Come la “piccola era glaciale” in Europa creò una potenza globale

Come la “piccola era glaciale” in Europa creò una potenza globale

La Storia ci insegna che i cambiamenti climatici sono sempre stati causa anche di modifiche negli equilibri sociali e di potere delle civiltà; alcune sono state distrutte, altre hanno fiorito cogliendo le nuove opportunità.

La lettura di questo articolo, pubblicato il 16 agosto 2023 su «Inside Over» – Ambiente, ci aiuta a chiarire che quello che viviamo oggi fa parte di un ciclo continuo e inarrestabile che dobbiamo affrontare in modo cosciente, senza la presunzione di poterci opporre ad esso.

Buona lettura

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Come la “piccola era glaciale” in Europa creò una potenza globale

di Marco Valle

it.insideover.com

Nel dibattito sul clima continua a mancare o quasi qualsiasi riflessione storica. Un peccato, perché gli eventi di ieri potrebbero, anche nella loro drammaticità, insegnarci molto. Facciamo allora un passo indietro di qualche secolo e ragioniamo. Attorno al 1565 ebbe inizio la “piccola era glaciale” dell’età moderna, un brusco rallentamento dell’attività solare — il Maunder minimum — che determinò l’abbassamento della temperatura media (da 3 a 5 gradi) e l’impazzimento delle stagioni — neve e gelate per mesi, colture e alberi da frutto persi in tutto il Continente — trasformando l’intero panorama dell’emisfero boreale.

Una catastrofe climatica che ritroviamo nelle vedute ghiacciate dipinte da Hendrick Avecamp, in primis lo splendido “Paesaggio invernale con pattinatori”, e nelle opere di Pieter Bruegel il Vecchio, tra tutte “L’Adorazione dei Magi nella neve” prima rappresentazione nella storia dell’arte europea della caduta dei fiocchi di neve. Osservando la tavola, un brulichio di persone intente a scaldarsi per sopravvivere nella buriana, si comprendono appieno le sconsolate parole scritte nel 1570 dal teologo svizzero Heinrich Bullinger: “la primavera quest’anno sembra come l’inverno, fredda e umida, il vino sboccia in modo terribile e il raccolto è pessimo”.

L’elvetico aveva ragione. Lo scombussolamento del ciclo dei campi determinò un drastico calo della produzione agricola, un aumento vertiginoso dei prezzi dei cereali e il repentino peggioramento delle condizioni di vita: malnutrizione — l’altezza media scese di 2 centimetri —, carestie, sporcizia e poi dissenteria, tifo e, infine, la peste. Il peggio. Le epidemie colpirono soprattutto l’Europa meridionale. Impietosamente.

Nel 1600 l’Italia aveva 13.500.000 abitanti, sessant’anni dopo ne restavano 10.700.000. Un lacerante sconvolgimento demografico, economico e sociale: a Napoli sopravvisse circa il 50 per cento della popolazione, a Milano tra il 40 e il 50 per cento, a Genova, dopo la gran peste del 1656, restava in vita solo il 25 per cento della cittadinanza. Tra il 1576-77 a Venezia morirono 50mila persone (il 28 per cento della popolazione) e nel 1630-31 altre 46mila (il 33 per cento di una comunità già decimata). All’approssimarsi della seconda ondata, le autorità, non sapendo come contrastare il contagio decisero di mettersi nelle mani del Padreterno e il doge Nicolò Contarini prese il solenne impegno di un voto: «erigere e dedicar una chiesa alla Vergine Santissima». Il 21 novembre ‘31 il morbo fu dichiarato debellato e subito vennero avviati i lavori per la basilica di Santa Maria della Salute a Punta della Dogana, il capolavoro barocco di Baldassarre Longhena.

La “piccola glaciazione” si protrasse lungo tutto il Settecento con picchi crudissimi. Memorabile fu il gennaio 1709 quando l’intera Europa precipitò a temperature polari. Nella notte dell’Epifania gelarono tutti i fiumi, laghi, pozzi; Parigi finì a -23,1, Berlino a -29,4 e i ghiacci bloccarono i porti mediterranei di Marsiglia, Genova, Venezia e, persino, Livorno. Roma venne colpita da tredici nevicate, cadute tra il 6 e il 24 gennaio, la pianura padana fu coperta da un metro e mezzo di neve, il lago di Garda ghiacciò — unica volta nella storia — fino a permettere il passaggio dei carri; sulla laguna veneta, flagellata da un forte vento di bora, si registrò – 17,5. Gabriele Bella, pittore della Repubblica, ritrasse i veneziani pattinare divertiti sul Canal Grande.

Non si trattò di un caso isolato. Nel 1788 un evento similare colpì nuovamente il Continente devastando una volta di più l’agricoltura, in particolare quella francese già funestata da una sequela di cattivi raccolti. Intanto che Francesco Battaglioli ritraeva, nel quadro oggi conservato nel Museo di Ca’ Rezzonico, i “giochi invernali” marciani, a Parigi affamata il prezzo del pane saliva ai massimi. La scintilla del grande incendio del 1789.

Il raffreddamento globale fu certamente un disastro, ma non ovunque e non per tutti. Riprendendo le suggestioni e le ipotesi di Wolfang Behringer, Philipp Blom e Alessandro Vanoli, The Great frost accelerò nell’Europa protestante — con l’eccezione della Germania devastata dalla terribile guerra dei Trent’Anni (1618-1648) — il passaggio da equilibri feudali e teocratici a inedite forme laiche apertamente capitalistiche, promotrici e beneficiarie del progresso scientifico: tecniche d’allevamento, culture in serra, conservazione dei cibi, commercio d’importazione, tecnologia navale. Dalla “piccola era glaciale” prese vigore e calore un pensiero antropocentrico e individualistico che determinò l’emergere della borghesia nel segno dell’economia-mondo e del primato dell’Occidente.

Paradigmatico il caso dei Paesi Bassi. L’Olanda, sebbene anch’essa colpita dagli effetti del gelo e del morbo (ad Amsterdam la sua ultima apparizione uccise ben 24mila persone), beneficiò dello spostamento a meridione dei banchi di pesce (aringhe e merluzzi) in fuga dalle gelate e dal progressivo avanzamento del ghiaccio artico: una risorsa preziosa per la piccola nazione protestante e repubblicana dal 1566 in guerra con la Spagna cattolica e imperiale. Le inattese risorse ittiche diedero alle Province Unite le capacità finanziarie necessarie per investire nei commerci, costruire una grande marina mercantile e proporsi come snodo per il traffico di granaglie dal Baltico e l’Ucraina verso tutta l’Europa, Italia compresa. A fine Cinquecento, come nota Bloom, a causa d’inverni gelidi ed estati piovose:

La Sicilia e il Sud della Penisola, due poli tradizionali della cerealicoltura italiana, non erano più in grado di supplire al deficit delle regioni settentrionali, per cui il granduca di Toscana e il Senato di Venezia spedirono emissari per concludere acquisti d’emergenza. Negli anni successivi duecentomila tonnellate di cereali provenienti dal Baltico vennero smerciate nel Nord Italia: si trattava in prevalenza di segale, mai granché apprezzata dagli italiani. La popolazione masticava con scarso gusto quel pane dal sapore straniero.

Per gli olandesi una merce perfetta, una fornitura costante e un investimento poco rischioso. I marinai iniziarono a cimentarsi nella difficile arte dello Straatvaart, il forzamento dello Stretto di Gibilterra stancamente vigilato dalle squadre spagnole. Una volta superate le colonne d’Ercole i nordici sbarcavano i cereali a Livorno e Venezia per poi balzare con le loro fluit, agili velieri di 150-200 tonnellate, verso i porti ottomani portando stoffe, panni, cuoio, catrame, pesce salato, armi moderne e (sempre più) riesportazioni coloniali come pepe, zucchero, tabacco per tornare carichi di sete, spezie, cotone, uva passa. Lungo il percorso i batavi — per Braudel simili a “calabroni attivi e un po’ pesanti, tanto pesanti che, quando urtano i vetri li rompono” — non disdegnavano di pirateggiare abbordando ogni nave cristiana o islamica (poco importava…) che incrociavano sulla loro rotta.

I veri affari, però, risiedevano altrove. Sui mari d’Oriente controllati da ispanici e lusitani. Le rotte del lusso. Presto i calvinisti di Amsterdam si convinsero che la soluzione ottimale passava attraverso il possesso diretto dei luoghi di produzione delle preziose “scintille d’oriente”, ovvero l’arcipelago indonesiano. Grazie alle mappe sottratte ai portoghesi da Jan Huyghen van Linden, un’abile spia per anni dipendente dell’arcivescovo di Goa, nel 1595 Cornelis de Houtman salpò con una prima spedizione per tornare due anni dopo con un carico modesto ma abbastanza redditizio. La porta era spalancata.

Gli olandesi s’imposero presto sui mercati asiatici. Negli archivi di Amsterdam è stato ritrovato un ordinativo del 1608 per l’acquisto in Cina di 50.000 portaburro, 10.000 piatti, 2000 fruttiere, 1000 saliere, vasetti, zuppiere e un numero indefinito di tazze e caraffe. Un primo passo ma ormai l’esclusiva ispanico-portoghese era stato infranta assieme alla fitta maglia burocratica che chiudeva i porti dell’impero di Mezzo; nella prima metà del secolo la marina nederlandese — 600.000 tonnellate di stazza complessiva, pari alla somma delle flotte di tutti gli altri paesi europei — importò dalla Cina più di tre milioni di pezzi di porcellane oltre a sete, spezie, tè.

Per sviluppare e razionalizzare l’espansione commerciale oltremare e controllare i mercati internazionali la Repubblica obbligò nel 1602 i mercanti a fondersi in un’unica organizzazione la Verenigde Oostindische Compagnie, la Compagnia olandese delle Indie Orientali: la prima società per azioni mondiale, “madre” di tutti gli attuali colossi dell’economia. Gestita da un consiglio di 17 direttori, gli Heeren XVII, la Voc era suddivisa in sei “camere” e offriva ad ogni cittadino la possibilità di investire e beneficiare dei profitti; con un dividendo medio superiore al 20 per cento dell’investimento iniziale, e una crescita delle sottoscrizioni dagli iniziali 6,4 milioni di fiorini sino agli oltre 40 del 1660. la società si rivelò un ottimo affare per gli investitori al punto che sugli stessi schemi nel 1621 venne creato un duplicato per le Americhe: la Westindische Compagnie, la Compagnia delle Indie Occidentali. Nel 1603 la Compagnia s’impiantò a Giava e nel 1611 stabilì il proprio quartier generale a Batavia (l’attuale Giacarta) da dove i governatori generali pianificarono il loro dominio sul commercio asiatico.

Da qui un ultimo balzo verso il remotissimo, impenetrabile Sakoku, il “Paese chiuso”. Il Giappone. Scalzando i portoghesi cattolici e, soprattutto, i poco graditi missionari gesuiti, i pragmatici protestanti ottennero nel ’41 dal governo Tokugawa una stazione commerciale a Deshima, un’isoletta di 15mila metri quadri nella baia di Nagasaki. Per i nipponici l’unica finestra sul mondo sino all’arrivo, nel 1854, delle “nere navi” del commodoro statunitense Perry. Per gli olandesi un magnifico affare supportato da una valida flotta, impostata su piccoli e bene armati velieri detti East Indiamen.

Così, grazie proprio al cambiamento climatico, quella che sino ad allora era considerata nulla più di un’acquitrinosa landa di pescatori, carpentieri, birrai e pirati si trasformò in una potenza globale impiantata tra le Molucche e i Caraibi, il Capo di Buona Speranza e Nieuw Amsterdam (l’attuale New York), felicemente proiettata nel Gouden eeuw (il “secolo d’oro”), un tempo di abbondanza e magnificenza, lusso e progresso.


Articolo scelto da Patrizia Pisino - Gruppo CDC Digitale e Green

Fonte: https://it.insideover.com/ambiente/come-la-piccola-era-glaciale-in-europa-creo-una-potenza-globale.html

Commenti (34)

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    1. Gino 26 settembre 2023

      Di seguito le ultime previsioni della Zharkova (Natural Science > Vol.15 No.3, March 2023)

      « Nei prossimi 30 anni il Sole entrerà in un periodo di ridotta attività solare, il moderno grande minimo solare, che può essere definito come una "mini era glaciale", simile al minimo di Maunder. Ciò è già confermato dal più forte aumento di giorni senza macchie nel ciclo 25 [il ciclo attuale] rispetto a tutti gli altri cicli, o da un forte aumento dell'indice di metano nell'atmosfera terrestre, presumibilmente causato da una diminuzione della radiazione UV del Sole che ha innescato una diminuzione delle abbondanze di ozono terrestre. Ci sono stati anche segni di riduzione della temperatura terrestre registrati negli ultimi decenni fino al minimo tra i cicli 24 e 25, che ora sono stati annullati da un aumento probabilmente causato dall'avvicinarsi del massimo del ciclo 25 combinato con l'effetto del moto inerziale solare sulla temperatura di base.

      Dato che il ciclo 25 è ancora al suo massimo, un'ulteriore conferma della riduzione dell'attività solare e del suo effetto sull'atmosfera terrestre si avrà nel corso del prossimo decennio, nella fase discendente del ciclo 25 e nel minimo solare tra i cicli 25 e 26.

      [continua sotto...]

    2. Gino 26 settembre 2023

      Questo è il momento in cui si verificherà il grande minimo solare completo nel Sole, che porterà a una significativa riduzione del campo magnetico solare sulla superficie solare, causata dall'interferenza dirompente di due onde magnetiche generate dalla doppia dinamo nell'interno del Sole. Poiché gli effetti del SIM [Solar Inertial Motion] hanno un lungo periodo di 2200 - 2300 anni, non cambierà molto la deposizione di radiazione solare sulla Terra entro 30 anni dal GSM [Grand Solar Minima], che sarà pertanto principalmente definita dal GSM medesimo. Il primo GSM1 moderno si verificherà tra il 2020 e il 2053 con una riduzione dell'ampiezza del ciclo all'80% nel ciclo 25, al 30% nel ciclo 26 e al 70% nel ciclo 27 rispetto all'ampiezza massima del ciclo 24. Il secondo GSM2 moderno si verificherà nel 2370 – 2415. »

      https://www.scirp.org/journal/paperinformation.aspx?paperid=124007

    3. Primadellesabbie 26 settembre 2023

      Questa sembra la strada, o una strada da seguire per cercare di spiegare quello che sta accadendo.

      Ti ringrazio per il link.

    1. luciolandi 25 settembre 2023

      La scellerata attività umana 🤣
      Questo è un coglione che ha fatto le file per le siringhe altrimenti non avrebbe più mangiato.

    1. Arthur 25 settembre 2023

      A me risulta che la temperatura media in Europa all'epoca scese di 1-2 gradi.
      3-5 gradi mi sembra troppo.

      Per quanto riguarda il trasferimento dei banchieri e dei centri finanziari, non credo che sia dipeso dal clima o da cambiamenti economici innescati dalle mutate condizioni climatiche.
      Le famiglie e le élites della finanza sono sempre migrate laddove il potere consentiva loro di parassitare liberamente.
      I Paesi dove questo veniva consentito erano ovviamente quelli in cui erano al potere élites criminali senza scrupoli.
      E infatti i Paesi Bassi nel '600 erano impegnatissimi nella tratta degli schiavi e nel commercio deregolamentato.
      Poi nel '700 e nell'800 il paese all'avanguardia nel sistema criminale e colonialista divenne l'Inghilterra (con un sistema commerciale monopolizzato dalla sua Compagnia delle Indie Orientali, sul cui operato bisogna stendere un velo pietoso) e guarda caso i banchieri migrarono lì.
      Infine nel '900 gli USA sono diventati i bulli del pianeta e per l'ennesima volta certi soggetti migrarono di nuovo, ovviamente negli USA.

      La finanza sceglie sempre il posto peggiore poiché certi comportamenti richiedono una copertura politica e giuridica che è possibile soltanto in un paese dove sono al potere criminali e assassini della peggior specie.

    2. Arthur 25 settembre 2023

      Una parte delle élites finanziarie globaliste oggi vorrebbe migrare in Cina.
      Lo sanno tutti.
      Questo logicamente fa supporre che la Cina sia un paese governato da gentaglia.
      Se non fosse così, certe canaglie non l'avrebbero scelta come possibile e futuro centro di comando del progetto globalista distopico, disumano e criminale.

    3. WarezSan 25 settembre 2023

      Zitto zitto, che qui ci sono figure che si augurano che il mondo tutto venga a modello del "Sol dell'avvenire".

      E se apri bocca facendogli notare quanto il partito sia un cancro sociale ti rispondono al solito modo:
      "Eh, e quale sarebbe l'alternativa? Ma tu ci sei mai stato in Cina?".

    4. Arthur 25 settembre 2023

      "Ma tu ci sei mai stato in Cina?"

      Lo so, lo so...
      Me lo hanno chiesto un'infinità di volte, in genere quando non avevano argomenti con cui controbattere.

    5. casalvento 25 settembre 2023

      Mi sembri troppo severo con gli olandesi. La schiavitù era a quel tempo pratica diffusa ovunque. Immagino che anche i banchieri italiani vi investissero, se nel porto di Livorno, dove avveniva quel mercato, esiste ancora un monumento che rievoca.

    6. Arthur 25 settembre 2023

      Gli olandesi all'epoca erano ben organizzati, meglio di molti altri.
      Certi poteri non sono andati lì a caso.
      Chiaramente trovarono proprio nei Paesi Bassi un forte supporto.

      E non dimentichiamo che
      lo spirito del Capitalismo è riconducibile all'etica della religione protestante, in primis del Calvinismo.
      Il Capitalismo moderno è nato proprio lì.

      PS.
      Quando gli Inglesi nel 1688, temendo una Restaurazione Cattolica, chiesero aiuto, si rivolsero proprio alle élites dei Paesi Bassi.
      Poco dopo, nel 1717, a Londra nacque la Massoneria e i poteri finanziari migrarono lì.
      Il disegno è chiaro e i tasselli ci sono tutti...

      Tempo fa proprio qui su CDC è stato pubblicato un bell'articolo che trattava molto bene del ruolo di certe élites attive a Londra agli inizi del Settecento.

    7. casalvento 25 settembre 2023

      Proprio così. Gli inglesi impararono dagli olandesi, ma invece di essergli grati gli hanno fatto guerre a non finire. Grandi rapaci, razza padrona.

    8. LuxIgnis 25 settembre 2023

      Ci salverà la Meloni dai cattivoni cinesi e dai neo marxisti, satanisti, gnostici e quant'altro.
      Quella che s'è piegata in due, non dico come, a tutte le agende porcate degli ultimi tempi.
      Poi arriverà il reddito di cittadinanza universale e tutti vivranno felici e contenti senza più cattivoni in giro.

    9. Cangrande1965 25 settembre 2023

      Qualcuno può ritrovare e ri-pubblicare quell'articolo ?

      Grazie.

    10. BrunoWald 25 settembre 2023

      "Una parte delle élites finanziarie globaliste oggi vorrebbe migrare in Cina."

      Questo è il tema di fondo.
      A quel che è dato capire, sembrerebbe che la mafia aschenazita sia spaccata in due fazioni, una rimane atlantista mentre l'altra vuole stabilire un nuovo patto con la Cina, come dici tu.

    11. sbregaverse 25 settembre 2023

      1637 I BULBI IN BOLLA.

    12. Arthur 25 settembre 2023

      L'ho ritrovato.
      Eccolo:

      https://comedonchisciotte.org/larte-della-menzogna-politica-o-le-origini-1688-del-deep-state-britannico/

      Si parla delle origini del deep state britannico e del ruolo di certe élites corrotte.

    13. Arthur 25 settembre 2023

      Chissà, magari si distruggono a vicenda.

    14. Cangrande1965 26 settembre 2023

      Grazie mille !

    1. Divoll 25 settembre 2023

      Centinaia di scienziati, tra cui diversi Nobel, hanno sottoscritto una lettera aperta all'ONU (o alla UE, su questo non sono certo) in cui asseriscono l''esatto contrario, ovvero che l'impatto delle attivita' umane incide per lo 0,03%, mentre il CO2 non incide per niente (anzi, e' utile). Il "riscaldamento climatico antropocentrico" e' sostenuto da un'esigua minoranza di "scienziati" non-indipendenti, in base a modelli artificiali e manipolati, ingigantiti dai soliti media compiacenti al servizio dei soliti noti.
      L'impatto umano vero riguarda invece l'inquinamento (da non confondere con il clima, che dipende per il 99,9% dal sole e da altri fattori non-umani), ma sull'inquinamento, quello si, grave, chimico, elettromagnetico e da plastiche, su cui le grancasse mediatiche dicono poco o nulla.

    2. Primadellesabbie 25 settembre 2023

      "Quegli scienziati o sono ignoranti"

      E da quali altezze li giudichi?

      Improvvisamente compaiono dei pressanti appelli a unire l'intera umanità contro qualcuno o qualche cosa (e quando mai?).

      L'allarme climatico, con o senza coerenza con la realtà, serve a un preciso scopo, certo non al clima.

    3. danone 25 settembre 2023

      Il CO2 è utile solo nei giusti limiti.

      Giusto ed è proprio la presenza della vegetazione sul pianeta che si adopera ad assorbire gli eccessi di co2, crescendo in biomassa poichè si nutre-respira di co2. Quando c'è eccesso-abbondanza di co2 nell'atmosfera, la vegetzione l'assorbe, crescendo.
      Chi decide, don Vincenzo, quando è abbondanza o quando si deve chiamare eccesso quella abbondanza?

    4. Arthur 25 settembre 2023

      "come i sordi o i ciechi che non vogliono sentire o vedere…"

      È proprio quello che penso io di certe persone...

    5. Primadellesabbie 25 settembre 2023

      Beh, se ci tuffiamo nella fede gli schizzi assumono traiettorie fantasmagoriche.

    6. WarezSan 25 settembre 2023

      E ci mancavano le fregnacce con cortocircuito logico-semantico.

      Prima si accusano gli studiosi di essere ignoranti e al soldo di qualcuno, poi ci si attacca a delle teorie enunciate dagli stessi indicandole come fattuali e il tutto con il solo fine di accusare la brutta e cattiva umanità di causare sfaceli climatici.

      Ah già, tu sei il teorico della riduzione della popolazione, e sei anche quello che invece di levarsi di torno in qualche modo creativo si augura che l'umanità tutta venga decimata.
      Tutta tranne tu e la tua famiglia, ovvio.

      Davvero certe scemenze sono oltre il limite sopportabile.

    7. ducadiGrumello 25 settembre 2023

      questa dei 180 da dove arriva? no, perchè c'è un limite a tutto, e dovrebbe esserci anche all'idiozia. A 180 le piante sopravvivono a fatica, l'optimum è 3/4 volte tanto, in fioritura anche di più

    8. Primadellesabbie 25 settembre 2023

      Sono sicuro che ti rendi conto che, sempre indipendentemente da come stiano realmente le cose, schierandosi a favore di questo allarme si materializza un nuovo spazio di potere nel quale gli attuali conduttori del vapore (te li raccomando!) possano ulteriormente sguazzare.

      Indovina chi ne farà le spese?

    9. WarezSan 25 settembre 2023

      Te lo dico io come ha fatto, ha aperto google ed ha scritto una cosa del tipo:

      "piante crescita CO2 PPM".

      Manco ha aperto il link.

      Tu coltivi vite, io ho coltivato altro, e come te conosco molto bene le pratica di ottimizzazione delle piante in termini di resa, ed in indoor con gli strumenti adatti c'è poco da scherzare, devi sapere cosa stai facendo.

      Ha fatto la stessa cosa che hanno fatto altri sostenitori del fatto che:
      "se assunta con moderazione o in piccole dosi cocaina o eroina non creano dipendenza o problemi, anzi, sono liberatorie!".

      o quelli che:
      "l'elettrico in mobilità è sostenibile!"

      Il livello è quello.

      Anzi, peggio, perché qui si smantella un intero castello di carte basato si chiacchere da bar.

    10. ducadiGrumello 25 settembre 2023

      "Te lo dico io come ha fatto, ha aperto google ed ha scritto una cosa del tipo:
      “piante crescita CO2 PPM”."
      O quello, oppure è una citazione di qualche illustre climatologo, che so Larry Fink o Frans Timmermans

    1. Primadellesabbie 25 settembre 2023

      Molto interessante, può contribuire a spiegare il trasferimento dei banchieri dalla Penisola al Nord Europa.

    2. casalvento 25 settembre 2023

      Il boom olandese consisté anche nella istituzione di un vero e proprio sistema di banche. E tutto derivò, da quanto letto, dall'espulsione degli ebrei dalla Spagna, che furono accolti dagli olandesi, e che con le loro relazioni familistiche e la confidenza col denaro costituirono la base del capitalismo nascente. Il successo finanziario e soprattutto delle navi d'altura, furono adocchiati e copiati poi dai pecorai inglesi con la loro Compagnia delle Indie e la City.

    3. Primadellesabbie 25 settembre 2023

      Si, ma sono più interessato a approfondire le ragioni del trasferimento (con cambiamento del nome del casato) dalla Penisola delle famiglie che, fin lì, avevano monopolizzato la finanza Europea quando il Nord Europa, tutto assieme, rappresentava una frazione della ricchezza dello stivale.

    4. casalvento 25 settembre 2023

      Non so, ma immagino che costituissero un sistema, una rete di famiglie e forse quelle installate in Italia seguirono i maggiori flussi di denaro messi in moto dagli olandesi con le nuove colonie.

    5. Primadellesabbie 25 settembre 2023

      È stato un fenomeno troppo rilevante per poterlo spiegare con una ragione sola.

      I soldi e la sintassi della finanza non li hanno inseguiti, li hanno portati con sé dalla Penisola.

      Ti metto un nome per tutti, i 'del Banco' di Venezia, ma se fai una ricerca ne trovi altri, principalmente dalla Lombardia e dalla Toscana:

      https://en.wikipedia.org/wiki/Warburg_family

    1. indipendente 25 settembre 2023

      Che articolo assurdo. Oggi dobbiamo solo sperare in inverno sempre più miti. Altro che sardine!

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