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“Con Greta siamo di fronte a un abbaglio mondiale”. Intervista a Franco Prodi

Di Nicola Mirenzi

A differenza della maggior parte di noi, per cui può essere una minaccia, una previsione pessima o una spiacevole seccatura, per lui è un incanto: “Il temporale è un fenomeno geofisico meraviglioso. Si espande lungo ben dodici ordini di grandezza, partendo da minuscole goccioline d’acqua grandi un dodicimillesimo di millimetro, e culmina in uno avvenimento spettacolare, i cui effetti sono visibili fino a quaranta chilometri di distanza”. La voce del professor Franco Prodi, fisico dell’atmosfera e climatologo riconosciuto in tutto il mondo, si riempie di stupore quando descrive gli eventi naturali a cui ha dedicato la sua vita di studio e di ricerca: “Cominciai nell’osservatorio scientifico e sperimentale dell’aeronautica militare del Monte Cimone, la vetta più alta dell’Appennino tosco-emiliano. Appena arrivai, il colonnello Ottavio Vittori, un fisico di livello straordinario uno di quelli che non ti aspetti di incontrare durante il servizio militare –,mi guardò negli occhi e mi disse: Ti occuperai di questo”. Aveva aperto il palmo della mia mano e ci aveva appoggiato sopra un chicco di grandine, il materiale naturale più inconsueto e intrigante che ci sia, come avrei scoperto dopo – ma in quel momento, per me, era ancora un banale chicco di grandine, e basta”.

Nono fratello di una famiglia in cui si contano storici, matematici, medici, nonché un due volte presidente del Consiglio, per il professor Prodi “l’amore per il pianeta” è cresciuto di pari passo alla conoscenza dei fenomeni naturali che riguardano il clima: “Il servizio militare, che molte persone ricordano come una sciagura, per me è stato una salvezza. Nell’aeronautica, ho incontrato degli scienziati che mi hanno trasmesso la passione per la ricerca, grazie ai quali ho capito quale direzione da dare alla mia vita professionale: ovvero, applicare le leggi della fisica dello stato solido ai fenomeni atmosferici”. Ritiene che tutti i governi del mondo dovrebbero “puntare sulla tutela dell’ambiente, l’unica mossa che consentirebbe di prendersi veramente cura del futuro dell’umanità”. Ma, al contrario di alcuni suoi colleghi e del nuovo senso comune ecologista, è convinto che la battaglia portata avanti dalla sedicenne svedese Greta Thunberg e dal movimento Fridays For Future, non stia andando nella giusta direzione: “Con Greta – dice- siamo di fronte a un abbaglio mondiale”.

Franco Prodi

Perché, Professore?

Perché questo movimento incanala nella direzione sbagliata, cioè la lotta al riscaldamento globale, quella che è in realtà un’urgenza giusta, ovvero la salvaguardia del pianeta. 

Perché sarebbe la direzione sbagliata?

Perché, al momento, nessuna ricerca scientifica stabilisce una relazione certa tra le attività dell’uomo e il riscaldamento globale. Perciò, dire che siamo noi i responsabili dei cambiamenti climatici è scientificamente infondato.

Il cambiamento climatico è un falso?

No, io non nego affatto che ci siano i cambiamenti climatici. La storia del nostro pianeta è anche la storia dei cambiamenti climatici che si sono susseguiti nel tempo.

Quali, per esempio?

Nel tardo Medioevo, intorno all’anno 1200, è noto che la temperatura della Terra aumentò significativamente. Così come sappiamo che a metà del diciassettesimo secolo ci fu un fenomeno inverso, ovvero una piccola glaciazione. In entrambi i casi, l’uomo non aveva ancora sviluppato tutte quelle attività industriali che oggi sono considerate responsabili dei cambiamenti climatici. Come si può dire, dunque, che per il 95 per cento è colpa dell’uomo?

Ma il riscaldamento globale c’è o non c’è?

I dati che abbiamo a disposizione dicono che, dai primi anni dell’ottocento (quando sono state state impiantate le prime stazioni meteorologiche in diverse parti del mondo), la temperatura media globale è cresciuta ogni secolo di un decimo di grado. Questo è innegabile, nessuno lo contesta. Ciò che è in discussione, nella comunità scientifica, è la causa di questa crescita.

Cosa si sa per certo?

Che il clima terrestre è il risultato dello scambio di due flussi di fotoni: uno che dal Sole va verso la Terra, e l’altro che sale dalla Terra verso l’esterno. Come sa, il Sole è un corpo che misura quasi 6 mila gradi kelvin. La Terra, invece, ha una temperatura di 300 gradi kelvin, circa 25,5 gradi centigradi. È come se da una parte ci fosse una lampada, e dall’altra una palla di vetro. In mezzo a esse, l’atmosfera.

Cosa significa concretamente?

Che la temperatura della palla di vetro dipende da una molteplicità di fattori, tra cui la distanza che c’è tra la lampada e la palla di vetro. Una distanza che non è sempre costante, e che dipende da una molteplicità di fattori che non sono facilmente calcolabili. Per questo, non possiamo stabilire con esattezza quanto il riscaldamento climatico sia responsabilità dell’uomo e quanto, invece, dipenda da altri fattori. 

Perché la scienza è così incerta?

Perché la scienza del clima è ancora nell’età dell’infanzia. È nata nel 1800. Prima non esisteva nulla di paragonabile. E con i modelli che ha a disposizione, può solo elaborare degli scenari incompleti. Incompleti, soprattutto, se qualcuno intende basare su di essi il destino dell’umanità. Farlo, non sarebbe un atto di coscienza ecologica. Piuttosto, di incoscienza scientifica.

Ma lei si allarma o no quando legge che una parte del Monte Bianco si sta sciogliendo?

Sinceramente no, non mi allarmo. Sono fenomeni che abbiamo già conosciuto. La pianura padana, per dire, era un’enorme ghiacciaio. Poi, la vita è ripresa.

Perché lei è uno dei pochi scienziati a dire queste cose?

Sono uno dei pochi, ma non sono l’unico: sia in Italia, sia nel mondo. Peraltro, non è nella mia natura essere controcorrente. Le confesso che, a volte, mi sento anche a disagio nel ruolo di grillo parlante.

Però?

Però non posso fare a meno, quando parlo, di parlare facendo riferimento alle conoscenze scientifiche che abbiamo a disposizione, e che non dicono quello che il regime catastrofista che domina il discorso pubblico vorrebbe che dicessi. Tutto qui.

Autore: Di Nicola Mirenzi – Huffington Post Italia

Link: https://www.huffingtonpost.it/entry/con-greta-siamo-di-fronte-a-un-abbaglio-mondiale-intervista-a-franco-prodi_it_5d99aaf5e4b03b475f9aad19

Pubblicato da Jacopo Brogi

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25 Commenti

  1. una persona in minoranza in evidente stato confusionale

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Non ho mai sentito tante “idiozie” (ovvero disinformazione tendenziosa) dette in così poche parole….
    Ecco, sono i tipi come questo che fuorviano l’opinione pubblica….

  3. Il professore dice cose giuste : i cambiamenti climatici ci sono sempre stati, anche quando non c’erano gli uomini, questo però non basta e si deve considerare il diverso impatto che avevano e che hanno questi cambiamenti sulla vita organizzata di questo pianeta. C’era un tempo nel quale il Sahara era pieno di laghi, stagni fiumi e pesci ed era abitato. Quando il cambiamento climatico lo trasformò in deserto la gente emigrò verso terre più fertili come la Mesopotania. L’impatto sulla società umana del tempo è stato quindi minimo. Ora però anche un modesto cambiamento climatico può togliere l’ambiente vitale a qualche centinaio di milioni di persone, gente che non avendo più nulla da perdere cercherà di occupare la terra che potrà occupare. L’impatto del clima viene quindi amplificato dalla popolazione, che sulla Terra ha ormai raggiunto la saturazione. Ancora una volta, se non si prende in considerazione questa variabile si fanno analisi che forse vanno bene a livello accademico ma che lasciano il tempo che trovano per la società nel suo complesso.

  4. Mi raccomando, pubblicate anche una bella intervista a Rubbia e Zichichi: così, invece di continuare a leggere, ed a collaborare con, CdC, il sottoscritto farà un bell’abbonamento a Libero. Tra una brutta copia e l’originale, molto meglio l’originale.
    Per quanto riguarda il contenuto dell’intervista, faccio solo notare che la Pianura Padana non è mai stata un immenso ghiacciaio, dal momento che il grande ghiacciaio balteo che, durante l’ultima era glaciale, riempiva il fondovalle della Valle d’Aosta, si fermava ad Ivrea.

  5. Almeno c’è un prodi in famiglia che capisce qualcosa.

  6. Dice, il Prodi scienziato:
    “Perché, al momento, nessuna ricerca scientifica stabilisce una relazione certa tra le attività dell’uomo e il riscaldamento globale. Perciò, dire che siamo noi i responsabili dei cambiamenti climatici è scientificamente infondato.”

    Ricordate la mucca pazza? Anche allora la gente moriva ma…la scienza non trovava il nesso, e così, a furia di non trovare, divenne una catastrofe. Poi trovarono. E anche allora c’era chi, pur senza conoscenze scientifiche, indicava, inascoltato, il pericolo.
    Magari non é questo il caso, ma l’impostazione “della scienza” proposta qui, a margine di ricordi della naja, pare zoppa dalla stessa zampa.

    “In un qualche angolo remoto dell’universo scintillante, effuso attraverso innumerevoli sistemi solari, c’era una volta un astro sul quale animali intelligenti inventarono la conoscenza. Fu il minuto più superbo e tracotante della storia del mondo: ma fu soltanto un minuto. Dopo pochi respiri della natura, l’astro si raggelò e gli animali intelligenti dovettero morire.” (F. Nietzsche)

    Oramai Greta c’é.
    Cerchiamo e troviamo gli aspetti comunque certamente positivi della sua rappresentazione, come cercare di limitare l’inquinamento, ad esempio.

  7. Come sa, il Sole è un corpo che misura quasi 6 mila gradi kelvin. La Terra, invece, ha una temperatura di 300 gradi kelvin, circa 25,5 gradi centigradi. È come se da una parte ci fosse una lampada, e dall’altra una palla di vetro. In mezzo a esse, l’atmosfera.

    Cosa significa concretamente?

    Che con tutta quest’acqua, stiamo fermentando

  8. Finalmente qualcosa di sensato.. l’isteria climatica è francamente ributtante e mi fa specie che anche qui dentro ci siano tanti felloni ansiosi di accodarsi al comune sentire del pensiero dominante.. voler credere che il riscaldamento globale sia unicamente il risultato dell’azione antropica, come se il nostro pianeta fosse un sistema chiuso, avulso da dinamiche spazio temporali da cui non si può prescindere… bè è demenziale.

  9. In precedenti articoli su come Don Chisciotte avevamo, credo, preso nota dei trilioni di dollari che muove la nuova green economy della finanza, che si serve dell’immagine di Greta (voglio ancora sperare ignara di questo aspetto e soltanto vittima della sua malattia e ignoranza culturale) per indurre tutti noi a dare una risposta semplice, e autocolpevolizzante, poi, ad un problema complesso, come quello della comprensione della fase climatica che stiamo attraversando, come il mondo nella sua storia ne ha già attraversato. Curioso che in momenti di grande crisi dell’umanità ( nel passato di grandi conflitti armati) vengano fuori queste figure di giovanissime ispirate, vedi Giovanna d’Arco, Bernardette, le pastorelle di Fatima ecc. Ma se vengo qui è per ragionare e non per procedere per assiomi o sentirmi dire che la Co2 sia la sola responsabile del riscaldamento della terra. I veri ambientalisti nel mondo vengono uccisi, come è successo recentemente in Messico a chi difendeva la biodiversità, e solo l’anno scorso ne sono stati uccisi più di 100. Voglio dire, i veri ambientalisti non fanno lezioni all’Onu e a Davos, ma combattono sulla propria terra contro quello che è il vero problema causato dell’uomo, l’inquinamento della terra, delle acque e dell’aria, la soppressione di più di metà degli insetti, per esempio, grazie ai pesticidi.

  10. Il fatto è che oggi è semplicemnte vietato pensarla in modo “diverso da Greta”: questo è il problema principale. Punto. Non fa niente se ci sono dati eclatanti sulle temperature, dati tralaltro raccolti prima che la cosa fosse politicizzata e resa appunto un dogma! Quello che dice sto tizio è semplice analisi dei dati: spero funzionino i link… https://www1.ncdc.noaa.gov/pub/data/paleo/icecore/greenland/summit/gisp2/isotopes/gisp2_temp_accum_alley2000.txt Qui trovate i dati di temperatura della Groenlandia degli ultimi 50000 anni, ricostruiti mediante il seguente metodo (abbondanza isotopica, un pò come il metodo di datazione dei reperti archeologici col C14): http://www.iceandclimate.nbi.ku.dk/research/past_atmos/past_temperature_moisture/, la cui validità, se siete in dubbio, è spiegata qui: http://www.iceandclimate.nbi.ku.dk/research/strat_dating/annual_layer_count/ice_core_dating/. Prendetevi la briga di plottarvi questi dati in excel su un grafico e curiosate i saliscendi degli ultimi 10000 anni (prima le temperature erano molto più basse: era glaciale). Potrete vedere pure i periodi caldi romani e medievali di cui si parla anche nell’intervista e pure nel 1700 vedete la piccola era glaciale. E questo solo per quanto riguarda la temperatura e non la causa dei suoi cambiamenti. Se invece poi andiamo a vedere i dati di chi per l’IPCC ha lavorato e se ne è uscito (Clark), andiamo a vedere la semplice correlazione tra CO2 e temperatura tra 100 e 150 mila anni fa: http://joannenova.com.au/2009/12/carbon-rises-800-years-after-temperatures/. Come si può vedere la CO2 sale dopo che è salita la temperatura e quindi scende dopo che la temperatura è scesa. Da Al Gore in poi sono semplicemente stati invertiti la causa con l’effetto! Questo perchè (Legge di Henry: solubilità dei gas in acqua) gli oceani sono in equilibrio con la CO2, con cinetiche (ritardi) attorno agli 800+/-200 anni. Ora, se avete dati seri “Greta friendly” da farmi vedere sono qui… Ma ditemi che sta roba, sti dati qui linkati, non vi colpiscono nemmeno un po! Saluti.

  11. Dai commenti che leggo credo che molti non hanno inteso il vero senso di questo articolo o delle parole di Prodi.. la natura non andrebbe difesa perché c’è un aumento delle temperature del pianeta che rischia di portarci all’estinzione, così come le foreste non andrebbero abbattute perché altrimenti rischiamo il surriscaldamento globale.. questo non è il vero focus del problema. La natura, le foreste, le specie animali andrebbero difese e tutelate in quanto tali e non per un presunto surriscaldamento del pianeta di origine antropica tutto da dimostrare.. chi ha veramente interesse a cavalcare l’isteria climatica sono gli stessi che hanno causato il problema e che ora cercano di trarre profitto avanzando delle pseudo soluzioni ai problemi che loro stessi hanno prodotto.. il new deal dell’emergenza climatica è diventato il grimaldello dei soliti noti per introdurre nuove tasse e balzelli che aumenteranno solo il divario tra 1% della popolazione che detiene gran parte delle ricchezze e il resto dell’umanità.. alimentare il fuoco dell’emergenza climatica serve proprio a far dirigere alle persone delle misure impopolari che altrimenti risulterebbero inaccettabili.

  12. Però, quasi tutti gli scienziati e climatologi che parlano esprimono dubbi e scetticismo sulla teoria del riscaldamento globale.
    La maggioranza di essi non è catastrofista di fronte ai cambiamenti climatici (per altro per la vita sul pianeta sarebbe ben più pericoloso un raffreddamento globale).
    Invece giornalisti, politici, greta e gretini assortiti non hanno alcun dubbio, e sanno loro chi è scienziato e chi non lo è: chi la pensa come loro (al loro stadio primitivo di comprensione) è uno scienziato, chi la pensa diversamente (anche se è la maggioranza degli scienziati veri) non lo è.

  13. Saluti a tutti dai laghetti di Campogalliano, vicino a Modena. 19 gradi e sono in costume a prendere il sole, nonostante la brezza c’è da strinarsi. Alla faccia del mio concittadino altolocato signor Prodi e al suo decimo di grado di aumento per secolo. Lo invito ad andare in Canada. Che se ne vada a Vancouver, lui e le sue palle!

  14. E’ un po’ la posizione del Senatore e Premio Nobel Carlo Rubbia, che durante una seduta delle Commissioni Parlamentari Riunite e Congiunte su Cambio Climatico e Protezione dell’ Ambiente il 26/11/2014 (filmato nel link in basso), ha detto che nel corso degli ultimi duemila anni vi sono state diverse variazioni del clima sulla Terra.

    Al tempo dei romani la temperatura era più alta di quanto non lo sia adesso, difatti Annibale riuscì a varcare le Alpi con i suoi elefanti, cosa impossibile oggigiorno per via dei ghiacci, poi vi fu un raffreddamento. Attorno all’ anno mille la temperatura salì nuovamente, per abbassarsi tra il 1500 ed il 1600 quando vi fu quella che venne chiamata la “piccola glaciazione” come detto dal prof. Prodi.

    Il Professor Rubbia spiega anche che dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra si è abbassata di -0,2 gradi, non è aumentata.

    https://www.youtube.com/watch?v=4_T1QNRtToc

    Qui sotto vi è il link del resoconto stenografico in PDF di quella seduta:
    http://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/file/repository/commissioni/stenografici/17/congiunte/3a-XIII-III-XIII-20141126_BOZZA.pdf

    Una domanda: ma in Australia come vanno le cose? Visto che fino a qualche settimana fa si parlava solo di incendi e adesso più nulla, spero meglio…

  15. Fenomeni naturali, cioè non influenzati dall’uomo, spiegano gli innalzamenti e gli abbassamenti della temperatura. Questo è valso fino a che non siamo entrati nell’antropocene, meglio, nella sua attuale conformazione di capitalocene. Negli ultimi duecento anni in modo esponenziale è cresciuto il contributo delle attività umane alla trasformazione “innaturale” del pianeta. Suolo, acqua, aria in tutto il pianeta sono cambiati in relazione alle emissioni della attività umane indotte dalle tecno scienze. La diffusione del particolato prodotto dalle attività umane interessa ogni angolo nascosto del pianeta. Sul suolo e sull’acqua si definisce inquinamento in atmosfera effetto serra antropogenico, cioè un aggiunta di gas prodotti dalle attività umane in aggiunta all’effetto serra naturale. Il carbone, il petrolio, il metano che estraiamo dal sottosuolo e in cui era confinata la Co2 che viene immessa in atmosfera rompe l’equilibrio climatico che si era determinato in milioni di anni. Il prof. Prodi afferma che questo è ininfluente per cambiamento del clima il 99% degli scienziati che studiano il clima affermano il contrario. A mio modo di vedere, non sono uno scienziato, quando si rompe in equilibrio per cause non naturali le conseguenze non possono essere naturali…..

  16. Siamo allo stesso livello del Coronavirus, cioè nessuno sa un caxxo e quello che regna è il caos. Tra due scienziati che litigano sul riscaldamento globale, colpa dell’uomo o cause naturali, colpa dell’uomo o cause naturali, noi str**i persone normali, a chi dobbiamo credere?? Stessa storia di sempre. Schopenhauer diceva che la storia è sempre quella, passano gli anni ma non cambia mai niente. Aveva ragione lui.

  17. i prodi son buoni solo a parole…

  18. (una persona in minoranza) dice vis80. Per niente a la page, aggiungo io. Contro la vulgata corrente, contro la moda, contro le oceaniche manifestazioni gretine nel mondo……una persona che ha tutto da perderci a non uniformarsi al prossimo pensiero unico dominante…
    E allora vi chiedo: Credete a Prodi o a chi, diversamente da lui, ha tutto da guadagnarci dalla green economy e non parlo solo di soldi, ma anche di una visibilità che ALTRIMENTI se la sognava non valendo, sotto nessun aspetto, una cicca bucata?
    Si, io sto con Prodi. E apprendo con piacere che anche Rubbia e Zichichi sono della partita.

  19. In principio concetti giusti e valutazioni con “piedi in terra”, infatti l’aumento di t globale “androgeno” seppur sicuramente >0 , aumenta la temperatura piú bassa disponibile per motivi termodinamici (Calore va solo da t verso t minori) minimamente ed in maniera non misurabile. Errato sicuramente e´pensare che l´ irraggiamento solare sia costante o non ci sia calore irraggiato dalla terra verso lo spazio. Di fatto l’energia emessa in atmosfera come calore finale a bassa t, e´ grandezza trascurabile in confronto all’energia irradiataci dal Sole ! E l’abbiamo notato negli ultimi 30-40 anni. Ed anche e´ sbagliato non considerare la funzione Conc.CO2/t ambientale del grafico qui visibile = http://icecap.us/images/uploads/CO2600millionSPPI.jpg
    La concentrazione di CO2 nell’atmosfera e´ variata da 0,030 a 0,033% negli ultimi ca. 50 anni! Altre considerazioni sono molto piú importanti: Es. Parsimonia e riciclo delle risorse disponibili, o generazione di corrente da sorgenti rinnovabili. Qui sta il merito della “revisione energetica attuale” che sicuramente e´ necessaria.

  20. Nessuno scienziato ci ha pensato, ma se ancora il cambiamento climatico non ci ha estinti è perché teniamo accesi contemporaneamente 5 miliardi di frigoriferi.

    E comunque io penso che l’umanità non potrà mai scomparire almeno fino a quando non saprà la verità su Regeni.

  21. Purtroppo l’educazione scientifica in italia è talmente carente (ma anche all’estero sembra) che aspetti ormai diventati fondamentali quali le dinamiche climatiche, gli oceani, i cambiamenti ambientali sono largamente ignorati. Il dramma è che gran parte del corpo docente non ha la sufficiente preparazione scientifica. Chi insegna scienze è in genere un biologo e quindi non capisce il tempo geologico e tantomeno l’atmosfera. Figuriamoci alle elementari.
    Tra l’altro leggevo che gli psicologi hanno fatto sapere che nei giovani aumentano i casi d’ansia legati ai cambiamenti climatici. Pensate a caricare i bambini con idee tipo “siamo cattivi, stiamo distruggendo il pianeta”, “nessuno fa niente”, “fra 20 anni la distruzione sarà irreversibile”. Pensate a quello che invece abbiamo vissuto noi 40enni quando eravamo piccoli, ci dicevano che fare la differenziata fa bene all’ambiente, che avevamo messo al bando il DDT, si sviluppava l’agricoltura biologica, si lottava e si vinceva il buco dell’ozono… Insomma si cresceva pensando che ci si prendeva cura di noi. Oggi il livello si è alzato, il clima è qualcosa di talmente incomprensibile che per forza troveremo idee diverse nella comunità scientifica, nonostante tutto ciò il cosiddetto consenso entra come attore policy maker e noi siamo fregati.

  22. più che del clima dovremmo preoccuparci dei reali problemi ambientali, ovvero cementificazione e emissione di veleni nelle acque, nei terreni ed in atmosfera.
    Ma penso che il clima e la CO2 vengano utilizzati come strumenti per distrarci da quanto sopra.

  23. Lui è uno dei pochi, ma pensa di aver ragione. In qunato uno dei pochi? Ah già, il mainstream…

  24. A volte mi chiedo quanto la tecnologia abbia cambiato il nostro modo di pensare, modificato i nostri orizzonti. Gli anziani delle tribù artiche Inuit dopo aver osservato il cielo hanno scritto alla Nasa:- L’asse terrestre si è spostato- -E’ vero- gli è stato risposto. Se noi passiamo tanto tempo con lo sguardo fisso al rettangolo dello smartphone non finiremo per credere di essere noi gli unici responsabili del mondo, noi, con quello che inspiriamo e espiriamo? Possibile che riusciamo ad asserire come un dogma che la Co2 di origine antropica sia la sola responsabile del riscaldamento climatico?Non si considera più che esistono un sole, un’inclinazione dell’asse terrestre, le nuvole, i vulcani, gli oceani ecc.? E non sto parlando di inquinamento, di quello siamo i soli responsabili, come scritto in miei precedenti post. E se proprio vogliamo parlare di Co2, e del riscaldamento climatico, perchè non riferirci mai a tutto quello che dall’atomica ad oggi i militari hanno immesso nell’atmosfera? o vogliamo credere che il buco dell’ozono sia stato solo creato dalle bombolette spray dei deodoranti?

  25. Se il cambiamento climatico va verso il caldo, io non mi preoccupo.
    “La pianura padana, per dire, era un’enorme ghiacciaio. Poi, la vita è ripresa.” dice tutto.

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