COVID-19 Analisi dei fatti

Analisi di Mirco Vandelli, video correlato di Matteo Gracis.

Introduzione

Di Giulio Bona, ComeDonChisciotte.org

Statistiche e numeri sono cruciali per identificare e comprendere eventi di qualsiasi genere, per descrivere in un qualche modo la realtà. Attraverso di essi noi interpretiamo quello che sta accadendo. I numeri possono essere negativi nel loro significato, quindi più essi sono alti più la situazione è da considerarsi ‘grave’, ci possono essere indicatori di un trend, cioè di un percorso che questi numeri hanno intrapreso, si può intuire la direzione di questo percorso, da qui gli studi statistici e le previsioni.

Ma i numeri vanno illustrati e spiegati ai non addetti ai lavori. I numeri servono come indicatori di una determinata situazione come ho detto prima, e la maggior parte delle persone non ha la capacità di leggere queste cifre nel migliore dei modi. Per questo vengono spiegati dai giornalisti e professionisti mainstream al pubblico.

L’analisi costruita da Mirco Vandelli e riportata da Matteo Gracis, mostra i numeri importanti, tralasciando tutto ciò che non è rilevante delle statistiche ufficiali, su questa cosiddetta “pandemia”. I numeri che vedrete nel video, vengono tutti quanti da statistiche ufficiali degli organi di Stato, ISTAT, ISS, ed organi internazionali come l’OMS e le conclusioni della ricerca sono sorprendenti.

Tutti noi siamo stati travolti da un torrente di informazioni e numeri provenienti dai cosiddetti esperti. Già questo comporta confusione nella gente ed una letterale “overdose” di informazioni inutili che servono soltanto a fare discutere tutti quanti tra loro in inconcludenti ed infiniti discorsi. Purtroppo questa è una tecnica conosciuta di propaganda, anzi di guerra psicologica, quando si danno ‘troppe’ informazioni inutili al pubblico, tralasciando le informazioni importanti fuori.

Si chiama tecnica di censura tramite ‘inondazione’.

Questa cosa, per chi ha circa 40 anni, l’abbiamo sperimentata esattamente 30 anni fa, durante la prima Guerra del Golfo nel 1991, dove il nuovo Hitler: Saddam Hussein, minacciava il mondo con il suo esercito che era … il 5# esercito del mondo per forza distruttiva. Ecco un altro numero, messo li senza contesto, da l’idea che la minaccia che abbiamo di fronte è gravissima, ma sarà vero?

Basta andare un po’ più in fondo alla questione per capire che l’Iraq del 1991, era una dittatura brutale, si, ma l’idea che potesse realmente minacciare l’occidente, era abbastanza ridicola. L’Iraq andava punito per aver invaso il Kuwait (che era una entità Britannica statale, basata solo sulle industrie di petrolio) per un debito contratto durante i terribili anni della guerra Iran-Iraq. L’intero occidente aveva bisogno di mobilitare tutte le forze disponibili, non per salvare i Kuwaitiani… ma i loro portafogli.

Che si vedeva in tv allora? Io avevo 9 anni ed ancora ricordo gli incubi che ho fatto sulle “armi chimiche”. Ricordo che sognavo spesso che ero in casa mia e vedevo un fumo bianco simile al vapore che si spargeva dappertutto guardando fuori dalla finestra. Immaginavo di nascondermi sotto il letto e che ad un certo punto il fumo sarebbe entrato nella mia camera. Sognavo di soffocare ed avere convulsioni. Semplicemente sognavo quello che vedevo in TV. Anzi le paure create in TV.

Allora ricordo i continui reportages sulle truppe USA, che sono i più fighi del mondo ovviamente, su quello che mangiavano, come lo masticavano, che mutande indossavano, quante volte un soldato nel deserto va di corpo, quante telefonate con i familiari in patria. Mia sorella un giorno venne da me: “Lo sai che danno l’acqua Evian ai soldati Americani?? Incredibile, è l’acqua più costosa del mondo… che esercito in gamba!”

Pure l’acqua Evian… che se rivolti il nome: “naive” che in inglese vuol dire: “Ingenuo, sempliciotto”. Ma a me, che sono un telespettatore, a migliaia di chilometri da quel conflitto, che me ne frega di tutte queste informazioni, a che mi servirebbero? Forse servono a qualcun’altro. Forse servono a non menzionare totalmente altre informazioni realmente importanti, e questa è una tecnica di manipolazione dell’informazione ben nota. Infatti, per esempio, si è parlato pochissimo dell’autostrada “della morte”, l’autostrada tra Baghdad e Bassora, dove l’esercito di Saddam in ritirata è stato colpito dall’aria e da terra dalla Coalizione a guida USA, dove hanno perso la vita circa 30.000 iracheni che si stavano ritirando dal Kuwait.

A Febbraio 2020, in piena emergenza, ho avuto una conversazione riguardo questo ‘nuovo’ COVID-19, con un collega di lavoro qui a Dublino. Il mio collega V., un giovane indiano intelligentissimo e gentilissimo, una volta mi ha spiegato come: “Questo virus supera direttamente la barriera emato-encefalica…per questo è così pericoloso…”
Io sono un analista di sistemi come lui, quindi non capisco nulla di medicina … e gli ho chiesto: “Ma cosa è la barriera emato-encefalica?” E lui: “È una membrana che protegge il sistema nervoso ed il cervello….” Io molto interessato ascolto, e colleziono l’ennesima perla di medicina che ho ricevuto da un non medico riguardo questo virus.

Lui è stato solo l’ultimo di tanti altri colleghi o amici, notavo che più la persona era ipocondriaca di natura, più informazioni e dettagli avrei ricevuto.
Tutti sono diventati microbiologi, tutti ripetono a pappagallo quello che dicono quelli che sono pagati per questo, con “questo” intendo “confondere”, i veri giornalisti mainstream. Dicono tutto ed il contrario di tutto, e si rimane ‘incartati’ nelle discussioni indimostrabili senza fine.

Morire ‘con’ o morire ‘per’.

Tutti si parla di questo, che è anche un aspetto cruciale del calcolo dei ‘caduti’ uccisi da questo virus. L’analisi fatta da Mirco Vandelli e riportata da Matteo Gracis, punta proprio sulla lettura dei numeri ufficiali. Che se letti in una determinata maniera, si dimostra che i numeri che sono cruciali, sono stati nascosti dietro altri numeri che non sono determinanti. Tutto ciò confonde, se non si va a fondo. Personalmente vedo un chiaro intento del mainstream in questa direzione in molti paesi del mondo, non solo in Italia.

Oltretutto, non trovo altra giustificazione nella censura di persone come Stefano Montanari o Antonietta Gatti, o Didier Raoult, o della Dottoressa Dolores Cahill in Irlanda, e tanti altri esperti del settore, se non per coprire una grande menzogna. Il conflitto d’interesse è il mio indicatore. I sopracitati dottori di fama internazionale, hanno tutto da perdere nel dire queste cose, se lo fanno, secondo me, lo fanno soltanto per il giuramento di Ippocrate, il che significa, per proteggere tutti noi. Altri dottori parlano invece perché amano i propri conti bancari, quindi quello che dicono cambia secondo chi li paga.

Non mi va di puntare il dito. La corruzione è una delle sfaccettature dell’animo umano. In un gruppo di esseri umani ci sarà sempre chi è altruista e chi si crede più furbo dell’altruista. Quindi avremo sempre a che fare con abusi di potere, bullismo e mistificazioni. Il morire ‘con’ o ‘per’ è l’argomento immobilizzante, che se non usato correttamente, porta a conclusioni errate da un lato, ed anche rende possibile l’accusa di “assassini” a coloro che vanno verso la direzione del ‘con’, invece che del ‘per’.

Oggi però siamo in un mondo globalizzato e connesso, che dà ad alcune entità ed aziende un potere troppo grande di influenzare il pensiero delle masse di persone ed addirittura, lo spirito del tempo (Zeitgeist). Guardiamo oggi YouTube o Facebook o Twitter o altri, un’idea oggi può impiegare anche pochi minuti per rimbalzare in tutto il mondo. Oggi un post su Facebook può fare cadere un governo o scatenare un conflitto, ed il controllo privato dei contenuti da parte di questi giganti del tech, li ha resi tra le entità più pericolose che l’umanità abbia mai avuto.

Digitale è bello!

No! Digitale non è bello. Digitale è intangibile, modificabile, cancellabile con un singolo click. Abbiamo già sperimentato la bellezza dei nostri giocattoli digitali, adesso sarebbe ora di vedere che succede se i nostri amici digitali diventano i nostri vigili e controllori. E poi, chi controlla i nostri amici digitali? Ve lo dico io, sono aziende private. Aziende del genere ovviamente spingono con il loro potere gigantesco perché noi tutti esseri umani, viviamo la normale socialità soltanto attraverso di loro. Quindi: Social Distancing, per me il più grande crimine che l’umanità potesse pensare per se stessa.

Che valore date un abbraccio vero? Che valore date ad una carezza? Per me Social Distancing equivale a Non Vita. È la stessa cosa per me. Facebook, appena scoppiata la pandemia fa uscire un nuovo Emoticon: “Care” di un pupazzo che abbraccia e stringe un cuore rosso. ABBRACCIA E STRINGE. Mi piace una frase di Giulio Andreotti: “Nel pensar male, si fa peccato… Ma spesso ci si azzecca.” Non è che saranno complici di sta situazione? Che spingono l’umanità intera a scambiare emozioni SOLO tramite emoticons e altre cagate elettroniche?

Facendo una riflessione molto semplicistica, essendo queste delle aziende private, meno abbracci veri … più virtuali. Meno socialità vera… più socialità via social network. Non mi viene difficile pensare che spingendo in questa direzione, guadagnano sempre di più ed incrementano il loro potere allo stesso tempo, che è il primo obiettivo di tutte le aziende private, vedi un po’ la coincidenza. Complottismo? Se si, perché? Io ci vedo solo logica deduttiva. Ed oggi abbiamo tutti gli strumenti tecnologici necessari per questo.

Il Re è nudo.

Meno male che esistono persone come Mirco Vandelli e Matteo Gracis o il professore Marco Mamone Capria, perché questi numeri erano davanti ai nostri occhi da mesi. Persone con un tale spirito critico oggi sono definite come “malati mentali”, come ci ha insegnato il triste e burbero professore Umberto Galimberti nella sua ultima infelicissima intervista.

Solo io ricordo le parole di Orwell 1984 nel suo manuale: “Teoria e prassi del collettivismo oligarchico”, in cui un passaggio diceva che si doveva rinchiudere coloro che avessero uno spirito critico come malati mentali? Il professore Galimberti ha applicato un principio che io consideravo solo parte di un romanzo, ma egli lo ha realmente applicato alla realtà. Non ho parole per descrivere la delusione che Galimberti mi ha dato. Anche se lui mi vorrebbe rinchiuso forse, io continuo a dire che il Re è nudo, e nessun bipensiero o propaganda può convincermi del contrario. Vandelli e Gracis sono per me come uno scorcio di cielo attraverso un muro di nuvole, ed il Re è nudo anche per voi, grazie al cielo siamo meno soli. Grazie a voi per questa analisi.

Ad i lettori, auguro una buona visione del video.

Giulio Bona

Contenuti extra in PDF qui

Sito del giornalista Matteo Gracis: https://www.matteogracis.it/

Ulteriore approfondimento Relazione del Prof. Marco Mamone Capria link qui