Grillo-horror: via il voto agli anziani. Anche a Mattarella?

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Tagliare, escludere, eliminare. In una parola: togliere. Password: “meno”. A Beppe Grillo, le parole “diritti” e “voto” procurano l’orticaria? Se si aggiunge il terzo vacabolo, “anziani”, si ottiene questo titolo: “Se togliessimo il diritto di voto agli anziani?”. Levàteje er fiasco, si potrebbe commentare, bonariamente, in romanesco. Film consigliato: “La ballata di Narayama”, di Shōhei Imamura, Palma d’Oro a Cannes nell’83. Trama: in un villaggio, al settantesimo compleanno gli anziani vengono esiliati su una montagna, dove attenderanno la morte. Si può concepire qualcosa di più mostruoso? Forse sì: nei ghetti della Polonia, per esempio, gli ebrei non vivevano giorni allegri, in attesa della deportazione che li avrebbe trasformati in cenere. Prendersela con gli anziani nel 2019 in un paese come l’Italia, poi, aggiunge alla demenzialità una vena di perfidia vagamente totalitaria. E’ una minaccia disgustosa, ma sembra anche una vendetta: contro le generazioni che hanno fatto dell’Italia la quarta potenza industriale del pianeta, pur in un paese insidiato da mali endemici come l’evasione fiscale da record, l’elevato tasso di corruzione politica e la pervasività delle mafie. Per buon peso, l’Italia appena uscita dal boom del dopoguerra dovette vedersela anche col terrorismo. Ma tenne duro ugualmente, grazie a quei cittadini – ora anziani – che il signor Giuseppe Piero Grillo propone di privare del diritto di voto.
«Ci sono semplicemente troppi elettori anziani e il loro numero sta crescendo. Il voto non dovrebbe essere un privilegio perpetuo, ma una partecipazione al continuo destino della comunità politica, sia nei suoi benefici che nei suoi rischi». A di là della citazione cosmetica (Douglas J. Stewart) queste parole sarebbero state perfette per un tipetto come Joseph Goebbels: a chi altri poteva venire in mente l’espressione “troppi elettori”, per giunta “anziani”? Una proposta, scrive Grillo, «già ampiamente discussa dal filosofo ed economista belga Philippe Van Parijs», pensatore contemporaneo «tra i più grandi sostenitori del reddito universale» (che infatti trovò abusiva l’espressione “reddito di cittadinanza” coniata dai grillini per mascherare la ridicola elemosina elargita col contagocce da Luigi Di Maio). Il voto sarebbe un “privilegio perpetuo”? E certo: che belli, i tempi in cui il voto non esisteva proprio, e il Re poteva tagliare la testa a chi voleva, senza nemmeno un processo. Ma non era diventato un diritto, nel mondo contemporaneo, il suffragio universale? Non è stato introdotto, come conquista storica, da quel pezzo di carta chiamato Costituzione? Perché allora qualcuno pensa che sia così affascinante, tornare di colpo all’età della pietra? Fiato sprecato, se questo qualcuno è il privato cittadino che, occasionalmente, emana diktat cui deve allinearsi il partito-gregge più rappresentato nell’attuale Parlamento italiano.
Il signor Grillo – non eletto, mai votato da nessuno eppure padrone feudale del marchio 5 Stelle – è la stessa persona che esortava gli ignari valsusini, con parole incendiarie, a lottare contro il Tav Torino-Lione (demonizzato come un Moloch del terzo millennio), salvo poi liquidarli, alla stregua di un branco di ottusi montanari, non appena gli fu chiaro che la recita era durata abbastanza, dato che era tempo di cambiare aria, spartito e compagnia di giro. Stessa storia in Puglia (Ilva, Tap) e in Sicilia (Muos di Niscemi). Armiamoci e partite, ma per finta: le trivelle in Adriatico, gli F-35. E vogliamo parlare di obbligo vaccinale? Milioni di voti, nel 2018, mietuti anche con la promessa free-vax della libertà di scelta. Meno di un anno dopo, la firma (con l’amico Renzi) dell’aberrante “Patto per la Scienza” scarabocchiato dal propagandista pro-vax Claudio Burioni. Dulcis in fundo, il taglio dei parlamentari: irrilevante sul piano finanziario ma gravido di minaccia sotto l’aspetto politico, contro la libertà di deputati e senatori. “Troppi”, anche loro, come gli anziani: gli uni da trasformare definitivamente in marionette abilitate solo a pigiare tasti secondo ordini prestabiliti, gli altri da esiliare – alla loro veneranda età – tra il ciarpame umano, ormai inutile. Per dire: il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha compiuto 78 anni lo scorso 23 luglio. Che facciamo, togliamo il diritto di voto anche a lui?
Il presidente più amato dagli italiani, Sandro Pertini, aveva quasi novant’anni alla scandenza del mandato. E di anni ne aveva 80 Stefano Rodotà, quando i grillini volevano che diventasse presidente dopo Napolitano, altro “giovanotto” della Repubblica (classe 1925). E che dire dei vegliardi richiamati in servizio honoris causa, come senatori a vita? Nomi da niente: Toscanini e Sturzo, Ferruccio Parri, Meuccio Ruini, Pietro Nenni. E poi Eugenio Montale, Eduardo De Filippo. E Norberto Bobbio, Rita Levi Montalcini, Renzo Piano, Carlo Rubbia. Vecchie ciabatte, da gettare nel cassonetto? Ma sarebbe un errore opporre il lume della ragione al delirio, sempre piuttosto sinistro e tendenzioso, del signor Beppe: «L’idea», la chiama. Grande idea, non c’è che dire. «Nasce dal presupposto che una volta raggiunta una certa età, i cittadini saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani». Ma saranno fatti loro, no? Macché: «I loro voti – scrive il blogger più pericoloso d’Italia – dovrebbero essere eliminati del tutto, per garantire che il futuro sia modellato da coloro che hanno un reale interesse nel vedere realizzato il proprio disegno sociale». Attenzione: gli anziani, quei ribaldi, «saranno molto meno propensi a sopportare le conseguenze a lungo termine delle decisioni politiche». Quindi imbracceranno le armi e daranno l’assalto al Palazzo d’Inverno, creando il Soviet dei Novantenni per abbattere la democrazia?
Argomenta il feldmaresciallo Grillo: «Se un 15enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perchè può farlo chi questo futuro non lo vedrà?». Magistrale coerenza: anziché abilitare il 15enne, meglio disabilitare anche il nonno. Oltretutto, costa meno: è la filosofia-canaglia dell’élite che ha promosso l’austerity altrui. Un piano – ora se ne sono accorti tutti – a cui il Movimento 5 Stelle ha fatto da stampella, traghettando verso l’area del vecchio potere i voti in libera uscita, ingannati dallo slogan “uno vale uno” prima di scoprire che, nella caserma pentastellata, “uno vale zero”. E non è finita: varrà meno di zero il singolo parlamentare: sfoltita la scolaresca, ci sarà posto solo per i fedelissimi delle segreterie. Se poi venisse imposto anche il vincolo di mandato, cadrebbe anche l’ultimo frammento di dignità parlamentare. Tanto varrebbe chiuderlo del tutto, il Parlamento, privatizzando anche il voto, magari con il ricorso a tragiche barzellette come la piattaforma Rousseau. A 71 anni suonati, lo stesso Grillo non cessa di disorientare sapientemente i seguaci con le sue supercazzole, tanto per sembrare brillante, magari stravagante ma libero, senza burattinai alle sue spalle. Sicuri? Ha smontato il governo gialloverde restituendo i voti degli incauti elettori agli antichi dominatori, i privatizzatori del Britannia, che non hanno mai perdonato al nostro paese la sua irriducibile capacità economica.
Per pura combinazione, infatti, l’armata Brancaleone ora insediata a Palazzo Chigi s’è messa ad agitare, con la bava alla bocca, i vessilli dell’ultima crociata nazionale: quella contro gli scontrini della porta accanto. Guerra al bieco evasore: il barista, l’idraulico, l’elettricista. Perfidi untori, subdoli affossatori del Belpaese. Dal palco, già risuona il tinninnio delle manette evocate dal giulivo Travaglio, giornalista incapace – in tutti questi anni – di formulare una sola parola di analisi sull’euro-crisi italiana. Tutto questo, mentre il governicchio di “Giuseppi” s’inchina ai signori di Bruxelles che tollerano i paradisi fiscali dell’Unione Europea (Olanda, Lussemburgo) che drenano miliardi all’Italia, ogni anno, con il loro scandaloso dumping. Ma discutere con l’Ue non è roba per l’asceta Grillo: è vero, ai tempi belli si divertiva a straparlare di referendum sull’euro, ma poi ha tentato di traslocare il gruppo europarlamentare direttamente tra i banchi di Mario Monti. Il Beppe ormai preferisce bersagli più alla buona: quei gaglioffi dei parlamentari italiani, quel mascalzone del gelataio che non emette sempre lo scontrino. E ora pure i nonni, finiti nella “bad list” del teologo ligure.
Del resto, perché mai aver cura dei pensionati, quando c’è in ballo il futuro dei giovani? Meglio ancora: c’è da pensare addirittura ai nascituri. «Le generazioni non nate – aggiunge infatti il messia genovese – sono, sfortunatamente, incapaci di influenzare le decisioni che prendiamo qui ed ora. Tuttavia, possiamo migliorare il loro destino spostando il potere decisionale verso chi tra noi dovrà interagire con loro». E pazienza se i pensionati, maltrattati dall’Inps e pieni di acciacchi, costretti a trascinarsi tra corsie ospedaliere in attesa di referti clinici che non arrivano mai, ora dovranno anche imparare a usare le carte di credito pure per le medicine, rinunciando a quell’orribile robaccia del contante. Fino a sei mesi fa, si parlava di moneta parallela per ovviare alla scarsità artificiosa di liquidità imposta dalla Bce. Ora siamo all’eliminazione delle banconote: sottrarre, ridurre. Sempre meno, questa è la legge. E già che ci siamo, perché non togliere agli anziani anche il diritto di voto? L’unica buona notizia, probabilmente, è che “le generazioni non nate” non avranno la fortuna di ascoltare, in diretta, le memorabili esternazioni del signor Grillo, il profeta beffardo ma in realtà servizievole, amico del potere che sta preparando, anche per loro, un mondo meraviglioso in cui i vecchi saranno gentilmente invitati a sbrigarsi a crepare. E possibilmente senza disturbare: magari spediti in esilio su una montagna giapponese, come nel film di Imamura.
(Giorgio Cattaneo, “Grillo-horror: via il voto agli anziani. Anche a Mattarella?”, dal blog del Movimento Roosevelt del 19 ottobre 2019).

Tagliare, escludere, eliminare. In una parola: togliere. Password: “meno”. A Beppe Grillo, le parole “diritti” e “voto” procurano l’orticaria? Se si aggiunge il terzo vacabolo, “anziani”, si ottiene questo titolo: “Se togliessimo il diritto di voto agli anziani?”. Levàteje er fiasco, si potrebbe commentare, bonariamente, in romanesco. Film consigliato: “La ballata di Narayama”, di Shōhei Imamura, Palma d’Oro a Cannes nell’83. Trama: in un villaggio, al settantesimo compleanno gli anziani vengono esiliati su una montagna, dove attenderanno la morte. Si può concepire qualcosa di più mostruoso? Forse sì: nei ghetti della Polonia, per esempio, gli ebrei non vivevano giorni allegri, in attesa della deportazione che li avrebbe trasformati in cenere. Prendersela con gli anziani nel 2019 in un paese come l’Italia, poi, aggiunge alla demenzialità una vena di perfidia vagamente totalitaria. E’ una minaccia disgustosa, ma sembra anche una vendetta: contro le generazioni che hanno fatto dell’Italia la quarta potenza industriale del pianeta, pur in un paese insidiato da mali endemici come l’evasione fiscale da record, l’elevato tasso di corruzione politica e la pervasività delle mafie. Per buon peso, l’Italia appena uscita dal boom del dopoguerra dovette vedersela anche col terrorismo. Ma tenne duro ugualmente, grazie a quei cittadini – ora anziani – che il signor Giuseppe Piero Grillo propone di privare del diritto di voto.

«Ci sono semplicemente troppi elettori anziani e il loro numero sta crescendo. Il voto non dovrebbe essere un privilegio perpetuo, ma una partecipazione al continuo destino della comunità politica, sia nei suoi benefici che nei suoi rischi». A di là della citazione cosmetica (Douglas J. Stewart) queste parole sarebbero state perfette per un tipetto come Joseph Goebbels: a chi altri poteva venire in mente l’espressione “troppi elettori”, per giunta “anziani”? Una proposta, scrive Grillo, «già ampiamente discussa dal filosofo ed economista belga Philippe Van Parijs», pensatore contemporaneo «tra i più grandi sostenitori del reddito universale» (che infatti trovò abusiva l’espressione “reddito di cittadinanza” coniata dai grillini per mascherare la ridicola elemosina elargita col contagocce da Luigi Di Maio). Il voto sarebbe un “privilegio perpetuo”? E certo: che belli, i tempi in cui il voto non esisteva proprio, e il Re poteva tagliare la testa a chi voleva, senza nemmeno un processo. Ma non era diventato un diritto, nel mondo contemporaneo, il suffragio universale? Non è stato introdotto, come conquista storica, da quel pezzo di carta chiamato Costituzione? Perché allora qualcuno pensa che sia così affascinante, tornare di colpo all’età della pietra? Fiato sprecato, se questo qualcuno è il privato cittadino che, occasionalmente, emana diktat cui deve allinearsi il partito-gregge più rappresentato nell’attuale Parlamento italiano.

Il signor Grillo – non eletto, mai votato da nessuno eppure padrone feudale del marchio 5 Stelle – è la stessa persona che esortava gli ignari valsusini, con parole incendiarie, a lottare contro il Tav Torino-Lione (demonizzato come un Moloch del terzo millennio), salvo poi liquidarli, alla stregua di un branco di ottusi montanari, non appena gli fu chiaro che la recita era durata abbastanza, dato che era tempo di cambiare aria, spartito e compagnia di giro. Stessa storia in Puglia (Ilva, Tap) e in Sicilia (Muos di Niscemi). Armiamoci e partite, ma per finta: le trivelle in Adriatico, gli F-35. E vogliamo parlare di obbligo vaccinale? Milioni di voti, nel 2018, mietuti anche con la promessa free-vax della libertà di scelta. Meno di un anno dopo, la firma (con l’amico Renzi) dell’aberrante “Patto per la Scienza” scarabocchiato dal propagandista pro-vax Claudio Burioni. Dulcis in fundo, il taglio dei parlamentari: irrilevante sul piano finanziario ma gravido di minaccia sotto l’aspetto politico, contro la libertà di deputati e senatori. “Troppi”, anche loro, come gli anziani: gli uni da trasformare definitivamente in marionette abilitate solo a pigiare tasti secondo ordini prestabiliti, gli altri da rottamare – alla loro veneranda età – tra il ciarpame umano, ormai inutile. Per dire: il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha compiuto 78 anni lo scorso 23 luglio. Che facciamo, togliamo il diritto di voto anche a lui?

Il presidente più amato dagli italiani, Sandro Pertini, aveva quasi novant’anni alla scadenza del mandato. E di anni ne aveva 80 Stefano Rodotà, quando i grillini volevano che diventasse presidente dopo Napolitano, altro “giovanotto” della Repubblica (classe 1925). E che dire dei vegliardi richiamati in servizio honoris causa, come senatori a vita? Nomi da niente: Toscanini e Sturzo, Ferruccio Parri, Meuccio Ruini, Pietro Nenni. E poi Eugenio Montale, Eduardo De Filippo. E Norberto Bobbio, Rita Levi Montalcini, Renzo Piano, Carlo Rubbia. Vecchie ciabatte, da gettare nel cassonetto? Ma sarebbe un errore opporre il lume della ragione al delirio, sempre piuttosto sinistro e tendenzioso, del signor Beppe: «L’idea», la chiama. Grande idea, non c’è che dire. «Nasce dal presupposto che una volta raggiunta una certa età, i cittadini saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani». Ma saranno fatti loro, no? Macché: «I loro voti – scrive il blogger più pericoloso d’Italia – dovrebbero essere eliminati del tutto, per garantire che il futuro sia modellato da coloro che hanno un reale interesse nel vedere realizzato il proprio disegno sociale». Attenzione: gli anziani, quei ribaldi, «saranno molto meno propensi a sopportare le conseguenze a lungo termine delle decisioni politiche». Quindi imbracceranno le armi e daranno l’assalto al Palazzo d’Inverno, creando il Soviet dei Novantenni per abbattere la democrazia?

Argomenta il feldmaresciallo Grillo: «Se un 15enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perché può farlo chi questo futuro non lo vedrà?». Magistrale coerenza: anziché abilitare il 15enne, meglio disabilitare anche il nonno. Oltretutto, costa meno: è la filosofia-canaglia dell’élite che ha promosso l’austerity altrui. Un piano – ora se ne sono accorti tutti – a cui il Movimento 5 Stelle ha fatto da stampella, traghettando verso l’area del vecchio potere i voti in libera uscita, ingannati dallo slogan “uno vale uno” prima di scoprire che, nella caserma pentastellata, “uno vale zero”. E non è finita: varrà meno di zero il singolo parlamentare: sfoltita la scolaresca, ci sarà posto solo per i fedelissimi delle segreterie. Se poi venisse imposto anche il vincolo di mandato, cadrebbe anche l’ultimo frammento di dignità parlamentare. Tanto varrebbe chiuderlo del tutto, il Parlamento, privatizzando anche il voto, magari con il ricorso a tragiche barzellette come la piattaforma Rousseau. A 71 anni suonati, lo stesso Grillo non cessa di disorientare sapientemente i seguaci con le sue supercazzole, tanto per sembrare brillante, magari stravagante ma libero, senza burattinai alle sue spalle. Sicuri? Ha smontato il governo gialloverde restituendo i voti degli incauti elettori agli antichi dominatori, i privatizzatori del Britannia, che non hanno mai perdonato al nostro paese la sua irriducibile capacità economica.

Per pura combinazione, infatti, l’armata Brancaleone ora insediata a Palazzo Chigi s’è messa ad agitare, con la bava alla bocca, i vessilli dell’ultima crociata nazionale: quella contro gli scontrini della porta accanto. Guerra al bieco evasore: il barista, l’idraulico, l’elettricista. Perfidi untori, subdoli affossatori del Belpaese. Dal palco, già risuona il tinninnio delle manette evocate dal giulivo Travaglio, giornalista incapace – in tutti questi anni – di formulare una sola parola di analisi sull’euro-crisi italiana. Tutto questo, mentre il governicchio di “Giuseppi” s’inchina ai signori di Bruxelles che tollerano i paradisi fiscali dell’Unione Europea (Olanda, Lussemburgo) che drenano miliardi all’Italia, ogni anno, con il loro scandaloso dumping. Ma discutere con l’Ue non è roba per l’asceta Grillo: è vero, ai tempi belli si divertiva a straparlare di referendum sull’euro, ma poi ha tentato di traslocare il gruppo europarlamentare direttamente tra i banchi di Mario Monti. Il Beppe ormai preferisce bersagli più alla buona: quei gaglioffi dei parlamentari italiani, quel mascalzone del gelataio che non emette sempre lo scontrino. E ora pure i nonni, finiti nella “bad list” del teologo ligure.

Del resto, perché mai aver cura dei pensionati, quando c’è in ballo il futuro dei giovani? Meglio ancora: c’è da pensare addirittura ai nascituri. «Le generazioni non nate – aggiunge infatti il messia genovese – sono, sfortunatamente, incapaci di influenzare le decisioni che prendiamo qui ed ora. Tuttavia, possiamo migliorare il loro destino spostando il potere decisionale verso chi tra noi dovrà interagire con loro». E pazienza se i pensionati, maltrattati dall’Inps e pieni di acciacchi, costretti a trascinarsi tra corsie ospedaliere in attesa di referti clinici che non arrivano mai, ora dovranno anche imparare a usare le carte di credito pure per le medicine, rinunciando a quell’orribile robaccia del contante. Fino a sei mesi fa, si parlava di moneta parallela per ovviare alla scarsità artificiosa di liquidità imposta dalla Bce. Ora siamo all’eliminazione delle banconote: sottrarre, ridurre. Sempre meno, questa è la legge. E già che ci siamo, perché non togliere agli anziani anche il diritto di voto? L’unica buona notizia, probabilmente, è che “le generazioni non nate” non avranno la fortuna di ascoltare, in diretta, le memorabili esternazioni del signor Grillo, il profeta beffardo ma in realtà servizievole, amico del potere che sta preparando, anche per loro, un mondo meraviglioso in cui i vecchi saranno gentilmente invitati a sbrigarsi a crepare. E possibilmente senza disturbare: magari spediti in esilio su una montagna giapponese, come nel film di Imamura.

 

(Giorgio Cattaneo, “Grillo-horror: via il voto agli anziani. Anche a Mattarella?”, dal blog del Movimento Roosevelt del 19 ottobre 2019).

Fonte: www.libreidee.org

Link: https://www.libreidee.org/2019/10/grillo-horror-via-il-voto-agli-anziani-anche-a-mattarella/

21.10.2019

Pubblicato da Davide

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25 Commenti

  1. Grazie Grillo, si tratta di un assist che neanche Messi…d’accordo gli anziani non voteranno e, naturalmente, non pagheranno più imposte e tasse, nemmeno quelle che verranno inventate nel prossimo futuro.

    Niente diritti e niente doveri, quando si comincia?

    • Prima tolgono il diritto di voto agli anziani, poi il diritto alla pensione a tutti coloro che hanno risparmi o patrimonio…. si sa dove si comincia, ma non dove si finisce. Principiis obsta!

  2. Uno potrebbe anche concludere che Grillo, ormai non più giovane neanche lui, non sa quello che dice. Invece la battuta è indicativa di una mentalità che spiega (insieme ad altre cose) il perché il ‘fondatore’ sta spingendo la sua creazione a diventare la ruota di scorta della sinistra. Diceva Bertold Brecht della concezione della democrazia a sinistra : “Il Comitato centrale ha deciso: bisogna nominare un nuovo popolo”. È sempre la solita storia : prima viene l’ideologia e i suoi corollari, poi il popolo, prima il ‘tassa e spendi’ e poi le necessità economiche (come il taglio delle tasse), prima le ‘devianze’ e poi la famiglia e le gravidanze, prima gli immigrati e poi gli italiani. E così via : noi vogliamo la società senza rifiuti e quindi basta con gli inceneritori oppure la democrazia rappresentativa rappresenta il ‘passatismo’? e noi ‘futuristi’ a 5 stelle siamo per la democrazia diretta alla ‘Rousseau'(l’ultimo voto dava l’80% dei votanti favorevoli al Conte 2, figuriamoci!). E si potrebbe continuare a lungo, come nell’articolo, l’ex Mov, ora diventato ‘tonno in scatola parlamentare’, cerca di far dimenticare le giravolte sui temi principali del programma con leggine con la bava alla bocca come le manette per gli evasori, il taglio dei parlamentari o il conflitto di interessi. A proposito voglio proprio vedere come faranno ad escludere la Casaleggio Associati nella proposta sul conflitto di interesse.

  3. Quelle di Grillo sono tutte manfrine, con quale scopo non si è ancora capito. O forse sì, quello di coprirsi e coprire tutto il Movimento di ridicolo in maniera che si dissolva avendo esaurito il suo scopo o comunque avendo perso la guida di Casaleggio senior.

    L’unica vera riforma che potrebbe migliorare la legge elettorale sarebbe al reintroduzione delle preferenze di lista.

  4. «Se un 15enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perchè può farlo chi questo futuro non lo vedrà?»

    L’Imbecille parte dal presupposto che il vecchio (cioè ciascun vecchio) deve “fregarsene”, perché comunque prossimo a crepare. Non gli passa per il cervello che possa, magari, tenere alla propria famiglia…
    (Eppure: lui si occupa del figliolo finito nei guai in Sardegna).
    Ma, mi rendo conto, in fondo hanno ragione loro: ormai l’appartenenza familiare è idea desueta, pericolosa, in via di cancellazione. Quindi l’obiezione cade da sé. Tutto si tiene.

    Oppure: va bene, votino pure i ragazzi di 15 anni!
    Però, all’occorrenza, vanno in galera a 15 anni, insieme agli altri detenuti di ogni età. Naturalmente, la prostituzione minorile comincia al di sotto dei 15 anni: quindi lasciate che chi lo desidera paghi tranquillamente le quindicenni, purché consenzienti. Non intromettetevi sulle scelte delle fanciulle che riguardano il loro futuro!

    Dite di no? Non va bene?
    Capisco: infatti per voi il voto conta un piffero; potrebbero votare a 12 anni.

    Ma VAFFA…

  5. Vincolo di mandato, o il voto è pressocchè inutile. I 5 sole ne sono plastico esempio. Quanto a togliere il voto agli anziani, è la fase uno con l’ obiettivo finale di ammazzarli tutti ( secondo la dottrina Attali).

  6. Io a 25-30 anni avevo fiducia nei politici, negli scienziati e nei medici.
    Ora che di anni sulle spalle ne ho un po’ di più ho capito come funzionano le cose perché le ho vissute sulla mia pelle e non solo dando ascolto ai TG e a Piero Angela.

    Assurdo che proprio Grillo, uno che da giovane faceva la bella vita e da vecchio si è riciclato come “maestro di vita” se ne esca con queste vaccate. Forse si è rotto le scatole e vuole uscire da un ruolo che ormai non porta più da nessuna parte.

  7. Vorrei radoppiare la posta…. Per gli anziani ricchi,condannati per omicidio, aventi figli stupratori, propongo anche l’esproprio di tutti i beni.

  8. Mi chiedo se Grillo, Tonno Insuperabile qualità Pinne Gialle, a votare ci va o si limita a fare il vecchio saggio della montagna dall’interno della sua scatoletta dorata. ma si, lui crede solo nella piattaforma Rousseau, il nuovo direttorio supremo nazionale; del ciarpame antico fatto di elezioni, referendum, deputati, senatori e compagnia a briscola non gliene frega niente.
    ma se ne vada a fare il guru.

  9. E che dire delle cariatidi che siedono a vita in senato?
    Che il grillo parlante era solo la maschera di un pifferaio l’abbiamo capito, ma se tutti i pensionati di questa nazione che li ripudia andassero in vacanza in un altro paese dove vengono accolti a braccia aperte come in Tunisia, Bulgaria o Portogallo, allora Il fantasma di questo pifferaio avrebbe seri problemi a mandare avanti questo carrozzone di mantenuti che si chiama Italia.
    Nessuno lo dice, ma il gettito fiscale dei pensionati ha il suo peso.

    Quante famiglie che non hanno lavoro andrebbero per stracci senza un pensionato in casa?
    Allora il pifferaio farebbe bene a mettersi un tappo in bocca così evitiamo di discutere sulle sue evacuazioni cerebrali.

  10. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Che ci mettiamo a fare la guerra tra generazioni (oltre a quella dei poveri) ora? E poi non riesco a realizzare a che età (secondo Grillo) una persona diventa anziana ai fini del diritto al voto…

  11. Sin dall’ inizio il 5stalle mi puzzava, SIAMO AL PD 2.x
    Obbrobrio giusto per dare la spalla ai gretini (90 % under 30)

  12. Grillo, come tante volte ci viene ricordato, è innanzitutto un comico, che ha fatto soprattutto satira politica. Noi viviamo in uno Stato “democratico” in cui la satira politica è stata estinta e rimossa. A parte Crozza, finito su una tv marginale, non è più rimasto nessuno. O meglio … sono stati tutti eliminati dai media che hanno accesso al grande pubblico. Qualcuno si chiede il perché? Ovviamente no. Però se questo comico fa una battuta, o meglio una provocazione, chissà perché viene subito preso sul serio e se ne fa una bella filippica con tanto di riferimento ai guai della sua famiglia. Grillo, come politico, ha sparato tante cazzate e il suo partito non lo voterò più ma mi aspetto che si facciano polemiche con un po più di serietà. Certo non me l’aspetto (la serietà) dal Movimento Roosevelt che si presenta così: “Noi del Movimento Roosevelt crediamo che lo stato sociale e la democrazia di cui i Paesi occidentali hanno goduto dal dopoguerra ad oggi siano sostanzialmente in pericolo.” E non è che ripetendo due volte la tiritera il messaggio acquisti più efficacia.

  13. il discorso come sempre è molto complesso anche se democrazia vuol dire suffragio al popolo, tutto il popolo!
    però ricordiamo che già qualcuno, in area pd, mi pare, dopo il referendum Renzi e dopo le ultime politiche sostenne che “non bisogna permettere di votare a chi non sa votare” (…..)
    oggi il grillo sparlante fondamentalmente ribadisce il concetto, ovviamente dal suo punto di vista (il 5s attinge più voti dai giovani piuttosto che dagli anziani….)
    comunque penso che molti oramai abbiano capito che votare serve solo a confermare che il sistema inganna ancora!

  14. Infatti lui lo dice con cognizione di causa,perchè tra un pò di tempo,anziani non ce ne saranno più,l’eutanasia colpirà gli over 65,quelli che devono andare in pensione.Si salveranno come al solito i miliardari.

  15. Un tema degno di un basso e mefitico afflato.

    Anch’io, con il mio 125° commento, partecipo a questa inutilità di questo ennesimo pagliaccio sopravvalutato bravissimo a menare il can per l’aia, visto come milioni di boccaloni l’hanno seguito in questi anni, anni in cui rischiavano una rivolta come in Cile.

  16. Facciamo un piccolo test antidroga a chi vota e se è vero che ci sono 6 milioni di tossici a vari livelli si comincia a scremare.poi a chi ha debiti…niente paura ci salveranno i nuovi italiani abbronzati che sicuramente voteranno in modo giusto e corretto…ma poi vi ricordate che portarono certi senatori a vita a votare a momenti sulla barella…a momenti pur di salvare il governo ?

  17. Io non commento le uscite di quest’essere inqualificabile, aspetto solo il voto dopodichè, lui e la sua banda di …sparirà dalla scena politica italiana.
    Sparirà anche se dovessero votare solo gli undicenni.

  18. Più che togliere il diritto di voto agli anziani io lo toglierei a chi vota il PD, poi a chi vota Berlusconi e Prodi senza dimenticare la Grillo e Di Maio, quindi a chi legge Repubblica. Parlo sul serio! Detto questo non disdegnerei se a votare fossero SOLO coloro che hanno un quoziente intellettivo normale e una discreta cultura economica…ALMENO saper fare di conto!

  19. L’errore POLITICO più clamoroso dei 5 Stelle, secondo me, è stato andarsi a cercare un “Conte”. Con 170 Parlamentari eletti, dovevano e potevano aver qualche elemento buono fra loro invece di cercarsi una soubrette. Sono stai i primi a capire che non erano cosa, per dirla alla Montalbano.

  20. Non è che bisogna per forza commentare ogni stupidaggine che dice Grillo.

  21. Non mi è sembrato che ci fosse l’urgenza di introdurre il tema di togliere agli anziani il diritto di voto, dove non si riesce ancora ad approvare una legge elettorale che consenta la immediata governabilità, che dia il diritto di voto ai sedicenni che mobilitandosi a milioni per l’urgenza ambientale si sono dimostrati più maturi dei loro padri e madri, che introduca il voto elettronico antibrogli con enormi risparmi per le casse pubbliche. Anche se la proposta proviene dall’ELEVATO (alias Beppe Grillo) motivandola con una assenza di progettualità e di una effettiva contrapposizione degli anziani col mondo giovanile.

    Vorrei osservare che fisiologicamente in quel 30% che non va a votare ci sono molti anziani e che l’unica cosa che andrebbe vietata è il diritto di voto ai non autosufficienti, ai ricoverati nelle case di riposo, il cui voto non è espressione di alcuna volontà personale, ma di coloro che li assistono. Questo è un vero scandalo e sappiamo che questi voti sono gestiti dai padroni di queste istituzioni che sono preti e privati, che non sbagliano mai il loro voto in cambio di favori o altre utilità.
    Politicamente mi sembra l’unica cosa giusta da rivendicare, con una possibilità concreta che venga accolta.
    Paolo De Gregorio

  22. In realtà il vero nodo sono QUESTI vecchi. I padroni del mentecatto Grillo ben lo sanno. Persone che non avendo nulla da perdere potrebbero in vario modo rendere molto dura la gestione del gregge. Con o senza voto.