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Di Battista ovvero “Fare i Che Guevara con il culo degli altri”.

DI MARCO GIANNINI

comedonchisciotte.org

Come temevo Trump ha utilizzato l’Italia per mettere in difficoltà una Germania intenta nella sua guerra commerciale contro mezzo mondo (noi compresi) ma non ha il minimo interesse ad appoggiarci finanziariamente per permetterci di uscire dalla Caverna di Platone (l’euro) altrimenti ciò sarebbe già accaduto. Invece vediamo uscire di scena Paolo Savona ed assistiamo a segni enormi di smottamento della nostra residuale struttura industriale (Istat – https://www.wallstreetitalia.com/istat-produzione-industriale-tenuta-economica-in-forse/) prevista dal sottoscritto nel 2011 per il 2022 ma evidentemente in anticipo, segno allarmante nonostante i buoni dati relativi all’occupazione (ignorati dai vergognosi media mainstream italiani).

Nonostante questi dati di fatto Salvini, che ho sempre difeso, si è rivelato fedele pedina del Presidente USA e da sovranista si è trasformato, senza vergogna, nell’esatto opposto (vedasi Venezuela).

Per non essere da meno il “Che Guevara de noantri” Alessandro Di Battista si è distinto per essere un “sovranista con la moneta degli altri” (la moneta francese in Africa) e ciò unitamente al sincerissimo (perché il Premier non sapeva di essere inquadrato) siparietto Merkel – Conte in cui quest’ultimo ammette ossequiosamente che i 5s sono fedeli alla Germania (peraltro indicando con “loro” i pentastellati manco se il nostro Primo Ministro fosse un membro dell’UDC che fu di Casini) e che attaccano la Francia solo per avere argomenti elettorali per le elezioni europee.

Ciò ha provocato in me e credo anche negli italiani, un senso di rabbia in primis contro Grillo, visto che per anni ci ha illuso di essere contro la colonizzazione carolingia della nostra Patria.

Sicuramente questa democristianità dà coraggio ai colonizzatori e motiva le reazioni da galletto francese di Macron.

Attenzione! Di Battista ha ragione nel merito, un merito che ben si integra con quanto ho scritto nel mio ultimo pezzo ( https://comedonchisciotte.org/che-facciamo-adesso ) dove accusavo l’”Occidente (e non solo) delle multinazionali”, di favorire l’immigrazione incontrollata anziché espellere i clandestini ed organizzare flussi strutturali di immigrati regolari che ricevano una “evoluta” formazione culturale mentre operano nei settori dove gli indigeni (cioè i cittadini dei paesi ospitanti) non intendono lavorare.

Aiutarli a casa loro, come dissi, significa anche formarli affinché un domani possano scegliere di tornare nel “Continente Nero” consapevoli di come vengano depredati costantemente delle loro risorse, di come i loro politici siano corrotti e di come, in primis i nostri cuginetti francesi in Niger, commettano crimini.

Di Battista però denunciando la moneta francese in Africa va in contrasto con la sua dichiarazione espressa da Fazio di “più Europa” pari a quella di un nipotino di “Madre Teresa” Emma Bonino.

Troppo comodo fare i rivoluzionari a distanza di sicurezza lasciando che a casa propria agisca una moneta “troppo forte coi deboli e troppo debole coi forti” (Cit. Bagnai altro sovranista pentito).

Lo ammetto non mi sta più simpatico il Dibba e non tanto perché come sente un click o un flash (che magari nemmeno lo riguarda) la sua mandibola si disallinea sovrastando il mascellare in un sorriso forzato ed “australopitecino defilippico” ma piuttosto perché è tipico del peggior traditore del popolo attaccare retoricamente i massimi sistemi ma agire secondo i desiderata di questi ultimi quando si trova nella possibilità di colpirli al cuore (finanziario).

Si dice “canalizzare il dissenso” ma voglio sperare che “stiano solo navigando a vista”.

Del resto fare davvero male ai “Giganti” (Cit. Crouch) è pericoloso e ne seppe qualcosa Mattei.

L’ urlare del Dibba peraltro è la peggiore tattica che poteva partorire quel gigante della comunicazione, e lo dico senza ironia, di Casalino.

Nel 5s ormai stimo solo Casaleggio e Di Maio: il primo perché dimostra delle capacità gestionali mostruose ed il secondo perché in fin dei conti sta resistendo ad odiose dinamiche interne e diffamazioni che ho vissuto anche io sulla mia pelle seppur su base locale.

Casaleggio da solo però non può farcela, avrebbe necessità estrema di Parlamentari ricchi di idee che lo consiglino ma il 5s è diventato un concentrato di arrivisti privi di visione (nei Comuni cani e porci non si candidano al secondo mandato per timore di bruciarsi il sogno di un posto a Roma, senza ricordarsi di guardarsi allo specchio per rendersi conto che non sono degni di ruoli di quel livello).

Il 5s ha bisogno urgente soprattutto di onestà intellettuale; può essere scomoda per chi comanda ma è condizione necessaria per intelligenza e lealtà; se genuina non tradisce ed anzi è limitrofa all’intuizione quando accompagnata da capacità varie e profonde (quelli con queste caratteristiche li hanno costretti ad andarsene a calci in culo sul territorio).

Il raccomandare i ducetti dei MeetUp più ruffiani e complottari ed il candidare personaggi che niente hanno a che fare con gazebo, impegno e progettualità (uno tra tutti De Falco) è stata una strada che, come avevo previsto sin dal 2017, ha indebolito il Movimento che sul territorio fino al 2016 aveva un mix di competenze ed anticorpi contro il malcostume della deriva della convenienza personale: cambiare di continuo linea su temi vitali poteva esser digerito solo da persone mediamente meno intelligenti e più opportuniste.

Penso che il M5s stia sbagliando tutta questa campagna elettorale perché ignora il suo problema di fondo con l’evidente risultato della bruciatura finale perfino di Di Battista.

Adesso l’immagine del romano è dannosa: allontana quelli che votan PD perché preferiscono uno alla Fico (essendo quest’ultimo quanto di più affine esista con la melassa del Sistema marcio internazionale che dirige la povera Italia), ed è odiato da chi ha una mentalità di centro destra e questo sia per ragioni poco etiche (l’egoismo che vorrebbe privare l’Italia del RDC presente in tutta UE) ma anche per motivazioni sensate visto che questo tipo di elettorato predilige enormemente, rispetto a chi sbraita come Di Battista ultimamente, chi si fa sentire poco ma lavora concretamente e rende coesa una attività di Governo senza sparare sugli alleati. Il romano resta comunque il più amato dai pentastellati tifosi, quelli che non devono esser convinti.

Di Battista e Fico hanno in comune una cosa purtroppo, la volontà suicida di colpire Salvini; Alessandro però, al contrario del secondo cerca solo di aiutare il Movimento mettendo a disposizione la sua immagine mentre il 44 enne di Napoli non perde mai l’occasione (con altri…) di rimarcare in modo subliminale le divisioni storiche “destra e sinistra” e lo fa per i propri interessi di bottega portando verso sé quelli che sul territorio stanno nel 5s prendendo voti dalle frattaglie di RC e che temono di non accedere alla poltrona se resiste il Governo.

La divisione destra sinistra è il veleno più letale per il DNA del M5s che deve posizionarsi “al centro”, con o senza, la Lega e far comprendere alle persone che la vera divisione è tra finanza e popolo.

Fico danneggia il 5s ma piace al PD perché comunica “sinistra radical chic”, la “peste rossa” (Cit.Grillo) non certo quella concreta che contribuì a generare negli anni ’70 il culmine dei diritti sociali.

Fico si vede come premier di una alleanza col PD nonostante sappia sicuramente che questa strada porterebbe ad un ridimensionamento definitivo del Movimento. Nel medio termine il PD lo riassorbirebbe perché ha un potere immenso e radicato, se entri nel suo campo ti annienta, basterebbero un Minniti o un Gentiloni qualsiasi (e prima o poi una guida di questo tipo il PD la trova) e…una crisi finanziaria!

Sì perché il M5s vive se incide in modo evidente senza timori.

Quando è ambizioso.

L’ex Deputato romano, gigante della parlantina (senza ironia), cosa dovrebbe fare allora?

Dovrebbe spingere il leader Davide Casaleggio (da quando si fa notare il meno possibile, per dirla alla Lao Tse, si dimostra veramente un leader) a tornare convintamente sovranista perché è questo il cuore del problema del M5s e purtroppo nessuno se ne rende conto.

Il problema è che nessuno ha le palle per farlo presente al vertice, descrivendo la questione in modo puntuale anche qualora non volesse capirlo.

So che questa scelta non pagherebbe nell’immediato ma permetterebbe al 5s di connotarsi definitivamente e di cambiare davvero l’Italia.

O si vince o si perde.

Di Battista sarebbe il perfetto condottiero in questo ruolo (mi metterei per primo a disposizione per illustrargli nel modo più semplice possibile le tematiche di macroeconomia; a tal proposito invito tutti a “consultare” la mia Conferenza sempre del 2016 alla Camera dei Deputati a questo indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=rxgDPdGlo04, può riascoltarla anche lui se è vero che lo ha già fatto… glielo chiesi ad Arezzo nel 2016).

Senza questa condizione con chiunque si alleerà il 5s, si condannerà al vassallaggio di qualcuno ed alla fine diverrà solo un portale per qualche politico.

Si noti che il FMI e la UE sono già alle costole del 5s pronte a farlo fuori deludendo chi credeva bastasse fare come Tsipras per entrare nella loro cerchia (il 2.04%, come vedrete leggendo sotto, favorisce solo la Lega che può contare sul tema migratorio tipico di società ormai senza prospettive ambiziose).

Non ha avuto senso perciò la frenesia percepita quando si è visto che la Lega stava sorpassando il Movimento, era inevitabile e le cause sono nelle fondamenta; se il 5s vuole cambiare le carte in tavola deve cambiare prima…se stesso!

Sin da oggi Di Battista dovrebbe dotarsi di uno stile costruttivo ed utilizzarlo per andare in TV non per polemizzare ma per diffondere quanto di bene è stato fatto per quanto riguarda i punti cari al M5s: la riduzione dei Parlamentari, la fine dei vitalizi, il Reddito di Cittadinanza (da spiegare in modo nuovo, competente e non ridondante) e chiarire che le politiche sull’immigrazione non sono merito di Salvini ma condivise nel contratto di tutto il Governo (a tal proposito denuncio l’immobilismo del Ministro Salvini per quanto concerne le espulsioni che aveva promesso).

Di Battista dovrà anche ricordare due cose: il PD e FI parlano di scarsi investimenti per lo sviluppo solo perché vorrebbero la TAV (il “problema” è tutto lì ed infatti è un falso mito), sono proprio PD e FI che a colpi di austerity hanno tagliato gli investimenti per anni e anni (loro altro che 2.04! Avrebbero accettato lo perfino un devastante 0.8%!).

Tutto il Movimento non ne sta azzeccando una quindi anche nello stile troppo scoordinato della propria comunicazione oltre che nei princìpi di base.

Grillo dovrebbe allontanare, aggiungo, personaggi come il Presidente della Camera che contribuiscono a far percepire il 5s come un casino e come un concentrato (non a torto) di invidie e di vecchie ideologie. Servirebbe un nuovo Direttorio formato solo da Casaleggio, Beppe Grillo, Di Battista e Di Maio (rafforzando l’immagine di quest’ultimo anziché “esonerarlo”) e fornendo un intuitivo messaggio di organizzazione.

Nonostante la crisi finanziaria alle porte (ma anche al netto di quella) il 5s non ha capito che il suo problema di fondo è lo stesso della gente, compresa quella ignara e resa cieca: la Moneta Unica.

Opportunisticamente (similmente a molti suoi eletti e attivisti) credeva di poter chiudere gli occhi e ottenere il potere a dispetto proprio dei cittadini che sono il sangue del M5s.

Con i vincoli il M5s è morto poiché il cittadino incatenato e tenuto distante dal benessere economico finisce nel conflitto tra poveri caro alla Lega.

Sia chiaro che l’Italia fuori dalla moneta unica potrebbe essere la Svizzera del Mediterraneo con un programma “scandinavo”, “socialdemocratico moderno” come ebbi a dire nella mia Conferenza del 2016.

Un programma ambizioso che coniughi Stato, mercato e lotta agli sprechi.

Al 5s però o manca il coraggio o è eterodiretto da un altro paese contrario a questa scelta.

Visto quindi che sono un ex attivista quinquennale andatosene sbattendo la porta nel gennaio 2017 (ALDE) e spesso plagiato dal blog più famoso di Italia (ad esempio da una certa Lalla…) e dagli stessi Parlamentari (lo sanno bene) oggi voglio dare gli stessi spunti programmatici realizzabili in toto una volta liberi da questa moneta straniera. Sono i piani di lavoro che sin dal 2011 diffondevo attraverso il mio antico blog, ormai abbandonato, e consigliavo anche al 5s ad esempio alla Senatrice Catalfo.

In corsivo i punti spendibili mediaticamente.

Finanza, Welfare e sviluppo economico:

  • Banca centrale pubblica e prestatore di ultima istanza.
  • Nazionalizzazione della CARIGE o di una qualsiasi banca in difficoltà trasformandola nella nuova BC.
  • Azione legale per ottenere l’oro che i privati di Bankitalia stanno cercando di estorcere allo Stato italiano.
  • Separazione banche commerciali e di investimento.
  • Lotta senza quartiere all’ evasione in primis a quella di banche, multinazionali e criminalità che rappresenta i 2/3 di quella totale e di cui nessuno parla.
  • Lotta alla corruzione.
  • Riduzione IVA al 20% per stimolare i consumi.
  • Sensibile riduzione delle accise sulla benzina.
  • Salario orario minimo (dove è finito?!) e che risulti tra il 40% e il 60% delsalario orario mediano provinciale (tra 5 e 7 euro l’ora).
  • Acqua pubblica (più che Welfare, è un diritto).

Sprechi ed etica:

  • Riduzione spesa per la voce “amministrativa” in favore di tecnologia, sicurezza interna, scuola, ricerca, Università.
  • Stop alle partecipate (carrozzoni), alle SPA pubbliche.
  • Divieto dell’acquisizione di azioni di banche da parte dei partiti e delle loro fondazioni.
  • Riduzione spese parassitarie in Consolati e Ambasciate.
  • Reale abolizione delle province, accorpamento dei piccoli comuni quando ciò è compatibile con la sicurezza (sanitaria, idrogeologico ecc).
  • Riduzione delle filiere parassitarie (ad esempio nel settore ittico) con beneficio per marittimi e imprese locali.
  • Contravvenzioni del CDS proporzionali al reddito per quanto riguarda le infrazioni che non mettono in pericolo l’incolumità dei cittadini.
  • Test della cocaina ai Parlamentari.
  • Divieto dei doppi incarichi (amministratore locale e Parlamentare ad esempio).
  • Tetto massimo sui manager (massimo 12 volte il dipendente di più basso livello contrattuale come all’estero).

Sanità:

  • Aumento della spesa sanitaria in macchinari ad esempio TAC e Risonanza.
  • Centralizzazione delle spese ospedaliere in forniture.
  • Riduzione dei costi dei ticket.

Sviluppo e sicurezza:

  • Fermo NO alla TAV (fondamentale non cedere a Salvini su questo).
  • Potenziamento del trasporto pubblico.
  • Ristrutturazione dell’esistente e creazione di nuove infrastrutture (scuole, ospedali, ponti, strade).
  • Idrogeologico, messa in sicurezza del territorio e acquisizione degli strumenti più evoluti per la prevenzione dei disastri.
  • Nuovi parchi naturali con ricaduta sui locali.
  • Stimolazione fiscale per il G-Local.

Riforme Costituzionali:

  • Legge elettorale in Costituzione.
  • Abolizione pareggio di bilancio in Costituzione.
  • Semipresidenzialismo alla francese.

Sono consapevole che, al solito, riceverò in cambio gentaglia inviata ad insultarmi e deridermi proprio da coloro cui cerco di aprire gli occhi ma ho le spalle ben larghe e questi contributi sono molto meglio di un disorientato “Che Guevarismo” (muniti di parti del corpo altrui).

Un abbraccio toscano.

 

Marco Giannini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

9.02.2019

 

 

 

 

Pubblicato da Davide

Un commento

  1. mario michele d'onofrio

    sulla sanità siamo un po’ debolucci. Ma come? e tutto il marciume dell’intramoenia? degli appalti? delle cooperative? della privatizzazione?….