Home / Opinione / Sant’Antonio di Padova e Canale Italia (diario)

Sant’Antonio di Padova e Canale Italia (diario)

DI GIOVANNI LAZZARETTI

comedonchisciotte.org

Un resoconto molto personale della diretta TV di Moneta Positiva su Canale Italia

 

Martedì 24 aprile. «Giovanni hai un minuto? Ti andrebbe di venire in una trasmissione TV su “Come nascono i soldi”? Ho un paio di defezioni e mi serve una riserva».

All’amico Fabio Conditi direi sempre di “sì”. Ma ho nella testa l’idea della TV come mezzo di disinformazione e mi verrebbe da dire “no”.

«Che trasmissione sarebbe?» «Quella di Vito Monaco su Canale Italia». Mi precisa i dettagli minimi: la trasmissione è a Padova, in diretta, venerdì 4 maggio alle 21; saremo in 6. Prendo tempo: «Domani sono via. Ci penso un po’, giovedì mattina ti rispondo».

Penso ai tempi della TV: una risposta in meno di 3 minuti. Sono abituato ai tempi lunghi delle conferenze, ho assaggiato i tempi ampi di Radio Maria; dire qualcosa di utile in 3 minuti mi sembra impossibile e sto optando per il “no”. Ma arriva una frase di mio figlio: «Perché non ci vai? Il peggio che ti può succedere è perdere la faccia. Ma, siccome non sei un politico, non perdi niente».

Mi convince, chiamo subito Conditi e accetto. E sono contento, lo ammetto. Quando si ha una locomotiva in corsa come Fabio Conditi che apre le strade e ti chiede solo di aderire, bisogna lasciar da parte tutte le paure. Un po’ come la locomotiva Pino Grana che mi ha portato per 25 volte a parlare di omosessualità e gender in giro per la provincia di Modena.

«Devo prepararmi degli interventi da 3 minuti?» «No, Giovanni, non preparare niente. La scaletta delle domande è una traccia per il conduttore, ma basta una sfumatura per costringerti a cambiare risposta».

Bisogna essere a Padova, o meglio a Rubàno, mezz’ora prima della trasmissione; per sicurezza voglio arrivare molto prima; per arrivare molto prima devo andare in macchina per conto mio; se vado in macchina per conto mio non ho voglia di guidare di notte al ritorno; per cui devo prendere una stanza d’albergo; e se prendo una stanza d’albergo a Padova sarebbe uno spreco non andare da Sant’Antonio.

Così la trasmissione TV si trasforma in pellegrinaggio. Padova ha un quartetto di santi di primo livello: a parte Sant’Antonio, uno dei santi più noti al mondo, c’è l’Apostolo San Mattia, c’è l’Evangelista San Luca, e c’è San Leopoldo Mandic, uno dei protettori del recente Anno Santo della Misericordia.

Arrivo a Padova alle 15. Mi installo in una bella camerina, con le finestre che guardano le cupole di Sant’Antonio. Inizio il pellegrinaggio: subito al confessionale, secondo le indicazioni di mia moglie, poi in visita al corpo di Sant’Antonio. E lì mi viene in mente che alla ricognizione del corpo trovarono la lingua di Sant’Antonio incorrotta: ecco la reliquia giusta da visitare per uno che deve usare la lingua in TV.

Visito San Mattia, San Luca, San Leopoldo Mandic, poi riprendo l’auto e arrivo a Rubàno con largo anticipo.

E qui arriva la telefonata di Conditi: «Giovanni, dove sei?» «Sono davanti a Canale Italia.» «Ecco, noi invece siamo tutti fermi a Occhiobello per un incidente, non si muove niente». Panico. «Insomma, bisogna che rimediate tu e Vito Monaco: fate partire dei filmati, parlate un po’, speriamo di arrivare.»

C’è anche il tempo per una mini-discussione telefonica sulla Provvidenza: «Giovanni, quello che crede alla Provvidenza sei tu. Come se la cava in questa situazione?» «Beh, direi che se l’è già cavata egregiamente: se non avessi pensato al pellegrinaggio, sarei in macchina con voi, piantato a Occhiobello. Invece sono qui.»

Arriva Vito Monaco, e ha il livello di adrenalina alle stelle. Per fortuna può sfogarsi con me, unico presente. Intanto io sgrano un Rosario: non posso fare niente di pratico, ma i singoli Angeli Custodi possono fare tante cosette per smuovere il prima possibile un blocco stradale.

Le auto lentamente ripartono. La mezz’ora di anticipo per gli ultimi accordi e per provare i microfoni salta completamente. Arriva anche la scenetta finale: «Vito, qui in macchina abbiamo uno che ha bisogno di mangiare prima della trasmissione: non potresti farci trovare delle pizze?» «Delle pizze?!? Ma questa è una TV, mica un ristorante!»

Dopo il “filmato copertina” la regia inquadra il salottino e siamo già 5 su 6, come se nulla fosse accaduto. Come primo filmato parte un filmato sbagliato: la scaletta viene ridisegnata al volo alla prima interruzione pubblicitaria. Vedo così per la prima volta cosa avviene quando la trasmissione è “coperta” da un filmato o da una pubblicità: discussioni conduttore – regia, chiacchiere tra i presenti, sgridata di Vito Monaco a Fabio Conditi per il ritardo (ma l’adrenalina si sta attenuando, e la sgridata è bonaria).

Quando tocca a me rivolgo la mente alla lingua di Sant’Antonio e non vado male: mi sono rivisto su YouTube con una voce ferma. Gli occhi non puntano sempre verso la luce rossa della telecamera, ogni tanto mi scappano verso il conduttore, ma si può migliorare.

Cosa sono riuscito a dire nei miei interventi?

– Che la moneta è pura convenzione, come sapeva Aristotele, e come abbiamo riscoperto noi dopo che Nixon chiuse la conversione dollaro-oro.

– Che la sovranità monetaria è dello Stato, ma non la esercita, limitandosi alle sole monete metalliche; tutto il resto (banconote e moneta elettronica) è moneta-debito ed è in mano a privati.

– Che le banche creano il denaro dal nulla, prestando le “cambiali di se stesse”.

– Che la moneta emessa per l’economia e non per la finanza non crea mai inflazione, purchè ci sia in giro anche un solo disoccupato.

– Che il semi-falsario Arturo Virgilio Alves Reis negli anni ’20 del secolo scorso diede una dimostrazione pratica in Portogallo di come la circolazione monetaria sia vitale per dare pane e lavoro a tutti, anche emettendo una moneta priva di agganci con l’oro e con alcunché.

– Che l’enciclica Vix Pervenit di Benedetto XIV è ancora lì a ricordarci che il prestito a interesse ha sempre carattere usuraio, anche se è un povero che presta a un ricco, anche se l’interesse è basso, anche se chi riceve il prestito ne trae cospicui guadagni; la resa del capitale deve essere legata al rischio d’impresa.

– Che il “tasso zero mentale” deve diventare il nostro modo di vivere.

E poiché le mie brevi cose erano unite ad altre brevi cose di persone che hanno lo stesso pensiero di fondo (no alla moneta-debito, sì alla moneta di popolo), la trasmissione di Vito Monaco ha avuto carattere formativo, una rarità in TV.

L’hanno messa su YouTube a questo indirizzo:

https://www.youtube.com/watch?v=l6ZpbpEPKJs

Certo, se osservate la trasmissione come “prodotto televisivo”, constaterete che nelle TV importanti le trasmissioni sono confezionate in modo migliore, con pubblico abbondante e plaudente, con un aspetto di “eleganza” maggiore.

Ma vale la frase di don Camillo a Peppone: «Meglio mangiare una bistecca in un piatto di terracotta, che una cipolla in un piatto d’oro». Anche perché di solito le TV importanti non ti danno nemmeno la cipolla, di solito ti danno una polpetta avvelenata: un mix di disinformazione e litigiosità, che fa spettacolo, ma non fa formazione.

A letto in albergo. Messa alle 7 in Sant’Antonio. Colazione ottima e abbondante. Vado al bar dell’albergo per un caffè extra: la signora non mi fa pagare e mi chiama “professore” (o ha visto la trasmissione, oppure ho il look da professore, oppure chiama tutti professore per sicurezza). Professore di nOmismatica, perché no? Essendo una scienza che non è in Università il titolo di professore devi acquisirtelo sul campo, studiando.

Mentre torno a San Martino in Rio, mi telefona Conditi: «Ok, ti promuovo in prima squadra. Con l’appello finale sulla Vix Pervenit hai conquistato anche mia madre, che è una buona cattolica».

Pellegrinaggio & TV: è proprio una “prima volta”.

Giovanni Lazzaretti

[email protected]

Fonte: www.comedonchisciotte.org

11.05.2018

Pubblicato da Truman