfruttando la mobilità e la potenza di fuoco delle loro truppe corazzate, i progressi sono illusori, poiché i combattenti di Hamas tormentano continuamente gli israeliani, usando micidiali razzi a doppia testata per disattivare o distruggere i veicoli israeliani, uccidendo decine di soldati israeliani e ferendone altre centinaia. Anche se Israele è reticente nel rilasciare le cifre dei veicoli blindati persi in questo modo, Hamas sostiene che sarebbero parecchie centinaia. Le affermazioni di Hamas sono avvalorate dal fatto che Israele ha interrotto la vendita dei vecchi carri armati Merkava 3 e ha riorganizzato il proprio parco mezzi in nuovi battaglioni corazzati di riserva per compensare le pesanti perdite subite sia a Gaza che lungo il confine settentrionale con il Libano, dove le forze di Hezbollah sono impegnate in una mortale guerra di logoramento con Israele in operazioni volte a sostenere Hamas a Gaza.

Ma la ragione principale della attuale sconfitta di Israele è Israele stesso. Dopo aver abboccato all'amo ed essere caduto nella trappola di Hamas, Israele ha continuato mettendo in atto la sua Dottrina Dahiya contro la popolazione palestinese di Gaza, effettuando attacchi indiscriminati contro obiettivi civili in palese disprezzo delle leggi di guerra. Si stima che 13.000 civili palestinesi siano stati uccisi da questi attacchi, tra cui più di 5.000 bambini. Molte altre migliaia di vittime rimangono sepolte sotto le macerie delle loro abitazioni distrutte.

Anche se, all'indomani dell'attacco del 7 ottobre da parte di Hamas, Israele era stato in grado di raccogliere il sostegno della comunità internazionale, la sua reazione eccessiva aveva poi spinto l'opinione pubblica mondiale contro di lui, cosa su cui Hamas contava. Oggi Israele è sempre più isolato e perde sostegno non solo nel cosiddetto Sud globale, ma anche nelle tradizionali roccaforti filo-israeliane negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa. Questo isolamento, combinato con il tipo di pressione politica che Israele non è abituato a ricevere, ha contribuito all'acquiescenza del governo Netanyahu riguardo al cessate il fuoco e al successivo scambio di prigionieri.

Resta da vedere se il cessate il fuoco reggerà. Così come rimane aperta la questione di trasformare questa tregua in una sospensione duratura delle ostilità. Ma una cosa è certa: avendo dichiarato che la vittoria è rappresentata dalla sconfitta totale di Hamas, gli israeliani hanno posto le basi per una vittoria di Hamas, che può ottenerla semplicemente sopravvivendo.

Ma Hamas sta facendo molto di più che sopravvivere: sta vincendo. Avendo combattuto le Forze di Difesa Israeliane fino a costringerle allo stallo sul campo di battaglia, Hamas ha visto realizzarsi tutti i suoi obiettivi strategici di questo conflitto. Il mondo sta attivamente prendendo posizione sull'assoluta necessità di una soluzione a due Stati come prerequisito per una pace duratura nella regione. I palestinesi prigionieri di Israele vengono scambiati con gli israeliani presi in ostaggio da Hamas. Il mondo islamico è unito nel condannare la profanazione della Moschea di Al Aqsa da parte di Israele.

Nessuna di queste questioni era sul tavolo il 6 ottobre. Il fatto che ora vengano affrontate testimonia il successo di cui Hamas ha goduto il 7 ottobre e nei giorni e nelle settimane successive, quando le forze israeliane sono state sconfitte da una combinazione di tenacia di Hamas e dalla loro stessa predilezione per la violenza indiscriminata contro i civili. Lungi dall'essere eliminata come forza militare e politica, Hamas è emerso come la voce e l'autorità più rilevante nel difendere gli interessi del popolo palestinese.

Scott Ritter

Fonte: sputnikglobe.com
Link: https://sputnikglobe.com/20231123/scott-ritter-hamas-winning-battle-for-gaza-1115160045.html
24.11.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Scott Ritter è un ex ufficiale dei servizi segreti del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, ha prestato servizio nell’ex Unione Sovietica per l’attuazione dei trattati sul controllo degli armamenti, nel Golfo Persico durante l’operazione Desert Storm e in Iraq per la supervisione del disarmo delle armi di distruzione di massa. Il suo libro più recente è Disarmament in the Time of Perestroika, pubblicato da Clarity Press.

Commenti (31)

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    1. GioCo 26 novembre 2023

      Hamas è un inside job (semplicemente qualsiasi cosa ce lo suggerisce) che come per l'estremismo rosso nostrano degli anni di piombo può essere tutto composto da gente sinceramente impegnata che di solito (all'inizio) raccoglie simpatie tra i disperati. Poi però...
      Mi inteneriscono questi lodevoli tentativi di inquisire, FORZANDO l'idea che Hamas sia il nuovo cavaliere che lotta per i nostri diritti. Come lo erano naturalmente da noi le "brigate" militanti dei lavoratori contro "l'imperialismo" ma su scala più piccola. Le menti grige dietro Israele sanno bene quello che fanno. Hanno bisogno di dare alla politica interna tempo per riorganizzarsi, di lasciare che Hamas prosperi, come è stato nel tempo delle lotte operaie da noi. Com'è andata a finire con la concertazione potete constatarlo da soli. Più triste è vedere come si caschi ogni volta come pere cotte dentro le stesse identiche trappole... Manco prendere lecca lecca ai bambini è più facile...

    2. oriundo2006 26 novembre 2023

      Si, un inside job in progress però...
      Come con la pandemia e quello che ne è derivato, noi non sappiamo esattamente dove ci vogliano portare.
      Nei giorni scorsi ho avanzato l'idea che Gaza sia il simbolo di tutto ciò che si oppone al sionismo politico nel mondo intero e più specificatamente è il metodo di riduzione dell' Occidente a docile servo in attesa del suo reset definitivo.
      Gaza è esattamente quanto furono i bombardamenti su Guernica, una tragica anticipazione del nostro futuro, quello di società da sionizzare completamente e dunque da distruggere a partire dalle basi politiche della democrazia, o piuttosto quello che ne resta, e dell'economia, che si avvia ad essere fagocitata dalle esigenze belliche 'in fieri, sopratutto in vista poi di una riorganizazione completa delle sue basi sociali.
      Vincere a Gaza, riportando un successo mediatico con l'eradicazione violenta dei suoi abitanti è quanto 'decide' davvero le sorti del progetto politico complessivo di israele che, come un virus, si nutre delle società che ospita fino a snaturarle completamente, e non può 'perdere' nè ridimensionare le sue ambizioni egemoniche totali.
      Seguendo questo ragionamento, nulla si può escludere per il futuro perchè la tregua è solo un riposizionamento non tanto di Hamas quanto di Gerusalemme circa il rapporto fini-mezzi.
      Il golem stolto e imbecille rappresentato da Blinken e da Biden, con l'incognita delle reali capacità di quest'ultimo, è la fonte inesauribile di armamenti e sostegno all'entità sionista ed insieme paiono avviati a non fermarsi davanti a nulla: il golem fa il suo dovere e lo farà sino alla sua autodistruzione, verrebbe da dire, specie se questo esito sarà stornato dalla preconizzabile distruzione dei suoi vassalli.
      Questa stolidità americana, frutto della sua totale sudditanza alla piovra ebraica ( cosa ammessa pubblicamente da Nethaniau ) non porta nulla di buono, in quanto il golem a stelle strisce è appunto anche il padrone atlantico dei suoi servi europei.
      Non voglio farla lunga. Ad un certo punto verrà giocato, come sempre, il false flag e questo sarà la tromba dell'angelo dell' apocalisse.

    1. Vincent1 26 novembre 2023

      "Alla fine Fantozzi ebbe un terribile sospetto"

    1. indipendente 26 novembre 2023

      Israele è morto.

      Repetita iuvant.

    2. Eugiorso 26 novembre 2023

      E le armi nucleari in dotazione agli ebrei che un "ministro" dell'entità sionista illegale voleva usare contro la popolazione palestinese e araba?
      Le consideriamo?
      Se un giorno gli ebrei dovessero finire alle strette, a rischio di sparizione in Palestina, le userebbero senza scrupolo alcuno ...

      Cari saluti

    3. indipendente 26 novembre 2023

      Sono d'accordo sul fatto che siano senza scrupolo alcuno, ma quando si parla di atomiche, credo che la messa in pratica sia un po' più articolata di quanto possiamo immaginare. In Israele si incrociano troppi interessi ma se anche, facendo i cinici, pensassimo a Israele che si suicida assieme ai palestinesi con una bella bomba, che cosa avrebbe risolto? Assolutamente niente, a meno che non pensasse, con la tipica malvagità giudea, di nucleare tutto il pianeta ma la vedo dura.
      Quindi una volta di più ti rassicuro sul fatto che, vada come vada, l'istituzione illegittima dello Stato di Israele finisce qui.
      Ricambio i saluti.

    4. ric 26 novembre 2023

      FAMMI SOGNARE !!!

    5. Cachafaz 26 novembre 2023

      Ma si...ha chiaramente mostrato i propri limiti, in tutti i sensi. I Rotschild 100 anni fa non avevano calcolato il progresso demografico , economico, ed anche il miglioramento delle armi a disposizione, degli arabi. Con poche risorse hanno mostrato che sono in grado di sparare razzi letali. Ormai nel ,mondo si stanno costruendo razzi, missili che viaggiano a 1400, 2000 km di distanza, per ora Hamas non ce li ha di potenti, ma....il fatto e' che Israele e' piccolo e circondato. Gia' 350000 persone sono andate via, il fenomeno credo si accentuera'. Poi non so' se Israele diventera' un agnellino, cerchera' di coesistere, o sparira' del tutto.

    6. indipendente 26 novembre 2023

      I Rothschild con il loro 200° sono alla fine. Questo è il loro canto del cigno.
      Gli Scudi Rotti...

    7. Cachafaz 26 novembre 2023

      Una parte del commento ultimo di Pepe Escobar

      L'attuale ordine di business nel Nuovo Grande Gioco è quello di organizzare l'espulsione dell'Hegemon dall'Asia occidentale - tanto una sfida tecnica quanto una sfida di civiltà.
      Allo stato attuale, il continuum di Washington-Tel Aviv è già prigioniero del proprio dispositivo. Questo non è un Hotel California; non puoi controllare ogni volta che vuoi, ma sarai costretto a partire.
      Ciò può accadere in modo relativamente gentile – pensate a Kabul come un remix di Saigon – o se la spinta arriva a spingere può coinvolgere un’Apocalisse navale Now, completa di costose vasche da bagno in ferro trasformate in barriere coralline sub-oche e la scomparsa di CENTCOM e la sua proiezione AFRICOM.
      Il vettore cruciale per tutto il tempo è come l’Iran – e la Russia – hanno giocato, anno dopo anno, con infinita pazienza, la strategia principale ideata dal generale. Soleimani, il cui assassinio ha effettivamente iniziato gli anni Venti.
      Un Hegemon de-armato non può sconfiggere il “nuovo asse del male”, Russia-Iran-Cina, non solo in Asia occidentale, ma anche in tutta Europa, Asia-Pacifico e panafricana. La partecipazione diretta / normalizzazione del genocidio ha funzionato solo per accelerare la progressiva e inevitabile esclusione dell'Egemon dalla maggior parte del Sud del mondo.
      Il fatto che mentre la Russia crea meticolosamente l'integrazione del Mar Nero, il Mar Caspio, il Mar Baltico (nonomo nonostante l'isteria finlandese), l'Artico e il Mare del Pacifico nord-occidentale e la Cina turbocompula l'integrazione del Mar Cinese Meridionale.
      Xi e Putin sono giocatori di scacchi e vanno – e approfittano dei consiglieri stellari del calibro di Patrushev e Wang Yi. La Cina che gioca a un gioco geopolitico è un esercizio di non-confronto: tutto ciò che devi fare è bloccare la capacità del tuo avversario di muoversi.
      Scacchi e vai, in un tandem diplomatico, rappresentano un gioco in cui non interrompi il tuo avversario quando si spara ripetutamente in ginocchio. Come bonus extra, ottieni il tuo avversario in modo che inigonizzante oltre il 90% della popolazione mondiale.
      Tutto ciò porterà alla fine al collasso dell’economia di Hegemon. E poi può essere battuto di default.

    8. Cachafaz 26 novembre 2023

      A proposito di default, ora in crisi pare la banca ubs. E' evidente che il sistema finanziario dell'u-ccidente continua ad essere oggetto di forti fughe di capitale.

    9. ric 27 novembre 2023

      opto per la seconda ipotesi.-

    1. me-stesso 26 novembre 2023

      Beh, dai, che dire: bella vittoria. Al solo costo di 11.000 concittadini (5000 bambini) morti uccisi. I feriti e amputati immagino non si possano nemmeno numerare. Gli edifici e le infrastrutture, metà distrutte. Il rischio di essere cacciati fuori dalla striscia e non tornarci mai più, cmq Israele può e andrà avanti con l'appoggio di chi gli basta...
      11000 morti (che non sappiamo tutti se aver acconsentito alla tattica di Hamas e quindi a donare la propria vita...) contro qualche centinaia di detenuti che potranno essere scambiati con gli ostaggi...
      Bah..

    2. Vincent1 26 novembre 2023

      Pensa invece se Hamas avesse perso!!!!!

    3. ric 26 novembre 2023

      Bah cosa? ma non vedi che e' tutta una farsa ?

    4. me-stesso 26 novembre 2023

      Più di 10.000 palestinesi appena uccisi percaso sono una farsa?
      In verità in verità io vi dico che è facile "vincere" con il cuxx degli altri...
      Bah
      Bah
      Bah

    5. ric 26 novembre 2023

      non mi sono spiegato...la farsa e' hamas come l' isis ... nemici inventati tipo Bin Laden , i 12mila morti sono reali...

    6. mago 27 novembre 2023

      la farsa siamo noi come direbbe il buon Minoli..

    1. Vincent1 26 novembre 2023

      Sembra di ascoltare il TG1.

    1. clausneghe 26 novembre 2023

      Naturalmente il nostro S-governo composto da ignoranti e venduti si allea sempre, per riflesso condizionato, con i criminali perdenti, vedi Ucraina e ora Israele, paese del quale siamo alleati a nostra insaputa, ma lo ha detto quel grasso suino umanoide che parla abusivamente a nome degli Italiani, un ministro degli Esteri per caso e che non rappresenta se non pochi sfigati Taliani.. Deve la sua "fortuna" al decesso del Cav..
      Ma a parte questo, concordo pienamente sul fatto che Hamas sta vincendo se non altro sul fronte propagandistico dove spicca un Israele cupo mortifero suicida infanticida vigliacco e superstizioso nonchè impreparato con il suo Esercito che sembra una accozzaglia di smandruppati del deserto, abituati solo a lotte contro le sassaiole represse a cannonate, ma ora che si trovano di fronte a veri combattenti furbi e motivati non sanno vincerli e le prendono di santa ragione.
      Ho visto video dove il combattente con fascia verde esce dal buco del tunnel e applica la mina magnetica sul Merkava lì stazionato, facendolo esplodere con i soldati dentro.
      Oppure escono dai buchi terricoli come topi umani e mitragliano a colpi di Kalasnikov e di RPG i marmittoni Israeliani con il ridicolo copricapo d'ordinanza..
      E, sapete la novita? Anche Greta Tundenberg ha detto che il sionismo deve sparire..

    2. Eugiorso 26 novembre 2023

      Il fatto è che dietro quegli ebrei vigliacchi, terroristi e genocidi ci sono gli infamissimi usa - a loro volta controllati da ebrei e sionisti - che inviano armi e munizioni, mostrando che gli ebrei sono molto più importanti del pagliaccio ukro-nazi-ebreo zelensky che ormai poco riceve, e che proteggono i genocidi con portaerei, navi, testate nucleari e aerei ....

      Inoltre, non sappiamo quanti merkava e blindati ebrei i coraggiosi patrioti palestinesi sono riusciti effettivamente a distruggere, anche perché lo fanno con RPG autoprodotti, costruiti con tubi dell'acqua e l'eplosivo con i fertilizzanti.

      Cari saluti

    1. LuxIgnis 26 novembre 2023

      Ho visto alcuni filmati del rilascio degli ostaggi da parte di Hamas nelle mani della croce rossa. E si vedevano gli ostaggi che salutavano, direi quasi affettuosamente, i loro imprigionatori.

    2. Eugiorso 26 novembre 2023

      Credo che sia dovuto all'islam, perché l'"ostaggio" è considerato un "ospite", da trattare abbsatanza bene, fino a quando si decide la sua sorte.

      Cari saluti

    3. Astronauta 26 novembre 2023

      Sindrome di
      stoccolma in salsa mediorientale.

    4. Nonso 26 novembre 2023

      Stoccolma, potrebbe essere dai

    5. ric 26 novembre 2023

      e' tutta una farsa...di vero c'e' soltanto la distruzione di GAZA e il genocidio dei PALESTINESI.

    6. clausneghe 26 novembre 2023

      Ma allora dovrebbero dimostrarla anche i Palestinesi, la sindrome, ma non mi risulta.

    7. Nonso 26 novembre 2023

      Dev'essere che non capiscono nemmeno di essere stati in prigione perché sono inferiori.

      Parla con Astronauta, il mio era sarcasmo

    1. Eugiorso 26 novembre 2023

      Personalmente penso che il mostro sanguinario sionista-ebreo si può combattere efficacemente,nel brev-medio periodo, solo interrompendo il flusso di "aiuti" (ovviamente in primo luogo militari) forniti dal cuore nero dell'impero del male, gli usa (a loro volta controllati in buona misura da ebrei), e delle colonie dell'impero ... Qualche vittoria politica,nel breve-medio,potrà essere importante ma non decisiva.

      Cari saluti

    1. warheit 26 novembre 2023

      complimenti all'analisi di Scott Ritter, vedremo se e quando Hamas conquisterà il diritto ad esistere dello stato della Palestina come i governi occidentali dovranno porsi nei confronti di questo, considerando come sia stato affrontato finora il tema unicamente allo scopo di mettersi dalla parte del loro alleato Israele.

    2. Gino 26 novembre 2023

      Oggi c'è stato un vertice importante tra Biden e molti capi di stato arabi. Biden ha dovuto fare un'importante marcia indietro, assicurando personalmente Al Sisi che in nessun caso verrà permesso ad Israele di appropriarsi della striscia di Gaza, garantendo inoltre che l'espulsione dei suoi abitanti mai verrà permessa.
      Altra notizia odierna è quella sulle dichiarazioni del presidente del Sud Africa sui colloqui che i BRICS stanno tenendo al riguardo dello stanziamento a Gaza di un loro contingente di pace. Eventualità che sicuramente risulterebbe assai sgradita sia ad Israele che ad Hamas. Va ricordato che tra poco più di un mese anche Egitto ed Arabia Saudita saranno paesi BRICS.

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