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EDITORIAL USE ONLYUndated handout photo issued by Facebook of signage outside the main entrance to their HQ in California, as the social networking site finally revealed it is working on an alternative to the "Like" button to allow people to express their feelings on serious posts. PRESS ASSOCIATION Photo. Issue date: Wednesday September 16, 2015. A way for users of the social networking site to show empathy is due to be tested soon, founder Mark Zuckerberg said. See PA story TECHNOLOGY Facebook. Photo credit should read: Facebook/PA WireNOTE TO EDITORS: This handout photo may only be used in for editorial reporting purposes for the contemporaneous illustration of events, things or the people in the image or facts mentioned in the caption. Reuse of the picture may require further permission from the copyright holder.

Gli arbitri della verità

DI DANIELE SCALEA

facebook.com

Facebook ha annunciato che alcuni siti di fact-checking decideranno al posto vostro cosa sia vero e cosa falso. Bontà loro, potrete ancora leggere le presunte false notizie, solo etichettate con una lettera scarlatta, e potrete persino condividerle dopo che Facebook vi avrà più volte invitato a ripensarci. E Facebook limiterà la visibilità delle notizie “sospette”, ad esempio estromettendole dal programma annunci a pagamento.

Se pensate che questi siti si limitino a sbugiardare le leggende metropolitane e le notizie inventate di sana pianta, allora non li avete mai visitati. Fatevi un giro e noterete quanto lo scrutinio di dichiarazioni politiche sia al vertice del loro impegno (e quanto il modo in cui lo fanno sia oggetto di controversia sulla loro obiettività e capacità).

Come sempre, la domanda è: chi controlla i controllori? Non cercate una risposta democratica a ciò, tutto sta nell’arbitrio dei vertici di Facebook e delle lobbies politiche che sostengono la svolta censoria.

Sicuramente i siti esterni di fact-checking cui si appoggerà Facebook dovranno aver aderito a una rete internazionale il cui accesso è custodito da Poynter.org.
Un istituto rispettabile. Ma super partes?

Il 9 novembre scorso pubblicava, a firma di Kelly McBride (non una penna occasionale, ma una sua alta dirigente) un commento all’elezione di Donald Trump che cominciava così: “Talvolta il peggio accade”. E continuava, certo sine ira et studio, descrivendo il Presidente-eletto come una persona che “usa gli stranieri quali capri espiatori, marginalizza le donne, invoca la violenza contro le minoranze religiose […] è più bugiardo dei suoi rivali”. E incitava i colleghi giornalisti a perseverare nella lotta.

Questi sono i nuovi custodi della “oggettività” e della “verità”. Ma non dimenticate: la vera minaccia alla democrazia è il fatto che tutti possano votare. “La guerra è pace. La libertà è schiavitù”…

 

Daniele Scalea

Fonte: www.facebook.com/

Link: https://www.facebook.com/places/Cosa-da-fare-a-Roma/115353315143936/

16.12.2016

Pubblicato da Davide

  • vocenellanotte

    Vero.