Gratteri: “Il Parlamento è gestito da dieci persone e Draghi è soltanto un esperto di finanza”

Escono le anticipazioni della puntata registrata del Maurizio Costanzo show che andrà in onda stasera 25 maggio. Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri riserva parole pesantissime per Draghi ed il suo governo. Affermando senza mezzi termini che il nostro parlamento è esautorato - poiché gestito da massimo otto dieci persone - di fatto prefigurando reati costituzionali gravi in atto nel nostro Paese

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Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani) per ComeDonChisciotte.org

La storia sembra ripetersi e tutto pare riportarci a quei terribili eventi degli anni 90′, da cui nacque quel potere profondo, che poi ha condotto, negli anni il nostro paese, alla attuale devastazione economica ed istituzionale.

Le similitudini con quei giorni sono a dir poco sconcertanti.

Di come la scelta di pochi giorni fa del magistrato Melillo all’antimafia a discapito del più titolato sul campo procuratore Gratteri, si accoppiasse con l’allora inspiegabile bocciatura del compianto giudice Falcone in favore di Antonino Meli – ve ne avevo già parlato in un mio recente articolo (MELILLO ALL’ANTIMAFIA, COME QUANDO ANTONINO MELI FU PREFERITO A GIOVANNI FALCONE).

Era il settembre del 1991 quando Falcone fu ospite di una agitatissima puntata del Maurizio Costanzo show per parlare di mafia, e sfido chiunque a non ritornare con la memoria e con il cuore a quel topico momento, dopo aver guardato il video qua sotto, della puntata registrata ieri al teatro Parioli, dove Costanzo ha ospitato il procuratore paladino della lotta alla mafia, Nicola Gratteri.

(Cliccate sull’immagine per vedere il video)

Falcone poi finì di vivere, nel modo in cui tutti noi sappiamo, insieme alla moglie ed alla scorta, il 23 Maggio 1992 – a Giugno dello stesso anno, Draghi salì sul Britannia per ricevere precisi ordini su come ed a chi sarebbe poi stato svenduto il nostro paese – ed a luglio i poteri deviati dello Stato insieme alla mafia, completarono l’opera di togliere ogni disturbo al manovratore, facendo saltare in aria anche il giudice Borsellino e con lui le speranze di poter continuare a vivere in uno Stato di diritto.

Da lì in poi, complice tangentopoli che fece fuori buona parte della nostra classe politica di allora, ebbe inizio la seconda Repubblica, ovvero i 30 anni che verranno consegnati alla storia come tra i peggiori, mai vissuti dal nostro popolo.

Ma torniamo all’oggi ed analizziamo le parole di Gratteri, pregando per lui, affinché possa portare a termine il lavoro iniziato da Falcone per poter invertire il corsa della storia del nostro paese.

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro non le manda a dire e ne ha per tutti a poche settimane dalla notizia che la ‘ndrangheta sta progettando di ucciderlo mediante un attentato esplosivo. Dalla lotta alle cosche mafiose al rapporto tra la magistratura e la politica.

Draghi è un esperto di finanza. Punto. Quando parliamo di sicurezza o di riforma della giustizia, non ci siamo proprio”

C’è un’aria di restaurazione – dice il magistrato – C’è un’aria di liberi tutti. È un momento brutto per il contrasto alle mafie, alla criminalità organizzata e alla criminalità comune. È un momento in cui la magistratura è molto debole. Sono stati fatti degli errori e la magistratura non ha avuto il coraggio di autoriformarsi. Quindi in questo momento c’è una sorta quasi di vendetta della politica nei confronti della magistratura dopo 30 anni”

“Oggi – aggiunge – si stanno facendo modifiche normative in Parlamento, ma soprattutto nel governo e poi il Parlamento ratifica. Il Parlamento è gestito da 8-10 persone, non di più. Gli altri votano quello che dicono quelle 8-10 persone. In questo momento c’è un governo dove, dal mio modestissimo punto di vista, Draghi è un esperto di finanza. Punto”. Chiaro il riferimento di Gratteri alle iniziative che il governo, in questi mesi, sta portando avanti sui temi della sicurezza e della riforma della giustizia. “Non ci siamo proprio”

Basterebbero i virgolettati per far scoppiare l’opinione pubblica. Sempre che nel nostro paese sia rimasta un minimo di coscienza civile.

Insomma, Gratteri ci conferma in modo inequivocabile, il grido d’allarme che molti di noi (ComeDonChisciotte in primis), urlano da anni:

non siamo più un paese che possa dirsi democratico

Affermare che otto dieci persone al massimo gestiscono il parlamento, significa che una tribù si è impossessata della nostra struttura costituzionale e chiamarlo colpo di stato non ci qualifica come dei traditori diffamatori, ma bensì come dei realisti patrioti.

Del resto che il nostro paese abbia assunto lo status di colonia, lo dimostra tutta l’escalation di perdite di sovranità (quella monetaria in primis), che abbiamo dovuto ingoiare in questi anni.

La politica non è altro che un insieme di tribù legate tra loro dal principio dell’appartenenza trasversale e con lo stesso “sistema” abbiamo visto viene gestito anche il terzo potere dello stato, quello giurisdizionale.

La vendetta della politica sulla magistratura, a cui fa riferimento Gratteri, dobbiamo avere il coraggio di circoscriverla e specificarla: è la vendetta del potere politico contro quella parte di magistratura che non si è asservita.

Perché come abbiamo visto chiaramente attraverso il “Sistema Palamara”, politica ed una parte della magistratura, andavano e vanno tutt’ora a braccetto insieme.

Certi poteri continuano ancora indisturbati a nominare giudici e procuratori e a comprare processi, con una tale sfrontatezza come se non ci fosse un domani.

Ho una curiosità ed una domanda da fare a Matteo Renzi, visto che è in vena di confessioni grosse, almeno quando gli fa comodo.

Gratteri, se vi ricordate, fu proposto da Renzi ma poi bocciato da Napolitano, come ministro della giustizia.

Come mai nel suo libro il Senatore di Rignano non ha confessato il motivo con il quale il “comunista preferito da Kissinger”, non volle Gratteri su quella poltrona?

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani) per ComeDonChisciotte.org

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