Danilo Arona
Fonte: www.carmillaonline.com
Link: https://www.carmillaonline.com/2017/07/19/george/
19.07.2017
Danilo Arona
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19.07.2017
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"Dalla televisione il gruppo viene a sapere che in tutto lo stato i morti stanno risorgendo per nutrirsi di carne umana e contagiare i vivi; la causa sembra essere legata alle radiazioni emesse da una sonda sperimentale tornata da Venere...."
I mostri sono creati ad arte per distruggere la parte viva e vegeta del popolo e muoiono solo con un colpo alla testa. Le elucubrazioni psicoanalitichiste non c'entrano un bel niente.
@Natascia
@Mario
Se vi interessa leggete questo copincolla da un articolo che riassume il concetto di "spina" dal libro "Massa e Potere" di Elias Canetti
____________________________________________________
La spina del comando, in secondo luogo. Ogni ordine che un essere umano esegue ubbidendo a chi ha potere su di lui gli lascia, secondo Canetti, una spina conficcata dentro. Questa spina “penetra profondamente” e “dura inalterabile”: “nessun comando trova fine nella sua esecuzione, bensì è immagazzinato per sempre”. La spina è odiosa – “un duro cristallo di rancore” –, e l’impulso a sbarazzarsene è “una delle grandi fonti di energia psichica dell’uomo”: “Fin dalla primissima infanzia, spine di ogni tipo si accumulano nel bambino: esse si trasformeranno poi nei limiti e nelle costrizioni della sua vita successiva. Egli deve quindi cercare altre creature nelle quali trasferire le sue spine. La sua vita diviene un’unica avventura del liberarsi-di-esse, del doverle-perdere. Egli non sa perché compie questa o quella azione inesplicabile, perché contrae questo o quel vincolo apparentemente senza senso”.
Della spina ci si può liberare trasferendo su un sottoposto, anche a distanza di anni, il medesimo comando che si è ricevuto da un superiore. Poiché per Canetti la sentenza di morte è l’archetipo di tutti i comandi, il boia è allora “il più soddisfatto degli uomini, l’uomo più libero da spine”, poiché scarica immediatamente sul condannato la spina dell’ordine di giustiziarlo che ha ricevuto. Ma della spina ci si può liberare anche, seppur provvisoriamente, nella massa: quando vi partecipa, l’individuo “è, per così dire, sgattaiolato fuori di casa, lasciando in cantina tutte le spine che vi stanno ammassate”. E soprattutto, ci si può sbarazzare delle spine nella massa di capovolgimento (o rovesciamento, Canetti usa entrambe le parole). Giova citare per esteso:
La massa di capovolgimento viene costituita da molti, per lo scopo comune della liberazione dalle spine del comando cui ciascuno, da solo, non può sperare di sfuggijre. Un gran numero di uomini si riuniscono insieme e insieme si volgono contro il gruppo di quegli altri in cui riconoscono coloro che per lungo tempo li hanno comandati… La classe inferiore che è insorta costituisce una massa ovunque congiunta, la classe superiore che si trova minacciata, circondata dalla maggioranza, forma una serie di mute piene d’angoscia e pronte alla fuga… Può anche darsi che non si tratti propriamente dei responsabili di questa o quella spina, ma, lo siano oppure no, essi vengono trattati come tali con il massimo rigore. Il capovolgimento che così ha luogo contro molte persone insieme riesce a eliminare anche le spine più dure… anche se l’insurrezione fallisce e gli uomini non riescono a emanciparsi dalle loro spine, essi conserveranno il ricordo del tempo in cui erano massa. Quando si trovavano in quella condizione erano, per lo meno, liberi da spine: perciò continueranno sempre ad anelarvi.
Non solo. Si può ipotizzare che, quanto più gli elettori dei partiti di governo si sentivano “costretti” a votarli, tanto più il voto, oltre a non consentire loro di liberarsi delle vecchie spine, gliene conficcava pure addosso di nuove. Un’ipotesi che sembra particolarmente plausibile là dove la “costrizione” era di natura clientelare, poiché il clientelismo è una relazione di potere. Ma che potremmo avanzare anche per l’elettorato d’opinione anticomunista. Spingendo oltre la congettura, immaginiamo insomma che coloro i quali votavano per anticomunismo abbiano comunque maturato del rancore per quella che vivevano come una costrizione. E abbiano scaricato questo rancore da un lato sul Pci, facendosi ancora più anticomunisti. Dall’altro sui partiti anticomunisti, concependo nell’ombra un’ostilità cupa e crescente nei loro confronti. Che di tanto in tanto, per altro, alcuni di loro sfogavano nell’urna mettendo la croce sulla fiamma tricolore.
Mettersi dalla parte dei “ricevitori di spine” e criticare il potere – criticarne ad esempio l’inefficienza, o la disonestà, o l’incapacità di adeguarsi alle metamorfosi del paese – è stato dunque per pezzi importanti della classe politica anche un modo per lenire l’angoscia del comando, per costruirsi un’uscita di sicurezza nell’eventualità che i “minacciati di morte” si ribellassero. O meglio: per illudersi di aver costruito un’uscita di sicurezza. Non soltanto infatti i tentativi del potere di camuffarsi da massa erano, appunto, un camuffamento, non un’autentica metamorfosi. Ma, per giunta, era una simulazione che non poteva ingannare nessuno – così come non lo poteva neppure l’altra simulazione, quella della circolazione continua delle figure al comando.
Poiché lo scontro elettorale fra le masse chiuse dei partiti non consentiva loro di sbarazzarsi delle spine del comando, infine, per renderne sopportabile il fastidio gli italiani hanno fatto ricorso alle masse aperte – partecipando alle quali, non lo si dimentichi, l’individuo “sgattaiola […] fuori di casa, lasciando in cantina tutte le spine che vi stanno ammassate” – più di quanto in quegli anni non sia accaduto in altre democrazie. Così possiamo “spiegare” à la Canetti il movimentismo, l’attivismo, le pulsioni sovversive, il ruolo della piazza e l’intensità della violenza politica che hanno caratterizzato la democrazia italiana nel secondo dopoguerra.
Amo Canetti. Ne lessi molto. "Massa e potere" sta sempre tra le mie cose. Oggi sento di averlo storicizzato. Frutto maturo di un'epoca formidabile, Sì credette di poter tagllare per sempre catene antiche grazie a studi sociali diffusi e sistematici. La storia ci insegna però che anziché le masse, solo il "Principe " ne fa il proprio uso . Proprio per la natura stessa della massa , essa ha pochi motivi di imprevedibilità e si presta ad essere strumento del potere. Un potere che sfrutta anche la più timida spina. Ma ogni spina , anche la più odiosa, può rivelarsi , se elaborata, ciò che è :uno strumento di crescita
Detesto Canetti, lo trovo illeggibile. Sempre tra il banale e lo stiracchiato, spesso scrive cose improponibili. E comunque ama ripetersi, una frase con un concetto esprimibile in 100 parole diventa un tomo di 1000 pagine. Scusa lo sfogo.
Non esistono letture alternative ... questo e' il mondo che vivono gli artisti ... Romero , Kafka ,
William Burroughs, Orwell , Van Gogh , Caravaggio ,Hieronymus Bosch , Dante ... gli uomini sono esseri mostruosi ...
gli uomini sono gli unici esseri (qui su questo pianeta almeno) che vedono se stessi come esseri mostruosi perchè sono in preda a un "sogno" , in preda alla fantasia di "come dovrebbero essere". E questa è l'unica loro "mostruosità".
Fantasia ? intanto questa Fantasia ha creato " spettacolarita' galattiche "
Uh?
Zombies ? Era naturalmente una metafora ... sapreste riconoscere uno zombie ... oggi ?
Lanotte dei morti viventi è il film che maggiormente visualizza la fine del mito americano, la dichiarata impossibilità a ricercarne la fondazione.
Che c'entra il mito americano.
I mostri vengono da altre parti, da dove ci hanno insegnato a escluderli e relegarli in quanto inaccettabili.
Ma sono comunque parte integrante di noi stessi, la parte che un giorno pretendeva di essere pienamente autonoma e a legibus soluta.
Siamo combattutti fra il desiderare il loro ritorno che sentiamo come un riscatto lungamente atteso e infatti andiamo a vedere quei film, leggiamo quei libri o guardiamo quei quadri che li fanno vedere come se fossero vivi; l'obbligo di doverli uccidere ancora una volta come ci hanno costretti a fare tramite le imposizioni dell'educazione, dell'istruzione e dei codici logici del linguaggio (tramite la sanzione punitiva e/o l'esposizione al ridicolo di fronte a tutti oer il non volersi adeguare); e infine il terrore che si vogliano vendicare ossia cediamo nuovamente all'imposizione dell'ordine voluto dal gruppo.
Si può fare una fenomenologia dei mostri, vampiri, lupi mannari, extraterrestri, fantasmi, anche la figura del killer a pagamento rientra nella stessa fattispecie, ma oggi quella più brutale e corrispondente ai nostri tempi di semplificazione culturale e spirituale è proprio lo zombie.
L'educazione, cioè le imposizioni di cui è portatore il padre in nome della società, si preoccupa per prima cosa di trasformare i bambini in individui
1) che ragionino e PARLINO in maniera coerente cioè che siano prevedibili e sappiano eseguire bene gli ordini
2) che abbiano e siano in grado di sostenere una e una sola immagine di sé
3) che pensino secondo lo schemi dominante che da noi è quello logico, il più funzionale a un ordine sociale gerarchico basato sulla divisione dei compiti
4) che si sappiano coordinare cioè che anche nelle movenze rispecchino quell'ordine che è considerato essenziale oer la riproduzione/perpetuazione del gruppo
Si tratta di una pesantissima costrizione per il bambino che ragiona ancora in termini affettivo/analogico/intuitivi quindi in sostanza ha più "io" che prendono il sopravvento a seconda delle situazione e che quindi pensa in maniera che gli adulti considerano "incoerente", che si trova ancora allo stadio di dover decidere cosa vuole essere e non ritiene ancora indispensabile adeguarsi al modello proposto dal padre, che comprende benissimo come l'aderire a degli schemi logici lo priverà per sempre della intuitività analogica che è pienamente sua a favore di quella logico deduttiva di cui sono padroni solo gli adulti dominanti (per cui il figlio di subalterni avrà molti più problemi con il pensiero astratto filosofico di quanto li avrà il figlio di dominanti).
Il mezzo per mettere in atto la costrizione sono
1) la repressione fisica (percosse e punizioni di vario tipo)
2) l'esposizione al ridicolo
Alla fine il bambino cede e reprime tutta una parte di sé stesso che in realtà ama profondamente ma che si trova costretto a ritenere che sia quella la colpevole delle punizioni che gli vengono inflitte
In altre oarole il bambino è obbligato a tradire la parte che più ama di sé e a considerarla "male".
Quelka parte di sé però resta sempre presente: torna nei sogni e soprattutto torna nelle opere d'arte sotto forma appunto di "esseri inaccettabili" cioè di mostri.
Vampiri, lupi mannari, spettri, dinosauri, fantasmi, mostri spaziali, sono tutti esseri che dovremmo temere ma che ci affascinano irresistibilmente, per i quali paghiamo addirittura un biglietto per poterli guardare in azione come se fossero vivi e veri.
Naturalmente però dobbiamo desiderare di ucciderli, dobbiamo credere di doverci difendere da loro, dobbiamo convincerci che vengono per farci del male.
Eppure sotto sotto facciamo il tifo per loro.
Lo zombie è l'ultimo stadio più semplificato possibile di rappresentazione del mostro cioè dell'opposto dei quattro punti dell'educazione elencati sopra.
1) non ragiona ossia non si sa perché vuole uccidere e soprattutto NON SA PARLARE
2) non ha una immagine coerente perché perde i pezzi ed è corroso dalla putrefazione
3) non pensa dato che non si sa perché voglia uccidere anzi non ha proprio una sua reale volontà
4) è completamente scoordinato nei movimenti
Lo zombie è l'immagine del noi represso dall'educazione che torna indietro.
Ne siamo affascinati perché andiamo in massa al cinema a vederli ma ci sentiamo obbligati arioetere ritualmente su di lui (zombie) quella violenza bestiale che hanno esercitato su di noi educandoci e costringendoci a pensare che quel "noi" pre sociale fosse il colpevole, il capro espiatorio da accusare per le punizioni che ricevevamo.
E infatti il film di zombie in cosa consiste?
In una scusa narrativa esilissima che giustifichi la rappresentazione di una violenza scomposta e spietata su quei mostri ai quali si può fare qualsiasi cosa, anzi si "deve" fare qualsiasi cosa in particolare spappolargli il cranio in maniere che vengono rese con una graficità molto esplicita con infinite variazioni di grandguignolesca creatività.
Il rito (pseudo) liberatorio collettivo del film di mostri consiste nel divertirsi tutti insieme a massacrare il nostro io infantile che tanto tempo fa si rifiutava di essere incasellato come semplice pedina il cui unico scopo esistenziale è essere funzionale al sistema.
Ribadiamo che il capro espiatorio è lui eppure allo stesso tempo riusciamo a convincerci di aver sconfitto le forze del male che ci minacciano.
In altre parole: esercitando la violenza tetrale collettiva sul mostro dichiariamo che il colpevole della violenza che il potere esercita su di noi siamo...noi stessi...cioè per evitare altra violenza su di noi la esercitiamo preventivamente e collettivamente...sempre su di noi...
Solo che non sappiamo più chi è il "noi" e ci convinciamo che l'unico "noi" valido che ci possa garantire la libertà è quello stesso potere che esercita la repressione fin dai tempi della prima educazione.
Il sogno americano c'entra molto poco con gli zombie.
Lanotte dei morti viventi è il film che maggiormente visualizza la fine del mito americano, la dichiarata impossibilità a ricercarne la fondazione.
Che c'entra il mito americano.
I mostri vengono da altre parti, da dove ci hanno insegnato a escluderli e relegarli in quanto inaccettabili.
Ma sono comunque parte integrante di noi stessi, la parte che un giorno pretendeva di essere pienamente autonoma e a legibus soluta.
Siamo combattutti fra il desiderare il loro ritorno che sentiamo come un riscatto lungamente atteso e infatti andiamo a vedere quei film, leggiamo quei libri o guardiamo quei quadri che li fanno vedere come se fossero vivi; l'obbligo di doverli uccidere ancora una volta come ci hanno costretti a fare tramite le imposizioni dell'educazione, dell'istruzione e dei codici logici del linguaggio (tramite la sanzione punitiva e/o l'esposizione al ridicolo di fronte a tutti oer il non volersi adeguare); e infine il terrore che si vogliano vendicare ossia cediamo nuovamente all'imposizione dell'ordine voluto dal gruppo.
Si può fare una fenomenologia dei mostri, vampiri, lupi mannari, extraterrestri, fantasmi, anche la figura del killer a pagamento rientra nella stessa fattispecie, ma oggi quella più brutale e corrispondente ai nostri tempi di semplificazione culturale e spirituale è proprio lo zombie.
L'educazione, cioè le imposizioni di cui è portatore il padre in nome della società, si preoccupa per prima cosa di trasformare i bambini in individui
1) che ragionino e PARLINO in maniera coerente cioè che siano prevedibili e sappiano eseguire bene gli ordini
2) che abbiano e siano in grado di sostenere una e una sola immagine di sé
3) che pensino secondo lo schemi dominante che da noi è quello logico, il più funzionale a un ordine sociale gerarchico basato sulla divisione dei compiti
4) che si sappiano coordinare cioè che anche nelle movenze rispecchino quell'ordine che è considerato essenziale oer la riproduzione/perpetuazione del gruppo
Si tratta di una pesantissima costrizione per il bambino che ragiona ancora in termini affettivo/analogico/intuitivi quindi in sostanza ha più "io" che prendono il sopravvento a seconda delle situazione e che quindi pensa in maniera che gli adulti considerano "incoerente", che si trova ancora allo stadio di dover decidere cosa vuole essere e non ritiene ancora indispensabile adeguarsi al modello proposto dal padre, che comprende benissimo come l'aderire a degli schemi logici lo priverà per sempre della intuitività analogica che è pienamente sua a favore di quella logico deduttiva di cui sono padroni solo gli adulti dominanti (per cui il figlio di subalterni avrà molti più problemi con il pensiero astratto filosofico di quanto li avrà il figlio di dominanti).
Il mezzo per mettere in atto la costrizione sono
1) la repressione fisica (percosse e punizioni di vario tipo)
2) l'esposizione al ridicolo
Alla fine il bambino cede e reprime tutta una parte di sé stesso che in realtà ama profondamente ma che si trova costretto a ritenere che sia quella la colpevole delle punizioni che gli vengono inflitte
In altre oarole il bambino è obbligato a tradire la parte che più ama di sé e a considerarla "male".
Quelka parte di sé però resta sempre presente: torna nei sogni e soprattutto torna nelle opere d'arte sotto forma appunto di "esseri inaccettabili" cioè di mostri.
Vampiri, lupi mannari, spettri, dinosauri, fantasmi, mostri spaziali, sono tutti esseri che dovremmo temere ma che ci affascinano irresistibilmente, per i quali paghiamo addirittura un biglietto per poterli guardare in azione come se fossero vivi e veri.
Naturalmente però dobbiamo desiderare di ucciderli, dobbiamo credere di doverci difendere da loro, dobbiamo convincerci che vengono per farci del male.
Eppure sotto sotto facciamo il tifo per loro.
Lo zombie è l'ultimo stadio più semplificato possibile di rappresentazione del mostro cioè dell'opposto dei quattro punti dell'educazione elencati sopra.
1) non ragiona ossia non si sa perché vuole uccidere e soprattutto NON SA PARLARE
2) non ha una immagine coerente perché perde i pezzi ed è corroso dalla putrefazione
3) non pensa dato che non si sa perché voglia uccidere anzi non ha proprio una sua reale volontà
4) è completamente scoordinato nei movimenti
Lo zombie è l'immagine del noi represso dall'educazione che torna indietro.
Ne siamo affascinati perché andiamo in massa al cinema a vederli ma ci sentiamo obbligati arioetere ritualmente su di lui (zombie) quella violenza bestiale che hanno esercitato su di noi educandoci e costringendoci a pensare che quel "noi" pre sociale fosse il colpevole, il capro espiatorio da accusare per le punizioni che ricevevamo.
E infatti il film di zombie in cosa consiste?
In una scusa narrativa esilissima che giustifichi la rappresentazione di una violenza scomposta e spietata su quei mostri ai quali si può fare qualsiasi cosa, anzi si "deve" fare qualsiasi cosa in particolare spappolargli il cranio in maniere che vengono rese con una graficità molto esplicita con infinite variazioni di grandguignolesca creatività.
Il rito (pseudo) liberatorio collettivo del film di mostri consiste nel divertirsi tutti insieme a massacrare il nostro io infantile che tanto tempo fa si rifiutava di essere incasellato come semplice pedina il cui unico scopo esistenziale è essere funzionale al sistema.
Ribadiamo che il capro espiatorio è lui eppure allo stesso tempo riusciamo a convincerci di aver sconfitto le forze del male che ci minacciano.
In altre parole: esercitando la violenza tetrale collettiva sul mostro dichiariamo che il colpevole della violenza che il potere esercita su di noi siamo...noi stessi...cioè per evitare altra violenza su di noi la esercitiamo preventivamente e collettivamente...sempre su di noi...
Solo che non sappiamo più chi è il "noi" e ci convinciamo che l'unico "noi" valido che ci possa garantire la libertà è quello stesso potere che esercita la repressione fin dai tempi della prima educazione.
Il sogno americano c'entra molto poco con gli zombie.
Sono pienamente d'accordo con questa analisi. Infatti una persona creativa alla quale sia stato permesso di conoscere anche superficialmente sé stesso, molto stranamente riuscirà ad appassionarsi a questo genere di opere.. forse l'aspetto estetico, o la sospensione temporale possono attrarla. Ma tema, della violenza sul mostro chiaramente riporta a ricordi onirici dell' infanzia, a traumi non superati o non elaborati . Provo dolore , molto dolore, nel constatare l'impotenza genitoriale nel saper riconoscere , tutelare e difendere le peculiarità dei propri figli . L'azione del genitore, dettata dalla paura per il domani, si rifugia nel paradigma della coerenza voluta dal sistema gerarchico. Questo non solo oggi, sempre. Sempre , a parte brevi parentesi temporali ultima delle quali proprio coincidente con gli ultimi anni del 1960. Adesso questo ritorno .......
Secondo me ha frainteso:
l'impotenza genitoriale consiste nel non portare a compimento i compiti 1) -4) elencati sopra, la cui negazione sono appunto i segni caratteristici 1)-4) del secondo elenco, che descrivono il tipo-zombi oggi dilagante.
Che sappiano parlare in modo prevedibile e che siano coordinati lo darei per buono. Il dramma nasce dal non saper superare, spesso aimè, neppure da parte dei genitori , certe fasi infantili e adolescenziali che bloccano la crescita spirituale e intellettiva.
Non concordo.
Dal mio punto di vista lo zombie rappresenta esattamente l'opposto, cioè quella parte mostruosa che non ci appartiene e che nei film viene uccisa ripetutamente per soddisfare l'io infantile che torna selvaggio in una civiltà distrutta, un ritorno all'io pre sociale appunto.
I film sono costruiti per darci delle soddisfazioni fittizie e la soddisfazione fittizia del film di zombi è proprio l'eliminazione di un male generico, sotto forma di una umanità malvagia che ci minaccia prodotto di una civiltà in decadenza.
Negli "zombie movie" la civiltà si arresta (o viene distrutta), gli obblighi sociali sono sospesi e tutti si torna a fare quello che istintivamente si deve fare : sopravvivere! Ed è per questo che attirano molto perchè tutti, chi consciamente chi no, sentiamo la costrizione di una vita in cattività tra i palazzi e gli asfalti a dedicarci verso obblighi e dover totalmente distanti dal nostro istinto primordiale che è appunto la sopravvivenza.
Lo zombi è un mostro che ha sembianze umane e ha come unico istinto mangiare.
Rappresenta quindi sì, noi stessi ma non la parte gioiosa e creativa ma quell'io "zombi" ridotto a ricercare solo un bene materiale in maniera ossessiva.
Le masse di zombi rappresentano quindi le masse umane semi addormentate preda degli istinti più bassi, ma attenzione non naturali, rappresentano l'umanità civilizzata e abbrutita che ha perso la luce degli occhi, il sentimento, l'amore, la gioia.
E la soddisfazione dell'eroe è proprio distruggere quello che rivede di se stesso negli zombi, la passività, l'ossessione, l'apatia, l'aggressività.
Per questo non riesco a vedere nello zombi l'istinto primordiale dell'io pre sociale represso dall'educazione.
Romero va letto come Kafka ed Orwell ... metamorfosi ... annichilimento ....
Romero e' stato un presago ... e' cosi' che ci vogliono ... e' cosi' che Lui
aveva presagito ... zombie e' chi non piange , chi non dipinge , chi non scolpisce , chi non suona , chi non scrive ...
Le persone che hanno conservato qualche capacità analogica istintiva, cioè la facoltà intellettuale naturale nell'uomo che poi viene castrata (l'educazione consiste appunto in una castrazione originaria come dice anche Platone nel Simposio quando parla dell'originaria condizione ermafrodita degli esseri umani - qui Mario si incazza...- che vengono successivamente scissi dagli dei nei due sessi ossia vengono castrati) cercano nell'arte, più che l'estetica o la sospensione temporale, "l'antinomia" che è la radice della possibilità di essere in prima persona i liberi manipolatori degli schemi linguistici.
Scusa ma io mica sono uno zombie...
Lo zombie è come sei costretto a rappresentarti l'uomo che si rifiuta di sottomettersi agli schemi del potere.
Gli zombie Mario...non esistono...immagino che su questo siamo d'accordo, giusto? (Per quanto Papa Doc si facesse passare per il Baron Samedi...roba che solo nelle Antille o in Africa occidentale...)
Quindi tutte le pulsioni sovversive, che però possono essere anche giustamente motivate visto che anche tu ti opponi a certe imposizioni del potere, vengono messe nel calderone metaforico del mostro.
Con importanti differenze perché per esempio il dinosauro piace di più ai bambini mentre il vampiro agli adulti.
Il lupo mannaro è più proletario del vampiro, il killer a pagamento è un vampiro diventato un borghese imprenditore di sé stesso, Alien è la rappresentazione della totale perdita di un senso di appartenenza comune all'interno dei subalterni ma soprattutto fra subalterni e classi dominanti.
Secondo me tu ti rifiuti di considerare che i punti 1-4 pur essendo in qualche modo inevitabilmente necessari potrebbero però non implicare per forza la totale castrazione delle qualità analogico intuitive che sono quelle che permettono una autonoma fruizione artistica, ossia non sono negative a priori, ma che però comportano anche una "pericolosa" attitudine alla ribellione all'autorità e a questo mira il potere imponendo una educazione che releghi quella facoltà nella dimensione "mostruosa".
Il piccolo dettaglio che evidentemente ti sfugge è che le classi dominanti NON ESERCITANO LA STESSA CASTRAZIONE che prescrivono implicitamente per i subalterni.
Un figlio di classe dominante avrà una attitudine artistica istintiva (e vale anche per il pensiero astratto filosofico) nettamente superiore a quella di un figlio di piccolo borghesi o di lavoratori.
La persona di classe dominante NON È più raffinatamente formale della persona subalterna ma al contrario è più indipendente e spontanea.
Immagino che ti chiederai: "Ma allora come mai etc etc?"
Perché per i figli di classe dominante la repressione educativa pesa di meno in virtù del fatto che a loro viene promesso che potranno comunque esercitare la violenza "liberatoria" sulle classi subalterne NELLA VITA quindi non avranno bisogno di esercitarla direttamente sul loro stesso inconscio (e per di più collettivamente che è la crudeltà peggiore che si possa immaginare).
Io non credo, sono convinto di questo, che l'educazione al coraggio, alla serietà, allo spirito di sacrificio debba necessariamente realizzarsi tramite la castrazione delle facoltà analogico intuitive nonostante queste siano in naturale MA PROFICUO contrasto con quelle logico intuitive.
Pensare che l'ordine logico deduttivo sia l'unica realtà alla quale ogni individuo deve sottomettersi fosse anche necessaria la violenza punitiva del genitore è qualcosa che serve solo al potere ossia a quelle classi dominanti CHE SI GUARDANO BENE DALL'IMPORRE LE STESSE COSTRIZIONI AI LORO FIGLI.
Ossia, come detto, lo fanno, l'educazione delle classi dominanti passa rigidamente per il dominio e il controllo delle emozioni, ma con la promessa che questo gli servirà per poter scaricare il peso insopportabile di quella repressione sulle classi subalterne.
In un post più sotto ti linko un riassunto del concetto di "spina" in Elias Canetti che illustra meglio questo concetto.
Io invece non sono d'accordo su questa analisi, per quanto la consideri brillante. Il fatto principale, per tornare ai mostri, è decidere se sia più mostruoso adattarsi a delle regole che se rispettate ti danno una possibilità di inserimento sociale (casa, stipendio, amici, ferie etc..) oppure sia più mostruoso delinearsi una strada tutta propria che prevedibilmente porta ad un disagio sociale. Certo, esistono casi in cui le due strade si intersecano ma sono. appunto, casi isolati.
I mostri esistono e tornano vivi come gli zombie indipendentemente dalle scelte che facciamo, dato che ogni scelta genera zombie. La libertà genera zombie come le scelte pilotate, anche se con valenze molto differenti.
Sulla sovrapposizione poi tra gli zombie del citato film ed il Vietnam posso anche essere d'accordo ma, come scriveva Nietzsche “Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro.”
Questo rimane per me un buon motivo per evitare di vedere film horror: preferisco un buon giornalismo di indagine ad una fiction che rimanda a fatti documentabili
In parte ho affrontato le tue questioni nel post di risposta a Mario.
Quello che non capisco però è come si faccia a non vedere che l'attitudine paternal-concreta di dire che devi comunque "farti una posizione" è evidentemente smentita dai fatti di questi ultimi anni.
Quella idea di "farsi una posizione" non è sostanzialmente più realizzabile se non al prezzo della completa sottomissione...e ancora andrebbe abbastanza bene...il punto è che funziona per tuo figlio...meno per tuo nipote...per niente per il tuo bis nipote...
Non so se mi spiego ma un padre serio, a mio avviso, dovrebbe rendersi conto che ai figli...OGGI...deve insegnare che si dovrà combattere o soccombere.
Se ritieni che non siamo davvero a questo punto fai benissimo a pensarla a modo tuo ma se hai anche solo dei dubbi che ci troviamo a un drammatico turning point della storia, in cui i subalterni stanno per tornare a essere i servi della gleba o addirittura gli schiavi dei secoli andati, allora è inevitabile impegnarsi a coltivare ogni seme di ribellione possibile.
Vabbe'...riconosciamo che questo post è stato scritto da una donna.
Sono abbastanza maschilista ma devo ammettere che le donne arrivano con irrisoria facilità a intuizioni che per noi hombres significano un sforzo quasi eroico...
Poi sul logico deduttivo siamo meglio noi ma sull'analogico intuitivo sanno fare una certa cosa che non capisco proprio come gli funziona...(rispetto alla media dei maschietti sono molto meglio ma le femminucce hanno proprio qualcosa delle streghette che, mannaggia, mi sfugge...).
Et vive la différence... ;)
Insegnare a combattere? Ma pensi davvero che ad una generazione cresciuta sugli Iphone importi combattere? Non credi che l'Iphone stesso sia il veicolo creato per traghettare la percezione verso l'iperrealtà photoshoppata del virtuale? E credi che trovare all'interno della situazione attuale una strada percorribile sia così sbagliato? Sentivo l'altro ieri alla radio i lamenti di una ditta che non riesce a trovare tornitori anche neodiplomati a 1500€/mese. E' così sbagliato consigliare i figli di farsi un attestato professionale per essere indipendenti a 18 anni invece che studiare medicina magari fuori sede, dissanguare le finanze famigliari e percepire il primo stipendio a 30 anni?
Non pensi che i vari social siano un metodo per colonizzare l'immaginario e far credere che tutto sia possibile mentre tutto diventa sempre più difficile? Io posso solo testimoniare quanto sia difficile insegnare a combattere ad una generazione che non ne vuole sapere, e pensa sia tutto dovuto dato che tutto arriva gratis e senza fatica (così pensano). Combattere per loro significa tarpare le ali, impedire di sognare di diventare primari. Come glielo spieghi che è meglio uno stipendio oggi da 1500€ che uno domani da call center (700€) con due lauree?
Inutile credere che i figli siano altrove. Nell'etere si trova quello che si cerca. Se i figli sono così, significa che si è lasciato che lo divenissero . I gap visionale è stato dei genitori non dei figli che adesso si trovano tutti assieme in un mondo irreale, nel quale fingono di divertirsi ad oltranza: nulla di più falso. Ripigliamoli. Parliamo con loro senza paura, ne hanno bisogno. Un liceale puo' senz'altro essere un tornitore perfetto. Ma qui tornano in campo i recinti che sempre nel nostro gap visionale abbiamo lasciato abbattere e che tutti noi dobbiamo avere la forza di ripristinare. Orari riposi, ferie sono diritti che alleviano le spine soprattutto a chi svolge queste mansioni non gadget di chi vive immerso in privilegi ingiusti a spese della comunità incosciente.
che atrocità! il padre dovrebbe (e dico dovrebbe........quindi col condizionale) non insegnare ai figli a combattere o soccombere. Dovrebbe insegnare o mostrare la possibilità di essere liberi in qualunque situazione esterna. Non è metafisica o misticismo. E' l'unica via.
questa sono tutte robe materiali!
E' meglio fare il medico o il tornitore per 1550.00 euro al mese?
Ma di cosa state parlando?
Ma la libertà della vita, la strada della conoscenza...
quindi si dovrebbe insegnare ai figli e i figli dovrebbero imparare la maniera migliore di raccattare 1500 per fare la spesa e questo è?
Ma non è atroce?
Ma non è questo essere zombi?
Organizzare la propria intera esistenza in modo che giri intorno a 1500.00 straca...o di euro al mese?
Ma esiste niente di piu materialista, distruttivo, morto, malato, violento di questa visione?
Il mondo è marcio proprio per questo!
La vita è e deve essere altro, ma davvero altro.
Lo dico con rammarico non con rabbia....con dispiacere nel vedere l'aridità e il fatto di credere di essere liberi mentre si è in schemi di pensiero piccolipiccolipiccoli
Solo con la stabilità si costruisce.
Però dipenderà anche dai genitori...
Poi se studia all'università con profitto e non sta lí a traccheggiare secondo me andrebbe incoraggiato.
costruire cosa?
Le nuove stirpi di sabotatori.
è nato prima l'uovo o la gallina?
Il gap è stato dei genitori, certo.
Ma a loro volta i genitori sono stati figli e il gap era dei loro genitori e via discorrendo.
Come se ne esce?
Bravo! E quando "l'unica via" coincide con salari da fame, precariato, instabilità economica e quindi sociale, che fai?
Ho un parente stretto che ha seguito la sua "unica via" e adesso vive con i soldi della misera pensione della madre. E non è l'unico che conosco. Viceversa ho un amico che segue la sua "unica via" da decenni e si trova benone, ma non ha famiglia quindi spese folli da sostenere. Quindi?
L'etere è stato colonizzato, quindi nell'etere trovi solo ciò che serve alla colonizzazione. Certamente non esiste più la famiglia in senso tradizionale e quindi bisogna "lasciarli liberi" perchè sennò apriticielo! Vietato lo sculaccione, adesso offendono i genitori tranquillamente mentre una volta per una parola sbagliata erano denti che volavano. Ripigliamoli? In che senso? Io continuo a parlare loro senza paura, ma credi che serva a qualcosa? La portmodernità è essenzialmente colonizzazione dell'inconscio e hai voglia a tenere duro sperando nell'imprinting famigliare...forse vale per le papere. Sono lotte titaniche per far capire le basi della civile convivenza. E senza risultati apprezzabili. Poi si scopre che per ogni figlio federconsumatori dice che si spendono (fino alla maggiore età, e non è finita lì) 170.000€. Se non è masochismo questo....
Fai un discorso puramente materialista. Se cerchi la libertà in una condizione economica e sociale senza rendertene conto sei schiavo del sogno americano e del capitalismo consumismo. Ed è proprio per questa ragione che non se ne esce perché è l'unica libertà che oramai riuscite a vedere e quindi cercate.
Sarò materialista, ma questo non mi sembra sia un problema. Non sono sicuramente schiavo del sogno americano, tutto patriottismo e religione puritana. Quindi mi sa che stai facendo un bel po' di confusione. Per il resto: ma tu che sei così spirituale come ti guadagni da vivere? Sei un prete forse? Ah, allora si spiega tutto...
Io non sostengo che bisogna castrare alcunchè.
In ogni caso stento a comprendere quello di cui parla. Basta prendere la frase:
"l'ordine logico deduttivo sia l'unica realtà alla quale ogni individuo deve sottomettersi"
L'ordine logico deduttivo non è una "realtà" né tantomeno un sovrano. E' una "facoltà" come dice lei.
Certo l'educazione comporta sempre costrizione ("repressione", come insiste lei), poi può essere buona, meno buona, pessima educazione. Non è questa una grande scoperta.
E non è che poi bisogna pensare alle rose senza spine (canettiane), come allusivamente scrive (o pare farlo).
Se dovessi sforzarmi a dare una descrizione concisa del fine educativo direi che deve in primo luogo affrancare il nuovo venuto dalla schiavitù dell'impulso momentaneo. Non può farlo senza una dose di costrizione (il dovere è una costrizione etc.). Veda poi lei la forma più adatta.
Non è pensabile che l'essere umano che nasce completamente egocentrico e al centro del mondo non incontri "costrizioni", doveri e simili. Perchè poi le costrizioni le incontra comunque e più severe. Meglio prepararsi prima.
Poi non so quale dose di facoltà analogico-intuitive ciò possa castrare. In effetti non ci vedo proprio un nesso (a priori).
Comunque dovrebbe spiegarsi meglio, con dei modelli, riguardo alle peculiarità dell'educazione del subordinato e del dominante.
Che cosa, di preciso, "scarica" John Elkann sulle classi subalterne e che proviene dalle sue spine educative?
E poi vorrei capire cosa sta cercando di proporre, posto che l'educazione del dominante (secondo il suo schema) va bene solo per i pochi che possono disporre del loro puntaspilli.
Mi sembra un discorso ...ozioso.
Perchè deve mettere in competizione il medico col tornitore?
Ammesso (e non concesso) che lei decreti che fare il medico "è meglio", che ne conclude?
Dica lei, son curioso...
Uh?
Mi chiedo sempre se leggete i messaggi prima di rispondere o rispondete così...a tentativi....
Ma ti sembra abbia messo in competizione il tornitore col medico e dedotto che il medico è meglio? io?
Dica lei...
Io non discuto affatto come ognuno si guadagna da vivere. Purchè il guadagnarsi da vivere serva per vivere.
Purtroppo per troppi vivere è guadagnarsi da vivere.
Per molti vivere è guadagnarsi da vivere per provare a guadagnare di più per vivere materialmente ,meglio.
Il sogno americano a cui mi riferisco è una generalizzazione per indicare che la realizzazione che si cerca nella vita è economica e sociale e niente altro per cui la vita, il guadagnarsi da vivere, felicità etc gira sempre e solo attorno a questo.
Mi sembra di essere sulla tua stessa barca. Noi abbiamo 3 figli e grazie a Dio, adesso, lavorano creativamente ciascuno in modo diverso. Questo adesso . Tralascio il resto . Adesso percepiscono degli stipendi , e presto voleranno via. Solo l'autonomia finanziaria può oggi essere considerata il necessario punto di partenza per ogni comprensione e vera crescita per menti normali. Triste a dirsi per le anime belle , ma nulla di nuovo sotto il sole .I soldi dei genitori non hanno valore fino a che essi stessi non sono in grado di mantenersi. Ripigliamoli dall'oblio in cui l'ingegneria sociale li sta portando per far accettare l'inaccettabile, e li corrompa prima che riescano a mantenersi. Dopo capiscono tutto.
Che cosa, di preciso, "scarica" John Elkann sulle classi subalterne e che proviene dalle sue spine educative?
Non mi puoi fare una domanda simile.
E poi vorrei capire cosa sta cercando di proporre, posto che l'educazione del dominante (secondo il suo schema) va bene solo per i pochi che possono disporre del loro puntaspilli.
Che forse esistono altre vie per le quali quella dose di costrizione, che è inevitabile, non finisce per trasformarsi necessariamente in una spinta obbligata a ripeterla (la costrizione-repressione) su altri.
Credo che sia possibile ma mi chiedo se interessi a qualcuno.
Probabilmente no.
non sempre condivido le tue opinioni (su alcune siamo agli antipodi) ma su questo argomento condivido, anzi sottoscrivo anche le virgole, punti e anche i punti e virgole!...
"Solo l'autonomia finanziaria può oggi essere considerata il necessario punto di partenza per ogni comprensione e vera crescita"
Cara Natascia, questa è la visione più agghiacciante che io ritengo siano riusciti a INCISTARE nelle menti anche più sensibili.
CIoè si, lo spirito, si, la crescita e la conoscenza, si i principi e valori si....
Ma DATEMI LA STABILITA FINANZIARIA PRIMA.
Questo è il compromesso con cui hanno comprato l'operaio prima trasformandolo in borghesia, annullandole la virulenza, la violenza, la protesta, la fame di giustizia, di diritti....
facendogli sventolare un divano e un tv a colori hanno mollato tutti sogni e principi perchè...si...va bene tutto....ma la comodità di una casa col divano e la tv...
Con questa terribile e atroce visione hanno disinnescato il 68, i giovani contro la guerra, i figli dei fiori, e con questa terribile e satanica SI SATANICA visione disinnescano ogni giorno i nostri figli!
Ed ecco il ruolo del genitore che non si riesce a staccare da questa misera visione della vita in cui PRIMA LA STABILITA FINANZIARIA e la inculcano ai figli distruggendo ogni speranza!!!
E come vedi, tu, che capisci certe cose e parli di come educare i figli...
sbatti contro un muro di cemento mentre vai a 180 senza casco....
e questa ristrettezza di visione della vita la trasmetti inevitaillmente ai tuoi figli!
Quello che ti chiedevi prima è proprio questo.... cosa si tramanda di terribile da genitori a figli..
QUESTO....proporio quello che tu ritieni sia un valore assoluto da tramandare.
TI hanno ingannato, SATANA ti inganna nel senso che ti hanno tolto la luce della vera vita e ti hanno messo una lampadina con su scritto STABILITA FINANZIARIA e tu adori quella, rincorri quella, come le falene scambiano la lampadina per la luna...
che infinita tristezza nel vedere "srotolato" ed evidente il dramma della società moderna......................
................
Si io continuo a risponderti nonostante tu, dall'alto della tua cultura superiore non ti abbassi a interloquire con me che invece dal basso della mia ignoranza scambio con chiunque.
(e ti faccio notare quanto questo mi faccia piacere, visto che interloquisci con tutti tranne che con me, a dimostrazione che ti infastidisce il MIO esprimermi e lo elevi, senza accorgertene, rispetto agli "altri"....ma tralasciamo questa spocchia misera e infantile.....)
Lo zombi:
1) non ragiona e soprattutto NON SA PARLARE
2) non ha una immagine coerente perché perde i pezzi ed è corroso dalla putrefazione
3) non pensa dato che non si sa perché voglia uccidere anzi non ha proprio una sua reale volontà
4) è completamente scoordinato nei movimenti
È vero, lo zombi agisce "istintivamente" e per questo potrebbe essere considerato oil simbolo dell'!"io" recondito che la civilizzaione vujole reprimere.
Ma lo zombi non ha nessuna consapevolezza. È mosso da un istinto primordiale ma è meno che un animale, non interagisce con nulla meno che con il cibo.
Non è vero che non si sa perchè voglia uccidere, segue il suo unico istinto a prescindere!
Per questo continuo a ritenere che lo zombi sia piu facilmente il simbolo della "spersonalizzazione" dell'uomo, del "regredire" dell'uomo a una fase non consapevole, non pensante con uno scopo unico da inseguire in maniera assolutamente cieca.
L'io a cui ti riferisci tu, a prescindere dal "parlare" (quindi un grado di civilizzazione) si raggiunge si regredendo dalla civilizzazione, cioè perdendo i condizionamenti della civilizzazione (come fa lo zombi che perde ogni barlume) ma è poi in realtà una evoluzione.
Anzi è l'unica evoluzione.
L'io primordiale spogliato dalla civilizzazione non è un mostro cieco ma un individuo libero!
Cosa che lo zombi non è!
L'io primordiale non è schiavo dei suoi istinti, li ha "TRASCESI".
L'individuo liberato, nei film di zombi, è l'eroe (o gli eroi) che liberati dalla civiltà e civilizzazione, uccidono l'umanità deformata da tale civilizzazione e divenuta "zombi", cieca, senza barlume e con un unico istinto di cui è totalmente schiava, e una volta fatto questo possono, in teoria, ricostruire e ripopolare il mondo senza mostri, finalmente puri e liberati.
Come dicevo, sono soddisfazioni fittizie, sono nutrimento virtuale per quegli istinti che non si possono reprimere completamente, quell'lio che non vuole e non vorrà mai sottostare alla civillizzazione fascista e coatta, alla snaturalizzazione e alla cattività.
Finito di vedere il film la soddisfazione di essere tornati per un momento liberi (perchè il telespettatore si identifica sempre con l'eroe), nella natura selvaggia a lottare per la sopravvivenza e contemporaneamente a distruggere l'uomo snaturalizzato (cioè lo zombi prodotto della civiltà) ci rasserena e ci fa andare l'indomani meglio a lavorare..
Il cinema è anche chiamato la fabbrica dei sogni, e i sogni sono infatti espressione di desideri repressi, di istinti non soddisfatti.
Guardando un film sogniamo e diamo soddisfazione virtuale e ciò che ci manca : la libertà!
Nel 1968 si sono raggiunte delle aperture verso la classe proletaria inimmaginabili. Adesso la classe proletaria è quasi scomparsa. Si studi le finestre di Overton forse troverà al suo posto dei plurilaureati 2 al prezzo di uno.
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fastidioso 21 luglio 2017
certo che siete tutti complicati...