La peste bianca

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Non prendete questo articolo, vi prego, come una difesa dell’immigrazione, clandestina e non: non è questo.

Vuole essere un calepino, un block notes di appunti dove ho cercato di mettere insieme le tante – moltissime! – argomentazioni che riguardano il vertiginoso calo demografico europeo. Voglio portare soltanto delle argomentazioni sensate, perché continuare ad invocare le cannonate della Marina contro le navi degli immigrati mi sembra non solo improbabile al 100% ma, in fin dei conti, inutile e dannoso.

Ottaviano Augusto, primo imperatore, fu anche il primo – dopo un secolo di guerre civili – a governare un impero senza guerre dentro le sue frontiere, e la rinnovata stabilità interna condusse a tempi più tranquilli: l’Egitto forniva grano in abbondanza, i Galli erano diventati abili nella produzione di ceramiche, la Spagna forniva il pesce ed il prelibatissimo (per i loro palati) garum. C’erano ancora guerre di contenimento alle frontiere, ma la società italica – grazie alle abbondanti re-distribuzioni delle terre ai reduci – visse una nuova età aurea.

Immediatamente, però, la popolazione romana percepì che i pericoli erano passati, che ci si poteva divertire! Augusto giunse al punto di dover esiliare la figlia, Giulia, in un’isola per la sua condotta scandalosa.

Come per noi, anche per Augusto il problema era di dover garantire una natalità di “qualità”, altrimenti, un impero con i figli degli schiavi – non educati, che non conoscevano la lingua, ecc – non lo mandavi certo avanti.

A dire il vero, molti funzionari dello Stato venivano già allora cercati fra i figli dei liberti, che diedero buona prova nell’amministrazione e, nelle legioni ausiliarie, nell’esercito, ove la promessa della cittadinanza faceva gola.

Eppure, un sistema che aveva molto potere e gran parte del mondo allora conosciuto ai suoi piedi, dopo un secolo iniziò a scricchiolare, al secondo iniziò qualche crollo, nel terzo era già nella tormenta. Perché? Non perché erano giunti altri popoli da altre terre, bensì perché avevano cessato di riprodursi!

Ah, le donne…

La donna, inutile nasconderselo, è centrale nelle vicende di natalità: un tempo, anzi, la sua vita era centrata proprio sulla riproduzione, almeno fino alla Prima Guerra Mondiale. Poi, ci fu il cambiamento: le donne, forzatamente, entrarono nell’apparato produttivo…e non ne uscirono più!

D’altro canto, la donna di fine ‘800 aveva desideri, aspettative, programmi, sogni…che non sono nemmeno paragonabili a quelli odierni, dove apprezza l’indipendenza che la società moderna le consente mentre, a fine ‘800, non poteva nemmeno ereditare, bensì solo consegnare la propria dote al marito.

Oggi, se vuole, può placare la sua ansia di figli semplicemente, con un figlio generato da un rapporto qualunque (magari anche d’amore, poi concluso) mentre gli anticoncezionali la metteranno al sicuro da gravidanze indesiderate.

D’altro canto, oggi, non penso che si possa (e si desideri) riportarle – per editto – a quella condizione: eppure, qualcosa bisognerà fare. Ma dovrà essere un “fare” che riguarda la società nel suo insieme, non certo le sole donne. Perché anche le donne, pur emancipate e liberate da una sudditanza incongrua, non sono affatto contente!

Alcuni dati sull’Africa

Nel 1950 il paese sahariano del Niger, con 2,6 milioni di persone, era più piccolo di Brooklyn. Nel 2050, con 68,5 milioni di persone, avrà le dimensioni della Francia. A quel punto, la Nigeria, con 411 milioni di persone, sarà considerevolmente più grande degli Stati Uniti. Nel 1960, la capitale della Nigeria, Lagos, aveva solo 350.000 abitanti. Era più piccola di Newark. Ma Lagos ora è sessanta volte più grande, con una popolazione di 21 milioni, e si prevede che raddoppierà di nuovo nella prossima generazione, diventando la città più grande del mondo, con una popolazione all’incirca uguale a quella della Spagna. (1)

V’invito a leggere l’articolo citato in nota.

Le grandi “paure” dei demografi del Novecento – Cina ed India – le abbiamo alle spalle, giacché sia l’India e, soprattutto, la Cina stanno imboccando anch’esse la via del declino demografico.

Il vero problema, dunque, non è l’Africa – rimasta la sola grande area d’incremento demografico – ma le modalità di gestione dei movimenti migratori.

I dati sull’Europa

L’Unione europea ha raggiunto una popolazione di 509,4 milioni nel 2015, i suoi paesi costituenti hanno aggiunto circa un centinaio di milioni di persone (ossia immigrati, N. d. A.) dall’inizio degli anni Sessanta. Eurostat, l’agenzia di statistica dell’Ue, prevede che la sua popolazione raggiungerà probabilmente i 518 milioni entro il 2080. L’Europa dovrà importare persone. Senza migrazione, mostra Eurostat, la popolazione europea nel 2080 scenderebbe a 407 milioniPer mantenere costante la popolazione attiva della Germania, ai tedeschi serviranno 24,3 milioni di immigrati. (ibidem)

Meno siamo, meglio stiamo?

Apparentemente, le cose sembrerebbero stare così: ma è poi proprio vero?

Le “piramidi” demografiche ci mostrano un ben diverso andazzo: finché la base dei nuovi nati è larga, l’avvenire è assicurato ma, quando la “piramide” quasi si capovolge, le giovani generazioni sono troppo scarse per consentire ad una società la stabilità necessaria. Germania e Giappone sono le società più “vecchie” del Pianeta, con metà della popolazione sopra i 47 anni, seguite a ruota da Italia ed Austria.

Oggi, stanno “uscendo” dall’età riproduttiva le generazioni degli anni ’80 – già di per sé scarse – e si affacciano le generazioni degli anni ’90, ancora più scarse: già oggi, perdiamo circa 200.000 abitanti l’anno, ogni anno una città come Brescia, Perugia o Catania sparisce.

Ovviamente le città non scompaiono, sono le aree periferiche e le campagne a spopolarsi: in Spagna, ad esempio, c’è una società immobiliare, la Aldeas Abandonadas (2), che non vende solo abitazioni, bensì interi villaggi abbandonati!

Se voglio percepire il mutamento, se così lo vogliamo definire, mi basta affacciarmi alla finestra: quando acquistai questa casa, nel 1999, se mi affacciavo alla finestra vedevo una piana ordinata dai campi di grano, granturco ed erba medica. Nel paese giravano trattori carichi di patate o di legna. Oggi, qualche erbaio abbandonato e tanti noccioleti, che sono un modo per far rendere qualcosa il terreno quando non si hanno più le forze per coltivarlo.

Eppure, il pane, il vino, l’olio, i formaggi…continuiamo a consumarli: soltanto, non sappiamo più da dove arrivano.

I giovani, quando insegnavo, li salutavo e molto raramente li ho poi incontrati: finito il Liceo, Università…poi, solo racconti di genitori o di amici…vive a Udine, a Montreal, a Friburgo…

Il problema del rapporto fra occupati e produzione è sempre un dilemma: la produttività è cresciuta di circa un punto percentuale l’anno, ossia si produce di più grazie all’automazione. Ma, per contrappasso, le attività sociali crescono: basti pensare, oggi, a quanti lavorano per l’assistenza degli anziani.

Sull’altro versante, però, i frutti dell’automazione non sono stati suddivisi fra capitale e lavoro, bensì i contratti di lavoro sono diventati sempre più precari, e le retribuzioni premiano a dismisura i “piani alti” dell’impresa, mentre i lavoratori di basso livello hanno visto le loro retribuzioni inaridirsi, con buona pace del sindacato, venduto a chiunque offrisse qualche vantaggio a loro, non ai lavoratori.

Se desideriamo osservare dov’è finita la grande immigrazione dai Balcani (Albania, Romania, ecc) basta che ci rechiamo in un qualsiasi cantiere edile: è raro che la lingua “base” sia ancora l’italiano. Così come il settore tessile è in mano cinese, e l’agricoltura latifondista si serve principalmente di africani.

Forse, se le paghe nel settore agricolo fossero quelle sindacali, chissà…può darsi che qualche italiano si presenterebbe, ma dubito che sarebbero in tanti. Meglio, sarebbe gestire l’agricoltura mediante vere cooperative, come si fa in Olanda od in Spagna: in Italia, però, il latifondo è sempre presente e nessuno mai l’ha scalzato. Ho visitato, personalmente, un campo di 14 km x 5 in provincia di Padova ed una tenuta di migliaia di ettari in quel di Gravina, in Puglia.

La realtà sono, invece, le “aziende” che sfruttano all’osso gli africani, pagandoli quel che vogliono e poi, come se non bastasse ancora, “aziende” che concimavano le verdure destinate al consumo con compost ricavato dai rifiuti ospedalieri (3). Figuriamoci cosa gliene importa di far raccogliere i pomodori a 10 euro il giorno e se chi lavora, la sera, non ha nemmeno un tetto sotto il quale riposare!

In altre parole, per non continuare all’infinito a respingere (e poi far sbarcare lo stesso) navi e barconi, bisognerebbe che il governo si facesse portavoce, in Europa, di una conferenza diretta a trovare una soluzione, una vera soluzione. Ma una soluzione dignitosa anche per loro: siamo in grado di garantirla?

Potrebbe essere un quantitativo standard, deciso a livello europeo – tenendo conto anche dei bisogni europei di manodopera – stabilito di anno in anno con la ripartizione per ogni Paese perché l’Europa non può affidarsi a fumose trattative, di volta in volta, per queste faccende. Rimarrebbero i richiedenti asilo: ma, se non si vanno a fomentare guerre, è difficile che la gente scappi. Perché non iniziamo a ritirare il nostro contingente in Mali? Perché non chiediamo alla Francia di fare altrettanto?

Nemmeno va bene il concetto scaturito dall’accordo irlandese: dove arrivano, se li tengono. Bell’accordo!

Ci sono poi persone che temono d’inquinare la propria razza con culture diverse: questo, signori miei, è puro razzismo.

La cultura italiana, per quel che vedo e noto, se n’è già andata da un pezzo: la religione cattolica è diventata solo più un pio ornamento, per una civiltà che – nel bene e nel male – ne fece il suo cardine. Gli italiani credono alla reincarnazione, frequentano swami e comunità di vario tipo: una situazione molto simile a quanto avvenne nella decadenza dell’Impero, quando Adriano accettò Cristo come uno dei tanti Dei, nel frastuono afono della decadenza.

Non parliamo poi della vita sociale: un tempo, il bar era il luogo di ritrovo, dove eri sicuro d’incontrare gli amici di sempre, dove facevi la partita a calciobalilla od a ping-pong…esisteranno ancora, qui e là, posti del genere, ma io noto i bar già chiusi alle 9 di sera, i baristi non sono più orgogliosi, come un tempo, del loro mestiere “sociale”…no, contano i guadagni e basta.

Vi rendete conto che non riusciamo nemmeno più ad imbastire una Nazionale di Calcio almeno decente, anche se distribuiamo cittadinanze italiane a destra ed a manca, facendo ridere i polli?

Nessuno ne ha colpa e tutti ce l’hanno…quando una cultura decade, decade l’arte: la musica si fa rumore, il disegno impazzisce, la danza è scomposta…e, soprattutto – forse inconsciamente – passa la voglia di “passare il testimone” ad una discendenza, alla quale, non si saprebbe come giustificare la scelta.

Quindi, di cosa dovremmo sentirci defraudati dalle altre culture? Non sto parlando di chi delinque, ovvio, ma di chi ha semplicemente la pelle o gli occhi diversi dai nostri.

Ciò che m’intristisce è notare che anche gli immigrati, quando vengono da noi, smettono di fare figli: non subito, dopo un po’, quando realizzano dove sono finiti.

La nostra società ha così tante motivazioni di tristezza, al suo interno, da scoraggiare chiunque ci arrivi: si sforzano di mantenere le loro radici culturali, ma finiscono in una terra di nessuno dove ogni cosa perde di valore, ogni suono si tace, ogni volontà si estingue: per forza si chiudono nelle loro cerchie…vi rendete conto di cosa proponiamo? Un mondo di persone sole, in perpetuo contrasto le une con le altre, nessun valore superiore ma solo denaro, potere e denaro, auto di lusso, moto rombanti…c’è da meravigliarsi se non ridiamo più? Se non accettiamo più la scommessa di fare un figlio con la gioia nel cuore e la speranza di un buon avvenire per tutti?

Siamo un popolo infelice: abbiamo ben poco da proporre, da salvare…altro che temere fumose contaminazioni culturali!

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2019/07/la-peste-bianca.html

7.07.2019

(1) https://www.ilfoglio.it/bioetica-e-diritti/2019/02/11/news/e-crisi-da-culle-vuote-in-europa-237300/

(2) https://www.aldeasabandonadas.com/

(3) https://inliberauscita.it/cronoca/119965/23-indagati-rifiuti-usati-come-concime-nelle-campagne-di-roma-e-latina/

0 0 voti
Valuta l'articolo
55 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Vincenzo Siesto da Pomigliano
Vincenzo Siesto da Pomigliano
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Per fortuna, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente ci pensò il Cristianesimo a ridare il “giusto” ruolo alla donna per la stabilità della famiglia e per la “saldezza” della società…. Vero? Ed era ciò (una società salda basata sulla famigia) che gli antichi romani avevano faticosamente raggiunto alle origini della loro storia e che consentì loro di costruirsi quel “glorioso” e invincibile impero ancora non eguagliato da nessun’altra civiltà per durata, per valori e qualità della vita. Vero? E c’è anche da dire che la donna romana, rispetto a quella greca, per esempio, era molto più emancipata….. Chissà perché ogni volta che la donna “esce” dal suo ruolo, la civiltà va in crisi….. Forse perché il termine emancipazione viene travisato e strumentalizzato? Ergo, per sillogismo, c’è d’aspettarsi che anche gli immigrati dopo essersi integrati a loro volta non faranno più figli e a questo punto l’uomo si estinguerà se prima non ci penseranno le “anomalie” ambientali, vero? Come vogliamo risolvere la questione? Mettere al mondo figli è un atto d’amore (nel senso trascendentale del significato). Amore che il narcisismo e l’edonismo della società consumistica hanno sepolto sotto un mucchio di falsi valori: se si ama se stessi, il proprio corpo,… Leggi tutto »

PietroGE
PietroGE
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

L’unica cosa condivisibile di questo articolo è il fatto che esiste una crisi demografica italiana ed europea, un qualcosa già denunciato da decenni (da una parte politica) ma che è stato volutamente occultato con l’accusa di razzismo, anche se l’obiettivo era di mantenere i 2,1 figli per donna. Ma già, il terreno doveva essere preparato per l’invasione ( non l’immigrazione, quella è altra cosa) e ora si odono lamentele a destra e manca che l’Europa ha bisogno di migranti a milioni. Paesi come la Cina e il Giappone hanno già, o avranno presto, una piramide demografica invertita eppure non ci pensano neanche a far arrivare milioni di immigrati. Chi crede che sia possibile rimpiazzare gli europei che non ci sono più con africani, musulmani, asiatici vari ecc, ecc, crede alla bufala degli uomini che sono tutti eguali, a parte il colore della pelle , uomini senza identità, ridotti quindi a ‘colori’, ‘pezzi di ricambio’ per automobili che si illudono di poter ‘integrare’ nelle ‘fabbriche’ europee. La realtà, che si può vedere in ogni metropoli europea è che chi arriva non è un ‘colore’, è gente con una identità culturale e religiosa che non le permette di integrarsi in nessun Paese… Leggi tutto »

Holodoc
Holodoc
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Grazie Carlo, ottimo articolo. Penso sia evidente il paradosso dell’epoca in cui viviamo. Da un lato i giovani, la parte della società che con il proprio lavoro e fatica dovrebbe sostenere tutta la comunità, diminuisce. Dall’altro lato questi giovani non riescono a trovare un lavoro che, come i loro padri, gli consenta di vivere e far vivere i loro figli in maniera dignitosa. Secondo me è proprio questo paradosso che porta al calo nella natalità. Pensare che gli italiani facciamo meno figli solo perché la donna si è emancipata è molto riduttivo, basti pensare al fatto che nei paesi nord europei dove l’emancipazione è iniziata molto prima che in Italia, le nascite reggono molto meglio. Credo che in Italia sulla scelta di fare figli influisca molto la consapevolezza che questi rimarranno sulle spalle della famiglia di origine a lungo se non per sempre. Una nascevano più figli sicuramente per mancanza di metodi anticoncezionali, ma anche perché erano considerati una risorsa economica. I figli dei contadini iniziavano fin da 8 anni a lavorare, i maschietti (e per questo erano considerati come una benedizione) nei campi, le femminucce in casa (e per questo erano considerate una disgrazia se non si maritavano presto),… Leggi tutto »

ignorans
ignorans
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Bisogna trovare le cause che nell’articolo sono solo accennate.

Mario Poillucci
Mario Poillucci
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Complimenti sig Bertani, tanto per cambiare un altro articolo sontuoso!!! Come non apprezzarlo????? Epperò siamo sempre, ci ritroviamo di fronte al solito ”nodo di Gordio”!!!! Come tranciarlo, scioglierlo, risolverlo????? Graditissime risposte nel merito!!!! Grazie e buona giornata a tutti!!!

snypex
snypex
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Credo che non si sorride più perchè corriamo appresso alle nostre miserie di tutti i giorni per sopravvivere, non abbiamo il tempo di sorridere, la vita che abbiamo e che ci fanno vivere a tutti i livelli non ha motivo di sorridere, siamo schiacciati come sassi fino alla fine. Le nuove generazioni usano la scuola come se fosse un parco giochi, chi insegna conosce benissimo tutte le dinamiche. Risultato: lo standard culturale (di qualsiasi specie) è crollato drasticamente, Io ho sempre pensato che il futuro di una nazione lo si cotruisce nelle scuole. Il giovane uomo che cerca lavoro deve combattere contro dei fantasmi agitati dall’Euro (ce lo chiede l’Europa) e quindi procede disoccupato a vivere alla giornata senza meta. Chi ha la fortuna di lavorare deve sottostare alla legge di mercato (lo vogliono i mercati – ci imbottiscono di spreads per giustificare la stretta economica) e quindi accontentarsi dello status precario e del tozzo di pane che riesce a guadagnare figuriamoci farsi una famiglia. Chi riesce a pensionarsi in tarda età ha già un piede nella fossa a causa di malattie celate e/o aggravate dallo stress. I pensionati vengono colpevolizzati come se non avessero mai contribuito economicamente a costruire… Leggi tutto »

MONDO FALSO
MONDO FALSO
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

TUTTO VERO

MONDO FALSO
MONDO FALSO
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

una persona che non ha un popolo ,non ha un’identità ,non sa chi è ,non sa a chi appartiene ,non ha una guida, è una persona MORTA,

MONDO FALSO
MONDO FALSO
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Siamo una società triste e malata, le persone depresse sono in forte aumento e ormai la maggior parte della gente ha problemi psicologici

Mario Poillucci
Mario Poillucci
Reply to  MONDO FALSO
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Caro MONDO FALSO forse, personalmente, ho altri problemi! Tantissima terra da accudire, appena 330 piante di ulivo, cani, gatti, una volpe e cinghiali che mi attendono per cure, cibo, carezze! Mi manca un orso e un lupo poi l’arca di Noè è completa!! Nonostante tanta terra e tantissima possibilità di agriturismo, B&B, possibilità di lavoro soddisfacente, gratificante che genera profitto e soddisfazione, quando lo propongo a giovani robusti e aitanti senza nulla a pretendere ma, anzi, desideroso di donare senza alcuna contropartita siccome angosciato ed attristato nel sapere che, scomparso io, tutto andrà in malora, ebbene a quei ”giovani in cerca di lavoro, si drizzano i capelli sulla testa!!!! Chissà per che, per quale motivo diodecerebratoemalsanononchèsodaledischifosi!!!!

Pimander
Pimander
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Mai letta una caterva di luoghi comuni infarciti di falsita’ e ideologia come questo pezzo. Da dove comincio? Facciamo da qui: “La realta’, invece, le “aziende” [agricole] che sfruttano all’osso gli africani…” Le aziende? Non le multinazionali della distribuzione alimentare che ricattano gli agricoltori con prezzi “cinesi”? E per cinesi intendo derrate prodotte in spregio di basilari norme sulla salute, previdenza dei lavoratori, smaltimento rifiuti ecc., ecc.. Aziende Italiane che producono a norma e vedono competere il proprio prodotto di qualita’ con immondizia importata a bassissimo prezzo e senza dazi sarebbero responsabili di “sfruttamento all’osso” di manovalanza agricola? Ma non sara’ che sono quelle stesse multinazionali a sostenere l’immigrazione selvaggia e incontrollata? Ma dove vive chi scrive queste scempiaggini? Da quando in qua la crescita demografica e’ sinonimo di maggior benessere? Ma si andasse a leggere chi di questo argomento ne sa qualcosa: ad esempio Hosni Mubarak SU STAMPA ARABA: Capsico che sia piu’ comodo leggere l’ideologia de La Repubblica in Italiano ma se si vuole VERAMENTE informare sulla deomografia Africana faccia una ricerca sulle fonti in loco e vedra’ che un governante illuminato come Mubarak sosteneva che “La crescita demografica inghiotte tutti i profitti della crescita economica…” E come… Leggi tutto »

Marco Echoes Tramontana
Marco Echoes Tramontana
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Non so, io sorrido e non navigo nel lusso. Alcuni dei sorrisi migliori che ho visto in giro, li ho visti da persone con la pelle diversa dalla mia, perché alla fine, gli italioni depressi gli fanno anche un po’ tenerezza (e tanti altri sentimenti più o meno censurabili).

Dov’è il popolo che sorride su sto pianeta? Non c’è. Ci sono persone che trovano nel piccolo e nelle cose semplici il bello della vita. Così è stato e così sempre sarà probabilmente.

Annibal61
Annibal61
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Strano…dal mio punto di vista per aumentare la natalità si dovrebbero eliminare le aziende multinazionali ed i ricchi. Le multinazionali odiano i vincoli delle nazioni per cui meglio mescolare le genti, togliere identità e valori (producendo incertezze) idem i ricchi…questi amano i poveri e gli ignoranti in quanto verrebbero eliminati da una massa istruita…

Lsddsl
Lsddsl
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

L’individualismo egoista è ciò che domina la nostra società. Neanche la difesa comune dei nostri privilegi ci unisce. Ben venga la sostituzione.

Sonja Sovento
Sonja Sovento
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Tutto interessante ma rimanendo nel ns. immediato storico (diciamo dopo la WWII) l’uomo lavorava e la donna stava a casa (errore comunque) per badare ai figli.
In sostanza bastava uno stipendio per mantenere una famiglia con 2/3 figli.
Già più avanti (anni ’70-’80) uno stipendio solo non bastava (occorreva acquistare l’auto, andare in vacanza etc etc)
Senza farla troppo lunga i Governi non aiutano le coppie ad avere figli, dato che essi costano.
Quindi occorre fare politiche per la famiglia. Mi pare che in Svezia abbiano addirittura ridotto di qualche ora l’orario per lasciare le coppie etc. etc..
Il giappone (oltre a non fare sesso) non accoglie i migranti e si sono inventati i robot per assistere gli anziani.
Direi che è un bel casino e se i Governi non fanno qualcosa poi vengono in mente i soliti Kalergi, Soros e compagni di merende…

lady Dodi
lady Dodi
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Le motivazioni per far figli o non farli sono molto profonde. Non mi dilungo ma ritengo che nessuno abbia il diritto di spingere in un senso o nell’altro. Quanto all’aiuto dello Stato, benchè DOVEROSO, non cambia le cose di una virgola. Mi raccontava un Francese di tutto quello che lo Stato da per un bambino, ma lui stesso ha concluso: “Non è per questo che si fa un figlio”.
La Cina. Ha fatto la cavolata del figlio unico, quindi soppressione dei feti femminili e adesso non sanno dove cercar moglie i giovani cinesi di quella generazione. Forse anche per l’India è così. Toccare la natura è pericoloso.

MONDO FALSO
MONDO FALSO
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Spesso penso che non voglio avere un figlio perché la società italiana come anche tutta quella occidentale fa molto schifo

lady Dodi
lady Dodi
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Piccola precisazione storica. Cesare Ottaviano Augusto ha mandato in esilio la figlia su istigazione della terribile e intrigante moglie Livia. la quale, ha fatto pure uccidere i due figli di questa Giulia, che erano eredi diretti di Augusto per favorire il proprio figlio Tiberio. Cesare Augusto era una marionetta nelle mani della moglie, o forse si può anche dire che lei è stata il suo amore assoluto. Se l’era presa con prole e pure incinta di un altro. Fonti storiche estremamente serie, mi sfugge il nome dell’Autore ma il titolo era: “Augusto, il grande bluf.
Antonio Spinosa, forse. Titolo esatto “Augusto il grande baro”. Sempre forse, l’ho letto tanto tempo fa.

lady Dodi
lady Dodi
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Allora signor Bertani, vuole un aiuto per sapere perchè in Italia non si fanno più figli?
Si chieda allora: “Cosa rappresenta un figlio nel nostro inconscio?” Non certo il “bisogno di genitorialità” che non vuol dire nulla, ma il desiderio d’immortalità. Continuo?
Persino il computer mi sottolinea in rosso la parola “genitorialità, segno sicuro che NON esiste nel vocabolario, almeno fin quando non lo modificano ad uso e consumo dei comunisti che l’hanno lanciato.
Che l’hanno lanciato per far accettare che i gay abbiano figli: “desiderio di genitorialità! Cavolata! Anche loro cercano l’immortalità nei figli.

Dante Bertello
Dante Bertello
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Tra gli anni 1970 e 1980 mi ricordo che una delle maggiori paure inculcateci dai media, giornali e televisioni in primis, era l’aumento demografico e che, se non fossimo riusciti a contenerlo, avrebbe portato alla catastrofe il genere umano nel giro di pochi decenni. Ci veniva spiegato come il nostro pianeta non avrebbe retto alla continua crescita della popolazione umana, pertanto bisognava mettervi un freno. Adesso che le nazioni europee hanno raggiunto un tasso di natalità tale da contenere l’eccessivo sviluppo umano, come insegnatoci nei decenni scorsi, ci viene invece detto che dobbiamo far arrivare dall’Africa ragazzoni ben sviluppati per ripopolare le nostre nazioni. Cosa dovremmo fare ora? Arrabbiarci? Mi sembra il minimo… Così come hanno sbagliato a dirci che l’aumento della popolazione era un pericolo, adesso si sbagliano coloro i quali cercano di convincerci che ci sia la necessità di immettere forze esterne nei nostri paesi. Legga il libro “Armi di migrazione di massa” di Kelly Greenhill, ex assistente di John Kerry, non propriamente uno di destra visto che è stato Segretario di Stato con il Governo Obama. Leggendolo capirà come le migrazioni siano state usate soprattutto per destabilizzare. Tutti gli attori di queste migrazioni hanno i loro interessi… Leggi tutto »

Otorinolol
Otorinolol
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Se domani il governo ( o magari l’europa ) facesse un reddito di cittadinanza solo da spendere per i i figli e per i figli fino a 18 anni, per tutti i redditti, va da se che il problema demografico è risolto all’istante. I figli non pesano più ma anzi portano soldi a casa.

A quel punto toccherebbe indirre penalizzazioni per chi ne fa più di due…

Pensare invece di devastare il tessuto sociale di una nazione o di un continente già così fragile, solo perché siamo tutti esseri umani e abbiamo lo stesso dna ( lol, ditelo agli israeliani ) è ingenuità. Una guerra civile su base razziale o etnica, situazione latente in molte città europee, non porterebbe che a un altro calo demografico.

Il punto è che il declino demografico non è qualcosa che accade per sbaglio. In europa è pianificato e incentivato. Sicuramente non è contrastato in nessun modo. E infatti ci si limita a pensare di ovviare ai problemi facendo entrare stranieri, come fragole a natale.

Svevus
Svevus
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

La soluzione è una sola per salvare il pianeta : vaccinazioni ripetute obbligatorie in arfifriKa con Vaccino aHCG !

mimmo002
mimmo002
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Inutile negare la realtà.
Le diverse razze umane esistono.
Diversi fisicamente e intellettualmente.
Anche se per motivi “politicamente corretto” non si deve dire.

gix
gix
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Forse è un po’ duro da affermare, ma non è così scontato che fare figli sia un atto d’amore. Probabilmente non lo è per le donne africane, che ne fanno molti e con uomini diversi, non essendoci il concetto di famiglia che noi crediamo alla base del vivere civile. Ma se è per questo non lo era nemmeno nelle nostre campagne fino a prima della guerra, dove i figli spesso venivano sbattuti in giro e cresciuti da balie e famiglie allargate più che altro in base alle necessità. Quindi se si fanno figli, prima di tutto è perché si pensa di poter fare qualcosa di utile nella vita, conservando magari la speranza di godersene i vantaggi, compresi quelli della figliolanza. Dopodiché forse bisogna avere chiaro che negli ultimi decenni tutto il possibile è stato fatto per scoraggiare la maternità, quindi puntando soprattutto a distrarre la femmina, che ne è portatrice. Il risultato è che, volendo mantenere una società complessa creata in tempi di abbondanza numerica sulla base di culture secolari come la nostra, la prima vittima è proprio la cultura, impossibile da mantenere in una fase di decadenza numerica come quella attuale. Il problema non è tanto essere di meno… Leggi tutto »

Francesco Raucea
Francesco Raucea
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Articolo di rara intelligenza osservativa ma completamente nullo dal punto di vista di quella propositiva: il fatto gli é che, paradossalmente, l’abominevole stato socialborghese – associazione a delinquere e per prave azioni a capitale sociale integralmente rubato – si sta rivelando l’innaturale ma più potente contraccettivo esistente. Non dobbiamo dimenticare che i posteri non hanno modo di manifestare – la loro accettazione d’esser messi al mondo – se non attraverso una specie di procura virtuale detenuta dai loro genitori: genitori soddisfatti ed ottimisti sul futuro riveleranno tali loro sensazioni originando sufficiente prole. In realtà quindi anche precedentemente il proletariato – che ha sempre fatto una vita ai limiti della sopravvivenza e sopportazione – aveva ben scarsi motivazioni di procreare e, se e quando lo faceva, lo faceva più per completa irresponsabilità (mancando della televisione giusto scopando potevan passare le serate) che non per una consapevolezza, sempre insufficiente e che solo adesso incomincia a perseguire: un po’ come tuttora avviene in Africa. In quanto alla classe media – che conduceva vita abbastanza soddisfacente e di cui m’onoro d’aver fatto parte – adesso é stata decisamente proletarizzata, siamo i nuovi schiavi, mobilitati per la sopravvivenza di Poteron de Poteroni. Con queste premesse,… Leggi tutto »

giovanni
giovanni
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

buon giorno Bertani.
il primo punto su cui concordo è che mai nessuno aprirà il fuoco sulle navi negriere, ovviamente salvando a seguito solo i naufraghi di colore. ma sa, se non si spara, almeno si spera….
riguardo alla riduzione delle nascite un piccolo appunto : oggi fare un figlio per un uomo è puntare la sua vita su un tavolo da gioco; con la legislazione in vigore, lievemente modificata da un governo Berlusconi, ma le cui modifiche i giudici disconoscono , (non so se ricordate le intenzioni del Cavaliere di eliminare i tribunali dei minori, e relazionateli ai recenti fatti dell’Emilia, tutt’altro che rari) la madre, soprattutto se già moglie, assume diritto di vita o di morte sull’altro genitore!
infatti, come osservato nei commenti all’articolo, molto meno problematico lo spartisi cani e gatti!

cristina
cristina
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Il termine emancipazione è distorto dalla religione, vedono un obbligo quando non esiste un obbligo e quando hanno un obbligo non lo rispettano, ci sono molti abbandoni di prole e va ricordato spesso perché è la questione più grave verso la quale ho sempre dato delle dure condanne. Gli orfanotrofi, le comunità cd di accoglienza per minori sono piene, infanticidi, pedofilia e sfruttamento sessuale minorile e molto altro….è saggio non fare prole perché gli strumenti per proteggerli sono deboli e la perversione è in aumento perché la popolazione anziana è aumentata insieme alle migrazioni perché ci sono i cd contesti focolai di schizofrenia che è come la peste. Fanno un giorcosporco anche con l’immigrazione. C’è anche la rete di Missing children europe che affronta il fenomeno inquietante dei bambini-e scomparsi anche dalle cd case di accoglienza.

Pandroid
Pandroid
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Concordo con l’articolo su molti punti.
Fare figli? Io credo che chiunque abbia un minimo livello di consapevolezza sociale e culturale, nonchè un minimo dubbio sul futuro, si debba porre la domanda nel momento in cui i geni, l’istinto, la natura, ti suggeriscono che è il momento di fare un figlio.
Anzi, le domande: posso sostenerne economicamente il peso? Posso sostenerne l’impegno dal punto di vista del tempo a disposizione? Posso garantirgli la felicità, le opportunità? Come mi relaziono con il degrado, con gli obblighi, con le imposizioni sociali sempre più forti? Veramente foglio farlo crescere come un reietto? Mio figlio troverà il lavoro che oggi, con due lauree, non trovo io? La situazione migliorerà o come mi aspetto seguendo la logica ed i segnali che arrivano da ogni dove, tenderà al caos più totale? Sarò obbligato a sottoporre mio figlio ad ogni genere di trattamento sanitario per non perderne la potestà?
Io non trovo risposte positive a queste domande.

TizianoS
TizianoS
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

E’ strano che di fronte ad un problema così evidente (almeno per l’Italia) di grave calo demografico non ci sia nessun serio intervento governativo per correggerlo.
Avevo un amico che si lamentava per aver subito la “tassa sul celibato” introdotta da Mussolini. Il quale Mussolini si adoperò “personalmente” (secondo quanto raccontano) all’incremento delle nascite e introdusse provvedimenti a favore delle famiglie numerose.
Risolvere il problema con l’immigrazione di altre etnie può andare bene, a patto che non siano di razza camitica. Anche il paese meno razzista della terra, cioè Israele, mal tollera i suoi correligionari provenienti dall’Etiopia, come dimostrano le manifestazioni di protesta di questi giorni, vedi quanto riportato dai giornali:

https://www.google.com/search?newwindow=1&q=disordini+in+israele+degli+ebrei+etiopi&spell=1&sa=X&ved=0ahUKEwj4ocnTq6XjAhWC6qQKHY8BD4oQkeECCCwoAA

cap1971
cap1971
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Non condivido l’articolo, in questi giorni i media ci hanno bombardato sul fatto che in Italia non si fanno più figli, vero, ma bisogna anche andare a vedere le cause del perché: i giovani italiani e sono tanti sono stati mandati via da questo paese dai vari governi Monti, i igovani sono chiusy, e PD, Poletti meglio giocare a calcetto che mandare curriculum, agevolando quindi una migrazione, i giovani italiani per il 90% all’estero, anche i laureati, lavorano nel mondo della ristorazione, qui da noi no, i media ci dicono che certi lavori gli italiani non vogliono più farli, se noi non avessimo favorito questa emigrazione non avremo questo deficit di nascite, a meno che l’emigrazione dei nostri giovani non sia voluta. ai posteri l’aurda sentenza

bysantium
bysantium
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Perché a Bolzano la natalità per donna è 1,78 contro la media italiana di 1,34?

ton1957
ton1957
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Forse manca un Antonio Decurtis, in arte Toto, non si ride più perchè ci si vergogna del proprio reddito, non si fanno figli perchè ci si vergogna di non potergli dare tutto ciò che hanno in TV i ragazzi che ci mostrano come esempio (tutti straricchi e gay (che tra l’altro dopo tanti sacrifici se te ne viene uno gay, che non è pù neppure tanto difficile con il gender in circolazione, un pò ti girano)) ovunque si guarda ci sono esempi di ricchezza, per lo più ostentata o truffaldina che minano la nobiltà della miseria, la voglia di fare del povero e sotterrata dallo sfigatismo per mancanza di appartenenza, dal politicamente corretto del ceto alto, enfatizzato dalla TV, dal cinema, dai mega centri commerciali ed anche da internet dove troviamo milioni di visualizzazioni per un nuovo smartphone (che serve solo a ricordarti che tu sei sfigato e non puoi permetterti di spendere duemila euro per qualcosa che non serve ad un cazzo, sopratutto se sei padre e già fatichi con i pannolini ed il latte in polvere). Serve Toto, ridere e fottere e rivalutare la miseria….poi quel che sarà sarà, ma in TV, al cinema, in tutta la cultura… Leggi tutto »

lady Dodi
lady Dodi
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Ma cosa sono queste idee fasciste di fare più figli? E magari mettere una tassa sul celibato? Lo Stato si deve fare i fatti suoi, se ha 60 milioni di abitanti lavora per 60 mln, se ne ha 10 lavora per 10. Le pensioni? In Usa occorrono 2500 euro l’anno per avere una buona pensione e una buona assicurazione sanitaria, guardate invece le vostre buste paga, e altro che 2500 euro l’anno paghiamo! Pure io che, pensionata, non devo nemmeno più pagare i contributi. Ma già, il fascismo fra le altre porcherie, s’è inventato pure l’INPS. SEMBRAVA che fosse un favore….invece era una bidonata. Le cose si vedono a lungo termine.

natascia
natascia
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Anche a me questo articolo sembra sconclusionato. Per varie ragioni. 1. La demografia si occupa in modo quantitativo della popolazione umana e i dati riguardanti, sono espressi a livello matematico e statistico . Visti i livelli assurdi di antropizzazione a cui è sottoposto il pianeta mi chiedo se abbia senso lacerarsi le vesti per la cosi’ detta crisi demografica e i dati matematici che essa esprime. Certo, chi si è incistato in modelli di vita lunari, con rendite impensabili in altri tempi, o con livelli di distruzione in termini di vite umane e ambientali del tutto fuori del sistema naturale, si barrica in numeri e statistiche, credo che questo non vada bene. Andrebbe bene forse iniziare a valutare seriamente un’equilibrio ottimale del vivere umano con autoproduzione e ripristino ambientale costante in proiezioni di diminuzione di popolazione umana. Un disegno sociale che contempli un rientro sui consumi, sugli sprechi sulle impensabili accumulazioni usuraie , darebbe spazio alla corretta valutazione del vero bene rappresentato dalla cultura ad esempio italiana che non è andata ma solo attaccata . Esiste c’è ed è trasmissibile. Come la fede cattolica, viva e vincente perché unica nella sua tutela delle leggi NATURALI ma attaccata anche dal suo… Leggi tutto »

Tipheus
Tipheus
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

Carlo Bertani ha posto un problema vero, ben argomentato ed equilibrato. Solo voglio rassicurarlo sul fatto che le proiezioni africane sul 2050 sono come quelle sulla Cina o India di oggi di quando ero (eravamo) piccolo/i: sbagliate. Vedrete che nei prossimi vent’anni andranno a picco le fertilità anche là, sono solo un po’ più indietro. Già nazioni (se si può usare il termine) “evolute” come il Ghana sono sotto i 4 nati per donna. Mentre il Niger è sceso da poco sotto i 7. E’ inevitabile. Gli stati del sud dell’India hanno 1,7, quasi come l’Italia. Il gelo demografico è globale. Non credo che abbiamo bisogno di immigrati, perché il costo di accogliere una quota così alta di persone con cultura radicalmente diversa non compensa il beneficio di qualche lavoratore in più. Come del resto in Giappone o Cina (come ha detto giustamente PietroGE, ma mi dissocio sulle sicurezza sul superiore IQ di noi europei, quello è razzismo e basta). Qual è il problema dei problemi? Un po’ di denatalità (1,9 /2 nati per donna) farebbe bene a un pianeta esausto. Non certo un tracollo. Il problema dei problemi è l’eccessivo femminismo. Non giriamoci intorno. Ce ne vuole quanto basta… Leggi tutto »

paolodegregorio
paolodegregorio
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

non mi risulta che la Nigeria abbia 411 milioni di abitanti

CarloBertani
CarloBertani
Reply to  paolodegregorio
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

E’ la proiezione al 2050.

Franco Brocardo
Franco Brocardo
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

I problemi vengono esposti chiaramente, ma la soluzione proposta non credo sia condivisibile.

federico18
federico18
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Ma quale laurea ci vuole per dire una volta per tutte che in un mondo di quasi 8 miliardi di persone fare figli è un crimine grande quanto una casa?! Italioti o arabi o eschimesi non fa alcuna differenza, semplicemente la vogliamo smettere di dire che bisogna fare figli in un mondo già ultra sovrappopolato e ormai al collasso da ogni punto di vista: sociale, ambientale, e chi più ne ha più ne metta? Ce la facciamo una volta per tutte a parlare di sovrappopolazione, il cancro di questo pianeta????

raffaello nencioli
raffaello nencioli
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Secondo le proiezioni, tra il 2020 e il 2050 il tasso di fertilità totale mondiale scenderà al di sotto del tasso di sostituzione; di conseguenza si avrà un calo della popolazione mondiale. Mentre è previsto che la popolazione dei paesi in via di sviluppo nell’insieme passerà dai 5,6 miliardi del 2009 ai 7,9 miliardi nel 2050, la popolazione delle regioni più sviluppate non cambierà di molto, passando da 1,23 a 1,28 miliardi .Quest’ultima sarebbe dovuta diminuire a 1.15 miliardi se non fosse stato per la proiezione del tasso netto di migrazione dai paesi in via di sviluppo a quelli sviluppati, che prevede lo spostamento annuale di circa 2,4 milioni di persone dal 2009 al 2050.( https://www.unric.org/it/attualita/22580 ) Appunto, le migrazioni sono la risposta capitalistica al problema della denatalità nei paesi sviluppati, denatalità che determina minori consumi, rallentamento della crescita economica e conseguente stagnazione degli investimenti. La riproduzione allargata del capitale (Marx) non è assicurata e il capitale, come tale muore e si trasforma in rendita o pura speculazione. Altro effetto negativo per il capitale è l’invecchiamento della popolazione, che andando in pensione genera uno svuotamento, una diminuzione dell’”esercito di riserva” e conseguente aumento del potere contrattuale dei lavoratori occupati. A… Leggi tutto »

Tizio.8020
Tizio.8020
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Ti chiedo perdono in anticipo, ma non condivido nemmeno una delle tue considerazioni. Con la meccanizzazione del lavoro “volendo” si fà quasi tutto con uso minimo di manodopera. Esiste da molti anni la macchina raccoglietrice di pomodori (sì, raccoglie anche i “ciliegini”): Non vogliono usarla? Cazzi loro!!! Falliranno, e sarà un bene per tutti. Io abito in una zona dove l’agricoltura è mooolto meccanizzata, negli ultimi anni sono apparsi a decine i vigneti pregettati per fare tutto a macchina. Potatura, trattamenti fotosanitari, diserbo interfila, vendemmia! I frutteti al 75% sono coperti da reti, non solo contro la grandine. Eppure, ancora c’è che si lamenta e non guadagna nulla, c’è chi si affida ad extracomunitari per raccogliere frutta, e sono gli stessi che hanno frutteti mal curati, con frutti minuscoli , alberi secchi e senza foglie, non fanno la cascola primaverile, etc etc. Gli altri? Si lamentano lo stesso, ma investono. Se la motivazione per far entrare clandestini nullafacenti è quella di eventualmente farli lavorare in agricoltura, allora non ci servono. Ci rendiamo conto che tutte le Aziende Agricole si lamentano, ma intanto siamo l’unico Paese in cui NON pagano Tasse?? Non è che ne paghino poche: NON ne pagano punto!… Leggi tutto »

raffaello nencioli
raffaello nencioli
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

Il grafico che segue: https://www.explodingafrica… mostra un fenomeno assai interessante; a partire dal 2000 il trend di crescita della popolazione nei paesi sviluppati, che immagino siano i paesi avanzati del sistema capitalistico mondiale, USA/Canada, Europa, Australia, Giappone e qualche altro minore (poco più di un miliardo di persone) si ferma e in prospettiva futura tende a diminuire. In Asia lo sviluppo capitalistico e industriale, in particolare quello della Cina sotto la direzione e il controllo dello stato, ha consentito un sensibile miglioramento delle condizioni di vita di quelle popolazioni. Ciò ha fatto emergere una tendenza alla diminuzione della crescita della popolazione,allineando il trend demografico della Cina a quello dei paesi sviluppati. In Africa questo sviluppo non c’è stato, anzi l’Africa è diventato terreno di sfruttamento neocoloniale delle risorse naturali da parte delle tradizionali potenze colonialiste come USA, Regno Unito, Francia, che hanno adottato nei confronti dei paesi a loro sottoposti feroci politiche di sfruttamento e repressione, alimentando conflitti anche tribali o religiosi, con lo scopo di mantenerli nel sottosviluppo e nella sottomissione. Questa condizione di repressione e violenza, subita da quei gruppi sociali oppressi, pare sia la causa di fondo che determina l’incremento esponenziale della crescita demografica degli africani, esattamente… Leggi tutto »

mingo
mingo
20 Settembre 2019 , 1:21 1:21

E’ il primo articolo che leggo dopo tanti anni che cerca di andare oltre il concetto ,calo demografico è dovuto ai soldi . In realtà il calo demografico Italiano ha molte facce o cause e tutte sono giuste( tolto gli allinei e il sette sataniche) , ma vanno viste nell’insieme e non singolarmente perché non danno un quadro giusto del problema .Noto che nell’articolo sene accenna a qualcuna in modo abbozzato come -Problemi di soldi e dignità lavorativa, tristezza e depressione per un futuro percepito oscuro . Ma non sono solo questi ,la verità che la società Italiana e la famiglia con essa non spingono i figli a procreare ed andare via di casa e questo si ha anche in condizioni ottimali (con i soldi ),insomma non si fa sentire il peso che stare in fidanzamenti minimo di 10 anni o oltre non è normale ,che prendersi le proprie responsabilità è giusto e doveroso ,invece di rimanere in una società e famiglia che ti protegge a modo suo ma che ti soffoca. C’è quindi un grosso problema “culturale” oltre che economico e fa bene a dire che come Italiani non abbiamo digerito affatto l’emancipazione femminile.O meglio di facciata si ma… Leggi tutto »

ferdy
ferdy
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

Ho letto l’articolo fino alla seguente perla; ” Ci sono poi persone che temono d’inquinare la propria razza con culture diverse: questo signori miei è puro razzismo”, Quindi per Carlo Bertani le razze non esistono, gli uomini sono tutti uguali, chi non vuole i nipoti meticci è razzista. Egregio signor Bertani, la fola che le razze non esistono è stata preparata , divulgata e ben inculcata in parecchia gente, compresi in persone di elevata cultura come penso sia Lei, dagli stessi personaggi che hanno ideato , finanziato e messo in atto l’invasione dell’Europa da parte di giovani africani . Le razze esistono , signor Bertani e per alcuni genetisti di elevato spessore , alcuni popoli africani non sono neppure completamente sapiens.

Bottiglia
Bottiglia
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

Non so più cosa pensare. So solo che sono preoccupato terribilmente. Io ho 35 anni, mia moglie 30, nostra figlia 4 mesi. Ci abbiamo messo 2 anni di (piacevoli ehh per carità) tentativi ma é arrivata solamente quando mi sono licenziato da un lavoro debosciante e merdoso che mi faceva soffrire psicologicamente e di riflesso fisicamente. Rovesciai la scrivania e scaraventai il monitor contro quel pezzente ritardato raccomandato del mio capufficio all’ennesima frase denigrante. Se non mi fermavano l’avrei ammazzato. Ho tirato fuori il pene e gli ho pisciato contro e sulla sua scrivania e me ne sono andato per sempre. Lavoravo con merdosi cinquantenni vuoti come una tazza del cesso dopo aver tirato l’acqua, il cui unico scopo nella vita era mantenere quel tumorifico lavoro ritardante, seguire il calcio di merda, parlare di auto e andare a fighe di legno. Un mese e mezzo dopo mia moglie era incinta. Ora sono padre. Felicemente padre di una bimba gagia ricciolina che mi sorride e mi tira la barba gagia. E marito innamorato. Ho un discreto gruzzolo da parte messo faticosamente (ma gloriosamente) via sin dai tempi della lira. Ho viaggiato a piedi e con l’autostop dall’età di 15 anni. Mentre… Leggi tutto »

Rossi Mario
Rossi Mario
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

Partiamo con le cause che hanno decretato il crollo dell’impero romano:Crisi militare-Aristocrazie e proprietari terrieri- Nazioni e Impero multietnico-Decadenza:Roma fu conseguenza naturale della sua grandezza. La prosperità portò a maturazione il principio della decadenza…Invece di chiederci perché fu distrutto, dovremmo sorprenderci che abbia retto tanto a lungo. Le legioni vittoriose, che in guerre lontane avevano appreso i vizi degli stranieri e dei mercenari il vigore del governo militare fu indebolito e alla fine abbattuto dalle istituzioni parziali di Costantino, e il mondo romano fu sommerso da un’ondata di barbari. Spesso la decadenza di Roma è stata attribuita al trasferimento della sede dell’ImperoTutto l’opposto di quello descritto.Una volta si facevano figli,perchè servivano per lavorare nelle campagne che i contadini avevano di proprietà,poi da quando l’italia si è industrializzata,questa forza lavoro non serviva più,perchè i proprietari come hai scritto nell’articolo,sono pochi latifondisti,che sfruttano come schiavi i neri che ci lavorano.Oggi inoltre ci sono i robot,che lavorano al posto degli esseri umani,questo è il problema del calo delle nascite e della crisi economica in atto.Un’altro grosso problema sui migranti,a cui nessuno interessa una cippa è quello che :chiesa-mafia-cooperative-ong ci guadagnano miliardi a spese dei contribuenti,e questo con la crisi in atto,agli italiani poveri,fà… Leggi tutto »

Nightwhisper
Nightwhisper
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

Articolo totalmente sbagliato. I meticciamenti ci sono sempre stati, per amore o per violenza, ma si trattava di scelte personali in situazioni contingenti. Il meticciamento di oggi che Bertani ci vuole sdoganare come indispensabile è un preciso disegno di élite che si guardano bene dal meticciarsi. Vedi ad es. Israele e gli J.
Non mi dilungo perché in quasi 150 commenti è stato detto praticamente di tutto e la posizione buonista dell’autore è stata smontata ben bene sotto il profilo genetico, antropologico, etnologico, sociologico, culturale, geografico, storico, clinico, ambientale, eccetera.

SanPap
SanPap
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

ho provato a girare la domanda: perché una volta si facevano più figli ? la mortalità era più alta, quindi fare molti figli permetteva di aumentare la probabilità che alcuni figli sopravvivessero se la famiglia non aveva molte possibilità economiche, i figli si mettevano a lavorare già in tenera età, aumentando le entrate complessive della famiglia; nel tempo il lavoro minorile è stato osteggiato (scuola dell’obbligo) e proibito: la fonte di entrate è diventata una causa di uscite. se la famiglia aveva disponibilità economiche (botteghe, studi professionali, terreni, immobili, ecc) i figli erano un modo per non disperdere il “patrimonio” della famiglia; lo stile di vita attuale (i figli non seguono le orme dei genitori; lo stato decurta pesantemente le eredità) ha resa molto meno prepotente questa necessità avere delle figlie femmine era una benedizione, perché era sottinteso che poi, quando i genitori (ma anche i primi nati) non fossero più stati in grado di lavorate, si sarebbero prese cura di loro: l’assistenza sociale ha mitigato di molto questa necessità, magari permettendo l’importazione di succedanei ————————————————————– un fenomeno che non sono riuscito a spiegarmi: Germania/Austria, Giappone e Italia sono le nazioni con la più bassa natalità mondiale, e sono anche… Leggi tutto »

Platypus
Platypus
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

Dopo la valanga di commenti suscitati da un tema sicuramente inquietante quale è il declino demografico della civiltà occidentale ed occidentalizzata, mi permetto di osservare che, forse, il problema sollevato da Bertani sia stato solo parzialmente trattato. Non penso che l’intenzione fosse di promuovere un referendum pro o contro immigrazione (se non è così l’autore mi corregga visto che è tra i commentatori) ma di farci notare come la pianta rigogliosa sul suolo natio, avvizzisca rapidamente dopo il trapianto nel nostro terriccio insterilito. Il vero problema non è l’immigrazione ma una società insterilita e sterilizzante che ha bisogno di manodopera estera quando ha livelli di disoccupazione, specialmente giovanile e di soggetti scolarizzati, a livelli allarmanti, che tiene i cittadini fuori dalle logiche produttive e riproduttive fino ad età nelle quali un tempo si diventava nonni e pensionati; lo so, lo so qualcuno obbietterà che la vita media si è allungata, che i sessant’anni di oggi sono i quaranta di una volta, etc… ma se si può prendere per i fondelli il prossimo e l’anagrafe sembrando più giovani non si può fare altrettanto con la biologia. cosa ha causato questa sterilità? risposte ne potremmo dare a piacimento: il consumismo, il neoliberismo,… Leggi tutto »

Rugge
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

“quando una cultura decade, decade l’arte: la musica si fa rumore, il
disegno impazzisce, la danza è scomposta…e, soprattutto – forse
inconsciamente – passa la voglia di “passare il testimone” ad una
discendenza, alla quale, non si saprebbe come giustificare la scelta.”

Continuare a “mescolarsi” aiuta a minare ancora di più le basi, sempre meno solide, della nostra cultura.

Ottima analisi.. è un piacere leggere Bertani.. Ma la tesi finale è un po’ superficiale.. Non da Bertani..

Enrico Di Bartolomei
Enrico Di Bartolomei
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

Ci mancavano solo i baristi, che non sono più quelli di una volta…
Semplice oggi la meccanizzazione sta riducendo il lavoro e i lavori faticosi, il problema della crescita demografica è solo dell’africa e non di certo degli altri, quando gli africani non avranno più risorse smetteranno di fare figli, tanto la soluzione non è portarli in europa.

mario michele d
mario michele d'onofrio
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

sarei curioso di sapere quanti sono al mondo (quindi non solo in Europa o in Italia) coloro che fanno figli per scongiurare il calo demografico

Pfefferminz
Pfefferminz
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

La mia spiegazione del declino demografico è racchiusa nel concetto di “sviluppo della personalità” o “realizzazione di se stessi”. Mi spiego: fino ad un secolo fa il modo di come trascorrere la propria vita era segnato per i più, si metteva su famiglia ovvero vi era una tacita costrizione a sposarsi e fare figli. (Chissà perché in questo momento mi viene in mente una frase dell’Antigone di Jean Anouilh: “Marie toi vite, Antigone. La vie ce n’est pas, ce que tu crois”)
Negli ultimi decenni (forse i prodromi risalgono all’epoca dei figli dei fiori), si è diffuso e radicato il concetto che si può dare un’impronta personale alla vita, che la vita è una chance per esprimere le proprie potenzialità. Procreare è quindi uno dei modi, fra i tanti, di realizzarsi.

gio
gio
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

Spesso affascinato dalle sue disquisizioni non posso che pensare che il caldo le abbia giocato un brutto scherzo a lei o a me che non ho capito cosa il suo articolo vuole dire, se non il solito accogliamo più immigrati perché non abbiamo alcuna capacità di riinventarci, sentito e risentito da tutto il mainstream ormai anche don Chisciotte compreso con buona pace e vittoria dei mulini a vento

Alessandro Guardamagna
Alessandro Guardamagna
20 Settembre 2019 , 1:20 1:20

L’intervento è interessante, ma rimane da capire come può rappresentare una soluzione al calo delle nascite far arrivare milioni di Africani e mediorientali in Europa laddove una forte componente degli immigrati sono interessati solo ai guadagni, non ad integrarsi, come quei baristi che citavi. A questo va aggiunto che non è tecnicamente ne logicamente fattibile importare un continente in un altro per risolvere i rispettivi problemi di natalità e accesso alle risorse: le risorse del pianeta, come quelle dell’europa e degli stati che la formano sono cmq finite, e neppure Roma, che all’apice della sua potenza nel II D.C. contare su risorse potenzialmente illimitate e controllava un impero che si estendeva dalle highlands ai confini dell’Arabia, accoglieva tutti indiscriminatamente, anzi.

Dissento sul fatto che la cultura Italiana si sia disgregata in qualcosa di indistinto.

Il problema rimane, come giustamente sottolinei, una soluzione istituzionale a lvl europeo che finora non si è mai voluta approntare.