Fiducia coatta

Fiducia coatta

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

Una volta chiarito che l’essenza antropologica del concetto di moneta moderna è quello di un “credito sociale”, si può ulteriormente approfondire l’analisi in varie direzioni. Una di queste è un fenomeno paradossale, ovvero l’accettazione del mezzo monetario fondata sulla fiducia che ciascun utente ripone in esso, però indissolubile dall’obbligo di Stato di utilizzare la valuta nazionale come unico strumento per il pagamento delle imposte. Allora viene da chiedersi se viene prima l’imposizione di Stato o la fiducia spontanea di ciascuno verso la comunità di appartenenza, ormai potenzialmente globale quanto a commerci. Parliamo di una solida fiducia personale nella società organizzata, la quale riconosce e garantisce comunque, a prescindere dalle leggi locali vigenti, quel credito così ben quantificato nelle proprie tasche, al centesimo, in ogni circostanza, perfino all’estero tramite un consolidato sistema di cambi tra le diverse valute nazionali e non.

Il depositario della fiducia (la società) se la conquista dimostrandosi affidabile nel tempo, testimoniando continuativamente il buon fine dei liberi commerci a base monetaria, mentre chi nutre fiducia lo fa a ragion veduta, attraverso un processo interiore, sia emotivo che razionale, volto a maturare un giudizio storico consolidato. Ma è veramente tramite l’esercizio del libero arbitrio che si arriva a tale giudizio nei confronti della moneta corrente? Evidentemente no, e non solo a causa dell’invasiva imposizione di leggi di Stato, fiscalità in primis. C’è soprattutto uno stato di necessità personale che riguarda chiunque. Siamo tutti sospinti e in larga misura costretti a comprare tutto ciò di cui abbiamo bisogno, e anche ciò di cui ci convincono di avere bisogno con la forza di una subdola persuasione ideologica e pubblicitaria. Con tali mezzi invasivi e martellanti si crea un insopprimibile desiderio, fino a che diventa emotivamente un “bisogno”, un condizionamento che determina nei fatti uno stile di vita “à la page”, compatibilmente con la capacità di spesa delle proprie tasche.

E’ così che la percezione di “Stato”, di “società civile”, di “sistema” in qualche misura si fondono tra loro, fino a rappresentare una sorta di prosecuzione oltre l’infanzia del rapporto del bambino con i suoi genitori, dai quali dipende in tutto e per tutto, materialmente e affettivamente. O se si preferisce un’infantilizzazione dell’età adulta, con la riduzione del cittadino a mero consumatore.

Sarà capitato anche a voi di osservare la fortissima reazione emotiva di un ragazzino, specie se adolescente, quando qualcuno mette in discussione la figura mitizzata di suo padre, delle sue qualità e della sua autorevolezza. Nessun giudizio men che positivo può essere sopportato, e chi si è incautamente azzardato ad esprimerlo perde istantaneamente ogni rispetto da parte del fanciullo ferito da tali opinioni, per lui letteralmente “irricevibili”.

Chi non abbia mai osservato simili reazioni in un minore, dovrebbe perlomeno aver notato le violente reazioni contro i “no-vax”, i “no-green-pass”, i “putiniani”, ecc. ecc. Ovvero verso tutti coloro che osano dubitare della narrazione mainstream dei fatti, rendendosi così colpevoli di remare contro il ruolo salvifico del sistema, cioè di uno Stato-società che pensa solo al bene di tutti e a difenderci dai cattivi di turno, responsabili dei mali del mondo. La moneta, essendo un indiscusso credito sociale, è il più forte propulsore e collante di questa identificazione nel sistema vigente, che alcuni potrebbero anche paragonare allo stereotipo del rapporto di sudditanza con un “padre-padrone”, mentre i più, da conformisti persi, ne sono talmente posseduti da non sopportare neppure l’idea che esista un’alternativa a questa realtà consolidata, e perciò allo status quo in cui sopravvivono spesso a fatica.

Chi mai rinuncerebbe ai soldi posseduti, alla loro potenzialità di risolvere quasi tutti i problemi della vita? Si è praticamente costretti a nutrire cieca fiducia nell’istituzione monetaria, e la si sposa come sistema di vita naturale insieme a tutto il resto che segue a ruota.

Ecco come si spiega la convivenza paradossale di fiducia e coazione, che non sarebbe del tutto maligna di per sé. Lo diventa quando ad es. il gestore dello strumento monetario, chiunque esso sia, lo distorce per realizzare finalità contrarie al bene comune, agli interessi popolari. Cosa che analogamente si può fare anche per ogni altra realtà sistemica dal forte impatto sociale, che è esattamente quello che sta accadendo ai giorni nostri, e che i più non vogliono vedere né ammettere, preferendo nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, pur di continuare a crogiolarsi nella presunta “comfort zone” che il sistema concede loro, ricevendone in cambio consenso e fedeltà.

Ne consegue che il possibile risanamento nella gestione del sistema monetario diventa necessario, se non addirittura propedeutico, al risanamento nella gestione del sistema scolastico, sanitario, giudiziario, militare, mediatico, ecc. ecc. Ovvero dell’intero sistema economico-politico che determina la realtà sociale del Paese consolidandola in quello che è, con le sue qualità o il suo degrado. Tutto ciò è coerente con l’equazione ricchezza = potere, con tutte le relative conseguenze scaturite dal tipo di gestione economico-politica adottata dai potenti, e in qualche modo forzosamente consensualizzate a livello di massa per renderle sostenibili, fino a che si può.

Se non si capisce che una scorretta gestione della moneta produce concentrazioni esasperate di ricchezza, tali da determinare inesorabilmente l’usurpazione e la negazione dell’ordinamento democratico, non si è capito nulla dei problemi del nostro tempo, un tempo ipertecnologico che inaugura una nuova era storica, del tutto inedita, dell’umanità. L’età della moneta moderna è ancora più impattante sui nostri destini di ogni altra età precedente a partire dall’età della pietra, cioè di ogni successiva tappa nell’evoluzione umana sul pianeta che ancora ci ospita, fino a quando i nostri comportamenti suicidiari ci estingueranno anzitempo se non li contrastiamo con la necessaria energia vitale. Infatti non si può ignorare la avvenuta realizzazione di decine di migliaia di bombe atomiche e di altrettanto devastanti nuove armi di distruzione di massa, o di irreparabili inquinamenti chimici della biosfera, o semplicemente la concentrazione smodata della ricchezza in pochissime mani di criminali latitanti “padroni universali”, che ne dispongono per allocarle a loro piacimento, quasi sempre a fini antiumani.

La meccanica monetaria è certamente congruente alla classica definizione tecnico-funzionale della moneta (Unità di conto, Mezzo di pagamento, Riserva di valore), una definizione che però nulla dice riguardo ai fini per i quali può essere distorto l’utilizzo strumentale della moneta semplicemente controllando le politiche gestionali che determinano una strategia economica piuttosto che un’altra. Ecco quindi che, metaforicamente parlando, assistiamo all’uso del coltello non solo per tagliare pane e companatico, ma anche per fare macelleria sociale. E’ solo chi stringe il coltello dalla parte del manico, cioè il gestore dello strumento, che può deciderne il tipo di utilizzo da porre in essere caso per caso in base a predeterminate strategie, funzionali ai suoi fini.

E chi è oggi il gestore privilegiato della moneta?

Chi ne decide le strategie gestionali attraverso il sistema bancario che fa capo alle banche centrali e ai vari istituti di regolamentazione sovranazionali?

Di fatto sono gli stessi accentratori di ricchezza detti “padroni universali”, quei pochissimi “privati” che si nascondono dietro il paravento delle istituzioni pubbliche, ampiamente infiltrate nei posti chiave da personaggi selezionati dal loro esercito di burattini, per eseguire i loro ordini illegittimi ma in tal modo istituzionalmente “riciclati” e resi legali, tal quale il riciclo di denaro sporco delle mafie, che del resto son fatte della stessa pasta. E a cascata si compie tutto il resto dei crimini nella gestione del potere, fino agli ultimi livelli, se non nel mondo intero sicuramente nel nostro occidente atlantico a guida anglofona, caratterizzato da ambizioni egemoniche.

Ricchezza = potere, elementare Watson!

E’ la funzione “Riserva di valore” della moneta che rende possibile una tale distopia, non volendo in alcun modo contrastare con opportune ed efficaci regolamentazioni la sua possibile concentrazione illimitata da parte dei potenti, che tali sono diventati proprio accumulando moneta e ricchezze truffaldinamente, con metodi detti impropriamente speculativi.

E’ solo partendo dalla definizione antropologica della moneta, come “credito sociale”, che diventa invece possibile e naturale approfondire l’analisi di ciò che dovrebbe essere funzionalmente, cioè uno strumento al servizio dell’umanità, sia per il bene comune che per quello individuale, non contrapposti ma al contrario complementari e sinergici. Come per i membri di una famiglia felice, o quantomeno serena, dove il bene di ciascuno concorre al bene di tutta la famiglia, e viceversa.

Infatti la consapevolezza di godere di un credito sociale non solo garantisce sicurezza e serenità alla propria esistenza individuale, ma ci rende responsabili socialmente, cioè del buon funzionamento della società nel suo complesso, di questa realtà in cui viviamo e che ci vede protagonisti pro quota e come fruitori individuali, particelle ultime e indivisibili della grande comunità ove si svolge la nostra e l’altrui vita. Ecco la parola chiave, il verbo “vivere” e il sostantivo “vita”, che sono alla base del senso, dei valori, delle finalità alle quali deve “servire” l’uso della moneta, e non viceversa, cioè una vita mal vissuta in funzione solo del massimo guadagno monetario, dell’accumulazione di ricchezza intesa come miraggio di felicità o sete di potere.

Qui il discorso si allarga alla filosofia, alla religione, all’arte, e a tutto ciò che costituisce valore umano percepibile soprattutto in forma animica e spirituale, cioè alla vera essenza della vita, che può essere vissuta intensamente e gioiosamente, per quanto breve, precaria e comunque caduca. Viceversa il sistema economico sempre più iniquo in cui siamo costretti a vivere genera moltitudini di “zombi”, morti viventi che trascinano penosamente la loro misera esistenza alla ricerca di quel minimo di sussistenza materiale e spirituale costantemente ostacolato, o addirittura negato da un sistema sostanzialmente malato, divisivo e antisociale, che stimola e tollera solo comportamenti egoici. Un sistema che si concretizza nell’antinomia ricchi – poveri illimitatamente esasperata.

In conclusione di queste parziali ma decisive riflessioni, per quanto elementari e rudimentali possano apparire a prima vista, possiamo evidenziare un primo risultato cruciale: l’attenzione alla gestione monetaria è condizione necessaria per poter ambire agli ideali di libertà, giustizia e uguaglianza di diritti e doveri, che sono poi gli ideali autenticamente democratici. Questo ne fa un argomento prioritario anche se non in senso strettamente gerarchico. Altri punti di vista tematici possono essere ritenuti altrettanto validi e prioritari. Ma il concetto stesso di “condizione necessaria”, che è un concetto matematico, lascia intuire la correlazione reciproca tra le questioni fondamentali della vita sociale e individuale.

Un ulteriore vantaggio del punto di vista monetario è la semplicità meccanicistica di tale strumento, che è ormai parte integrante dell’esperienza umana condivisa.

Comprendere la meccanica monetaria significa perciò possedere una padronanza dello strumento “necessaria e sufficiente” (altro concetto della matematica, scienza esatta) per indirizzarne politicamente l’uso a fin di bene, inteso nel senso comune del termine senza bisogno di particolari sofismi.

E’ perfino ipotizzabile una cultura diffusa in tal senso, come parte della cultura popolare, grazie alla quale mobilitare la sensibilità delle masse per avere la forza di cambiare rotta, dalla attuale distopia sperequativa verso l’utopia autenticamente democratica, realizzabile per gradi.

Basti pensare a quante disgrazie e sofferenze si potrebbero evitare contrastando questa gestione classista ed elitaria della moneta, chiaramente illegittima quanto resa forzosamente legale, per poter ricostruire un mondo più giusto e riappacificato, interprete di una moderna civiltà al passo coi tempi, ove il ripudio della guerra sia un faro salvifico in qualsivoglia tempesta, e non semplice carta straccia resa tale da traditori della Patria e profanatori della Costituzione. Burattini del potere finanziario egemone, ingenuamente votati da un elettorato sempre più deluso e scoraggiato.

Ma la verità si sta facendo strada sempre più rapidamente, e l’inganno di questa tigre di carta, con tutti i suoi orrori, sta per essere sconfitto, insieme all’unipolarismo anglofono che lo sostiene.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

11.11.2023

Per chi fosse interessato/a a dibatterne direttamente con l’autore può contattare la redazione.

Alberto Conti. Laureato in Fisica all’Università Statale di Milano, docente matematica e fisica, sviluppatore software gestionale, istruttore SAP, libero pensatore, collaboratore di Giulietto Chiesa, padre di famiglia, appassionato di filosofia, psicologia, economia politica, montagna, fotografia, fai da te creativo, sempre col gusto alla risoluzione dei problemi.

Commenti (23)

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Mostra commenti 23 caricati
    1. absitiniuriaverbis 14 novembre 2023

      Ma è logico! Perfino elementare nella sua crudezza.

      Così come ci sono le guerre giuste, c'è anche l'inquinamento giusto da armi giuste, le fake news giuste, la soppressione dei ribelli giusta, i morti giusti, la deviazione giusta dalla costituzione, l'oscuramento giusto del giuramento dei dottori, e... via di questo passo.
      Tutto giusto fuorché la giustizia.

    1. LuxIgnis 13 novembre 2023

      ci hanno rotto le scatole tassandoci anche la CO2 per una UE tutta “green”

      Ma poi approvano per altri dieci anni (notizia di questi giorni) l'uso del glifosato che è sicuramente acqua fresca per loro.
      Vuoi mettere un pesticida potenzialmente molto pericoloso con la CO2!

    2. Nonso 14 novembre 2023

      Glielo consiglio per via orale, ci allungassero il pastis

    1. mago 13 novembre 2023

      Fino al punto 4 nulla da ridire a parte che al posto di agevolare io obbligherei il rientro per il 5 e 6 penso che si abbia capito e lo hanno capito pure loro che se fai sul serio con il lavoro nero paralizzi il paese,va bene al Nord tanto i polentoni pagano ma al Sud no...per i poliziotti e finanzieri abbiamo il numero piu alto al mondo e se ne metti ancora in pattuglia giocano a scopa in auto,i servizi segreti sono impegnati a dossierare i soliti e non hanno tempo....ma se i politici rompono le scatole alle multinazionali quando li trombano dove vanno poi a guadagnarsi la pensione ? non se ne esce piu^

    1. Nestor Halak 13 novembre 2023

      E' forse utile ricordare che nel dopoguerra, specialmente in Europa, l'idea di moderare il capitalismo in senso socialista e quindi di impedire l'eccessiva accumulazione di ricchezza in mani private. cosa che avrebbe necessariamente svuotato di senso la democrazia dall'interno, era ampiamente diffusa sia nella prassi politica che tra la popolazione, La socialdemocrazia era realmente operante in molti paesi dell'Europa occidentale, compreso il nostro. I Beatles si lamentavano che quasi tutti i loro immensi guadagni erano assorbiti dalle tasse, ed infatti non sono diventati dei Bill Gates ante litteram, perfino nei paesi islamici l'estremismo religioso era di gran lunga meno potente di quanto non lo sia adesso che è in molti casi percepito dalle masse come l'unica vera opposizione allo status quo e fonte di riscatto.
      E' stato a partire dagli anni ottanta, quando la sinistra internazionale ha cominciato ad indebolirsi per poi crollare definitivamente negli anni novanta che l'anima belluina del capitalismo è stata definitivamente liberata con l'imposizione del modello estremista americano a tutto il mondo assieme al modello politico dei due partiti fintamente contrapposti, ma in pratica equivalenti.
      Qualcosa di simile all'auspicato controllo politico della società si è insomma già visto, ma è stato deliberatamente spazzato via dal "nuovo che avanza".

    1. ignorans 13 novembre 2023

      No la moneta è solo uno strumento. Non si può ridurre tutte le colpe alle manovre monetarie.
      Il problema sono i fini, quindi devi osservare i fini che "la società" si è posti.
      Quali sono?
      1) tutti ricchi
      2) tutti sani
      3) tutti educati
      4) tutti con un lavoro
      5) tutti felici
      Tutto questo è impossibile oltre che insano. Ed è quello il problema cioè mettersi in testa ciò che non è realizzabile.
      In più, a rendere ancora più grave la situazione, si vorrebbe fare tutto questo con "il socialismo".
      Ecco la misura della confusione che alberga nella testa di gente folle.

    2. ric 13 novembre 2023

      che la moneta sia uno strumento , e' vero .Ma nelle mani sbagliate diventa un arma .
      tutti ricchi.. ( diopende cosa intendi per ricchezza)educati,..tutti con un lavoro...tutti sani...( povere case farmaceutiche ) tutti felici ( dipende cosa intendi per felicita' )

      di insano ci trovo ben poco ..per farlo ci vorrebbe un vwero socialismo...sara' per questo che le elite lo odiano ?

    3. ignorans 13 novembre 2023

      Le masse che tu sollevi dalla povertà diventano piccoli borghesi consumatori. Perciò il tuo lavoro è inutile

    4. Nonso 13 novembre 2023

      In mancanza di argomentazioni ci si rifà alla disonestà intellettuale, amica fidata dei deboli di spirito.

      Cosa stai dicendo? Che avresti vaccinato per ceto sociale?

    5. Nonso 13 novembre 2023

      tutti educati (povere scuole), tutti con un lavoro (povero reddito universale)

    6. ric 13 novembre 2023

      come ragionamento vacilla parecchio...riprova !

    1. sbregaverse 13 novembre 2023

      ben prima
      d'ogn'altr'accadimento
      άποκάλυψις
      coatti

    1. LuxIgnis 13 novembre 2023

      Sarà capitato anche a voi di osservare la fortissima reazione emotiva di un ragazzino, specie se adolescente, quando qualcuno mette in discussione la figura mitizzata di suo padre [...]

      C'è un detto nel Buddhismo: Se incontri il Buddha per strada uccidilo.
      Parafrasando potremmo dire: se incontri un padre per strada uccidilo. O anche, più incisivo, se incontri Dio per strada uccidilo.

      Il problema è tutto qui. La maggior parte è stata educata non alla libertà ma a essere assoggettata a un autorità che possiamo chiamare tranquillamente il padre (o la madre se volete). Quindi in realtà anche se è adulta e decrepita si trova costantemente in una fase infantile in cui il padre (giustamente in quella fase e in quel contesto) è figura indiscutibile e faro preminente. La ribellione adolescenziale che tanto viene stigmatizzata è in realtà spesso il tentativo di "uccidere il padre". Perché solo uccidendolo ne esce fuori l'uomo.
      Nelle culture dei nativi, in praticamente tutti, vi erano rituali di passaggio dall'età infantile all'età adulta sia per i maschi sia per le femmine. Erano di varia natura ma erano sempre molto forti, drammatici. Il distacco avveniva con decisione seppur sostenuto da tutta la comunità.Il fine era comunque quello di far nascere l'uomo, libero.

      Noi non abbiamo nulla di questo al limite il ballo del diploma 😆

      E così abbiamo un mondo dominato da "padri" di varia natura: politici, sociali, religiosi, filosofici. E una serie sconfinata di bambini col ciuccio in bocca che si atteggiano a essere adulti.
      Ma non sono adulti, sono solo bambini spaventati che si attaccano alla prima gonna che trovano, che sia un Dio, un personaggio politico, una ideologia. E sono molto pericolosi così come lo può essere un bambino con una pistola in mano.

      Jim Morrison lo aveva capito e si intravede nella sua canzone "the end"

      Father i want to kill you...

      It hurts to set you free
      But you'll never follow me
      The end of laughter and soft lies
      The end of nights we tried to die

    2. IlContadino 13 novembre 2023

      Sto leggendo in questi giorni la biografia di Jim Morrison, interessante, tanta storia.
      Il padre era capitano di una delle navi schierate nel Golfo del Tonchino, presente la vicenda?!
      Il primo album dei Doors fu prodotto da un certo Rothchild, venne registrato negli studi della Disney, non lo sapevo, suona strano.
      Il padre coinvolto in prima persona nella false flag che porta alla guerra del Vietnam, il figlio che diventa una delle principali voci contro.
      Altro dato che ho scoperto nella lettura è che Aldous Huxley, molto apprezzato da Jim, muore in California, per overdose da lsd, lo stesso giorno in cui viene assassinato JFK. Poi arriva Johnson, il Tonchino e tutto l'ambaradan.
      Quanti intrecci

    3. absitiniuriaverbis 13 novembre 2023

      "Non camminare dietro di me;
      Potrei non essere una guida.
      Non camminare davanti a me;
      Potrei non seguirti.
      Cammina semplicemente accanto a me
      e sii mio amico"

    4. LuxIgnis 13 novembre 2023

      "Sul suo letto di morte, il 21 novembre del 1963, incapace di parlare, per un avanzato stato di cancro alla laringe, chiese alla moglie per iscritto di ricevere un'iniezione intramuscolare di 100 microgrammi di LSD"
      https://en.wikipedia.org/wiki/Aldous_Huxley

      Non so che libro stai leggendo ma se omette le giuste informazioni è un libro sospettosamente falso.

      La dietrologia a volte fa più male che bene. Soprattutto se è mistificata.
      E anche la dietrologia può essere un padre.
      Prova a leggerti qualche testo di Jim Morrison senza stupide dietrologie e poi decidi.

    5. sbregaverse 13 novembre 2023

      Sfigatissimo Aldous non s'è parlato di lui nemmanco in articulo mortis.
      JFK teneva banco.
      ~~~~~~~~~~~~~~~~
      In effetti un trafiletto c'e stato ma non mi sovviene il numero della pagina.

    6. LuxIgnis 13 novembre 2023

      Aggiungo che il produttore del primo album si chiama Rothchild (noto produttore discografico dell'epoca) non Rothschild (nota famiglia ebraica di banchieri).

    1. Jimbo 13 novembre 2023

      La veritá si sta facendo strada ma solo per chi la vuole vedere (pochissimi qui in uccidente, ci vuole il lanternino) e infatti l'inganno non sta per essere sconfitto.
      Ci vuole ben altro.
      E prima di essere sconfitto l'unipolarismo anglofono proverá a dare il peggio di sè.

    2. AlbertoConti 13 novembre 2023

      L’unipolarismo anglofono sta già dando il peggio di sè, ma si prepara a superare se stesso.
      Tuttavia c'è più che un inganno e un determinato ingannatore riguardo alla gestione della moneta. Infatti non si è compreso bene il significato "antropologico" della moneta, cosa che mi sto sforzando di comprendere e far comprendere, con tutte le relative implicazioni esistenziali e sociali che un diverso punto di vista comporta per la coscienza di ciascuno. Una coscienza che è un fenomeno universale, condiviso, per quanto più o meno distorto a seconda delle culture e delle ideologie dominanti nei diversi luoghi. Il caso israeliano, ora alla ribalta per gli orrori che sta perpetrando, potrebbe essere preso a campione di queste storture nell'interpretazione del correto uso della moneta, se solo se ne potesse parlare liberamente senza dover essere bollati di "antisemitismo", cioè del peggior crimine agli occhi confusi dei "politicamente corretti". Talmente "peggiore" in assoluto da oscurare perfino l'infanticidio in quantità industriali in pieno svolgimento. Dal lato degli esecutori c'è il razzismo che ne spiega il comportamento, altrimenti incomprensibile per una coscienza appena appena normale. Per gli europei c'è solo l'ignavia concimata con ignoranza e stupidità che può rendere possibile tanta colpevole indifferenza.
      Sono due argomenti diversi, non è che forse c'è una relazione tra di essi?

    3. Jimbo 13 novembre 2023

      Mi sono permesso di modificare il finale ma l'articolo è ottimo e interessante.
      Detto questo non vedo come l'egemone con 1000 basi militari in ogni dove possa perdere il primato, il dominio. Me lo auguro questo si. Verrá ridimensionato ma ha una potenza di fuoco presso che infinita.
      Nei sionisti vedo estrema malvagitá, come la vedo negli UKUS (non da tanti anni - mea culpa), data non tanto da odio verso altre razze ma da una sorta di non considerazione di altre razze (si è razzismo ma in questi casi non vengono neanche qualificati i negri, arabi, ..., come se non esistessero).
      Le nostre responsabilitá di tutto quello che succede sono gravissime (non parlo di Meloni, Mattarella e il resto dei politicanti mi riferisco a noi italiani, europei) ma non comparabili.
      Siamo semplicemente indifferenti menefreghisti ben felici di vivere nella nostra piccola bolla trasparente.
      La bolla è ben riscaldata, si mangia a volontá, fuori migliaia e migliaia di cadaveri, bombe a go go.
      È stata scalfita per un pò da una siringa, ma non ci vogliamo pensare più.
      Chiudiamo le tapparelle della bolla che sennò ci tocca vedere sangue a litri che ci imbratta il vetro. Sia mai.

    4. Vincent1 13 novembre 2023

      Non toccateci però la partita di calcio. Allora sarebbero guai.

    1. absitiniuriaverbis 13 novembre 2023

      " Ci sono molti modi di uccidere una persona: si può infilare a qualcuno un coltello nel ventre, toglierli il pane, non guarirlo da una malattia, ficcarlo in una casa inabitabile, massacrarlo di lavoro, spingerlo al suicidio, farlo andare in guerra. Solo pochi di questi modi sono proibiti nel nostro Stato. "

      Bertolt Brecht

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