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Impiegare il contante ci rende uomini responsabili

DI GIULIA GROSSO

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Credo che pagare gli acquisti con i contanti  sia un comportamento che ci rende consapevoli della spesa che facciamo. Abituare i giovani al pagamento elettronico, che avviene senza esborso fisico della moneta, ma solo con un passaggio della carta, non li educa alla responsabilità di non sprecare denaro. Molto semplice, sembra che i soldi siano regalati, che non finiscano mai… Sempre a portata di un bip.

Giulia Grosso

Fonte

1.11.2019

Pubblicato da Davide

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15 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Niente da eccepire! Ma per i giovani il problema che deriva dall’uso della tecnologia spazzatura e dagli smartphone mangia-cervello non è solo questo… Non c’è molto tempo rimasto: scomparsa la nostra generazione (sono del ’55) niente ostacolerà la corsa delle giovani generazioni verso la schiavitù, la quale non gliela imporranno, ma gliela faranno addirittura amare!.

  2. Credo che barattare cose reali con altri beni sia un comportamento che ci rende consapevoli della spesa che facciamo. Abituare i giovani al pagamento con monete, che avviene senza esborso di beni reali, ma solo con un passaggio di dischetti metallici, non li educa alla responsabilità di non sprecare le cose. Molto semplice, sembra che le monete, che possono essere fabbricate dovunque, non finiscano mai… Sempre a portata di un bravo fabbro ferraio.

    • Esatto, anche il denaro “fisico” è un’astrazione e se uno ha le mani bucate che sia di carta, moneta, bit o conchiglie poco cambia.

      Conosco gente che fa 5 euro di benzina alla volta perché crede li faccia consumare meno…

  3. Questo è uno degli effetti collaterali che fanno la differenza tra i pagamenti con moneta “fisica” (banconote e monete metalliche) e con moneta “elettronica” (bancomat, carte di credito/debito, ecc). Ed è la differenza tra la percezione di una grandezza analogica ed una digitale. Un orologino da polso digitale può essere molto più leggibile e con maggior precisione di un classico orologino analogico, con le lancette. Ma non darà mai la stessa sensazione d’inquadrare l’ora rilevata nel contesto temporale della giornata vissuta in prima persona, la stessa percezione della misura che vogliamo controllare, la stessa sicurezza immediata di dove ci troviamo nel tempo che scorre. E’ una questione di cervello, siamo fatti per valutare meglio le percezioni analogiche di quelle digitali, dei freddi numeri.
    Nel caso del denaro e dei suoi movimenti questa semplice qualità strumentale riveste in realtà un significato molto più profondo e più importante della semplice valutazione quantitativa. Il denaro “fisico” rappresenta l’ultimo diaframma che separa la percezione del valore delle relazioni umane reali da una realtà virtuale che ci è del tutto aliena, poco percepibile e difficilmente valutabile, in un universo relativistico che disperde l’unitarietà della persona.
    La moneta “fisica” rappresenta a mio avviso anche l’ultima testimonianza dell’inganno sistemico che ha dominato l’economia monetaria nei millenni scorsi, almeno fino al fallimento tanto clamoroso quanto censurato degli “accordi” di Bretton Woods. Dal 1944 al 1971 si è consumata l’ultima farsa della moneta-merce, che ha caratterizzato l’avvento dell’economia industriale, almeno fino ad un certo punto dello sviluppo tecnologico. La moneta non è mai stata veramente moneta-merce, e questo dovrebbe segnare un punto a favore della scomparsa del contante così come lo conosciamo. Paradossalmente però è proprio questa residua fisicità del denaro, per quanto illusoria, che ci tiene coi piedi per terra, consentendoci di non perdere il contatto con la realtà dei valori, e quindi delle relazioni umane più in generale. E’ curioso che sia il sottoscritto a dover rimarcare queste considerazioni, che dovrebbero invece costituire il nucleo di riferimento di una discussione seria di come non perdere il controllo delle nostre vite.

  4. Concordo, ma prima bisognerebbe educarli a non farsi pagare con pacche sulle spalle (per i giovani, il pagamento virtuale è il più diffuso) e solo dopo che il contante ha tutto un’altro valore, se ce l’ho, ce l’ho io ( che è “io” la persona di cui mi fido di più)

  5. Sono d’accordo solo in parte, il discorso sarebbe enorme. Si può essere responsabili anche usando il denaro elettronico, parte tutto dall’educazione a casa. Il problema è tutto il resto, ed è un problema di controllo delle persone, quando il controllo ad alti livelli già ci sarebbe, e le grandi aziende e le multinazionali riescono comunque ad evadere miliardi più o meno legalmente.

  6. Meglio sarebbe educare i giovani a fare piazza pulita di qualsiasi dipendenza se non quelle legate alle necessità bioligiche.

  7. Se tutti gli scambi fossero fatti con moneta fisica, nessuno al mondo potrebbe diventare miliardario di decine e centinaia di miliardi, senza disporre di depositi di denaro come quello di Paperon de Paperoni. Per rendere più facile l’accumulo di denaro ai ricchi hanno esteso a tutti la moneta contabile bancaria, basata sui numeri e sui click, che presto sarà resa obbligatoria per tutte le transazioni e così nessuno sarà più proprietario del denaro che usa.

    • … quindi pagare in contanti significa anche ribadire che si vuole rimanere proprietari del denaro che si usa.

    • Se credi che usando il contante sei proprietario del denaro che usi ti sbagli di grosso. Osserva bene quella banconota e guarda di chi è la firma, la tua banconota è di Draghi/Lagarde e della banca centrale che l’ha emessa.
      Se davvero vuoi essere proprietario dei tuoi soldi l’unica reale soluzione è usare bitcoin, dove l’unica firma (chiave privata/chiave pubblica) che occorre è la tua, dove il possessore della chiave è l’unico possibile proprietario di quel denaro.

  8. Qui si parla di giovani e di educazione, quindi presumo che si tratti di soggetti ai quali il denaro viene regalato e solo in via eccezionale dato in cambio di una prestazione. Il problema sta nel far comprendere il valore del denaro, ovvero che questo di solito si ottiene come corrispettivo del lavoro, detto in modo più drastico, come corrispettivo di un sacrificio. Una volta compreso il concetto, in teoria non dovrebbe esserci differenza nel veder scemare l’importo che si ha a disposizione sotto forma di monete o di numeri, con la differenza che nella moneta fisica è incluso il campanello d’allarme.

  9. E’ una schiocchezza, al senso della misura le persone vanno educate in tutto (est modus in rebus), e non è la percezione del denaro fisico o digitale a fare la differenza. Come è già stato scritto, chi ha le mani bucate le ha comunque e … imparerà. Ogni generazione vede con preoccupazione le diverse abitudini della successiva, immaginando una apocalisse che poi non arriva. La generazione precedente alla mia aveva visto la guerra ed aveva sempre paura di restare senza mangiare, con conseguenti consumi alimentari spropositati … e spesso mi sono sentito dire “perché non mangi?” : che seccatura.

  10. a parte il denaro ‘elettronico’ , e’ la societa’ intera che sta’ impazzendo, si comprano cose che non servono con soldi che non si hanno. sto’ cercando di capire da dove arrivera’ la fine: ho sempre detto medio oriente, india pakistan? cina usa? crisi in sud america che riempira’ gli usa di immigrati fino a farli scoppiare(cosi’ gli altri se ne approfitteranno?). crisi dell’acqua in egitto sudan? o turchia israele? il problema delle crisi e’ che non le vede nessuno soprattutto le vittime cioe’ noi.

  11. Qui l’hanno già spiegato in molti e molto bene, per cui adesso la dico facile facile: già “capire” il denaro contante richiede, dicono, 60 collegamenti di sinapsi, con quello elettronico ci sballeranno del tutto. Non dico per me perchè son vecchia e pure molto oculata, ma un ragazzo….. Vedo stranieri di Paesi in cui pure c’è stata una buona educazione ( mi riferisco all’Est Europa), che vogliono pagare un lecca lecca con banconote da 100 euro e con carta di credito. O, come Ruby, una bottiglietta d’acqua con banconota da 500 euro. Questo significa non aver capito manco per il….il valore (convenzionale) del denaro. Figuriamoci di una carta di credito! Di recente hanno abolito il “Pagherai il mese prossimo gli acquisti con questa carta di credito”, perchè avevano rovinato un sacco di gente che aveva perso così …ii controllo dei conti.
    E infine, avete voglia ogni santa sera di tirar fuori scontrini, fare conti e controllare di continuo? Beh, io ho altro da fare e nella fattispecie: RIPOSARMI anche di testa. Per cose più importanti, dovendo già controllare: le bollette, le cariche telefoniche, le tasse…….e insomma, vedete Tolo Tolo che non è ne razzista ne antirazzista ma racconta, pure agli aspiranti migranti, in che inferno burocratico si vive qui.

  12. Non sono d’accordo, l’unica cosa che conta è dare il concetto di valore, di scarsità, al denaro che sia di metallo o di carta o in bit non importa. Non si può educare al risparmio in una società finalizzata al consumo compulsivo e guidata da politiche monetarie basate sull’annientamento lento ma inesorabile del potere d’acquisto della moneta che (tra l’altro) siamo obbligati ad usare.

    Esperienza personale (ma anche di tanti altri bitcoiners), ho meno di 30 anni e da quando detengo la maggior parte dei miei soldi in bitcoin, ho imparato il valore del denaro e a risparmiare davvero, perchè so che ce n’è solo una quantità limitata e di conseguenza ho molti più incentivi al risparmio di quanti non ne avrei avuti tenendoli denominati in euro.

    Tant’è che dopo un pò di anni, ragiono in termini di unità di bitcoin nel misurare le cose, non più in euro.

    D’altronde come si potrebbe misurare il valore di una cosa, con un’unità di misura che continua ad espandersi (euro e valute fiat)?
    Come misurare una stanza con un metro che continua ad allungarsi, non ha senso.

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