Fascicolo Sanitario Elettronico, come negare il consenso al trattamento dei tuoi dati

Dopo l’intervista all’Avvocato Francesco Scifo, torniamo a parlare di FSE, Fascicolo Sanitario Elettronico.

Anche COMICOST, Comitato per le Libertà Costituzionali, ha emesso un duro comunicato stampa (1) attraverso cui evidenzia come la situazione sia cambiata dopo il  decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 (Decreto Ristoro, convertito poi in legge n 77 del 17 luglio 2020) che, con l’art 11 (“misure urgenti in materia di FSE”) ha abrogato il comma 3 bis dell’art 12 di un altro decreto legge del 2012 (convertito in legge n 221 del 17 dicembre  2012) secondo cui il FSE può essere alimentato esclusivamente sulla base del consenso libero e informato da parte dell’assistito, il quale può decidere se e quali dati relativi alla propria salute non devono essere inseriti nel fascicolo medesimo.

Dunque se prima era necessario raccogliere il consenso libero e informato da parte dell’assistito, altrimenti le sue informazioni non potevano essere inserite nel FSE, adesso invece con la soppressione di questo comma abbiamo una normativa che consente l’acquisizione delle nostre info personali e dati sensibili all’interno del FSE senza la necessità del consenso a partire dall’ 11 gennaio 2021.

In realtà, però, la situazione è molto complessa e confusa. “Ogni regione è diversa dall’altra” – si legge nel comunicato ComiCost – “Ad esempio in Veneto il fascicolo sanitario elettronico esiste da oltre un anno quindi è importante che ogni cittadino veneto faccia uno sforzo di apprendimento, si munisca del cosiddetto Spid ed entri nel proprio fascicolo e si documenti sul contenuto del fascicolo stesso. In Calabria il FSE ancora non è stato realizzato e non è quindi operativo”.

Diverse sono anche le tesi sostenute dagli avvocati, alcune anche molto contrastanti fra loro. Scrive ancora ComiCost: “Chi sostiene quanto sia grave la situazione riguardo i propri dati personali che suggerisce di inviare immediatamente il modulo che nega il consenso sulla base di un regolamento europeo (UE 2016/679) e chi sostiene che la legge 221 del 2012, nonostante l’abrogazione del predetto comma 3-bis art.12 – una buona parte di diritti e tutele siano salvaguardati, ma non tutti. C’è anche chi sostiene che i moduli predetti non servono a niente perchè non sono previsti dalla legge (Italiana). Morale: neanche fra gli avvocati cosiddetti consapevoli (di questa grande sciarada mondiale) vi è una visione univoca. Ed il perché è facilmente intuibile anche dalla persona qualunque, dal cittadino comune: SIAMO INCASTRATI IN UNA COMPLICAZIONE DI NORME TALE DA RENDERE IL DIRITTO SEMPRE PIU’ INCERTO e quindi sempre meno chiaro e sempre più confuso. Esattamente come sta succedendo nella vita di tutti i giorni”. “La strategia” – prosegue il comunicato – “è quella di generare una tale confusione da portare il cittadino all’apatia totale”.

La soluzione, secondo ComiCost, èobbedire esclusivamente alla COSTITUZIONE, unico faro di chiarezza, giustizia e saggezza. Tutto il resto, la politica, le regole, le precauzioni anti covid-19 che in realtà sono PRO-COVID 19 altro non fanno che indurre le persone a lasciarsi dirigere e trasportare dalla corrente senza neanche più reagire, senza neanche più sforzarsi di capire, di valutare e di scegliere”.

ComiCost infine annuncia che, con i propri avvocati e con gli altri movimenti ispirati alla salvaguardia della Costituzione, agirà in giudizio “per ottenere la eliminazione in toto del Fascicolo Sanitario Elettronico in quanto strutturato in modo tale da indurre nel tempo il Ministero della Sanità a farne un cattivo uso” e  intanto dichiara di ricorrere al “MODULO previsto dal regolamento europeo per esprimere il più totale dissenso all’alimentazione del FSE”.  

Anche ComeDonChisciotte  ha predisposto un MODULO per chi desidera muoversi in tal senso.

La richiesta può essere inviata ad ogni Regione all’indirizzo  del responsabile dei dati locale del FSE,  via pec o per raccomandata a.r. oppure barrando la relativa casella nel fascicolo sanitario elettronico nel caso in cui sia già stato attivato. Per completezza si può inviare in CC anche al Garante della Privacy.

MODULO PER MANIFESTARE OPPOSIZIONE AL TRATTAMENTO DEI PROPRI DATI PERSONALI – FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO (FSE) – SCARICA  Opposizione al trattamento dei propri dati personali

Lista indirizzi –  FSE – INDIRIZZI REGIONI Inviare in CC anche all’indirizzo PEC del Garante della Privacy: [email protected] (indirizzo configurato per ricevere SOLO comunicazioni provenienti da posta elettronica certificata)

NOTE

(1) = ComiCost, pagina ufficiale FB:  https://www.facebook.com/ComiCost/posts/216430453405947

ComiCost – Comitato per le Libertà Costituzionali – sito web ufficiale: Comicost.com

Si ringrazia R2020-Sara Cunial per la lista degli indirizzi regionali

09.01.2021

ULTIM’ORA

Proprio oggi, 11 gennaio, giorno per manifestare l’eventuale opposizione all’inserimento dei propri dati personali nel FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico), il Garante della Privacy precisa ufficialmente che non vi è alcuna scadenza per l’inserimento dei dati:

“Fascicolo sanitario elettronico: nessuna scadenza per l’inserimento dei dati

In relazione alle notizie diffuse nei giorni scorsi, riguardo ad una presunta scadenza dell’11 gennaio 2021 per manifestare l’eventuale opposizione all’inserimento dei propri dati personali nel Fascicolo sanitario elettronico (FSE), il Garante per la protezione dei dati personali precisa che tale scadenza non esiste ed è priva di qualsiasi fondamento normativo.

La notizia era circolata in Rete a seguito dell’iniziativa presa dalla Regione Liguria che aveva erroneamente indicato nell’11 gennaio 2021 il termine entro il quale i cittadini liguri avrebbero dovuto comunicare la loro eventuale opposizione all’inserimento nel FSE dei dati relativi alle prestazioni sanitarie fruite, in ambito pubblico o privato, prima del maggio 2020. Da qui la confusione ingenerata.

La delicatezza della materia, considerati i dati sensibilissimi coinvolti, merita di essere prontamente chiarita da questa Autorità.

1) La normativa di recente introdotta (art. 11 decreto legge  “Rilancio”) prevede che, a decorrere dal maggio 2020, a prescindere da qualsivoglia manifestazione di consenso dei cittadini, i dati di tutte le prestazioni sanitarie fruite vadano a confluire automaticamente nel Fascicolo sanitario elettronico. Ovviamente, limitatamente alle Regioni che hanno già attivato il FSE. Al riguardo, peraltro, sempre in relazione alle notizie circolate nei giorni scorsi, il Garante precisa che comunque, anche a seguito di tale alimentazione automatica del FSE, i dati sanitari dei cittadini non saranno accessibili al personale sanitario in assenza di uno specifico consenso del singolo cittadino.

2) Con riguardo, invece, all’alimentazione del Fascicolo con tutti i dati delle prestazioni sanitarie effettuate in epoca antecedente al maggio 2020, il Garante, con nota del 15 dicembre 2020, ha precisato al Ministero della Salute che l’ingresso nel Fascicolo sanitario elettronico sarebbe stato possibile solo a tre condizioni:

a) avere proceduto a un’idonea campagna nazionale di informazione;

b) avere puntualmente informato i cittadini delle Regioni interessate sulle novità relative all’alimentazione del Fascicolo;

c) avere riconosciuto a questi ultimi, dal momento in cui sono stati informati, un termine non inferiore a 30 giorni per manifestare la propria eventuale opposizione.

Allo stato, dunque, alla luce di quanto precede, non essendosi verificata nessuna di queste condizioni, l’invio di comunicazioni alle singole amministrazioni regionali o al Garante, con le quali si rappresenta l’opposizione al citato popolamento, non risulta necessaria.”

Roma, 11 gennaio 2021

 

Link fonte: https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9516732

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ITALIA ENSEÑA
ITALIA ENSEÑA
9 Gennaio 2021 22:06

Diciamo che non si e’ mai potuto sottrarsi del tutto alla schedatura digitale, quella cartacea non e’ molto migliore, ma certo si puo’ evitare di cadere in tutte le offerte consumistiche che rendono il semplice consumatore una pecora da pelare.