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Che cosa avrebbe pensato oggi Guy Debord sull’immigrazione?

FONTE: MIMIMAMORALIA.IT

In un testo del 1985 dal titolo «Note sulla questione degli immigrati», Debord afferma – riassumendo – che la Francia non può più assimilare né i lavoratori francesi né le minoranze etniche, perché non esiste più una cultura francese, e nemmeno cristiana, musulmana, socialista o scientista. La diffusione dello spettacolo concentrato non può uniformare «che degli spettatori». Assistiamo alla «degradazione spettacolare-mondiale (americana) di ogni cultura».

Anche se non ci fossero immigrati, l’analfabetismo, la perdita di un linguaggio articolato e di ogni ragionamento è un dato di fatto. È comico attribuire questo disastro agli immigrati, i quali hanno perduto la loro cultura, senza poterne trovare un’altra. I Francesi si trovano nella stessa situazione, appena più segretamente.

 

Estratto da: L’avventura situazionista. Conversazione con Mario Perniola

Fonte: www.minimaetmoralia.it

Link: http://www.minimaetmoralia.it/wp/situazionismo-mario-perniola/

10.01.2018

Pubblicato da Davide

4 Commenti

  1. I francesi? Perchè noi italiani come siamo messi?
    Il nuovo governo smantellerà le provincie per sostituirle con una serie di bantustan per bianchi con Q.I. poco al di sopra di quello di uno scimpanze, e io che non ci credevo che le scimmie fossero nostre antenate.

  2. “Assistiamo alla «degradazione spettacolare-mondiale (americana) di ogni cultura»”.
    Ecco cosa succede quando si prende a modello un Paese di Zotici Ignoranti privi di qualsivoglia concetto legato al “Bello”.
    Non mi stancherò mai di ripeterlo: “Agli Americani la Cultura non li ha mai intaccati”. (Cit. Giorgio Gaber)

  3. Bisogna omaggiare Perniola, ottimo interprete del situazionismo e il maestro Debord.
    Detto questo, la frase citata va bene per esprimere i disastri prodotti dallo spettacolo, ma è errata, nel senso che non corrisponde alla realtà.
    Debord aveva la capacità di sintetizzare fenomeni complessi in frasi schematiche, che potevano apparire fulminanti a chi non le vedeva come provocazioni.
    Ma la realtà è restia a farsi schematizzare, anche da parte di geni e profeti. E allora da anni osservo i disastri prodotti dal consumismo / spettacolo / capitale nel Sud Italia, disastri che si sommano a quelli prodotti da una Unità d’Italia farlocca, realizzata dai servi genocidi dei Savoia. Ebbene, l’immaginario collettivo non può essere spianato, esso è come il tronco di un albero, organizzato a strati, se levi la corteccia emerge il tronco, se levi uno strato emerge quello interno. La distruzione di ciò che nella gente doveva esprimere lo Stato moderno (il rispetto delle leggi, le tasse, l’etica del lavoro, …) ha fatto emergere strati primordiali. Il Cristianesimo stesso appare come una vernice, sotto la quale c’è la ferocia dell’Iliade e dell’Odissea, l’antica Grecia e la dea Nemesi.