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La battaglia finale della guerra Big Tech per dominare il mondo

DI DAVID DAYEN

newrepublic.com

Facebook, Amazon, Apple e Google stanno combattendo per il totale controllo dell’American life.

“Bellum omnium contra omnes” in latino significa “guerra di tutti contro tutti”. Pensatori illuminati come Thomas Hobbes hanno usato questa locuzione per descrivere lo stato naturale dell’umanità in assenza di autorità governative. E’ attualmente anche una accurata descrizione dell’economia americana, dato che alcune delle maggiori multinazionali possono agire senza controlli.

Apple, Amazon, Facebook e Google stanno conducendo una guerra del tipo tutti contro tutti: una guerra per guadagnarsi tutto il vostro tempo, tutti i vostri soldi, tutte le vostre interazioni ed aspirazioni mondane. Vogliono essere il vostro unico ed indispensabile partner per navigare nella vita e per esserlo devono distruggersi l’un l’altro. Se il governo non entrerà in questo gioco la cittadinanza americana sarà il danno collaterale.

I giganti della Big Tech una volta si accontentavano di stare al loro posto: Facebook gestiva i social media, Amazon aveva il suo e-commerce e Apple sviluppava il suo hardware, in particolare l’iPhone. Ma i servizi della Apple recentemente resi noti rivelano in realtà una missione di dominio totale: Apple TV+ trasmetterà contenuti originali ma permetterà anche agli utenti di iscriversi ad altri servizi di streaming. Apple News+ mette assieme centinaia di articoli di giornale e di riviste, mentre Apple Arcade offre qualcosa di simile ai video giochi. E tutti questi servizi possono essere pagati con Apple Card, una carta di credito che si appoggia a Goldman Sachs.

La Apple Card, che non prevede more, ridà l’1% in contanti per ogni acquisto fatto con la card, il 2% per pagamenti effettuati con Apple Pay, ed il 3% per acquisti fatti direttamente alla Apple. Queste politiche incentivano gli utenti non solo a procurarsi la Apple Card, ma ad usarla con il telefonino e a regalarsi prodotti Apple. Lo scopo generale è di integrare tutto nei 900 milioni di iPhones: comunicazione, intrattenimento, commercio e pagamenti. Dato che le vendite di iPhone sono ferme a causa della saturazione di mercato, la Apple vuole avvantaggiarsi di questa posizione dominante per proporsi in altre aree di guadagno.

Tutte le altre multinazionali Big Tech stanno facendo qualcosa di simile. Come ha avuto modo di chiarire l’AD di Amazon, Jeff Bezos riguardo il servizio Prime “Il nostro scopo….è mettere in chiaro che se non sei un membro di Prime, sei soltanto irresponsabile”. Amazon Prime, naturalmente, offre un servizio streaming abbinato alla spedizione gratuita dei prodotti offerti. Amazon ha una propria offerta di video game, e il mese scorso senza troppa pubblicità ha firmato un contratto con Worldpay, una società che si occupa di modalità di pagamenti, allo scopo di globalizzare Amazon Pay. Alexa, il sistema parlante, controlla quasi due terzi del mercato. Amazon ha appena sfornato delle cuffie wireless che assomigliano esageratamente alle AirPods Apple.

Il sistema parlante di Google, Home, sta guadagnando terreno con circa un quarto del mercato. Anche Google vende cellulari e il mese scorso ha lanciato una piattaforma streaming di video games. Sta anche investendo in notizie locali grazie alla partnership con McClatchy [agenzia di stampa americana che possiede 29 giornali con circa 2 milioni di tirature giornaliere, ndt]. Google Pay può essere usato in partenariato con migliaia di banche semplicemente con il cellulare. E mentre YouTube, di proprietà Google, ha fatto un passo indietro riguardo la programmazione originale, continua sempre ad offrire miliardi di video.

Nel frattempo Facebook si è dotato di una piattaforma streaming per i video e di un centro per i video games. Portal, un congegno per effettuare chiamate video che si integra con Alexa, è uscito l’anno scorso. Zuckerberg sta pensando ad una nuova elettronica per notiziari di “alta qualità”, per niente simile ad Apple News+. Instagram, di proprietà Facebook, ha appena annunciato l’apertura di un negozio virtuale per app. Ed il recente annuncio di Zuckerberg di modifiche alla messaggistica privata è stata condita di “pagamenti” svariate volte; vuole chiaramente rendere possibile l’utilizzo di Facebook per scambi di denaro tra utenti e per pagare prodotti.

Tutte queste aziende vogliono essere WeChat, un’applicazione cinese che mette assieme messaggi, chiamate video, social network, acquisti e pagamenti con cellulare; solo che lo vogliono realizzare negli USA, se non nel mondo intero. Il potere di fare contemporaneamente pagamenti, acquisti, comunicazioni ed intrattenimento rende gli utenti cinesi letteralmente dipendenti da WeChat.

La guerra Big Tech di tutti contro tutti è in estrema sintesi questa: Apple, Amazon, Google e Facebook vogliono rendere la nostra vita impossibile senza di loro. Combatteranno fino alla morte per mettere in piedi il più grande network con il più alto numero di partecipanti e quello che si aggiudicherà questo primato avrà il congegno o la piattaforma capace di essere un’appendice necessaria ed irrinunciabile per decine di milioni di americani-o forse di tutti gli americani.

Si può ipotizzare che tutto ciò possa sfociare in un confuso stallo dove ogni multinazionale si accaparra una fetta di utenza soltanto. Non sarebbe una gran cosa in quanto ogni utenza resterebbe bloccata nel proprio dominio digitale, incapace quindi di capire come districarsi dal groviglio di offerte. Nei giorni iniziali di internet si parlava di giardini murati; questa sarebbe una vita murata.

Cosa si sta sacrificando per la convenienza di un partner digitale a nostra completa disposizione? La possibilità di scelta, per esempio. Gli utenti diventerebbero prede dei capricci dei decisori digitali. Aspiranti registi o programmatori di video games sarebbero costretti a sottostare alle regole di un operatore dominante per avere visibilità. Sarebbero in grado questi creativi di sopravvivere quando intermediari come la Apple si intascano il 50% dei profitti, così come si spettegola in News+? Non dimentichiamoci poi che l’algoritmo che ci guida potrebbe avere problemi e combinare disastri: abbiamo saputo che la settimana scorsa Facebook attraverso i propri server dedicati alle pubblicità ha operato discriminazioni in base a razza e genere nonostante il pilota automatico fosse in funzione.

Abbiamo varato leggi antitrust per evitare che le corporation potessero riscrivere leggi a proprio favore, accaparrarsi profitti, gettare sul lastrico i fornitori e imporci le modalità di vita dal loro comodo piedistallo. Può sembrare positivo che queste multinazionali si scannino a vicenda mentre i consumatori sono pronti a godersi le offerte che ogni guerra di questo tipo mette a disposizione. Ma una volta finita la guerra, il risultato potrebbe essere una sorta di tirannia digitale dove la partecipazione ad attività sociali comporta la firma su contratti scritti dal Signore Supremo di una gigantesca multinazionale. In ballo non c’è solo la questione della libera concorrenza, ma la nozione stessa di libertà.

 

David Dayen è autore di “Chain of Title: How Three Ordinary Americans Uncovered Wall Street’s Great Foreclosure Fraud

 

Fontehttps://newrepublic.com/

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da Tonguessy

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

12 Commenti

  1. I processi globalizzanti finiscono per globalizzare ogni aspetto del reale, quindi del sociale. Dato che dietro alla globalizzazione c’è il capitale, diventa inevitabile che i primi emissari del capitale, grazie alle innovazioni tecnologiche, diventino forze globalizzanti, tendenti cioè ad essere presenti in ogni piano tecnologicamente agibile del reale. Non venitemi quindi a raccontare la solita balla globalizzante che scienza e tecnologia sono neutre: anche in questo episodio della saga si dimostra il contrario. Si trovano quelle innovazioni che servono a rendere più concreto il dominio del capitale mentre si rende plausibile ogni innovazione grazie alla ‘meraviglia’ dell’integrazione funzionale. E qui l’integrazione funzionale apre un altro vaso di Pandora. Come dimostrano alcuni (sempre troppo pochi) studi non siamo in grado di affrontare adeguatamente gli enormi cambiamenti in atto, non ne capiamo la portata nei tempi richiesti. Aprire molti vasi di Pandora quando le masse hanno difficoltà a seguirne anche uno solo diventa una tecnica (arridaje!) per stupire con effetti speciali mentre il cetriolone si avvicina pericolosamente o, più facilmente, svolge con dovizia il compito assegnatoli.

  2. Al di là di chi comanderà, Facebook e affini o altre entità, stiamo arrivando ad un punto in cui non sarà possibile comprare un pezzo di pane senza la presenza della connessione Internet.

    E’ una società a bassa resilienza, dove per metterci tutti alla fame basterà davvero che qualcuno prema un pulsante dall’altra parte del mondo.

  3. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Viviamo in una società aberrante dove si è scambiato il mezzo con il fine: la tecnologia (come pure il denaro) è un mezzo per rendere migliore la Vita, ma non è il fine della Vita. Meditiamo gente! Meditiamo bene nel nostro intimo…. Ma, in fin dei conti, è proprio così difficile comportarsi da [veri] Uomini, nel senso più nobile di tale termine?

  4. Mah…io sto ripensando un pochino gli acquisti su internet. Assistenza insufficiente o complicata…meglio spendere un pò di più e fornirsi da un commerciante di fiducia. Poi ad essere sincero pensare che stai contribuendo al potere dei padroni ti fa sentire cane…

  5. Sono anni che penso che oramai gli stati con le loro “politiche” stanno, ho hanno perso del tutto, la loro importanza.
    Certo qui si parla di America, ma noi Europei veniamo come sempre a ruota. Inoltre in questa guerra è ora entrata la Cina (che credo si possa considerare qualcosa di più di uno stato, cioè assieme a mezza Asia, una parte di mondo).
    Chi poi vincerà non ha importanza, escludendo (spero, viste le proporzioni) che si possa sfociare in guerre reali, cioè, con bombe High Tech; alla fine il problema potrebbe essere trovare chi e dove, coltiva patate (o riso) a sufficienza per sfamare tutti. Da commerciare poi rigorosamente on line.
    Aggiungo; trovo utile la tecnologia, ma questa, presuppone prima dell’uso la preparazione di quel vecchio hardware obsoleto chiamato: cervello!

  6. Buongiorno! Tutto sommato avete ragione tutti per un verso o per altro!! Ci troviamo, purtuttavia, sempre di fronte al solito ”nodo di Gordio”!! Siccome è evidentissimo che le contromisure non possono limitarsi ai birignao ed alla semplicissima invettiva ribadisco ancora una volta: CHE SI FA??? Azioni da intraprendere, contromisure da adottare? Allora???

  7. Questi autori americani appaiono troppo ingenui per essere veri, un conto è ciò che appare un altro è ciò che è, può sembrare che siano in lotta tra di loro, anche se scannarsi è un po’ esagerato, ma se si va oltre le apparenze e si vede la composizione delle quote azionarie si rimane sconcertati, i proprietari anche se cercano di nascondersi dietro una cortina di scatole cinesi sono sempre gli stessi, ergo c’è chi vince sempre e comunque, i fondi del Delaware sono i proprietari di tutto e le banke commerciali sono le proprietarie di tutti i fondi e via discutendo, inoltre come proprio CDC spiegava con dovizia tempo addietro nella costruzione di questi BIG dell’High Tech c’è sempre stata la mano dei servizi amerikani dalla CIA all’NSA, il quadro mostrato è scomposto nel tentativo di confondere le idee a chi diventa cliente, ma se lo si ricompone si può vedere che non si è poi così tanto lontano dal capitalismo ottocentesco dove chi prestava il denaro era un piccolo network di banke appartenenti alle storiche dinastie giudee, nel tempo hanno costruito diverse e molteplici identità ma il nucleo proprietario di tutto o quasi tutto è rimasto lo stesso, oggi spazia dalle aziende cd tecnologiche alla gestione diretta di tutti gli organismi sovranazionali, FMI, WB (banca mondiale), WTO, ONU, NATO, €U etc. etc., ma non ha mai abbandonato tutto il resto del business, che va dall’apparato militare-industriale, allo spaccio internazionale, al traffico umano, all’informazione di massa, alle rivoluzioni colorate sino al controllo diretto dei parlamenti nazionali tramite loro uomini (Sen. Monti etc.) e attività di lobbysmo sistemico.
    Se cè lotta tra di loro al massimo la possiamo ritrovare tra il capitale industriale, quello più cautamente redistributivo, e quello più estremo e speculativo, non certamente tra le marche e brand vari che solo esteriormente possono apparire diversi e conflittuali, in fondo tutti ma proprio tutti i grandi capitali mirano al controllo assoluto e tutto fa brodo.

  8. All’inizio ci fu la moneta.
    L’umanità si abituò rapidamente ad usarla per le sue esigenze di scambio di beni e servizi in maniera calcolata, rapida, sicura. Per questo la moneta doveva essere unica e garantita, due cose che poteva fare benissimo lo Stato, ma che fecero gola a pochi abili parassiti in grado di fornire lo stesso servizio in alternativa allo Stato, privatizzando il servizio che avrebbe dovuto rimanere interamente pubblico, allo scopo di estrarne il massimo valore tramite una gestione massimamente parassitaria.
    Poi ci fu l’informatica e le telecomunicazioni, ed i servizi pubblici, cioè destinati al pubblico, aumentarono di numero e di quantità, coinvolgendo masse di persone sempre più grandi e spersonalizzate. Ormai la loro privatizzazione, in quanto gestione del servizio pubblico, sulla scia di quella monetaria era diventata più che accettata, praticamente scontata, parallelamente al dissolvimento degli Stati istituzionalizzati. Tantopiù che ancora una volta, come per la moneta, l’introduzione del servizio era avviata e perfezionata da poche genialità al di fuori delle istituzioni, cioè private e privatizzanti del signoraggio proprio del gestore del servizio pubblico.
    All’immenso gregge bastava fornire un minimo di qualità e di sicurezza, ed il gioco era fatto.

    Fino a che ….

  9. La domanda scontata è :come abbiamo potuto permettere tutto ciò senza reagire? Abbiamo agito, questa è la verità seguendo quello che l’economia richiedeva e permetteva di fare ma l’economia non è una teoria astratta a sé stante come vogliono far credere i fake media ma il frutto preordinato di certe politiche che per attuarsi hanno avuto bisogno di politici corrotti che agissero contro gli ordinamenti nazionali I quali potrebbero essere certamente lo scudo ideale contro l’ordoliberismo. Non a caso gli stati nazionali in Europa risultano asfissiati da quella mefitica istituzione chiamata ingannevolmente unione europea dove guarda caso un clan si lobbisti-affaristi non eletti guidati da un vecchio ubriacone continua ad avere maggiori poteri del parlamento… Se questa non è la peggior e più pericolosa mafia allora cos’è?

  10. non so chi ricorda una vignetta (la definisco così, forse impropriamente) che rappresentava due asini legati l’uno all’altro che si sforzavano per raggiungere due opposti mucchi di fieno troppo lontani per quanto permetteva la corda. seguivano due vignette dove gli asini affiancati mangiavano prima un mucchio di fieno e poi il secondo. coronava il tutto la scritta : collaborazione!
    ora, le società di cui all’articolo simuleranno una “forte concorrenza” tra di loro (tipo i gestori di telefonia mobile qui…..) per dividersi il branco d’asini di cui si nutrono che, tra loro in perfetta sintonia, manterranno sempre più idioti!

  11. Non credo sia facile bloccare questa ruota. Quando gran parte dei servizi essenziali saranno spostati sulla rete perché risulteranno infinitamente più accessibili, il danno sarà fatto. E non siamo così lontani. Per ora, benché affascinato da determinate tecnologie, me ne sto tenendo alla larga. Non serve un attivatore locale per le luci o per lo stereo, non serve gran parte delle cose per cui stanno spingendo le smart homes. Ma arriveranno a fare in modo che non ci sia alternativa prima o poi.

  12. Questo è il libero mercato,dove le persone scelgono a quale network aderire.Il migliore vincerà la guerra.Semplice.Solo che quelli abituati all’intrusione dello stato,non lo capiscono.