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Essere naif, l’unica possibilità

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Rotolano sui giornali notizie a valanga: legge elettorale, Rosatellum (cos’è, un vino?), Italicum (beh, siamo tutti italiani…), “sbarramento” (beh, siamo abituati alle strade sbarrate…sono libere solo per i soliti noti…), Mattarellum (di pertinenza dell’inquilino del colle), alla francese, tedesca, spagnola (sono forse variazioni del kamasutra?), fino a proposte incomprensibili: “Verdinellum”, “Consultellum”…tutte figlie di una sola madre, detta Porcellum. Dichiarata illegale: tutte queste persone che blaterano ed occupano gli spazi televisivi, fra una pubblicità e l’altra, sono dunque fasulli, degli impostori, dei guitti di ennesima categoria. Perché i veri guitti sono persone serie.

Confesso una certa noia a parlare di questo argomento, però me la sono scrollata di dosso per cercare di capire come mai si occupino così tanto di come si vota, sottraendo così tempo prezioso alla ricerca di tangenti o finanziamenti occulti da parte di chi “tiene bisogno” di lor signori.

E’ vero che il vero potere si nasconde fra le lobby finanziarie – a Bruxelles sono ufficialmente accreditati 15.000 lobbisti – più varie società segrete e consigli d’amministrazione dove, spesso, le due funzioni si sovrappongono.

C’è, però, la necessità di mantenere una sorta di “credibilità politica”, tanto per poter affermare “siamo stati eletti”. Già: con leggi dichiarate incostituzionali a raffica, ma tant’è.

La vera ragione che questi signori adducono per le loro manovre occulte, è sempre la “governabilità”, e qui il discorso si fa più interessante.

“Governabilità”, lessicalmente, dovrebbe significare “possibilità di governare”, da non confondere con la “capacità” di governare.

Per poter governare (come, poi…), questi signori ci raccontano che devono nascere dalle elezioni governi “forti”, ossia dotati di ampia maggioranza: spesso ci ricordano che la “stabilità politica” ci è richiesta dall’Europa, cosa alquanto nebulosa. Il Belgio ha avuto una stagione politica di circa un anno e mezzo senza un governo che avesse la maggioranza, ossia col vecchio governo, dimissionario, sempre in carica per “l’ordinaria amministrazione”. Eppure, nessuno s’è suicidato per questo, mentre il “fortissimo” governo Monti lasciò una scia di suicidi fra lavoratori ed imprenditori che ancora ricordiamo con orrore.

E allora? Come si fa?

Con la nuova legge, ad esempio, se prendi meno del 3% non becchi niente (almeno, così sembrerebbe): ciò significa che se circa un milione e mezzo d’italiani votano Tizio (e non raggiungono il 3%), Tizio non ha nemmeno il diritto di dire la sua in Parlamento. Nel nome di un milione e mezzo di persone.

E non è detto che il fenomeno non si ripeta con Caio e Sempronio: in altre parole, “tagliano” le ali marginali della nota campana di Gauss, mantenendo solo le posizioni centrali.

Ovvio che la politica susseguente dovrà cercare di soddisfare la sezione centrale della campana, quello che un tempo era definito “classe media”, la quale, oggi, si sta velocemente estinguendo. La necessità di tagliar fuori gli scontenti diventa essenziale: mica siamo fessi.

Si dà il caso che ci siano gli scontenti e gli scontenti “organizzati”, ossia il M5S: anche qui, la soluzione è presto scovata.

Tre partiti (o coalizioni) si giocano la torta, senza fastidi di partitini “insolenti”: è già chiaro da oggi come finirà.

Dividendo in tre parti, pressappoco uguali, la sezione centrale della campana di Gauss – e poi alleandosi due parti (la governabilità!) – anche gli scontenti organizzati saranno fregati: prepariamoci ad un bel governo Renzusconi, credo che lo abbiate già capito da soli.

Basti riflettere sulla gazzarra che sta capitando nella cosiddetta “sinistra”: tutti blaterano, ma tutti lavorano (non alleandosi) per quel risultato.

Sull’altro versante forse sono meno stupidi e s’accodano, in silenzio e a capo chino: fu Berlusconi stesso a dire di Renzi “Eh…ne avessimo uno così in Forza Italia!”.

Se non considerassimo tutte le varie ed eventuali che l’UE ci metterebbe fra le ruote per tenerci al guinzaglio, quale potrebbe essere una soluzione?

Finalmente ci sono arrivati anche i cinque stelle, dopo aver acconsentito ai vari Mattarellum (et similia) pur di andare a votare: non hanno capito che prima del risultato del voto, ci sono le modalità del voto stesso, senza le quali nulla ha senso. Come si risolverebbe?

Un proporzionale puro e semplice, senza nessuna aggiunta: ossia, si devono eleggere circa 600 deputati e 300 senatori? Si opera una semplice divisione col numero dei votanti e si stabiliscono le dimensioni dei collegi. I cosiddetti “resti” si ripartiscono sui cosiddetti “primi non eletti”: ancora più semplice ed essenziale di come si faceva prima che la febbre maggioritaria sbarcasse nel Belpaese.

Perché è importante questo passaggio?

Un parlamento così eletto, sarebbe lo specchio del Paese e non sarebbe facile trovare la cosiddetta “governabilità”, ma sarebbero anche persone che sono state votate con le preferenze (rigorosamente semplici, tipo numeri di lista in ordine crescente e basta: gli italiani non sono stupidi e se vogliono fare a meno delle mafiette elettorali sanno farlo) e, dunque, sarebbero persone di una certa levatura, gente in gamba.

Perciò, si metterebbero seduti con pazienza per cercare una maggioranza, che sarebbe lo specchio delle mille volontà – oggi represse – dell’Italia.

Sarebbe difficile ed oneroso arrivarci, ma riflettiamo: oggi, dove stiamo andando? In qualche posto dove ci porteranno Renzi e Berlusconi, senza sapere come e perché, solo perché loro saranno stati eletti, grazie ad un meccanismo da loro stessi preparato e collaudato.

In Europa?

Certo! In questa Europa dove non si muove foglia che Berlino non voglia, dove le banche falliscono e…chi mettono a regolare il sistema bancario? Casini! Nomen omen.

Lo so, il sogno è stato bello e la realtà è molto distante, diametralmente opposta. Però, quando l’Italia vorrà veramente uscire da questo pantano dovrà per forza ripartire da zero, mandando a casa tutti i farabutti che ci governano e cercare nuovi visi, nuovi volti, nuove volontà.

Cosa fare adesso? Non c’è scelta giusta, non c’è scelta sbagliata: quando il mazzo è truccato, non c’è niente da fare.

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it/

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2017/10/essere-naif-lunica-possibilita.html

12.10.2017

Pubblicato da Davide

  • Tizio.8020

    E quindi?

    • CarloBertani

      Andare a votare, non andare a votare, votare chi crediamo ci dia una speranza…tutto inutile, il mazzo è truccato, non serve giocare. Ciao

      • televisione falsa

        Io l’ho capito da 12 anni

        • Manuel

          Si, qnd nn c’era il MoV5S!

      • Invece se il primo partito, quello degli astensionisti, si mettesse a votare contro il sistema, potrebbe cambiare le sorti dell’Italia e dell’Europa. Per ora invece fa il gioco del sistema, che è appunto quello di creare rassegnazione, fatalismo, indifferenza, tanto sono comunque le percentuali che fanno la differenza. Gramsci diceva “odio gli indifferenti e odio chi non parteggia”, Dante invece ha ficcato gli ignavi nell’antinferno, dandone uno sprezzante giudizio morale. Io cerco di fare il calcolo dei numeri, e mi accorgo che alle prossime elezioni i prossimi elettori si troveranno di fronte ad una scheda composta da una parte dell’unico simbolo dei 5Stelle, e dall’altra da un’ammucchiata di partiti e liste civetta, le mille tessere del Puzzle Bobble … potrebbe essere un boomerang.

        • mingo

          E’ quello che o sempre pensato anch’io .
          Ma purtroppo la popolazione preferisce arrabbiarsi ma non scegliere.

        • CarloBertani

          Ciao Rosanna. I tempi di Gramsci sono lontanissimi, quelli di Dante sono nel baratro della Storia, che – a parte pochissime persone – nessuno più conosce. Nessuno s’appassiona per la battaglia di Anghiari, che definì gli attuali confini della Toscana. Torniamo a noi. Tu dici che “se” gli astensionisti votassero il M5S cambierebbero le sorti d’Italia ed Europa. Possibile. Però non ti chiedi perché, nonostante lo sfascio generale, i voti del M5S non debordino, bensì rimangano pari al PD o a FI. Non ti chiedi perché questo approccio fideista di Grillo & soci non travolga l’esistente. Perché bisognerebbe avere coraggio, coraggio di pubblicare un vero programma, non che va bene tutto e il contrario di tutto, basta far consensi. Questo è il limite del Mov, nient’altro. Gli astensionisti sono gente bruciata da anni di delusioni, e non basta loro una promessa, la richiesta di una professione di fede, oltretutto adombrata da uno strano connubio con un società di comunicazione. Vogliono, nero su bianco, posizioni chiare: a nessun astensionista bastano le boutade di un comico genovese per esaltarsi. Purtroppo (o per fortuna) sono gente diversa, oramai non convincibile, se non cambia la struttura e la conseguente proposta politica del Mov. Ciao. Carlo

          • scimmia

            Si ma all’italiano medio, se racconti la verità e se proponi un programma vero, lo spaventi.
            L’argomento euro è ancora un tabù per la maggior parte. Arrivo quasi a pensare che anche la pagliacciata del bacio di Di Maio al “miracolo” di San Gennaro sia stata una buona idea.
            A fare troppo i coerenti non si va da nessuna parte.
            Se fino a ieri riuscivi a prendere valanghe di voti con le cazzate relativa alla cancellazione dell’ici e gli ottanta euro, non è che oggi gli elettori sono diventati per miracolo tutti consapevoli.
            Bisogna però vedere se il “popolo” del no al referendum renziano sia in qualche modo coalizzabile. Questo dovrebbe essere un dato positivo di partenza.

          • Rosanna Spadini

            Ciao Carlo … per fortuna Dante e Gramsci sono eterni, esisteranno fino alla fine di ogni barlume di civiltà umana, se non fosse così ogni sensibilità dell’homo sapiens sarebbe già stata travolta, ma per fortuna non è così, e con i tempi che corrono, probabilmente la lettura di un libro resterà magari ancora uno degli ultimi piaceri ammissibili per un pubblico che ha sempre meno soldi. Quanto al fatto che il MoV non raggiunga vette inarrivabili è presto detto, perché non detiene il controllo dei media, che gli versano addosso quotidianamente ogni tipo di bufala confezionata ad arte per distrarre i teledipendenti, quelli che seguono gli opinion leaders della tv, i maestri templari dell’informazione nostrana, i conduttori televisivi, che sbavano per presenziare il Bilderberg e per rivestire ruoli di prestigio, vedi Mentana, Gruber, Maggioni … non credo sia facile vincere contro una potenza mediatica di quella portata, che naturalmente favorisce il solito sistema. Un sistema mafioso, che usa le stesse strategie della camorra, che millanta credibilità, legalità, autorevolezza e buon governo, mentre prepara trappole elettorali, in nome dei loro sporchi privatissimi interessi, garantiti e tutelati dalle istituzioni. Quindi altro che “vero programma”, è un miracolo se il MoV è ancora al primo posto, del resto si è vista la magra figura della Le Pen, che si diceva avesse invece un vero programma.

          • Primadellesabbie

            Un esercito arruolato, strutturato e motivato in vista di una impresa improvvisa, d’assalto travolgente, non é buono per una guerra di posizione, che lo rivela goffo, esitante, incapace di manovrare, inadatto…le stesse considerazioni valgono per i condottieri focosi.

          • nanni

            Gli astensionisti di cui parla Bertani non sono sicuramente persone a cui l’opinione di un Mentana o Gruber importa gran che’. Anzi, li spinge ancora di piu’ a distanziarsi da questo sistema. Il M5S continua a giocare una partita truccata, senza rendersi conto che deve cercare via diverse. Magari scendere tra la gente e con la gente in strada? Magari stamparsi -stampare su carta- il programma e distribuirlo a mano? Magari cercare di bloccare il sistema con scioperi dei cittadini? (Mi vengono in mente i Talebani che, cosi raccontava qualcuno, usano/usavano i piccioni viaggiatori per comuncare, piuttosto che i cellulari o internet). Se vuoi recuperare i voti degli astensionisti, come propone Rosanna, non devi certo preoccuparti del TG1 ma di convincere della tua onesta’ e dei tuoi valori. nanni

          • SanPap

            che esagerazione, mica hanno detto che gli incendi della California sono stati provocati dalla Raggi ! Eh dai !!

          • CarloBertani

            C’è qualcosa che non funziona nella tua sintesi: se il Mov è figlio del Web, che c’azzecca la Tv? E se questo il problema era così importante, perché proibire le frequentazioni televisive ai propri parlamentari? Per mesi li hanno sputtanati senza contraddittorio. Che male c’era a portare lo scompiglio in casa Vespa? Mi sembra che ti arrampichi sugli sugli specchi. Ciao

          • Carissimo Carlo, nessuno specchio, semmai qualche schermata web … ma tu forse non hai seguito l’evoluzione del MoV, che è un esperimento politico del tutto nuovo, non paragonabile a nessun altro in giro per il mondo, per di più scimmiottatoda tutti gli altri partiti per molte delle sue soluzioni, tanto che gli stessi si stanno disgregando e ricompattando auto proclamandosi movimenti e non più partiti. Quindi il MoV si è dovuta adattare alle diverse esigenze della realtà politica, tra continue complicazioni e numerose trasformazioni. Il terreno più fertile per il MoV è senz’altro il web, però escludendo la TV, non si sarebbero raggiunti grossi risultati, quindi si è deciso di partecipare anche ai talk show, esclusi in un primo momento anche per l’impreparazione di numerosi esponenti, che dovevano imparare appunto ad agire davanti ad una telecamera, dopo essersi fatte le ossa in parlamento.

          • gix

            Concordo, per convincere gli astensionisti occorrono poche cose ma soprattutto chiare e decise. Però non mi spiego il perché di tutte queste operazioni che il sistema, la politica, qui da noi, si affanna a mettere in atto contro il M5S. Tutto quello che la politica al momento fa in Italia ha come unico scopo, il mantenimento del potere mediante le barricate contro il M5S. Se come dicono in tanti, il M5S è contiguo al sistema, non ce ne sarebbe bisogno, anzi il sistema potrebbe darsi una rinfrescata, se non altro con facce nuove, come hanno tentato con Renzo. Se è una manfrina, un finto teatrino politico, costa molto in termini di ricerca del consenso, di aggiustamenti a proprio vantaggio dell’ordinamento giuridico, di accordi di bassa lega, compromessi vari ecc.

          • SanPap

            “I tempi di Gramsci sono lontanissimi, quelli di Dante sono nel baratro della Storia, che – a parte pochissime persone – nessuno più conosce. Nessuno s’appassiona per la battaglia di Anghiari, che definì gli attuali confini della Toscana.”
            Vero se sei interessato all’Europa delle Nazioni (prona all’America-NATO), falso se pensi all’Europa dei Popoli (restia all’ America-NATO)

        • cenzino fregnaccia pettinicchi

          Cara Rosanna, capisco perfettamente il tuo punto di vista, ma dopo Dipietro che doveva salvare il Paese, pensare ad un Di Maio, dal congiuntivo incerto e dalla postura di un manichino sotto minaccia, discutere con faine come la Merkel faccio veramente fatica ad immaginarmelo vincente. Ossequommi.

          • SanPap

            Non è un problema di congiuntivo o di essere più o meno azzimato, né di faine o volpi; è che uno è intriso di cattolicesimo, l’altro di protestantesimo. Nel bene e nel male. Siamo storicamente diversi, loro conoscono noi, noi conosciamo loro. I massoni possono sognare tutte le torri di babele che vogliono, ma la conoscenza non ci unisce, ci divide: non ci stimiamo perché ci conosciamo.

          • Primadellesabbie

            Pensaci bene, se ci sono due popoli in Europa che desiderano le stesse cose, fin nei dettagli, sono gli Italiani ed i Tedeschi, i problemi nascono dal fatto che, per ottenerle, si avvalgono di qualità diverse ed impiegano metodi diversi e contrastanti.

          • SanPap

            Perfetto, proprio quello che volevo dire e che tu hai detto con altre parole. Noi diciamo e facciamo delle cose, con la riserva mentale che poi le possiamo cambiare in corso d’opera se lo riteniamo opportuno, e questo li manda su tutte le furie e ci considerano inattendibili (e spesso hanno ragione)

  • natascia

    Continuando con gli esempi figurativi, se noi cittadini viaggiatori ci si trova chiusi in una carrozza imbizzarrita, a causa delle cambiate condizioni, e perché alla sua guida si trova un cocchiere che risponde a degli ordini obsoleti o ingiusti , bisogna fermare la carrozza, riparala e dare dei nuovi ordini al cocchiere.

    • Gianfranco Attanasio

      Hai voglia, hai voglia…

  • gix

    Sempre stato un fautore del proporzionale puro, d’altronde non è che il maggioritario abbia eliminato i problemi della politica a livello di accordi per la governabilità, basta vedere cosa è successo nelle coalizioni. Certo, non votare sarebbe la soluzione che metterebbe il peperoncino sulle chiappe di quelli che hanno lavorato a questi inciuci, ma è una soluzione irrealizzabile, perché dovrebbe riguardare almeno l’80/90% dei votanti, cosa impossibile da verificarsi perché ci sarà sempre almeno un 30% di votanti e contenti di avere campo libero. Che dire, bisogna provare a scegliere bene.

    • ant85

      Quelli hanno la faccia come il culo, si sentirebbero autorizzati a fare ciò che vogliono pure se dovessero prendere soltanto i voti dei propri parenti! Guarda Alfano, zero voti, tanta arroganza e ministro degli esteri.

      • gix

        Finchè giochi con le regole del sistema, la situazione è questa, si può solo puntare a scompaginare i piani chiaramente prestabiliti, facendo il contrario di quello che loro puntano ad ottenere. Altrimenti ti devi collocare fuori dal sistema, che vuol dire combatterlo.

        • ant85

          Il non voto è una non posizione, non votare equivale a dire me ne fotto e di conseguenza tutti i partiti del vostro non voto se ne fottono alla grande. Se non voti stai dicendo chiaro e tondo che ti sei arreso.

          • Pyter

            Il non voto è una posizione, e al tempo stesso una non posizione.
            E’ una posizione perché chi non vota esprime comunque una propria opinione (io per esempio non voto perché sono un convinto monarchico parlamentare, con un parlamento eletto con suffragio panamense, quote rosa alla francese e quote Lgbt alla brasiliana).
            E’ allo stesso tempo una non posizione perché non a novanta gradi, che è quella preferita dalla maggioranza.

          • ant85

            Ribadisco, ll non voto ha mille volti che in comune hanno solo due cose: la non posizione e l’ininfluenza. Solitamente chi non vota se ne fotte oppure è demoralizzato, altri ancora non ci vanno perchè più semplicemente decidono di recarsi altrove. Concludo scrivendo che a novanta gradi ci finisci lo stesso perchè i partiti , che ti piaccia o meno, legiferano anche per te.

          • Pyter

            Il fatto che qualcuno legiferi anche per me non dipende da una mia lacuna ma dai limiti della democrazia.

          • ant85

            Mettila un pò come ti pare, quelli decidono anche per te. Che ti piaccia o meno.

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            Non credo sia sempre così, ad es. Io non voto perché mi interesso molto di politica.

          • Pyter

            Vero. Come quelli che non leggerebbero mai Saviano perché amano la letteratura.

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            Ottima sintetica osservazione.

          • gix

            Non è del tutto vero che non votando non si prende una posizione. In realtà se non si vota si rimane sempre dentro questo sistema e si accettano le sue regole del gioco, poiché si consegna il potere ad una minoranza che decide per tutti. Quindi direi che è una posizione molto, ma molto concludente, che porta conseguenze notevoli per tutto il paese.

  • Cataldo

    Aspetto il dibattito al Senato per esprimere un pensiero si spera articolato, al momento si conferma inesorabile la spinta autoritaria del governo.

    Un qualcosa di cosi enorme che sfugge anche a chi da sempre cerca di vedere sia gli alberi che la foresta, per orientarsi, Bertani giustamente è sgomento, ad esempio, deve elaborare ancora la faccenda, aiutiamoci, io ci metto dentro un qualcosa che non deve mai essere considerato implicito, ovvero l’aspetto sempre più autoritario e violento della deriva anticostituzionale di questo parlamento e dei poteri mediatici che lo sostengono.

    I signori del governo, il Pd-Berlusconi, hanno realizzato uno scempio di proporzioni immani !! sempre aiutati dai media, anzi, imposto per via mediatica, compreso l’utilizzo del pupazzo Salvini, che da anni campa a nostre spese, come assorbimento di reali opposizioni possibili, tipo prima parla il governo poi Salvini 🙂 un teatrino di pupi che genera orma un pavloviano rigetto fisiologico.

    L’intento è quello di chiudere in modo totale alla possibile espressione democratica e costituzionale del dissenso alle loro politiche genocide, sono certi cosi di aprire la strada ai mille rivoli di un dissenso espresso in forma che sarà ormai “illegale”, da reprimere duramente e senza remore di alcun tipo.
    Non sembra in effetti che tutti i partecipanti siano consapevoli, d’altra parte sono anni che diciamo che la cooptazione ha generato solo marionette, l’esito cercato è lo scontro diretto, non fidiamoci dell’aspetto bonario delle marionette che vediamo all’opera, sarebbe un gravissimo errore abboccare alle esche immaginifiche della propaganda, le mani dentro le marionette hanno il pugno di ferro, si sono dotate di tutti gli strumenti possibili per schiacciare il dissenso.
    Questa operazione non va vista sotto il profilo istituzionale del momento, ma va inquadrata nella prospettiva di cosa accadrà dopo, cosa faranno dopo ? Cosa ci aspetta ?

    In troppi sono ormai mitridatizzati agli scempi costituzionali, ma cosi perdiamo di vista quelle che sono le domande principali e le risposte non si inizia nemmeno ad elaborarle.

    • natascia

      La tua analisi è veritiera. Io ritengo che in questa fase , il ” cosa faranno dopo”, sia irrilevante perché potranno fare ciò che vogliono, a me fa molta paura l’ignavia dei più.

    • Le bateau Ivre

      straquoto anche le virgole. inoltre aggiungo che il “pupazzo Salvini” rasenta molto più da vicino la suprema incarnazione del Tartufismo tout court. Un miserabile ciarlatano senza pudore nè diffidenza.

      • Bisi Jisi

        Salvini è il peggiore come tutta la lega da sempre. La Meloni dissociandosi a parole ma rimanendo alleata segue a ruota.

  • –<>– –<>–

    Il sistema proporzionale è l’unico che è espressione della volontà popolare.
    Tutti gli altri sistemi servono a lobby, clan e quant’altro, e sono da annoverare al di fuori della democrazia.

  • Mario Poillucci

    375!! Che numero meraviglioso, perfetto, utilissimo! Contro quei 375 necessita l’impiego salvifico di un 375 ,magnum e poi che pulizia!!!!

  • Primadellesabbie

    É un fallimento, a me pare ci siano pochi dubbi.

    Leggo delle faville che il Paese farebbe se uscisse dall’euro, se elevasse muraglie di dazi, se se ne andassero gli invasori americani, se tutti pagassero le tasse, se si rimandassero a gli immigrati ai loro Paesi, se le mafie si facessero da parte, se la burocrazia fosse ridotta all’essenziale, se la Banca Centrale fosse dello Stato, se…

    Io credo di averlo visto spegnersi, questo Paese, e la mia impressione é che lo abbia fatto con convinzione, costanza ed entusiasmo, e il pubblico, sugli spalti, nonostante l’alto prezzo del biglietto d’ingresso, anche in curva, pare divertirsi.

  • Ciao Cicciaccia

    Andare a non votare non piace a nessuno?
    Mangiare la scheda? Chiudersi in cabina?

  • DesEsseintes

    A queste condizioni diventa obbligatorio votare M5S.
    Nonostante l’insopportabile bambolotto.

    • feaniris

      E perché? Trovo sia pericoloso votare gente senza programma e senza valori.

      • LAMARIANNE
        • DesEsseintes

          Il programma sul sindacato è molto ragionevole.
          Come mai allora Di Maio se ne è uscito con quelle scemenze?
          Ha un programma valido pensato (sembra) insieme a Cremaschi e ne parla in quei termini da pecione?
          Ditegli di metterci una pezza che ha fatto una figuraccia.

          Occorre un discorso serio sul lavoro.
          Il sindacato non ha solo il compito di tutelare una certa categoria ma di coordinare un fronte unito di tutti i lavoratori dipendenti.
          Lo scopo è quello che avete messo al punto 3 della sezione riguardante il lavoro ossia la rappresentanza sindacale nel consiglio di amministrazione.
          Va argomentato però perché innanzitutto è una questione molto insidiosa ossia una volta arrivati in una posizione vicino alla dirigenza i sindacalisti diventano più corruttibili (vedi cosa è successo in Germania).
          Inoltre bisogna chiarire quale sarebbe il loro potere decisionale; un problema molto difficile che presuppone la presenza costante di una mediazione governativa.

          La mia opinione è che vi limitate a proposte “tecniche” senza affrontare i temi ideologici che le sottendono.
          Se non vi piace “ideologia” dite “ideali” ma non fermatevi a “onestà”, andate oltre e parlate delle condizioni alle quali lavoro e piccola impresa possono finalmente iniziare a collaborare.

          Questo punto del cambiamento di prospettiva del rapporto lavoro-PMI che non sarebbero costrette a una competizione continua nell’ambito di un sistema che finalmente non sia solo al servizio dei monopoli e delle grandi corporation, sarebbe la vostra carta vincente.
          Vincente significa che andate al governo anche col Rosatellum ma è necessario quel colpo d’ala che fino adesso vi è mancato.

    • giuseppe glavina

      Ecco che da sotto sotto spunta il marrano, allora è proprio vero che esprimi pseudo intelligenza. Scusa lo sfogo…..

  • giuseppe glavina

    C’è il generale Pappalardo in campo e sembra che voglia azzerare tutta la classe politica! Se non lo fa lui chi altri al suo posto…………

  • Nathan

    Mi sembra di rivedere la storia degli anni in cui si faceva di tutto per non mandare al governo i comunisti. Governi pentapartito che rappresentavano una parte del paese che voleva essere ” coccolata” dal potere. Anni in cui un unico partito con il 40% dei voti non governava, oggi la storia si ripropone la parte di paese al di fuori del sistema degli amici degli amici e delusa dai partiti si getta nei 5 stelle che però non sfondano. Purtroppo i politici classici dopo il referendum invece di mettersi a lavorare seriamente, capendo la portata dello schiaffo che gli italiani hanno voluto dare al sistema, hanno risposto nel l’unico modo che conoscono cioè l’impiccio. Io ricordo i titoli dei giornali in cui il pd dichiarava mai con il diavolo berlusconi, ora ci fanno i coperchi insieme.che dire fino a che non supereremo un certo limite avremo questi a governare.

  • LICIO

    E qui ci vorrebbe un sindacato vero che chiamasse gli italiani ad una vera e propria disobbedienza civile di massa…Solo così si potrebbero creare le premesse per cercare di avviare a soluzione il problema italia…In francia lo fecero nel 1958 i francesi con il generale De Gaulle modificando una costituzione inconcludente quanto la nostra attuale…
    E noi chi abbiamo ?
    Pappalardo ???

    • Annibale Manstretta

      Lui, il mitico Adriano… io non posso restare / seduto in disparte / né arte né parte / non sono capace / di stare a guardare / quegli occhi di brace / e poi non provare / un brivido dentro / correrti incontro / gridarti “mavadavialcuuuuuuù”